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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Ideologia</title>
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		<title>Diaz-Canel: dobbiamo essere capaci di anticipare le manipolazioni mediatiche</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2020 01:20:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo giovedì, in sessione straordinaria del consiglio dei Ministri, è stata approvata la strategia socioeconomica per l'impulso dell'economia e la lotta alla crisi mondiale provocata dalla COVID-19. Nell'appuntamento, il presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel Bermudez, ha realizzato un importante intervento, che è stato trasmesso nel programma Mensa Redonda.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11672" alt="mesa-redonda-medidas-economicas-3-580x435" src="/files/2020/07/mesa-redonda-medidas-economicas-3-580x435.jpg" width="580" height="435" />Questo giovedì, in sessione straordinaria del consiglio dei Ministri, è stata approvata la strategia socioeconomica per l&#8217;impulso dell&#8217;economia e la lotta alla crisi mondiale provocata dalla COVID-19.</strong></p>
<p>Nell&#8217;appuntamento, il presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel Bermudez, ha realizzato un importante intervento, che è stato trasmesso nel programma Mensa Redonda.</p>
<p>Trattando il tema della comunicazione, ha detto che “dalla prospettiva dei nemici della Rivoluzione, ogni tema è un settore di fuoco”. “Prendono il tema delle code per il pollo e criticano il livello di vita della popolazione, prendono il tema delle carenze ed attaccano la gestione del Governo”, ha detto il presidente cubano. “In definitiva –ha continuato–, attaccano tutto quello che si fa e promuovono azioni per screditare le autorità”.</p>
<p>In temi di diritto e società –ha aggiunto il mandatario–, non desistono nella ricerca dei punti di fallimento dell&#8217;unità nazionale. Per ciò ingrandiscono i possibili dissensi in temi sensibili come il matrimonio ugualitario, il razzismo, la violenza contro la donna o la protezione animale, per menzionare solo alcuni esempi. Invece, anche il Governo cubano lavora in questi debiti di secoli che solo la Rivoluzione nel potere ha affrontato con progresso.</p>
<p>Diaz-Canel ha insistito sull&#8217;importanza di comprendere che, quanto più fronti riescono ad aprire e mentre minore sarà la capacità delle nostre istituzioni politiche e sociali per risolvere le questioni in sospeso, i risultati dei nemici storici della Rivoluzione saranno molto maggiori. Non è possibile dimenticare che gli obiettivi principali dietro tutte le campagne che organizzano sono gli stessi: insultare il sistema politico, visualizzare sempre le cose negative e dimostrare che la nostra società vive nel caos.</p>
<p>“C&#8217;è molto denaro investito ed anche laboratori ideologici. I nuovi modelli mediatici hanno dimostrato effettività in quanto alle loro capacità per manipolare e disarmare ideologicamente i popoli nella nostra regione e nel mondo”, ha messo in allerta.</p>
<p>Pertanto, urge progettare perfino una strategia di comunicazione che utilizzi molti degli strumenti usati contro di noi, e che possa crearne dei nuovi più vicini alla nostra realtà.</p>
<p>Ad ogni modo, non ci sono dubbi che la maniera più effettiva di comunicare è fare le cose, e farle bene. “Cuba, come pochi paesi con lo stesso sviluppo, ha la possibilità di farlo bene. Esistono le istituzioni e le infrastrutture necessarie per generare questa strategia, ed abbiamo il capitale umano preparato per ottenerla”, ha assicurato il mandatario.</p>
<p>In funzione di quello detto anteriormente, ha insistito sulla necessità di aggiornare i modi di comunicare. “Non possiamo continuare ad essere ancorati alle forme anteriori dell&#8217;era digitale e non possiamo burocratizzare i processi ideologici. La comunicazione sociale è arrivata alle istituzioni del paese, ma dobbiamo essere più attivi e capaci di anticipare le manipolazioni mediatiche”, ha detto.</p>
<p>Inoltre, il presidente cubano ha fatto riferimento alle speculazioni che, durante gli ultimi giorni, sono cresciute intorno ad alcuni misure complesse che non beneficiano allo stesso modo tutti i settori. Però, purtroppo, sono necessarie per risolvere i problemi economici della nazione.</p>
<p>“Immediatamente hanno cominciato a seminare dubbi ed alimentare la sfiducia. Il nemico, col suo sistema di mass media ed i suoi mercenari di turno, lavora per seminare disperazione e scoraggiamento. Bisogna vedere come si agitano ed assumono i ruoli di vittime o di pensatori molto preoccupati per il popolo e per i lavoratori, mentre la maggioranza di loro sarebbe incapace del più piccolo sacrificio per la nazione, ed inoltre non parlano mai della vera causa, o la maggiore causa dei nostri problemi, che il bloqueo, che non sono capaci di ripudiare o condannare.</p>
<p>“Tirano fuori dal contesto alcune frasi per ridicolizzare gli sforzi, parlano di apartheid economico&#8230; si può parlare di apartheid economico in un paese dove il Governo si preoccupa tutti i giorni per fare arrivare la maggior parte delle cose a tutti, allo stesso modo?”.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Non tocchino il mio Martì</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 02:10:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Ideologia]]></category>
		<category><![CDATA[Josè Martì]]></category>

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		<description><![CDATA[Non tocchino Martì, il mio Josè Martì, non lo tocchino. Chiamatemi illuso, sognatore o fatto all'antica, ma su questo non transigo. Ho le mie ragioni. Ho imparato il mio primo poema quando avevo sei anni. Erano alcuni versi di Josè Martì che parlavano di una rosa bianca e di amare tutti, perfino i nostri nemici. Ricordo come se stessi vedendo un film in bianco e nero, l'immagine di mia madre vicino a me, quel pomeriggio. Eravamo ad una fermata dell'autobus nel capolinea de La Lisa, a L'Avana. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11309" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11309" alt="Carlos Lazo e suo nipote" src="/files/2020/01/carlos-lazo-y-su-nieto-580x435.jpg" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">Carlos Lazo e suo nipote</p></div>
<p><strong>Non tocchino Martì, il mio Josè Martì, non lo tocchino. Chiamatemi illuso, sognatore o fatto all&#8217;antica, ma su questo non transigo. Ho le mie ragioni. Ho imparato il mio primo poema quando avevo sei anni. Erano alcuni versi di Josè Martì che parlavano di una rosa bianca e di amare tutti, perfino i nostri nemici. Ricordo come se stessi vedendo un film in bianco e nero, l&#8217;immagine di mia madre vicino a me, quel pomeriggio. Eravamo ad una fermata dell&#8217;autobus nel capolinea de La Lisa, a L&#8217;Avana.</strong></p>
<p>L’autobus che stavamo aspettando era “la quaranta” (è la prima linea della quale ho memoria). Noi andavamo per Jaimanitas, il paesino dove vivevamo. Mentre aspettavamo, mia mamma, per ostentare le mie doti “artistiche” e per combattere la noia (in quell&#8217;epoca non c&#8217;erano telefoni cellulari e, nelle fermate dell’autobus, l&#8217;unica forma di alleviare il tedio era conversare) mi ha detto: “Dai figlio, recita il poema ai compagni” (c&#8217;erano lì tre o quattro persone). Io, con tremenda vergogna, ho incominciato: “Coltivo una rosa bianca, in luglio come in gennaio…” mentre gesticolavo. Era come se con le mie piccole mani, tirassi fuori dei fiori da un’aiuola immaginaria (il mio petto) e le offrissi all&#8217;udienza estemporanea. In quel momento non ho capito perché i vecchi che erano alla fermata mi guardavano con occhi umidi di amore. Confesso che, a quell&#8217;età, non capivo neanche molto il significato di quei versi.</p>
<p>Con gli anni ho imparato un po&#8217; di più di Josè Martì. Per esempio, ho scoperto che Martì è l&#8217;unica figura storica che abbraccia in maniera amorosa ed inclusiva tutti i cubani. Camminando per il mondo, ho trovato la sua statua nei quattro punti cardinali. Ho incontrato monumenti di Martì mentre camminavo per New York o Hialeah, per Cancun o Madrid. L&#8217;Apostolo è stato tanto versatile ed universale che i suoi pensieri sono citati da persone di differenti credi ed ideologie. Il suo libro L&#8217;Età dell’Oro, è una presenza costante in quasi tutte le case cubane (dentro e fuori dall’Isola). Il caso è che Martì, almeno per me, non passa di moda. E benché la sua opera sia immensa, quelli che mi sono sempre piaciuti di più sono stati sempre Los Versos Sencillos. La nozione di amore espressa in quelle strofe mi ricorda sempre quello di “amerai il prossimo come a te stesso”. Per questo motivo, Josè Martì acquisisce una rilevanza speciale in questi tempi in cui sembra pullulare l&#8217;odio. Quando si aizza il rancore, si offende e si diffama, Martì continua a ripeterci “cardi né ortica coltivo…”. È come se ci ricordasse che l&#8217;amore, perfino l&#8217;amore silenzioso, fa ammutolire l&#8217;odio.</p>
<p>Ma, infine, quello che volevo dire. Quando Manolito, il mio nipotino è arrivato a casa nostra, (come ogni fine settimana), ci siamo coricati ed abbiamo parlato un momento. Mentre andava già a dormire, ha incominciato la sua routine di recitare l’angelo custode. Da lì ha continuato: “con Dio mi corico, con Dio mi alzo”, così, di seguito. Io ho pensato che avrebbe finito la preghiera “con la vergine Maria e lo Spirito Santo” e che avrebbe chiuso gli occhi. Ma il bimbo non si è fermato lì. All&#8217;improvviso ha fatto una pausa e (lo giuro su mia madre, avreste dovuto vederlo!) ha aggiunto: “Coltivo una rosa bianca, in luglio come in gennaio…” completo! Ed alla fine, amen.</p>
<p>Manolito non capisce ancora il significato di quei versi. Ma io sì. E mi sono riempito di tenerezza vedendolo con le sue manine gesticolare così. Sembrava che il bambino strappasse fiori da un’aiuola (che era il suo petto) e li offriva ad un&#8217;udienza immaginaria mentre io lo guardavo con occhi umidi di speranza. Per questo motivo, chiamatemi illuso, sognatore o fatto all&#8217;antica, ma Martì, il mio Martì non si tocca.</p>
<p>preso dall’account di Facebook di Carlos Lazo</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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