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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Jimmy Carter</title>
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		<title>Venezuela: i compiti immediati</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 01:44:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’opposizione venezuelana ha sperperato, questa domenica, una possibilità unica di misurare le forze con il governo di Nicolás Maduro. Se, come dicono i suoi portavoce, dentro e fuori il Venezuela, gli oppositori contano sul favore della stragrande maggioranza della popolazione, perché non hanno presentato una candidatura unica che, forse, avrebbe potuto aprirgli la porta del Palacio de Miraflores e raggiungere, con mezzi istituzionali, la tanta anelata “uscita” del presidente Maduro?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10099" alt="Maduro-Chávez" src="/files/2017/07/Maduro-Chávez.jpg" width="580" height="424" />L’opposizione venezuelana ha sperperato, questa domenica, una possibilità unica di misurare le forze con il governo di Nicolás Maduro. Se, come dicono i suoi portavoce, dentro e fuori il Venezuela, gli oppositori contano sul favore della stragrande maggioranza della popolazione, perché non hanno presentato una candidatura unica che, forse, avrebbe potuto aprirgli la porta del Palacio de Miraflores e raggiungere, con mezzi istituzionali, la tanta anelata “uscita” del presidente Maduro?</strong></p>
<p>Non l’hanno fatto, e la scusa era che non c’erano garanzie di onestà e trasparenza nel processo elettorale. Hanno dimenticato, o hanno preferito dimenticare, il giudizio dell’ex presidente USA Jimmy Carter -un critico del chavismo- quando, nel 2012, ha detto, nel discorso annuale al Carter Center, che “delle 92 elezioni che abbiamo monitorato, direi che il processo elettorale in Venezuela è il migliore del mondo&#8221;.</p>
<p>Come se ciò non bastasse nei 23 processi elettorali che hanno avuto luogo, da quando Hugo Chávez assunse la presidenza nel 1999, mai si sono presentate prove concrete di frode al Consiglio Nazionale Elettorale. Tutto si è ridotto ad irate dichiarazioni ed accuse infondate, false come le stiamo ascoltando in questi giorni e che sono raccolte e riprodotte all’infinito da quella cloaca puzzolente di ciò che una volta fu il giornalismo: i grandi media egemonici in America Latina, incaricati di disinformare, meticolosamente, l’opinione pubblica.</p>
<p>Perché hanno disertato le elzioni, perché non hanno raccolto il guanto che gli ha lanciato Maduro?</p>
<p>Facile: perché neppure loro credevano alle proprie spacconate. Sapevano che non era vero che la maggioranza dell’elettorato avrebbe sostenuto l’opposizione; erano coscienti che per più proteste e lamentele che suscita la crisi economica e le poco efficaci risposte del governo il popolo venezuelano sa molto bene che gli oppositori sono l’oligarchia, superficialmente aggiornata, che per secoli lo ha oppresso e disprezzato. Così, invece di andare alle urne si sono dedicati a denunciare, in anticipo, che le elezioni sarebbero state fraudolente, un pretesto per evitare che la loro inferiorità numerica rimanesse registrata per sempre. Al posto di ciò hanno scommesso sull’astensione e sulla “via breve” per rovesciare Maduro con mezzi violenti e facendo affidamento sull’efficacia distruttiva delle pressioni internazionali. È la strategia del “cambio di regime” che gli USA promuovono da decenni. In linea con questa, la Casa Bianca si è posta a capo di questa offensiva ed ha ordinato alle sue pedine latinoamericane di lanciare un attacco frontale contro Caracas.</p>
<p>Per sfortuna dell’opposizione, l’astensione è rimasta molto lontana dalla soglia che stava aspettando per, in questo modo, delegittimare il trionfo di Maduro. In realtà questa è quasi identica a quella che si è verificato in Cile nel primo turno delle elezioni presidenziali del 2017, dove il tasso di affluenza alle urne è stato anche del 46%, e non abbiamo sentito alcun pubblicista de impiegato della destra, che sostengono essere giornalisti, strapparsi per questo le vesti e mettere in discussione il trionfo di Sebastián Piñera. Ma una cosa è il Venezuela e un’altra è il Cile; il primo ha la principale riserva petrolifera del mondo, il Cile no.</p>
<p>Un indice comparativo della rappresentatività presidenziale, necessario per calmare le ansie delle anime buone democratiche, lo fornisce il rapporto tra i voti ottenuti da diversi presidenti e la popolazione elettorale. Sebastián Piñera è stato eletto presidente del Cile con il sostegno del 26,5% dell’elettorato; Juan M. Santos con meno ancora, 23,7%; Mauricio Macri, con il 26,8%; Donald Trump con il 27,3% e Nicolás Maduro, domenica scorsa, con il 31,7%. In altre parole, che si parla dell’oltraggio alla democrazia in Venezuela, come lo fa il Cartello di Lima, dovrebbe prima guardare un pò queste cifre e capire cosa esse significano.</p>
<p>Ma la Casa Bianca non sussulta davanti a nulla. Fedele a ciò che una volta disse a un giornalista del New York Times il signor Karl Rove (nel 2003, quando era il principale consigliere di George W. Bush) “noi ora siamo un impero, e quando agiamo, creiamo la realtà”, il governo USA ha creato la “realtà” di una dittatura per un governo che ha convocato 23 elezioni in 20 anni e che nelle due occasioni in cui fu sconfitto riconobbe immediatamente il verdetto delle urne. L’opposizione “democratica” non ha mai riconosciuto le sue sconfitte e ha immerso il paese nel caos e nella violenza di strada nel 2013 e 2017.</p>
<p>Ma gli USA hanno creato tale “realtà” ed i suoi impresentabili lacché di Lima si sono inmediatamente mobilitati per molestare il governo bolivariano e approfondire la crisi in Venezuela.</p>
<p>Non smette di essere una penosa tragicommedia che personaggi screditati come i membri di quella banda pretendono dare lezioni di democrazia al Venezuela bolivariano.</p>
<p>Il governo argentino, guidato da un demagogo che ha promesso mare e monti nella sua campagna per poi non adempiere tutte le sue promesse e che inoltre presiede un governo i cui protagonisti sono milionari che non rimpatriano le loro fortune, convenientemente alloggiate in paradisi fiscali, perché non si fidano nella sicurezza legale … che offre il loro stesso governo! oltre ad aver spazzato via la libertà di stampa e lo stato di diritto; il governo del Messico che, nei 6 anni di Peña Nieto, ha contato 40  giornalisti assassinati, fino a gennaio di quest’anno, e con un processo politico elettorale corrotto sino al midollo dal narcotraffico e dal paramilitarismo, con migliaia di morti e dispersi e dove 43 giovani di Ayotzinapa sono la piccola punta di un gigantesco iceberg di 170000 morti e oltre 35000 dispersi, negli ultimi dieci anni, senza che l’iperattivo segretario generale dell’OSA prendesse nota di quello che per lui è, sicuramente, una sciocchezza; quello della Colombia, un altro governo penetrato dal narco con un presidente che ha sabotato il processo di pace ed ha assistito, impassibile, alla incessante uccisione di leader sociali, a parte della sua provata partecipazione -come Ministro della Difesa- negli omicidi di massa all’epoca di Uribe, i “falsi positivi” e le fosse comuni che continuano ad apparire in tutta la Colombia; il governo del Brasile, presieduto da un conclamato corrotto che ha  progettato un colpo di stato e usurpato la presidenza di quel paese, e che conta sulla rachitica approvazione del solo 3% della popolazione e dello 0,9% delle intenzioni di voto.</p>
<p>Questi sono i personaggi che hanno l’audacia di vituperare il governo di Maduro qualificandoli come una dittatura. Non penso che nessun democratico nel mondo dovrebbe preoccuparsi dell’opinione che possono emettere soggetti con tante dubbie credenziali democratiche.</p>
<p>Pensando al futuro: con la ri-elezione di Maduro assicurata, con l’Assemblea Nazionale Costituente a favore del governo, quasi tutti i governatori e comuni non può esserci alcuna scusa per evitare di lanciare una lotta senza quartiere contro la guerra economica decretata dall’impero ed attaccare a fondo la corruzione (non solo quella praticata dalle grandi società, ma anche quella che purtroppo è radicata in alcuni settori della pubblica amministrazione) e combattere con forza le manovre speculative ed il contrabbando dei grandi agenti economici locali, pedine della strategia indigente progettata da Washington.</p>
<p>Sarebbe suicidal ignorare che le penurie che la popolazione venezuelana sta soffrendo hanno un limite. La bassa affluenza alle urne, questa domenica, è stato un segnale precoce di tale malcontento ed un pericoloso approccio a quel limite.</p>
<p>Il governo, con il potere che accumula nelle sue mani, deve agire, senza indugio, su due fronti: il politico, per resistere a una nuova ed imminente assalto dell’impero, che può giungere ad essere violento e che per farlo fallire sarà necessario approfondire l’organizzazione e coscienza del campo popolare. Ed il fronte economico, per risolvere i problemi della carenza, della scarsità, del circolante ed inflazione. In una parola: è necessario correggere la rotta e migliorare la qualità della gestione della politica economica per evitare che le penurie del popolo si convertano in delusione e questa, in assenza di una soluzione ai problemi, nella nausea che apre le porte alla rabbia de alla violenza. E, per favore, evitare per ora di impigliarsi in sterili discussioni sul cambio della matrice produttiva della rendita petrolifera e su tutto ciò che lo circonda. Questo è un programma di cambio strutturale che, con un pò di fortuna, per concretizzarsi richiede quindici o venti anni di continuità politica.</p>
<p>Pertanto, bisogna concentrarsi sui compiti immediati, almeno per ora. I problemi economici che colpiscono la popolazione e che il governo deve risolvere sono a brevissimo termine, oggi e domani, di una settimana al massimo. Se questi sforzi fallissero il futuro del governo di Nicolas Maduro potrebbe essere seriamente indebolito e la sua stabilità entrerebbe in una zona di pericolo imminente.</p>
<p>di Atilio Boron, dal suo blog</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>Kissinger tracciò piani segreti per attaccare e bloccare Cuba nel 1976</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 23:41:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il quotidiano The New York Times, nella sua edizione di oggi, ha pubblicato che documenti declassificati della Biblioteca Presidenziale Gerald R. Ford hanno rivelato i piani tracciati per lanciare attacchi aerei contro Cuba nel 1976, la cui paternità è attribuita all'allora sottosegretario Henry A. Kissinger.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8139" alt="" src="/files/2014/10/Kissinger.jpg" width="580" height="382" />Il quotidiano The New York Times, nella sua edizione di oggi, ha pubblicato che documenti declassificati della Biblioteca Presidenziale Gerald R. Ford hanno rivelato i piani tracciati per lanciare attacchi aerei contro Cuba nel 1976, la cui paternità è attribuita all&#8217;allora sottosegretario Henry A. Kissinger.  </strong></p>
<p>Questi documenti sono stati declassificati a richiesta di un gruppo di investigatori statunitensi dell&#8217;Archivio Nazionale di Sicurezza e la rivelazione appare nella pagina A12 dell&#8217;edizione di questo mercoledì del diario newyorchese.</p>
<p>Si spiega nei fascicoli la convocazione di Kissinger ad un gruppo di alti funzionari statunitensi, per lavorare nelle possibili misure di rappresaglia contro Cuba per appoggiare militarmente la lotta del popolo dell&#8217;Angola, a richiesta del governo di questo paese africano.</p>
<p>Rivela il New York Times che i funzionari convocati da Kissinger avevano abbozzato piani per attaccare porti ed installazioni militari cubane ed includevano un piano di invio di battaglioni di infanti di marina alla Base Navale di Guantanamo, territorio illegalmente occupato dagli Stati Uniti dal 1902.</p>
<p>Il piano ordito dall&#8217;ex segretario di Stato, sotto il mandato del presidente Gerald Ford, suggeriva l&#8217;utilizzo di decine di aeronavi di combattimento e di minare i porti cubani.</p>
<p>Kissinger ha elaborato proposte per un eventuale blocco militare delle coste cubane, a dispetto di rendersi conto che queste azioni condurrebbero ad un conflitto con l&#8217;allora Unione Sovietica, stretto alleato di Cuba.</p>
<p>“Se decidiamo utilizzare il potere militare, deve essere un successo”, ha affermato Kissinger in una riunione, secondo i documenti declassificati.</p>
<p>“Non esistono operazioni compiute solo a metà. Se ci decidiamo per un blocco, deve essere implacabile, rapido ed efficiente”, ha sottolineato Kissinger quasi 40 anni fa.</p>
<p>Le note date a conoscere, mostrano che Donald H. Rumsfeld che è stato segretario della Difesa degli Stati Uniti (1975-1977), sotto la presidenza di Ford, ed un&#8217;altra volta durante la presidenza di George W. Bush, era anche presente nella riunione in cui Kissinger ha ordinato elaborare il piano di contingenza contro Cuba.</p>
<p>Tanto Kissinger che ora ha 91 anni, e Rumsfeld, di 82, si sono rifiutati di commentare dopo che si sono rivelati i documenti appena declassificati.</p>
<p>I piani di Kissinger che si stavano preparando durante la campagna elettorale del 1976 negli Stati Uniti, non si sono realizzati per la vittoria ed elezione alla presidenza del democratico Jimmy Carter.</p>
<p>I documenti citati dal New York Times appaiono nel libro Back Channel to Cuba, degli investigatori statunitense William M. Leogrande, professore della scuola di Temi Pubblici dell&#8217;Università Americana a Washington, D.C., e Peter Kornbluh, direttore del Progetto di Documentazione del Cile e di Cuba dell&#8217;Archivio di Sicurezza Nazionale.</p>
<p>Con informazione di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto Pool New/Reuters</p>
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		<title>James Carter chiede che si tolga Cuba dalla lista dei paesi terroristi</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Sep 2012 21:36:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'ex presidente degli Stati Uniti James Carter ha fatto un appello al governo del suo paese per togliere Cuba dalla lista delle nazioni terroriste ed eliminare le sanzioni economiche e commerciali contro l'isola caraibica. Ha aggiunto che la maggioranza dei cubano-americani appoggiano la normalizzazione delle relazioni tra i due stati ed ha manifestato la sua costernazione perché la Casa Bianca mantiene il bloqueo economico, finanziario e commerciale contro L'Avana da più di mezzo secolo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_5608" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-5608" src="/files/2012/09/jimycarter.jpg" alt="Jimmy Carter" width="300" height="200" /></strong><p class="wp-caption-text">Jimmy Carter</p></div>
<p>L&#8217;ex presidente degli Stati Uniti James Carter ha fatto un appello al governo del suo paese per togliere Cuba dalla lista delle nazioni terroriste ed eliminare le sanzioni economiche e commerciali contro l&#8217;isola caraibica. </strong></p>
<p>Ha aggiunto che la maggioranza dei cubano-americani appoggiano la normalizzazione delle relazioni tra i due stati ed ha manifestato la sua costernazione perché la Casa Bianca mantiene il bloqueo economico, finanziario e commerciale contro L&#8217;Avana da più di mezzo secolo.</p>
<p>A suo giudizio, questa misura coercitiva toglie qualsiasi credibilità al suo paese.</p>
<p>In un intervento nella conferenza annuale della Banca Interamericana di Sviluppo in questa capitale, Carter affermò che la politica di Washington verso Cuba è troppo dipendente dai leader delle organizzazioni anticubane radicate in Florida.</p>
<p>In questo senso, considerò che alleggerire le proibizioni di viaggio a questo paese supporrebbe un grande avanzamento nei vincoli tra le due nazioni.</p>
<p>Dal 1982, il Dipartimento di Stato mantiene Cuba nella lista degli stati che patrocinano il terrorismo, per ragioni politiche.</p>
<p>Il bloqueo è vigente dal 7 febbraio 1962, è stato convertito in legge nel 1992 e nel 1995, ed è stato condannato durante 20 anni consecutivi dall&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite.</p>
<p>Secondo fonti ufficiali, il bloqueo ha causato danni economici al popolo cubano superiori ai 975 mila milioni di dollari.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Meglio e Più Intelligente</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 01:23:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri, per ragioni di spazio e di tempo, non ho detto una parola a proposito del discorso pronunciato da Barack Obama  lunedì 28 sulla guerra della Libia. Disponevo di una copia della versione ufficiale, fornita alla stampa dal Governo degli Stati Uniti. Avevo sottolineato alcune delle cose che lui aveva affermato. Lo ho rivisto e sono arrivato alla conclusione che non valeva la pena sciupare tanta carta nel tema.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, per ragioni di spazio e di tempo, non ho detto una parola a proposito del discorso pronunciato da Barack Obama  lunedì 28 sulla guerra della Libia. Disponevo di una copia della versione ufficiale, fornita alla stampa dal Governo degli Stati Uniti. Avevo sottolineato alcune delle cose che lui aveva affermato. Lo ho rivisto e sono arrivato alla conclusione che non valeva la pena sciupare tanta carta nel tema.</p>
<p>Ricordavo quello che mi aveva raccontato Carter durante la sua visita nel 2002 a proposito della coltivazione dei boschi negli Stati Uniti; perché lui ha una piantagione della famiglia nello Stato di Georgia. In questa visita gli ho chiesto un&#8217;altra volta su quella coltivazione e ancora una volta mi ha detto che semina le piante di pino a distanza di 3 per 2 metri il che equivale a 1.700 alberi l’ettaro la cui raccolta avviene al termine di 25 anni.</p>
<p>Molti anni fa ho letto che <em>The New York Times</em>, in un&#8217;edizione domenicale, consumava la carta estratta dal disboscamento di 40 ettari di foresta. Si spiega, pertanto, la mia preoccupazione per il risparmio della carta.</p>
<p>Naturalmente, Obama è ottimo nell’articolare parole e frasi. Potrebbe guadagnarsi la vita scrivendo storielle per bambini. Conosco il suo stile perché la prima cosa che ho letto e sottolineato, molto tempo prima che assumesse la carica di presidenta, è stato un libro intitolato i &#8220;I sogni di mio padre&#8221;. L’ho fatto rispettosamente e, almeno, ho potuto apprezzare che il suo autore sapeva scegliere la parola precisa e la frase adeguata per guadagnare la simpatia dei lettori.</p>
<p>Confesso che non mi è piaciuta la sua tattica di suspense, nascondendo le proprie idee politiche sino al finale. Ho fatto uno sforzo speciale per non indagare all&#8217;ultimo capitolo quello che pensava su diversi problemi, a mio avviso cruciali in questo momento della storia umana. Ero certo che la profonda crisi economica, la colossale spesa militare ed il sangue giovane sparso dal suo predecessore repubblicano, l&#8217;avrebbe aiutato a sconfiggere il suo avversario elettorale, a dispetto degli enormi pregiudizi razziali della società nordamericana. Ero conscio che correva il rischio di essere eliminato fisicamente.</p>
<p>Per ovvie ragioni di politica tradizionale aveva cercato, prima delle elezioni, il sostegno dei voti degli anticubani di Miami, nella sua maggioranza diretti da persone di origine <em>batistiana </em>e reazionaria che hanno trasformato gli Stati Uniti in una repubblica bananiera, dove la frode elettorale ha determinato niente meno che il trionfo di W. Bush nel 2000, lanciando nella spazzatura un futuro Premio Nobel:  Al Gore, Vicepresidente di Clinton ed aspirante alla presidenza.</p>
<p>Un elementare senso di giustizia avrebbe dovuto portare al Presidente Obama a rettificare le conseguenze dell&#8217;infame processo che ha condotto all&#8217;inumano, crudele, e specialmente ingiusto incarceramento dei cinque patrioti cubani.</p>
<p>Il suo Messaggio all&#8217;Unione, i suoi discorsi in Brasile, Cile ed El Salvador, e la guerra della NATO in Libia, mi hanno costretto a sottolineare il predetto discorso piuttosto della sua autobiografia.</p>
<p>Che cosa è il peggio di questo discorso e come spiegare le circa 2.500 parole della versione ufficiale?</p>
<p>Dal punto di vista interno, l’assenza totale di realismo colloca il felice autore nelle mani dei suoi peggiori avversari chi desiderano umiliarlo e vendicarsi della sua vittoria elettorale nel novembre 2008. Non basta loro la punizione che gli hanno inflitto alla fine del 2010.</p>
<p>Dal punto di vista esterno, il mondo ha preso più coscienza di quello che significa per molti popoli il Consiglio di Sicurezza, la  NATO e l&#8217;imperialismo yankee.</p>
<p>Per essere effettivamente breve come ho promesso, vi spiego che Obama ha cominciato il suo discorso affermando che svolgeva il suo ruolo &#8220;fermando la forza del Talebano in Afghanistan e perseguitando Al-Qaeda per tutto il pianeta.&#8221;</p>
<p>Immediatamente aggiunge che: &#8220;Per generazioni gli Stati Uniti dell&#8217;America hanno svolto un ruolo singolare come pilastri della sicurezza mondiale e come difensori della libertà umana.&#8221;</p>
<p>Questa è una cosa che, come i lettori conoscono, noi i cubani, ed i latinoamericani, i vietnamiti e molti altri,  possiamo dare testimonianza della sua veracità.</p>
<p>Dopo questa solenne dichiarazione di fede, Obama usa una buona parte del tempo nel parlare di Gheddafi, dei suoi orrori e dei motivi per cui gli Stati Uniti ed i suoi alleati più stretti:  &#8220;-  Regno Unito, Francia, Canada, Danimarca, Norvegia, Italia, Spagna, Grecia e Turchia -  paesi che hanno combattuto assieme a noi per decenni. […] hanno scelto di compiere la loro responsabilità di difendere il popolo libico.&#8221;</p>
<p>Poi aggiunge:  &#8220;… la NATO ha preso il comando per imporre l’embargo di armi e la zona di esclusione aerea.&#8221;</p>
<p>Conferma gli obiettivi della decisione &#8220;Come risultato del trasferimento ad una coalizione più ampia, centrata sulla NATO, il rischio e costo di questa operazione &#8211; per il nostro esercito e per il contribuente statunitense &#8211; si ridurrà in modo significativo.</p>
<p>&#8220;Quindi, per quelli che hanno dubitato della nostra capacità per portare a termine questa operazione, voglio dire chiaramente questo:  Gli Stati Uniti hanno fatto quello che gli ho detto che avremmo fatto.&#8221;</p>
<p>Successivamente torna alle sue ossessioni su Gheddafi e le contraddizioni che agitano la sua mente:  &#8220;Gheddafi non ha abbandonato il potere e, finché non lo farà, la Libia continuerà essendo un pericolo.&#8221;</p>
<p>&#8220;Naturalmente, gli Stati Uniti non possono usare il proprio esercito laddove ci sarà repressione e, dato i rischi ed il costo di un intervento, dobbiamo fare sempre un bilancio tra i nostri interessi e la necessità di agire.&#8221;</p>
<p>&#8220;Il compito che ho dato alle nostre truppe (di) &#8211; proteggere il popolo libico […] conta sull&#8217;appoggio internazionale ed è sostenuto da un mandato delle Nazioni unite.&#8221;</p>
<p>Le ossessioni si reiterano una e un’altra volta:  &#8220;Se trattassimo di abbattere Gheddafi per la forza, la nostra coalizione si romperebbe. Dovremmo […] inviare truppe statunitensi sul posto per compiere quella missione o rischiarci la possibilità di uccidere molti civili con gli attacchi aerei.&#8221;</p>
<p>&#8220;… abbiamo speranze nel futuro dell&#8217;Iraq, ma il cambio di regime è costato otto anni e migliaia di vite statunitensi ed irachene e circa 3 milioni di milioni di dollari.&#8221;</p>
<p>Alcuni giorni dopo l’inizio dei bombardamenti della NATO si è sparsa la notizia che un cacciabombardiere nordamericano era stato abbattuto. Poi si è saputo da altre fonti, che quello era certo. Alcuni contadini vedendo un cadere un paracadutista, hanno fatto quello che è solito fare in America latina:  andare a vedere;  e se è necessario, aiutare. Nessuno poteva sapere come la pensavano. Sicuramente erano musulmani che lavoravano  la terra e non potevano essere a favore dei bombardamenti. Un elicottero che è arrivato all’improvviso per riscattare il pilota ha sparato contro i contadini e ne ha ferito uno gravemente, e per miracolo non gli ha ammazzati tutti. Come il mondo conosce, gli arabi, per tradizione, sono ospitali nei confronti dei loro nemici, alloggiano loro nelle proprie case, e si mettono di schiena per non guardare che strada faranno. Anche un codardo o un traditore non avrebbe mai significato lo spirito di una classe sociale.</p>
<p>Solo a Obama può venire in mente la pellegrina teoria che ha incluso nel suo discorso, come si può apprezzare nel seguente frammento:</p>
<p>&#8221; Senza dubbio, ci saranno occasioni in cui la nostra sicurezza non sarà minacciata direttamente, ma i nostri interessi e valori. […] sappiamo che agli Stati Uniti,  nazione più poderosa del mondo, gli sarà chiesto aiuto  con frequenza.</p>
<p>&#8220;Nell’ipotesi, non dobbiamo avere paura d’agire, ma il peso delle azioni non deve ricadere solo sugli Stati Uniti. Così come l&#8217;abbiamo fatto in Libia, il nostro compito è quello di mobilitare la comunità internazionale per intraprendere un&#8217;azione collettiva.&#8221;</p>
<p>&#8220;Questo è il tipo di leadership che abbiamo mostrato in Libia. Ovviamente, quando operiamo come parte di una coalizione, i rischi di qualunque azione militare saranno elevati. Questi rischi gli abbiamo visti quando uno dei nostri aeroplani ha sofferto un&#8217;avaria mentre sorvolava la Libia e che uno dei nostri aviatori si è lanciato con il paracadute in un paese il cui leader ha demonizzato con tanta frequenza gli Stati Uniti, in una regione che ha una storia tanto difficile con il nostro Paese, questo statunitense non ha trovato nemici, anzi, è stato accolto da persone che lo strinsero tra le loro braccia. Un giovane libico venuto nel suo aiuto ha detto:  &#8216;Siamo i tuoi amici e ti ringraziamo per quegli uomini che ci stanno proteggendo dal cieli &#8216;.</p>
<p>&#8220;Questa voce è soltanto una tra le tante in una regione dove la nuova generazione si oppone a che si continuino a negare loro i diritti e le opportunità.&#8221;</p>
<p>&#8220;Anche così, questo cambiamento provocherà che il mondo sarà più complicato per un tempo. Il progresso sarà disuguale ed il cambiamento giungerà in modo distinto i differenti Paesi. Ci sono luoghi come l’Egitto dove questo cambiamento ci ispirerà ed infonderà le nostre speranze.&#8221;</p>
<p>Tutti sanno che Mubarak eraa alleato degli Stati Uniti e quando Obama ha visitato l&#8217;Università a El Cairo, nel giugno 2009, non poteva ignorare le decine di migliaia di milioni di dollari sottratti da quello in Egitto.</p>
<p>Ha continuato con l&#8217;emotivo racconto:</p>
<p>&#8220;… accogliamo con beneplacito il fatto che la storia è in marcia nel Medio oriente e nel Nord dell&#8217;Africa, e che i giovani sono all&#8217;avanguardia. Perché in qualunque posto dove le persone vogliono essere libere, troveranno un amico negli Stati Uniti. Questi sono gli ideali che costituiscono, nel tempo, il vero indicatore della leadership statunitense.&#8221;</p>
<p>&#8220;… la nostra forza all&#8217;esterno si sostenta nella nostra forza nazionale. Questa deve essere sempre la nostra stella polare, la capacità del nostro popolo di realizzare il suo potenziale, adottare decisioni intelligenti con le nostre risorse, incrementare la prosperità che agisce come fonte dal nostro potere ed inalberare i valori che tanto apprezziamo.&#8221;</p>
<p>&#8220;Guardiamo al futuro con fiducia e speranza, non solo nel nostro paese, ma anche in tutti quelli che hanno brama di libertà in tutto il mondo.&#8221;</p>
<p>La spettacolare storiella mi ha fatto ricordare il <em>Tea Party</em>, il senatore Bob Menéndez e l&#8217;illustre Ileana Ros, la lupa feroce che sfidava le leggi per mantenere sequestrato il bambino cubano Elián González. La suddetta è oggi nientemeno che il Capo del Comitato delle Relazioni Estere alla Camera di Rappresentanti degli Stati Uniti.</p>
<p>Gheddafi non si stanca di ripetere che Al-Qaeda gli fa la guerra ed invia combattenti contro il governo della Libia, perché lui ha appoggiato la guerra antiterroristica di Bush.</p>
<p>La predetta organizzazione ha avuto nel passato ottimi rapporti con i servizi d’intelligenza nordamericani nella lotta contro i sovietici nell’Afghanistan, e possiede abbastanza esperienza sui metodi di lavoro della CIA.</p>
<p>Che cosa accadrà se le denunce di Gheddafi fossero vere? Come spiegherebbe Obama al popolo nordamericano qualora una parte di quelle armi di combattimento terrestre cadesse in mani dagli uomini di Bin Laden?</p>
<p>Non sarebbe stato meglio e più intelligente avere combattutto per promuovere la pace e non la guerra in Libia?</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.cubadebate.cu/wp-content/uploads/2011/04/firma-de-fidel-31-de-marzo-de-2011-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fidel Castro Ruz</strong></p>
<p><strong>31 marzo 2011</strong></p>
<p><strong>Ore 19.58</strong></p>
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		<title>“Il Disastro del Giappone e lvisita di un Amico”</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 21:24:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi ho avuto il piacere di salutare a Jimmy Carter, che è stato Presidente degli Stati Uniti fra 1977 e 1981, l’unico, secondo la mia opinione, con sufficiente serenità e coraggio per parlare sul tema dei rapporti fra il suo paese e Cuba. Carter ha fatto il possibile per ridurre le tensioni internazionali e promuovere la creazione degli Uffici di Interessi fra Cuba e gli Stati Uniti. La sua amministrazione è stata l’unica a fare qualcosa per attenuare il criminale blocco imposto al nostro popolo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho avuto il piacere di salutare a Jimmy Carter, che è stato Presidente degli Stati Uniti fra 1977 e 1981, l’unico, secondo la mia opinione, con sufficiente serenità e coraggio per parlare sul tema dei rapporti fra il suo paese e Cuba.</p>
<p>Carter ha fatto il possibile per ridurre le tensioni internazionali e promuovere la creazione degli Uffici di Interessi fra Cuba e gli Stati Uniti. La sua amministrazione è stata l’unica a fare qualcosa per attenuare il criminale blocco imposto al nostro popolo.</p>
<p>Le circostanze non erano certamente propizie nel nostro complesso mondo. L’esistenza di un paese realmente libero e sovrano nel nostro emisfero non si conciliava con le idee della estrema destra fascista degli Stati Uniti, che è riuscita a far fallire i propositi del Presidente Carter, che lo hanno fatto vincitore del Premio Nobel per la Pace. Nessuno glielo ha dato gratuitamente.</p>
<p>La Rivoluzione ha sempre apprezzato il suo gesto coraggioso. Nel 2002 lo accolse calorosamente. Ora ha reiterato il suo rispetto ed ammirazione.</p>
<p>Potrà realmente l’oligarchia che governa quella superpotenza rinunciare al loro affanno insaziabile d’imporre la sua volontà al resto del mondo? Potrà un sistema che genera frequentemente presidenti come Nixon, Reagan e W. Bush, onorare questo proposito ogni volta con un potere distruttivo maggiore ed un rispetto minore alla sovranità dei popoli?</p>
<p>La complessità del mondo attuale, non lascia molto margine ai ricordi che sono relativamente recenti. Il congedo di Carter, oggi mercoledì, ha coinciso con le notizie preoccupanti dell’incidente nucleare scatenato dal sisma e dal tsunami in Giappone, che continuano ad arrivare e non possono essere ignorate, non solo per la loro importanza, ma anche per la ripercussione pratica che hanno per l’economia mondiale.</p>
<p>L’agenzia di stampa AP informa oggi dal Giappone che:</p>
<p>“La crisi nella centrale nucleare giapponese colpita dal tsunami si è aggravata mercoledì, quando l’acqua del mare ha raggiunto i più alti livelli di radiazione fino adesso”.</p>
<p>“In Fukushima, la radiazione filtrata ha penetrato sia in terra che in mare, nelle verdure, nel latte non pastorizzato ed anche nell’acqua corrente fino a Tokio, che si trova 220 chilometri a sud.”</p>
<p>“Nel frattempo, l’Imperatore Akihito e l’imperatrice Michiko visitarono durante un’ora un gruppo di evacuati in Tokio.”</p>
<p>Reuters, dalla sua parte, comunica da Tokio che:</p>
<p>“Il Giappone attualizzò mercoledì i suoi standard per la centrale d’energia nucleare, il primo riconoscimento ufficiale che ha dimostrato che le sue norme erano insufficienti quando un terremoto ha danneggiato una delle sue istallazioni, scatenando la peggiore crisi atomica da Chernobyl nel 1986.”</p>
<p>“La notizia è stata divulgata dopo che il Governo ha riconosciuto che non si sa come finirà la crisi ed che un salto nei livelli d’iodio radioattivo nell’acqua di mare si sommarono all’evidenza di filtrazioni nei reattori intorno al complesso e più in là.”</p>
<p>“ Il fatto di trovare plutonio nel pavimento della centrale ha fatto scattare l’allarme pubblica sull’incidente, che ha eclissato il disastro umano provocato dal terremoto e dal tsunami dell’11 marzo, che lasciarono 27.500 morti o scomparsi”.</p>
<p>“Prima del disastro, i 55 reattori nucleari del Giappone provvedevano circa il 30 per cento dell’energia elettrica del paese. Si sperava che la percentuale nel 2003 salisse ad un 50 per cento, fra i maggiori del mondo.”</p>
<p>“Nuove letture mostrarono un salto nell’iodio radioattivo di 3.335 volte al limite legale, indicò l’agenzia statale di sicurezza nucleare, nonostante l’organismo abbia minimizzato l’impatto, dicendo che le persone avevano abbandonato l’area e fermato la pesca.”</p>
<p>“Centinaia d’ingegneri hanno lottato per quasi tre settimane per raffreddare i reattori della centrale ed evitare una catastrofica fusione delle barre d’energia, nonostante la situazione sembra aver lasciato in dietro quel scenario di incubi.”</p>
<p>“Jesper Koll, direttore di ricerca di valori di JPMorgan Securities a Tokio, ha detto che una dilatata battaglia per controllare la centrale e raffreddare le fughe di radioattività perpetuerebbe l’incertezza e sarebbe una zavorra per l’economia.”</p>
<p>Il peggiore scenario possibile è che questo continui non per uno, due o sei mesi, ma per due anni, o indefinitamente, dichiarò.”</p>
<p>“Un sottoprodotto delle reazioni atomiche che può essere usato in bombe nucleari, il plutonio è altamente cancerogeno ed è una delle sostanze più pericolose del pianeta, indicano gli esperti.”</p>
<p>Una terza agenzia, la DPA, da Tokio segnala che:</p>
<p>“I tecnici giapponesi continuano senza poter fermare la crisi nucleare quasi tre settimane dopo gli incidenti nella centrale atomica di Fukushima. Il governo di Tokio ha cominciato per questo motivo  a studiare misure straordinarie per fermare l’emissione di radioattività dell’istallazioni.”</p>
<p>“L’idea di coprire i reattori con una specie di tessuto. Le recenti alte misurazioni d’iodio 131 nel mare sono un indizio di una crescente radiazione. L’organizzazione ecologista Greenpeace avverte inoltre dei seri pericoli per la salute degli abitanti dopo misurazioni fatte da loro stessi. ”</p>
<p>“Esperti considerano che il processo per scartare definitivamente una possibile fusione di nucleo può tardare mesi. Tepco ha promesso di migliorare le condizioni lavorative dei tecnici, ogni volta più agitati ed stanchi.”</p>
<p>Mentre questo succede in Giappone il Presidente Bolivariano del Venezuela visita l’Argentina, l’Uruguay e anche Bolivia, promovendo gli accordi economici e rafforzando i rapporti con i paesi del nostro emisfero che hanno deciso di essere indipendenti.</p>
<p>Nell’Università di La Plata, dove la tirannia fomentata dagli Stati Uniti ha fatto sparire, fra migliaia d’argentini, più di 700 studenti – di loro 40 facevano parte della Scuola di Giornalismo -, Chávez ha ricevuto il premio Rodolfo Walsh, in onore ad uno degli eroici giornalisti assassinati.</p>
<p>Non è soltanto Cuba; oramai sono molti i popoli disposti a lottare fino alla morte per la loro Patria.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.cubadebate.cu/wp-content/uploads/2011/03/firma-de-fidel-30-de-marzo-de-2011-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" /></p>
<p><strong>Fidel Castro Ruz</strong></p>
<p><strong>30 marzo 2011</strong></p>
<p><strong>Ore 18 e 51.</strong></p>
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