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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Inaugurazione</title>
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		<title>Parole all&#8217;inaugurazione del Premio Casa delle Americhe 2018</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 20:30:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Inaugurazione]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Casa de las Americas]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Rodriguez]]></category>

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		<description><![CDATA[Se ad un secolo dalla sua nascita José Martí fu identificato come responsabile degli eventi rivoluzionari che inaugurarono la nostra tappa libertaria del 1953, si potrebbe anche dire che questa Casa delle Americhe è stata fondata dal nostro Apostolo, per il suo impegno con gli eroi che hanno iniziato le guerre d'emancipazione continentale contro il colonialismo. Per colmo, una giovane della generazione del centenario della nascita di Martí, protagonista di quella terribile giornata e simbolicamente bella fu, a sua volta, colei che ha fondato ed animato questa istituzione, che ha riunito scrittori come facendo un esperimento domestico di quell'ideale chiamato Nostra America]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10354" alt="Casa-de-las-Américas-2018-580x331" src="/files/2018/01/Casa-de-las-Américas-2018-580x331.jpg" width="580" height="331" />Fratelli convocati da questa Casa:</strong></p>
<p><strong>Se ad un secolo dalla sua nascita José Martí fu identificato come responsabile degli eventi rivoluzionari che inaugurarono la nostra tappa libertaria del 1953, si potrebbe anche dire che questa Casa delle Americhe è stata fondata dal nostro Apostolo, per il suo impegno con gli eroi che hanno iniziato le guerre d&#8217;emancipazione continentale contro il colonialismo. Per colmo, una giovane della generazione del centenario della nascita di Martí, protagonista di quella terribile giornata e simbolicamente bella fu, a sua volta, colei che ha fondato ed animato questa istituzione, che ha riunito scrittori come facendo un esperimento domestico di quell&#8217;ideale chiamato Nostra America.</strong></p>
<p>Un altro elemento essenziale di questa Casa, il mio amico poeta e pensatore Roberto Fernandez Retamar, l&#8217;anno scorso mi ha chiesto queste parole d&#8217;inaugurazione per il Premio n° 59. E&#8217; che Roberto sa che, benché questo accattivante evento non abbia ancora incluso la modalità della canzone, è indiscutibile che qui si è molto cantato, sia con poesia che con chitarra.</p>
<p>Ad esempio, il mese prossimo si compierà mezzo secolo da quando  diversi trovatori della mia generazione siamo stati, per la prima volta, in questa stessa sala. Non si chiamava ancora Che Guevara, anche se fu un nome che ci ha sorvolato quella notte. Per quanto mi riguarda, ero abbastanza intimorito, quasi non ci credevo, perché nel febbraio 1968 Casa delle Americhe era già un luogo d&#8217;onore ed amato, guidato da una eroina e sostenuto da brillanti artisti e scrittori.</p>
<p>Mancavano ancora molti romanzi, narrazioni, opere teatrali; mancavano indimenticabili libri di poesia. E mancavano perché assenti, o perché ce li avevano strappati, diversi amati fratelli. Perché questa Casa e questo Premio hanno sempre avuto la virtù di riunire donne e uomini più interessati al destino dei loro popoli che alle loro parole; gente consegnata all&#8217;ingegno, ma anche molto in carne e ossa. Quindi mancavano ancora d&#8217;accadere  sorprese in molti scenari, notizie attese o inconcepibili, speranze e ansie di diversa profondità.</p>
<p>Mancavano anche illuminazioni, goffaggini, apprendimenti; mancava  tempo, particella a particella, facendo quello che fanno la brezza e l&#8217;acqua quando scorrono. Mancava, dopo la schiuma, il sedimento rivelatore che ci fa riconoscere e sfidare, tra le miserie del mondo, la tristezza della nostra stessa natura.</p>
<p>Ad alcuni addirittura ci mancava più della metà delle nostre vite, sebbene non lo sapevamo. E tutti eravamo apprendisti di tutto: della storia scritta, di ciò che pensavamo fosse ancora da fare e scrivere e, naturalmente, quella della formica quotidiana: la storia reale che, tra spalle al muro e sfidante, ha scritto questo piccolo paese, capace di proiettare le enormi luci dei suoi sogni.</p>
<p>Alcuni sogni forse non arriveremo a toccare, almeno completamente, perché la costante vessazione certamente ci limita. Stiamo dove una battaglia lunga, complessa e ineguale ci permette. Questo ci ha fatto sviluppare un&#8217;arte di difesa che ci sostiene. E sebbene colui che si difende bene a volte riesce a sopravvivere, vedersi obbligato a basare l&#8217;esistenza su quella premessa non è la cosa più salutare.</p>
<p>Quelli di noi che hanno fatto parte di questa Casa delle Americhe per 59 anni hanno prova, in primo luogo, che il bene è possibile, e che l&#8217;arte e la cultura sono parte della sua sostanza. Sappiamo anche che alcuni inconvenienti possono durare più a lungo di quanto proclamato e che il bene è ancora perfettibile.</p>
<p>Per questi motivi siamo qui, con la volontà di essere migliori, di progredire. Ecco perché qui continuiamo. Ovviamente non eternamente e molto meno per consuetudine, ma perché siamo ancora capaci di provar brividi quando arriviamo in un posto come questa Casa.</p>
<p>È come se, improvvisamente, stesse per aprirsi una porta ed entrasse una signora con un sorriso tra picaresco e materno, con uno sguardo tra nostalgico ed indagatore, con una voce da flauto ed esili  braccia che ti avvolgono, ti sostengono, e persino ti raddrizzano e ti fanno pensare che sei al sicuro, che realmente puoi dire tutto ciò che ti pare –e persino ciò che immagini-; straordinario abbraccio  che ti fa sentire che stai crescendo, o che ti fa credere che quando dici è che cresci, e che solo per questo vale la pena essere vivo.</p>
<p>Grazie a questa e ad altre nitide presenze in questo momento in questa sala, posso dire benvenuti, fratelli, al Premio Casa delle Americhe del 2018.</p>
<p>Grazie mille</p>
<p>Silvio Rodríguez</p>
<p>L&#8217;Avana, 15 gennaio 2018</p>
<p>traduzione Francesco Monterisi</p>
<p>foto: Blog Segunda Cita</p>
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		<title>Una scarpina di cristallo per la Cenerentola dei Giochi di Rio</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2016 01:14:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Dilma Rousseff]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi Olimpici Rio de Janeiro 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Inaugurazione]]></category>

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		<description><![CDATA[“Immagina di dare una festa, lavori durante vari anni per la festa, monti tutte le condizioni, collochi l'illuminazione, parli alla stampa… Ed il giorno della festa qualcuno arriva, prende il tuo posto e si appropria della festa”, ha detto al quotidiano spagnolo El Mundo la stessa Dilma Rousseff ed aggregò “In questa storia dei Giochi, io sono la Cenerentola, l'invitano alla festa ma deve andare via prima, vive nelle ceneri.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9454" alt="Dilma-Rousseff-con-la-antorcha-olímpica-580x326" src="/files/2016/08/Dilma-Rousseff-con-la-antorcha-olímpica-580x326.jpg" width="580" height="326" />“Immagina di dare una festa, lavori durante vari anni per la festa, monti tutte le condizioni, collochi l&#8217;illuminazione, parli alla stampa… Ed il giorno della festa qualcuno arriva, prende il tuo posto e si appropria della festa”, ha detto al quotidiano spagnolo El Mundo la stessa Dilma Rousseff ed aggregò “In questa storia dei Giochi, io sono la Cenerentola, l&#8217;invitano alla festa ma deve andare via prima, vive nelle ceneri.”  </strong></p>
<p>Questa dichiarazione la lessi dopo che questo venerdì ho visto l&#8217;inaugurazione della XXXI Olimpiade a Rio de Janeiro, in un stadio Maracanà rimodellato, con uno sfoggio di esposizione della cultura brasiliana dalla samba fino alla bosa nova, e quello che mancò in spiegamento tecnologico come accadde a Pechino ed a Londra si supplì con molta immaginazione e l&#8217;uso dei colori tanto variati e forti che quasi abbagliavano.</p>
<p>Ho letto che la mano di Dilma stette in alcuni dettagli di quella splendida inaugurazione, perché da quando fu data la sede a Rio, prima Luis Ignacio Lula e dopo lei visitarono installazioni, e realizzarono multiple azioni affinché la città carioca divenisse una degna e bella sede dei giochi olimpici.</p>
<p>Solo la mente di un capo di stato progressista potrebbe pensare ad un&#8217;inaugurazione nella quale si facesse un appello al pianeta per proteggere la madre terra, a seminare alberi ed amare ognuna delle loro foglie, e per questo motivo sarà seminata una pianta per ogni atleta in un campo brasiliano.</p>
<p>Ognuno di questi dettagli mi fece pensare a Dilma, da dove avrà visto l&#8217;inaugurazione? quante lacrime avrà versato? Sul punto di essere tolta dal potere, accusata senza prove di corruzione, ancora la capa di stato del gigante sud-americano, può essere orgogliosa per questo spettacolo inaugurale, del quale è stata la Cenerentola, benché avesse una scarpina di cristallo, in simbolo che la sua sedia è stata occupata da un incapace, quando si ascoltavano i fischi giganti dalla moltitudine mentre pronunciava le parole di ricevimento Michel Temer, la marionetta che la destra continentale ha utilizzato per sconfiggere la presidentessa.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>di Paquita Armas Fonseca</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Infobae</p>
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		<title>Raul e Margaret Chan inaugurano nuovi centri cubani per il controllo delle medicine</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2014 22:48:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[biofarmaceutico]]></category>
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		<description><![CDATA[Il presidente cubano Raul Castro e la direttrice generale dell'Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), Margaret Chan hanno inaugurato oggi a L’Avana la nuova sede dei centri per il Controllo Statale dei Farmaci, Attrezzature e Dispositivi Medici (Cecmed) ed il Centro Nazionale Coordinatore delle Prove Cliniche (Cencec).  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7952" alt="" src="/files/2014/07/raul-y-margaret-2-580x320.jpg" width="580" height="320" />Il presidente cubano Raul Castro e la direttrice generale dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), Margaret Chan hanno inaugurato oggi a L’Avana la nuova sede dei centri per il Controllo Statale dei Farmaci, Attrezzature e Dispositivi Medici (Cecmed) ed il Centro Nazionale Coordinatore delle Prove Cliniche (Cencec).  </strong></p>
<p>Erano accompagnati dalla direttrice generale dell&#8217;Organizzazione Panamericana della Salute (OPS), Carissa Etienne, e da alti funzionari del governo dell&#8217;isola caraibica.</p>
<p>La direttrice generale dell&#8217;OMS ha tagliato il nastro di accesso alla moderna installazione, di sei piani e con l’esterno di vetro, che copre un&#8217;area totale di 11 mila 209 metri quadrati, ubicata ad ovest di questa capitale.</p>
<p>Il presidente cubano e le direttrici generali dell&#8217;OMS ed OPS sono stati ricevuti dai direttori del Cencec, Maria Amparo Pascual, e del Cecmed, Rafael Perez Cristià.</p>
<p>Il Cecmed possiede laboratori per il controllo della qualità delle medicine e dei dispositivi medici che compiono le Norme di Buone Pratiche stabilite dall&#8217;OMS e dall&#8217;OPS, fatto che permetterà la sua certificazione come centro di riferimento regionale.</p>
<p>Creato nel 1989, il Cecmed ha come missione quella di promuovere e di proteggere la salute della popolazione mediante un sistema di regolazione, di controllo e di fiscalizzazione che garantisca la sicurezza, l’efficienza e la qualità delle medicine, le attrezzature ed i dispositivi medici.</p>
<p>Il centro ha la certificazione del Sistema di Regolazione dei Vaccini dall&#8217;anno 2000 e per l&#8217;OPS come autorità Regolatrice Nazionale di Riferimento Regionale per medicine e prodotti biologici dal 2011. E’ formato da 254 lavoratori, di questi l’81% sono donne e 82 professionisti e tecnici.</p>
<p>Da parte sua, il Cencec è responsabile di progettare e condurre prove cliniche di prodotti medici, farmaceutici e biotecnologici, come qualunque altra tecnologia sanitaria, compiendo le Norme di Buone Pratiche. E’ formato da 107 lavoratori, di questi il 72% sono donne e 73 professionisti e tecnici.</p>
<p>Nel 2011, ha ottenuto la certificazione dell&#8217;OMS per il Registro Pubblico Cubano delle Prove Cliniche, primo registro primario in America.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Raul Castro chiede spazio politico comune per la pace nei paesi della CELAC</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jan 2014 00:07:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente di Cuba, Raul Castro, ha sollecitato oggi di dare priorità alla creazione di uno spazio politico comune per la pace tra i paesi membri della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) il cui secondo Vertice si sta svolgendo in questa capitale. Pronunciando il discorso di apertura davanti ai capi di Stato, di Governo ed altre personalità dei 33 paesi della CELAC, il mandatario cubano ha segnalato che questo spazio deve permettere di avanzare verso il risultato della pace e del rispetto tra le nazioni. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7495" alt="" src="/files/2014/01/raul07-580x332.jpg" width="580" height="332" />Il presidente di Cuba, Raul Castro, ha sollecitato oggi di dare priorità alla creazione di uno spazio politico comune per la pace tra i paesi membri della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) il cui secondo Vertice si sta svolgendo in questa capitale. </strong></p>
<p>Pronunciando il discorso di apertura davanti ai capi di Stato, di Governo ed altre personalità dei 33 paesi della CELAC, il mandatario cubano ha segnalato che questo spazio deve permettere di avanzare verso il risultato della pace e del rispetto tra le nazioni.</p>
<p>Una cornice, ha proseguito, nella quale siamo capaci di superare gli ostacoli obiettivi e quelli che intenzionalmente ci imporranno, una cornice in cui possiamo utilizzare le risorse in maniera sovrana e per il benessere comune.</p>
<p>In questo senso, ha patrocinato per mettere le capacità scientifiche e tecniche in funzione del progresso dei paesi, fare valere principi irrinunciabili come autodeterminazione, sovranità ed uguaglianza sovrana degli Stati.</p>
<p>Raul Castro ha sottolineato che la presidenza pro tempore cubana della CELAC, che cederà domani al Costa Rica, è stata diretta a compiere questo obiettivo, col risultato che il tema centrale della riunione dei mandatari sia la lotta contro la povertà, la fame e la disuguaglianza.</p>
<p>Dobbiamo stabilire un nuovo paradigma di cooperazione regionale ed internazionale, ha puntualizzato indicando che nella cornice della CELAC esiste la possibilità di costituire un modello proprio adattato alle realtà dei paesi, basato sui principi del beneficio comune e la solidarietà.</p>
<p>Appoggiato in dati della Commissione Economica per America Latina ed i Caraibi (CEPAL), il mandatario ha riconosciuto gli sviluppi nella regione, ma è dispiaciuto che siano lenti, frammentati ed instabili.</p>
<p>Il tasso di povertà in questa regione ha raggiunto nel 2012, come minimo, un 28,2% della popolazione, cioè, 164 milioni di persone, e quella di indigenza o povertà estrema, l’11,3%, che equivale a 66 milioni di abitanti della regione.</p>
<p>Tuttavia, ha ricordato come fatto più preoccupante che la povertà infantile colpisce 70,5 milioni di bambini ed adolescenti, dei quali 23,3 milioni vivono nella povertà estrema.</p>
<p>Il 10% più ricco della popolazione latinoamericana riceve il 32% delle entrate totali, mentre il 40% più povero riceve solo il 15%, ha ricordato il capo di Stato cubano davanti al plenario del II Vertice della CELAC.</p>
<p>I paesi della regione, ha puntualizzato Raul Castro, chiedono e richiedono una migliore distribuzione delle ricchezze e delle entrate, l&#8217;accesso universale e gratuito ad un&#8217;educazione di qualità, più impiego, migliori salari e lo sradicamento dell&#8217;analfabetismo.</p>
<p>Ugualmente, sperano di ottenere lo stabilimento di una vera sicurezza alimentare, sistemi di salute per la totalità della popolazione, diritto ad un&#8217;abitazione degna, acqua potabile e risanamento.</p>
<p>Il presidente cubano ha messo in allerta che tutti questi obiettivi sono conseguibili e nella cornice della CELAC esistono tutte le condizioni per ribaltare la situazione attuale, perché le sue grandi ricchezze naturali devono trasformarsi in motore per l&#8217;eliminazione delle disuguaglianze.</p>
<p>Il nostro imperativo e sfida è essere capaci di trasformare questo capitale naturale in capitale umano, infrastruttura economica e diversificazione della base produttiva ed esportatrice, al fine di contribuire in modo decisivo ad un vero processo di sviluppo, ha concluso.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>foto: Ismael Francisco</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Discorso di Raul Castro: Questo Terminal, è la dimostrazione concreta dell&#8217;ottimismo dei cubani</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2014 00:05:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
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		<category><![CDATA[Mariel]]></category>
		<category><![CDATA[Raul Castro]]></category>
		<category><![CDATA[Terminal dei Container]]></category>

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		<description><![CDATA[Discorso di Raul Castro nell'inaugurazione del Terminal di Container nel Mariel: Questo Terminal di Container e la poderosa infrastruttura che l'accompagna sono una dimostrazione concreta dell'ottimismo e della fiducia con cui i cubani rivolgono lo sguardo al futuro socialista e prospero della Patria.....Devo ricordare che questo Terminal sarà la principale porta di entrata ed uscita del commercio estero cubano e grazie alla sua ubicazione geografica nella rotta dei principali flussi di trasporto marittimo nel nostro emisfero, propizierà che si consolidi la sua posizione come una piattaforma logistica di primo ordine a livello regionale.    ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_7487" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7487" src="/files/2014/01/mariel-pequeña.jpg" alt="Dilma e Raul inaugurano il Terminal dei Container nel Mariel" width="300" height="201" /><p class="wp-caption-text">Dilma e Raul inaugurano il Terminal dei Container nel Mariel</p></div>
<p>INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI STATO E DEI MINISTRI DELLA REPUBBLICA DI CUBA, GENERALE DELL’ESERCITO RAUL CASTRO RUZ, NELL&#8217;ATTO DI INAUGURAZIONE DEL TERMINAL DI CONTAINER DEL MARIEL </strong></p>
<p>Eccellente Sig.ra Dilma Rouseff, Presidentessa della Repubblica Federativa del Brasile,</p>
<p>Cape e capi di Stato e di Governo degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi che c&#8217;onorano con la loro presenza,</p>
<p>Stimati invitati,</p>
<p>Compagne e compagni:</p>
<p>Nella cornice del 161° anniversario del compleanno del nostro Eroe Nazionale Josè Martì ed alla vigilia della celebrazione del Secondo Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC), inauguriamo la prima parte del Terminal dei Container del Mariel.</p>
<p>Grazie allo sforzo ed alla consacrazione di progettisti, costruttori, investitori, operatori, alla collaborazione di altre istituzioni e ditte nazionali e straniere, finisce un periodo di arduo lavoro nel quale si è raggiunto l&#8217;obiettivo comune della costruzione del Terminal dei Container del Mariel che si inserisce nel sistema portuale cubano e latinoamericano, da questo momento.</p>
<p>Questo progetto ha contato su un importante finanziamento del governo brasiliano, in condizioni vantaggiose, che è incominciato sotto la presidenza di Lula e da cui è derivato un gran aiuto per costruire non solo il Terminal dei Container, ma bensì altre opere di infrastruttura come carrozzabili, reti, linee ferroviarie ed il dragaggio della baia.</p>
<p>Approfitto dell&#8217;opportunità per, a nome di tutti i cubani, manifestare alla Presidentessa Dilma Rousseff la profonda gratitudine per la sua contribuzione solidale nell&#8217;esecuzione di un progetto trascendentale per l&#8217;economia nazionale.</p>
<p>E’ terminata la Prima Parte, e nonostante dobbiamo continuare a lavorare con intensità nella rete ferroviaria per dargli valore di uso nel primo semestre del presente anno, col proposito di ridurre le spese di trasporto ed elevare l&#8217;efficienza nelle operazioni.</p>
<p>L&#8217;amministrazione del Terminal di container sarà a carico di uno dei maggiori operatori portuali del mondo, col quale aspiriamo contare per le migliori pratiche nella sua gestione e nelle operazioni, in modo che sia un esempio di efficienza, sicurezza e qualità nei servizi.</p>
<p>Devo ricordare che questo Terminal sarà la principale porta di entrata ed uscita del commercio estero cubano e grazie alla sua ubicazione geografica nella rotta dei principali flussi di trasporto marittimo nel nostro emisfero, propizierà che si consolidi la sua posizione come una piattaforma logistica di primo ordine a livello regionale.</p>
<p>Ancora rimane molto da fare, ora comincia una nuova tappa, nella quale ci proponiamo fomentare importanti investimenti nazionali e stranieri nella Zona Speciale di Sviluppo del Mariel, che permettano di incrementare l&#8217;esportazione, la sostituzione effettiva di importazioni, i progetti di alta tecnologia e sviluppo locale; e che contribuiscano con nuove fonti di impiego, tale e come si esprime nella Linea Guida n.103 della Politica Economica e Sociale del Partito e della Rivoluzione.</p>
<p>Questo Terminal di Container e la poderosa infrastruttura che l&#8217;accompagna sono una dimostrazione concreta dell&#8217;ottimismo e della fiducia con cui i cubani rivolgono lo sguardo al futuro socialista e prospero della Patria.</p>
<p>Molte grazie.</p>
<p>foto: Ismael Francisco</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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