<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Juan Guaidò</title>
	<atom:link href="http://it.cubadebate.cu/tag/juan-guaido/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://it.cubadebate.cu</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Sep 2023 14:48:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>es-ES</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.8.1</generator>
	<item>
		<title>Tribunale Supremo di Giustizia in Venezuela annulla decreto di Guaidò su riorganizzazione di TeleSur</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/01/29/tribunale-supremo-di-giustizia-venezuela-annulla-decreto-di-guaido-su-riorganizzazione-di-telesur/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/01/29/tribunale-supremo-di-giustizia-venezuela-annulla-decreto-di-guaido-su-riorganizzazione-di-telesur/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2020 03:26:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Guaidò]]></category>
		<category><![CDATA[Patricia Villegas]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[TeleSur]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=11318</guid>
		<description><![CDATA[La magistrata Lourdes Benicia Suarez Anderson è stata incaricata del processo del ricorso di nullità presentato dalla presidentessa del mezzo di comunicazione, Patricia Villegas. Il Tribunale Supremo di Giustizia del Venezuela ha informato questo mercoledì che la Sala Costituzionale ha dichiarato la nullità assoluta del decreto che stabiliva una Commissione per la Riorganizzazione della multi-piattaforma informativa TeleSur. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11319" alt="telesur" src="/files/2020/01/telesur.jpg" width="580" height="294" />La magistrata Lourdes Benicia Suarez Anderson è stata incaricata del processo del ricorso di nullità presentato dalla presidentessa del mezzo di comunicazione, Patricia Villegas.</strong></p>
<p>Il Tribunale Supremo di Giustizia del Venezuela ha informato questo mercoledì che la Sala Costituzionale ha dichiarato la nullità assoluta del decreto che stabiliva una Commissione per la Riorganizzazione della multi-piattaforma informativa TeleSur.</p>
<p>Attraverso una nota di stampa del massimo ente giudiziale del paese, hanno affermato che la decisione è stata presa per incostituzionalità e carenza di effetti giuridici del Decreto di creazione della Commissione per la Riorganizzazione di C.A. Telesur Venezuela e le sue aziende affiliate.</p>
<p>Inoltre, la magistrata ha anche annullato le designazioni di Leopoldo Helimenes Castillo Atencio e Larissa Herminia Patiño Gudiño, reiterando che l’unica designazione valida è quella di Villegas.</p>
<p>Inoltre il tribunale ha sentenziato che qualunque attuazione in nome e rappresentazione di “La Nuova Televisione Del Sud Venezuela C.A.” (Telesur) che non sia realizzata per l&#8217;unica rappresentazione valida del canale televisivo, non compromette gli interessi dello Stato.</p>
<p>Agli inizi di gennaio, il deputato oppositore Juan Guaidò, presidente immaginario del Venezuela, ha minacciato la multi-piattaforma mediante le reti sociali, annunciando un processo di riorganizzazione del mezzo informativo.</p>
<p>da TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/01/29/tribunale-supremo-di-giustizia-venezuela-annulla-decreto-di-guaido-su-riorganizzazione-di-telesur/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Venezuela, Guaidó nega di gestire fondi internazionali ma la statunitense USAID lo smentisce</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/01/15/venezuela-guaido-nega-di-gestire-fondi-internazionali-ma-la-statunitense-usaid-lo-smentisce/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/01/15/venezuela-guaido-nega-di-gestire-fondi-internazionali-ma-la-statunitense-usaid-lo-smentisce/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2020 21:49:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti illeciti]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Guaidò]]></category>
		<category><![CDATA[USAID]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=11293</guid>
		<description><![CDATA[In Venezuela il deputato golpista Juan Guaidó sostiene di non gestire fondi internazionali. Tuttavia viene smentito da un rapporto pubblicato da USAID (Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale) dove si evince che che l'agenzia ha fornito "più di 128 milioni di dollari per finanziare programmi a sostegno del presidente ad interim Juan Guaidó e della sua amministrazione".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11294" alt="Guaidò" src="/files/2020/01/Guaidò.jpg" width="580" height="263" />In Venezuela il deputato golpista Juan Guaidó sostiene di non gestire fondi internazionali. Tuttavia viene smentito da un rapporto pubblicato da USAID (Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale) dove si evince che che l&#8217;agenzia ha fornito &#8220;più di 128 milioni di dollari per finanziare programmi a sostegno del presidente ad interim Juan Guaidó e della sua amministrazione&#8221;.</strong></p>
<p>Secondo il sito web di USAID, il governo nordamericano avrebbe erogato oltre 654 milioni di dollari per attività che vengono definite di &#8220;assistenza umanitaria e allo sviluppo&#8221;. Di tale importo, 435 milioni di dollari sono stati forniti dall&#8217;USAID.</p>
<p>Di tale importo, 277 milioni di dollari sono stati stanziati dall’agenzia per sostenere i venezuelani che emigrarono in altri paesi. Il denaro sarebbe stato distribuito tra 16 paesi, tra cui Brasile, Colombia, Ecuador e Perù.</p>
<p>Gli altri 158 milioni di dollari sarebbero stati usati &#8220;per i venezuelani all&#8217;interno del Venezuela&#8221;, secondo il documento ufficiale. Di questi, 128 milioni di dollari sono stati utilizzati nei programmi proposti dall’autoproclamato presidente ad interim, Juan Guaidó, per &#8220;sostenere i difensori dei diritti umani, le organizzazioni della società civile, i media indipendenti e i supervisori elettorali in Venezuela&#8221;.</p>
<p>Inoltre, parte di questo denaro è stata utilizzata &#8220;per aiutare il governo provvisorio e l&#8217;Assemblea Nazionale democraticamente eletta&#8221;, per il sostegno nello sviluppo di &#8220;piani per recuperare l&#8217;economia&#8221; e attuare &#8220;servizi sociali&#8221; in un futuro e presunta &#8220;transizione verso democrazia”.</p>
<p>Gli altri 30 milioni di dollari sarebbero stati erogati in &#8220;programmi di aiuti urgenti&#8221; all&#8217;interno del Venezuela, presumibilmente consegnati a &#8220;partner imparziali&#8221; e &#8220;organizzazioni locali&#8221;.</p>
<p>L’agenzia afferma che non sarebbe gestito direttamente da Guaido, ma &#8220;è concesso in modo competitivo alle organizzazioni private attraverso contratti, donazioni o accordi di cooperazione&#8221;, compreso il settore privato, le università, le organizzazioni internazionali e le ONG .</p>
<p>Tuttavia, una tipica forma di corruzione in Venezuela si verifica quando le organizzazioni private e le società che ricevono questi fondi devono concederne parte, in via confidenziale, alle persone che concedono i contratti come &#8220;agradecimiento&#8221;. Questa forma di corruzione, nota come &#8220;commissioni&#8221;, di solito è molto difficile da rilevare a causa dell&#8217;uso di teste di legno e conti bancari nei paradisi fiscali.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Altre risorse statunitensi gestite da Guaidó</span></p>
<p>Le informazioni sulle risorse che USAID ha concesso a Guaidó sono state divulgate dalla giornalista Fania Rodrigues in un articolo sul quotidiano brasiliano Diario Do Centro Do Mondo, e anche sul suo account Twitter.</p>
<p>Nel suo articolo, la giornalista ricorda che Guaidó gestisce anche i profitti di due compagnie statali venezuelane all&#8217;estero: Citgo, che è una sussidiaria della compagnia petrolifera venezuelana PDVSA negli Stati Uniti, e Monomeros, una società di fertilizzanti situata in Colombia. “Dopo il blocco economico imposto contro il governo Maduro, queste compagnie sono state requisite dai governo di Stati Uniti e Colombia”, ricorda Rodrigues.</p>
<p>&#8220;Con questo, le strutture industriali passarono al controllo di una squadra designata da Juan Guaidó, riconosciuta da questi paesi come presidente ad interim del Venezuela&#8221;, ha spiegato.</p>
<p>Così facendo le strutture industriali sono passate sotto il controllo di uomini designati da Juan Guaidó, riconosciuto da questi paesi come presidente ad interim del Venezuela, ha spiegato la giornalista.</p>
<p>Rodrigues ha anche ricordato che il governo degli Stati Uniti nel febbraio 2019, aveva assegnato venti milioni di dollari di aiuti umanitari al Venezuela e il Canada aveva inviato 40 milioni di dollari nello stesso momento. Il 23 febbraio Venezuela Aid Live, tenutosi a Cúcuta, al confine con la Colombia, avrebbe raccolto altri 2,5 milioni di dollari e il cantante reggaeton portoricano Don Omar ha dichiarato che avrebbe donato un milione di dollari.</p>
<p>“Per il 2020, le risorse sono già garantite&#8221;, scrive Rodrigues nel suo articolo. Il governo degli Stati Uniti ha annunciato a dicembre 2019 che il Congresso ha approvato 400 milioni di dollari, che presumibilmente andranno ad &#8220;assistenza umanitaria in Venezuela e nei paesi vicini che ricevono immigrati venezuelani, senza stabilire i valori per ogni paese&#8221;. Altri $ 17 milioni sono stati anche approvati per &#8220;attori politici democratici e per le organizzazioni della società civile venezuelana&#8221;.</p>
<p>Segui il flusso di denaro e comprenderai il perché delle immense spaccature all’interno dell’opposizione venezuelana venute plasticamente alla luce in occasione dell’elezione di Parra a nuovo presidente dell’Assemblea Nazionale.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/01/15/venezuela-guaido-nega-di-gestire-fondi-internazionali-ma-la-statunitense-usaid-lo-smentisce/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Delcy Rodriguez denuncia operazione di crimine transnazionale contro attivi del Venezuela</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/07/31/delcy-rodriguez-denuncia-operazione-di-crimine-transnazionale-contro-attivi-del-venezuela/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/07/31/delcy-rodriguez-denuncia-operazione-di-crimine-transnazionale-contro-attivi-del-venezuela/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2019 00:34:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Citgo]]></category>
		<category><![CDATA[Delcy Rodriguez]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Guaidò]]></category>
		<category><![CDATA[PDVSA]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[truffa internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=11056</guid>
		<description><![CDATA[Il Governo del Venezuela ha denunciato che il deputato oppositore Juan Guaidò e la destra venezuelana, con appoggio delle autorità statunitensi stanno portando a termine un'operazione illegale per confiscare le ricchezze e gli attivi del popolo venezuelano. La vicepresidentessa esecutiva, Delcy Rodriguez, ha detto che è in corso un atto di crimine organizzato della destra venezuelana con appoggio degli Stati Uniti per spogliare Venezuela degli attivi di Petroli del Venezuela (Pdvsa) in territorio statunitense.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11057" alt="delcy-rodriguez-580x386" src="/files/2019/07/delcy-rodriguez-580x386.jpg" width="580" height="386" />Il Governo del Venezuela ha denunciato che il deputato oppositore Juan Guaidò e la destra venezuelana, con appoggio delle autorità statunitensi stanno portando a termine un&#8217;operazione illegale per confiscare le ricchezze e gli attivi del popolo venezuelano.  </strong><br />
<strong> </strong><br />
La vicepresidentessa esecutiva, Delcy Rodriguez, ha detto che è in corso un atto di crimine organizzato della destra venezuelana con appoggio degli Stati Uniti per spogliare Venezuela degli attivi di Petroli del Venezuela (Pdvsa) in territorio statunitense.</p>
<p>La funzionaria venezuelana ha affermato che il deputato oppositore ed auto-proclamato “presidente interino”, Juan Guaidò, ha formato una banda del crimine organizzato con l&#8217;azienda Crystallex, per espropriare le risorse di Citgo, negli USA.</p>
<p>“Crystallex aveva solo un contratto di servizi sui prodotti della miniera, fatto che non le dava nessun diritto sulla proprietà e nemmeno sugli attivi del Venezuela. Questo è un crimine organizzato che viola il diritto internazionale”, ha puntualizzato Rodriguez.</p>
<p>“Montano operazioni per rubare gli attivi venezuelani, quella che stanno architettando è una truffa mondiale col proposito di aggredire Venezuela”, ha sentenziato.</p>
<p>Rodriguez ha menzionato che questi settori dell&#8217;opposizione venezuelana ricorrono a questi meccanismi perché sanno che nel terreno politico non possono sconfiggere il presidente Nicolas Maduro e la volontà del popolo venezuelano.</p>
<p>Nonostante, la funzionaria venezuelana ha reiterato che questo atto sarà denunciato nell&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ed in altre istanze internazionali.</p>
<p>“Lo Stato continuerà a denunciare tutto ciò presso tutte le istanze per difendere la sovranità ed i diritti del popolo venezuelano”, ha enfatizzato.</p>
<p>D&#8217;altra parte, Rodriguez ha segnalato che la delegazione del Governo del Venezuela è arrivata alle Barbados con le migliori intenzioni di dialogo, “ma non permetteremo che impongano sanzioni illecite avvalendosi delle buone intenzioni del Governo.”</p>
<p>da TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto:@ViceVenezuela</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/07/31/delcy-rodriguez-denuncia-operazione-di-crimine-transnazionale-contro-attivi-del-venezuela/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In politica il dialogo fa avanzare le cose</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/05/24/politica-il-dialogo-fa-avanzare-le-cose/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/05/24/politica-il-dialogo-fa-avanzare-le-cose/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 May 2019 23:59:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[golpe di stato]]></category>
		<category><![CDATA[Ignacio Ramonet]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Guaidò]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolas Maduro]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=11002</guid>
		<description><![CDATA[Il 13/05/19, ho salutato e conversato con Nicolas Maduro, presidente del Venezuela, nel suo ufficio del Palazzo di Miraflores, Caracas. Nella sede del governo la più completa normalità. Prima di incontrare il Presidente mi hanno sistemato in una saletta perché l'Ambasciatore della Confederazione Elvetica (Svizzera) stava presentando le sue carte credenziali. La guardia d'onore, con il suo vistoso abito rosso da ussaro, presenta gli onori e interpreta gli inni nazionali. Il Presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana riceve anche una delegazione di rappresentanti delle Nazioni Unite.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11004" alt="nicolas-maduro-ignacio-ramo" src="/files/2019/05/nicolas-maduro-ignacio-ramo.jpg" width="580" height="274" />Il 13/05/19, ho salutato e conversato con Nicolas Maduro, presidente del Venezuela, nel suo ufficio del Palazzo di Miraflores, Caracas. Nella sede del governo la più completa normalità. Prima di incontrare il Presidente mi hanno sistemato in una saletta perché l&#8217;Ambasciatore della Confederazione Elvetica (Svizzera) stava presentando le sue carte credenziali. La guardia d&#8217;onore, con il suo vistoso abito rosso da ussaro, presenta gli onori e interpreta gli inni nazionali. Il Presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana riceve anche una delegazione di rappresentanti delle Nazioni Unite.</strong></p>
<p>Regna l&#8217;abituale agitazione caratteristica di questo elegante e incantevole centro del potere politico. Visitatori, alti funzionari, imprenditori, giornalisti, ministri, consiglieri, circolano per i corridoi che circondano il giardino centrale.</p>
<p>Parlano, discutono, parlano al telefono o aspettano. E&#8217; sempre stato così. Nicolas Maduro è il quarto Presidente del Venezuela che conosco dagli anni &#8217;80. Il primo è stato Carlos Andres Perez (socialdemocratico) con il quale ho comunicato molto e che ho intervistato diverse volte.</p>
<p>Poi è stato il turno di Rafael Caldera (democristiano), uomo di grande esperienza politica, con il quale ho dialogato molto. A partire dal 1999 ho frequentato assiduamente il comandante Ugo Chavez, fondatore della V Repubblica e leader della Rivoluzione Bolivariana. In fine, dopo il 14 aprile del 2013, l&#8217;attuale Presidente ha avuto la gentilezza di concedermi diverse lunghe interviste. L&#8217;ultima di queste nel dicembre scorso.</p>
<p>Non ho visto Nicolas Maduro da allora. E in questi lunghi cinque mesi, la Repubblica Bolivariana ha sofferto alcune delle più violente aggressioni imperialiste di tutta la sua storia. Dall&#8217;auto proclamazione, a gennaio, di Juan Guaidò come “presidente interino” designato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Fino a quel golpe di stato pasticcione del 30 aprile con l&#8217;appoggio di alcuni militari di basso rango. Passando per  il violento tentativo di “invasione umanitaria” alla frontiera con Colombia il 24 febbraio; e il sabotaggio terrorista del 23 marzo contro il sistema elettrico e le sue nefaste conseguenze: black out e malfunzionamenti nella distribuzione dell&#8217;acqua.</p>
<p>Senza contare i molteplici attacchi e minacce di altro tipo, in particolare il blocco economico e l&#8217;asfissia finanziaria che impediscono alle autorità di comprare gli alimenti e le medicine indispensabili per la popolazione&#8230; Le vittime di questi blocchi criminali si contano già nell&#8217;ordine delle decine di migliaia&#8230; Ma nel tempo della “post verità” l&#8217;aggressione mediatica – altro fronte aperto contro Venezuela -  attribuisce sfacciatamente questa sofferenza al governo bolivariano&#8230; Il ladro che grida: “Al ladro!”&#8230;</p>
<p>Nicolas Maduro ha vinto tutti questi ostacoli. Con la serenità che lo caratterizza. Mentre i suoi avversari sceglievano la violenza e il confronto brutale.</p>
<p>Quelli che non lo conoscevano hanno scoperto un dirigente tranquillo. Fermamente posizionato in un potere legittimamente e democraticamente conquistato nelle elezioni del 20 maggio 2018.</p>
<p>Il copione che Whasington, nel gennaio scorso, ha venduto al mondo – ed in particolare ai suoi alleati europei &#8211; secondo il quale Maduro non aveva nessun appoggio popolare e che bastava l&#8217;”auto proclamazione” come presidente di una marionetta qualsiasi perché tutta la struttura del potere in Venezuela crollasse, si è rivelato falso. Completamente falso.</p>
<p>In Venezuela il potere non è crollato, né ha tremato e nemmeno è stato intaccato. Nessun ministro ha abbandonato Maduro, nessun generale con comando di truppe ha disertato. Nessuna fessura è riuscita a ferire l&#8217;unità civico-militare. Questa è la realtà del Venezuela, il Venezuela reale.<br />
Di tutto questo parlo, nel suo ufficio, con il Presidente Maduro.</p>
<p>Con assoluta convinzione mi dice: “In politica, solo il negoziato, il dialogo, la discussione, fanno avanzare le cose. Noi puntiamo sul tavolo di trattativa. Tutte le forze politiche del paese sono invitate a partecipare. Senza premesse né linee rosse. Tra venezuelani di buona volontà possiamo e dobbiamo trovare una soluzione che lasci fuori la violenza e l&#8217;aggressione imperiale.”</p>
<p>di Ignacio Ramonet</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/05/24/politica-il-dialogo-fa-avanzare-le-cose/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Golpe di Stato in Venezuela non era un golpe</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/05/13/il-golpe-di-stato-venezuela-non-era-un-golpe/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/05/13/il-golpe-di-stato-venezuela-non-era-un-golpe/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 May 2019 22:49:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[golpe di stato]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Guaidò]]></category>
		<category><![CDATA[Leopoldo Lopez]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolas Maduro]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10986</guid>
		<description><![CDATA[Provare a fare un golpe di stato in Venezuela da un ponte nella zona dei ricchi di Caracas, con due veicoli anti-sommossa ed una quindicina scarsa di soldati ha lasciato gli Stati Uniti in un vicolo senza uscita. Il tentativo è stato un disastro militare e politico per gli statunitensi e la destra venezuelana, riconosciuto da gran parte dei media del mondo. Le diverse analisi, superficiali e affrettate, cambiavano nella forma, però, in sostanza, ammettevano sia che le Forze Armate Bolivariane sono assolutamente allineate con il Presidente Nicolas Maduro, sia che i golpisti non sono riusciti a motivare la rivolta delle forze armate.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10987" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10987" alt="Juan Guaidò (s) e Leopoldo Lopez (d)" src="/files/2019/05/guaidó-y-leopoldo-lópez-580x435.jpg" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">Juan Guaidò (s) e Leopoldo Lopez (d)</p></div>
<p><strong>Provare a fare un golpe di stato in Venezuela da un ponte nella zona dei ricchi di Caracas, con due veicoli anti-sommossa ed una quindicina scarsa di soldati ha lasciato gli Stati Uniti in un vicolo senza uscita. Il tentativo è stato un disastro militare e politico per gli statunitensi e la destra venezuelana, riconosciuto da gran parte dei media del mondo. Le diverse analisi, superficiali e affrettate, cambiavano nella forma, però, in sostanza, ammettevano sia che le Forze Armate Bolivariane sono assolutamente allineate con il Presidente Nicolas Maduro, sia che i golpisti non sono riusciti a motivare la rivolta delle forze armate.</strong></p>
<p>Una settimana dopo essere stato testimone oculare del fallito golpe, posso avventurarmi ad affermare che la destra ha sempre saputo di non avere l&#8217;appoggio militare per un golpe. La coscienza di non poter contare con questo appoggio mi permette  di classificare l&#8217;azione come suicida.</p>
<p>Gli Stati Uniti e l&#8217;Unione Europea hanno bisogno di sangue oppositore sulle strade per dare un nuovo significato al racconto che hanno costruito sul Venezuela. L&#8217;auto proclamazione si è sgonfiata molto rapidamente. L&#8217;assoluta mancanza di carisma ed esperienza politica non hanno permesso a Guaidò di costruirsi come un leader capace di motivare, neanche i diversi settori contrari al governo bolivariano. Se non riesce ad accattivarsi la sua gente, come può guidare le Forze Armate Nazionali Bolivariane?</p>
<p>Perché possa avvenire un golpe di stato in qualsiasi luogo del mondo ci sono due elementi basici che non possono mancare: l&#8217;appoggio di un settore significativo della popolazione e quello delle forze armate. La destra venezuelana non ha né l&#8217;uno né l&#8217;altro. Per questo, la decisione di dichiarare un golpe di Stato, a pochi metri da una base militare, senza averne l&#8217;appoggio. L&#8217;obiettivo non era cooptare i militare che erano nelle caserme, ma provocarli. Le dichiarazioni di Leopoldo Lopez e Juan Guaidò alle 5 del mattino proclamando il golpe, hanno generato immediatamente una vigorosa copertura internazionale in diretta di quello che sarebbe dovuto essere una virulenta risposta armata del governo, iniziando quasi un Caracazo 2.0.</p>
<p>Ciò che loro non si aspettavano era la reazione da scacchista del Presidente Nicolas Maduro. Appena entrata in scena quella che in realtà era la rappresentazione di un golpe, il Presidente ha ordinato ai militari della base La Carlota di non rispondere in nessun caso alle provocazioni. Al posto di trattarlo come un golpe di Stato, &#8211; sapendo che i provocatori avevano appena il controllo di 200 metri quadri su di un ponte – è stato trattato come un caso di ordine pubblico. Per questo la reazione è stata quella della Guardia Nazionale Bolivariana (GNB) e non dell&#8217;Esercito. La GNB è l&#8217;istituzione pubblica responsabile di questo tipo di eventualità. Ha l&#8217;equipaggiamento e l&#8217;addestramento per disperdere ciò che era una agglomerazione di delinquenti armati che incitavano alla sollevazione popolare, che non è mai avvenuta.</p>
<p>Le imprese internazionali di comunicazione stavano vendendo di nuovo un prodotto, senza consegnarlo ai loro clienti. Il 30 aprile non c&#8217;è stato un massacro di civili, neanche bombardamenti o dispersi. Così come il 23 febbraio di quest&#8217;anno, al suono di Juanes e di uno stonato Miguel Bosè, i falsi aiuti umanitari scortati da un violento gruppo di paramilitari che hanno finito per bruciare i camion sul ponte, hanno obbligato al “mea culpa” il New York Times. Le azioni guidate da Guaidò sono fallite.</p>
<p>Alle 10 del mattino, cinque ore dopo le dichiarazioni di Guaidò e Lopez, le azioni si sono divise in due diversi punti, ognuno con il suo specifico obbiettivo. Mentre migliaia di manifestanti nella piazza di Altamira, zona dell&#8217;elite economica oppositrice, ascoltavano Guaidò, paramilitari armati hanno iniziato un assedio alla base La Carlota. Hanno smantellato parte delle recinzioni esterne di protezione, aspettandosi che in quel momento i militari reagissero. La reporter di Telesur, Madeleine Garcia, è riuscita a registrare il momento esatto in cui i militari hanno salutato e hanno dato la mano ai paramilitari chiedendo molto tranquillamente che si ritirassero dalla base. Sì, tranquillamente ed educatamente, non sono caduti nella provocazione. Compivano ordini diretti del loro Comandante in capo. L&#8217;assedio è durato alcune ore. Da posizioni privilegiate i cecchini sparavano sui militari. Tra colpi di armi corte e lunghe, 8 militari sono stati feriti, alcuni gravemente. Le forze armate si sono mantenute saldamente agli ordini del presidente e non hanno risposto.</p>
<p>Nonostante le immagini dell&#8217;investimento da parte di un blindato contro un gruppo di paramilitari armati che lo circondavano per bruciarlo con le bombe molotov, e alcuni feriti con proiettili di plastica e bombe di gas lacrimogeno, il saldo è stato sorprendente. Il giorno del tentativo golpista non ci sono stati morti. Quello che le imprese private di comunicazione non hanno mai fatto vedere sono state la più di centomila persone che, auto convocate, sono uscite a proteggere il Palazzo di Miraflores. Il racconto si è costruito solo da un piccolo ritaglio di realtà: lo scontro tra l&#8217;opposizione e la Guardia Nacional Bolivariana.<br />
I morti ci sono stati il giorno dopo, il 7 maggio, la procura venezuelana ha comunicato un totale di cinque morti, 233 feriti e 18 ordini di cattura.</p>
<p>Il fallimento di Guaidò nel generare uno spargimento di sangue nel paese, nonostante i morti e i feriti, ha confuso parte dell&#8217;opinione pubblica consumatrice della stampa internazionale, ed ha contribuito alla vittoria della comunicazione del Presidente Maduro. I giornalisti e l&#8217;opposizione hanno dovuto ammettere pubblicamente che le Forze Armate sono fedeli alla Costituzione e, di conseguenza, al suo Comandante in Capo. Gli analisti hanno passato giorni facendo congetture e inventando scuse per giustificare la “fedeltà” dei militari.</p>
<p>Il prossimo passo del macchinario statunitense è ovvio: l&#8217;invasione. La difficoltà nell&#8217;applicare la stessa ricetta bellicista statunitense è che non esiste consenso tra ciò che l&#8217;alto comando civile degli Stati Uniti, Colombia e Brasile e l&#8217;alto comando militare. Duque, Bolsonaro, Bolton e Abrams hanno dato tutti i segnali di appoggio ad una soluzione militare straniera. Il problema è che la tecnocrazia militare sa che entrare in Venezuela sarebbe una guerra senza quartiere. L&#8217;alto livello di addestramento militare, la tecnologia ed i milioni di miliziani e gruppi paramilitari chiamati “colectivos” che appoggiano il governo, trasformerebbero l&#8217;ingresso di qualsiasi forza straniera in un massacro. Qualsiasi venditore di gelati, giovane in moto, pensionata o portiere di un palazzo può essere una persona addestrata militarmente per far fronte a un&#8217;invasione. Per vincere in Venezuela non basta prendere Miraflores, bisognerà assassinare milioni di uomini e donne che nonostante il disumano blocco economico, sono disposti a dare la loro vita per difendere la Rivoluzione Bolivariana.</p>
<p>Il fallito golpe di stato ha prodotto una chiamata telefonica assolutamente inusuale tra Putin e Trump. Per un&#8217;ora hanno parlato di diversi temi che sono serviti come velo per nascondere l&#8217;importanza di ciò che è successo qualche ora prima in Venezuela. La verità è che Venezuela vanta moltissimi investimenti russi e cinesi. Le continue dimostrazioni di appoggio di entrambe le potenze hanno frenato i desideri di generare un altro genocidio in America Latina e nei Caraibi.</p>
<p>Se analizziamo le variabili storiche e attuali, la cosa più probabile è che gli Usa facciano pressioni affinché Colombia usi i suoi potenti e temuti gruppi paramilitari con supporto logistico e dello Stato per entrare extra ufficialmente in Venezuela e implementino una strategia simile a quella siriana con l&#8217;Esercito Islamico. Il terrore totale e la formazione di gruppi paramilitari venezuelani per tentare di nuovo di ingannare l&#8217;opinione pubblica mondiale facendoli passare per giovani che hanno deciso di rischiare le loro vite in favore della libertà. L&#8217;escalation di violenze assumerebbe proporzioni non raggiunte dal fallito golpe e guadagnerebbe appoggio internazionale per un&#8217;invasione.</p>
<p>La Rivoluzione Bolivariana ha un&#8217;ampia esperienza accumulata nel resistere intelligentemente. Sono ormai 20 anni che supera ogni tipo di destabilizzazione, golpe di Stato, attentati e sicari. A causa del massacro mediatico, il presidente Maduro è stato sotto stimato, pur avendo dato molte dimostrazioni di sapere come rigirare la frittata ai leaders della destra. E&#8217; il peggiore momento per la destra negli ultimi vent&#8217;anni; se non fosse per l&#8217;esposizione mediatica, non avrebbero occupato nulla di più di un ponte in un quartiere esclusivo di Caracas.</p>
<p>Amauri Chamorro</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/05/13/il-golpe-di-stato-venezuela-non-era-un-golpe/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Trump, emulo di Hitler</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/05/10/trump-emulo-di-hitler/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/05/10/trump-emulo-di-hitler/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 May 2019 21:28:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Adolf Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Guaidò]]></category>
		<category><![CDATA[Nicaragua]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolas Maduro]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10984</guid>
		<description><![CDATA[I fatti di questi ultimi giorni in Venezuela, corroborano, per l'ennesima volta, anche se questa volta con assoluta sfrontatezza, l'intenzione di Washington di appropriarsi di questo Paese, stabilendo un protettorato neo coloniale a qualsiasi prezzo. La conferenza stampa di John Bolton del 30 aprile è la prova affidabile di ciò che diciamo. Bugiardo seriale, ha agito e parlato in totale disprezzo della Carta delle Nazioni Unite, che stabilisce chiaramente il principio di autodeterminazione delle nazioni e condanna tutti i tentativi di sottomettere una di loro alla volontà di un'altra.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10985" alt="trump" src="/files/2019/05/trump.jpg" width="580" height="408" />I fatti di questi ultimi giorni in Venezuela, corroborano, per l&#8217;ennesima volta, anche se questa volta con assoluta sfrontatezza, l&#8217;intenzione di Washington di appropriarsi di questo Paese, stabilendo un protettorato neo coloniale a qualsiasi prezzo. La conferenza stampa di John Bolton del 30 aprile è la prova affidabile di ciò che diciamo. Bugiardo seriale, ha agito e parlato in totale disprezzo della Carta delle Nazioni Unite, che stabilisce chiaramente il principio di autodeterminazione delle nazioni e condanna tutti i tentativi di sottomettere una di loro alla volontà di un&#8217;altra.</strong></p>
<p>Ciò che ha detto questo codardo soldatino da operetta – di cui si può dire ciò che Jorge Luis Borges disse dei militari argentini: “non ha sentito fischiare neanche un proiettile” &#8211; posa su una premessa escludente: “Maduro se ne deve andare” e Juan Guaidò, che secondo Washington è il presidente legittimo del Venezuela, deve assumere le sue funzioni il prima possibile.</p>
<p>Secondo questo torbido consigliere della Sicurezza Nazionale di Donald Trump, i giorni di Maduro sono contati e riesce appena a rimanere al potere grazie a una costellazione di forze internazionali completamente aliene al gioco democratico e alla volontà dei cittadini venezuelani.</p>
<p>Nella sua esposizione questo disprezzabile suprematista ha segnalato i tre attori che secondo lui sostengono Maduro: le truppe cubane, circa 22 o 25 mila e che sono quelle che di fatto controllerebbero le Forze Armate Bolivariane, trasformando i medici cubani in truppe di combattimento; i collettivi, queste “combriccole di spacconi in motocicletta”, anche loro creazione de L&#8217;Avana e altre “forze esterne”, e più avanti suggerisce che tra loro c’è Russia.</p>
<p>Nel suo intervento Bolton ha menzionato undici volte Cuba od “i cubani”, qualcosa di assolutamente inusuale e che rivela che l&#8217;obiettivo di questa escalation di aggressioni e di interventismo va oltre alla patria di Bolivar e Chavez ed ha obiettivi multipli che includono l&#8217;isola ribelle e Nicaragua, esplicitamente fulminati come “la troika della tirannia” nelle Americhe.</p>
<p>Il presidente Trump, ha detto Bolton, “vuole vedere un trasferimento di poteri pacifico da Maduro a Guaidò senza più ritardi. Chi appoggia Maduro, specialmente quelli che non sono venezuelani, devono sapere che “tutte le opzioni sono sul tavolo”. Il giorno dopo Mike Pompeo, altro soldatino da operetta – che per il suo cognome e persino per la sua fisionomia sembra un sopravvissuto della banda di Al Capone, che per vergogna degli Stati Uniti è il Segretario di Stato, ha portato il suo attacco a un altro dei “fattori esterni”, Russia.</p>
<p>Questo ha motivato la decisa risposta della Cancelleria di questo paese che ha ricordato che “l&#8217;ingerenza di Washington negli affari del Venezuela è una violazione flagrante del diritto internazionale. Questa influenza distruttiva non ha nulla a che vedere con la democrazia”.</p>
<p>La mente sempre più offuscata dalle sue parole ha fatto in modo che Bolton tornasse sempre con maggiore frequenza ai suoi attacchi a Cuba. I “colectivos”,  ipoteticamente creati dai cubani sono stati menzionati cinque volte nella conferenza stampa, ed ha fatto anche un&#8217;altra sparata enorme: che il generale Padrino Lopez e lo Stato Maggiore delle FAB fanno rapporto a L&#8217;Avana e che è da li che ricevono gli ordini per agire.</p>
<p>Anche Russia è stata oggetto di critiche ed ha commentato che l&#8217;imperterrito Vladimir Putin era stato avvertito che il suo coinvolgimento con il “regime” venezuelano era motivo di enorme preoccupazione negli Stati Uniti. Abbiamo già menzionato la risposta del governo russo a questa sommatoria di menzogne.</p>
<p>Da tutto ciò si intende che ci stiamo avvicinando a una situazione decisiva per il futuro delle lotte emancipatrici in America Latina e nei Caraibi. Non solo Venezuela, ma anche Cuba e Nicaragua sono sotto il mirino e sono già adesso un obiettivo militare degli Stati Uniti. La complicità dei “democratici” della regione con questo tentativo di impadronirsi del Venezuela è ripugnante, come anche il silenzio complice e codardo dei governi europei, vassalli indegni di un Caligola impazzito e della sua combriccola di fanatici criminali disposti a tutto.</p>
<p>Mentono senza pudore e consapevolmente, però mentire e diffamare è un capitolo cruciale del manuale operativo della destabilizzazione che la Casa Bianca ha letto ed applicato in innumerevoli occasioni. Ricordate che parlavano del sofisticato armamento che Cuba e l&#8217;Unione Sovietica avrebbero introdotto nella Repubblica Dominicana durante il breve governo di Juan Bosh, e quando nell&#8217;aprile del 1965 si produsse l&#8217;invasione i 44 mila marines trovarono un esercito dominicano munito di armi obsolete, retaggio della Seconda Guerra Mondiale ed un popolo che li respingeva con machetes, pietre e pali.</p>
<p>Hanno mentito per creare un clima nell&#8217;opinione pubblica favorevole al golpe contro Joao Goulart in Brasile nel 1964, contro Salvador Allende nel 1973, contro Maurice Bishop e il Movimento Nueva Joya a Granada nel 1983, quando, anche li, si parlò della presenza cubana e di armamenti sofisticati attentamente occultati in case adattate per questo scopo. Non si trovarono mai.</p>
<p>Ed hanno anche mentito quando hanno denunciato l&#8217;esistenza di armi di distruzione di massa in Iraq, che non furono mai trovate. E prima, nel 1945, quando dissero che non c&#8217;erano residui di radioattività a Hiroshima e Nagasaki dopo il bombardamento atomico. Per tanto il governo degli Stati Uniti, maledizione di tutti i popoli liberi del mondo, mente per definizione.</p>
<p>E adesso sta mentendo subdolamente sulla situazione in Venezuela e il ruolo di Cuba in questo paese. Possono contare per questo sui mezzi egemonici, trasformanti in pestilenziali cloache dove si dice qualsiasi cosa che possa distruggere la reputazione di un nemico dell&#8217;impero. Giorno e notte senza fermarsi fanno uscire le loro menzogne con impunità indignante e con totale disprezzo di quello che dovrebbe essere un giuramento ippocratico da giornalista (e anche da accademici e intellettuali) che non può essere altro che “dire la verità e denunciare la menzogna”, nella succinta enunciazione di Noam Chomsky.</p>
<p>E invece no. Le voci dei tanti e delle tante vestali della repubblica e della democrazia che hanno perseguitato i governi progressisti che si sono affacciati da questa parte del mondo rimangono nell&#8217;ignominioso silenzio. Rivelano a questo modo la loro disonorevole condizione di portavoce stipendiati dall&#8217;impero. Mettono a nudo che la loro indipendenza e la loro professione non sono tali e che le loro parole sono fatalmente contaminate con lo sporco denaro del gangster della Casa Bianca che vuole perfezionare il furto che ha già cominciato in Venezuela appropriandosi del suo denaro all&#8217;estero (oro in Inghilterra, la CITGO negli Stati Uniti, eccetera).</p>
<p>Lo stesso vale per i responsabili degli organismi internazionali. Cosa dice il signor Antonio Guterres, segretario generale dell&#8217;ONU, di fronte alle menzogne come quelle pronunciate da Bolton? Per non parlare di Luis Almagro, il segretario generale dell’OSA, che compete testa a testa con Lenin “Donald” Moreno nella turpe disputa per stabilire chi è il traditore e il corrotto più grande della Nostra America. La lista sarebbe interminabile.</p>
<p>Tutti complici: il giornalismo “serio”, gli intellettuali sofisticati e i modi raffinati che fanno gala di una falsa obiettività, gli addomesticati accademici del mainstream, i burocrati internazionali, i governanti di qui e dell&#8217;Europa non dicono nulla di un&#8217;operazione che ogni giorno di più assomiglia all&#8217;annessione dell&#8217;Austria e dei Sudeti di Hitler nel 1938, di fronte alla passività e con la complicità della “comunità internazionale”, eufemismo per evitare di parlare dei servi dell&#8217;imperatore.<br />
Complici necessari e nascosti di un crimine, perché ciò che è già successo in Venezuela con le sanzioni economiche, lo spoglio delle sue ricchezze all&#8217;estero e l&#8217;aggressione alla vita quotidiana delle venezuelane e dei venezuelani, privati di energia elettrica, acqua, trasporti e altri beni di base configura un crimine di lesa umanità.</p>
<p>Martì con la sua magnifica preveggenza, ha denunciato l&#8217;abitudine della Casa Bianca al saccheggio e al la rapina. Gli statunitensi, assicurava l&#8217;Apostolo, “credono nella necessità, nel diritto barbaro come unico diritto: questo è nostro perché ne abbiamo bisogno”.</p>
<p>Abbiamo bisogno del petrolio del Venezuela perché è una risorsa non rinnovabile per il nostro apparato militare e quando nel mondo non ci sarà neanche una goccia di questa risorsa, quando i nostri nemici rimarranno senza, noi lo avremo e potremo imporre il nostro dominio mondiale senza contrappesi. Siccome lo necessitiamo, sarà nostro, con le buone o con le cattive. Questa e nessun&#8217;altra è la ragione escludente per la quale il nobile e bravo popolo venezuelano sta soffrendo l&#8217;aggressione dell&#8217;imperialismo.</p>
<p>Nel suo celebre libro “Egemonia o sopravvivenza”, Noam Chomsy sostiene la tesi che Washington ha un progetto di dominazione mondiale ancora più ambizioso del Terzo Reich di Hitler. Molti hanno pensato che il grande linguista nordamericano in quel momento stesse delirando. Senza dubbio i fatti gli stanno dando ragione.</p>
<p>Contro questo piano, oggi guidato da Trump e dai suoi compagni si confrontano i popoli liberi di tutto il mondo, con quello del Venezuela in prima linea di combattimento. Di conseguenza, la solidarietà internazionale con la sua lotta è un imperativo morale ineludibile per tutte le donne e per tutti gli uomini di buona volontà.</p>
<p>di Atilio Boron</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/05/10/trump-emulo-di-hitler/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Repubblica conquista la pole position nel sostegno al golpismo in Venezuela</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/05/08/repubblica-conquista-la-pole-position-nel-sostegno-al-golpismo-venezuela/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/05/08/repubblica-conquista-la-pole-position-nel-sostegno-al-golpismo-venezuela/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 May 2019 01:09:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[golpe di stato]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Guaidò]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10976</guid>
		<description><![CDATA[Ci aspettavamo un articolo sulla nuova macchina del golpista Guaidò che facesse il seguito con le foto da starlette recenti, ma le nostre attese rimangono irrealizzate in quella che è davvero una delle pagine più tristi del giornalismo italiano. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10977" alt="Guaido" src="/files/2019/05/Guaido.jpg" width="580" height="326" />Ci aspettavamo un articolo sulla nuova macchina del golpista Guaidò che facesse il seguito con le foto da starlette recenti, ma le nostre attese rimangono irrealizzate in quella che è davvero una delle pagine più tristi del giornalismo italiano.</strong></p>
<p>L’autore dell’intervista Marco Mensurati &#8211; ma non si occupava di Formula 1? -, al pari del collega Mastrolilli de La Stampa che si reca (?) a Caracas per intervistare il golpista fuggiasco in Spagna Antonio Ledezma, raccoglie poco. Il golpista Guaido non fa altro che ripetere a memoria il solito copione che gli hanno scritto a Washington e che ormai non vuole sentire più nessuno (Repubblica a parte chiaramente).</p>
<p>Anche gli Stati Uniti lo hanno scaricato vista la sua incapacità. Come evidenziato dall’ex esperto della Nazioni Unite per il Venezuela, Alfred de Zayas, adesso potrebbe essere sacrificato dalla CIA come false flag per giustificare un intervento armato in Venezuela. Farà come Lopez che a suo tempo si consegnò alla giustizia venezuelana dopo le tragiche guarimbas per evitare di essere travolto dal “fuoco amico”?</p>
<p>Sull’intervista come abbiamo detto in precedenza c’è poco da commentare. Il golpista Guaidò indica Maduro come isolato. Ma tranne i settori più estremisti dell’opposizione venezuelana che lui al momento guida, e certi media impastati di malafede e abbagliati dalla loro stessa propaganda (ogni riferimento a Repubblica è chiaramente voluto), isolato è chiaramente lui.</p>
<p>Il chavismo, al contario, è compatto intorno al proprio leader e i militari hanno confermato che rimarranno fedeli alla Costituzione venezuelana. Nonostante da Washington non manchino offerte munifiche per passare dalla parte dei golpisti.</p>
<p>La parte più triste, o forse comica, lasciamo a voi il giudizio, si tocca quando il giornalista di Repubblica chiede a Guaido se gli risultano finanziamenti da Caracas diretti al Movimento 5 Stelle e Podemos. Aria fritta, insomma.</p>
<p>Guaido dice di non avere dettagli in proposito.</p>
<p>A quel punto il giornalista avrebbe potuto chiedere ragguagli circa i finanziamenti molto generosi provenienti da Washington e diretti a rovesciare il governo costituzionale guidato da Nicolas Maduro. In quel caso il golpista Guaido avrebbe potuto fornire molti dettagli. Però evidentemente a Mensurati la questione non interessava.</p>
<p>I golpisti appartenenti a un partito di estrema destra come Voluntad Popular lottano per la libertà. I finanziamenti di marca USA sono più che giustificati evidentemente per Repubblica e il suo inviato a Caracas. Intanto vien da chiederci come mai nonostante in molte testate anche internazionali sempre molto dure contro il Venezuela si inizino ad aprire degli squarci di verità su quanto avviene nel paese sudamericano, Repubblica continui nel tirare la volata al golpismo fascista di Voluntad Popular e affini. I lettori del quotidiano, inoltre, non hanno il diritto di conoscere gli effetti devastanti delle sanzioni illegali imposte dagli Stati Uniti per colpire la popolazione e portare al collasso il governo?</p>
<p>Ma di tutto questo non era certo Repubblica a dovervi rendere conto dopo le menzogne sulla Jugoslavia, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Ucraina. Che Repubblica sia l’ultimo dei golpisti, di un golpe organizzato da estremisti di destra razzisti, omofobi e dediti a linciare e bruciare in piazza chi non la pensa come loro vi deve far riflettere la prossima volta che il giornale di De Benedetti lancerà la prossima campagna “antifascista”.</p>
<p>di Fabrizio Verde</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/05/08/repubblica-conquista-la-pole-position-nel-sostegno-al-golpismo-venezuela/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Congiuntura pericolosa</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/05/07/congiuntura-pericolosa/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/05/07/congiuntura-pericolosa/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 May 2019 22:55:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[distributore di Altamira]]></category>
		<category><![CDATA[golpe di stato]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Guaidò]]></category>
		<category><![CDATA[Leopoldo Lopez]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10974</guid>
		<description><![CDATA[La caricatura del golpe di Stato del 30 aprile a Caracas si è sgonfiata in serata, senza che fosse necessaria un'azione militare per sopprimerla. Di fatto, la grande maggioranza dei grandi militari “in ribellione”, inviati mediante l'inganno alle prime ore del mattino al distributore di Altamira, rendendosi conto che pretendevano usarli in un'azione golpista, si sono messi in comunicazione con i rispettivi superiori e già a mezzogiorno avevano lasciato i ribelli tornando alle loro unità.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10975" alt="yankeegohome" src="/files/2019/05/yankeegohome.jpg" width="580" height="345" />La caricatura del golpe di Stato del 30 aprile a Caracas si è sgonfiata in serata, senza che fosse necessaria un&#8217;azione militare per sopprimerla. Di fatto, la grande maggioranza dei grandi militari “in ribellione”, inviati mediante l&#8217;inganno alle prime ore del mattino al distributore di Altamira, rendendosi conto che pretendevano usarli in un&#8217;azione golpista, si sono messi in comunicazione con i rispettivi superiori e già a mezzogiorno avevano lasciato i ribelli tornando alle loro unità.</strong></p>
<p>In ogni caso non si deve sottostimare il fatto, perché sarebbe potuto sfociare in uno scontro tra militari e persino in un considerevole spargimento di sangue se i militanti oppositori avessero partecipato in massa nel luogo indicato nella convocazione dell&#8217;autoproclamato presidente Juan Guaidò. Era ciò che cercavano, costui insieme all&#8217;appena scappato dagli arresti domiciliari Leopoldo Lopez, entrambi membri del partito Voluntad Popular, conosciuto per le sue credenziali terroriste. Questo, non solo sottolinea il rifiuto per la democrazia, ma anche il carattere criminale, la vocazione omicida, senza scrupoli, di gran parte della leadership oppositrice venezuelana, in particolare dell&#8217;autoproclamato e del suo mentore Lopez, ospite dell&#8217;ambasciata spagnola dopo la sua effimera recita nella scaramuccia. I criminali devono aver calcolato che, con un certo numero di morti, avrebbero potuto conseguire la desiderata rottura nella Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB). Se il 30 aprile non è capitata una tragedia a Caracas si deve unicamente alla prudenza, ai nervi d&#8217;acciaio e  all&#8217;unità di azione dimostrata già molte volte, di fronte ai tentativi golpisti, del presidente Nicolas Maduro, dei suoi collaboratori civili e dei vertici della FANB.</p>
<p>Tutto ciò si contrappone con la irresponsabilità, l&#8217;avventurismo e la subordinazione agli Stati Uniti della leadership oppositrice. Come è stato evidente più che mai con Guaidò, questi, dalla sua auto proclamazione il 23 gennaio, è stato teleguidato in diretta dalla ”equipe” Venezuela della Casa Bianca: i bugiardi Bolton, Pompeo, Abrams, Marco Rubio e il vice Mike Pence. Sicuramente fare una rassegna delle menzogne che hanno diffuso il giorno 30 ha bisogno di una nota a parte.</p>
<p>Ma di cosa stupirsi se questa opposizione ha richiesto le sanzioni degli Stati Uniti, che hanno portato tanta sofferenza e dolore al popolo venezuelano e Guaidò ha ammesso che l&#8217;intervento militare imperialista è un&#8217;opzione. La guerra economica sta imponendo un costo umano incalcolabile ai nostri fratelli in Venezuela. Uno studio recente calcola 40 mila persone che sarebbero morte a causa delle sanzioni. E queste sono ancora più forti.</p>
<p>E&#8217; cinico e senza vergogna come la potenza del nord, in violazione al diritto internazionale e dei valori etici più elementari, impone dure punizioni economiche a Venezuela ed a Cuba per poi incolpare i rispettivi leader per gli effetti provocati. Il cinismo si manifesta anche perché le sanzioni cercano di causare disgusto e disperazione nella popolazione, per farla diventare una preda facile dei piani golpisti e destabilizzatori orditi dalle stesse teste che hanno pensato le sanzioni.</p>
<p>Venezuela resiste perché ogni giorno è più chiaro che il chavismo è un modello molto efficace di resistenza. Si percepisce nella coscienza politica e la disciplina delle sue basi popolari, gestite nella lotta antimperialista, il comunalismo e le aspirazioni socialiste; la sensibilità umana della sua leadership, evidente nel presidente Maduro, la sua interpretazione corretta delle congiunture più difficili e della correlazione delle forze locali, regionali e globali, che gli ha permesso, dall&#8217;epoca di Chavez, di sviluppare una politica di alleanze molto intelligente.<br />
Ciò che importa adesso sono le conseguenze del tentativo golpista. Il presidente Maduro ha detto che non ci sarà impunità e ciò che è sicuro è che Guaidò è stato, da ogni punto di vista, l&#8217;istigatore e responsabile massimo dei fatti, inclusa la fuga di Leopoldo Lopez. E&#8217; chiaro che dopo tre mesi di brutali pressioni e minacce la FANB rimane solidamente unita e coesa, e ciò ha dissipato le possibilità del golpismo, sulle quali Washington ha scommesso molto per far cadere Maduro. D&#8217;altra parte Guaidò non ha raggiunto nessuno degli obiettivi che ci si attendeva da lui e la sua capacità di mobilitazione, che non è mai stata grande, si sta diluendo.</p>
<p>A questo punto agli Stati Uniti rimarranno due opzioni: l&#8217;intervento militare diretto o il dialogo e la negoziazione che propone il presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador, che è l&#8217;opzione più conveniente per tutte le parti coinvolte. La situazione è molto pericolosa e la responsabilità e la prudenza sono ciò che più scarseggia a Washington. Trump ha già minacciato Cuba di imporre un bloqueo totale basandosi sulla gigantesca menzogna di Bolton e Pompeo delle supposte truppe e operazioni militari di Cuba in Venezuela.</p>
<p>Si alza la temperatura nei Caraibi.</p>
<p>di Angel Guerra Cabrera</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/05/07/congiuntura-pericolosa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Juan Guaidò, un prodotto di laboratorio che non funziona più</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/04/04/juan-guaido-un-prodotto-di-laboratorio-che-non-funziona-piu/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/04/04/juan-guaido-un-prodotto-di-laboratorio-che-non-funziona-piu/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 20:34:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[golpe di stato]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Guaidò]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10909</guid>
		<description><![CDATA[Un articolo pubblicato da Orlando Avendaño sul giornale reazionario PanamPost afferma che l'idea della presidenza di transizione di Juan Guaidò è nata in una riunione nella sede dell'Organizzazione degli Stati Americani (OSA). Secondo Avedaño, nell'incontro del 14 dicembre, il segretario generale, Luis Almagro, con Julio Borges, Leopoldo Lopez, Maria Corina Machado e Antonio Ledezma, hanno definito l'ultima gran scommessa dell'opposizione, ossia far nascere un governo di transizione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10910" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10910" alt="Juan Guaidó" src="/files/2019/04/Juan-Guaidó-580x375.jpg" width="580" height="375" /><p class="wp-caption-text">Juan Guaidó</p></div>
<p><strong>Un articolo pubblicato da Orlando Avendaño sul giornale reazionario PanamPost afferma che l&#8217;idea della presidenza di transizione di Juan Guaidò è nata in una riunione nella sede dell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (OSA). Secondo Avedaño, nell&#8217;incontro del 14 dicembre, il segretario generale, Luis Almagro, con Julio Borges, Leopoldo Lopez, Maria Corina Machado e Antonio Ledezma, hanno definito l&#8217;ultima gran scommessa dell&#8217;opposizione, ossia far nascere un governo di transizione.</strong></p>
<p>Il 16 gennaio, dopo diversi andirivieni tra i quattro dirigenti dell&#8217;opposizione, la strategia è stata riproposta nuovamente nell&#8217;OSA, quando gli Stati Uniti hanno convocato una riunione in video-chiamata con Leopoldo Lopez e Juan Guaidò. Questa volta la proposta è stata presentata agli ambasciatori presso l&#8217;Organizzazione di Argentina, Brasile, Colombia, Guatemala, Cile, Honduras e Paraguay.</p>
<p>Gli Stati Uniti l&#8217;hanno avallata il giorno dopo, il vicepresidente Mike Pence ha parlato con Guaidò prima della sua auto-proclamazione per confermagli l&#8217;appoggio della Casa Bianca, secondo un articolo del The Wall Street Journal, firmato da Juan Forero e David Luhnow. Il 18 febbraio, quasi un mese dopo dall&#8217;entrata in scena di Guaidò, questi due cronisti hanno citato un ex alto funzionario statunitense: “Le persone che hanno organizzato questo piano a Caracas e che lo hanno venduto qui (a Washington), l&#8217;hanno venduto con la promessa che se Guaidò avesse creato un movimento e (i paesi del Sud America) e gli Stati Uniti fossero intervenuti come appoggio, i militari avrebbero cambiato lato e Maduro se ne sarebbe andato”.</p>
<p>Come si sa, questo non è successo il 23 febbraio nel tentativo di far entrare gli “aiuti umanitari”, diretto in prima fila dall&#8217;inviato in Venezuela del Dipartimento di Stato, Elliott Abrams, dal Capo dell&#8217;Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), Mark Green, dal Segretario Generale della OSA, Luis Almagro; dal Presidente colombiano Ivan Duque e dai suoi colleghi del Paraguay e Cile, Mario Abdo Benitez e Sebastian Piñera. Si ritiene che già lunedì 25 il vicepresidente Mike Pence abbia “sgridato” Guaidò per non aver ottenuto che la metà dei militari venezuelani si ribellassero, come aveva promesso, secondo un articolo de La Politica Online.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000">Chi c&#8217;è dietro a Guaidò?</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dan Cohen e Max Blumenthal hanno scritto da tempo che Guaidò era un prodotto dei laboratori del cambio di regime appoggiato dagli Stati Uniti. Formato da istituzioni come la Fondazione Nazionale per la Democrazia (NED la sigla in inglese), insieme a organizzazioni satellite come Otpor dalla Serbia, l&#8217;utopia politica della generazione di Guaidò, inculcata da questi, è sempre stata il golpe di stato dolce, o rivoluzione colorata, l&#8217;uscita violenta del chavismo dal potere.</p>
<p>Si può dire che Guaidò essenzialmente è un fusibile del partito Voluntad Popular, forse il più finanziato e più relazionato con il Dipartimento di Stato e la fauna politico-mafiosa della Florida, rappresentata oggi dal senatore Marco Rubio; che attraverso Mauricio Claver-Carone e Carlos Trujillo controlla il posto dell&#8217;America Latina del Consiglio di Sicurezza Nazionale e la rappresentanza diplomatica degli Stati Uniti nell’OSA. Entrambi sono conosciuti per essere stati consiglieri e persone vicine a Rubio nelle sue ultime campagne elettorali, finanziate dagli industriali Koch, colpiti dalla nazionalizzazione dell&#8217;azienda FertiNitro in Venezuela e da molti imprenditori relazionati a Cuba e Venezuela, con sede a Miami.</p>
<p>Paradossalmente, il 30 agosto scorso, molto prima che cominciasse l&#8217;avventura di Guaidò, Marco Rubio ha dichiarato, dopo una riunione alla Casa Bianca: “Le Forze Armate degli Stati Uniti si utilizzano in caso di una minaccia alla sicurezza nazionale. Ci sono argomenti molto forti per dire che il Venezuela è diventato una minaccia per gli Stati Uniti”. In quei giorni di agosto, la campagna di sovraesposizione della migrazione venezuelana, aggravata dalle sanzioni, coincideva con le affermazioni del Segretario Generale della OSA, Luis Almagro, sul fatto che il caso venezuelano fosse il caso tipico della dottrina di Responsabilità di Proteggere (R2P), utilizzata in Libia come figura diplomatica ad hoc per l&#8217;intervento. Il titolo del giornale El Universal è stato: “Almagro chiede alla comunità internazionale di evitare che il Venezuela sia un altro Ruanda”.</p>
<p>Lo stesso agosto, il Presidente Maduro ha denunciato in una conferenza stampa successiva al tentativo di omicidio con i droni, che gli Stati Uniti, insieme ad altri paesi, lavoravano appoggiando l&#8217;ex militare Oswaldo Garcia Palomo perché tornasse a tentare un golpe di Stato dopo aver fallito con l&#8217;Operacion Constitucion, prima delle elezioni presidenziali di maggio e l&#8217;esperimento della cellula armata capitanata da Oscar Perez.</p>
<p>A dicembre, molto vicino alla riunione dell’OSA che ha forgiato Guaidò, il presidente Maduro ha dato un&#8217;altra conferenza stampa nella quale ha denunciato che gli Stati Uniti si preparavano ad appoggiare un governo parallelo, un nuovo tentativo di golpe di Garcia Palomo e se tutto fosse andato male, un intervento sostenuto da più di settecento mercenari allenati in Colombia ed equipaggiati dalla Forze Speciali degli Stati Uniti, addestrati nella base Eglin della Forza Aerea, che si trova paradossalmente in Florida.</p>
<p>Il finale di questa storia si conosce bene: Guaidò si è autoproclamato in una piazza di Chacao, con questa scusa gli Stati Uniti hanno ordinato un embargo petrolifero contro il Venezuela, Garcia Palomo è stato arrestato alcuni istanti prima di dare il via al suo ultimo tentativo di golpe e Washington, un mese dopo ha sostenuto un&#8217;operazione militare dalla Colombia, sotto la copertura di un disinteressato “aiuto umanitario”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000">Guaidò, il fusibile che si brucia</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Casa Bianca ha disegnato Guaidò come un&#8217;operazione con codice aperto che potesse unirsi a molti gruppi dispersi, ma con un solo obiettivo comune: cacciare Maduro. Come nel 2014 e nel 2017 è stato “La Salida”, dopo le dimostrazioni violente (guarimbe), la comparsa di Oscar Perez e la sovraesposizione dell&#8217;esodo migratorio; tra molte altre operazioni dello stesso tipo. Guaidò, come tutte le altre, è solo funzionale, fino a quando permetterà di essere usato come copertura narrativa dell&#8217;insieme di aggressioni e azioni contro la Repubblica Bolivariana.</p>
<p>L&#8217;impegno di Washington ad aggiungere sanzioni, embargo, minacce ed offese diplomatiche è ampiamente dimostrativo su come è utilizzato per accelerare un percorso che si è impantanato, soprattutto sul versante regionale e internazionale, dove la tesi di un intervento non è stata ricevuta bene al punto che uno dei creatori dell&#8217;operazione, John Bolton è stato obbligato a dire che hanno bisogno di “una coalizione più ampia possibile per cacciare Maduro ed il suo regime corrotto”.</p>
<p>L&#8217;operazione Guaidò ha bisogno di incamminarsi, come il percorso del piano Bolton, perché oltre l&#8217;epopea mediatizzata e standardizzata dalle reti sociali: la quantità di risorse di potere poste contro il Venezuela non ha ottenuto gli obiettivi necessari, ma al contrario ha reso più coeso il chavismo intorno a Maduro. In questo pantano arrestare Guaidò avrebbe reso credibile la storia che Bolton vuole vendere al mondo per armare una coalizione contro Maduro, però non è successo, e con questo si alimenta il discorso chavista, e la paura e il rifiuto che produce uno sfacciato intervento esterno guidato da Trump. Le ultime riunioni del Gruppo di Lima e del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU lo dimostrano.</p>
<p>Parafrasando un alto funzionario di Ronald Reagan, nel senso “che l&#8217;Impero agisce creando la sua propria realtà per farlo”, la storia sul conflitto venezuelano gli è scappata di mano. Per questo, per dare vita alla minaccia socialista, agitata da Trump in previsione delle presidenziali del 2020, il cammino dell&#8217;aggressione al Venezuela deve trovare uno sbocco che Guaidò non gli ha dato. Ciò renderebbe utile, sempre che se ne possa spiegare o no la comparsa, nella fase seguente, un rinnovato intento di creare uno Stato Islamico venezuelano, nel caso di non riuscire a cacciare il governo in qualsiasi altro modo.</p>
<p>In questo contesto, di attori locali che non riescono a compiere gli ordini globali, l&#8217;importanza di Guaidò si riduce solo a quel che possono fare con lui.</p>
<p>da Mision Verdad</p>
<p>di Bruno Sgarzini</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
<p>floto:Semana.com</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/04/04/juan-guaido-un-prodotto-di-laboratorio-che-non-funziona-piu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I soliti sciacalli attaccano la sovranità del Venezuela</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/03/25/i-soliti-sciacalli-attaccano-la-sovranita-del-venezuela/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/03/25/i-soliti-sciacalli-attaccano-la-sovranita-del-venezuela/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 00:45:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Guaidò]]></category>
		<category><![CDATA[Le iene]]></category>
		<category><![CDATA[programma televisivo]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10895</guid>
		<description><![CDATA[Nel giorno in cui in Argentina si ‘celebra’ l’anniversario di una di quelle dittature che piacciono tanto agli USA e quindi anche a ‘Le Iene’, e in cui cade il ventesimo anniversario del criminale bombardamento di Belgrado da parte delle forze NATO con il sostegno del governo italiano dell’epoca - di centrosinistra guidato da Massimo D’Alema - da una trasmissione che si autodefinisce irriverente, libera e non prona ad alcun potere come ‘Le Iene’, ci saremmo aspettati quantomeno un servizio su un evento tanto grave. Che tra l’altro smonta anche la favoletta ripetuta a reti unificate senza soluzione di continuità sui settant’anni di pace garantiti dall’Europa Unita. Un vero e proprio evergreen ripetuto a ogni piè sospinto dai fanatici sostenitori dell’Unione Europea. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10896" alt="GuaidoIene" src="/files/2019/03/GuaidoIene.jpg" width="580" height="290" />Nel giorno in cui in Argentina si ‘celebra’ l’anniversario di una di quelle dittature che piacciono tanto agli USA e quindi anche a ‘Le Iene’, e in cui cade il ventesimo anniversario del criminale bombardamento di Belgrado da parte delle forze NATO con il sostegno del governo italiano dell’epoca &#8211; di centrosinistra guidato da Massimo D’Alema &#8211; da una trasmissione che si autodefinisce irriverente, libera e non prona ad alcun potere come ‘Le Iene’, ci saremmo aspettati quantomeno un servizio su un evento tanto grave. Che tra l’altro smonta anche la favoletta ripetuta a reti unificate senza soluzione di continuità sui settant’anni di pace garantiti dall’Europa Unita. Un vero e proprio evergreen ripetuto a ogni piè sospinto dai fanatici sostenitori dell’Unione Europea.</strong></p>
<p>Invece, in questo stesso giorno, ‘Le Iene’ decidono di vestire di nuovo l’abito da sciacalli che gli è più consono per tornare ad attaccare la sovranità del Venezuela. A suon di fake news. Come è nel loro stile, evidentemente, visto che l’ultimo servizio che la trasmissione di Italia1 ha dedicato al Venezuela era pieno zeppo di bufale, o fake news per usare il termine maggiormente in voga in questi tempi.</p>
<p>Questa volta il noto ‘Premio Pultizer’ Gaston Zama, già autore di memorabili servizi sui terrapiattisti e la bufala conosciuta come Blue Whale &#8211; per la cui diffusione ‘Le Iene’ furono costrette a scusarsi &#8211; intervista l’autoproclamato presidente ad interim del Venezuela, Juan Guaidó.</p>
<p>Per dimostrare che la loro attitudine alle fake news non è per nulla cambiata, Le Iene, ne inseriscono una bella grossa già nel titolo. Il deputato venezuelano viene infatti presentato come presidente ad interim della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Come ben sappiamo Guaidó si è autoproclamato presidente ed in realtà è solo un golpista. Così sarebbe etichettato in tutti gli Stati satelliti degli USA che hanno proceduto al suo riconoscimento. Ed ormai è stato declassato a semplice ingegnere finanche dall’agenzia Reuters. Resta presidente solo per qualche criminale di guerra che risiede in quel di Washington come Bolton o Adams.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10897" alt="reuters" src="/files/2019/03/reuters.jpg" width="580" height="488" /></p>
<p>Circa 60 sono i paesi che hanno riconosciuto il golpista Guaidó come viene sottolineato sul sito de Le Iene. Peccato che i nostri sciacalli occultino il fatto che la stragrande maggioranza della comunità internazionale riconosca Nicolas Maduro come unico e legittimo presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela.</p>
<p>Per la comunità internazionale la credibilità del golpista Juan Guaidó in qualità di presidente del Venezuela è pari a quella di un terrapiattista per la comunità scientifica. Forse proprio per questo il giornalista (?) de ‘Le Iene’ ha deciso di intervistarlo.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/03/25/i-soliti-sciacalli-attaccano-la-sovranita-del-venezuela/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
