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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Guatemala</title>
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		<title>La pagliuzza nell&#8217;occhio altrui</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jan 2018 02:04:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[collaborazione medica]]></category>
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		<description><![CDATA[Non citerò il media, poiché non mi sommerò a dar pubblicità a chi non lo merita, ma i nostri lettori guatemaltechi sicuramente sapranno di chi e a coloro ci riferiamo. Neppure commetterei un errore se lo facessi, poiché con totale impudenza menzionano più volte Cuba, con totale ignoranza della realtà; io direi che persino con perversità. Mi stupiscono gli sfortunati confronti contro Venezuela e Cuba. È come avere il tetto di vetro e lanciare sassi al vicino. Non cadrò nella mancanza di etica di questi editoriali di voler confrontare le mele con i manghi. Sono frutti, ma non sono la stessa cosa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10343" alt="colaboracion-medica-cubana-" src="/files/2018/01/colaboracion-medica-cubana-.jpg" width="580" height="387" />Non citerò il media, poiché non mi sommerò a dar pubblicità a chi non lo merita, ma i nostri lettori guatemaltechi sicuramente sapranno di chi e a coloro ci riferiamo. Neppure commetterei un errore se lo facessi, poiché con totale impudenza menzionano più volte Cuba, con totale ignoranza della realtà; io direi che persino con perversità.</strong></p>
<p>Mi stupiscono gli sfortunati confronti contro Venezuela e Cuba. È come avere il tetto di vetro e lanciare sassi al vicino. Non cadrò nella mancanza di etica di questi editoriali di voler confrontare le mele con i manghi. Sono frutti, ma non sono la stessa cosa.</p>
<p>Dirò solo a favore del Venezuela, che sarebbe molto buono approfondire tutto in termini di salute, istruzione (molti anni fa sono stati dichiarati dall&#8217;UNESCO territorio libero dall’analfabetismo), garanzie dei cittadini, sicurezza, tra altri aspetti, costituiscono un modello da seguire per molti paesi della regione in cui, contraddittoriamente, primeggia il contrario, anche in pieno XXI secolo. La cosa più triste è che non ci sono soluzioni a breve termine attraverso i modelli imperanti.</p>
<p>Di Cuba non ci si deve estendere in spiegazioni, i lettori, per fortuna, hanno accesso alla verità ed a ciò che, con molto sforzo, con un criminale blocco da parte del paese più potente del mondo, è stato raggiunto in tutti gli indici misurabili dall’ONU, ciò che ci pongono, con la massima modestia, tra i primi al mondo con programmi a favore dei propri cittadini.</p>
<p>Perché questi macabri media in Guatemala non parlano della collaborazione cubana in questo paese? Sanno che Cuba è, secondo serie ricerche condotte da specialisti del settore, il principale donatore di aiuti ufficiali allo sviluppo non solo in Guatemala, ma in America Latina e nei Caraibi? Cosa impedisce loro di vedere la realtà? È molto probabile che la loro ignoranza della realtà e lo sguardo indiscreto e vergognoso verso la casa del vicino gli impedisca di vedere cosa succede in casa loro.</p>
<p>Vorrei esortare  questi media ad approfondire la loro conoscenza delle loro situazioni, ma non solo con lo spirito di critica, ma anche per unirsi alla ricerca di soluzioni sociali per il bene comune.</p>
<p>Non pretendiamo minimamente che ci ringrazino, ma devono tenere a mente che oltre 153000 cittadini di quel paese, probabilmente possono comprare e leggere i loro media, grazie a Cuba; non sto dicendo sciocchezze. Grazie al metodo di alfabetizzazione cubano &#8220;Yo Sí Puedo&#8221;, che ha portato la luce della conoscenza nei luoghi più remoti ed oscuri di questa geografia, coloro che prima non potevano farlo, oggi ringraziano questa piccola isola bloccata per poter leggere e scrivere. Fortunatamente anche sono meno gli ingannati, oggi, nel mondo.</p>
<p>Stiamo per compiere, il prossimo 5 novembre, 20 anni di permanente presenza della Brigata Medica Cubana in Guatemala. È l&#8217;unico paese in cui è rimasta per molto tempo con il popolo guatemalteco e nei luoghi in cui spesso gli stessi cittadini temono di avvicinarsi a causa delle deprimenti condizioni. Cuba non guarda, né guarderà mai dove si vive meglio, ma dove è il dovere; è l&#8217;insegnamento di Fidel che con orgoglio di patria portiamo nei nostri cuori per tradizione internazionalista.</p>
<p>Cito solo alcuni dati e chiarisco che è affinché questi &#8220;media pubblici&#8221; sappiano cosa succede nel loro paese. C&#8217;è un mondo al di là dell&#8217;asfalto che percorrono le loro moderne auto e glielo dimostrerò solo con alcune cifre che parlano della collaborazione della Brigata Medica Cubana (BMC) in Guatemala, di quel paese che chiamano &#8220;regime totalitario&#8221; e che ci porta a pensare se ciò che chiamano in quel modo e favorisce la maggioranza, è ciò di cui molti abbiamo bisogno, al di là delle ideologie di cartone.</p>
<p>La BMC cura 3075834 cittadini di questo paese; l&#8217;età media dei nostri collaboratori è di 45 anni ed il 62,9% sono donne, ciò che a nostro avviso è la più grande forza (qualcosa che questi media sicuramente negano). La sua presenza con professionisti è distribuita in 45 centri sanitari, 33 centri sanitari, 11 CAIMI, 72 negli ospedali, 12 nei 4 centri oftalmologici con operazioni alla vista GRATUITA; 15 nelle aree di salute, 21 nel centro di assistenza permanente, tra gli altri.</p>
<p>Lo storico accumulato (1998-2017) di cure e fino a novembre del 2017, è in 42818306 cittadini guatemaltechi curati. Si sono realizzati 392442 interventi chirurgici in diverse specialità. I tassi di mortalità infantile e materna, dove  si trova la BMC, sono i più bassi non solo nel paese, ma nella regione centroamericana. Si sono salvate quasi 400 mila vite. Si formano levatrici, leader della comunità, team sanitari e sono ottenuti infiniti risultati.</p>
<p>Molto lontana è Cuba dalla vanità e dal dire quello che facciamo. Almeno io chiedo che quelli che non sono capaci di sacrificarsi per gli altri, come disse l&#8217;apostolo José Martí, abbiano almeno la decenza di rimanere in silenzio davanti a quelli che si sacrificano.</p>
<p>Scusate l&#8217;estensione, non pensavo di farlo, ma siamo obbligati a difendere i valori in cui crediamo e che difenderemo, al prezzo di ogni sacrificio. Questo è il Socialismo cubano, il nostro, il genuino e quello che vogliamo noi che viviamo sull&#8217;isola. La scelta di ogni paese è libera e sovrana. Esorto a fare di più per il nostro e a smettere di vedere la pagliuzza nell’occhio altrui. Almeno come precetto biblico, compitelo.</p>
<p>di Carlos Céspedes Piedra</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>Bambine vittime dell’incendio in Guatemala erano rinchiuse sotto chiave nel rifugio</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 03:07:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le bambine colpite da un incendio nel rifugio statale Vergine dell'Assunzione, delle quali ne sono morte 34 fino ad oggi, erano rinchiuse sotto chiave per protestare contro le loro condizioni, confermò oggi la Procura dei diritti umani del Guatemala. Secondo la procuratrice aggiunta Claudia Lopez, “gli impiegati del rifugio lasciarono le giovani in un luogo sommamente ridotto, una stanza di 4x4 metri, per 52 bambine”.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9818" alt="" src="/files/2017/03/guatemala.jpg" width="580" height="326" />Le bambine colpite da un incendio nel rifugio statale Vergine dell&#8217;Assunzione, delle quali ne sono morte 34 fino ad oggi, erano rinchiuse sotto chiave per protestare contro le loro condizioni, confermò oggi la Procura dei diritti umani del Guatemala.</strong></p>
<p>Secondo la procuratrice aggiunta Claudia Lopez, “gli impiegati del rifugio lasciarono le giovani in un luogo sommamente ridotto, una stanza di 4&#215;4 metri, per 52 bambine”.</p>
<p>La rappresaglia degli addetti alla custodia delle minorenni, da 13 a 17 anni, è stata adottata dopo che molte di loro partecipassero ad un ammutinamento la notte anteriore per i maltrattamenti e le violazioni sessuali che stavano subendo.</p>
<p>Tuttavia, autorità della Segreteria del Benessere Sociale insistono che l&#8217;ammutinamento era stato controllato, che l&#8217;incendio successe ore dopo e derivò dalla decisione delle vittime di bruciare materassi per dimostrare il loro dissenso dopo essere state ridotte alla calma.</p>
<p>Ma quello che continua a non essere chiaro è come fu possibile che ore dopo il conflitto, e di una confisca praticata per evitare che succedessero cose simili, varie abbiano potuto appiccare il fuoco ad alcuni materassi e che morissero riarse o rimanessero in uno stato critico per l&#8217;impossibilità di uscire dalla stanza nella quale erano state rinchiuse.</p>
<p>Tra quelle colpite dalla tragedia c’erano alcune minorenni che erano riuscite a scappare ed a denunciare quello che accadeva nel rifugio, che non aveva niente di rassicurante, a giudizio degli attivisti sociali che avevano già denunciato i soprusi.</p>
<p>Lopez dichiarò questo giovedì davanti a vari deputati membri di una commissione creata all&#8217;effetto dal partito Unità Nazionale della Speranza.</p>
<p>Anche la Commissione dell&#8217;Infanzia e della Famiglia del Congresso si pronunciò da mercoledì contro quanto accaduto e ricordò antiche denunce formulate dai suoi membri rispetto a quello che accadeva dentro il recinto per bambine in situazione di conflitto.</p>
<p>Perfino, ricordò la richiesta di chiudere il posto per le condizioni di ammucchiamento in cui vivevano quasi 800 adolescenti, nonostante l&#8217;installazione fosse creata per riceverne appena 400, e dove erano colpite da tutti i tipi di abusi, violazioni sessuali, abbandono familiare e droga.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Un giudice ordina la detenzione del presidente del Guatemala per evitare la sua fuga dal paese</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2015 00:04:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un giudice del Guatemala ha chiesto la detenzione del presidente del paese, Otto Perez Molina, per evitare una possibile fuga. Ieri, il mandatario ha perso l'immunità della carica presidenziale ed è accusato di dirigere una rete di corruzione doganiera. La procura che sollecitò la misura, informò nel suo account ufficiale di Twitter di questa decisione ore dopo che il Congresso ritirasse i privilegi al presidente, incluso secondo investigazioni ufficiali con la rete di corruzione doganiera conosciuta come “La Linea”. La misura, concessa dal magistrato Miguel Angel Galvez, non permette al presidente di uscire dal paese.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8882" alt="" src="/files/2015/09/Fuera-delincuentes.jpg" width="580" height="330" />Un giudice del Guatemala ha chiesto la detenzione del presidente del paese, Otto Perez Molina, per evitare una possibile fuga. Ieri, il mandatario ha perso l&#8217;immunità della carica presidenziale ed è accusato di dirigere una rete di corruzione doganiera.  </strong></p>
<p>La procura che sollecitò la misura, informò nel suo account ufficiale di Twitter di questa decisione ore dopo che il Congresso ritirasse i privilegi al presidente, incluso secondo investigazioni ufficiali con la rete di corruzione doganiera conosciuta come “La Linea”. La misura, concessa dal magistrato Miguel Angel Galvez, non permette al presidente di uscire dal paese.</p>
<p>La Procuratrice Generale e capa del Pubblico Mistero (PM), Thelma Aldana, spiegò ai giornalisti che “esiste il rischio” che il presidente possa scappare dal paese e che, per ciò, dovette prendere la decisione di chiedere l’arresto.</p>
<p>“Credo che sia una misura precauzionale necessaria”, spiegò Aldana ai giornalisti minuti prima che il PM confermasse che il giudice aveva concesso la detenzione, il cui obiettivo è assicurare la presenza del mandatario durante il processo penale che affronta.</p>
<p>Alla domanda su se la decisione del presidente di afferrarsi alla carica interferisce nel processo, Aldana disse che Perez Molina ha le stesse condizioni, in questo momento, di un “cittadino comune” benché sia nell&#8217;esercizio della Presidenza.</p>
<p>La pubblico ministero generale disse che, “a breve termine”, analizzeremo anche di chiedere la prigione preventiva del presidente. I pubblici ministeri stanno studiando il caso, e benché non scartino di imputare ancora più delitti a Perez Molina, per adesso l&#8217;accuseranno di “associazione illecita, corruzione e defraudazione doganiera.”</p>
<p>Aldana riconobbe che la situazione attuale le provoca un “miscuglio di sentimenti”, poiché benché Guatemala stia evidenziando che “nessuno è superiore alla legge”, è molto triste che un presidente nell&#8217;esercizio della carica “sia sottomesso” ad un processo.<br />
Nonostante, aggregò che il caso “La Linea”, in cui suppostamente Perez Molina e la sua ex vicepresidenta Roxana Baldetti (già in prigione) erano i leader, è “molto grande” e rimane ancora molto materiale da investigare.</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Muore bambino guatemalteco che immigrava negli USA alla ricerca di denaro per curare sua madre</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2014 21:51:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Guatemala]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
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		<description><![CDATA[Con lo scopo di ottenere il denaro necessario per curare l'epilessia di sua madre, Gilberto Francisco Ramos Juarez, un bambino guatemalteco, ha deciso di intraprendere un viaggio negli USA, ma è morto passando nel deserto del Texas, apparentemente per insolazione. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7927" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7927" alt="La guatemalteca Cipriana Juarez, prostrata a letto, ha segnalato che suo figlio Gilberto le ha detto che voleva guadagnare denaro per aiutarla. Foto: LUIS SOTO/AP" src="/files/2014/07/Cipriana-Juárez-Díaz-580x386.jpg" width="580" height="386" /><p class="wp-caption-text">La guatemalteca Cipriana Juarez, prostrata a letto, ha segnalato che suo figlio Gilberto le ha detto che voleva guadagnare denaro per aiutarla. Foto: LUIS SOTO/AP</p></div>
<p><strong>Con lo scopo di ottenere il denaro necessario per curare l&#8217;epilessia di sua madre, Gilberto Francisco Ramos Juarez, un bambino guatemalteco, ha deciso di intraprendere un viaggio negli USA, ma è morto passando nel deserto del Texas, apparentemente per insolazione.  </strong></p>
<p>“Mio figlio mi diceva che andava via per aiutarmi a curare la mia malattia, ma io gli dicevo: ‘non andare via figlio mio’, racconta sua madre, Cipriana Juarez Diaz. “Io non volevo che andasse via perché lui era la mia consolazione”, aggrega.</p>
<p>Il corpo dal bambino di 15 anni, già in decomposizione e senza camicia, è stato incontrato un mese dopo la sua partenza. Secondo i mass media, il ragazzo, che ha conservato fino alla fine il rosario che sua madre gli aveva dato e probabilmente il numero telefonico di suo fratello a Chicago, è morto per insolazione.</p>
<p>Secondo un capo della polizia del sud del Texas, il bambino, che è morto solo nel deserto a meno di un chilometro e mezzo della casa più vicina, apparentemente si è perso nel suo cammino verso il nord. Il suo corpo, nel quale l&#8217;autopsia non ha trovato segni di trauma, sarà rimpatriato.</p>
<p>Il bambino guatemalteco si è trasformato già in un simbolo dei pericoli che affrontano i minorenni ispani provenienti dall&#8217;America Centrale e che attraversano soli la frontiera in forma illegale alla ricerca di una vita migliore negli USA.</p>
<p>Il numero di minorenni non accompagnati che hanno cercato di entrare illegalmente negli Stati Uniti è aumentato quest’anno del 92% in relazione all&#8217;anteriore, fatto che ha portato l&#8217;amministrazione di Obama -che sta accelerando la deportazione dei bambini alla frontiera &#8211; a dichiarare una “crisi umanitaria.”</p>
<p>Con informazione di Attualità RT</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_7928" style="width: 375px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7928" alt="Gilberto Francisco Ramos Juarez, un bambino guatemalteco, ha deciso di emigrare negli USA, ma è morto mentre passava nel deserto del Texas, apparentemente per l'insolazione " src="/files/2014/07/niño-muere-en-frontera-de-mexico-eeuu.jpg" width="375" height="281" /><p class="wp-caption-text">Gilberto Francisco Ramos Juarez, un bambino guatemalteco, ha deciso di emigrare negli USA, ma è morto mentre passava nel deserto del Texas, apparentemente per l&#8217;insolazione</p></div>
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		<title>Indigene violate raccontano le torture nel giudizio contro Rios Montt</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2013/04/03/indigene-violate-raccontano-le-torture-nel-giudizio-contro-rios-montt/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Apr 2013 00:11:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Guatemala]]></category>
		<category><![CDATA[indigene maya ixil]]></category>
		<category><![CDATA[Rios Montt]]></category>

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		<description><![CDATA[Con i visi coperti con mantelli, dieci donne dell'etnia maya ixil hanno testimoniato questo martedì presso una corte del Guatemala sugli atroci abusi sessuali e torture che hanno sofferto per l'intervento dei soldati durante il regime (1982-83) dell'ex dittatore Efrain Rios Montt, processato per genocidio.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_6524" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-6524" src="/files/2013/04/Efrain-Rios-Montt-en-el-banquillo.jpg" alt="Efrain Rios Montt" width="300" height="250" /></strong><p class="wp-caption-text">Efrain Rios Montt</p></div>
<p>Con i visi coperti con mantelli, dieci donne dell&#8217;etnia maya ixil hanno testimoniato questo martedì presso una corte del Guatemala sugli atroci abusi sessuali e torture che hanno sofferto per l&#8217;intervento dei soldati durante il regime (1982-83) dell&#8217;ex dittatore Efrain Rios Montt, processato per genocidio. </strong></p>
<p>Con la voce rotta dal pianto e con l&#8217;aiuto di un interprete, una testimone ha anche spiegato che i soldati hanno commesso abusi sessuali contro sua madre che le diceva “che non piangesse né gridasse, perché altrimenti ci avrebbero ammazzate.”</p>
<p>Un&#8217;altra donna che non ricorda la sua età, ha attestato che è stata violata per 10 giorni in un distaccamento militare nel municipio di Cotzal, dove è stata portata “contro la sua volontà”, dopo che i soldati hanno fatto sparire suo marito.</p>
<p>I soldati “che stavano imprigionandomi, hanno abusato di me (…). Ho sofferto abbastanza, voglio solo che mi aiutino”, ha supplicato la testimone al tribunale.</p>
<p>In un altro racconto e senza aiuto di traduttore, una donna di 58 anni ha ricordato che nel 1982 elementi dell&#8217;esercito hanno riunito varie donne nella chiesa cattolica di Cotzal.</p>
<p>“Sono stati vari uomini che ci hanno violato”, ha affermato, ricordando che sono state anche picchiate e minacciate di morte.</p>
<p>“Anche mia mamma è stata violata nel salone parrocchiale. L’hanno strascinata come se fosse un cane morto, l’hanno legata”, ha aggiunto.</p>
<p>Poi sono state portate in una caserma militare dove sono continuati gli abusi.</p>
<p>Uno dei soldati gli ha gridato che era in quel luogo “perché il presidente Rios Montt ha detto che bisogna buttarli nella spazzatura, tutti quelli dell&#8217;area ixil, perché voi state collaborando con la guerriglia.”</p>
<p>I municipi di Chajul, Cotzal e Nebaj formano parte del chiamato triangolo ixil, nel dipartimento di Quichè, dove vivono colonizzatori di questa etnia che è discendente dei maya.</p>
<p>Malgrado il giudizio sia per genocidio, le testimonianze di violazione sessuale sono inerenti al processo perché uno degli elementi “soggiacenti” è che con l&#8217;intenzione di distruggere il gruppo si sono commesse lesioni fisiche e psicologiche, ha spiegato all&#8217;AFP il pubblico ministero Orlando Lopez.</p>
<p>Gli avvocati di Rios Montt non si sono pronunciati durante la presentazione delle donne indigene e si sono limitati a fare poche domande congiunturali sui fatti.</p>
<p>Fuori dalla sala delle udienze della Corte Suprema di Giustizia, nel centro della capitale, un gruppo di donne ha realizzato una manifestazione in solidarietà con le indigene.</p>
<p>“La loro verità è la nostra verità”, “La violazione sessuale è genocidio”, segnalavano alcuni striscioni posti dai gruppi difensori dei diritti umani.</p>
<p>Rios Montt e l&#8217;ex ufficiale di intelligenza militare Josè Rodriguez sono accusati del massacro di 1.771 indigeni maya ixil, accaduto tra il 1982 ed il 1983, uno dei fatti più cruenti della guerra che ha vissuto Guatemala per 36 anni (1960-1996) e che ha lasciato 200.000 morti o scomparsi, secondo l&#8217;ONU.</p>
<p>con informazioni di AFP</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Guide spirituali maya hanno svolto una cerimonia ancestrale a L&#8217;Avana</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Dec 2012 00:23:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cerimonia maya]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
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		<description><![CDATA[Una cerimonia ancestrale di armonizzazione tra i popoli, gli uomini e la natura è stata celebrata questo giovedì da tre famose guide spirituali maya guatemalteche, nella Spiaggia di Bacuranao, all'est de L'Avana. Rosalina Tuyuc Velasquez ha dichiarato all'AIN che questa è la più sacra offerta all'universo, in un luogo dove si coniugano le energie di una delle prime nonne, che è il mare per i popoli maya, con quelle del fiume e della terra, in un giorno molto speciale.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6157" src="/files/2012/12/ceremonia.jpg" alt="" width="300" height="250" />Una cerimonia ancestrale di armonizzazione tra i popoli, gli uomini e la natura è stata celebrata questo giovedì da tre famose guide spirituali maya guatemalteche, nella Spiaggia di Bacuranao, all&#8217;est de L&#8217;Avana. </strong></p>
<p>Rosalina Tuyuc Velasquez ha dichiarato all&#8217;AIN che questa è la più sacra offerta all&#8217;universo, in un luogo dove si coniugano le energie di una delle prime nonne, che è il mare per i popoli maya, con quelle del fiume e della terra, in un giorno molto speciale.</p>
<p>Ha spiegato che nel millenario calendario maya si tratta del Nahual Kan, che è la forza del serpente, portatrice dell&#8217;energia dell&#8217;acqua, della creazione, della respirazione e della giustizia, come il sangue nelle vene degli esseri umani ed in questo caso della sacra terra.</p>
<p>Davanti ad una moltitudine di persone e nella confluenza delle acque del fiume Bacuranao con l&#8217;oceano, si è realizzato il rito, nel quale hanno partecipato anche Maria Faviana Cochoy Alva e Pedro Celestino Yac Noc, che hanno posto le offerte portate dal Guatemala insieme a Rosalina ed anche dai cubani.</p>
<p>Sul suolo hanno messo della frutta, semi, fiori ed altri prodotti naturali, hanno acceso un fuoco e con uno dei più antichi linguaggi originari hanno invocato l&#8217;armonizzazione dell&#8217;umanità e del suo ambiente.</p>
<p>Pedro Celestino ha sottolineato l&#8217;onore di realizzare questo rito a Cuba, dove abita un popolo degno e che resiste nella preservazione dei suoi obiettivi di costruire una società più giusta.</p>
<p>Juan Leon Alvarado, ambasciatore del Guatemala sull&#8217;Isola, ha ringraziato i presenti per unificare l&#8217;energia comune, essere quello che siamo, quello che costruiamo e quello che faremo nel futuro.</p>
<p>Ha promesso di realizzare una nuova visita il prossimo anno con maggiore quantità di guide spirituali maya, ed ha messo in allerta sui danni irreparabili all&#8217;ecosistema, soprattutto da parte dei paesi sviluppati.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cavie umane per gli esperimenti del Ministero della Sanità degli Stati Uniti: almeno 83 morti in Guatemala</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 02:16:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gennaro Carotenuto]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Guatemala]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Almeno 83 cittadini guatelmatechi sono morti tra il 1946 e il 1948 perché scienziati statunitensi, nell’ambito di ricerche finanziate dal Ministero della Sanità statunitense, deliberatamente iniettarono loro –senza che ne fossero a conoscenza- virus di malattie, soprattutto veneree, nell’ambito di esperimenti farmaceutici su persone considerate inferiori e perciò sacrificabili.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1723" src="/files/2011/09/pruebas-guatemala_thumb.jpg" alt="" width="300" height="250" />Almeno 83 cittadini guatelmatechi sono morti tra il 1946 e il 1948 perché scienziati statunitensi, nell’ambito di ricerche finanziate dal Ministero della Sanità statunitense, deliberatamente iniettarono loro –senza che ne fossero a conoscenza- virus di malattie, soprattutto veneree, nell’ambito di esperimenti farmaceutici su persone considerate inferiori e perciò sacrificabili.</p>
<p>È questo il primo risultato diffuso dalla commissione bioetica voluta dal presidente statunitense Barack Obama che lo scorso novembre aveva chiesto scusa al popolo guatemalteco dichiarandosi “profondamente triste” per quelli che il presidente Álvaro Colom ha invece definito senza perifrasi “crimini contro l’umanità” commessi dal governo degli Stati Uniti (all’epoca presidente era Harry Truman, democratico come Obama). Una formula, quella di “crimini contro l’umanità” che divide i due paesi con il segretario di Stato USA, Hillary Clinton, che si è procurata critiche per aver tentato di sminuire l’importanza della cosa parlando di “pratiche molto frequenti nella medicina dell’epoca” e cercando di nobilitarle sostenendo che furono utili nell’ambito della scoperta della penicillina.  Sia come sia il governo statunitense ha tenuto segreto e negato per oltre 6o anni che tali atrocità abbiano avuto luogo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo Stephen Hauser, membro della commissione che ha presentato le prime conclusioni che anticipano un documento che sarà diffuso il prossimo ottobre, almeno 5.500 persone furono inconsapevoli vittime di esperimenti paragonabili –secondo la stampa di Città del Guatemala- a quelli della Germania nazista e dei giapponesi in Cina. “Furono selezionati settori socialmente deboli della popolazione – spiega Hauser- come carcerati, malati di mente, prostitute o semplicemente bambini. Nel campione sottoposto ad esperimenti su malattie veneree –circa 1.300 persone- ci sono stati almeno 83 morti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In particolare le prostitute furono infettate per poter studiare gli effetti del contagio sui loro clienti. In altri casi le persone sottoposte agli esperimenti sono state poi vittime di malattie come la meningite ma –secondo il relatore- sarebbe difficile stabilire la relazione tra tali malattie e gli esperimenti. Appena 700 persone tra quelle infettate furono sottoposte a trattamenti medici dopo l’inoculazione dei virus, “un episodio immorale di ingiustizia storica”, secondo la presidente della commissione Amy Gutmann.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>COMMENTO – I tempi del governo statunitense sono più rapidi di quelli della Chiesa cattolica che ci mise 400 anni per scusarsi a mezza bocca per aver mandato al rogo Giordano Bruno a Campo de’ Fiori. Tuttavia ci domandiamo quanto ci metterà il governo statunitense a chiedere scusa per il Napalm in Vietnam o per avere addestrato decine di migliaia di torturatori in America latina nell’ambito del Piano Condor o per aver inventato di sana pianta la presenza di armi di distruzione di massa in Iraq e aver usato tale menzogna come “pistola fumante” per un’invasione costata centinaia di migliaia di morti. Pochi anni dopo i raccapriccianti esperimenti (ha ragione Clinton: non certo gli unici), proprio in Guatemala rovesciarono il governo democratico di Jacobo Arbenz, uno dei tanti golpe che hanno stuprato la vita di centinaia di milioni di persone, dal Cile all’Indonesia. Ci domandiamo infine quanto ci metteranno a Washington a parlare di indennizzazioni alle loro vittime. Per quelle guatemalteche di sessant’anni fa, poveri cristi mandati a morte atroce con metodi degni di Mengele, nonostante la “profonda tristezza” di Obama, è stato esplicitamente escluso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it</p>
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