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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; insegnanza</title>
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		<title>Martinez Heredia: sulle strade della lotta con Fidel</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 02:53:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[12º Paradigmi Emancipatori]]></category>
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		<description><![CDATA[“Le rivoluzioni che amiamo e per le quali siamo disposti a tutto sono le iniziative più audaci e rischiose degli esseri umani, che pretendono trasformazioni prodigiose, liberatrici delle persone e delle relazioni sociali, così forti da non potere più ritornare a vivere, neanche se volessero, la loro vita in una società di dominazione e di violenza”, ha detto oggi il filosofo e saggista cubano Fernando Martinez Heredia nel Pabellon Cuba de L'Avana.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9704" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9704" alt="foto: @JuventudRebelde" src="/files/2017/01/fernando-heredia.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">foto: @JuventudRebelde</p></div>
<p>“Le rivoluzioni che amiamo e per le quali siamo disposti a tutto sono le iniziative più audaci e rischiose degli esseri umani, che pretendono trasformazioni prodigiose, liberatrici delle persone e delle relazioni sociali, così forti da non potere più ritornare a vivere, neanche se volessero, la loro vita in una società di dominazione e di violenza”, ha detto oggi il filosofo e saggista cubano Fernando Martinez Heredia nel Pabellon Cuba de L&#8217;Avana.</p>
<p>Questa mattina, delegati di 23 paesi assisterono compiaciuti alla conferenza “Le chiavi dell&#8217;imperialismo e l&#8217;anti-capitalismo oggi; le visioni di Fidel Castro nei nuovi scenari di lotta”, impartita dal direttore dell&#8217;Istituto di Ricerca Juan Marinello, nel 12º Workshop Internazionale su Paradigmi Emancipatori in America Latina e nei Caraibi.</p>
<p>“Oggi che condividiamo le strade della lotta, perché il fatto vero sono le lotte, è naturale cominciare con l&#8217;aiuto di Fidel ed emulare le sue idee ed i suoi atti per incontrare profitto, però non imitandoli, bensì traducendoli alle nostre necessità ed alle nostre azioni”, disse l&#8217;intellettuale cubano.</p>
<p>Martinez Heredia ha sottolineato: “Fidel offre un gran numero di insegnamenti tanto per l&#8217;individuo come per le lotte sociali”. Esporli tutti è impossibile, così il professore preferì enumerare gli imprescindibili per quelli che lottano per creare persone e realtà nuove.</p>
<p>“In primo luogo, bisogna partire dall’impossibile e dall’impensabile per trasformarli in possibilità mediante la pratica cosciente ed organizzata ed il pensiero critico, condurre queste possibilità verso la vittoria (…); secondo, non accettare mai la sconfitta, perché Fidel non l&#8217;accettò mai.”</p>
<p>Il saggista parlò della determinazione personale del Comandante in Capo di lottare in tutte le situazioni, della sua capacità di organizzare, “una costante, una febbre in Fidel”, ha detto.</p>
<p>Inoltre, abbordò dimensioni basilari della grandezza del leader cubano: la comunicazione costante con ogni essere umano e con le masse, nel quotidiano e nello trascendente; utilizzare tattiche molto creative e strategie impensabili e tuttavia, fattibili; lottare per il potere e conquistarlo; insegnare ed imparare contemporaneamente coi settori del popolo; unire la liberazione nazionale alla Rivoluzione socialista ed essere sempre un educatore, fare educazione in base al livello del popolo.</p>
<p>Così, il filosofo cubano stimolò i membri dei movimenti sociali della regione a studiare in profondità il lascito di Fidel come un manuale di vita, pensiero ed azione della lotta emancipatrice.</p>
<p>“Nelle rivoluzioni vere non ci sono congiunture facili”, ha insistito. Tuttavia, non bisogna scoraggiarsi, perché il campo popolare ha già molto a suo favore e bisognerà fare tutto il possibile affinché non sia sconfitto, “sarebbe un suicidio retrocedere.”</p>
<p>Ha insistito sul fatto che i movimenti sociali devono includere l&#8217;antimperialismo come una politica permanente nelle loro agende, per fare fronte all&#8217;offensiva del capitalismo, la cui guerra culturale cerca di creare una massa di idioti, facile da dominare.</p>
<p><em>    “Il capitalismo non cerca di imporre un pensiero critico, bensì cerca di indurre che non ci sia nessun pensiero.”  </em></p>
<p>“La cultura è una forma di arricchire le persone ed il popolo”, assicurò Martinez Heredia. Rinforzare gli ideali, le convinzioni e sapere solidali quelli che stanno lottando per la giustizia e per il bene comune, è una necessità.</p>
<p>“La radicalizzazione dei processi dovrà essere una tendenza imprescindibile per la propria sopravvivenza. Sarebbero suicida le retrocessioni e le concessioni disarmanti di fronte ad un nemico che sa essere implacabile.</p>
<p>“Le politiche rivoluzionarie non possono accontentarsi di essere alternative, bensì aspirare a trasformarsi in processi di emancipazione umana e sociale. Sembra troppo ambizioso, ma è l’unica cosa fattibile”, concluse.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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<div id="attachment_9705" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9705" alt="foto:@InstFiloCuba" src="/files/2017/01/fernando-heredia3.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">foto:@InstFiloCuba</p></div>
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