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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Intervento militare</title>
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		<title>Venezuela: la farsa degli aiuti umanitari come pretesto per l&#8217;intervento militare</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Feb 2019 03:42:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo qualche malizioso prevenuto a Donald Trump non interessa un tubo del popolo venezolano ma il circo mediatico che si sta allestendo alla frontiera con la Colombia sembrerebbe piuttosto destinato a fornire un viatico a un disastroso intervento militare, secondo il modello già sperimentato in Iraq e Libia. Si tratta ovviamente dei soliti faziosi ed antidemocratici i quali, non contenti di avere condotto allo sbando e alla fame uno Stato un tempo prospero,vorrebbero negare allo zio Sam il suo sacrosanto diritto di invadere le sue colonie od ex-colonie situate nel cortile di casa. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10853" alt="navi-war" src="/files/2019/02/navi-war.jpg" width="580" height="290" />Secondo qualche malizioso prevenuto a Donald Trump non interessa un tubo del popolo venezolano ma il circo mediatico che si sta allestendo alla frontiera con la Colombia sembrerebbe piuttosto destinato a fornire un viatico a un disastroso intervento militare, secondo il modello già sperimentato in Iraq e Libia. Si tratta ovviamente dei soliti faziosi ed antidemocratici i quali, non contenti di avere condotto allo sbando e alla fame uno Stato un tempo prospero,vorrebbero negare allo zio Sam il suo sacrosanto diritto di invadere le sue colonie od ex-colonie situate nel cortile di casa.</strong></p>
<p>Si tratta ovviamente di una fake-news. Tutti sanno che Guaidò è l&#8217;autentico leader del popolo venezolano e non un ragazzotto fascistoide allevato dalla Cia e proclamato da Trump e, sulla sua scia, da alcuni Stati latino-americani ed europei, presidente del Venezuela al posto di Maduro, le cui elezioni, svoltesi nel maggio passato, non vanno bene per il semplice motivo che lo stesso Maduro non offre alcuna garanzia agli Stati Uniti e alla Exxon Mobil di continuare a sfruttare indisturbati le ricchissime risorse venezolane in termini di petrolio, coltan, oro e molto altro. Meglio un pollo di allevamento come Guaidò, e gli Stati Uniti, come ha dichiarato senza mezzi termini Bolton, potranno finalmente rimettere le mani sulle principali riserve di petrolio del mondo e su molte altre ricchezze.</p>
<p>Appare invero strano che le grandi risorse messe in campo dagli Stati Uniti per il &#8220;soccorso umanitario&#8221; siano pari a una piccola parte di quanto ogni giorno lo Stato venezolano eroga al suo popolo mediante il servizio di distribuzione di alimenti CLAP. Che solo i compensi attribuiti ai musicisti che si sono prestati al concerto organizzato dal britannico Richard Branson in appoggio all&#8217;intervento siano pari a 70 milioni di dollari, ovvero più del triplo della somma (20 milioni di dollari) cui ammonterebbero gli aiuti. Che la Croce rossa internazionale abbia smentito che si tratti di aiuti umanitari nel senso proprio del termine, dato il loro carattere strumentale.<br />
Che in queste ore il governo spagnolo, grande sostenitore di Guaidò, abbia sequestrato sul suo territorio 590 chili di medicinali per malattie croniche in provenienza dall&#8217;Iran destinati al Venezuela. Le umanitarie potenze occidentali con una mano soffocano e affamano il popolo venezolano, con l&#8217;altra elargiscono generosamente qualche briciola di aiuti umanitari per ottenere la copertura a un intervento militare condotto con grande dispiego di mezzi bellici e con il prevedibile risultato di un numero indeterminato di vittime.</p>
<p>La marionetta statunitense Guaidò ha dichiarato che il sangue versato domani in Venezuela costituisce un &#8220;investimento per il futuro&#8221;. Questo significa che non tanto lui quanto i suoi padroni e manovratori hanno messo in conto che molto sangue sarà sparso.</p>
<p>In queste ore gli Stati Uniti e i loro alleati stanno ammassando truppe e strumenti di morte al confine. Una nuova tappa dei crimini imperiali che si sta purtroppo portando a termine senza che la comunità internazionale e, meno che mai, l’Europa, complice fino in fondo di Trump nonostante qualche tardiva dissociazione della Mogherini, abbia saputo opporre, alla follia delle armi, la forza della pace e del dialogo.</p>
<p>L’unica speranza è che l’eroica resistenza del popolo venezolano fermi l’aggressione criminale e restituisca la parola ai negoziati e al dialogo. Ma purtroppo gli Stati Uniti hanno capito che quest’ultimo terreno, come pure quello della democrazia, elettorale o di altro genere, è loro chiaramente sfavorevole e per questo stanno operando consapevolmente e lucidamente per la guerra. Oggi Stranamore Trump, che lacera la democrazia e lo Stato di diritto sul piano interno statunitense come su quello internazionale, può essere ricondotto alla ragione e sconfitto solo dalla mobilitazione dei popoli, in aperto contrasto con la colpevole complicità dei governi occidentali, con la parziale eccezione di quello italiano.</p>
<p>di Fabio Marcelli</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Assessore governativo degli USA: aggressione contro Venezuela considererà azioni economiche, diplomatiche e militari</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Aug 2017 01:27:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo degli Stati Uniti non scarta l'invasione militare, tale e come l'annunciò il suo presidente, Donald Trump, come parte della sua campagna di aggressione contro Venezuela. Tra le altre azioni, persistono le sanzioni economiche e diplomatiche, secondo quanto ha confermato questo venerdì l'assessore di Sicurezza Nazionale americano, H. R. McMaster. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10147" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10147" alt="McMaster" src="/files/2017/08/McMaster-580x387.jpg" width="580" height="387" /><p class="wp-caption-text">McMaster</p></div>
<p><strong>Il governo degli Stati Uniti non scarta l&#8217;invasione militare, tale e come l&#8217;annunciò il suo presidente, Donald Trump, come parte della sua campagna di aggressione contro Venezuela. Tra le altre azioni, persistono le sanzioni economiche e diplomatiche, secondo quanto ha confermato questo venerdì l&#8217;assessore di Sicurezza Nazionale americano, H. R. McMaster.  </strong></p>
<p>“In realtà, non esiste un&#8217;opzione militare o un&#8217;opzione diplomatica, la prima non esclude la seconda e viceversa. Tentiamo di integrare insieme tutti questi elementi”, precisò McMaster in una conferenza stampa nella Casa Bianca, trasmessa da TeleSur.</p>
<p>“Restaurare l&#8217;ordine democratico” nel paese, è l&#8217;obiettivo di questa ingerenza, perché secondo i funzionari statunitensi, il presidente Nicolas Maduro dirige “una dittatura”. Questo, nonostante la convocazione delle elezioni regionali per il mese di ottobre e le presidenziali per il prossimo anno, fatta dalla Rivoluzione Bolivariana.</p>
<p>McMaster aggregò che gli USA devono stare “meglio allineati” coi paesi dell&#8217;America Latina “rispetto alla situazione del Venezuela” e delimitò che le future decisioni che prenderanno alla Casa Bianca saranno “in consenso con la regione.”</p>
<p>Col fine di isolare Venezuela, il vicepresidente statunitense, Mike Pence, ha fatto un viaggio, recentemente, in Colombia, in Argentina, in Cile ed in Panama (tutti con governanti di destra e molto vicini all&#8217;amministrazione imperiale). Tuttavia, non ha ricevuto l&#8217;appoggio esplicito di queste nazioni per un intervento militare contro il popolo del paese sudamericano.</p>
<p>Mentre, Steven Mnuchin, segretario del Tesoro e principale promotore delle sanzioni economiche, segnalò che queste misure finanziarie “sono il passo seguente verso la libertà del popolo venezuelano.”</p>
<p>Un&#8217;altra volta, il governo della maggiore potenza del mondo pretende di imporre sanzioni extraterritoriali contro i governi democratici progressisti dei paesi che non seguono “la sua linea politica.”</p>
<p>Inoltre, il presidente Donald Trump firmò, questo venerdì, un nuovo ordine esecutivo nel quale proibisce gli acquisti da parte di cittadini statunitensi di titoli di debito e di buoni allo stato venezuelano ed a Petroli del Venezuela (Pdvsa), principale azienda del paese ed amministratrice della principale riserva di greggio del pianeta.</p>
<p>Con questa misura il Governo di Trump compie la minaccia che aveva fatto in luglio scorso di applicare “forti e rapide” sanzioni economiche se si approvava nel paese l&#8217;Assemblea Nazionale Costituente.</p>
<p>con informazioni di AVN</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: NBC</p>
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		<title>Venezuela respinge ingerenza del capo del Comando Sud degli USA</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Apr 2017 01:39:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Governo del Venezuela respinse oggi le dichiarazioni dell'ammiraglio Kurt Tidd, capo del Comando Sud degli Stati Uniti, che assicurò che la supposta crisi umanitaria della nazione sud-americana può esigere una soluzione a livello regionale. “Protestiamo categoricamente per i concetti emessi da Tidd che prefigurano un'aggressione al Venezuela, alla difesa della falsa dottrina di sicurezza collettiva della regione”, dichiara un comunicato divulgato dal Ministero di Relazioni Estere.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9349" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9349" alt="Delcy Rodriguez, Ministra delle Relazioni Estere" src="/files/2016/06/delcy-rodriguez-en-la-oea.jpg" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Delcy Rodriguez, Ministra delle Relazioni Estere</p></div>
<p>Il Governo del Venezuela respinse oggi le dichiarazioni dell&#8217;ammiraglio Kurt Tidd, capo del Comando Sud degli Stati Uniti, che assicurò che la supposta crisi umanitaria della nazione sud-americana può esigere una soluzione a livello regionale.</p>
<p>“Protestiamo categoricamente per i concetti emessi da Tidd che prefigurano un&#8217;aggressione al Venezuela, alla difesa della falsa dottrina di sicurezza collettiva della regione”, dichiara un comunicato divulgato dal Ministero di Relazioni Estere.</p>
<p>“Questa affermazione è parte del complotto interventista del gruppo di governi che perseguono e tormentano Venezuela mediante la costruzione di menzogne, accompagnate da operazioni mediatiche e frodi processuali nella cornice dell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (OSA)”, aggrega il testo.</p>
<p>La comunicazione segnala che “la dichiarazione ostile di Tidd è compresa nel copione che sono venuti ripetendo i portavoci ed esecutori regionali del piano di intervento contro Venezuela, per giustificare le loro avide pretese sulle nostre risorse, minacciando gravemente la pace della nostra Patria”.</p>
<p>“Come ha fatto il suo predecessore, il generale John Kelly, alla fine del 2015, questo alto ufficiale emette opinioni capziose sulla situazione politica, economica e sociale del Venezuela”, afferma la dichiarazione.</p>
<p>“Senza dubbio”, sottolinea,“fanno parte del ben conosciuto copione di intromissione e provocazione per giustificare, allegando ragioni umanitarie e mediante il sotterfugio della risposta a livello regionale, un futuro intervento bellico nel nostro territorio, il cui obiettivo reale non è un altro che il rovesciamento del governo legittimamente costituito”.</p>
<p>Inoltre, sottolinea che queste dichiarazioni sono state fatte mentre si esegue un feroce assalto internazionale contro Venezuela nell&#8217;OSA, “per cui non ci sono dubbi che fanno parte dello stesso piano oscuro di dominazione che viene sviluppandosi contro il nostro popolo”.</p>
<p>“Allertiamo alla comunità internazionale che è in funzione un piano per distruggere la sovranità e l’integrità territoriale del Venezuela, contravvenendo la Carta delle Nazioni Unite ed i suoi principi e propositi”, indica il comunicato.</p>
<p>“Venezuela ripudia questo nuovo atto di ingerenza, contrario al principio di autodeterminazione dei popoli, e ratifica l&#8217;irriducibile compromesso delle Istituzioni della Repubblica Bolivariana per difendere la libertà, la sovranità e l&#8217;indipendenza della Nazione, come parte del lascito storico dei nostri liberatori”, conclude la dichiarazione.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Mettono in allerta in Uruguay sulle conseguenze di un intervento militare in Venezuela</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Apr 2017 00:53:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente della Commissione dei Temi Internazionali del Fronte Ampio dell'Uruguay, Josè Bayardi, ha fatto notare oggi che un intervento militare straniero in Venezuela destabilizzerebbe l'America Latina e recriminò il ruolo giocato dall'OSA dalla sua fondazione. Qualunque problema di guerra civile o intervento in Venezuela finirà pregiudicando tutta la regione latinoamericana e quello che pensi il contrario, non ha la più pallida idea dello scenario che si sta sviluppando, segnalò in un’intervista con una radio locale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9862" alt="Bayardi" src="/files/2017/04/Bayardi.jpg" width="580" height="387" />Il presidente della Commissione dei Temi Internazionali del Fronte Ampio dell&#8217;Uruguay, Josè Bayardi, ha fatto notare oggi che un intervento militare straniero in Venezuela destabilizzerebbe l&#8217;America Latina e recriminò il ruolo giocato dall&#8217;OSA dalla sua fondazione.  </strong></p>
<p>Qualunque problema di guerra civile o intervento in Venezuela finirà pregiudicando tutta la regione latinoamericana e quello che pensi il contrario, non ha la più pallida idea dello scenario che si sta sviluppando, segnalò in un’intervista con una radio locale.</p>
<p>Se questo non si evita, sottolineò Bayardi, non solo sarà un problema per Caracas perché “basta alzare un pochino la mira” e dare un&#8217;occhiata verso altre aree, come la guerra civile in Siria, che rimbalza in maniera molto importante in tutta la regione del Medio Oriente, compresa Europa, delimitò.</p>
<p>L&#8217;ex candidato alla presidenza del gruppo di sinistra disse di essere d’accordo con la politica del suo governo di insistere nel dialogo, perché bisogna evitare una guerra civile, e “questo è il fondo del problema sul quale bisogna lavorare”, accentuò.</p>
<p>Da 1948 non c&#8217;è stata, fino ad ora, una decisione dell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani che vada contro gli interessi degli Stati Uniti, rimarcò.</p>
<p>L&#8217;ex ministro uruguaiano della Difesa segnalò che dopo gli ultimi 15 anni di una maggiore stabilità istituzionale e politica della regione, l&#8217;OSA ha di nuovo guadagnato protagonismo, e si dedica, come durante tutta la sua storia, a realizzare azioni che l&#8217;ha delegittimano del suo ruolo.</p>
<p>Dopo anni di stabilità politica e ricerca di consensi per la via istituzionale, stimò, la regione ha continuato a cambiare verso un maggiore livello di scontri dal punto di vista generale.</p>
<p>Secondo il dirigente politico del Fronte Ampio, l&#8217;Unione delle Nazioni Sud-americane ha perso “presenza politica”, fatto che considerò negativo per ciò che implica per la sovranità latinoamericana.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Spagna si rende di nuovo ridicola per la sua maniaca sottomissione agli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Sep 2013 22:08:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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		<description><![CDATA[Un'altra volta il regime conservatore del Partito Popolare (PP) che governa oggi la Spagna, simile a quello dell'ex presidente e “palanganero” Josè Maria Aznar, si rende ridicolo per la sua mania o malattia endemica di inginocchiarsi davanti agli Stati Uniti, dopo le pressioni di Washington affinché si immischi in un'altra eventuale invasione militare, questa volta, contro Siria.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img src="/files/2013/09/elpidiovaldes-580x244.jpg" alt="" class="alignnone size-full wp-image-7022" width="320" height="135">Un&#8217;altra volta il regime conservatore del Partito Popolare (PP) che governa oggi la Spagna, simile a quello dell&#8217;ex presidente e “palanganero” Josè Maria Aznar, si rende ridicolo per la sua mania o malattia endemica di inginocchiarsi davanti agli Stati Uniti, dopo le pressioni di Washington affinché si immischi in un&#8217;altra eventuale invasione militare, questa volta, contro Siria.&nbsp; </strong></p>
<p>Il governo attuale del mandatario Mariano Rajoy, anche del PP e “cugino” del guerrafondaio Aznar, ha annunciato che accompagnerà i suoi padroni nordamericani con una fregata nella presunta invasione che prepara l&#8217;amministrazione di Barack Obama contro Damasco.&nbsp; </p>
<p>Fino a poche ore fa, Rajoy aveva preferito fare silenzio sulla possibile partecipazione della Spagna nella nuova guerra da predatore “made in Usa”, ma le imposizioni ricevute dalla Casa Bianca e la sua debolezza di carattere lo hanno portato ad abbassare la testa davanti ai suoi conosciuti padroni.&nbsp; </p>
<p>Naturalmente, una fregata della nazione iberica è un bocconcino per l&#8217;esercito siriano che si prepara per rispondere agli interventisti, e conta niente meno che con 8.000 militari disposti a trasformarsi in kamikaze.&nbsp; </p>
<p>Sarebbe bene sapere dove sarà collocata la fregata spagnola, perché se è nell&#8217;avanguardia dell&#8217;aggressione, e non nella retroguardia, il suo equipaggio ritornerà in Spagna dentro le bare, fatto che provocherebbe un altro problema in più al gabinetto ultraconservatore di Rajoy, che sta affrontando una crisi economica e sociale senza precedenti nella sua storia e scandalosi fatti di corruzione.&nbsp; </p>
<p>L&#8217;ex presidente Aznar, battezzato anni fa come “palanganero” degli Stati Uniti per essere il più grande buffone dell&#8217;ex inquilino della Casa Bianca George W. Bush, ha fatto simili cose quando ha implicato Spagna nell&#8217;intervento castrense contro l&#8217;Iraq.&nbsp; </p>
<p>La determinazione dell&#8217;ex governante di Madrid aveva provocato una gran mobilitazione popolare in tutta la nazione iberica contro quella guerra, ed ha provocato che il PP fosse detronizzato dal potere dopo la celebrazione delle elezioni generali.&nbsp; </p>
<p>In questo momento, ricordo alcuni simpatici cartoni animati cubani chiamati Elpidio Valdes che narrano in maniera burlesca le azioni militari dirette dall&#8217;esercito spagnolo contro i mambises cubani che lottavano per la loro indipendenza dalla Spagna nel secolo XIX.&nbsp; </p>
<p>In uno dei suoi capitoli, Valdes, un mambì cubano, riesce con la sua truppa indipendentista a distruggere precisamente una fregata spagnola con lo sparo di un semplice siluro. Non sarebbe male che i dirigenti conservatori di Madrid imparassero un po&#8217; di storia, che si ricordassero qualcosa, o semplicemente vedessero i simpatici animati di Elpidio Valdes.&nbsp; </p>
<p>di Patrizio Montesinos&nbsp; </p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Il metodo&#8221;libico&#8221; grave minaccia per l&#8217;America Latina</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/opinioni/2011/09/18/il-metodolibico-grave-minaccia-per-lamerica-latina/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 17:22:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Intervento militare]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la formula utilizzata nell'aggressione contro la Libia dalla Nato si cerca di configurare un nuovo modello, applicabile ad altri paesi con alcune varianti. La questione fondamentale è ora la grave minaccia di ripetizione di questo ingannevole ed ambiguo schema in altri paesi con risorse d'interesse strategico per Washington e i suoi alleati o intollerabili posizioni politiche indipendenti, come quelle di alcuni in America Latina e nei Caraibi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Ángel Guerra Cabrera </strong></p>
<p>Tradotto da<span> <strong> Alba Canelli</strong></span></p>
<p><span><strong>(Tlaxcala)</strong></span></p>
<p><span></p>
<div id="attachment_1785" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-1785" src="/files/2011/09/alerta.jpg" alt="Nei primi di gennaio del 1961 si evidenziava un'imminente intervento militare degli Stati Uniti contro Cuba. Fu annunciato, dal 31 dicembre 1960, lo &quot;Stato di Allerta Combattiva in tutta la Nazione&quot;." width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Nei primi di gennaio del 1961 si evidenziava un&#039;imminente intervento militare degli Stati Uniti contro Cuba. Fu annunciato, dal 31 dicembre 1960, lo &quot;Stato di Allerta Combattiva in tutta la Nazione&quot;.</p></div>
<p>Con la formula utilizzata nell&#8217;aggressione  contro la Libia dalla Nato si cerca di configurare un nuovo modello,  applicabile ad altri paesi con alcune varianti. Come affermato da Ben  Rhodes, vice presidente del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati  Uniti in un&#8217;intervista a <em>Foreign Affairs</em>, il  &#8220;metodo&#8221;  utilizzato dall&#8217;amministrazione Obama nel paese nordafricano è &#8220;più  efficace&#8221; rispetto al dispiegamento di truppe attuato da Bush in Iraq e  in Afghanistan. Bisognerebbe aggiungere che è seguito dall&#8217;attuale  inquilino della Casa Bianca, e superato nel secondo paese, ma non ci  dobbiamo distrarre.  La questione fondamentale è ora la grave minaccia  di ripetizione di questo ingannevole ed ambiguo schema in altri paesi  con risorse d&#8217;interesse strategico per Washington e i suoi alleati o  intollerabili posizioni politiche indipendente, come quelle di alcuni in  America Latina e nei Caraibi.</p>
<p>Rhodes, un cognome certamente di lignaggio colonialista come ce ne sono pochi, dice: <em>&#8220;Il  fatto è che la marcia dei libici a Tripoli, non solo fornisce una base  di legittimità, ma anche un contrasto con la situazione in cui un  governo straniero è occupante&#8221;</em>. Secondo Rhodes Obama &#8220;ha  sottolineato&#8221; fin dall&#8217;inizio dell&#8217;intervento in Libia due principi. In  primo luogo, era molto più &#8220;legittimo ed efficace&#8221; per il &#8220;cambio di  regime&#8221; che fosse perseguito da un movimento &#8220;autoctono&#8221; e non gli Stati  Uniti.</p>
<p>In secondo luogo, porre l&#8217;accento sulla &#8220;ripartizione degli oneri&#8221; e  ricevere un &#8220;significativo&#8221; contributo a livello internazionale  piuttosto che sopportare il peso dello &#8220;sforzo&#8221;. Cosicché la <em>no-fly zone</em> &#8220;per proteggere la popolazione&#8221; &#8211; reclamata insistentemente da Obama,  Sarkozy e Cameron per ottenere l&#8217;approvazione della risoluzione 1973 del  Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite &#8211; era una palese bugia  perchè il vero obiettivo, confessa Rhodes, era il cambio di regime.  Certo, era necessaria molta ingenuità per credere a quello della  &#8220;protezione della popolazione&#8221;, ma Russia e Cina, con discutibile  prospettiva strategica, optarono per una negligente astensione. Senza  contare i clacson dei disoccupati, non sono mancati intellettuali e  analisti imprudenti che hanno portato acqua al mulino dell&#8217;aggressione  con sermoni sospesi nel vuoto per minimizzare il principio di non  intervento.</p>
<p>Una volta in atto la risoluzione all&#8217;esclusivo e selezionato club che  controlla l&#8217;ONU, la NATO l&#8217;ha ridotta in cenere al punto di uccidere  civili e distruggere gran parte delle infrastrutture della Libia con  bombardamenti non autorizzati da questa, sempre in funzione di radere al  suolo i luoghi da dove doveva avanzare la banda di Bengasi. E&#8217; ovvio  che si pensa alla &#8220;ricostruzione&#8221; da parte compagnie di paesi  appartenenti all&#8217;alleanza che non ricostruiscono nulla ma guadagnano  molti soldi.</p>
<p>Non contenta di questo, ha grossolanamente violato un divieto  esplicito della risoluzione di addestrare ed armare i ribelli e lanciare  una guerra mediatica e di forze militari terrestri di Stati Uniti,  Francia, Inghilterra, e le controrivoluzionarie monarchie del Consiglio  di Cooperazione del Golfo e giordana. In breve, quello che si presumeva  essere lo scopo di proteggere la popolazione libica è diventato un  intervento militare straniero di considerevole grandezza contro la  stessa popolazione. Naturalmente, presentato mediante trucchi e  detestabili montaggi mediatici, come un&#8217;idilliaca  prodezza  degl&#8217;idealisti &#8220;ribelli&#8221; libici. A peggiorare le cose, la forza che ha  occupato Tripoli non è costituita dall&#8217;anarchica e avventurosa truppa di  Bengasi, ma da esperti militanti di Al Qaeda con l&#8217;appoggio delle tribù  berbere dei monti Nafusa addestrati da forze speciali statunitensi.</p>
<p>Numerosi pappagalli mediatici martellano sulla somiglianza tra Gheddafi  con Chavez, alcuni invitando apertamente ad applicare, come a Cuba, la  soluzione &#8220;Libica&#8221;, che stranamente collegano ad un 15-M. In realtà, si  tratta di ripetere, principalmente &#8211; ma non esclusivamente &#8211; contro i  paesi dell&#8217;Alternativa Bolivariana per le Americhe, il copione per la  &#8220;ribellione repressa dal dittatore&#8221; e l&#8217;operazione aerea per proteggere  la popolazione. Siccome tale scenario non si verificherà nei Paesi in  cui il popolo è protagonista del potere, la fattibilità dell&#8217;intervento  dipende dal montaggio di una realtà virtuale, sfruttando il controllo  monopolistico-mediatico di Washington. Denunciarlo e denudarlo da subito  e prepararsi ad affrontarlo su tutti i terreni è fondamentale per  l&#8217;indipendenza e la pace della nostra America e del mondo.</p>
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