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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Ignacio Ramonet</title>
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		<title>In politica il dialogo fa avanzare le cose</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2019 23:59:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 13/05/19, ho salutato e conversato con Nicolas Maduro, presidente del Venezuela, nel suo ufficio del Palazzo di Miraflores, Caracas. Nella sede del governo la più completa normalità. Prima di incontrare il Presidente mi hanno sistemato in una saletta perché l'Ambasciatore della Confederazione Elvetica (Svizzera) stava presentando le sue carte credenziali. La guardia d'onore, con il suo vistoso abito rosso da ussaro, presenta gli onori e interpreta gli inni nazionali. Il Presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana riceve anche una delegazione di rappresentanti delle Nazioni Unite.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11004" alt="nicolas-maduro-ignacio-ramo" src="/files/2019/05/nicolas-maduro-ignacio-ramo.jpg" width="580" height="274" />Il 13/05/19, ho salutato e conversato con Nicolas Maduro, presidente del Venezuela, nel suo ufficio del Palazzo di Miraflores, Caracas. Nella sede del governo la più completa normalità. Prima di incontrare il Presidente mi hanno sistemato in una saletta perché l&#8217;Ambasciatore della Confederazione Elvetica (Svizzera) stava presentando le sue carte credenziali. La guardia d&#8217;onore, con il suo vistoso abito rosso da ussaro, presenta gli onori e interpreta gli inni nazionali. Il Presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana riceve anche una delegazione di rappresentanti delle Nazioni Unite.</strong></p>
<p>Regna l&#8217;abituale agitazione caratteristica di questo elegante e incantevole centro del potere politico. Visitatori, alti funzionari, imprenditori, giornalisti, ministri, consiglieri, circolano per i corridoi che circondano il giardino centrale.</p>
<p>Parlano, discutono, parlano al telefono o aspettano. E&#8217; sempre stato così. Nicolas Maduro è il quarto Presidente del Venezuela che conosco dagli anni &#8217;80. Il primo è stato Carlos Andres Perez (socialdemocratico) con il quale ho comunicato molto e che ho intervistato diverse volte.</p>
<p>Poi è stato il turno di Rafael Caldera (democristiano), uomo di grande esperienza politica, con il quale ho dialogato molto. A partire dal 1999 ho frequentato assiduamente il comandante Ugo Chavez, fondatore della V Repubblica e leader della Rivoluzione Bolivariana. In fine, dopo il 14 aprile del 2013, l&#8217;attuale Presidente ha avuto la gentilezza di concedermi diverse lunghe interviste. L&#8217;ultima di queste nel dicembre scorso.</p>
<p>Non ho visto Nicolas Maduro da allora. E in questi lunghi cinque mesi, la Repubblica Bolivariana ha sofferto alcune delle più violente aggressioni imperialiste di tutta la sua storia. Dall&#8217;auto proclamazione, a gennaio, di Juan Guaidò come “presidente interino” designato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Fino a quel golpe di stato pasticcione del 30 aprile con l&#8217;appoggio di alcuni militari di basso rango. Passando per  il violento tentativo di “invasione umanitaria” alla frontiera con Colombia il 24 febbraio; e il sabotaggio terrorista del 23 marzo contro il sistema elettrico e le sue nefaste conseguenze: black out e malfunzionamenti nella distribuzione dell&#8217;acqua.</p>
<p>Senza contare i molteplici attacchi e minacce di altro tipo, in particolare il blocco economico e l&#8217;asfissia finanziaria che impediscono alle autorità di comprare gli alimenti e le medicine indispensabili per la popolazione&#8230; Le vittime di questi blocchi criminali si contano già nell&#8217;ordine delle decine di migliaia&#8230; Ma nel tempo della “post verità” l&#8217;aggressione mediatica – altro fronte aperto contro Venezuela -  attribuisce sfacciatamente questa sofferenza al governo bolivariano&#8230; Il ladro che grida: “Al ladro!”&#8230;</p>
<p>Nicolas Maduro ha vinto tutti questi ostacoli. Con la serenità che lo caratterizza. Mentre i suoi avversari sceglievano la violenza e il confronto brutale.</p>
<p>Quelli che non lo conoscevano hanno scoperto un dirigente tranquillo. Fermamente posizionato in un potere legittimamente e democraticamente conquistato nelle elezioni del 20 maggio 2018.</p>
<p>Il copione che Whasington, nel gennaio scorso, ha venduto al mondo – ed in particolare ai suoi alleati europei &#8211; secondo il quale Maduro non aveva nessun appoggio popolare e che bastava l&#8217;”auto proclamazione” come presidente di una marionetta qualsiasi perché tutta la struttura del potere in Venezuela crollasse, si è rivelato falso. Completamente falso.</p>
<p>In Venezuela il potere non è crollato, né ha tremato e nemmeno è stato intaccato. Nessun ministro ha abbandonato Maduro, nessun generale con comando di truppe ha disertato. Nessuna fessura è riuscita a ferire l&#8217;unità civico-militare. Questa è la realtà del Venezuela, il Venezuela reale.<br />
Di tutto questo parlo, nel suo ufficio, con il Presidente Maduro.</p>
<p>Con assoluta convinzione mi dice: “In politica, solo il negoziato, il dialogo, la discussione, fanno avanzare le cose. Noi puntiamo sul tavolo di trattativa. Tutte le forze politiche del paese sono invitate a partecipare. Senza premesse né linee rosse. Tra venezuelani di buona volontà possiamo e dobbiamo trovare una soluzione che lasci fuori la violenza e l&#8217;aggressione imperiale.”</p>
<p>di Ignacio Ramonet</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
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		<title>Ramonet smonta le fake news sul Venezuela</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/05/25/10533/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2018 01:44:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
		<category><![CDATA[Ignacio Ramonet]]></category>
		<category><![CDATA[stampa straniera]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

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		<description><![CDATA[Le recenti elezioni presidenziali svolte in Venezuela sono state vinte con un ampio margine dal candidato della Rivoluzione Bolivariana, nonché presidente uscente Nicolas Maduro. Come sempre accade in materia di Venezuela, la stampa internazionale si è scatenata a reti unificate per screditare l’intero processo elettorale e sminuire la schiacciante vittoria del chavismo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10534" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10534" alt="Ignacio Ramonet" src="/files/2018/05/Ignacio-Ramonet.jpg" width="580" height="327" /><p class="wp-caption-text">Ignacio Ramonet</p></div>
<p><strong>Le recenti elezioni presidenziali svolte in Venezuela sono state vinte con un ampio margine dal candidato della Rivoluzione Bolivariana, nonché presidente uscente Nicolas Maduro. Come sempre accade in materia di Venezuela, la stampa internazionale si è scatenata a reti unificate per screditare l’intero processo elettorale e sminuire la schiacciante vittoria del chavismo.</strong></p>
<p>A confutare la classica narrazione tossica mainstream è il rinomato giornalista e professore spagnolo Ignacio Ramonet. Questo è quanto ha dichiarato ai microfoni del programma Encuentro Popular trasmesso da YVKE Mundial: «Come ognuno degli oltre 2000 osservatori internazionali che hanno girato tutto il paese, tutti i giornalisti che erano qui hanno potuto constatare che queste elezioni si sono svolte in maniera libera, trasparente, democratica».</p>
<p>Il giornalista spagnolo ha inoltre dato particolare rilievo a tre considerazioni riguardanti le elezioni: sono state svolte nonostante le pressioni e le minacce provenienti da più parti; all’interno dalla destra e all’esterno dalle manovre di Washington. Gli esponenti dell’opposizione hanno goduto, come di norma in Venezuela, della massima libertà possibile per esporre in tutto il paese le proprie idee e proposte alternative. Nella giornata delle elezioni ha regnato un’atmosfera di tranquillità e normalità. Fatto non scontato visto le violenze scatenate dall’opposizione di destra in occasione delle elezioni per l’Assemblea Nazionale Costituente del passato mese di luglio.</p>
<p>Le varie cronache che abbiamo letto sul Venezuela, evidentemente di parte, avevano come unico obiettivo quello di unirsi alla campagna diffamatoria contro il paese sudamericano «perché non basate sulla razionalità di osservazione su quel che è realmente accaduto in Venezuela il 20 maggio e le settimane che hanno preceduto l’elezione presidenziale», ha infine denunciato Ramonet.</p>
<p>da AVN</p>
<p>traduzione di L&#8217;AntiDiplomatico</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ramonet presenta a L&#8217;Avana “Hugo Chavez. Mi primera vida”</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2014 23:19:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Abel Prieto]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
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		<description><![CDATA[Raccontano che in una delle conversazioni che Ignacio Ramonet ha avuto con Hugo Chavez, lui gli ha chiesto quanto tempo durava un discorso di un presidente francese. Ramonet ha riconosciuto che, in occasioni straordinarie, come in una campagna elettorale, poteva durare fino ad un'ora. “Io ho bisogno di almeno quattro ore solo per incominciare”, ha ribattuto il Presidente venezuelano. Dal gusto per il monologo sono uscite moltissime ore di conversazione, a partire dalle quali Ramonet ha scritto “Hugo Chavez. Mi primera vida”.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7783" alt="" src="/files/2014/04/ramonet041.jpg" width="580" height="330" />Raccontano che in una delle conversazioni che Ignacio Ramonet ha avuto con Hugo Chavez, lui gli ha chiesto quanto tempo durava un discorso di un presidente francese. Ramonet ha riconosciuto che, in occasioni straordinarie, come in una campagna elettorale, poteva durare fino ad un&#8217;ora. “Io ho bisogno di almeno quattro ore solo per incominciare”, ha ribattuto il Presidente venezuelano. Dal gusto per il monologo sono uscite moltissime ore di conversazione, a partire dalle quali Ramonet ha scritto “Hugo Chavez. Mi primera vida”.  </strong></p>
<p>“L&#8217;idea di fare questo libro sorge precisamente dal libro Cento Ore con Fidel, un libro che il comandante bolivariano aveva annotato copiosamente, lo considerava un manuale”. “Abbiamo parlato tanto del libro che un giorno gli dissi perché non potevo fare un libro su di lui; idea che non gli piacque molto perché diceva che aveva ancora tutta una vita davanti e che tutto ciò era solo per persone consacrate come Fidel”, ha ricordato Ramonet.</p>
<p>Il testo, con più di 700 pagine è stato presentato nella notte di questo mercoledì a L&#8217;Avana e narra la formazione di Chavez, dalla sua nascita fino a che vince le elezioni per la Presidenza del suo paese, nel 1998.</p>
<p>Tre anni e circa duecento ore di conversazioni, hanno costruito un libro che ci presenta un Chavez “tremendamente umano”, quello stesso che durante i suoi 14 anni di governo, non solo ha cambiato la rotta della storia del suo paese, ma anche il destino dell&#8217;America Latina.</p>
<p>Il politologo ha inoltre riconosciuto che ha apprezzato l&#8217;enorme amore che Chavez aveva per le pianure venezuelane e gli uomini e le donne che li abitano. Un luogo speciale è occupato dallo stato di Barinas e dalla città di Sabaneta, dove è nato, poiché raccolgono i suoi ricordi di infanzia.</p>
<p>Sullo stesso testo, Abel Prieto, consulente del presidente cubano, ha assicurato che uno dei successi raggiunti da Ramonet è stato quello di riflettere sulle particolarità dell&#8217;oralità di Chavez attraverso differenti poemi e canzoni intonate dal presidente eterno del Venezuela.</p>
<p>Nella serata, condotta dalla giornalista Arleen Rodriguez Derivet, la cantante ecuadoriana Marisol Baue ed il cantautore cubano Raul Torres hanno interpretato alcune canzoni in omaggio al leader storico della rivoluzione bolivariana.</p>
<p>Il libro avrà un&#8217;edizione a Cuba, che si presenterà il prossimo 28
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<p>  luglio, 60° compleanno del comandante Chavez.</p>
<p>Sono intervenuti nella presentazione Miguel Barnet, presidente dell&#8217;UNEAC; Edgardo Gonzalez, ambasciatore del Venezuela sull&#8217;Isola; Fernando Gonzalez, Eroe della Repubblica di Cuba; famigliari dei Cinque eroi, oltre ai rappresentanti del corpo diplomatico venezuelano, artisti ed altre personalità.</p>
<p>testo di Oscar Figueredo Reinaldo</p>
<p>foto di Ismael Francisco</p>
<p>traduzione di Ida Garberi <img class="alignleft size-full wp-image-7784" alt="Copertina del libro" src="/files/2014/04/ramonet051.jpg" width="580" height="330" /><img class="alignleft size-full wp-image-7785" alt="ramonet081" src="/files/2014/04/ramonet081.jpg" width="580" height="330" /></p>
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		<title>L&#8217;America Latina sta vivendo il migliore momento della sua storia, secondo Ignacio Ramonet</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 21:35:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ignacio Ramonet]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie alle politiche adottate dai governi progressisti, l'America Latina sta vivendo il migliore momento della sua storia, visto che 80 milioni di persone sono uscite dalla povertà, sottolinea il direttore del giornale francese Le Monde Diplomatique, Ignacio Ramonet.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_4410" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-4410" src="/files/2012/05/ignacio_ramonet.jpg" alt="Ignacio Ramonet" width="300" height="250" /></strong><p class="wp-caption-text">Ignacio Ramonet</p></div>
<p>Grazie alle politiche adottate dai governi progressisti, l&#8217;America Latina sta vivendo il migliore momento della sua storia, visto che 80 milioni di persone sono uscite dalla povertà, sottolinea il direttore del giornale francese Le Monde Diplomatique, Ignacio Ramonet.</strong></p>
<p>&#8220;Dopo due secoli di storia, la regione sta celebrando il bicentenario delle indipendenze e forse in questi ultimi due secoli non c&#8217;era mai stata una democrazia così estesa nei paesi latinoamericani e soprattutto pace, eccetto quello che succede in Colombia&#8221;, ha aggiunto Ramonet, come riporta una nota di Prensa Latina.</p>
<p>Nelle dichiarazioni fatte al giornale digitale ufficiale El Ciudadano, dell’Ecuador, lo scrittore, giornalista e accademico, evidenzia che non c&#8217;era mai stato prima, nel contesto regionale, un interesse così spiccato verso l&#8217;integrazione.</p>
<p>In questo senso, si è distaccata l&#8217;attività dell&#8217;Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasur), l&#8217;Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (Alba) e la Comunità degli Stati dell’America Latina e dei Caraibi (Celac), come importanti meccanismi per lo sviluppo.</p>
<p>Secondo Ramonet, i governi progressisti, che sono maggioritari nella regione, hanno insistito sulla giustizia e l&#8217;uguaglianza sociale, come dimostra l&#8217;impegno a realizzare un lavoro comune, aggiunge la nota.<br />
A proposito della presentazione lo scorso lunedì a Quito, in Ecuador, del suo ultimo libro, “La explosion de la comunicacion”, che parla dell&#8217;auge del giornalismo grazie all&#8217;impatto di internet, Ramonet ha sostenuto che al giorno d&#8217;oggi nella regione si sta verificando una battaglia tra i monopoli dei gruppi privati e le nuove proposte di informazione sollevate dai<br />
governi progressisti.</p>
<p>Oggi ci si trova davanti ad &#8220;una terribile disuguaglianza rispetto al monopolio del settore privato per quanto riguarda i mezzi di comunicazione e molti di questi governi hanno posto la necessità di tornare ad equilibrare tale monopolio e stanno creando servizi pubblici di informazione e comunicazione&#8221;, ha aggiunto il direttore del giornale francese Le Monde Diplomatique.</p>
<p>preso da Aporrea</p>
<p>traduzione di Paola Flauto</p>
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