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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Indignati</title>
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		<title>Esigono alla giustizia spagnola che informi sulla morte di un indignato argentino</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 23:07:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
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		<category><![CDATA[omicidio della polizia]]></category>
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		<description><![CDATA[Juan Pablo Torroija (41), cittadino argentino ed ex presidente del club Indipendente di Trelew, viveva da sette anni in Spagna. Aveva lasciato l'Argentina insieme ad una giovane con cui ha avuto una figlia, che oggi ha 7 anni.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<div id="attachment_5380" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-5380" src="/files/2012/08/pablo-vivio-.jpg" alt="Juan Pablo insieme a sua figlia in una delle ultime foto dove appare con vita. Visse vari anni a Trelew. Foto: Diario Jornada, Argentina." width="300" height="169" /><p class="wp-caption-text">Juan Pablo insieme a sua figlia in una delle ultime foto dove appare con vita. Visse vari anni a Trelew. Foto: Diario Jornada, Argentina.</p></div>
<p><strong>Juan Pablo Torroija (41), cittadino argentino ed ex presidente del club Indipendente di Trelew, viveva da sette anni in Spagna. Aveva lasciato l&#8217;Argentina insieme ad una giovane con cui ha avuto una figlia, che oggi ha 7 anni.</strong></p>
<p>Come informa il quotidiano “Jornada de Chubut”, Torroija era okupa e viveva in un edificio occupato. L&#8217;anno scorso, quando -prodotto della crisi &#8211; il movimento degli “indignati” si estese in Europa, Juan Pablo ed altri occupanti sono stati sloggiati e cominciarono ad essere perseguiti dalla polizia.</p>
<p>Fu allora, quando decise di andare a Girona. Settimane fa, Torroija fu fermato per strada dai poliziotti di Girona e brutalmente colpito. Fu trasportato al commissariato di Vista Alegre e dopo all&#8217;ospedale Josep Trueta, nel centro di Girona. Presentava colpi nelle costole, sulle braccia e segni di asfissia.</p>
<p>Morì nell&#8217;ospedale il 14 luglio scorso, ma il Consolato argentino non fu avvisato. Il sabato, dopo una ricerca disperata, la sua famiglia seppe che era morto da due settimane e che il suo corpo si trovava nell&#8217;obitorio giudiziale di Girona.</p>
<p>La Polizia e la giustizia locale assicurano che Juan Pablo morì nell&#8217;ospedale, dopo un tentativo di suicidio. Ma la sua famiglia denuncia che fu assassinato dalla polizia.</p>
<p>Ora il consolato argentino a Barcellona ha esatto alla giustizia spagnola di conoscere le cause e le circostanze della morte di Juan Pablo.</p>
<p>“Questa mattina abbiamo presentato due notificazioni davanti ai tribunali, una di queste chiedendo di conoscere le cause e le circostanze della morte di Torroija e l’altra affinché il corpo non sia inumato”, spiegò Felipe Alvarez Todelo, console generale a Barcellona.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Indignati spagnoli lanciano la loro enciclopedia digitale</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jun 2012 22:28:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[15m]]></category>
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		<category><![CDATA[Indignati]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa iniziativa è il risultato del progetto culturale 15M.cc, un “ombrello di progetti intorno al 15-m” che pretende “registrare ed immagazzinare tutti i tipi di narrative che si generino intorno a questo movimento, come diffondere a tutta la comunità e per tutti i territori l'esperienza collettiva che suppose la costruzione di un momento storico per la cittadinanza di questo paese.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4747" src="/files/2012/06/15mpedia.gif" alt="" width="300" height="250" />Il movimento spagnolo 15-m, anche conosciuto come gli Indignati, lanciò la sua enciclopedia digitale chiamata 15MPedia, un&#8217;iniziativa che raccoglie la storia di questi manifestanti, i loro accampamenti ed altre attività del movimento. </strong></p>
<p>Questa iniziativa è il risultato del progetto culturale 15M.cc, un “ombrello di progetti intorno al 15-m” che pretende “registrare ed immagazzinare tutti i tipi di narrative che si generino intorno a questo movimento, come diffondere a tutta la comunità e per tutti i territori l&#8217;esperienza collettiva che suppose la costruzione di un momento storico per la cittadinanza di questo paese.”</p>
<p>Una delle iniziatrici del progetto, Patricia Horillo, spiega che l&#8217;idea di creare la 15Mpedia si basa sul piano iniziale del 15M.cc che prevedeva tre iniziative differenti: un documentario, una web informativa ed un libro.</p>
<p>Il volere unire e spiegare tutta quanto riferito col 15M espose la domanda definitiva: “perché non facciamo una 15Mpedia?”. Ed a partire da lì, e grazie all&#8217;appoggio di molti attivisti, si è riusciti a formare l&#8217;enciclopedia che usa una metodologia molto simile a quella di Wikipedia.</p>
<p>Oltre all&#8217;enciclopedia, gli ‘indignati &#8216; hanno messo in moto la loro ‘Banca di Idee &#8216;, una web nella quale possono pubblicare testi, foto, audio e video che presentino l&#8217;informazione sul 15-m da tutti gli angoli possibili.”</p>
<p>Il passato 15 maggio, il 15-m celebrò il suo primo anniversario. Dalla sua nascita il movimento non ha smesso di elevare la sua voce a beneficio di un cambiamento economico, politico e sociale, e contro l’1% che rappresentano gli ‘squali del capitalismo &#8216;.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Forum Sociale Mondiale dà il benvenuto agli Indignati</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 22:53:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Forum Sociale Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Indignati]]></category>
		<category><![CDATA[Occupy Wall Street]]></category>
		<category><![CDATA[Puerto Alegre]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Forum Sociale Mondiale, il maggiore evento antineoliberale del mondo, convocherà migliaia di attivisti dell'orbe da martedì a Puerto Alegre (Brasile), dove incorporerà i nuovi movimenti di protesta nel pianeta, Occupy Wall Street e gli Indignati della Spagna.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2800" src="/files/2012/01/foro-social-mundial-press.jpg" alt="" width="300" height="199" />Il Forum Sociale Mondiale, il maggiore evento antineoliberale del mondo, convocherà migliaia di attivisti dell&#8217;orbe da martedì a Puerto Alegre (Brasile), dove incorporerà i nuovi movimenti di protesta nel pianeta, Occupy Wall Street e gli Indignati della Spagna. </strong></p>
<p>Il movimento cerca di recuperare forza con la convocazione di un Forum Sociale Tematico centrato nel definire le soluzioni altermundialiste ad un mondo che considerano immerso in una crisi economica, politica ed ambientale.</p>
<p>Sotto lo slogan ‘Crisi capitalista, giustizia sociale ed ambientale &#8216;, questo forum sarà preparatorio del Vertice dei Popoli che i movimenti sociali celebreranno in parallelo alla conferenza dell&#8217;ONU sullo Sviluppo Sostenibile che riunirà i capi di stato del mondo in giugno, sempre in Brasile.</p>
<p>“Il Forum Sociale Mondiale nacque dodici anni fa a Puerto Alegre per rispondere l&#8217;arroganza neoliberale del Forum Economico Mondiale di Davos (che riunisce ogni anno in Svizzera i leader politici ed imprenditoriali). “Abbiamo detto chiaramente che volevamo un altro mondo. Ora puntualizziamo costruire le strade, le alternative”, ha detto ad AFP Candido Grzybowski, coordinatore del Forum.</p>
<p>Il Forum Sociale tenderà questo anno la mano alle nuove voci e movimenti di protesta sorti nel mondo: la chiamata ‘Primavera Araba &#8216;, Occupy Wall Street, gli Indignati della Spagna e gli studenti del Cile.</p>
<p>“Sono movimenti che hanno una radicalizzazione che non è del vecchio stile. Non sono marcati dalla tradizione della sinistra classica. Sono sorprendenti perché hanno avuto il coraggio di uscire sulla strada ed affrontare il sistema che criticano”, ha detto Grzybowski che ha detto di aspettare 70.000 partecipanti nel Forum e perfino la presenza della presidentessa Dilma Rousseff.</p>
<p>In tempi di crisi e di delusione delle società, il Forum Sociale, Occupy Wall Street e gli Indignati sono una constatazione “dei limiti dei partiti come forma unica di partecipazione politica e di distanza che oggi separa i dirigenti di governi, sindacati e partiti, dalla base della società”, ha affermato Chico Whitaker, un fondatore del Forum.</p>
<p>Il Forum Sociale si inaugurerà questo martedì con una marcia degli attivisti, ed il mercoledì aprirà i suoi dibattiti, contemporaneamente che la capo del governo tedesco, Angela Merkel, inaugurerà il 42º Forum Economico Mondiale di Davos, nella fredda stazione alpina svizzera.</p>
<p>Il primo Forum Sociale Mondiale si celebrò a Puerto Alegre nel 2001, quando 20.000 attivisti di tutto il mondo arrivarono alla città meridionale brasiliana per dire NO! al capitalismo ed al mercato.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Il Boston Globe fa presente agli Indignati che non possono usare il suo nome</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 22:53:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Indignati]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
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		<description><![CDATA[I manifestanti di “Occupy Wall Street” sono riusciti a riscuotere poco più di quaranta mila euro per concetto di donazioni attraverso la pagina Kickstarter per fondare un periodico chiamato Occupy Wall Street Journal. Il vero WSJ non si è pronunciato rispetto all'appropriazione del nome da parte degli “indignati.” 
L'esperienza si è cominciata a riprodurre in altre città. Anche l'Occupy Boston Globe è un mezzo parallelo che sarebbe scritto in inglese e spagnolo, ma il Boston Globe originale ha fatto notare ai manifestanti che non possono usare il suo nome o logo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_1980" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-1980" src="/files/2011/10/OccupBbostonGlobe.jpg" alt="The Occupy Boston Globe" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">The Occupy Boston Globe</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>I manifestanti di “Occupy Wall Street” sono riusciti a riscuotere poco più di quaranta mila euro per concetto di donazioni attraverso la pagina Kickstarter per fondare un periodico chiamato Occupy Wall Street Journal. Il vero WSJ non si è pronunciato rispetto all&#8217;appropriazione del nome da parte degli “indignati.” </strong></p>
<p>L&#8217;esperienza si è cominciata a riprodurre in altre città. Anche l&#8217;Occupy Boston Globe è un mezzo parallelo che sarebbe scritto in inglese e spagnolo, ma il Boston Globe originale ha fatto notare ai manifestanti che non possono usare il suo nome o logo.</p>
<p>“I manifestanti hanno questo diritto. Il nome Occupy Boston Globe è una parodia… ed è protetto dal Primo Emendamento”, ha commentato al riguardo il giornalista ed investigatore Dan Kennedy nel suo blog Media Nation.</p>
<p>“Una considerazione importante nei casi dei marchi registrati è se i lettori potrebbero confondere la parodia con l&#8217;originale. Non sembra che ci siano molte possibilità che si possa applicare in questo caso”, ha concluso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
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