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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; intervista</title>
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		<title>Frei Betto su Fidel Castro: ringrazio Dio per questa amicizia</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2020 01:33:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa intervista a Frei Betto, teologo ed intellettuale brasiliano, è stata realizzata per il documentario “El Fidel que yo conocí”, una produzione degli Studi Mundo Latino, che si trasmetterà per la prima volta il prossimo 13 agosto nello spazio Mensa Redonda della Televisione Cubana.  
“Fidel è sempre stato un idolo per me…quando trionfò la Rivoluzione Cubana io avevo 15 anni, mi piacevano molto tutti ‘los barbudos’ della Sierra Maestra, seguii molto da vicino tutto quello che succedeva perché partecipavo già in movimenti che avevano tendenza di sinistra ed avevo anche una visione antimperialista”.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11707" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11707" alt="Fidel Castro con Frei Betto" src="/files/2020/08/117287824_321290245901422_4861956764225068934_n-580x415.jpg" width="580" height="415" /><p class="wp-caption-text">Fidel Castro con Frei Betto</p></div>
<p><strong>Questa intervista a Frei Betto, teologo ed intellettuale brasiliano, è stata realizzata per il documentario “El Fidel que yo conocí”, una produzione degli Studi Mundo Latino, che si trasmetterà per la prima volta il prossimo 13 agosto nello spazio Mensa Redonda della Televisione Cubana.  </strong></p>
<p>“Fidel è sempre stato un idolo per me…quando trionfò la Rivoluzione Cubana io avevo 15 anni, mi piacevano molto tutti ‘los barbudos’ della Sierra Maestra, seguii molto da vicino tutto quello che succedeva perché partecipavo già in movimenti che avevano tendenza di sinistra ed avevo anche una visione antimperialista”.</p>
<p>Quando ero nel carcere avevamo una radio clandestina, in una cella dove c’erano 50 prigionieri, ed in una scatola di dolci ci hanno portato una radio a pile, con batterie, ed ascoltavamo Fidel…mi relazione con Cuba è molto razionale, ma anche molto emozionale, viene dalla mia gioventù, dalla mia ammirazione per Fidel, per il Che e dopo ho incominciato a leggere sulla storia della Rivoluzione Cubana”.</p>
<p>“Fui invitato insieme a Lula (Luis Ignacio Lula dà Silva, ex presidente ed ex sindacalista brasiliano) a partecipare al primo anniversario della Rivoluzione Sandinista il 19 luglio 1980 (lì conobbi Fidel)…ed a partire da quella conversazione, lui mi ha invitato a venire a Cuba per aiutare nell&#8217;avvicinamento tra la Chiesa Cattolica ed il governo cubano, in quel momento le relazioni erano molto tese e tutto durava da più di 10 anni. I vescovi hanno appoggiato il mio lavoro, allora, io venivo tra quattro o cinque volte all&#8217;anno a L&#8217;Avana. In questo periodo, Fidel si è avvicinato a me”.</p>
<p>“Molte persone in Brasile si domandano: e come hai fatto ad essere amico di Fidel? Io rispondo, no, Fidel è il mio amico, molte persone vogliono essere amici di Fidel; ma quello dipende da lui. Ed, effettivamente, a partire da quel lavoro, dall&#8217;intervista del libro ‘Fidel e la religione’, si è creata un&#8217;empatia molto forte. L&#8217;impressione che ho è che Fidel mi trattava con una mescolanza di figlio e contemporaneamente di fratello minore, era un po&#8217; così, strano. Per esempio, molte volte quando io venivo a L&#8217;Avana, lui mi chiamava di pomeriggio perché andassi nel suo ufficio, non per trattare qualche tema, no. Mi diceva: rimani lì, leggi quelle riviste o qualcosa d’altro, io lavoro e dopo usciamo, ci incontreremo con una persona che è in visita a Cuba e voglio presentartelo o andiamo a casa di Chomi (José Miyar Barruecos, segretario del Consiglio di Stato in quel momento), mi trattava come un amico e così rimase per tutta la vita”.</p>
<p>“Io porto nel cuore la presenza viva del Comandante, ho per lui un affetto molto grande. Ogni volta che venivo gli portavo due regali, cioccolatini e libri di astrofisica e cosmologia —avevo già scritto un libro che era stato pubblicato su Cuba, ‘La obra de artista, una visión holística del universo’, in un&#8217;epoca della mia vita mi dedicai a studiare questi temi—ed a Fidel  piacque molto il libro, così cercavo libri su questi temi per regalarglieli e sempre lui poi commentava con me su queste cose”.</p>
<p>“Era un&#8217;amicizia molto fraterna, molto trasparente… Una volta io sentivo che avevo il dovere di fargli una critica e gli dissi: posso farti una critica? E mi rispose: non solamente hai il dovere, hai anche il diritto. Ed a partire da lì, io avevo tutta la libertà di parlare con lui qualsiasi tema per critico e duro che fosse —con il vantaggio che io sono una persona che per la mia situazione di essere un religioso, un frate, non sono diplomatico, né imprenditore, non ho ambizioni di incarichi, funzioni, occupazioni, niente, sono molto felice con la mia maniera di vivere—, ed, allora, anche questo c&#8217;avvicinava molto, perché lui mi ha dato quella libertà ed io mi sentivo molto contento di potere dirgli cose che magari altre persone avevano paura di farlo (bhè, magari lui si allontana da me, non so, cose così…) e questo non è mai successo tra noi, al contrario, credo che per questa sincerità, ci siamo avvicinati ancora di più. Ringrazio Dio per questa amicizia.”</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11708" alt="documentario" src="/files/2020/08/116698520_2725485147553468_9039987765984092575_n.jpg" width="675" height="900" /></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Díaz-Canel: Cuba non rinuncia alla sua sovranità e non accetta imposizioni dagli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Sep 2018 02:38:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

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		<description><![CDATA[Da oltre mezzo secolo Cuba si trova ad affrontare gli attacchi senza esclusione di colpi provenienti dall’ingombrante vicino del nord. Quegli Stati Uniti che vorrebbero affossare il socialismo nella ‘Mayor de las Antillas’, costi quel che costi. A tal proposito Cuba ha dovuto respingere tentativi di invasione armata, soffrire attentati e affrontare un illegale blocco economico diretto a strangolare l’economia. Nonostante tutto, però, Cuba continua a resistere ed è pronta a dialogare. Purché non sia condizionata la sovranità nazionale. Come spiegato dal presidente Miguel Díaz-Canel, ai microfoni di teleSUR intervistato da Patricia Villegas, che presiede e dirige l’emittente sudamericana. «Non accettiamo imposizioni», afferma il presidente cubano, «figuriamoci dagli Stati Uniti». ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10645" alt="Entrevista-DiazCanel" src="/files/2018/09/Entrevista-DiazCanel.jpg" width="580" height="319" />Da oltre mezzo secolo Cuba si trova ad affrontare gli attacchi senza esclusione di colpi provenienti dall’ingombrante vicino del nord. Quegli Stati Uniti che vorrebbero affossare il socialismo nella ‘Mayor de las Antillas’, costi quel che costi. A tal proposito Cuba ha dovuto respingere tentativi di invasione armata, soffrire attentati e affrontare un illegale blocco economico diretto a strangolare l’economia. </strong></p>
<p>Nonostante tutto, però, Cuba continua a resistere ed è pronta a dialogare. Purché non sia condizionata la sovranità nazionale. Come spiegato dal presidente Miguel Díaz-Canel, ai microfoni di teleSUR intervistato da Patricia Villegas, che presiede e dirige l’emittente sudamericana. «Non accettiamo imposizioni», afferma il presidente cubano, «figuriamoci dagli Stati Uniti».</p>
<p>«Se questo atteggiamento aberrante del governo degli Stati Uniti contro Cuba viene mantenuto, non ci sarà nessun dialogo».</p>
<p>Il nuovo presidente ha sottolineato che il suo governo è in perfetta continuità con i governi presieduti da Raúl e Fidel Castro, ossia «un governo del popolo, per il popolo».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Attualizzazione del modello</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proprio per questo Cuba si trova nel bel mezzo di una fase di aggiornamento del modello economico e sociale. «Siamo giunti alla conclusione che dobbiamo aggiornare il nostro modello economico e sociale nelle condizioni del blocco», spiega Díaz-Canel, aggiungendo che non vi sarà nessuna rinuncia da parte di Cuba alla propria ideologia o ai valori della Rivoluzione: «Quelli più preoccupati se sarà socialismo o comunismo, non sono i cubani, ma i detrattori dall’estero».</p>
<p>Questo avviene perché «c’è tanta saggezza nel popolo cubano, c’è tanta responsabilità nel modo in cui il popolo affronta il dibattito».</p>
<p>L’aggiornamento prevede anche l&#8217;unione tra persone dello stesso sesso. «Io sostengo che non ci debba essere nessun tipo di discriminazione», ha spiegato il presidente che al contempo ha evidenziato come questa sia la sua posizione, mentre «l’ultima parola sarà data dal mandato popolare e dalla sovranità del popolo».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Campagna internazionale contro la riforma costituzionale</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’ultima campagna di discredito e diffamazione a livello internazionale si sviluppa in relazione alla riforma costituzionale in cui è impegnata Cuba. Un processo che culminerà con un voto nel febbraio del 2019. Le forze controrivoluzionarie fanno appello al non voto, ma il presidente ha affermato che questa campagna &#8220;non risponde a un progetto di sviluppo nazionale”. L’unico obiettivo è quello di «frammentare» l’unità del popolo cubano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Un embargo che colpisce il popolo cubano</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cuba è sottoposta da oltre sessant’anni a un criminale embargo, anche conosciuto come ‘bloqueo’, che impedisce il normale sviluppo dell’isola e colpisce le condizioni di vita della popolazione.</p>
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</div>
<p>Díaz-Canel, a tal proposito, ha affermato che questo è «il principale ostacolo allo sviluppo del paese, la cosa che più colpisce la vita quotidiana di cubane e cubani, e anche la vita economica e sociale della nazione è il blocco imposto dagli Stati Uniti, una pratica brutale.</p>
<p>Il presidente ha poi affermato che i cubani vogliono vivere nelle normali condizioni di qualsiasi paese. «Non siamo una minaccia per nessuno, abbiamo una volontà e una vocazione per la giustizia sociale, per costruire un paese migliore», ma questo viene impedito proprio dal bloqueo imposto dall’impero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>«Il Venezuela resiste alla guerra non convenzionale»</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Blocco economico, minacce di invasione, sostegno al golpismo. In questa fase storica le azioni statunitensi si intensificano, proprio come contro Cuba, per rovesciare il governo socialista guidato da Maduro in Venezuela. Ma secondo Miguel Díaz-Canel, nonostante il Venezuela sia «aggredito nella più alta espressione di guerra non convenzionale», con il paese strangolato da un «blocco economico e finanziario», i venezuelani «stanno resistendo e vincendo».</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="https://youtu.be/DPteuVcXd0Y" >per vedere il video dell&#8217;intervista clikka qui</a></p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
<p>foto: Rolando Segura</p>
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		<title>Al-Assad: l&#8217;odore della Terza Guerra Mondiale si sente nell&#8217;aria</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2016 02:01:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente siriano, Bashar al-Assad, espresse che quello che sta succedendo nel Medio Oriente, provocato dagli Stati Uniti, insieme ad altri conflitti nel pianeta, precedono lo scoppio della Terza Guerra Mondiale. “Nell'aria si sente l'odore di guerra che lei (l'intervistatrice) descrive come la Terza Guerra Mondiale, ma ancora è un confronto militare diretto”, affermò al-Assad in un’intervista concessa al giornale russo Komsomolskaya Pravda.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9547" alt="Bashard-alassad" src="/files/2016/10/Bashard-alassad.jpg" width="580" height="328" />Il presidente siriano, Bashar al-Assad, espresse che quello che sta succedendo nel Medio Oriente, provocato dagli Stati Uniti, insieme ad altri conflitti nel pianeta, precedono lo scoppio della Terza Guerra Mondiale.  </strong></p>
<p>“Nell&#8217;aria si sente l&#8217;odore di guerra che lei (l&#8217;intervistatrice) descrive come la Terza Guerra Mondiale, ma ancora è un confronto militare diretto”, affermò al-Assad in un’intervista concessa al giornale russo Komsomolskaya Pravda.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Almeno 20 morti in un attacco terrorista in Siria  </span></p>
<p>Per il capo di Stato, c&#8217;è una specie di “guerra fredda in evoluzione”, provocata dall’ “Occidente e, specialmente, dagli Stati Uniti”, dato che “non hanno mai concluso la Guerra Fredda neanche dopo la scomparsa dell&#8217;Unione Sovietica.”</p>
<p>Allo stesso modo, assicurò che l&#8217;obiettivo principale del Dipartimento di Stato in Siria è mantenere il suo predominio tanto nella regione come nel mondo, a somiglianza del mondo unipolare nato dopo la caduta dello Stato sovietico.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Governo russo: soluzione in Siria richiede uno sforzo collettivo</span></p>
<p>“Per preservare l&#8217;egemonia statunitense nel mondo, non permettono che appaiano soci nel campo politico o internazionale, sia già Russia od i loro alleati in Occidente”, questa è la meta che seguono gli statunitensi, afferma Al-Assad.</p>
<p>Alla domanda sulle divergenze tra gli Stati Uniti e Russia sulla guerra che colpisce Siria, il mandatario dichiarò che è “naturale”. “I due paesi parlano linguaggi differenti”, perché sono “ideologie differenti, messe a fuoco differenti.”</p>
<p>Sommato a questo, non si sorprese che l&#8217;Isis non abbia minacciato mai Israele. Secondo lui, non c&#8217;è nessuna differenza tra lo stato sionista e “qualsiasi organizzazione come quella del Fronte Al Nusra, o dell’Isis o di un altro gruppo vincolato ad Al-Qaeda.”</p>
<p>Con informazioni di TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Presidente siriano denuncia minaccia di mercenari pagati da Israele</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2015 00:39:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“I gruppi terroristici che operano in Siria sono mercenari pagati da Israele e rappresentano una minaccia maggiore che gli attacchi aerei ordinati da Tel Aviv”, ha affermato il presidente siriano, Bashar al-Assad. In un'intervista concessa alla rete televisiva libanese al-Manar, al-Assad ha insistito che i veri strumenti che Israele utilizza contro Damasco (le bande estremiste armate, come l’Isis), sono più pericolose dei recenti attacchi aerei eseguiti dall'aviazione sionista contro la città di Quneitra e nelle Alture del Golan occupato.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8870" alt="" src="/files/2015/08/entrevistaBashar.jpg" width="620" height="330" />“I gruppi terroristici che operano in Siria sono mercenari pagati da Israele e rappresentano una minaccia maggiore che gli attacchi aerei ordinati da Tel Aviv”, ha affermato il presidente siriano, Bashar al-Assad.   </strong></p>
<p>In un&#8217;intervista concessa alla rete televisiva libanese al-Manar, al-Assad ha insistito che i veri strumenti che Israele utilizza contro Damasco (le bande estremiste armate, come l’Isis), sono più pericolose dei recenti attacchi aerei eseguiti dall&#8217;aviazione sionista contro la città di Quneitra e nelle Alture del Golan occupato.</p>
<p>Al-Assad sottolineò che l&#8217;esercito siriano non risponderà per il momento ai recenti attacchi israeliani, ma sì combatterà i gruppi jihadisti armati e finanziati da Tel Aviv, che qualificò come mercenari.</p>
<p>Se vogliamo fermare Israele, prima dobbiamo trattare coi suoi agenti dentro Siria, enfatizzò il presidente.</p>
<p>Le tensioni si incrementarono dopo che aeroplani non pilotati sionisti attaccarono territorio siriano il giorno 21 agosto, provocando la morte di cinque civili, mentre un elicottero sparò vari missili contro gli edifici del Governo e la Direzione dei Trasporti, causando seri danni materiali nelle sue strutture.</p>
<p>Due giorni dopo, un aeroplano di combattimento israeliano non equipaggiato (drone) è stato abbattuto dalla difesa antiaerea sulla città di Quneitra, a 67 chilometri al sudovest di Damasco, dopo avere violato lo spazio aereo siriano.</p>
<p>Quasi 24 ore più tardi, le unità della difesa antiaerea spararono contro un caccia della forza area di Israele che penetrò nel territorio di Quneitra, obbligandolo a ritornare in territorio israeliano.</p>
<p>Il passato 18 agosto, il sito digitale statunitense South Front, lasciò intravedere che Israele si prepara per invadere le Alture del Golan siriane (occupati illegalmente dal 1967) ed altre zone del sud di questo paese arabo.</p>
<p>Secondo South Front, alcuni giorni fa l&#8217;esercito sionista spiegò estese manovre militari che inclusero una simulata invasione terrestre nel territorio siriano, per contrastare supposti attacchi della milizia libanese (Hizbolah).</p>
<p>Il sito digitale nordamericano spiega che, secondo gli esperti, l&#8217;esercito israeliano lancerebbe un&#8217;operazione terrestre per neutralizzare i recenti risultati delle forze siriane nella loro lotta contro le bande terroristiche che contano con l&#8217;appoggio del regime di Tel Aviv.</p>
<p>Secondo gli analisti, questi attacchi provenienti da Israele, sono diretti ad appoggiare le organizzazioni terroristiche armate e tentare di rialzare il loro basso morale combattivo.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Negli Stati Uniti non governa Obama, assicura Evo Morales</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2014/09/23/negli-stati-uniti-non-governa-obama-assicura-evo-morales/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2014 23:26:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
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		<category><![CDATA[Evo Morales]]></category>
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		<description><![CDATA[Il presidente boliviano, Evo Morales, ha qualificato la recente conferenza indigena dell'ONU come “un avanzamento molto importante, non per Bolivia, bensì per gli abitanti del pianeta Terra”, durante la sua intervista con la giornalista Eva Golinger in un'edizione speciale di “Dietro la notizia”, un programma della rete televisiva Rusia Today. Morales ha ricordato che fino al 1950 in Bolivia gli indigeni, come le donne, non avevano diritto al voto. “Ci dicevano che il movimento indigeno era analfabeta, non pagava imposte, pertanto erano considerati come ignoranti e non avevamo diritto a partecipare alle elezioni.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8122" alt="" src="/files/2014/09/entrevista-de-Rusia-Today-a-Evo-Morales.jpeg" width="580" height="330" />Il presidente boliviano, Evo Morales, ha qualificato la recente conferenza indigena dell&#8217;ONU come “un avanzamento molto importante, non per Bolivia, bensì per gli abitanti del pianeta Terra”, durante la sua intervista con la giornalista Eva Golinger in un&#8217;edizione speciale di “Dietro la notizia”, un programma della rete televisiva Rusia Today.</strong></p>
<p>Morales ha ricordato che fino al 1950 in Bolivia gli indigeni, come le donne, non avevano diritto al voto. “Ci dicevano che il movimento indigeno era analfabeta, non pagava imposte, pertanto erano considerati come ignoranti e non avevamo diritto a partecipare alle elezioni.”</p>
<p>Riferendosi alle proteste che hanno avuto luogo il fine settimana in Wall Street contro il cambiamento climatico e contro il capitalismo, il mandatario ha assicurato: “Io continuo convinto. Le nostre nazioni non possono essere governate da banchieri né da multinazionali. È il gran problema che hanno certe nazioni. Qui, negli USA, non governa il presidente Obama, qui governa il sistema capitalista.”</p>
<p>“La nostra esperienza è che prima decidevano i gringos, ora decidiamo noi gli indigeni”. “Questa è la profonda differenza che abbiamo coi paesi del sistema capitalista”, ha affermato Morales.</p>
<p>Golinger ha consultato il Presidente sull&#8217;impatto che avrebbe la possibile entrata del Venezuela nel Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU.</p>
<p>“Non credo nel Consiglio di Sicurezza, per me continua ad essere un ‘consiglio di insicurezza &#8216; per l&#8217;umanità. Continua ad essere uno strumento dell&#8217;organismo delle Nazioni Unite (…) che agisce sotto le decisioni dell&#8217;imperialismo e del capitalismo, senza prendere in considerazione le deliberazioni delle Nazioni Unite.”</p>
<p>Il Presidente, riconosciuto promotore della difesa dei popoli originari, è stata la voce del Gruppo dei 77 più Cina nel riferito forum, ed ha rappresentato anche gli otto membri del Trattato di Cooperazione Amazzonica, i popoli originari ed i parlamentari indigeni dell&#8217;America Latina.</p>
<p>preso da VTV</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=jBrypGGRtPg" title="Dietro la Notizia con Evo Morales" >Dietro la Notizia con Evo Morales</a></p>
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		<title>Snowden alla NBC, prima intervista ad un mezzo di comunicazione degli USA</title>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2014 23:49:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Edward Snowden]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
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		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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		<description><![CDATA[L'ex agente della CIA, Edward Snowden, ha offerto un'intervista ad un mezzo di comunicazione del suo paese. Il colloquio concesso al giornalista Brian Williams, sarà presentato il prossimo mercoledì 28 maggio in orario notturno, attraverso il programma Nightly News, che trasmette la catena NBC negli Stati Uniti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7859" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7859" alt="Edward Snowden" src="/files/2014/05/Edward-Snowden.jpg" width="580" height="290" /><p class="wp-caption-text">Edward Snowden</p></div>
<p><strong>L&#8217;ex agente della CIA, Edward Snowden, ha offerto un&#8217;intervista ad un mezzo di comunicazione del suo paese.  </strong></p>
<p>Il colloquio concesso al giornalista Brian Williams, sarà presentato il prossimo mercoledì 28 maggio in orario notturno, attraverso il programma Nightly News, che trasmette la catena NBC negli Stati Uniti.</p>
<p>Così l’ha confermato questo giovedì il mezzo di comunicazione che non ha anticipato maggiori dettagli sull’intervista a colui che si è trasformato in notizia a livello mondiale, per avere rivelato i piani di spionaggio che promuovevano gli Stati Uniti contro vari paesi e governi del mondo.</p>
<p>Nel suo passaggio per Mosca, il professionista della comunicazione ha intervistato il giornalista e scrittore Glenn Greenwald, conosciuto per essere la prima persona a chi Snowden ha consegnato i documenti classificati di spionaggio affinché fossero pubblicati a scala mondiale.</p>
<p>Attualmente, Edward Snowden rimane rifugiato in Russia dopo essere stato espulso dal suo paese per avere rivelato le azioni di spionaggio del Governo degli Stati Uniti a varie nazioni ed a capi di Stati del mondo.</p>
<p>D’accordo col suo avvocato, Jesselyn Radack, il suo asilo politico in Russia culminerà alla fine di giugno, e “si aspetta sia rinnovato prima che scada questa estate, abbiamo buone aspettative”, ha sottolineato il professionista del diritto.</p>
<p>preso da Telesur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Assange ha assicurato di essere un perseguito politico degli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Aug 2012 21:44:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[asilo politico]]></category>
		<category><![CDATA[Ecuador]]></category>
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		<category><![CDATA[Julian Assange]]></category>
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		<description><![CDATA[“Non mi sento utilizzato in nessun modo dall'Ecuador per fini politici, come dicono alcuni, sono un perseguito politico degli Stati Uniti ed i loro alleati, questo è un fatto riconosciuto”, affermò il giornalista australiano in un’intervista offerta alla rete televisiva multinazionale TeleSur, nella sede dell'Ambasciata ecuadoriana a Londra.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5557" src="/files/2012/08/assange-telesur.jpg" alt="" width="300" height="193" />Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, ringraziò per la solidarietà latinoamericana che ha appoggiato la decisione dell&#8217;Ecuador di dargli ospitalità ed assicurò di essere oggi un perseguito politico degli Stati Uniti. </strong></p>
<p>“Non mi sento utilizzato in nessun modo dall&#8217;Ecuador per fini politici, come dicono alcuni, sono un perseguito politico degli Stati Uniti ed i loro alleati, questo è un fatto riconosciuto”, affermò il giornalista australiano in un’intervista offerta alla rete televisiva multinazionale TeleSur, nella sede dell&#8217;Ambasciata ecuadoriana a Londra.</p>
<p>A suo giudizio, l&#8217;Ecuador ha agito correttamente dimostrando i suoi valori in questo caso, non solo nel concedermi l&#8217;asilo, ma anche per andare più in là e difendere i miei diritti.</p>
<p>Indicò che sapeva “che avevo molti latinoamericani a mio favore, è stata una sorpresa piacevole; molti in America Latina si sono manifestati per appoggiarmi, penso che è molto importante questa solidarietà latinoamericana sul tema”.</p>
<p>Sottolineò che “questo non avrebbe potuto succedere 10 anni fa, penso che riflette una forza crescente dell&#8217;integrazione dell&#8217;America Latina, una difesa mutua di valori condivisi”.</p>
<p>Il fondatore dell&#8217;organizzazione che ha rivelato nel suo portale digitale migliaia di informazioni confidenziali degli Stati Uniti assicurò che c&#8217;è un&#8217;investigazione in corso in questo paese, che include gli appartenenti di WikiLeaks, che non ha paragone in quanto a scala e natura.</p>
<p>“Se vai contro la volontà degli Stati Uniti, allora qualcosa di orribile ti succederà”, condannò.</p>
<p>In quanto alle accuse per persecuzione sessuale fatte contro di lui in Svezia, spiegò che si tratta di una manipolazione vergognosa e che le autorità svedesi hanno ricusato accettare una sua dichiarazione scritta sotto giuramento.</p>
<p>Interrogato circa se considerava che le azioni svedesi sono condite con le politiche degli Stati Uniti in relazione con personaggi non amichevoli, come potrebbe essere il suo caso, il comunicatore precisò che la Svezia è cambiata molto e non è oramai neutrale.</p>
<p>Come prove menzionò che le forze di questa nazione si trovano sotto il comando degli Stati Uniti in Afghanistan, la Svezia ha avuto un ruolo importante in Libia nei bombardamenti ed è il maggiore fabbricante di armi pro capite del mondo.</p>
<p>Assange spiegò che WikiLeaks è il nome di una pubblicazione e dietro di lei c&#8217;è un&#8217;organizzazione, con la sua struttura, e rispetto al materiale, “pubblichiamo sempre la verità ed analizziamo sempre quello che pubblichiamo”.</p>
<p>L&#8217;anno scorso abbiamo divulgato più di un milione di documenti di differenti paesi, ma non abbiamo comprato mai né venduto un’informazione, non l&#8217;abbiamo fatto per ragioni legali o politiche, rivelò.</p>
<p>Davanti all&#8217;accusa degli Stati Uniti che i documenti pubblicati mettono in pericolo la vita delle persone, assicurò che WikiLeaks non ha ferito nessuno con le sue pubblicazioni, al contrario, gli stessi archivi di questo paese mettono in evidenza che loro sono il macchinario che ha irrigato sangue in Afghanistan e le forze armate statunitensi hanno assassinato lì migliaia di persone.</p>
<p>Denunciò l&#8217;aspetto oscuro di Internet, come il caso di Google, amministrato dagli Stati Uniti ed la cui informazione è immagazzinata ed intercettata dal Consiglio Nazionale di Sicurezza di questo paese, analizzata e spiata.</p>
<p>Lo spionaggio di massa va in direzione di una valanga di totalitarismo multinazionale che si sta muovendo verso Occidente, oltre gli Stati Uniti, ha affermato Assange.</p>
<p>Davanti a questo contesto, delimitò che la fratellanza dell&#8217;America Latina è sufficiente per resistere a tutto ciò, ma come individui singoli è difficile resistere.</p>
<p>In quanto all&#8217;impatto delle rivelazioni fatte da WikiLeaks, il suo creatore ha riferito che “è tanto tremendo che rende insignificante quello che mi sta succedendo e questo vale perfino le nostre vite, è la maniera di lottare per i valori in cui uno crede”.</p>
<p>Inoltre, considerò che la situazione in cui si trova potrà risolversi nel termine di sei mesi o magari in più tempo, per la via della diplomazia o per un avvenimento inusuale nel mondo, che non possiamo predire, come una guerra con l&#8217;Iran, le elezioni negli Stati Uniti o l&#8217;abbandono del caso da parte del governo svedese.</p>
<p>Anticipò che quando verrà fuori da tutto ciò, “i miei piani sono continuare a lottare”.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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