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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Jeanine Añez</title>
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		<title>Il governo de facto boliviano espelle l&#8217;ambasciatrice del Messico e diplomatici spagnoli</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Dec 2019 02:25:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tensioni diplomatiche in Bolivia. Il governo ad interim espelle María Teresa Mercado, ambasciatrice del Messico, Cristina Borreguero, la console di Spagna e altri diplomatici, per aver dato rifugio a personalità vicine a Evo Morales. Il governo spagnolo che fino ad ora aveva mantenuto un atteggiamento di somma cautela, ha deciso di rispondere in reciprocità al gesto ostile del governo de facto della Bolivia con l'espulsione di tre funzionari dalla sua Ambasciata a Madrid che dovranno uscire dalla Spagna in 72 ore.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11273" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11273" alt="Jeanine Añez" src="/files/2019/12/Jeanine-Anez.jpg" width="580" height="314" /><p class="wp-caption-text">Jeanine Añez</p></div>
<p><strong>Tensioni diplomatiche in Bolivia. Il governo ad interim espelle María Teresa Mercado, ambasciatrice del Messico, Cristina Borreguero, la console di Spagna e altri diplomatici, per aver dato rifugio a personalità vicine a Evo Morales.</strong></p>
<p>&#8220;Il governo costituzionale che presiedo ha deciso di dichiarare persona non gradita l&#8217;ambasciatrice del Messico in Bolivia, María Teresa Mercado; l&#8217;incaricata degli affari di ambasciata, Cristina Borreguero, e console di Spagna in Bolivia, Álvaro Fernández, chiedendo loro di lasciare il paese entro 72 ore &#8220;, ha annunciato alla stampa l&#8217;autoproclamata presidente Jeanine Áñez.</p>
<p>La Añez ha aggiunto che la decisione riguarda anche &#8220;il gruppo di diplomatici [spagnoli] presumibilmente incappucciati e armati&#8221;, che il 27 dicembre si sarebbero resi protagonisti di un incidente mentre tentavano di entrare nell&#8217;ambasciata messicana e sono stati intercettati dalla polizia locale.</p>
<p>A sua volta, il governo del Messico ha dato istruzione  alla sua ambasciatrice in Bolivia, María Teresa Mercado, di tornare nel paese per &#8220;salvaguardarne la sicurezza e l&#8217;integrità. L&#8217;ambasciata messicana in Bolivia resterà a carico di Ana Luisa Vallejo, attuale capo della Cancelleria della Missione. La nostra rappresentanza continuerà a funzionare normalmente dopo questo spostamento&#8221;, ha dichiarato l&#8217;amministrazione di Andrés Manuel López Obrador in una nota pubblicata sul suo sito web.</p>
<p>Il 26 dicembre, il Messico ha presentato un ricorso contro il governo de facto della Bolivia dinnanzi alla Corte internazionale di giustizia de L&#8217;Aia, per l&#8217;assedio all&#8217; ambasciata messicana e alla residenza ufficiale del suo ambasciatore a La Paz.</p>
<p>La tensione tra i due paesi è cresciuta negli ultimi giorni a causa dell&#8217;accerchiamento imposto dalle autorità de facto boliviane al quartier generale diplomatico messicano, dove nove persone legate all&#8217;ex presidente Evo Morales (2006-2019) hanno chiesto asilo.</p>
<p>da Sputnik in italiano</p>
<p><span style="color: #ff0000">Spagna espelle tre diplomatici del governo de facto boliviano</span></p>
<p><strong>Il governo spagnolo che fino ad ora aveva mantenuto un atteggiamento di somma cautela, ha deciso di rispondere in reciprocità al gesto ostile del governo de facto della Bolivia con l&#8217;espulsione di tre funzionari dalla sua Ambasciata a Madrid che dovranno anche uscire dalla Spagna in 72 ore. Si tratta dell&#8217;incaricato di affari, Luis Quispe Condori; dell&#8217;associato militare, Marcelo Vargas Barral; e dell’associato della polizia, Orso Fernando Oblitas Siles.  </strong></p>
<p>Invece, il governo messicano non risponderà per il momento con misure reciproche a La Paz. Alte cariche della Segreteria di Relazioni Estere hanno affermato che aspetteranno per decidere le prossime azioni, con l&#8217;obiettivo di proteggere i più di 10.000 messicani che vivono in Bolivia.</p>
<p>Il governo spagnolo ha diffuso questo lunedì un comunicato nel quale respinge pesantemente qualunque insinuazione su una supposta volontà di ingerenza nei temi politici interni della Bolivia. Per Spagna, sottolinea, qualunque affermazione in questo senso costituisce una calunnia diretta a danneggiare le nostre relazioni bilaterali con false teorie cospiratorie. Spagna esige che l&#8217;attuale governo de facto della Bolivia ritratti i contenuti delle sue affermazioni affinché possa ritornare quanto prima il buon senso di fiducia e cooperazione, conclude.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Sputnik</p>
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		<title>I “punti verdi” che governano Bolivia</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Nov 2019 01:49:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 10 novembre, Evo Morales ha annunciato la sua rinuncia forzata alla presidenza del paese dopo che l'esercito gli “suggerisse” di andarsene. In seguito, il golpe di stato accadde e Morales si è esiliato in Messico mentre la senatrice oppositrice Jeanine Añez si è auto-proclamata presidentessa immaginaria in una sessione del Parlamento senza quorum. Il capo dell'esercito Williams Kaliman, si è incaricato di collocarle la banda presidenziale. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11214" alt="jeanine-1132x670-e1574312215314-580x324" src="/files/2019/11/jeanine-1132x670-e1574312215314-580x324.jpg" width="580" height="324" />Il 10 novembre, Evo Morales ha annunciato la sua rinuncia forzata alla presidenza del paese dopo che l&#8217;esercito gli “suggerisse” di andarsene. In seguito, il golpe di stato accadde e Morales si è esiliato in Messico mentre la senatrice oppositrice Jeanine Añez si è auto-proclamata presidentessa immaginaria in una sessione del Parlamento senza quorum. Il capo dell&#8217;esercito Williams Kaliman, si è incaricato di collocarle la banda presidenziale.  </strong></p>
<p>Mentre assistiamo alle difficoltà della stampa per chiamare “golpe di Stato” (non così Bernie Sanders) ad una situazione prodotta ovviamente con l&#8217;intervento dell&#8217;esercito, vediamo interviste di Añez nelle quali la presidentessa immaginaria giustifica il fatto di essere entrata al Palazzo di Governo inalberando un Bibbia gigantesca per essere “un atto di fede” (davanti al volto incredulo del presentatore della BBC).</p>
<p>Ora, nelle reti sociali hanno ricordato un altro “piccolo” dettaglio. La presidentessa immaginaria appartiene al partito Movimento Democratico Sociale, un partito che nelle ultime elezioni ha ottenuto circa il 4% dei voti, con 4 deputati su 130 ed 1 senatore su 36. Una circostanza che ricorda quella del Venezuela, dove l&#8217;auto-proclamato presidente immaginario di questo paese, Juan Guaidò, fa parte di un partito (Volontà Popolare) che ha 20 deputati su 167 nell&#8217;Assemblea Nazionale.</p>
<p>(Con informazione di Publico)</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Senza quorum, Jeanine Añez si dichiara presidentessa di Bolivia</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Nov 2019 02:19:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Senza contare sul quorum necessario, la senatrice di opposizione Jeanine Añez ha assunto oggi la presidenza della Camera Alta e si è dichiarata presidentessa interina di Bolivia, dopo il golpe di stato ad Evo Morales. Ma il gruppo del Movimento Al Socialismo (MAS) non era presente nella sessione, perché hanno chiesto garanzie per assistere, con lo scopo di lavorare in un'uscita costituzionale. Su molti di loro pesano minacce di morte ed altri non sono arrivati per i blocchi delle strade.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11193" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11193" alt="Jeanine Añez" src="/files/2019/11/SenadoraJeanineAnezBolivia.jpg" width="580" height="386" /><p class="wp-caption-text">Jeanine Añez</p></div>
<p><strong>Senza contare sul quorum necessario, la senatrice di opposizione Jeanine Añez ha assunto oggi la presidenza della Camera Alta e si è dichiarata presidentessa interina di Bolivia, dopo il golpe di stato ad Evo Morales.</strong></p>
<p>Ma il gruppo del Movimento Al Socialismo (MAS) non era presente nella sessione, perché hanno chiesto garanzie per assistere, con lo scopo di lavorare in un&#8217;uscita costituzionale. Su molti di loro pesano minacce di morte ed altri non sono arrivati per i blocchi delle strade.</p>
<p>Nonostante le irregolarità nel processo e la mancanza di quorum necessaria, la destra ha realizzato questo sopruso, secondo lei, a nome della pacificazione del paese.</p>
<p>In una sessione straordinaria, Añez ha usato l&#8217;articolo 170 della Costituzione come appoggio, davanti alla rinuncia degli addetti nella successione costituzionale, ha segnalato.</p>
<p>Ha anche detto che vuole convocare al più presto possibile le elezioni, senza anticipare in quanto tempo o la data.</p>
<p>Dopo, Añez, insieme a tutti i legislatori di opposizione, è andata nel vecchio Palacio Quemado, dove con la Bibbia in mano ha fatto un appello all&#8217;unità.</p>
<p>Nel suo breve messaggio, ha ringraziato la polizia e le forze armate per il loro accompagnamento, infatti entrambi sono stati gli organi chiave nella consumazione del golpe di stato di domenica contro Morales.</p>
<p>Al suo fianco si trovava il massimo rappresentante del Comitato Pro Santa Cruz, protagonista del golpe di stato, Luis Fernando Camacho, che ha annunciato che alla mezzanotte di oggi si svilupperà uno sciopero indefinito.</p>
<p>Settori sociali venuti dalla città de El Alto ed altri zone vicine alla capitale intanto protestavano a pochi isolati, gridando slogan contro quelli che avevano oltraggiato la wiphala (simbolo indigeno), respingendo l&#8217;auto-proclamazione di Añez, e sono stati perseguiti con gas lacrimogeni lanciati dai militari.</p>
<p>La situazione in Bolivia continua con molte domande, speculazioni su chi dirige veramente il blocco golpista, sulla crescita della Resistenza in un contesto dove i canali di informazione sono pochi. Risulta difficile sapere che cosa succede, sia nell&#8217;epicentro politico dei dibattiti, sia quello che succede in differenti zone di La Paz, di El Alto, e del paese, nelle zone più lontane, soprattutto le rurali.</p>
<p>Sono molti le denunce di morti, di repressioni, di umiliazioni, di torture, di persecuzioni, in un contesto golpista che ha scatenato un&#8217;ondata di violenza enorme, ancora prima di riuscire ad abbattere Morales, con gruppi di scontro armati, e che, una volta al potere, con o senza governo, mantiene la sua offensiva con l&#8217;obiettivo di decapitare il processo di cambiamento.</p>
<p>da Prensa Latina e TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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