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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; incarcerato</title>
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		<title>Requiem per un sogno: Lula in prigione</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2018 01:55:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[incarcerato]]></category>
		<category><![CDATA[Lula da Silva]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa può aver mai fatto Lula da essere messo in galera per 12 anni, mentre restano liberi i mandanti di migliaia di morti? Semplice: ha dato voce ai lavoratori e cercato un Brasile migliore anche per loro. Lula è responsabile dell’aver osato un modello socialdemocratico in Brasile, togliendo dalla povertà più abietta circa 40 milioni di cittadini brasiliani (il 20% della popolazione circa). ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9555" alt="Lula da Silva" src="/files/2016/10/Lula-da-Silva.jpg" width="526" height="350" />In queste ore Luiz Inacio Lula da Silva si trova in una cella a Curitiba (capoluogo del Paraná), adattandosi a quella che sarà la sua casa per i prossimi 12 anni: la prigione. </strong></p>
<p>Mentre Tony Blair viaggia per il mondo e George W. Bush si riposa nel suo ranch texano, Lula invece resterà lì, dietro a delle sbarre, per 12 anni. Eppure, Bush e Blair hanno causato centinaia migliaia di morti con l’invasione dell’Iraq (650,000 civili morti solo nel triennio da marzo 2003 a giugno 2006). Inoltre, lo stesso Governo Inglese nel 2016 ha messo nero su bianco, col Rapporto Chilcot, che l’invasione dell’Iraq fu un atto criminale ingiustificato ed ingiustificabile: fu promossa con menzogne, non v’erano armi chimiche, non si perseguirono soluzioni pacifiche e fu violato apertamente il diritto internazionale (se mai ne sia esistito uno).</p>
<p>Cosa può aver mai fatto Lula da essere messo in galera per 12 anni, mentre restano liberi i mandanti di migliaia di morti?</p>
<p>Semplice: ha dato voce ai lavoratori e cercato un Brasile migliore anche per loro.</p>
<p>Lula è responsabile dell’aver osato un modello socialdemocratico in Brasile, togliendo dalla povertà più abietta circa 40 milioni di cittadini brasiliani (il 20% della popolazione circa). Lula è responsabile dell’aver garantito accesso all’università a 500,000 studenti poveri, spezzando un privilegio di classe per cui l’operaio non può avere il figlio dottore. Lula è responsabile dell’ingresso massiccio della classe lavoratrice, in gran parte nera o mulatta, nella vita politica del paese, scardinando ciò che prima era un monopolio privato dei ricchi, in gran parte bianchi.<br />
Tutto ciò poteva essere, e fu, tollerato di controvoglia nel periodo delle vacche grasse: il boom delle materie prime, i cui prezzi esplosero tra il 2000 e il 2014, fu come una marea che sollevò tutte le barche, grosse e piccine. Finché la Cina continuò ad inghiottire petrolio, ferro e grano a ritmi crescenti, l’economia brasiliana, come anche altre nel Sud del mondo, crebbe vertiginosamente e si poté dare qualche briciola anche ai lavoratori.</p>
<p>Però ciò non poteva durare e dunque, al ritirarsi della marea, ecco la reazione violenta della classe padronale che non vuole cedere i suoi privilegi di classe: la villa ad Ipanema, i figli ad Harvard, la Maserati e i Rolex al polso.</p>
<p>La caduta di Dilma prima e la prigionia di Lula poi mostrano dunque la fine ed il limite del sogno brasiliano. Mentre il Partito dei Lavoratori, con il Partito Comunista del Brasile, perseguiva i diritti dei lavoratori e una più piena democrazia sostanziale, entrambe le sentenze sono state emesse nel rispetto formale delle leggi e delle regole democratiche: il Parlamento ha votato, i tribunali si sono espressi.</p>
<p>Gli stessi organi dello Stato Liberale, all’interno del quale Lula e Dilma pensavano d’aver trovato un compromesso tra capitale e lavoro, hanno mostrato la loro vera natura di classe e, con argomenti falsi e pretestuosi, hanno stroncato il sogno socialdemocratico brasiliano.</p>
<p>Lula è oggi in una cella a Curitiba perché ha dato voce ai lavoratori e cercato un Brasile migliore anche per loro all’interno del sistema capitalista. Il compromesso socialdemocratico è sì possibile, ma solo sotto vincoli esterni: il boom delle materie prime per il Brasile o il Patto di Varsavia alle porte per l’Europa. Tolti quei vincoli, il capitale torna a reclamare profitti e vite. Ecco perché bisogna abbattere il capitalismo e le istituzioni liberali che ne sono figlie: perché quando il dado è tratto, lo Stato Liberale imprigionerà sempre i Lula e lascerà liberi i Blair ed i Bush.</p>
<p>di Frunze</p>
<p>dal Sito nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana</p>
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