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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Iraq</title>
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		<title>Noam Chomsky: gli USA sono i creatori di Isis</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2014 23:31:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Noam Chomsky, riconosciuto scrittore e filosofo degli Stati Uniti, ha criticato la politica statunitense in Medio Oriente ed ha collegato la nascita dell’Isis con l'intervento di questo paese in Iraq. In un'intervista concessa a Truthout ha sostenuto che “l'apparizione dell'Isis e la diffusione generale della yihadismo radicale è una conseguenza abbastanza naturale del martellamento di Washington sulla fragile società dell'Iraq". ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8156" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8156" alt="Noam Chomsky" src="/files/2014/10/Noam-Chomsky-copia.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Noam Chomsky</p></div>
<p><strong>Noam Chomsky, riconosciuto scrittore e filosofo degli Stati Uniti, ha criticato la politica statunitense in Medio Oriente ed ha collegato la nascita dell’Isis con l&#8217;intervento di questo paese in Iraq.  </strong></p>
<p>In un&#8217;intervista concessa a Truthout ha sostenuto che “l&#8217;apparizione dell&#8217;Isis e la diffusione generale della yihadismo radicale è una conseguenza abbastanza naturale del martellamento di Washington sulla fragile società dell&#8217;Iraq&#8221;.</p>
<p>“Credo che gli Stati Uniti sono uno dei creatori fondamentali dell&#8217;Isis. (…) I loro interventi distruttivi nel Medio Oriente e la guerra in Iraq sono state le cause di base della nascita dell&#8217;Isis”, ha dichiarato Chomsky.</p>
<p>In un&#8217;altra parte delle sue dichiarazioni ed in allusione al cessate il fuoco accordato il mese scorso di agosto tra il regime dell&#8217;Israele ed il Movimento di Resistenza Islamica Palestina (HAMAS), ha denunciato l&#8217;inadempimento del regime usurpatore, mentre la parte palestinese, secondo il linguista nordamericano, “lo compie.”</p>
<p>Tenendo in conto l&#8217;appoggio militare, economico, diplomatico ed ideologico di Washington al regime di Tel Aviv, ha accusato le autorità israeliane di portare avanti le loro politiche espansioniste nei territori occupati palestinesi “lasciando i palestinesi in angoli smembrati.”</p>
<p>In riferimento alla recente aggressione israeliana contro il popolo palestinese della Striscia di Gaza, durante la quale sono morti più di 2160 persone, ha criticato la somministrazione di armamenti da parte degli USA al regime di Israele.</p>
<p>“In un momento dato, le armi israeliane sembravano stare esaurendosi, e gli USA hanno somministrato gentilmente al regime di Israele armi più sviluppate, fatto che gli ha permesso di continuare l’attacco”, ha accusato.</p>
<p>Nei 51 giorni di aggressioni israeliane, iniziate agli inizi del mese scorso di luglio contro la nazione palestinese a Gaza, non solo hanno perso la vita almeno 2160 palestinesi, come abbiamo riferito in precedenza, ma 11.100 sono risultati feriti e le infrastrutture di base sono risultate seriamente danneggiate.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Creatore chiave</span></p>
<p>Chomsky assicura di essere d’accordo con le recenti dichiarazioni dello scrittore ed ex agente della CIA, Graham Fuller, che ha accusato gli USA di essere uno dei “creatori chiave” del gruppo terroristico, come risultato della guerra contro l&#8217;Iraq, intrapresa nel 2003.</p>
<p>“La situazione è un disastro per gli USA, ma è un risultato naturale della loro invasione “, ha detto Chomsky.</p>
<p>“Una delle gravi conseguenze dell&#8217;aggressione degli Stati Uniti e del Regno Unito è stata quella di fomentare i conflitti settari che stanno spezzando ora l&#8217;Iraq in frammenti, e che si sono estesi per tutta la regione con conseguenze terribili”, aggrega l’accademico.</p>
<p>Chomsky fa notare che il fanatismo religioso non si diffonde solo nei paesi del Medio Oriente, ma anche negli USA, fenomeno del quale responsabilizza in parte il Partito Repubblicano.</p>
<p>“Non ci sono molti paesi nel mondo dove la gran maggioranza della popolazione creda che la mano di Dio guida l&#8217;evoluzione, e dove quasi la metà di loro pensi che il mondo è stato creato poche migliaia di anni fa”, ha detto.</p>
<p>“E man mano che il Partito Repubblicano è diventato tanto estremo servendo i ricchi ed il potere delle corporazioni che non può ricorrere all&#8217;opinione pubblica affinché appoggi le sue politiche reali, si è visto obbligato a ricorrere a questi settori come una base di elettori, dando loro un&#8217;influenza sostanziale nella politica”, ha denunciato Chomsky</p>
<p>con informazione di Russia Today ed altre agenzie</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Negli Stati Uniti muoiono più militari per suicidio che in combattimento</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 23:36:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un militare statunitense ha più probabilità di suicidarsi che di morire in combattimento, secondo gli ultimi dati pubblicati dal Dipartimento della Difesa e dal sito web icasualties.org, corrispondenti all'anno 2013. Dopo la ritirata delle truppe statunitensi dall'Iraq e dall'Afghanistan, le morti in combattimento sono scese a 127, mentre il numero di suicidi è aumentato a 255.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8119" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8119" alt="foto: Reuters" src="/files/2014/09/militares-norteameicanos-retirado.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">foto: Reuters</p></div>
<p><strong>Un militare statunitense ha più probabilità di suicidarsi che di morire in combattimento, secondo gli ultimi dati pubblicati dal Dipartimento della Difesa e dal sito web icasualties.org, corrispondenti all&#8217;anno 2013.</strong></p>
<p>Dopo la ritirata delle truppe statunitensi dall&#8217;Iraq e dall&#8217;Afghanistan, le morti in combattimento sono scese a 127, mentre il numero di suicidi è aumentato a 255.</p>
<p>Tuttavia, i programmi di aiuto messi in marcia dal Pentagono non sembrano avere un impatto significativo, perché il numero di suicidi si situano intorno ai 300 dal 2010, tutto ciò nonostante l&#8217;uscita dall&#8217;Iraq e dall’Afghanistan, secondo le cifre raccolte dal mass media digitale statunitense ‘Vox &#8216;.</p>
<p>La relazione pubblicata dal Pentagono raccoglie inoltre la morte di 74 militari in attivo per suicidio nel primo trimestre del 2014. A tutte queste cifre bisognerebbe sommare i morti per suicidio tra i riservisti (86 nel 2013 e 24 nel primo trimestre del 2014) e tra i membri della Guardia Nazionale (134 nel 2013 e 22 nel primo trimestre del 2014).</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8120" alt="" src="/files/2014/09/grafico-suicidios-gal.jpg" width="580" height="330" /></p>
<p>Con informazione di Publico</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Netanyahu si approfitta dell&#8217;assassinio di Foley</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2014 00:10:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un giornalista nordamericano è decapitato da un uomo mascherato in nero. Si diffondono immagini che provocano orrore e furia nei paesi occidentali. Lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante controlla ampie zone dell'Iraq ed è la principale forza insorta nella guerra di Siria. Che cosa suppone tutto questo per il Governo di Israele?  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un giornalista nordamericano è decapitato da un uomo mascherato in nero. Si diffondono immagini che provocano orrore e furia nei paesi occidentali. Lo Stato Islamico dell&#8217;Iraq e del Levante controlla ampie zone dell&#8217;Iraq ed è la principale forza insorta nella guerra di Siria. Che cosa suppone tutto questo per il Governo di Israele?  </strong></p>
<p>Un&#8217;opportunità magnifica.</p>
<p>La propaganda israeliana si appresta ad approfittarsi dalla situazione nel momento che l&#8217;immagine del suo Governo in Europa è in uno dei punti più bassi dopo l&#8217;operazione di punizione contro Gaza e la morte di centinaia di civili.</p>
<p>Netanyahu utilizza il suo proprio account di Twitter nella campagna (con l&#8217;immagine compresa di Foley pochi momenti prima di essere assassinato) per sostenere un argomento rifiutato dalla maggioranza degli analisti. Perfino se uno esamina gli account di sostenitori di ISIS non è strano trovare insulti contro i Fratelli Musulmani egiziani e Hamas, che normalmente tacciano di “demoni” o “Shaitan.”</p>
<p>Qualunque lotta nazionale, benché si faccia a nome dell&#8217;Islam, è un anatema per gli yihadistas siriani ed iracheni, che aspirano imporre un regime di terrore in tutto il mondo islamico al di sopra delle loro frontiere.</p>
<p>Netanyahu pretende che quella che si è chiamata “guerra contro il terrorismo” passi ad essere una guerra contro l&#8217;Islam, e che Israele riceva la distinzione di essere l&#8217;avanguardia di Occidente nella contesa. Evidentemente, in questo caso i crimini commessi a nome di Israele passano ad essere il duro prezzo che bisogna pagare per fare fronte ad una minaccia globale.</p>
<p>Non è un&#8217;iniziativa nuova nella politica israeliana, ma normalmente non succede che un primo ministro si abbassi all&#8217;estremo di utilizzare in questo modo il cadavere di un giornalista come merce propagandistica.</p>
<p>di Iñigo Saenz de Ugarte</p>
<p>da Guerra Eterna</p>
<p>traduzione di Ida Garberi<br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-8074" alt="" src="/files/2014/08/israel1-300x376.jpg" width="300" height="376" /></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-8073" alt="" src="/files/2014/08/netanh-300x314.jpg" width="300" height="314" /></p>
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		<title>Vendetta all&#8217;ingrosso</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 23:15:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[soldato USA assassino]]></category>
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		<description><![CDATA[Ammazzare degli innocenti non è tanto caro nell'impero. Non importa che le vittime raggiungano le due dozzine di esseri indifesi. Il 19 novembre 2005, come ricordano le notizie, un plotone di fanti della marina statunitense comandato dal sergente Frank Wuterich attaccò il villaggio di Hadita, in Iraq, per vendicarsi della morte di uno dei soldati nordamericani ad opera di una mina antipersonale. La vendetta si è ripetuta 24 volte. Tale quantità di iracheni disarmati furono mitragliati dagli occupanti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_2854" style="width: 279px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2854" src="/files/2012/01/frank_wuterich.jpg" alt="Frank Wuterich" width="279" height="250" /><p class="wp-caption-text">Frank Wuterich</p></div>
<p>Ammazzare degli innocenti non è tanto caro nell&#8217;impero. Non importa che le vittime raggiungano le due dozzine di esseri indifesi. </strong></p>
<p>Il 19 novembre 2005, come ricordano le notizie, un plotone di fanti della marina statunitense comandato dal sergente Frank Wuterich attaccò il villaggio di Hadita, in Iraq, per vendicarsi della morte di uno dei soldati nordamericani ad opera di una mina antipersonale. La vendetta si è ripetuta 24 volte. Tale quantità di iracheni disarmati furono mitragliati dagli occupanti.</p>
<p>A sei anni dal crimine che incluse un numero imprecisato di civili feriti, il sergente Wuterich comparve questa settimana nel Tribunale Militare della base navale di Camp Pedlenton, dopo essere giunto ad un accordo con la Procura Generale. La punizione per il suo orrendo crimine sono stati tre mesi di prigione, lo sconto di due terzi del suo salario e la perdita del grado di sergente.</p>
<p>Le famiglie delle vittime non comparvero nel giudizio. Le accuse di assassinio sono state ritirate. Gli avvocati della difesa parlarono di pulire il “nome macchiato” dell&#8217;assassino multiple.</p>
<p>La logica imperiale funzionò a tutti i costi. Il potere che assassinò centinaia di migliaia e ne condannò a morte altrettanti, non potrebbe punire il “modesto” albo d&#8217;oro di 24 omicidi. Ammazzare senza considerazioni approfondite, è la filosofia dei soldati dell&#8217;impero. Poi, tanto, non bisognerà espiare nessuna colpa.</p>
<p>Per questo motivo esistono i fanti che orinarono sui cadaveri degli afgani morti; per questo motivo, esistono le lodi per Chris Kyle, il franco tiratore che eliminò 255 persone in Iraq; per questo motivo, esistono gli aerei senza piloti che ammazzano a destra ed a sinistra sulla frontiera del Pakistan ed Afghanistan.</p>
<p>Le guerre di conquista continuano ad essere il grande scandalo dei nostri tempi.</p>
<p>articolo di Randy Alonso Falcon</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Soldato degli USA dice che ha ucciso 255 persone in Iraq e non si pente</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/01/17/soldato-degli-usa-dice-che-ha-ucciso-255-persone-iraq-e-non-si-pente/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 20:47:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dice che ha ammazzato 255 persone in Iraq e che non si pente. “La leggenda”, “Lo sterminatore” ed “Il diavolo di Ramadi” sono solo alcuni dei soprannomi con i quali si conosce il franco tiratore statunitense Chris Kyle. Tra il 1999 ed il 2009, l’allora ufficiale del plotone Charly, terzo gruppo della forza di elite statunitense conosciuto come Navy Seals, si guadagnò la reputazione di essere il franco tiratore più letale in tutta la storia del gruppo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2743" src="/files/2012/01/kyle_asesino-usa_foto-william-morrow-580x388.jpg" alt="" width="300" height="201" />Dice che ha ammazzato 255 persone in Iraq e che non si pente. “La leggenda”, “Lo sterminatore” ed “Il diavolo di Ramadi” sono solo alcuni dei soprannomi con i quali si conosce il franco tiratore statunitense Chris Kyle. </strong></p>
<p>Tra il 1999 ed il 2009, l’allora ufficiale del plotone Charly, terzo gruppo della forza di elite statunitense conosciuto come Navy Seals, si guadagnò la reputazione di essere il franco tiratore più letale in tutta la storia del gruppo.</p>
<p>Ufficialmente gli sono state aggiudicate 150 vittime, una cifra che supera il record anteriore, di 109, raggiunto da un franco tiratore durante la Guerra del Vietnam. Ma Kyle afferma che il numero è maggiore. Solo nella sua seconda battaglia a Falluyah, alla fine del 2004, dice di avere ucciso 40 nemici.</p>
<p>In “American Sniper”, un libro pubblicato recentemente negli USA dall&#8217;editoriale HarperCollins, Kyle racconta con sfoggio di dettagli il lavoro che svolse come combattente in Iraq. “Mi è piaciuto quello che ho fatto. Anche adesso mi piace. Se le circostanze fossero differenti -se la mia famiglia non avesse bisogno di me &#8211; tornerei in un batter d’occhio”, scrive.</p>
<p>La narrativa è chiara, cruda, come la definì un critico letterario statunitense, e lascia vedere la complessa e tesa psicologia di guerra. Kyle racconta come durante la sua corsa smise di dubitare affrontando le sue vittime e migliorò il suo lavoro sotto il fuoco incrociato.</p>
<p>La sua compagnia, Charly, fu uno delle prime a sbarcare nella penisola di al-Faw, all&#8217;inizio della chiamata Operazione Libertà, iniziata il 20 marzo 2003, dall’allora il presidente degli USA, George W. Bush.</p>
<p>Alla fine di questo mese, in un piccolo villaggio della regione di Nasiriya, gli ufficiali di Seals aspettavano l&#8217;arrivo dei fanti di marina. Kyle ed altri soldati vigilavano l&#8217;operativo dall’alto di un edificio.</p>
<p>Tutti i vicini si rinchiusero nelle loro case, a guardare dalle finestre. Tutti meno una donna e pochi bambini che vagabondavano per la strada. Quando i fanti si avvicinarono, la donna lanciò loro un oggetto giallognolo che aveva conservato nella sua borsa. È una granata! Una granata cinese!, gridò il capo di Kyle. Spara! vedendolo titubare, il capo ha ripetuto: spara!</p>
<p>Kyle strinse il grilletto due volte, la “prima ed unica volta” che ammazzò una persona in Iraq che non fosse un uomo né un combattente. “Era il mio dovere. Non mi pento”, scrive. “Le mie pallottole salvarono vari statunitensi le cui vite valevano chiaramente molto più che quella della donna dall’anima contorta”. “Posso affrontare Dio con la coscienza tranquilla in relazione al mio lavoro.”</p>
<p>Questo statunitense del Texas che imparò ad usare un arma da piccolo, si trasformò in un virtuoso compiendo una delle funzioni più controverse nei conflitti armati.</p>
<p>Nella Seconda Guerra Mondiale, i franco tiratori di elite erano considerati assassini in serie. Nelle guerre contemporanee, dove si stima la precisione, questi specialisti guadagnarono uno status speciale.</p>
<p>Kyle si inorgoglisce di avere ammazzato un uomo ad una distanza di 2.100 metri, in Città Sadr, un distretto nei sobborghi di Baghdad, nel 2008.</p>
<p>Gli assassinati a colpi di arma da fuoco commessi da sociopatici o psicopatici -come il caso del norvegese che ammazzò 69 giovani nell&#8217;isola di Utoeya &#8211; rinforzano l&#8217;immagine fredda di questi professionisti.</p>
<p>Kyle, da parte sua, spiega l&#8217;odio per “il nemico” che andò crescendo durante i suoi viaggi in Iraq. “Odio profondamente il male che c&#8217;era dentro quella donna”, dice Kyle in riferimento alla sua prima vittima di sesso femminile. “L&#8217;odio fino al giorno di oggi.”</p>
<p>I quattro viaggi di Kyle gli diedero prestigio e fama. Gli insorti iracheni lo battezzarono al-Shaitan (il diavolo) ed offrono una ricompensa per la sua testa. Ma il militare non dà importanza alla fama che ottenne come il “franco tiratore più efficiente nella storia delle forze di elite.”</p>
<p>“Il numero non è importante per me. Mi sarebbe piaciuto avere ammazzato più gente. Non per presumere, bensì perché credo che il mondo è un luogo migliore senza selvaggi che attentino alla vita degli statunitensi.”</p>
<p>Ritirato dalle sue funzioni dal 2009, Kyle vive ora in Texas, dove dirige un&#8217;impresa che insegna ad altri ad ammazzare: allena franco tiratori di elite delle forze armate Statunitensi.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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