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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Inghilterra</title>
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		<title>Risoluzione dell’ONU sullo spionaggio è stata attenuata da pressioni degli Stati Uniti e degli alleati</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2014 00:52:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una riunione delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che espressa preoccupazione sulla sorveglianza massiva, d’accordo con Democracy Now. La proposta è stata preparata da Germania e Brasile, paesi che, secondo rivelazioni di Edward Snowden, sono stati sottoposti ad intense attività di spionaggio da parte degli Stati Uniti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8272" alt="" src="/files/2014/11/Guilherme-de-Aguiar-Patriota-.jpg" width="580" height="326" />Una riunione delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che espressa preoccupazione sulla sorveglianza massiva, d’accordo con Democracy Now.</strong></p>
<p>La proposta è stata preparata da Germania e Brasile, paesi che, secondo rivelazioni di Edward Snowden, sono stati sottoposti ad intense attività di spionaggio da parte degli Stati Uniti.</p>
<p>Tuttavia il carattere della proposta è stato attenuato dopo pressioni ricevute dagli Stati Uniti, Gran Bretegna ed altri alleati. Si è posto enfasi nella natura invasiva della raccolta di metadati, ossia, dettagli come i numeri telefonici di una chiamata e la durata di questa.</p>
<p>L’ambasciatore del Brasile all’ONU ha manifestato che la misura avrebbe dovuto essere più rigida.</p>
<p>L’ambasciatore Guilherme de Aguiar Patriota ha affermato:</p>
<p>“Ci fa piacere sapere che si è raggiunto un consenso, ma è importante ricordare i compromessi che si sono presi per giungere a questo risultato. I riferimenti ai principi di necessità e proporzionalità non sono stati enunciati con l’enfasi necessario. I programmi di sorveglianza e qualsiasi attività che comporti una minaccia per i diritti umani devono essere necessari e proporzionali all’ottenimento di scopi legittimi. Dato che alcuni membri non si sono conformati a una posizione per riconoscere questi principi basici di diritto internazionale, non abbiamo potuto confermarli nei termini più stringenti”.</p>
<p>preso da Democracy Now!</p>
<p>traduzione di Vincenzo Basile</p>
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		<title>Londra ha venduto armi a Israele per 11 milioni di dollari prima dell’offensiva contro Gaza</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2014 23:49:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[armi]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Governo del Regno Unito approvò la vendita di armi a Israele per un valore di quasi 11 milioni di dollari sei mesi prima dell’ultima aggressione di Israele contro la striscia di Gaza, rivela “The Independent”. Secondo rivelazioni del quotidiano ‘The Independent’, l’esercito israeliano utilizzò armi ed equipaggiamenti di fabbricazione britannica durante l’operazione Borde Protector]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8252" alt="" src="/files/2014/11/carriarmati.jpg" width="580" height="325" />Il Governo del Regno Unito approvò la vendita di armi a Israele per un valore di quasi 11 milioni di dollari sei mesi prima dell’ultima aggressione di Israele contro la striscia di Gaza, rivela “The Independent”.</strong></p>
<p>Secondo rivelazioni del quotidiano ‘The Independent’, l’esercito israeliano utilizzò armi ed equipaggiamenti di fabbricazione britannica durante l’operazione Borde Protector (‘Protective Edge’) contro Gaza, nella quale morirono migliaia di palestinesi.</p>
<p>Il Governo britannico fornì a Israele i componenti necessari per droni, aerei da guerra ed elicotteri, così come per fucili da franco tiratore. In totale, tra gennaio e giugno, Londra concesse 68 licenze di esportazioni di articoli di uso militare a Israele.</p>
<p>“Il rifiuto del Governo britannico di sospendere queste autorizzazioni ha causato divisione nella coalizione e ha provocato le dimissioni dell’ex-segretaria di Stato del Regno Unito Seyeeda Warsi che rinunciò dopo aver annunciato che il comportamento di Londra era ‘moralmente indifendibile’”, segnala il quotidiano.</p>
<p>Andrew Smith, della Campagna contro il Commercio di Armi, ha confermato al giornale britannico che appena prima dell’inizio dell’offensiva del regime israeliano contro Gaza, il Regno Unito sostenne Israele con licenze per equipaggiamenti britannici.</p>
<p>Secondo dati dell’ONU, l’offensiva israeliana di luglio e agosto scorso è costata la vita a 1.980 palestinesi e ha lasciato un saldo di 10.200 feriti. Circa 365.000 profughi palestinesi hanno trovato rifugio in tende d’emergenza installate dall’ONU e dal Governo palestinese. Dall’8 luglio, 16.800 case della striscia di Gaza sono state distrutte. Da lato israeliano, il saldo delle vittime mortali è di 64 soldati e due civili.</p>
<p>informazione di RT</p>
<p>traduzione di Vincenzo Basile</p>
<p>foto: REUTERS</p>
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		<title>L&#8217;asimmetria informativa italiana sul caso di Julian Assange. Nessuna sostanziale critica alla «democrazia di Westminster»</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Aug 2012 19:30:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ecuador]]></category>
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		<description><![CDATA[Il caso riguardante Julian Assange, giornalista fondatore di Wikileaks, ha ovviamente ricevuto il giusto risalto anche in Italia. Purtroppo, però, c'è da segnalare la solita condotta dei media italici perlopiù facenti parte il circuito mainstream quando in ballo vi sono determinati interessi. Di solito afferenti l'imperialismo di marca anglo-americana. Quei media – carta stampata e tv principalmente - di solito pieni d'informazioni, abili nello sviscerare sino in fondo ogni vicenda, meglio se riguardante un paese «dittatoriale», «non democratico», che tradotto significa non conforme ai canoni del formale liberalismo, diventano improvvisamente cauti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5506" src="/files/2012/08/Assange-Correa.jpg" alt="" width="300" height="181" />Il caso riguardante Julian Assange, giornalista fondatore di Wikileaks, ha ovviamente ricevuto il giusto risalto anche in Italia. Purtroppo, però, c&#8217;è da segnalare la solita condotta dei media italici perlopiù facenti parte il circuito mainstream quando in ballo vi sono determinati interessi. Di solito afferenti l&#8217;imperialismo di marca anglo-americana. Quei media – carta stampata e tv principalmente &#8211; di solito pieni d&#8217;informazioni, abili nello sviscerare sino in fondo ogni vicenda, meglio se riguardante un paese «dittatoriale», «non democratico», che tradotto significa non conforme ai canoni del formale liberalismo, diventano improvvisamente cauti. Ogni singola parola è soppesata, giudizi che sarebbero trancianti divengono sfumati, informazioni oggettivamente importanti omesse. Asimmetria informativa, insomma.</strong></p>
<p>La vicenda Assange costituisce un esempio paradigmatico. La notizia viene raccontata, dalla quasi totalità dei media, partendo dalla querelle diplomatica che coinvolge Gran Bretagna ed Ecuador, senza mai approfondire il tema delle accuse lanciate all&#8217;indirizzo dell&#8217;editore del portale contro-informativo Wikileaks su cui pende un mandato di arresto europeo spiccato dall&#8217;Interpol su richiesta della Svezia.</p>
<p>Attraverso le colonne del quotidiano torinese «La Stampa», Gianni Riotta – giornalista formatosi nella redazione del quotidiano comunista «Il Manifesto» poi approdato al foglio della Fiat passando per la Rai – dopo aver definito la vicenda una «brutta storia che diventa pessima» ovviamente riferendosi alla scelta di Assange, visto che per lui sarebbe inconcepibile criticare «le virtù dell&#8217;antica democrazia di Westminster», la stessa che per oltre trecento anni ha praticato il colonialismo con il suo corollario fatto d&#8217;immani sofferenze per i popoli investiti dalla missione “civilizzatrice” dell&#8217;antica «democrazia di Westminster», scrive: «Julian Assange fondatore dell&#8217;organizzazione devota nelle intenzioni alla massima trasparenza, si rifugia nell&#8217;ambasciata di un Paese accusato di reprimere la libertà di stampa, l&#8217;Ecuador, pur di scampare alle accuse di stupro che pendono sul suo capo in Svezia».</p>
<p>Un lead davvero memorabile questo dell&#8217;editorialista de «La Stampa». La questione è sin dall&#8217;inizio spostata dal fatto che la Gran Bretagna rifiuta di concedere il salvacondotto ad Assange come fece col brutale genocida Augusto Pinochet, e ovviamente omette di ricordare come Correa – il presidente ecuadoregno – sia stato fatto oggetto di un tentativo di golpe cavalcato ampiamente dalla stampa facente capo all&#8217;opposizione. Così come omette di riferire ai suoi lettori come dall&#8217;oscurità che pomposamente cita nel titolo provenga una delle donne che accusa Julian Assange di stupro. Il suo nome è Anna Ardin, nativa cubana ma naturalizzata svedese e legata a Carlos Alberto Montaner. Giornalista e scrittore, anti-cubano, arrestato nel 1960 a causa della sua attività terroristica insieme ad altre 17 persone dopo aver compiuto una serie di attentati nella capitale, allorquando le autorità dell&#8217;isola caraibica trovarono nella sua abitazione l&#8217;occorrente per costruire ordigni incendiari. Montaner evase e lasciò Cuba con l&#8217;aiuto determinante della Cia grazie ad un salvacondotto ottenuto in un&#8217;ambasciata latinoamericana. Anche Anna Ardin è fortemente sospettata di essere in realtà una collaboratrice della Cia. Forse rammentare queste notizie ai lettori italiani avrebbe conferito maggiore completezza d&#8217;informazione. Evidentemente per Riotta e il resto del circuito mainstream italico non è così.</p>
<p>Non potevano poi mancare le accuse rivolte ad Assange perché tiene un programma sul canale satellitare Russia Today. Che scandalo inenarrabile per gl&#8217;ineffabili pennivendoli italiani, lavorare per il canale informativo della Russia di Putin. Il pulpito da cui viene la predica, però, non è affatto credibile, loro che si definiscono liberi e in realtà lavorano per i vari pescecani Berlusconi, Murdoch, la Fiat.</p>
<p>In questo articolo si è voluto citare ad esempio paradigmatico l&#8217;editoriale di Riotta, ma sulla stessa lunghezza d&#8217;onda si sono mossi il «Corriere della Sera», «La Repubblica» e gli altri principali organi d&#8217;informazione. Addirittura il «Sole 24 Ore», foglio padronale edito dalla Confindustria, si è spinto sino a dichiarare molto discutibile la decisione sovrana di Quito che ha accolto l&#8217;istanza presentata da Julian Assange. Mentre in tv sciere di sedicenti esperti e professori hanno cercato in tutti i modi di mettere la cosidetta «pezza a colori» per coprire la Gran Bretagna e il suo asserito proposito di violare l&#8217;ambasciata dell&#8217;Ecuador per trarre in arresto Assange. L&#8217;asimmetria informativa in servizio perenne ha colpito ancora una volta.</p>
<p>per Cubadebate, di Fabrizio Verde</p>
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		<title>ALBA: Riunione straordinaria valuterà minacce della Gran Bretagna contro l&#8217;Ecuador</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Aug 2012 22:24:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I paesi dell'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America, ALBA, manifestano il loro più rotondo rifiuto delle minacce proferite dal Governo del Regno Unito della Gran Bretagna ed Irlanda del Nord, contro l'integrità dell'Ambasciata della Repubblica dell'Ecuador a Londra.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5502" src="/files/2012/08/infografia_alba.jpg" alt="" width="289" height="239" />Comunicato dell&#8217;Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America </strong></p>
<p>“I paesi dell&#8217;Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America, ALBA, manifestano il loro più rotondo rifiuto delle minacce proferite dal Governo del Regno Unito della Gran Bretagna ed Irlanda del Nord, contro l&#8217;integrità dell&#8217;Ambasciata della Repubblica dell&#8217;Ecuador a Londra.</p>
<p>Le dichiarazioni dei portavoci del Regno Unito nel caso di Julian Assange suggeriscono che questo Governo potrebbe violentare la Convenzione di Vienna sui Privilegi ed Immunità ed in questo modo ignorare i suoi obblighi internazionali.</p>
<p>I Governi dell&#8217;Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America, ALBA, manifestando la loro indefettibile solidarietà con la Repubblica dell&#8217;Ecuador, fanno notare al Governo del Regno Unito della Gran Bretagna ed Irlanda del Nord le gravi conseguenze che l&#8217;esecuzione delle sue minacce creerebbe per le relazioni coi nostri paesi.</p>
<p>Con lo scopo di valutare questa situazione, l&#8217;Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America ha convocato una riunione straordinaria di Cancellieri da svolgersi nelle prossime ore.</p>
<p>16 agosto 2012”</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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