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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Honduras</title>
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		<title>Tribunale honduregno ha dichiarato colpevole l&#8217;assassino intellettuale di Berta Cáceres</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 23:19:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un tribunale  honduregno ha dichiarato oggi colpevole David Castillo come coautore intellettuale dell'omicidio dell'ambientalista Berta Cáceres, commesso il 2 marzo 2016. La lettura della sentenza, che potrebbe essere tra i 30 e i 35 anni di reclusione, avverrà il 3 agosto, ha precisato lo stesso organo di amministrazione della giustizia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12232" alt="y-berta" src="/files/2021/07/y-berta.jpg" width="580" height="386" />Un tribunale  honduregno ha dichiarato oggi colpevole David Castillo come coautore intellettuale dell&#8217;omicidio dell&#8217;ambientalista Berta Cáceres, commesso il 2 marzo 2016.</strong></p>
<p>La lettura della sentenza, che potrebbe essere tra i 30 e i 35 anni di reclusione, avverrà il 3 agosto, ha precisato lo stesso organo di amministrazione della giustizia.</p>
<p>Il 6 aprile è iniziato il processo giudiziario nei confronti di Castillo, che è stato dirigente della società DESA all&#8217;epoca dei fatti, e lunedì il tribunale ha dimostrato legami con i sicari incaricati del delitto.</p>
<p>La società DESA stava eseguendo il progetto idroelettrico di Agua Zarca, che Cáceres ha combattuto per diversi anni con la motivazione che colpisce il territorio ancestrale degli indigeni Lenca, di cui lei era un’importante leader.</p>
<p>La traiettoria di Berta Cáceres come combattente per la difesa dell&#8217;ambiente in Honduras l&#8217;ha portata nel 2015 ad essere premiata con il Premio Internazionale Goldman, considerato il Premio Nobel per gli ambientalisti.</p>
<p>Nel dicembre del 2019, un tribunale honduregno ha condannato tra i 30 e i 34 anni gli autori materiali dell&#8217;omicidio della leader del popolo Lenca, fondatrice nel 1993 del Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell&#8217;Honduras (COPINH).</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>A 4 anni dalla sua semina: Berta continua ad essere infinita</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 21:11:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra gli 8,6 milioni di voci che abitano questo paesino, cuore dell'America Centrale, chiamato Honduras, 45 anni fa, è sorta la voce di una guerriera, di una donna forte che ha saputo incarnare tutte le allegre, giuste e necessarie disubbidienze, che non è riuscita a rimanere in nessun stampo e giustamente per questo motivo li ha rotti tutti e ne ha creato uno tutto suo, regolato con i suoi principi fermi ed infrangibili, come la sua voce, dove denunciava le ingiustizie e difendeva con coraggio i beni sacri del suo paese. Quella donna, alloggiata in migliaia e migliaia di cuori è Berta Isabel Caceres Flores.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11363" alt="berta4anni" src="/files/2020/03/berta4anni.jpg" width="580" height="435" />Tra gli 8,6 milioni di voci che abitano questo paesino, cuore dell&#8217;America Centrale, chiamato Honduras, 45 anni fa, è sorta la voce di una guerriera, di una donna forte che ha saputo incarnare tutte le allegre, giuste e necessarie disubbidienze, che non è riuscita a rimanere in nessun stampo e giustamente per questo motivo li ha rotti tutti e ne ha creato uno tutto suo, regolato con i suoi principi fermi ed infrangibili, come la sua voce, dove denunciava le ingiustizie e difendeva con coraggio i beni sacri del suo paese. Quella donna, alloggiata in migliaia e migliaia di cuori è Berta Isabel Caceres Flores.  </strong></p>
<p>Era nata il 4 marzo 1973 a Esperanza, Intibucà. Indigena lenca, di madre levatrice ed infermiera che si è trasformata nella prima donna sindaco in Honduras, Berta Caceres ha saputo incarnare ed allargare fino limiti inimmaginabili questo lascito materno di potere e forza dalla condizione di donna. Nel 1993 è stata una delle fondatrici del Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras (COPINH) ed ha diretto da quel momento le costanti lotte in difesa dei beni naturali del popolo lenca. Minacciata, perseguita ed anche imprigionata per la sua lotta, Berta ha assunto tutti i rischi per amore ed ha saputo essere sempre una donna coraggiosa che diceva la sua parola ferma e senza paura.</p>
<p>Conversava col fiume Gualcarque, e riconosceva in lui le voci di tutti il suo antenati. Ha compreso come pochi il pulsare della “pachamama” ed ha saputo sentire nel suo sangue tutte le forme di vita palpitando. Aveva nel suo petto un amore che trascende l&#8217;idea dell&#8217;amore stesso, ed ha imparato a trovarlo nei visi dei suoi fratelli e sorelle lottatrici, ed ha saputo, nella lotta, gomito a gomito essere molto più di due.</p>
<p>Berta non è stata mai in nessun stampo. Li ha rotti tutti. Non è stata nello stampo patriarcale. Non è stata nello stampo di donna tradizionale, l’ha mandato al diavolo. Non è stata nello stampo di un&#8217;organizzazione popolare, nello stampo di un partito politico. Ha sempre detto le cose senza sotterfugi di fronte a qualsiasi persona. Berta era molto più che un&#8217;ambientalista. Berta incarnava i principi anti-capitalisti, antirazzisti, anti-patriarcali, antimilitaristi ed antimperialisti. Berta era anti-sistema.</p>
<p>Il 2 marzo 2016 hanno creduto di mettere fine alla sua forza, ma gli assassini non si sono immaginati che sarebbe stato l&#8217;inizio della nascita di migliaia e migliaia di Berte, lottando dal più profondo dell&#8217;indignazione e del coraggio. Comprendendo così quello che ha scritto Ana Frank nel suo diario sulla meraviglia di che ognuno di noi nel momento seguente può incominciare a migliorare il mondo.</p>
<p>Il 2 marzo il lascito di Berta Caceres ha commosso il mondo, perché non hanno saputo capire che le sue radici oltrepassavano qualunque frontiera,  che la sua forza penetrava perfino nel più profondo di quelli che conoscevano unicamente il suo nome. Berta è ritornata sulla terra, nel cuore della “pachamama”, alle fonti di acqua che hanno sempre fluito nel suo sorriso fresco e sereno, nel suo gesto gentile e nel suo spirito pieno di semplicità che concede solo la saggezza.</p>
<p>E così, in mezzo a migliaia e migliaia di fratelli e sorelle, il seme di Berta è  germogliato ancora prima di essere seminato. Oggi il suo spirito libero e ribelle saltella nella cascata, si abbraccia ad ogni albero, ad ogni goccia d’acqua del fiume e soffia soavemente sui visi dei suoi figli e figlie, fratelli e sorelle; di sangue e della vita.</p>
<p>Il suo seme germina, perché ha trasceso i limiti umani. Quelli che hanno tentato di farla tacere non hanno immaginato che avrebbero moltiplicato la sua voce ed il suo grido per il mondo intero. Quelli che hanno tentato di zittirla non hanno pensato che l&#8217;avrebbero ubicata dove sta ora, nell’infinito, nell’eterno, in quello che sprona le sue giuste e necessarie disubbidienze, nella memoria collettiva dei popoli, lì, dove giustamente non potranno mai cancellarla.</p>
<p>di Heidy Alachan</p>
<p>da Movimiento Amplio madj.org</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Josè Manuel Zelaya: “Come non hanno potuto vincere contro Cuba, non potranno neanche col Venezuela”</title>
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		<pubDate>Fri, 31 May 2019 21:34:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un golpe militare, al vecchio stile, è scoppiato all'alba del 28 giugno 2009, in Honduras. Sono passati già dieci anni da quel golpe di Stato che ha abbattuto il presidente costituzionale della Repubblica, Josè Manuel Zelaya Rosales. Oggi ho l'immenso privilegio di conversare, via telefonica, con l'ex presidente Zelaya, che gentilmente ha accettato di rispondere alle mie domande.  
  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11011" alt="manuel-zelaya" src="/files/2019/05/manuel-zelaya.jpeg" width="580" height="330" />Un golpe militare, al vecchio stile, è scoppiato all&#8217;alba del 28 giugno 2009, in Honduras. Sono passati già dieci anni da quel golpe di Stato che ha abbattuto il presidente costituzionale della Repubblica, Josè Manuel Zelaya Rosales.  </strong></p>
<p>Oggi ho l&#8217;immenso privilegio di conversare, via telefonica, con l&#8217;ex presidente Zelaya, che gentilmente ha accettato di rispondere alle mie domande.</p>
<p>Buona sera, signore Manuel Zelaya! Un saluto da Cuba. La mia prima domanda è:</p>
<p>–Se potesse ritornare indietro nel tempo, dieci anni fa, che cosa farebbe e che non farebbe un&#8217;altra volta? Quale crede sia stato il suo principale errore politico, ed il suo maggiore successo?</p>
<p>“Sono il popolo e la storia quelli che dettano le forme od i risultati che si sono ottenuti. Secondo la CEPAL (Commissione Economica per l&#8217;America Latina), nei tre anni e mezzo di governo che sono stato onorato di presiedere, un governo liberale del potere cittadino, si sono ottenuti i migliori risultati nelle crescite economiche, sociali e democratiche; competitività; riduzione della povertà; minore deficit fiscale; minore debito estero della storia di Honduras. Allora, facciamo eco a quelle parole bibliche: ‘Per i miei frutti mi conoscerete’”.</p>
<p>–Passati gli anni, lei crede ancora che era il momento opportuno per introdurre “la Quarta Urna?”</p>
<p>“La ‘Quarta Urna’ è un diritto del popolo che è considerato nella Costituzione della Repubblica. È il concetto più elevato della sovranità popolare, è la prima consultazione storica che si faceva in Honduras perché il popolo non è stato mai consultato, solo viene avvisato ed è convocato per marcare una croce sotto le fotografie di persone in un esercizio elettorale. Pertanto, il capitale, il potere, e le suprematiste   onnipresenti, onniscienti ed onnipotenti multinazionali statunitensi ed europee del petrolio, tutto indica che abbiano finanziato il golpe di Stato.<br />
È stato eseguito dai militari, dall&#8217;oligarchia e dal bipartitismo, ma, logicamente, pianificato dalle agenzie di intelligenza statunitensi e dal Comando Sud. Loro hanno distrutto questo esercizio democratico e rivoluzionario che si chiama ‘Quarta Urna’”.</p>
<p>–Perché l&#8217;entrata dell’Honduras nell&#8217;Alba ha causato tanta preoccupazione?</p>
<p>“L&#8217;entrata dell’Honduras nell&#8217;Alba ed in Petrocaribe sono state delle pietre miliari che hanno segnato un momento di indipendenza ed autodeterminazione alle quali hanno diritto i popoli del mondo, secondo le nostre carte costitutive e gli stessi documenti delle Nazioni Unite, hanno provocato la gelosia e l&#8217;irritazione dei falchi di Washington, nel senso che Honduras per la prima volta nella sua storia assumeva azioni di indipendenza, come è associarsi con queste due organizzazioni ed allearsi con Unasur, America del Sud, col presidente Luiz Inacio Lula dà Silva, operaio, socialista, leader del Brasile; col leader della rivoluzione bolivariana Hugo Chavez Frias e Nicolas Maduro. Tutto questo ha portato come conseguenza un&#8217;azione degli Stati Uniti e dell&#8217;oligarchia honduregna, coi militari, per fermare questo progetto di emancipazione del popolo honduregno. Logicamente, hanno paura a cambiare la correlazione di forze tra il capitale ed il lavoro”.</p>
<p>–Perché crede che nonostante le proteste internazionali, non è stato possibile ristabilire il leader nel suo incarico?</p>
<p>“La comunità internazionale non ha denti né artigli, a meno che dietro non ci siano gli interessi delle grandi potenze. In questo caso, gli Stati Uniti si sono dedicati non solo a lavorare nell’ombra per pianificare il golpe di Stato, bensì hanno ostacolato che si ricostruisse questo sistema democratico indipendente che noi stavamo spingendo in Honduras ed in America Latina.”</p>
<p>–Il partito Libre, da lei fondato e presieduto, ha già più di cinque anni. Quali sono le attuali forze e debolezze della sua militanza?</p>
<p>“Il partito Libre sta compiendo già sette anni, ma in sette anni ha vinto due volte le elezioni, e per due volte le hanno rubate sfacciatamente. L&#8217;ultima volta sono venuti gli Stati Uniti a legittimare 5 mila urne che sono apparse “dal taschino della camicia”, “della manica della camicia” nascoste, per poterci rubare le elezioni. Il sistema elettorale honduregno è una truffa. La destra conservatrice honduregna che non può più, oramai, vincere le elezioni, ricorre ai golpe di Stato, alle truffe elettorali, ed ad ogni tipo di crimini pur di mantenere i suoi privilegi.”</p>
<p>–A partire da quello che succede adesso in Venezuela, ed in tutta l&#8217;America Latina, quali sono le speranze della regione per mantenersi come zona di pace?</p>
<p>“Quello che sta succedendo in Venezuela è unicamente l&#8217;ambizione smisurata delle compagnie petrolifere statunitensi per rimanere con le risorse preziose, risorse naturali che ha Venezuela. Ed è la continuità di questo processo di restaurazione conservatrice che gli Stati Uniti hanno pianificato dal 2008; da quando Honduras è entrato nell&#8217;Alba è incominciata la pianificazione. Nel 2009 hanno dato il golpe di Stato, si sono annunciate le sette basi statunitensi in Colombia per circondare Venezuela; poi hanno fatto un altro golpe di Stato in Paraguay, in Brasile, un tentativo di golpe a Correa, a Cristina, ed hanno incominciato tutte le loro macchinazioni per sopprimere i governi socialisti ed impiantare governi fascisti, che sono quelli che stanno governando adesso principalmente l&#8217;America Latina e che sono ritornati perfino, diciamo, a sequestrare l&#8217;OSA, che è sempre stata a loro favore, meno in questi dieci anni, nell&#8217;epoca in cui il socialismo era arrivato a tutta l&#8217;America Latina.</p>
<p>“Ma come non hanno potuto vincere contro Cuba, non potranno neanche col governo rivoluzionario, ed il popolo rivoluzionario erede di Bolivar e di Chavez, ed oggi di Nicolas Maduro. Credo che il mondo intero è attento al discredito ed alla sfacciataggine con cui gli Stati Uniti pretendono dominare i paesi che sianno realmente tentando dei processi di indipendenza e di sviluppo equo in America Latina. Non passeranno!”.</p>
<p>–Infine… Qualche giorno torneremo a vedere Manuel Zelaya come presidente dell’Honduras?</p>
<p>“Io non sono candidato, io sono già stato presidente, non ho perso la mia investitura perché il popolo mi aveva scelto per quattro anni e non mi hanno lasciato finire il mio mandato che è rimasto in sospeso, e così non mi diminuisca chiedendomi se sarò candidato”. (fa una risata)</p>
<p>“Gli Stati Uniti hanno montato una dittatura militare e civile in Honduras, con apparenza legale, ma che ha violentato tutti i processi istituzionali, lo stato di diritto e la Costituzione della Repubblica. È una vergogna, ha impoverito il paese, ha approfondito il modello di sfruttamento neoliberale, e le classi lavoratrici, i più oppressi, i disoccupati, per milioni e per migliaia, stanno chiedendo un ritorno al sistema democratico del paese. Per lo meno, in questo senso, la lotta del partito Libre è una lotta vigente, è una lotta storica e credo che, senza dubbio, se ci saranno elezioni libere, il partito Libre starà assumendo nei prossimi anni la direzione democratica, pacifica, rivoluzionaria, che esige e richiede il popolo honduregno.”</p>
<p>–Molte grazie!</p>
<p>di Adonis Subit Lamí</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Berta Cáceres: Honduras è un paese che hanno portato all’orlo del precipizio, devastato totalmente dalle politiche neoliberali</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 04:26:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[3º anniversario della semina]]></category>
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		<category><![CDATA[Berta Zùniga]]></category>
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		<description><![CDATA[Il XIII Seminario Internazionale sui Paradigmi Emancipatori che si è svolto a L'Avana, dal 22 al 25 gennaio 2019 ha riunito i rappresentanti dei movimenti sociali di quasi tutte le latitudini, principalmente dell'America Latina, o come direbbe José Martí, provenienti dalla Nostra America. La grande persona che mi ha fatto conoscere questi incontri così emozionanti tra fratelli e sorelle di lotta è stata la “Mia Comandanta” dell’Honduras, Berta Cáceres Flores. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10867" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10867" alt="Bertha Zùniga, hija de Berta Caceres" src="/files/2019/02/hija-de-berta-cáceres.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">Bertha Zùniga, hija de Berta Caceres</p></div>
<p><strong>“Stanno cercando di cancellare dalla terra i popoli indigeni e gli afrodiscendenti, affrontiamo un progetto di morte e rispondiamo anteponendo la speranza ed i nostri piani millenari di vita”. </strong><br />
<strong>Berta Cáceres, 2015  </strong></p>
<p>Il XIII Seminario Internazionale sui Paradigmi Emancipatori che si è svolto a L&#8217;Avana, dal 22 al 25 gennaio 2019 ha riunito i rappresentanti dei movimenti sociali di quasi tutte le latitudini, principalmente dell&#8217;America Latina, o come direbbe José Martí, provenienti dalla Nostra America.</p>
<p>La grande persona che mi ha fatto conoscere questi incontri così emozionanti tra fratelli e sorelle di lotta è stata la “Mia Comandanta” dell’Honduras, Berta Cáceres Flores.</p>
<p>Lei, come nell&#8217;edizione anteriore, non ha potuto partecipare fisicamente, ma il suo spirito indigeno, la sua forza, il suo messaggio continuano a stare con noi, hanno camminato nel Pabellon Cuba con i partecipanti, consigliando, mettendo in allerta…MAI, Berta, c&#8217;abbandonerà.</p>
<p>Con gran emozione ho potuto abbracciare una volta di più sua figlia, Bertha Zúniga Cáceres, conversare sull&#8217;eredità della sua “mami”, sui lavori del COPINH (Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras, fondato da Berta Cáceres) e sulla triste situazione del suo paese, Honduras.</p>
<p>“È un orgoglio per me trovarmi con tanti popoli che hanno conosciuto mia madre e la ricordano come un simbolo vivo delle loro lotte, è incredibile che io la percepisca in tutte le popolazioni dove è passata. Ma l&#8217;onore più grande è vederla viva a Cuba, un&#8217;isola ed una Rivoluzione che lei ha sempre ammirato molto.</p>
<p>Bertita mi parla con emozione della presentazione del libro “Las Revoluciones de Berta. Conversaciones con Claudia Korol” Ediciones America Libre (che è stato presentato nel Seminario) che fortunatamente difende la parte profonda che è stato il lavoro rivoluzionario che ha fatto la “Mia Comandanta”, ed invece i suoi assassini vogliono minimizzare la sua leadership presentandola solo come un&#8217;ecologista, e così seppellire i suoi impegni sociali, femministi, di resilienza millenaria, completamente integrale.</p>
<p>“La dimostrazione che Berta non è morta, che Berta, come un seme, si è moltiplicata, è il fatto concreto che nel COPINH sono presenti concretamente le nuove generazioni, perfino nei posti di leadership, dove ci sono studenti universitari che inoltre aiutano molto in tutta la formazione della base e che si riconoscono nei 25 anni di lotta dell&#8217;Organizzazione”.</p>
<p>Sul tema più triste, Honduras, Bertha Zúniga mi ricorda che in giugno di questo anno saranno già trascorsi 10 anni dal golpe di Stato contro Manuel Zelaya, 10 anni di totale furto di ogni risorsa del paese in favore delle multinazionali.</p>
<p>“La struttura criminale dello Stato è già uscita allo scoperto, pochi mesi fa, si è saputo che si basa sul narcotraffico, la stessa famiglia del presidente della Repubblica è colpevole, questo presidente che si è posizionato un anno fa dopo una clamorosa frode elettorale, un&#8217;altra volta”.</p>
<p>Ricordo a Bertita che Juan Orlando Hernández si è auto-permesso la rielezione, violando sfacciatamente la Magna Carta dell’Honduras: è curioso che questo è stato lo stesso motivo nel 2009 per il rovesciamento di Zelaya, che proponeva un’Assemblea Costituente per sapere se il popolo fosse stato d’accordo con la rielezione!</p>
<p>Bertha Zúniga fa enfasi sul fatto che il popolo honduregno non è contrario alla rielezione, ma per questo procedimento esige un processo democratico previo e già in settembre del 2010 sono state raccolte un 1.342.876 firme che esigevano a voce alta un’Assemblea Costituente, per una profonda ristrutturazione del paese, la rifondazione totale, dalle sue fondamenta.</p>
<p>Nella conferenza stampa sulla consegna delle firme, il 17 settembre 2010, quella che era, in quell&#8217;epoca, la coordinatrice generale del COPINH, Bertha Cáceres, volle inviare una copia delle firme alle organizzazioni internazionali affinché conoscessero la volontà del popolo honduregno e per potere togliere la maschera al governo de facto di Pepe Lobo, continuazione del golpe civico-militare del 28 giugno 2009.</p>
<p>Quello stesso giorno, Berta mi ha consegnato un messaggio provocatorio, in una delle interviste che le ho fatto, con parole come sempre molto azzeccate che dopo quasi nove anni, risultano più attuali che mai e necessarie: “Credo che dobbiamo rompere il cerchio mediatico affinché il mondo sappia quello che sta succedendo in Honduras, è parte del lavoro dell&#8217;emancipazione emisferica, in tutto il pianeta; inoltre l&#8217;obbligo della comunità internazionale è riconoscere la nostra lotta per la rifondazione del paese. Basta già di questa invisibilizzazione orribile, il mondo deve rendersi conto della repressione, della militarizzazione, della violazione dei diritti umani, e dell&#8217;intensificazione dell&#8217;interventismo e dell&#8217;occupazione degli USA e delle multinazionali, dell’approfondimento della morte attraverso il modello neoliberale.<br />
Io credo che tutto ciò deve essere una questione importante per la comunità internazionale, i paesi, i governi che sono come i nostri fratelli, che il mondo sappia che il nostro popolo non si manifesta solo, gridando slogan, ma sta costruendo anche dal basso e credo che sia un dovere rivoluzionario di tutte le persone progressiste e di sinistra quello di dare il loro appoggio ad Honduras”, ha detto Berta Cáceres.</p>
<p>“L&#8217;unità è fondamentale per la base, dobbiamo lavorare insieme per lottare ed ottenere l&#8217;Assemblea Costituente del popolo, dato che sappiamo che è impossibile che l&#8217;oligarchia ceda il potere su un tappeto rosso, e se non sarà democratica e popolare non potremo partecipare, come movimento, perché sarebbe come tradire il popolo e la storia, sarebbe come dimenticare i nostri martiri, e dobbiamo essere ben chiari e trasparenti su questo tema”, ha continuato Caceres.</p>
<p>“Su suggerimento del COPINH, le firme si invieranno all&#8217;ONU, all&#8217;Alba all&#8217;UNASUR, all&#8217;OEA, ad organismi internazionali dei diritti umani ed ai governi dei paesi centroamericani, affinché imparino questa lezione che il popolo dell’Honduras sta dando, con le idee ‘morazaniste’, lottando per l&#8217;unità di tutta la nostra regione. Credo che sia importante che si sappia, a tutti i livelli, della nostra meta, che è l&#8217;Assemblea Costituente, come espressione pura del nostro camminare verso la rifondazione dell’Honduras: adesso, questa necessità legittima della gente, non è legale, ma non importa, perché sappiamo che le leggi in questo paese furono scritte dall&#8217;oligarchia. Dobbiamo auto-convocarci, non possiamo continuare ad essere sottomessi e sottomesse, in Honduras, secondo la logica della dominazione del diritto occidentale, capitalista e razzista”, ha concluso Berta.</p>
<p>Per finire la mia chiacchierata con Bertita, le chiedo informazioni sul processo contro gli assassini di sua madre e subito lei evidenzia che non ci sarà giustizia fino a che gli autori intellettuali non saranno condannati.</p>
<p>In novembre del 2018 sono state condannate 7 persone, ma rappresentano solamente i sicari e gli incarichi intermedi pagati da DESA (Sviluppo Energetico S. A.): nessun capo dell&#8217;esercito o funzionari importanti dello stato, nessuno appartenente alla famiglia Atala-Zablah (proprietaria di DESA) non sono neanche stati citati dalla Corte!</p>
<p>“Continueremo nella lotta fino ad ottenere giustizia, hanno ammazzato mia madre pensando di distruggere il COPINH, senza sapere che le sue idee non possono morire, sono state seminate, che il popolo Lenca continuerà a preservare il suo territorio fino a scacciare l&#8217;ultimo progetto assassino delle multinazionali”.</p>
<p>Quest’anno, il terzo dalla sua semina, Berta ci convoca un&#8217;altra volta: il COPINH svilupperà dal 1º fino al 3 marzo 2019 tre giorni di resistenza davanti all&#8217;impunità, di appoggio al popolo Lenca e di studio di strategie affinché si faccia giustizia ad Utopia, centro di incontri ed amicizia del COPINH, La Esperanza, Intibucá, Honduras.</p>
<p>Ma chi non potrà partecipare, il giorno 2 marzo potrà manifestarsi davanti all&#8217;ambasciata dell’Honduras del suo paese per esigere la cattura degli autori intellettuali, esigere la cancellazione del Progetto Idroelettrico Agua Zarca, mandare i twitter #JusticiaParaBerta #FaltanLosAtala #3AñosSinJusticia.</p>
<p>Personalmente, ogni secondo che passa percepisco come un vento leggero che mi ispira le parole che Berta ha pronunciato quando ha ricevuto il Premio Goldman, nel 2015: “Svegliamoci! Svegliamoci umanità! Non c’è più tempo! Le nostre coscienze saranno scosse dal fatto che stiamo solo contemplando l&#8217;autodistruzione basata nella depredazione capitalista, razzista e patriarcale. Il Fiume Gualcarque (fiume sacro del popolo Lenca) ci ha chiamati, come gli altri che sono seriamente minacciati. Dobbiamo accorrere! La Madre Terra militarizzata, circondata, avvelenata, dove si violano sistematicamente i diritti elementari, esige il nostro agire. Costruiamo allora società capaci di coesistere in maniera giusta, degna e per la vita”.</p>
<p>di Ida Garberi</p>
<p>foto: Ida Garberi e COPINH</p>
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		<title>L&#8217;esodo dall&#8217;Honduras mostra il fallimento del sistema criminale neoliberista made in USA</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2018 16:59:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L'Honduras, un paese con poco più di 112 mila km2, occupato da tre basi militari statunitensi, con una popolazione di oltre 9 milioni di abitanti, di cui quasi il 70% si trova in una situazione di povertà, attira ancora una volta l'attenzione internazionale. Questa volta, per il drammatico esodo umano, le cui crude immagini annegano in lacrime persino gli angeli del cielo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10693" alt="Honduras" src="/files/2018/10/Honduras.jpg" width="580" height="290" />L&#8217;Honduras, un paese con poco più di 112 mila km2, occupato da tre basi militari statunitensi, con una popolazione di oltre 9 milioni di abitanti, di cui quasi il 70% si trova in una situazione di povertà, attira ancora una volta l&#8217;attenzione internazionale. Questa volta, per il drammatico esodo umano, le cui crude immagini annegano in lacrime persino gli angeli del cielo.</strong></p>
<p>Questo Stato, che per oltre 180 anni di Repubblica, aveva cercato di far fronte e sopravvivere al permanente interventismo straniero e le sue conseguenze letali, con il colpo di stato del 2009 finì per crollare e diventare un evidente Stato fallito. E, con la rielezione fraudolenta e incostituzionale dell&#8217;attuale presidente Juan Orlando Hernández (2017), lo Stato fallito si è materializzato in uno Stato narco-criminale.</p>
<p>Nel 2009, il 58% degli honduregni si trovava in una situazione di povertà. Una realtà che ha provato a contrastare il deposto presidente Manuel Zelaya, ma fu destituito attraverso un colpo di Stato promosso dal governo degli Stati Uniti. Così, le politiche suicide neoliberali sono state ripristinate nel paese.</p>
<p>Nel 2018, secondo un rapporto delle Nazioni Unite, il 68% degli honduregni si trova in una situazione di povertà. Più di tre milioni di honduregni mangiano a malapena una volta al giorno. Nel frattempo, in questa decade, uomini d&#8217;affari stranieri in Honduras, come il defunto Facussé, si sono trasformati negli uomini più ricchi della regione.</p>
<p>Per fronteggiare il colpo di Stato, le cui conseguenze vengono ora avvertite nel paese centroamericano, la popolazione si è organizzata nel Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP).<br />
Ma, come in ogni dittatura, questo movimento sociale per i diritti umani è stato disarticolato e molti dei suoi attori sono stati uccisi.</p>
<p>Il governo americano, l&#8217;OSA e la comunità internazionale hanno approvato con il loro silenzio l&#8217;azione criminale. E, ora, il paese è praticamente ingovernabile. Senza Stato di Diritto, senza speranza di vita né opportunità di lavoro. Frantumato, annega nel sangue. L&#8217;Honduras, dal 2009, è uno dei paesi più violenti del mondo.</p>
<p>Juan Orlando Hernández, nel 2014, arrivò al governo predicando la Bibbia e distribuendo benedizioni al popolo credente e pentecostale dell&#8217;Honduras. Una volta al potere, di fronte alla sua impopolarità sociale, si mantenne al governo facendosi scudo con un discorso biblico teologico e protetto dal governo nordamericano.</p>
<p>Ma, la carestia in Honduras è così forte, e la morte violenta rende praticamente ogni istante della vita un atto di fede, che gli honduregni impoveriti per istinto di sopravvivenza intraprendono un esodo quasi apocalittico verso il promesso paradiso terrestre fallace del Nord, per unirsi ai circa 1,2 milioni di honduregni espulsi.</p>
<p>La migrazione è un diritto, non un crimine. Il problema è il saccheggio coloniale permanente di cui soffre l&#8217;Honduras. Il calvario dell&#8217;esodo honduregno, mostra il fallimento del sistema criminale neoliberista made in USA. Ed è una campana per Colombia, Perù, Guatemala, Argentina o Brasile, i cui governi servili continuano a sfruttare i loro popoli seguendo il copione neoliberista yankee.</p>
<p>di Itzamná Ollantay &#8211; TeleSur</p>
<p>Traduzione de l’AntiDiplomatico</p>
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		<title>Arrestano autore intellettuale dell&#8217;assassinio di Berta Caceres</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2018 02:49:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mass media honduregni hanno comunicato che David Castillo stava per abbandonare il paese quando è stato catturato dagli agenti di sicurezza. Le autorità dell’Honduras hanno arrestato questo venerdì il presidente dell'azienda Sviluppi Energetici S. A. (DESA), David Castillo, accusato di essere il presunto autore intellettuale dell'assassinio della leader indigena Berta Caceres.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10412" alt="berta-caceres" src="/files/2018/03/berta-caceres.jpg" width="580" height="354" />Mass media honduregni hanno comunicato che David Castillo stava per abbandonare il paese quando è stato catturato dagli agenti di sicurezza.  </strong><br />
<strong> </strong><br />
Le autorità dell’Honduras hanno arrestato questo venerdì il presidente dell&#8217;azienda Sviluppi Energetici S. A. (DESA), David Castillo, accusato di essere il presunto autore intellettuale dell&#8217;assassinio della leader indigena Berta Caceres.</p>
<p>Nel secondo anniversario del crimine, mezzi locali hanno riportato che la cattura si è realizzata mentre Castillo cercava di abbandonare il paese dall&#8217;aeroporto Ramon Villeda Morales della città San Pedro Sula, nel dipartimento di Cortes (nordovest).</p>
<p>Caceres è stata assassinata il 2 marzo 2016 nella città de La Esperanza, dipartimento di Intibucà (ovest), quando un gruppo di sconosciuti hanno forzato l&#8217;entrata di casa sua per eseguire l&#8217;ordine.</p>
<p>Secondo l&#8217;investigazione che dirige il Dipartimento dei Delitti Contro la Vita dell&#8217;Agenzia Tecnica di Investigazione Criminale (ATIC), l&#8217;imprenditore ha proporzionato la logistica e le risorse necessarie ad uno degli autori materiali del fatto.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;investigatore Juan Carlos Cruz e l&#8217;ex polizia Miguel Arcandel Rosales Izcano sono già stati processati per presentare prove false per deviare l&#8217;investigazione per l&#8217;assassinio dell&#8217;ambientalista honduregna.</p>
<p>Fino al momento, almeno otto persone sono accusate, e tra loro il direttore di DESA, Sergio Ramon Rodriguez Orellana.</p>
<p>da TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>La nuova guerra giuridica in America Latina</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Feb 2018 01:12:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La condanna in seconda istanza di Lula da Silva è un ulteriore passo nel perseguimento per via giuridica dei leader progressisti che hanno guidato il processo di cambiamento nella regione di inizio secolo, trasformando la vita quotidiana di milioni di persone. Se facciamo un breve ripasso della regione, capiremo la gravità del quadro: colpo di stato in Honduras, nel 2009, seguito dalla successiva inabilitazione di Manuel Zelaya Rosales; colpo di stato in Paraguay, nel 2012 e, subito dopo, inabilitazione di Fernando Lugo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10376" alt="Lula" src="/files/2018/02/Lula.jpg" width="580" height="290" />La condanna in seconda istanza di Lula da Silva è un ulteriore passo nel perseguimento per via giuridica dei leader progressisti che hanno guidato il processo di cambiamento nella regione di inizio secolo, trasformando la vita quotidiana di milioni di persone. Se facciamo un breve ripasso della regione, capiremo la gravità del quadro: colpo di stato in Honduras, nel 2009, seguito dalla successiva inabilitazione di Manuel Zelaya Rosales; colpo di stato in Paraguay, nel 2012 e, subito dopo, inabilitazione di Fernando Lugo.</strong></p>
<p>Pertanto, la proscrizione (quale altra parola potrebbe meglio definire ciò che cerca il Potere Giuridico con Lula?) dello storico leader sindacale è parte della stessa trama. Nel caso del Brasile, si tratta del secondo passo dopo la destituzione di Dilma Rousseff: L&#8217;espulsione del PT dal Planalto ha bisogno di questa chiusura, che Lula ora spera di invertire &#8211; con poche speranze considerando quello che fin qui è successo &#8211; in tribunali superiori e nella stessa giustizia elettorale.</p>
<p>Negli ultimi mesi, il tentativo di restaurazione neoliberale in America Latina ha registrato: in Brasile, la condanna di Lula; in Argentina, Cristina Fernández de Kirchner processata e Carlos Zannini prigioniero; in Ecuador, Jorge Glas arrestato e Rafael Correa indagato; in Uruguay, Raúl Sendic allontanato dalla sua posizione. Si tratta di un gruppo di dirigenti, prima insultati in termini mediatici, la cui credibilità si è cercato di erodere prima di questa vera e propria &#8220;guerra giuridica&#8221;. Nel mezzo ci sono stati anche attacchi mediatici ad Evo Morales &#8211; in Bolivia si è giunti a dire che il presidente avesse un figlio illegittimo perché perdesse per la prima volta un&#8217;elezione &#8211; ed a José Mujica &#8211; un&#8217;autrice uruguaiana è giunta ad inventare che &#8220;tupabandas&#8221; presumibilmente finanziavano con rapine a mano armata il Movimento di Partecipazione Popolare di cui l&#8217;ex presidente è referente.</p>
<p>Il racconto non è casuale: mostra una vicinanza tra l&#8217;attacco a questi dirigenti popolari e la pianificazione che sembra provenire dall&#8217;esterno. Il caso del Cile è anche divenuto tristemente celebre: tre anni addietro iniziò una causa contro il figlio di Michelle Bachelet, Sebastián Dávalos, per reati fiscali, traffico di influenze e l&#8217;irregolare acquisto di terreni. Rimase aperta durante la campagna presidenziale e il primo e il secondo turno elettorale. Il conservatore Sebastián Piñera, che ha sconfitto Guillier, candidato di Bachelet, ha vinto con un&#8217;alta percentuale di astensioni. Cosa è successo all&#8217;inizio di quest&#8217;anno, già ad elezioni definite? Il proscioglimento definitivo di Dávalos, una volta che è stato certo che a La Moneda si insediava l&#8217;imprenditore conservatore.</p>
<p>Nella LawFare (guerra legale) latinoamericana ora non servono prove, ma solo indizi o impressioni. Quali parole risuonavano nel Tribunale Regionale Federale 4 di Porto Alegre? Watergate, Mensalao, Lava Jato, Petrobras. Perché hanno condannato Lula? Per un triplex (appartamento) che non è il suo. Quali parole sono state ascoltate nell&#8217;impeachment di Dilma? Venezuela, Forum di San Pablo, Lava Jato, Petrobras. Perché l&#8217;hanno sfrattata dal Planalto? Per le &#8220;pedalate&#8221; fiscali che hanno fatto tutti i governi contemporanei in Brasile, incluso quello di Fernando Henrique Cardoso.</p>
<p>Infine, sotto il velo della autodefinita &#8220;Nuova Destra&#8221; latinoamericana, con presunto pedigree democratico, si nasconde un furibondo assalto alle istituzioni in generale ed a diversi leader politici in particolare. Sotto il paradigma della lotta contro il &#8220;populismo&#8221; &#8211; che, bisogna dirlo, sono stati o sono governi popolari &#8211; si difende la vulnerazione degli aspetti  base repubblicani, in un tutto si può dove le vittime sono questi dirigenti che elenchiamo ma, soprattutto, la verità e la giustizia. Questa è, in breve, la nuova &#8220;guerra giuridica&#8221; che vive la nostra regione.</p>
<p>Fino a dove arriveranno?</p>
<p>di Juan Manuel Karg- Pagina 12</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>Honduras: un popolo mobilitato</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2018 02:24:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Honduras vive una delle peggiori crisi della sua storia recente, prodotto di una frode elettorale colossale della quale l'Alleanza dell’Opposizione contro la Dittatura assicura di essere stata la vittima. Una crisi che, lontano dal risolversi, si approfondisce ogni giorno di più, lasciando una scia di morti, di feriti e di detenuti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10361" alt="honduras3" src="/files/2018/01/honduras3.jpg" width="580" height="358" />Honduras vive una delle peggiori crisi della sua storia recente, prodotto di una frode elettorale colossale della quale l&#8217;Alleanza dell’Opposizione contro la Dittatura assicura di essere stata la vittima. Una crisi che, lontano dal risolversi, si approfondisce ogni giorno di più, lasciando una scia di morti, di feriti e di detenuti.  </strong></p>
<p>Il prossimo 27 gennaio, l&#8217;attuale presidente Juan Orlando Hernandez prenderà possesso del suo secondo mandato. Secondo la massima autorità elettorale, il mandatario avrebbe vinto col 1,5% (meno di 50 mila voti) contro Salvador Nasralla, candidato dell&#8217;Alleanza dell’Opposizione.</p>
<p>Secondo la principale forza di opposizione, quella che si portò a termine il 26 novembre è stata una colossale frode elettorale, con la quale il presidente Hernandez pretende perpetuarsi nel potere, trascurando la volontà del popolo honduregno.</p>
<p>La denuncia nazionale ed internazionale della frode grossolana è stata accompagnata da una costante mobilitazione sociale che è stata soffocata senza pietà dai corpi di sicurezza dello Stato, in questione dalla Polizia Militare dell&#8217;Ordine Pubblico (PMOP) e dagli stessi militari.</p>
<p>Il Comitato di Familiari dei Detenuti e Scomparsi in Honduras (Cofadeh) segnala nella sua seconda relazione che sono già 30 le persone assassinate in meno di due mesi, più di 200 i feriti e più di mille le persone arrestate.</p>
<p>Questo sabato, a Sabà, Colon, Telmo Villareal, di 72 anni, è stato abbattuto nella cornice della settimana di Sciopero Nazionale #OperacionFueraJOH che precede la presa di possesso presidenziale.</p>
<p>Quello stesso giorno, Edwin Espinal, riconosciuto attivista della Resistenza, è stato catturato da membri incappucciati della PMOP, accusato di multipli delitti ed imprigionato in uno dei centri penali di massima sicurezza in attesa di giudizio.</p>
<p>I primi due giorni di Sciopero Nazionale sono stati di violenza di Stato, con l&#8217;impiego smisurato della forza da parte dei militari, fatto che è stato condannato dall&#8217;Alto Delegato dei diritti umani delle Nazioni Unite e le organizzazioni nazionali dei diritti umani.</p>
<p>I comunicatori e giornalisti che, tutti i giorni, tentano di rompere il cerchio mediatico che circonda la crisi post elettorale in Honduras, sono stati anche vittime di campagne di discredito, inseguimento e persecuzione nelle reti sociali.</p>
<p>Durante la repressione a Villanueva, uscita ad Oriente di Tegucigalpa, Dassaev Aguilar, corrispondente di HispanTV è stato raggiunto da una bomba lacrimogena sparata direttamente contro il suo corpo, soffrendo una lacerazione muscolare nella gamba.</p>
<p>A dispetto della violenza, la gente non ha smesso di uscire a protestare, esigendo che si riconosca l&#8217;ampia vittoria di Salvador Nasralla e l&#8217;Alleanza di Opposizione contro la Dittatura, che insistono che si faccia un auditing forense internazionale al sistema informatico del Tribunale Supremo Elettorale (TSE).</p>
<p>In caso di non ottenerlo, l&#8217;Alleanza chiede aprire una mensa di dialogo con mediatori internazionali che potrebbe decidere la realizzazione di nuove elezioni con un controllo internazionale.</p>
<p>Una soluzione proposta anche dal segretario generale dell&#8217;OSA, Luis Almagro, dopo la pubblicazione della seconda relazione della Missione di Osservazione Elettorale (MOE-OEA) di detta istanza multilaterale che ha considerato la “bassa qualità elettorale” dell’intero processo.</p>
<p>In questa stessa direzione, gli osservatori, dopo avere segnalato una lunga lista di irregolarità, incongruenze e contraddizioni, assicurarono che non è possibile affermare “che i dubbi sullo stesso stiano oggi illustri.”</p>
<p>Il popolo sta nelle strade, resistendo in tutto il paese, sfidando un “presidente” sommamente debole, con un futuro macchiato dalla frode e con scarso riconoscimento internazionale, salvo il governo degli Stati Uniti che vede in Juan Orlando Hernandez come un difensore dei suoi interessi senza scrupoli.</p>
<p>Il popolo e le forze progressiste saranno capaci di approfittare di questa congiuntura?</p>
<p>testo e foto di Giorgio Trucchi</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10362" alt="honduras2" src="/files/2018/01/honduras2.jpg" width="580" height="323" /><img class="alignleft size-full wp-image-10363" alt="honduras1" src="/files/2018/01/honduras1.jpg" width="580" height="338" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Spagna e tortura, opposizione venezuelana e Odebrecht: misteriosi attacchi di amnesia informativa</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jan 2018 00:06:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un rapporto dell'Istituto  Basco di Criminologia accredita oltre 3000 casi di tortura nel Paese Basco dalla fine della dittatura di Franco. I grandi media spagnoli o lo hanno taciuto o hanno fortemente squalificato la fonte. Come in Argentina. Lì, un rapporto denuncia che, in due anni del governo di Mauricio Macri, 725 persone sono morte per la repressione poliziesca. Ma i grandi giornali, come Clarín o La Nación, neppure lo hanno menzionato.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10337" alt="Marcha-al-congreso-fotos-Kaloian-26" src="/files/2018/01/Marcha-al-congreso-fotos-Kaloian-26.jpg" width="580" height="384" />Un rapporto dell&#8217;Istituto  Basco di Criminologia accredita oltre 3000 casi di tortura nel Paese Basco dalla fine della dittatura di Franco (1). I grandi media spagnoli o lo hanno taciuto o hanno fortemente squalificato la fonte (2) (3).</strong></p>
<p>Come in Argentina. Lì, un rapporto denuncia che, in due anni del governo di Mauricio Macri, 725 persone sono morte per la repressione poliziesca (4) (5). Ma i grandi giornali, come Clarín o La Nación, neppure lo hanno menzionato.</p>
<p>Sì leggeremo, sulla stampa spagnola ed argentina, su presunte &#8220;violazioni dei diritti umani&#8221; a Cuba (6) (7) o in Venezuela (8).</p>
<p>Le proteste in Iran sono state titoli di testa, per giorni, dei notiziari TV (9) e dei grandi media occidentali (10). Qualcosa che contrasta con lo scarso interesse informativo che suscitarono le proteste -all&#8217;inizio di dicembre &#8211; contro la frode elettorale in Honduras (11), in cui 18 persone sono state uccise per azione diretta della polizia (12). I governi occidentali, -specialmente quello USA- sostengono la rivolta in Iran (13), mentre difendono il governo dell&#8217;Honduras (14). Forse questo spiega tale doppio standard informativo?</p>
<p>Da quando Donald Trump  ha annunciato annunciava il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele (15), 16 palestinesi sono stati assassinati da soldati israeliani (16), 345 minori hanno sofferto ferite (17) e 100 giornalisti aggressioni (18). Ma contro Israele non ci sono sanzioni internazionali né clamore mediatico. L&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;ONU ha richiesto una rettifica agli USA, con 128 voti contro 9 (19). Uno dei  sostenitori USA &#8211; che coincidenza – è stato &#8230; l&#8217;Honduras (20). Anche a novembre, la comunità internazionale aveva sconfitto gli USA: 191 governi &#8211; contro 2 &#8211; hanno chiesto la fine del blocco contro Cuba (21). Ma non succede nulla.</p>
<p>Ora, potete immaginare il contrario, che l&#8217;ONU esigesse da Cuba, ad esempio, elezioni in stile occidentale? Quanti reportage, editoriali e talk show conteremmo nei media di tutto il mondo?</p>
<p>Immaginate, allo stesso modo, lo scalpore mediatico che si formerebbe se in un paese turistico come Cuba apparissero sei cadaveri appesi in una delle sue aree ricreative (22). Ma dato che l&#8217;evento è accaduto in Messico, dove oltre 196000 persone sono state assassinate negli ultimi dieci anni, è una notizia tra le tante, i cui dati sono forniti dal governo e dalla polizia e dove gli unici colpevoli sono le bande di fuorilegge (23). Neppure la minima analisi politica. Non cambierebbe, un poco, tale  tono informativo se il fatto fosse accaduto, ad esempio, in Venezuela (24)?</p>
<p>A proposito, ricordate quando l&#8217;ex procuratrice generale di quel paese, lo scorso agosto, accusava Nicolás Maduro di ricevere denaro dalla società di costruzioni brasiliana Odebrecht (25)? E&#8217; stata notizia nei grandi media, la maggior parte dei quali, giorni dopo, si dimenticarono di riportare la smentita di tale società (26). Bene, Marcelo Odebrecht, ex presidente della società di costruzioni, ha appena dichiarato che quella che ha finanziato in Venezuela fu &#8230; l&#8217;opposizione (27).  E la stampa mondiale ha appena avuto un altro misterioso attacco &#8230; di amnesia informativa.</p>
<p>di José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación</p>
<p>traduzione Francesco Monterisi</p>
<p>foto: Kaloian Santos Cabrera/ Cubadebate</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.youtube.com/watch?v=ej3-GtDJNFI" >per vedere il video clikka qui</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(1)<strong> <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.naiz.eus/eu/actualidad/noticia/20171218/lakua-censa-finalmente-4-113-casos-de-torturas-el-73-despues-de-franco" >https://www.naiz.eus/eu/actualidad/noticia/20171218/lakua-censa-finalmente-4-113-casos-de-torturas-el-73-despues-de-franco</a></strong></p>
<p>(2)  <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.elcorreo.com/opinion/escasamente-cientifico-20171228221918-nt.html" >http://www.elcorreo.com/opinion/escasamente-cientifico-20171228221918-nt.html</a></p>
<p>(3)  <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.abc.es/espana/pais-vasco/abci-covite-acusa-gobierno-vasco-promover-falso-empate-entre-victimas-y-torturados-201712191806_noticia.html" >http://www.abc.es/espana/pais-vasco/abci-covite-acusa-gobierno-vasco-promover-falso-empate-entre-victimas-y-torturados-201712191806_noticia.html</a></p>
<p>(4)  <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.telesurtv.net/news/Informe-arroja-que-hubo-725-fallecidos-en-el-Gobierno-de-Macri-20171224-0007.html" >https://www.telesurtv.net/news/Informe-arroja-que-hubo-725-fallecidos-en-el-Gobierno-de-Macri-20171224-0007.html</a></p>
<p>(5)  <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.laprimerapiedra.com.ar/2017/12/gobierno-macri-mata-23-horas/" >http://www.laprimerapiedra.com.ar/2017/12/gobierno-macri-mata-23-horas/</a></p>
<p>(6)  <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.lanacion.com.ar/2080572-venezuela-y-cuba-parecidas-hasta-para-recibir-nuevas-sanciones" >http://www.lanacion.com.ar/2080572-venezuela-y-cuba-parecidas-hasta-para-recibir-nuevas-sanciones</a></p>
<p>(7)  <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubainformacion.tv/index.php/lecciones-de-manipulacion/76103-milagro-represivo-en-cuba-detienen-de-manera-arbitraria-a-gente-que-vive-en-eeuu" >http://www.cubainformacion.tv/index.php/lecciones-de-manipulacion/76103-milagro-represivo-en-cuba-detienen-de-manera-arbitraria-a-gente-que-vive-en-eeuu</a></p>
<p>(8)  <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.rtve.es/noticias/20180103/venezuela-comienza-2018-214-presos-politicos-emergencia-social-segun-ong-foro-penal/1653800.shtml" >http://www.rtve.es/noticias/20180103/venezuela-comienza-2018-214-presos-politicos-emergencia-social-segun-ong-foro-penal/1653800.shtml</a></p>
<p>(9)  <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.rtve.es/noticias/20180101/iran-bloquea-acceso-redes-sociales-servicios-mensajeria-protestas/1653120.shtml" >http://www.rtve.es/noticias/20180101/iran-bloquea-acceso-redes-sociales-servicios-mensajeria-protestas/1653120.shtml</a></p>
<p>(10)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.washingtonpost.com/world/iran-protests-and-death-toll-grow-as-tension-rises/2018/01/02/243fa9be-ef47-11e7-95e3-eff284e71c8d_story.html?utm_term=.7fb787136f4b" >https://www.washingtonpost.com/world/iran-protests-and-death-toll-grow-as-tension-rises/2018/01/02/243fa9be-ef47-11e7-95e3-eff284e71c8d_story.html?utm_term=.7fb787136f4b</a></p>
<p>(11)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.publico.es/internacional/elecciones-honduras-crisis-poselectoral-honduras-deja-18-muertos.html" >http://www.publico.es/internacional/elecciones-honduras-crisis-poselectoral-honduras-deja-18-muertos.html</a></p>
<p>(12)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.efe.com/efe/america/politica/la-crisis-poselectoral-en-honduras-deja-18-muertos-y-oposicion-convoca-una-protesta/20000035-3469498" >https://www.efe.com/efe/america/politica/la-crisis-poselectoral-en-honduras-deja-18-muertos-y-oposicion-convoca-una-protesta/20000035-3469498</a></p>
<p>(13)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://elpais.com/internacional/2018/01/03/estados_unidos/1514947010_862756.html" >https://elpais.com/internacional/2018/01/03/estados_unidos/1514947010_862756.html</a></p>
<p>(14)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.nytimes.com/es/2017/12/23/estados-unidos-respalda-la-victoria-de-juan-orlando-hernandez-en-honduras/" >https://www.nytimes.com/es/2017/12/23/estados-unidos-respalda-la-victoria-de-juan-orlando-hernandez-en-honduras/</a></p>
<p>(15)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://elpais.com/internacional/2017/12/06/estados_unidos/1512579049_062317.html" >https://elpais.com/internacional/2017/12/06/estados_unidos/1512579049_062317.html</a></p>
<p>(16)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.clarindecolombia.info/index.php/noticia/51-internacional/590-16-martires-palestinos-asesinados-por-las-fuerzas-israelies-y-mas-de-4-000-heridos" >http://www.clarindecolombia.info/index.php/noticia/51-internacional/590-16-martires-palestinos-asesinados-por-las-fuerzas-israelies-y-mas-de-4-000-heridos</a></p>
<p>(17)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.telesurtv.net/news/Video-muestra-a-policia-israeli-asfixiando-a-nino-palestino-20171223-0026.html" >https://www.telesurtv.net/news/Brutalidad-israeli-contra-ninos-palestinos-aumenta-en-diciembre-20171225-0018.html</a></p>
<p>(18)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.resumenlatinoamericano.org/2017/12/27/palestina-mas-de-100-periodistas-heridos-por-las-fuerzas-israelies-desde-el-anuncio-de-trump-sobre-jerusalen/" >http://www.resumenlatinoamericano.org/2017/12/27/palestina-mas-de-100-periodistas-heridos-por-las-fuerzas-israelies-desde-el-anuncio-de-trump-sobre-jerusalen/</a></p>
<p>(19)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://elpais.com/internacional/2017/12/21/actualidad/1513856371_750646.html" >https://elpais.com/internacional/2017/12/21/actualidad/1513856371_750646.html</a></p>
<p>(20)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.elheraldo.hn/pais/1139811-466/honduras-entre-invitados-de-washington-por-aceptar-a-jerusal%C3%A9n-como-capital-de" >http://www.elheraldo.hn/pais/1139811-466/honduras-entre-invitados-de-washington-por-aceptar-a-jerusal%C3%A9n-como-capital-de</a></p>
<p>(21)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.antena3.com/noticias/mundo/onu-pide-fin-embargo-cuba-unica-oposicion-estados-unidos-israel_2017110159fa120a0cf2018c194082c1.html" >http://www.antena3.com/noticias/mundo/onu-pide-fin-embargo-cuba-unica-oposicion-estados-unidos-israel_2017110159fa120a0cf2018c194082c1.html</a></p>
<p>(22)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.elmundo.es/internacional/2017/12/21/5a3bc4c5ca47414f2b8b4595.html" >http://www.elmundo.es/internacional/2017/12/21/5a3bc4c5ca47414f2b8b4595.html</a></p>
<p>(23)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://elpais.com/internacional/2017/12/20/mexico/1513810062_205654.html" >https://elpais.com/internacional/2017/12/20/mexico/1513810062_205654.html</a></p>
<p>(24)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.elnuevoherald.com/opinion-es/opin-col-blogs/opinion-sobre-venezuela/article192181164.html" >http://www.elnuevoherald.com/opinion-es/opin-col-blogs/opinion-sobre-venezuela/article192181164.html</a></p>
<p>(25)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://elpais.com/internacional/2017/08/19/america/1503172609_719210.html?rel=mas" >https://elpais.com/internacional/2017/08/19/america/1503172609_719210.html?rel=mas</a></p>
<p>(26)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.efe.com/efe/america/politica/odebrecht-niega-las-acusaciones-de-la-exfiscal-ortega-sobre-corrupcion-en-venezuela/20000035-3371934" >https://www.efe.com/efe/america/politica/odebrecht-niega-las-acusaciones-de-la-exfiscal-ortega-sobre-corrupcion-en-venezuela/20000035-3371934</a></p>
<p>(27)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://actualidad.rt.com/actualidad/258997-odebrecht-comprar-silencio-oposicion-venezolana" >https://actualidad.rt.com/actualidad/258997-odebrecht-comprar-silencio-oposicion-venezolana</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In Honduras c&#8217;è una dittatura avallata dagli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 03:14:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Alleanza Oppositrice contro la Dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[frode elettorale]]></category>
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		<description><![CDATA[Manuel Zelaya, ex presidente honduregno (eletto per il periodo 2006-2010) è stato vittima di un golpe di Stato nel 2009 ed ora è coordinatore dell'Alleanza Oppositrice contro la Dittatura, coalizione elettorale che sostiene il candidato Salvador Nasralla contro il candidato Josè Orlando Hernandez, attuale mandatario, che cerca di essere rieletto per il conservatore Partito Nazionale. Il conteggio finale del Tribunale Supremo Elettorale ha dato la vittoria ad Hernandez con 42,98% dei voti, contro il 41,39% del suo rivale, ma dopo una caduta del sistema informatico del conteggio dei voti ed allegazioni di frode elettorale, Nasralla, appoggiato dai suoi seguaci sulle strade, non ha riconosciuto il risultato ed ha chiesto  di controllare lo scrutinio dei voti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10299" alt="mel-zelaya-salvador-nasrall" src="/files/2017/12/mel-zelaya-salvador-nasrall.jpg" width="580" height="323" />Manuel Zelaya, ex presidente honduregno (eletto per il periodo 2006-2010) è stato vittima di un golpe di Stato nel 2009 ed ora è coordinatore dell&#8217;Alleanza Oppositrice contro la Dittatura, coalizione elettorale che sostiene il candidato Salvador Nasralla contro il candidato Josè Orlando Hernandez, attuale mandatario, che cerca di essere rieletto per il conservatore Partito Nazionale. Il conteggio finale del Tribunale Supremo Elettorale ha dato la vittoria ad Hernandez con 42,98% dei voti, contro il 41,39% del suo rivale, ma dopo una caduta del sistema informatico del conteggio dei voti ed allegazioni di frode elettorale, Nasralla, appoggiato dai suoi seguaci sulle strade, non ha riconosciuto il risultato ed ha chiesto  di controllare lo scrutinio dei voti.  </strong></p>
<p>–Come interpreta quello che è successo in Honduras a causa delle elezioni di domenica 26, la caduta del sistema, le denunce di frode elettorale, le proteste sulle strade ed il coprifuoco?</p>
<p>–Bhè, questo è un assalto al potere identico a quello del 2009, c&#8217;è una continuità del golpe di Stato.</p>
<p>–Il Tribunale Supremo Elettorale (TSE) ha appena annunciato che sì, controlleranno 5100 verbali in più, quelli che sono stati inviati dopo la caduta del sistema informatico. Accettano questo conteggio? Cosa vogliono di più come opposizione?</p>
<p>–Noi stiamo esigendo che si controllino tutti i verbali e tutti i voti perché abbiamo scoperto, con prove, una contaminazione dei server, dei database, delle trasmissioni, dei registri. Tutto è stato inquinato. Allora stiamo chiedendo che si verifichino tutti i verbali, voto per voto. Sì, oltretutto, Honduras è un paese piccolo, e questo si può fare, si può fare in tre giorni, è rapido.</p>
<p>–C&#8217;è un parallelo con quello che lei visse nel 2009 dopo il golpe di Stato?</p>
<p>–Sì, sono gli stessi quelli che stanno governando! Li abbiamo vinti, sconfitti. Il tribunale elettorale, il giorno delle elezioni, domenica 26, ha dichiarato che stavamo vincendo di 5 punti e si erano registrati il 70% dei voti. E dopo scompaiono per tre giorni tutti i server, ed ora ci dicono che stiamo perdendo&#8230;</p>
<p>–C’è stato qualche intervento degli Stati Uniti che avete scoperto o qualche ruolo più diretto in queste elezioni?</p>
<p>–Sì, siamo un paese sotto la dominazione del dollaro. Bisogna dire la verità, qui loro dirigono tutto, questo è certo.</p>
<p>–La coalizione che hanno formato si chiama Alleanza Oppositrice contro la Dittatura. In che senso c’è una dittatura in Honduras?</p>
<p>- Bhè, qui ci sono leggi militari che invadono l&#8217;ambito civile. Hanno abolito le garanzie costituzionali, si è centralizzato il potere, si è abolito il dibattito e la democrazia. Ora io sono deputato ed anche nel Congresso Nazionale ci sono serie limitazioni della democrazia. Allora, gli indici di violenza sono alti, hanno saccheggiato lo Stato. Hanno violato la Costituzione: il presidente non poteva postularsi ad un nuovo mandato e, invece, l’ha fatto ed ora sta vincendo le elezioni con una frode. C&#8217;è qui una dittatura montata ed è avallata da Washington.</p>
<p>–Dopo il golpe del 2009 ci sono stati due governi di destra. Che cosa avrebbe bisogno Honduras per una seguente tappa, per rialzarsi?</p>
<p>–Bhè, la democrazia è la strada, dare alla gente, al popolo, l’opportunità di pensare, di indire referendum. Bisogna arrivare ad una democrazia partecipativa, nella quale il popolo prenda le decisioni. Il governo oramai non funziona, bisogna togliere facoltà ai governi e darla al popolo.</p>
<p>di Fabrizio Lorusso</p>
<p>da La Jornada</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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