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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; La Higuera</title>
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		<title>La maestra che diede l&#8217;ultima cena al Che: “Tutto il mondo si innamorò di lui, alla fine”</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 22:08:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
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		<description><![CDATA[“Si saluta”. Questa fu la cosa prima che ascoltò una giovane e bella maestra de La Higuera quando entrò nella scuola del suo paese per vedere coi suoi propri occhi quel “mostro” che, secondo l'esercito, minacciava la pace dei contadini del sud-est boliviano. Julia Cortez rimase muta osservando Che Guevara. Ferito, sporco ed in stracci, il leader della guerriglia di Ñancahuazù riuscì a sedurre la ragazza di 19 anni per le sue “fazioni perfette” e la sua maniera di parlare. “Tutto era bello in lui, il suo viso, le sue mani, la sua forma di guardare, i suoi occhi… Tutto il mondo si innamorò del Che, alla fine ”, racconta Julia, emozionata. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10198" alt="Che-preso" src="/files/2017/10/Che-preso.jpg" width="580" height="334" />“Si saluta”. Questa fu la cosa prima che ascoltò una giovane e bella maestra de La Higuera quando entrò nella scuola del suo paese per vedere coi suoi propri occhi quel “mostro” che, secondo l&#8217;esercito, minacciava la pace dei contadini del sud-est boliviano. Julia Cortez rimase muta osservando Che Guevara. Ferito, sporco ed in stracci, il leader della guerriglia di Ñancahuazù riuscì a sedurre la ragazza di 19 anni per le sue “fazioni perfette” e la sua maniera di parlare. “Tutto era bello in lui, il suo viso, le sue mani, la sua forma di guardare, i suoi occhi… Tutto il mondo si innamorò del Che, alla fine ”, racconta Julia, emozionata.</strong></p>
<p>Catturato l’8 ottobre 1967, il Che volle parlare con la giovane maestra e dopo salutarla le ha fatto una curiosa osservazione: “Mi disse che c&#8217;era una parola scritta male sulla lavagna, ‘Angolo’, che le mancava l&#8217;accento. Ed io gli dissi che dal momento che era scritta con maiuscola non era necessario l&#8217;accento. Lui insisteva di sì, ma quando andò via il militare che lo custodiva, mi diede la ragione e mi disse che voleva solo parlare con me.”</p>
<p>La maestra pensionata assicura che dopo portò al Che “un piatto di zuppa di arachidi”. “E lui la divorò”, dice Julia: “E quando andavo già via, mi ringraziò per il cibo e mi disse che io avrei avuto una gran ricompensa. Quindi mi domandò se io sapevo che cosa avrebbero fatto di lui.”</p>
<p>La maestra se ne andò a riposare e dopo un momento sentì la raffica maledetta: “Fui correndo e quando lo vidi era già morto. Fu il peggiore momento della mia vita; mi rimase questo trauma per sempre”. Due settimane dopo l&#8217;esecuzione del Che, si riannodarono le classi ne La Higuera. Il primo giorno, Julia e suoi pochi alunni raccolsero tutte le “vestigia” che erano rimaste della presenza del Che e le seppellirono dietro la scuola.</p>
<p>Preso da El Mundo</p>
<p>foto di Julia Cortez: César G. Calero</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_10199" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10199" alt="Julia Cortez" src="/files/2017/10/La-maestra-que-le-dio-la-última-comida-580x435.jpg" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">Julia Cortez</p></div>
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		<title>Ricordo del Che Guevara è vivo a La Higuera, 46 anni dopo la sua morte</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Oct 2013 23:02:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[9 ottobre 1967]]></category>
		<category><![CDATA[assassinato]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
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		<description><![CDATA[La Higuera, un villaggio sperduto nella geografia della Boliva, è oggi il centro delle illusioni e delle utopie della Rivoluzione in America Latina, perché lì è morto un uomo ed è nato un mito: quello del Che Guevara. Come ogni anno ai primi di ottobre, il borgo rurale di miserabili case di fango e paglia è pieno di turisti e pellegrini che si recano all'ultimo luogo in America che ha visto in vita il guerrigliero argentino-cubano, il sito che si è portato via il suo ultimo pensiero ed il suo ultimo sguardo.]]></description>
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<div id="attachment_7173" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7173" src="/files/2013/10/Monumento-al-Che-en-la-Higu.jpg" alt="Monumento al Che a La Higuera" width="300" height="185" /><p class="wp-caption-text">Monumento al Che a La Higuera</p></div>
<p>La Higuera, un villaggio sperduto nella geografia della Boliva, è oggi il centro delle illusioni e delle utopie della Rivoluzione in America Latina, perché lì è morto un uomo ed è nato un mito: quello del Che Guevara.</strong></p>
<p>Come ogni anno ai primi di ottobre, il borgo rurale di miserabili case di fango e paglia è pieno di turisti e pellegrini che si recano all&#8217;ultimo luogo in America che ha visto in vita il guerrigliero argentino-cubano, il sito che si è portato via il suo ultimo pensiero ed il suo ultimo sguardo.</p>
<p>Oggi, quasi mezzo secolo dopo questi avvenimenti, dopo che i proiettili e gli ideali del Che hanno sconfitto la dittatura di Renè Barrientos e la CIA, gli abitanti de La Higuera hanno creato una sorta di culto profano verso l&#8217;immagine del guerrigliero, che è stato considerato un santo e pregano il Che perché faccia miracoli, gli offrono fiori e gli accendono candele.</p>
<p>Delegazioni di Cuba ed Argentina, tra cui il fratello minore di Guevara, Juan Martin, si sono incontrati oggi al villaggio per effettuare un atto di commemorazione, quando si compiono 46 anni dell&#8217;assassinato, in una vecchia e piccola scuola che è stata conservata come un luogo di culto.</p>
<p>Molti degli abitanti de La Higuera ricordano quel giorno del 1967, ed alcuni chiedono anche dei soldi per raccontare la storia, ma tutti sono consapevoli del fatto che dal 9 ottobre 1967, nulla è stato più lo stesso, in questo villaggio a sud est della Bolivia.</p>
<p>Julia Cortez, un&#8217;insegnante in pensione, racconta che è stata l&#8217;ultima ad offrirle un pasto, una zuppa di arachidi, e lui l&#8217;ha rimproverata perché -essendo lei un&#8217;insegnante- aveva scritto senza accento la parola “ángulo” (angolo) sulla lavagna della scuola.</p>
<p>Alcuni descrivono come il vento ha scosso la notte ed in seguito hanno capito che era perché il prigioniero della piccola scuola era stato ucciso.</p>
<p>Il boia di Guevara, l&#8217;ex sargente boliviano Mario Teran, ha raccontato al ministro dell&#8217;Interno, Antonio Arguedas, quali sono state le ultime parole del Guerrigliero. Ha detto al suo esecutore: Calmati e punta bene! Stai uccidendo un uomo!</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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