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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Ivan Duque</title>
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		<title>Forza dell’ordine repressiva aggredisce manifestanti in Colombia</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Dec 2019 02:04:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo Squadrone Mobile Antisommossa (Esmad) ha aggredito questo mercoledì i manifestanti che partecipavano allo sciopero nazionale in Colombia, ha denunciato la Centrale Unitaria dei Lavoratori, uno dei più importanti sindacati del paese sud-americano, dove le mobilitazioni degli ultimi giorni reclamano riforme profonde come salute, educazione, ecosistema e sicurezza.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11235" alt="COLOMBIA-PROTESTAS" src="/files/2019/12/COLOMBIA-PROTESTAS.jpg" width="580" height="326" />Lo Squadrone Mobile Antisommossa (Esmad) ha aggredito questo mercoledì i manifestanti che partecipavano allo sciopero nazionale in Colombia, ha denunciato la Centrale Unitaria dei Lavoratori, uno dei più importanti sindacati del paese sud-americano, dove le mobilitazioni degli ultimi giorni reclamano riforme profonde come salute, educazione, ecosistema e sicurezza.  </strong></p>
<p>“Denunciano aggressioni dell&#8217;Esmad nella località di Suba contro i manifestanti del #4DParoNacional”, ha scritto la Centrale Unitaria dei Lavoratori nel suo account in Twitter, che ha completato il testo con un video.</p>
<p>“A #Bogotá il #4DParoNacional nella Avenida Decima all’incrocio con Primero de Mayo, l&#8217;Esmad aggredisce un sit-in in appoggio alla lotta contro il #PaquetazoDeDuque”, ha segnalato l&#8217;organizzazione in un altro twitter, accompagnato con un video nel quale si ascolta come i manifestanti gridano: “Assassini, assassini.”</p>
<p>Dal 21 novembre scorso, in Colombia si svolgono proteste contro le politiche del governo, in rifiuto alla violenza e per la pace. Sebbene nella loro maggioranza le manifestazioni trascorrono in maniera pacifica, in vari luoghi si sono registrati tumulti, fatti di vandalismo e repressione della polizia.</p>
<p>Denunciano che dietro i fatti vandalici si nasconde l&#8217;interesse in delegittimare le proteste pacifiche, dove si sono sommate migliaia di persone per ottenere che il governo implementi azioni concrete avviate a risolvere i problemi che colpiscono i colombiani.</p>
<p>Le manifestazioni degli ultimi giorni hanno avuto un denominatore comune, perché le persone hanno anche protestato per onorare la memoria di Dilan Cruz, di 18 anni, che è stato brutalmente assassinato il 25 novembre dopo essere stato colpito gravemente da un membro dell&#8217;Esmad durante una protesta pacifica a Bogotà.</p>
<p>Precisamente, le azioni repressive sono state uno dei principali punti di scontro durante la riunione che si è svolta ieri tra il governo ed il Comitato Nazionale dello Sciopero, perché quest’ultimo insiste nell’esigere lo scioglimento dell&#8217;Esmad.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Ivan Valencia/AP</p>
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		<title>Venezuela: appunti precipitosi</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 23:14:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima del 2, inevitabilmente, c’è sempre l’1. Esistono, per questo motivo, fattori sufficienti per imparentare il tentativo golpista in Venezuela con l'ansietà della dirigenza statunitense, il paramilitarismo colombiano ed i rivali interni che stanno captando mercenari privati. Questo puzzle, o parte di lui, si spiega attraverso la fortunata cattura di Wilfredo de Jesus Torres Gomez, alias Necoclì, capo della banda conosciuta come Los Rastrojos, una di quelle disegnate per azioni diverse cospirative e destabilizzanti contro il governo di Nicolas Maduro. È conosciuta come “Empresa” ed è l'associazione delle “Autodefensas Unidas de Colombia” ed il “Cartel del Valle del Cauca”.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10951" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10951" alt="Un gruppo ridotto di militari prendono un viale dell'est di Caracas" src="/files/2019/04/golpe-de-estado-en-venezuela-580x325.gif" width="580" height="325" /><p class="wp-caption-text">Un gruppo ridotto di militari prendono un viale dell&#8217;est di Caracas</p></div>
<p><strong>Prima del 2, inevitabilmente, c’è sempre l’1. Esistono, per questo motivo, fattori sufficienti per imparentare il tentativo golpista in Venezuela con l&#8217;ansietà della dirigenza statunitense, il paramilitarismo colombiano ed i rivali interni che stanno captando mercenari privati.</strong></p>
<p>Questo puzzle, o parte di lui, si spiega attraverso la fortunata cattura di Wilfredo de Jesus Torres Gomez, alias Necoclì, capo della banda conosciuta come Los Rastrojos, una di quelle disegnate per azioni diverse cospirative e destabilizzanti contro il governo di Nicolas Maduro. È conosciuta come “Empresa” ed è l&#8217;associazione delle “Autodefensas Unidas de Colombia” ed il “Cartel del Valle del Cauca”.</p>
<p>“(…) queste bande paramilitari (…) Sono la punta di lancia, sono l&#8217;avanguardia di un&#8217;aggressione verso Venezuela, ed ovviamente sotto la supervisione, pianificazione, direzione e finanziamento della CIA, non ho il minore dubbio”, così ha affermato in un&#8217;intervista Freddy Bernal,  protettore dello stato di Tachira, nella gran frontiera con Colombia, e membro della direzione nazionale del Partito Socialista Unito del Venezuela.</p>
<p>Non è mai stato nascosto il ruolo di Ivan Duque come fantoccio degli Stati Uniti, da dove gli incaricano i compiti più abbietti. Buon alunno di Uribe, che l’ha appoggiato per arrivare alla presidenza ed è stato il padrino di quelle che si sono chiamate “forze di autodifesa”. Questi riferimenti ci fanno capire perché Duque si incarichi di spingere l&#8217;Esercito Bolivariano affinché si ribelli e faciliti il rovesciamento di un governo legittimo.</p>
<p>Ha anche convocato il resto dei capi di stato conservatori a sommarsi in favore del golpe ed a provocare atti di violenza e soprusi capaci di aprire le porte ad una guerra civile. Il suo appello implicherebbe una complicità regionale dei presidenti, alle spalle dei popoli che rappresentano, ignorando che un conflitto di questa importanza non avrebbe dei confini definiti. Ci sono fuochi che una volta iniziati non possono essere soffocati e si estendono verso dove meno si possa immaginare.</p>
<p>Risulta normale che John Bolton, Marco Rubio, Pompeo o Pence, applaudano la diserzione di un gruppo e per questo motivo la convocazione dell&#8217;auto-proclamato Guaidò alla debacle, non è sorpresa  sapere che la Blackwater sta conformando un esercito privato di circa 5 mila mercenari per propiziare il rovesciamento dell&#8217;attuale amministrazione venezuelana.</p>
<p>I fondi, oh casualità!, provengono dalla stessa amministrazione Trump e dai ricconi venezuelani dentro o fuori del paese, desiderosi di stroncare un processo che li priva di aumentare le loro ricchezze con la prepotenza persa, a costo di quelli che sappiamo.</p>
<p>Bene, se come dice il fantoccio di Washington a Caracas, “il popolo e l&#8217;esercito sono a mio favore”, perché sono necessari paramilitari colombiani e mercenari di Dio sa dove?</p>
<p>Questo contingente militare straniero che si starebbe costituendo, è convocato dall&#8217;auto-proclamato Guaidò per metterlo al suo servizio o, in mancanza di un intervento diretto del Pentagono, ripudiato perfino dai suoi soci più sottomessi, si opta per usare assassini vincolati al narcotraffico o centinaia di infelici latinoamericani che, in mancanza di lavoro e soluzioni decenti per la loro esistenza, hanno fatto parte della carne di cannone o sono stati boia, in diversi scenari bellici. Ora sarebbe in un paese fratello.</p>
<p>Quelli di Washington o di Bogotà non sembrano informati o, poco importa loro, se i fili che stanno muovendo portano ad una guerra civile ed al conseguente spargimento di sangue. La chiara indifferenza davanti al male scatenato od alla mancanza di scrupoli che li caratterizza, si può riconoscere in numerosi fatti.</p>
<p>Quando è stato catturato il deputato Roberto Marrero, assistente di Guaidò,   si sono potuti ottenere, dal suo cellulare e dal suo computer personali, dati decisivi per i servizi di intelligenza chavisti, che hanno portato alla cattura del pericoloso paramilitare colombiano ed i piani terroristici che si stanno preparando.</p>
<p>Il tentativo di golpe non è svincolato da questi fatti, è parte dell&#8217;arsenale preparato per un obiettivo malsano, altamente rischioso.</p>
<p>di Elsa Claro</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Mision Verdad</p>
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		<title>L’assassinio ed il Golpe Maestro</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Aug 2018 03:38:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tentato omicidio]]></category>
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		<description><![CDATA[Il fallito tentativo di assassinio contro il Presidente Nicolas Maduro e l’alto comando politico-militare chavista fa parte della flessibilità della guerra non convenzionale, ibrida o di IV generazione. E’ applicata dagli USA per ottenere il “cambio di regime” ed il cosiddetto golpe morbido contro i governi scomodi, come in Georgia, Ucraina, Brasile, Argentina ed ora Nicaragua, ognuno con le sue caratteristiche particolari. Parte di una concezione strategica e tattica che si adatta rapidamente, senza complicazioni burocratiche ed a basso costo, alle mutevoli condizioni del teatro di operazioni.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10607" alt="eeuu-venezuela1" src="/files/2018/08/eeuu-venezuela1.jpg" width="580" height="386" />Il fallito tentativo di assassinio contro il Presidente Nicolas Maduro e l’alto comando politico-militare chavista fa parte della flessibilità della guerra non convenzionale, ibrida o di IV generazione. E’ applicata dagli USA per ottenere il “cambio di regime” ed il cosiddetto golpe morbido contro i governi scomodi, come in Georgia, Ucraina, Brasile, Argentina ed ora Nicaragua, ognuno con le sue caratteristiche particolari. Parte di una concezione strategica e tattica che si adatta rapidamente, senza complicazioni burocratiche ed a basso costo, alle mutevoli condizioni del teatro di operazioni.</strong></p>
<p>La mobilitazione di massa chavista e la fermezza della sua dirigenza politica di fronte alle guarimbas del 2014 e del 2017 hanno sconfitto il “golpismo dal basso”. Lo hanno sconfitto fulmineamente, nel 2017, con la convocazione e la partecipata elezione dell’Assemblea Costituente. Seguita dalla vittoria delle forze rivoluzionarie nelle elezioni regionali e, nel maggio di quest’anno, con la rielezione di Maduro.</p>
<p>Successivamente, un’opposizione demoralizzata e profondamente divisa non è stata neppure capace di ricomporsi politicamente dal colpo sofferto. Il risultato è che Maduro, con il supporto elettorale, non solo del chavismo, ma di settori non militanti, ma stufi di violenza e disordini causati dai golpisti, ha trasformato l’insurrezione controrivoluzionaria in un paese in pace. Si ricordi i chavisti e non chavisti, specialmente neri e poveri, linciati e persino bruciati come torce in pieno giorno. Il più emblematico, forse, il caso del giovane Orlando Figuera, ferito a pugnalate e bruciata la pelle nel 53% del corpo.</p>
<p>Se non si è potuto rovesciare Maduro “dal basso”, ora si tratta di colpirlo “dall’alto” per provocare la frattura sociale desiderata, stimolata anche dalla feroce guerra economica e dalle pressioni internazionali, a cui si sono prestati vari governi, di destra, dell’America Latina, tra loro, quello uscente in Messico e per non dire lo screditato Luis Almagro, segretario generale dell’impresentabile OSA.</p>
<p>Il tentativo di assassinio è fallito, ma tale opzione era contemplata da Washington e dall’pligarchia di Bogotà che ha trasformato la Colombia nell’altro centro operativo, insieme a Miami, del piano Golpe Maestro (GM) contro Caracas, approvato dall’ ammiraglio Kurt Tidd, capo del Comando Sud (CS). A Miami c’è un protagonista principale di questo complotto, il senatore Marco Rubio.</p>
<p>Dalle confessioni degli implicati, è stato in una fattoria vicina al confine colombiano-venezuelano dove si sono addestrati i due commando operatori dei droni caricati di esplosivo lanciati contro la tribuna in occasione della cerimonia per il 81esimo anniversario della Guardia Nazionale Bolivariana.</p>
<p>Hanno anche menzionato il leader dell’opposizione Julio Borge, stabilito nel paese vicino, come boss politico del piano. La stessa notte degli eventi, Maduro ha segnalato all’uscente presidente Juan Manuel Santos come responsabile della smantellata operazione.</p>
<p>Se l’assassinio avuto successo, si sarebbe aperto uno scenario favorevole: il vuoto di autorità, per promuovere un’azione golpista all’interno di una Forza Armata Nazionale Bolivariana presumibilmente decapitata, poiché data la natura della cerimonia era prevedibile la presenza del generale in capo Vladimir Padrino e di tutto l’alto comando militare proprio accanto al presidente.</p>
<p>Si creava anche una congiuntura propizia per un intervento militare, non necessariamente diretto dagli USA. Secondo l’ammiraglio Tidd, nel GM si sarebbe ottenuta la partecipazione delle forze della Conferenza degli Eserciti Americani, con il supporto politico dell’OSA.</p>
<p>Se il fallito piano, “forzare uno scenario di insicurezza generalizzata in cui elementi terroristi siano incanalati verso operazioni di omicidio politico, al fine di indebolire lo Stato venezuelano e terrorizzare le basi chaviste”, adduce una grande analisi del sito chavista Misión Verdad.</p>
<p>Con Ivan Duque alla presidenza, pupillo del fascista Alvaro Uribe, la minaccia dalla Colombia contro la Rivoluzione Bolivariana tende ad essere mantenuta od incrementarsi. Due giorni prima della sua presa di possesso, Uribe ha chiesto un colpo di stato militare in Venezuela ed ha suggerito che Washington lo promuovesse. Tre giorni dopo, il nuovo ministro degli Esteri, Carlos Holmes, ha offerto al leader dell’opposizione Julio Borge appoggio “incondizionato per riscattare la democrazia e la legalità in Venezuela”. Una settimana dopo è stato lo stesso Duque che ha manifestato che sperava in una transizione verso elezioni “libere” nel contiguo paese. Tutto questo, mentre noi riceviamo nelle nostre terre la visita di James Mattis, “Cane Pazzo”, capo del Pentagono , che termina il suo tour proprio a Bogotà. All’ordine del giorno, ha detto lui stesso, è incluso il Venezuela.</p>
<p>di Angel Guerra Cabrera</p>
<p>da La Jornada</p>
<p>tradotto da Francesco Monterisi</p>
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