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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Joe Biden</title>
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		<title>Petizione contro il bloqueo USA contro Cuba raggiunge 26.000 firme</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2021 21:28:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il progetto di solidarietà Puentes de Amor ha già raccolto 26.000 firme per esigere al governo degli Stati Uniti di togliere il bloqueo economico contro Cuba, ha annunciato sui social l'attivista Carlos Lazo. La petizione online (disponibile su www.puentesdeamor.com) ha così superato la cifra prevista di 25.000 firme in rifiuto all'assedio economico contro l'isola e nei prossimi giorni raggiungerà probabilmente le 30.000, ha affermato il leader dell'iniziativa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12236" alt="Carlos-Lazo" src="/files/2021/07/Carlos-Lazo.jpg" width="580" height="386" />Il progetto di solidarietà Puentes de Amor ha già raccolto 26.000 firme per esigere al governo degli Stati Uniti di togliere il bloqueo economico contro Cuba, ha annunciato sui social l&#8217;attivista Carlos Lazo.</strong></p>
<p>La petizione online (disponibile su www.puentesdeamor.com) ha così superato la cifra prevista di 25.000 firme in rifiuto all&#8217;assedio economico contro l&#8217;isola e nei prossimi giorni raggiungerà probabilmente le 30.000, ha affermato il leader dell&#8217;iniziativa.</p>
<p>Ha ribadito che tra gli obiettivi della petizione c&#8217;è quello di riattivare l&#8217;ambasciata statunitense a L&#8217;Avana, normalizzare i servizi consolari e riprendere il programma di ricongiungimento familiare.</p>
<p>Allo stesso modo, Puentes de Amor esige ripristinare i voli dagli Stati Uniti verso tutte le province cubane, eliminare le restrizioni che impediscono ai cittadini statunitensi di visitare l&#8217;isola e facilitare l&#8217;invio illimitato di rimesse alla nazione caraibica.</p>
<p>Chi può opporsi a tutto questo?, ha chiesto il professore cubano-americano che ha descritto come una mancanza di umanità mantenere separate le famiglie e desiderare il crollo economico di Cuba.</p>
<p>Lazo e altri attivisti hanno continuato giovedì nello stato della Georgia una camminata di 2000 chilometri che ha lasciato Miami il 27 giugno e vuole arrivare a Washington D.C. per consegnare alla Casa Bianca il documento che esige la fine delle sanzioni contro la maggiore delle Antille.</p>
<p>Nell&#8217;ambito del tour, hanno consegnato una nota alla residenza dell&#8217;ex presidente degli Stati Uniti, James Carter, in cui hanno dichiarato il loro apprezzo al suo atteggiamento nei confronti di Cuba, poiché l&#8217;ex presidente ha favorito un certo riavvicinamento tra le due nazioni dopo il trionfo della Rivoluzione nel 1959.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Puentes de Amor annuncia un appello in tweet per la fine del bloqueo USA contro Cuba</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 22:43:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il progetto Puentes de Amor, che continua il suo cammino da Miami verso la capitale degli Stati Uniti, ha fatto un appello oggi per un tweet mondiale domani, che esiga la revoca delle sanzioni di Washington contro la famiglia cubana. Il principale promotore dell'iniziativa, il professore cubano-americano Carlos Lazo, ha dichiarato a Prensa Latina che martedì pubblicherà su Twitter un video in inglese indirizzato al presidente Joe Biden per spiegare il motivo della camminata: esigere la fine di queste misure coercitive.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12228" alt="carlos-lazo3" src="/files/2021/07/carlos-lazo3.jpg" width="580" height="386" />Il progetto Puentes de Amor, che continua il suo cammino da Miami verso la capitale degli Stati Uniti, ha fatto un appello oggi per un tweet mondiale domani, che esiga la revoca delle sanzioni di Washington contro la famiglia cubana.</strong></p>
<p>Il principale promotore dell&#8217;iniziativa, il professore cubano-americano Carlos Lazo, ha dichiarato a Prensa Latina che martedì pubblicherà su Twitter un video in inglese indirizzato al presidente Joe Biden per spiegare il motivo della camminata: esigere la fine di queste misure coercitive.</p>
<p>“A partire dalle 9:00, ora di Cuba, Miami e Washington, e fino alle 12:00, ti invitiamo a condividere il video o a creare tweet con etichette per Biden, la vicepresidentessa Kamala Harris, la first lady Jill Biden e il segretario di Stato, Antony Blinken”, hanno sottolineato.</p>
<p>Verranno utilizzate anche etichette come #UnblockCuba, che esige la revoca del bloqueo del governo degli Stati Uniti contro la maggiore delle Antille, ha aggiunto l&#8217;attivista.</p>
<p>Nel video diremo a Biden che stiamo camminando da Miami a Washington esigendo la revoca delle sanzioni contro la famiglia cubana, il ripristino delle rimesse e il programma di ricongiungimento familiare e la riapertura dell&#8217;ambasciata di Washington a L&#8217;Avana.</p>
<p>Inoltre, ha ricordato, il progetto Puentes de Amor sostiene che vengano ripresi i voli dagli Stati Uniti verso tutte le province cubane e che gli statunitensi possano viaggiare liberamente sull&#8217;isola.</p>
<p>Quella petizione, disponibile su www.puentesdeamor.com e con più di 25.500 firme, dopo essere arrivati alla Casa Bianca sarà consegnata a Biden alla fine del cammino di quasi 2.000 chilometri, ha sottolineato.</p>
<p>Lazo ha espresso che si sentono felici e ottimisti, con uno spirito molto elevato, “sicuri che questo cammino e questa chiamata d&#8217;amore tra i nostri popoli porterà grandi cose”.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cuba respinge le calunnie degli Stati Uniti sulla cooperazione contro il terrorismo</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2021 22:35:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministero delle Relazioni Internazionali respinge nei termini più categorici l’attestazione fatta dal Dipartimento di Stato degli U.S.A. secondo cui Cuba non collabora pienamente con gli sforzi antiterroristici statunitensi, pubblicata il 25 maggio 2021 nel Registro Federale di quel paese.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11881" alt="declaracion-del-minrex-3-580x300" src="/files/2021/02/declaracion-del-minrex-3-580x300.png" width="580" height="300" />Il Ministero delle Relazioni Internazionali cubano ha ribadito oggi che l&#8217;isola persisterà nei suoi sforzi nella lotta al terrorismo, nonostante le accuse infondate degli Stati Uniti. </strong></p>
<p>Cubadebate riporta il testo integro della dichiarazione del Ministero:</p>
<p>&#8220;Dichiarazione del Ministero delle Relazioni Internazionali della Repubblica di Cuba</p>
<p>Il Ministero delle Relazioni Internazionali respinge nei termini più categorici l’attestazione fatta dal Dipartimento di Stato degli U.S.A. secondo cui Cuba non collabora pienamente con gli sforzi antiterroristici statunitensi, pubblicata il 25 maggio 2021 nel Registro Federale di quel paese.</p>
<p>Il governo di Donald Trump aveva emesso questa stessa attestazione il 2 giugno 2020, come passo preliminare per l&#8217;inclusione di Cuba nella lista degli Stati che presumibilmente sponsorizzano il terrorismo internazionale secondo il Dipartimento di Stato, elenco che è stato reso pubblico l&#8217;11 gennaio 2021, pochi giorni prima dell&#8217;insediamento del presidente Joseph Biden e con il chiaro scopo di condizionare il suo comportamento nei confronti del nostro Paese.</p>
<p>È un&#8217;accusa totalmente infondata e usata a scopi politici, che tenta di giustificare gli attacchi contro Cuba, compreso il blocco economico, commerciale e finanziario disumano sofferto dal nostro popolo.</p>
<p>Il Ministero respinge anche l’abitudine unilaterale e selettiva degli Stati Uniti di segnalare negativamente certi paesi collocandoli in liste arbitrarie rispetto al terrorismo, consuetudine priva di legittimità e contraria al Diritto Internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite.</p>
<p>Il nostro Paese è stato vittima di 713 atti terroristici, la maggior parte dei quali organizzati, finanziati ed eseguiti dal governo degli Stati Uniti o da individui e organizzazioni che ricevono rifugio o agiscono impunemente in quel territorio. Questi atti sono costati la vita a 3.478 persone e hanno lasciato disabili 2.099 cittadini cubani. I danni umani ed economici sono stimati in 181 miliardi di dollari.</p>
<p>Il Ministero delle Relazioni Internazionali ricorda anche i vari atti contro il personale e le rappresentanze cubane all&#8217;estero; tra questi quello eseguito il 30 aprile 2020, quando è stata mitragliata la nostra Ambasciata a Washington DC, mettendo in pericolo la vita e l&#8217;incolumità dei membri della missione diplomatica. Il governo degli Stati Uniti deve ancora riconoscere pubblicamente la natura terroristica di quell&#8217;attacco.</p>
<p>Cuba ha approvato nella sua Costituzione il ripudio e la condanna del terrorismo in ogni sua forma e manifestazione. Ha mantenuto un atteggiamento trasparente e impeccabile nella lotta al terrorismo, nonché ha espresso la volontà di cooperare con le autorità statunitensi, come fa con altri paesi. È una cosa di cui il governo degli Stati Uniti è ben consapevole: ci sono esempi concreti di questa volontà, nel quadro degli strumenti bilaterali esistenti e del diritto internazionale. Mantiene il suo impegno per il processo di pace in Colombia, nonostante sia stata vittima di ripetuti atti ostili e disonesti, motivati da scopi politici.</p>
<p>Il governo del presidente Joseph Biden ha pubblicamente affermato che, sebbene Cuba non sia una questione prioritaria, è in corso un processo di revisione della politica nei confronti del nostro Paese.</p>
<p>Se Cuba non è una priorità e questa revisione non si è ancora conclusa, come spiega il Dipartimento di Stato l’attestazione infondata e mendace del nostro Paese rispetto al tema del terrorismo? Come giustifica la continuazione dell’applicazione delle 243 misure coercitive unilaterali adottate dall&#8217;amministrazione Trump, che includono una maggiore persecuzione finanziaria e altre misure extraterritoriali?</p>
<p>Il Segretario di Stato dovrebbe confessare che sono le autorità statunitensi che hanno rifiutato di cooperare con Cuba nella lotta al terrorismo, il che è debitamente documentato. Il governo degli Stati Uniti non ha mai restituito al nostro paese un solo fuggitivo dalla giustizia cubana, né ha nemmeno processato nessuno di loro per crimini e atti terroristici commessi contro il nostro popolo e cittadini di altri paesi.</p>
<p>L&#8217;inclusione di Cuba nell&#8217;elenco dei paesi che &#8220;non cooperano pienamente&#8221; con gli sforzi statunitensi contro il terrorismo costituisce un&#8217;azione irresponsabile e vergognosa.</p>
<p>Cuba non cambierà il suo impegno per la pace e persisterà nei suoi sforzi nella lotta al terrorismo.</p>
<p>L&#8217;Avana, 27 maggio 2021&#8243;</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>USA: guerra o emergenza climatica?</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2021 20:04:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Apparentemente l'intensa emergenza climatica non ha impattato Biden, occupato con i bombardamenti e ad operare sul funzionamento in stato di emergenza. Nel cammino in una delicata negoziazione planetaria, gli Stati Uniti continuano con la gestione coloniale-imperiale. Il bombardamento di Siria è avvenuto in un contesto di illegale unilateralismo “russofobo” e “chinofobo” che genera tensione e incertezza in un pianeta in cui persiste un torrente di gas serra (GHG) che trattiene l'energia solare a un ritmo giornaliero stimato da James Hansen nell'equivalente del esplosione di 400.000 bombe atomiche tipo Hiroshima.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12116" alt="nivel-del-mar-cambio-climático-580x386" src="/files/2021/05/nivel-del-mar-cambio-climático-580x386.jpg" width="580" height="386" />Apparentemente l&#8217;intensa emergenza climatica non ha impattato Biden, occupato con i bombardamenti e ad operare sul funzionamento in stato di emergenza. Nel cammino in una delicata negoziazione planetaria, gli Stati Uniti continuano con la gestione coloniale-imperiale. Il bombardamento di Siria è avvenuto in un contesto di illegale unilateralismo “russofobo” e “chinofobo” che genera tensione e incertezza in un pianeta in cui persiste un torrente di gas serra (GHG) che trattiene l&#8217;energia solare a un ritmo giornaliero stimato da James Hansen nell&#8217;equivalente del esplosione di 400.000 bombe atomiche tipo Hiroshima.</strong></p>
<p>I suoi devastanti impatti nei fiumi e nelle inondazioni dei ghiacciai in scioglimento dell&#8217;Himalaya hanno già causato 12.000 morti (The Guardian 2/4/21). A causa dell&#8217;assenza di un freno ai gas serra, gli scienziati negli Stati Uniti e nel mondo mettono in guardia dai rischi di un cambiamento climatico improvviso e irreversibile, scoppiato con enormi incendi boschivi in California e, dagli anni &#8217;90, nella desertificazione accelerata dell&#8217;America Nord, nella sua zona sud-orientale.</p>
<p>Nel mezzo del deterioramento bioecologico, Leonado Boff ha avvertito che alla base della violenza generalizzata contro gli oppositori del regime di estrema destra che affligge Brasile c&#8217;è il progetto di colonizzare nuovamente l&#8217;America Latina e costringerla ad essere solo un esportatore di merci (carne, cibo, minerali) &#8230; in questa strategia perversa, Brasile è molto importante per la sua enorme riserva di risorse naturali che mancano al mondo.</p>
<p>È una profonda crisi esistenziale e di civiltà. Di fronte al deterioramento degli Stati Uniti in termini di produzione, commercio e tecnologia, comprese le macchine utensili (in termini di costi, qualità delle prestazioni), si fa sentire il pesante fardello del complesso industriale bellico utilizzato per superare i costi e sussidi inaccettabili, ritirandosi da prodotti con un miglior prezzo, design e qualità cinesi, russi, tedeschi, giapponesi ecc., tutto parte di una competizione civile e militare diversificata.</p>
<p>L&#8217;egemone opta per il pugno militare e un unilateralismo illegale di sanzioni atroci contro Venezuela in tempi di epidemia, un crimine contro l&#8217;umanità per petrolio e minerali, saccheggiando anche beni e depositi bancari del governo venezuelano, consegnando migliaia di milioni a un auto-dichiarato presidente (Guaidó). Questo è un bottino vile.</p>
<p>Gli Stati Uniti agiscono unilateralmente dall&#8217;inizio del 21° secolo. Il loro ritiro dal Trattato sui Missili Antibalistici (ABM), insieme alla vendita all&#8217;ingrosso di armi di tipo antibalistico nei paesi ai confini della Russia, aumenta il rischio di guerra tra potenze centrali, di grave implicazione per la stabilità strategica.</p>
<p>C&#8217;è un urgente bisogno di un vertice tra Putin e Biden, i cui paesi gestiscono il 92% dell&#8217;arsenale nucleare mondiale, che include l&#8217;approvazione dell&#8217;iniziativa democratica guidata da Elizabeth Warren e John Adams per vietare la strategia nucleare di primo attacco a causa del alto rischio terminale che comporta.</p>
<p>Questa strategia è stata rivelata nel 2017 da Daniel Ellsberg, un ex progettista di scenari di guerra nucleare durante l&#8217;amministrazione Kennedy (The Doomsday Machine, Bloomsbury, 2017). Nel bel mezzo di questa situazione strategica pericolosa e di uno stato eccezionale dal 2003, gli USA si dichiarano sotto la copertura degli attacchi dell&#8217;11 settembre. Senza l&#8217;autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Bush Jr. ha attaccato l&#8217;Iraq nel marzo 2003. È stata una violazione del contratto sociale internazionale derivato dalla seconda guerra mondiale, che ha portato all&#8217;attacco e all&#8217;occupazione dell&#8217;Afghanistan e dell&#8217;Iraq praticamente fino ad oggi.</p>
<p>Ricordiamo che per Jean Jacques Rousseau il diritto di una guerra di conquista non ha altro fondamento che il diritto del più forte, dichiarato dalla metà del XVIII secolo  riflettendo sull&#8217;argomento nel Contratto Sociale, un&#8217;affermazione che si adatta al millimetro con la guerra e l&#8217;occupazione di natura mercantile e imperialista, di saccheggio aperto di risorse minerali e combustibili fossili di alto valore.</p>
<p>Fino a poco tempo fa, Donald Trump ha proposto di mantenere le truppe di occupazione in Afghanistan. Democracy Now!, la pagina giornalistica, ha rivelato il motivo: l&#8217;esistenza di un residuo minerale stimato in una cifra vicina a un trilione di dollari. Il tipo di offensiva dispiegata da Bush costituisce un crimine di guerra. Nessuno dimentica che Bush ha minacciato di bombardare la Corte Penale Internazionale se fosse stato processato.</p>
<p>Oggi più che mai è necessario ricordare che durante i processi di Norimberga, e nei regolamenti da loro derivati, si considera esplicitamente che la guerra di autodifesa preventiva &#8211; dottrina dietro la quale la Casa Bianca difende il suo aggressivo unilateralismo &#8211; è una crimine di guerra. Non c&#8217;è giustificazione per queste guerre che persistono senza prove o autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU. Nessuno dimentica che il presidente Biden, un nuovo arrivato allo Studio Ovale, ha già ordinato un bombardamento di una popolazione indifesa, al di fuori di tutte le normative internazionali.</p>
<p>di John Saxe-Fernández</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Foto: Getty Images/Archivo</p>
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		<title>Organizzazioni ambientaliste ed agricole chiedono a Biden un cambiamento di politica verso Cuba</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2021 22:14:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Numerose entità si sono sommate negli ultimi mesi al richiamo di una politica giusta verso Cuba da parte del governo statunitense. In questa occasione 36 organizzazioni che rappresentano agricoltori, agro-ecologi, ecologisti, accademici, società civile e movimenti di giustizia climatica hanno inviato una lettera al presidente degli Stati Uniti chiedendo un cambiamento di politica verso l'Isola.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12108" alt="relaciones-cuba-estados-unidos" src="/files/2021/05/relaciones-cuba-estados-unidos.jpg" width="580" height="327" />Numerose entità si sono sommate negli ultimi mesi al richiamo di una politica giusta verso Cuba da parte del governo statunitense. In questa occasione 36 organizzazioni che rappresentano agricoltori, agro-ecologi, ecologisti, accademici, società civile e movimenti di giustizia climatica hanno inviato una lettera al presidente degli Stati Uniti chiedendo un cambiamento di politica verso l&#8217;Isol</strong>a.</p>
<p>Durante la sua campagna il mandatario statunitense aveva promesso cambiare le politiche fallite del suo predecessore. In questo senso, i firmatari reclamano il compimento dei suoi impegni, allo stesso modo che chiedono rispondere alle petizioni di milioni di persone attorno al mondo, che si sono uniti a questo richiamo, includendo 79 congressisti ed altre organizzazioni statunitensi.</p>
<p>I firmatari della lettera consegnata questo 5 maggio, appartengono a differenti settori della società civile e collaborano attivamente coi loro colleghi cubani o hanno partecipato a scambi di conoscenze, per la ricerca di soluzioni alle multiple crisi sociali ed ecologiche.</p>
<p>Il reclamo sintetizza la necessità di mettere fine a queste politiche che continuano, tra le altre cose, a bloccare la capacità di Cuba a mitigare ed adattarsi alla crisi climatica; al tempo che limita gravemente lo sviluppo di sistemi alimentari sostenibili ed il diritto all&#8217;alimentazione di Cuba.</p>
<p>Margarita Fernández, direttrice esecutiva dell&#8217;Istituto di Agro-Ecologia dei Caraibi e coordinatrice della Rete di Agro-Ecologia Cuba-Stati Uniti, ha segnalato che recentemente la segretaria di stampa della Casa Bianca ha detto che “i diritti umani saranno un pilastro fondamentale della politica statunitense” verso Cuba.</p>
<p>Inoltre, Fernández ha aggiunto che “le sanzioni applicate dagli Stati Uniti limitano gravemente i diritti dei cittadini cubani alla sicurezza alimentaria, la resilienza climatica e la dignità. Una messa a fuoco politica davvero audace, basata sui diritti, sarebbe togliere completamente il bloqueo”.</p>
<p>Il documento persegue il fine di spingere misure esecutive per restaurare le regolazioni che dirigevano il commercio ed i viaggi a Cuba al punto che si trovavano prima del 20 gennaio 2017. Anche, espone la necessità di cessare immediatamente l&#8217;applicazione di qualunque sanzione e restrizione contro gli alimenti, le medicine e qualunque altra assistenza umanitaria a Cuba; come la cooperazione internazionale e le restrizioni alle transazioni finanziarie.</p>
<p>Un altro degli aspetti che emerge nella lettera è la petizione della riapertura nella sua totalità dell&#8217;Ambasciata e dei servizi consolari di Washington a L&#8217;Avana; oltre agli scambi bilaterali in aree essenziali come l’ecosistema, la società civile e la cooperazione scientifica.</p>
<p>Come quarto aspetto i richiedenti espongono mettere in pratica l&#8217;autorità esecutiva, affinché non si rinnovi la determinazione annuale di imporre sanzioni in virtù della Legge di Commercio col Nemico, fatto che faciliterebbe mediante azione esecutiva diretta che Biden metta fine all&#8217;ingiusto bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto da quasi 60 anni.</p>
<p>La missiva si invia nella cornice dei primi 100 giorni di governo dell&#8217;amministrazione Biden &#8211; Harris, nei quali non si è implementata nessuna azione per cancellar le più di 200 misure prese da Trump contro l&#8217;Isola. Inoltre, cerca di essere una chiamata di attenzione in attesa del 23 giugno, data in i cui Cuba presenterà presso l&#8217;ONU la risoluzione “Necessità di mettere fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d&#8217;America contro Cuba” e che ogni anno è appoggiata a livello mondiale.</p>
<p>da Cubaminrex/Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Durante la sua campagna il mandatario statunitense aveva promesso cambiare le politiche fallite del suo predecessore. In questo senso, i firmatari reclamano il compimento dei suoi impegni, allo stesso modo che chiedono rispondere alle petizioni di milioni di persone attorno al mondo, che si sono uniti a questo richiamo, includendo 79 congressisti ed altre organizzazioni statunitensi.</p>
<p>I firmatari della lettera consegnata questo 5 maggio, appartengono a differenti settori della società civile e collaborano attivamente coi loro colleghi cubani o hanno partecipato a scambi di conoscenze, per la ricerca di soluzioni alle multiple crisi sociali ed ecologiche.</p>
<p>Il reclamo sintetizza la necessità di mettere fine a queste politiche che continuano, tra le altre cose, a bloccare la capacità di Cuba a mitigare ed adattarsi alla crisi climatica; al tempo che limita gravemente lo sviluppo di sistemi alimentari sostenibili ed il diritto all&#8217;alimentazione di Cuba.</p>
<p>Margarita Fernández, direttrice esecutiva dell&#8217;Istituto di Agro-Ecologia dei Caraibi e coordinatrice della Rete di Agro-Ecologia Cuba-Stati Uniti, ha segnalato che recentemente la segretaria di stampa della Casa Bianca ha detto che “i diritti umani saranno un pilastro fondamentale della politica statunitense” verso Cuba.</p>
<p>Inoltre, Fernández ha aggiunto che “le sanzioni applicate dagli Stati Uniti limitano gravemente i diritti dei cittadini cubani alla sicurezza alimentaria, la resilienza climatica e la dignità. Una messa a fuoco politica davvero audace, basata sui diritti, sarebbe togliere completamente il bloqueo”.</p>
<p>Il documento persegue il fine di spingere misure esecutive per restaurare le regolazioni che dirigevano il commercio ed i viaggi a Cuba al punto che si trovavano prima del 20 gennaio 2017. Anche, espone la necessità di cessare immediatamente l&#8217;applicazione di qualunque sanzione e restrizione contro gli alimenti, le medicine e qualunque altra assistenza umanitaria a Cuba; come la cooperazione internazionale e le restrizioni alle transazioni finanziarie.</p>
<p>Un altro degli aspetti che emerge nella lettera è la petizione della riapertura nella sua totalità dell&#8217;Ambasciata e dei servizi consolari di Washington a L&#8217;Avana; oltre agli scambi bilaterali in aree essenziali come l’ecosistema, la società civile e la cooperazione scientifica.</p>
<p>Come quarto aspetto i richiedenti espongono mettere in pratica l&#8217;autorità esecutiva, affinché non si rinnovi la determinazione annuale di imporre sanzioni in virtù della Legge di Commercio col Nemico, fatto che faciliterebbe mediante azione esecutiva diretta che Biden metta fine all&#8217;ingiusto bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto da quasi 60 anni.</p>
<p>La missiva si invia nella cornice dei primi 100 giorni di governo dell&#8217;amministrazione Biden &#8211; Harris, nei quali non si è implementata nessuna azione per cancellar le più di 200 misure prese da Trump contro l&#8217;Isola. Inoltre, cerca di essere una chiamata di attenzione in attesa del 23 giugno, data in i cui Cuba presenterà presso l&#8217;ONU la risoluzione “Necessità di mettere fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d&#8217;America contro Cuba” e che ogni anno è appoggiata a livello mondiale.</p>
<p>da Cubaminrex/Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Chiedono a Biden di annullare la proibizione di Trump di mandare rimesse a Cuba</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 22:05:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leader politici e civili, democratici e repubblicani del sud della Florida hanno esatto questo martedì al presidente degli USA, Joe Biden, affinché riannodi l'invio delle rimesse a Cuba, considerando che si è sottovalutato il costo umano causato dalla misura adottata dall'ex presidente, Donald Trump.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11781" alt="una-sucursal-de-western-union_0_12_507_315-580x330" src="/files/2020/10/una-sucursal-de-western-union_0_12_507_315-580x330.jpg" width="580" height="330" />Leader politici e civili, democratici e repubblicani del sud della Florida hanno esatto questo martedì al presidente degli USA, Joe Biden, affinché riannodi l&#8217;invio delle rimesse a Cuba, considerando che si è sottovalutato il costo umano causato dalla misura adottata dall&#8217;ex presidente, Donald Trump.  </strong></p>
<p>In una lettera inviata alla Casa Bianca, i firmatari, tra loro il sindaco di Coral Gables, Raúl Valdés-Fauli, sottolineano che il tema richiede un urgente attenzione senza considerare le inclinazioni politiche.</p>
<p>Questo flusso verso Cuba é stato presente durante più di 20 anni, portando fondi molto necessari per aumentare le entrate delle case, specialmente alla luce delle difficoltà economiche dovute alla COVID-19, indicano.</p>
<p>Hanno segnalato che si è sottovalutato o ignorato lo sforzo dei cubani per inviare denaro ad un famigliare per beni e servizi essenziali di uso giornaliero.</p>
<p>Secondo la lettera, venivano trasferiti annualmente dai cubani degli Stati Uniti, principalmente quelli della Florida, tra i 2000 ed i 4000 milioni di dollari per i loro parenti bisognosi sull&#8217;Isola.</p>
<p>Tuttavia, in novembre scorso, l&#8217;uscente Amministrazione Trump ha proibito l&#8217;invio di rimesse attraverso aziende come Western Union, che concentrava la gran maggioranza delle spedizioni dagli USA verso l&#8217;isola.</p>
<p>L&#8217;azienda Havana Consulting Group, con sede a Miami, dichiara che le rimesse inviate a Cuba dal 1993 fino al 2019 sono state di 46800 milioni di dollari, dei quali 18871 milioni sono arrivate per vie ufficiali, principalmente con le aziende con contratti con l&#8217;impresa statale Fincimex, come Western Union.</p>
<p>&#8220;Non c&#8217;è dubbio che il governo cubano lascia ancora un margine significativo per migliorare i diritti umani, la libertà di stampa e le riforme economiche, ma il canale delle rimesse è un sistema che ha funzionato realmente bene sull&#8217;Isola&#8221;, sottolineano nella lettera.</p>
<p>Nella missiva, firmata anche da Liliam López, presidentessa della Camera di Commercio Ispana del Sud della Florida, hanno chiesto al Governo di Biden che consideri restaurare i flussi finanziari tra famiglie in estrema necessità.</p>
<p>&#8220;I governi non si vedono colpiti da queste politiche, e neppure hanno sofferto le grandi aziende, né i militari cubani; le vere vittime sono le persone. Il popolo cubano soffre molto e questo fatto merita la nostra attenzione&#8221;, hanno dichiarato.</p>
<p>Altri firmatari sono il professore Guillermo J. Grenier, presidente del Dipartimento degli Studi Globali dell&#8217;Università Internazionale della Florida (FIU) che si è dedicato per molti anni ai sondaggi tra la comunità cubana del sud della Florida.</p>
<p>Secondo un&#8217;inchiesta della FIU del 2020, approssimativamente il 50% dei cubano-statunitensi della contea di Miami-Dade invia regolarmente denaro all&#8217;Isola.</p>
<p>La lettera a Biden indica che qualunque sia l&#8217;opinione politica dei cubani che mandano le rimesse, il loro comportamento dimostra che sono interessati ad appoggiare i loro parenti ed amici sull&#8217;isola.</p>
<p>&#8220;Potrete essere contrari al governo cubano, ma questo è indipendente dal desiderio di aiutare una famiglia che ha bisogno di fondi con urgenza, come dettaglia l&#8217;università&#8221;, hanno spiegato.</p>
<p>Allo stesso modo, la lettera è stata firmata da Álvaro Saralegui, capo delle Iniziative Ispane della Lega Nazionale del Football Americano (NFL), da Freddy Balsera e Sonia Díaz, presidente esecutivo e vicepresidentessa senior, rispettivamente, di Balsera Communications, e Ricardo Morales vicepresidente senior di Pacific National Bank, tra gli altri.</p>
<p>con informazioni e foto di EFE</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Politica e meme virali di Bernie Sanders</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 21:11:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al di là di questo importante scenario e come spesso accade in Internet, è stato Bernie Sanders a monopolizzare l'attenzione dei cibernauti e dei media. Su dipinti rinascimentali, foto di famiglia, film di Hollywood o scene di tutti i giorni ... in questi giorni, centinaia e centinaia di meme con l'immagine del senatore del Vermont circolano sui social network in luoghi e circostanze diverse.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11855" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11855" alt="Il senatore Bernie Sanders seduto sui gradini del Campidoglio di Washington all'inaugurazione del presidente Joe Biden. Foto: Brendan Smialowski / AFP" src="/files/2021/01/bernie-sanders-580x329.jpg" width="580" height="329" /><p class="wp-caption-text">Il senatore Bernie Sanders seduto sui gradini del Campidoglio di Washington all&#8217;inaugurazione del presidente Joe Biden. Foto: Brendan Smialowski / AFP</p></div>
<p><strong>La terza settimana di gennaio ha segnato la fine dell&#8217;era Trump, o almeno del suo passaggio alla Casa Bianca. La mattina del 20, gli occhi del mondo hanno seguito la sua partenza, inaspettatamente con atteggiamento abbattuto e cupo, mano nella mano con la moglie Melania verso la Florida.</strong></p>
<p>Inoltre, nello stesso Campidoglio, dove due settimane prima i sostenitori di Trump avevano sfondato porte e finestre per boicottare con la forza il risultato delle elezioni la mattina del 20, Joe Biden è entrato in carica come il 46° presidente degli Stati Uniti.</p>
<p>La cerimonia, concordano gli analisti, è stata carica di simbolismo e di momenti storici come l&#8217;ascesa di Kamala Harris, prima vicepresidentessa donna del Paese, il recupero del controllo del Senato da parte del Partito Democratico e l&#8217;interpretazione dell&#8217;inno nazionale di Lady Gaga.</p>
<p>Al di là di questo importante scenario e come spesso accade in Internet, è stato Bernie Sanders a monopolizzare l&#8217;attenzione dei cibernauti e dei media. Su dipinti rinascimentali, foto di famiglia, film di Hollywood o scene di tutti i giorni &#8230; in questi giorni, centinaia e centinaia di meme con l&#8217;immagine del senatore del Vermont circolano sui social network in luoghi e circostanze diverse.</p>
<p>Sanders, 79 anni, che è già una star del web per il suo posizionamento socialista democratico e il suo stretto rapporto con una parte dell&#8217;elettorato dei millennial, questa volta ha suscitato scalpore con un&#8217;immagine di se stesso trincerata contro il freddo nella cerimonia presidenziale. Ha attirato l&#8217;attenzione soprattutto perché, a differenza della maggior parte dei partecipanti che portavano addosso abiti di firme conosciute, indossava una giacca verde con guanti ecologici, lavorati a maglia da una delle sue elettrici.</p>
<p>L&#8217;istantanea del 2021 è stata scattata da Brendan Smialowski, un famoso fotoreporter del mondo della politica statunitense, e diffusa dall&#8217;Agenzia di Stampa Francese (AFP).</p>
<p>Meme e politica</p>
<p>Inondano le reti, illuminano le nostre giornate e, addirittura, possono creare lo stesso impatto di un editoriale o di un grande reportage, i meme sono arrivati per rimanere, ma cosa sono? Un meme è un contenuto grafico che rappresenta un&#8217;idea condivisa da un gruppo. Ha origine dalla parola greca &#8220;mimema&#8221;, che significa &#8220;qualcosa che imita&#8221;, e rappresenta una forma di propagazione culturale, un mezzo per trasmettere memorie sociali e idee culturali nell&#8217;era digitale.</p>
<p>Recenti ricerche nel campo della comunicazione hanno dimostrato la stretta relazione tra meme e politica. Gli autori suggeriscono che questo stimoli la conversazione online e offline  e su altri eventi politici chiave, come i dibattiti presidenziali.</p>
<p>D&#8217;altra parte, un articolo del quotidiano colombiano El Espectador sottolinea che i meme sono la nuova forma di comunicazione politica: “Bisogna far notare come possono trasmettere un messaggio molto più potente delle notizie dai mass media. I politici stanno utilizzando questi strumenti per raggiungere le nuove generazioni&#8221;.</p>
<p>Eppure, in mezzo a tutto il trambusto, le risate e la creatività online, il politico stesso ha approfittato della sua foto popolare. Le felpe con l&#8217;immagine di questo meme sono state messe in vendita nel negozio del sito ufficiale di Sanders e sono state esaurite a tempo di record, riporta la pagina stessa. Il ricavato della vendita va interamente alla fondazione &#8220;Meals on Wheels in Vermont&#8221;, una ONG che si dedica a fornire pasti alle persone svantaggiate.</p>
<p>In un recente intervento a CBS News, il veterano del Partito Democratico ha detto: “Nel Vermont ci vestiamo con cappotti pesanti, ne sappiamo abbastanza sul freddo. Non siamo così interessati alla moda, vogliamo stare al caldo, ed è quello che ho fatto&#8221;.</p>
<p>di María Carla O&#8217;Connor</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11856" alt="bernie-sanders-meme-1-580x444" src="/files/2021/01/bernie-sanders-meme-1-580x444.jpg" width="580" height="444" /></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Trump contro i medici cubani</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2020 21:58:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I senatori cubano-americani Marco Rubio e Robert Menéndez raccontano nuove strane avventure contro il loro paese d'origine. Approfittatori perenni dell'industria anti-castrista, propongono leggi contro la cooperazione medica cubana e promuovono, con fondi federali, una campagna per fornire un'immagine falsa e grottesca della stessa, come volgare traffico di esseri umani e produttrice di fondi per "aumentare le casse dello Stato". ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11799" alt="donald-trump-marco-rubio-580x326" src="/files/2020/11/donald-trump-marco-rubio-580x326.jpg" width="580" height="326" />I senatori cubano-americani Marco Rubio e Robert Menéndez raccontano nuove strane avventure contro il loro paese d&#8217;origine. Approfittatori perenni dell&#8217;industria anti-castrista, propongono leggi contro la cooperazione medica cubana e promuovono, con fondi federali, una campagna per fornire un&#8217;immagine falsa e grottesca della stessa, come volgare traffico di esseri umani e produttrice di fondi per &#8220;aumentare le casse dello Stato&#8221;.</strong></p>
<p>Un importante obiettivo che perseguono è quello di intensificare la campagna all&#8217;interno delle Nazioni Unite ed in Europa per impedire l&#8217;assegnazione del Premio Nobel alle Brigate Mediche Cubane Henry Reeve, proposta da centinaia di personalità, organizzazioni sociali e umanitarie, che ha già il sostegno di decine di migliaia di firme nel mondo, compreso negli Stati Uniti. Il contesto politico che rende possibili e stimola queste azioni è l&#8217;intensificarsi del bloqueo contro Cuba da parte del governo di Donald Trump, a livelli di un soffocamento senza precedenti.</p>
<p>Questa politica è stata portata agli estremi più crudeli durante la pandemia della COVID-19 ed include un grado insolito di persecuzione della cooperazione medica cubana nel mondo, pressioni evidenti su molti governi per farne a meno e l&#8217;espulsione dal Brasile, dalla Bolivia e dall&#8217;Ecuador di migliaia di operatori sanitari dell&#8217;isola. Ciò ha comportato un duro colpo per l&#8217;economia cubana, poiché l&#8217;esportazione di servizi medici costituisce la sua prima fonte di reddito. Ma, soprattutto, ha prodotto un sensibile e brusco deterioramento della situazione sanitaria dei tre paesi ed ha causato un forte indebolimento dei loro fragili sistemi sanitari pubblici alla vigilia dell&#8217;arrivo del nuovo coronavirus in America Latina e nei Caraibi.</p>
<p>Il drastico peggioramento del quadro sanitario ed epidemiologico sudamericano come risultato della brutale politica di Trump contro l&#8217;assistenza sanitaria cubana, le sue seccature contro l&#8217;Organizzazione Panamericana della Sanità, la sua negazione del virus e della scienza e persino la sua raccomandazione di rimedi assurdi per la malattia è stata così rilevante che ha meritato un lungo articolo sul New York Times intitolato &#8220;Donald Trump e Jair Bolsonaro hanno indebolito le difese sanitarie dell&#8217;America Latina contro la COVID -19&#8243;. L&#8217;articolo del quotidiano di New York, che nessun sano di mente classificherebbe come amico di Cuba, fa questa affermazione quasi all&#8217;inizio: “Trump e Bolsonaro hanno espulso 10.000 tra medici ed infermieri cubani da varie zone povere del Brasile, dell&#8217;Ecuador, della Bolivia.</p>
<p>Molti se ne sono andati, senza essere sostituiti, pochi mesi prima della pandemia&#8221;.</p>
<p>Successivamente, continua: “in seguito, entrambi i leader hanno attaccato l&#8217;organizzazione internazionale più qualificata per combattere il virus, l&#8217;Organizzazione Panamericana della Sanità (OPS), citando la loro partecipazione al programma medico cubano. Con l&#8217;aiuto di Bolsonaro, Trump ha quasi mandato in bancarotta l&#8217;agenzia trattenendo i fondi promessi al culmine dello scoppio della pandemia, in una mossa che non era stata precedentemente rivelata&#8221;.</p>
<p>“L&#8217;amministrazione Trump continua a fare pressioni su altri paesi affinché espellano i medici cubani. Durante quest&#8217;estate, un&#8217;organizzazione di Stati caraibici (si riferisce al CARICOM, di cui fanno parte 15 Stati caraibici e 5 territori membri associati) ha condannato la Casa Bianca per aver minacciato di &#8216;inserire nella lista nera&#8217; coloro che si rifiutano di farlo&#8221;, aggiunge. Va ricordato che i sistemi sanitari di questi Stati sono stati costruiti con un&#8217;importante partecipazione di Cuba, che, per di più, ha costituito gran parte del suo personale sanitario. Come parte importante di queste azioni, L&#8217;Avana ha mantenuto gratuitamente dal 1998 una potente brigata medica ad Haiti, decisiva nell&#8217;innalzare gli indici di salute del Paese, protagonista della prima trionfante rivoluzione antischiavista della storia, nell&#8217;assistere le vittime di uragani e del terremoto del 2010 e nella lotta all&#8217;epidemia di colera dello stesso anno. Il personale medico ed infermieristico cubano è stato rafforzato in quegli stati durante la pandemia come parte delle 52 brigate che, dalla maggiore delle Antille, hanno affrontato il coronavirus negli ultimi mesi, con circa 3.000 membri, in decine di paesi in Africa, Asia, Europa, Medio Oriente ed Oceania.</p>
<p>I &#8220;trumpisti&#8221; sono furiosi per il riconoscimento internazionale che la medicina e la biotecnologia cubana hanno ottenuto, accresciuto dall&#8217;esperienza della COVID-19, e sono furiosi per il successo ottenuto dall&#8217;isola nell&#8217;affrontare la pandemia, con uno dei più bassi tassi di infezione e mortalità nel mondo. Per non parlare della comparazione con Stati Uniti, Brasile, Perù, Cile, Bolivia, Colombia ed i paesi europei.</p>
<p>Trump, nonostante gli attacchi d&#8217;ira, lascerà la Casa Bianca, ma rimane in prima linea quell&#8217;orrore fascista che è il &#8220;trumpismo&#8221;. E resta la mafia cubano-americana, che pur essendo ideologicamente in sintonia con Trump, ora corre a rendere omaggio a Biden per salvar i fondi milionari forniti dal bilancio federale per lottare per la &#8220;democrazia&#8221; a Cuba.</p>
<p>di Angel Guerra Cabrera</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Hispan TV</p>
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		<title>Il presidente cubano sul risultato elettorale negli Usa: &#8220;Crediamo nella possibilità di un costruttivo rapporto bilaterale rispettoso delle differenze&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 21:13:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, sul suo account Twitter l'8 novembre, ha riconosciuto che nelle elezioni presidenziali il popolo statunitense ha scelto un nuovo corso.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11791" alt="Diaz-Canel" src="/files/2020/11/Diaz-Canel.jpg" width="580" height="289" />Il presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, sul suo account Twitter l&#8217;8 novembre, ha riconosciuto che nelle elezioni presidenziali il popolo statunitense ha scelto un nuovo corso.</strong></p>
<p>Il testo del suo tweet afferma: &#8220;Riconosciamo che, nelle elezioni presidenziali, il popolo statunitense ha scelto un nuovo corso. Crediamo nella possibilità di un rapporto bilaterale costruttivo rispettoso delle differenze&#8221;, ha scritto il presidente cubano in riferimento al nuovo mandato.</p>
<p>Díaz-Canel conclude il suo tweet con l&#8217;hashtag: #SomosCuba #SomosContinuidad</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
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