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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; The Guardian</title>
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		<title>The Guardian: l&#8217;isola caraibica assediata dagli Stati Uniti da quasi 60 anni potrebbe diventare il paese più piccolo ad avere il proprio vaccino</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2021 21:56:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il quotidiano britannico The Guardian ha evidenziato oggi gli sforzi compiuti da Cuba per sviluppare i propri vaccini contro la COVID-19, nonostante il bloqueo degli Stati Uniti e l'impatto economico della pandemia. In un articolo intitolato "Cuba lotta al di sopra delle sue possibilità per sviluppare il proprio vaccino contro la COVID-19", il giornale ha sottolineato che dei 27 candidati vaccinali contro il coronavirus SARS-COV-2 che si trovano nella fase finale dei test internazionali, due sono cubani.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12105" alt="Vacunas-cubanas-bulbos-monodosis-580x330" src="/files/2021/05/Vacunas-cubanas-bulbos-monodosis-580x330.jpg" width="580" height="330" />Il quotidiano britannico The Guardian ha evidenziato oggi gli sforzi compiuti da Cuba per sviluppare i propri vaccini contro la COVID-19, nonostante il bloqueo degli Stati Uniti e l&#8217;impatto economico della pandemia.</strong></p>
<p>In un articolo intitolato &#8220;Cuba lotta al di sopra delle sue possibilità per sviluppare il proprio vaccino contro la COVID-19&#8243;, il giornale ha sottolineato che dei 27 candidati vaccinali contro il coronavirus SARS-COV-2 che si trovano nella fase finale dei test internazionali, due sono cubani.</p>
<p>Secondo The Guardian, l&#8217;isola caraibica assediata dagli Stati Uniti da quasi 60 anni potrebbe diventare il paese più piccolo al mondo ad avere un proprio vaccino.</p>
<p>Crede inoltre che se le sperimentazioni cliniche avranno successo e si otterrà l&#8217;approvazione dell&#8217;agenzia di regolamentazione dei farmaci, e quindi l&#8217;immunizzazione della popolazione sarà un problema minore.</p>
<p>Cuba ha un&#8217;infrastruttura molto ben sviluppata di policlinici e centri sanitari e il più alto rapporto di medici per abitante al mondo, ha detto il giornale, che raccoglie le testimonianze di eminenti scienziati e dirigenti del settore biotecnologico dell&#8217;isola.</p>
<p>La pubblicazione avverte, tuttavia, che a causa del bloqueo unilaterale economico, finanziario e commerciale imposto da Washington, i diversi team di ricercatori che lavorano allo studio di un vaccino per la COVID-19 devono condividere l&#8217;unico spettrometro esistente nel paese con capacità sufficiente per analizzare la struttura chimica dei prodotti.<br />
Fa anche eco alla denuncia degli scienziati cubani secondo cui a causa dell&#8217;extraterritorialità delle misure contro Cuba, il produttore britannico di questa attrezzatura essenziale per il controllo di qualità non può venderle pezzi di ricambio poiché la società è stata acquisita da una società statunitense.</p>
<p>Riferisce anche che da quando l&#8217;ormai ex presidente Donald Trump ha incluso Cuba nella lista degli sponsor del terrorismo, trovare una banca disposta ad accettare trasferimenti da e per l&#8217;isola è un grosso problema.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>La nuova campagna di Russia</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2018 01:19:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Putin userà il Mondiale di calcio come Hitler usò l’Olimpiade del 1936, cioè per dissimulare il brutale, corrotto regime di cui è responsabile»: questa dichiarazione ufficiale del ministro degli esteri britannico Boris Johnson dimostra a quale livello sia giunta la campagna propagandistica contro la Russia. In una vignetta sul giornale britannico The Guardian, ricalcata da un manifesto nazista degli anni Quaranta, la Russia viene rappresentata come un gigantesco ragno, con la testa di Putin, che ghermisce il mondo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10440" alt="putin_ragno_guardian" src="/files/2018/03/putin_ragno_guardian.jpg" width="580" height="386" />«Putin userà il Mondiale di calcio come Hitler usò l’Olimpiade del 1936, cioè per dissimulare il brutale, corrotto regime di cui è responsabile»: questa dichiarazione ufficiale del ministro degli esteri britannico Boris Johnson dimostra a quale livello sia giunta la campagna propagandistica contro la Russia.</strong></p>
<p>In una vignetta sul giornale britannico The Guardian, ricalcata da un manifesto nazista degli anni Quaranta, la Russia viene rappresentata come un gigantesco ragno, con la testa di Putin, che ghermisce il mondo.<br />
È la Russia accusata di aver avvelenato in Inghilterra un suo ex ufficiale, arrestato per spionaggio 12 anni fa e rilasciato 8 anni fa (quindi non più in possesso di informazioni sensibili), usando per avvelenare lui e sua figlia l’agente nervino Novichok di produzione sovietica (così da lasciare volutamente l’impronta di Mosca sul luogo del delitto).</p>
<p>La Russia accusata di penetrare con eccezionale abilità nelle reti informatiche, manipolando perfino le elezioni presidenziali negli Stati uniti («un atto di guerra» lo ha definito John Bolton, nuovo consigliere per la sicurezza nazionale).</p>
<p>Accusata ora ufficialmente dal Dipartimento Usa per la sicurezza della patria e dall’Fbi di prepararsi a sabotare con i suoi hacker le centrali elettriche comprese quelle nucleari, gli impianti idrici e gli aeroporti negli Stati uniti e in Europa, così da paralizzare interi paesi.</p>
<p>Si fabbrica in tal modo l’immagine di un nemico sempre più aggressivo, da cui occorre difendersi. In una conferenza stampa con Johnson, il segretario generale della Nato Stoltenberg accusa la Russia del «primo uso di un agente nervino sul territorio dell’Alleanza», ossia di un vero e proprio atto di guerra; di «minare le nostre istituzioni democratiche», ossia di condurre una azione sovversiva all’interno delle democrazie occidentali; di «violare l’integrità territoriale dell’Ucraina», ossia di aver iniziato l’invasione dell’Europa.</p>
<p>Di fronte al «comportamento irresponsabile della Russia», annuncia Stoltenberg, «la Nato sta rispondendo». Si prepara in tal modo l’opinione pubblica a un ulteriore rafforzamento della macchina bellica dell’Alleanza sotto comando Usa, compreso lo schieramento delle nuove bombe nucleari B61-12 e probabilmente anche di nuovi missili nucleari statunitensi in Europa.</p>
<p>Obiettivo prioritario della Strategia di difesa nazionale degli Stati uniti, annuncia il Pentagono, è «migliorare la prontezza e letalità delle forze Usa in Europa». A tal fine vengono stanziati 6,5 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2019, portando a 16,5 miliardi il totale del quinquennio 2015-2019.</p>
<p>Tale stanziamento costituisce solo una parte di quello complessivo dell’operazione Atlantic Resolve, lanciata nel 2014 per «dimostrare l’impegno Usa per la sicurezza degli alleati europei». Impegno dimostrato dal continuo trasferimento di forze terrestri, aeree e navali dagli Stati uniti nell’Europa orientale, dove sono affiancate da quelle dei maggiori alleati europei, Italia compresa.</p>
<p>Viene allo stesso tempo potenziata la Nato con un nuovo Comando congiunto per l’Atlantico, inventando lo scenario di sottomarini russi pronti ad affondare i mercantili sulle rotte transatlantiche, e con un nuovo Comando logistico, inventando lo scenario di una Nato costretta a spostare rapidamente le sue forze ad est per fronteggiare una aggressione russa.</p>
<p>Si cerca così di giustificare l’escalation Usa/Nato contro la Russia, sottovalutando la sua capacità di reagire quando viene messa alle corde. Johnson, che paragona Putin a Hitler, dovrebbe ricordarsi che fine fecero le armate di Hitler quando invasero la Russia.</p>
<div> di Manlio Dinucci</div>
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<div>da www.marx21.it</div>
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<div id="ja-right">foto: The Guardian</div>
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		<title>The Guardian: Lo straordinario aiuto di Cuba in materia di salute  fa vergognare l’embargo degli USA</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 01:25:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quattro mesi dopo che è stata dichiarata l’emergenza internazionale per Ebola, che ha devastato l’ovest dell’Africa, Cuba è il leader mondiale nell’assistenza medica inviata a combattere contro l’epidemia. Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno inviato migliaia di truppe e, insieme ad altri paesi, hanno promesso aiuti, la maggioranza dei quali non sono stati realizzati.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8302" alt="" src="/files/2014/12/Illustration-for-Cubas-gl-011.jpg" width="460" height="276" />Quattro mesi dopo che è stata dichiarata l’emergenza internazionale per Ebola, che ha devastato l’ovest dell’Africa, Cuba è il leader mondiale nell’assistenza medica inviata a combattere contro l’epidemia. Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno inviato migliaia di truppe e, insieme ad altri paesi, hanno promesso aiuti, la maggioranza dei quali non sono stati realizzati.</strong></p>
<p>Però, come l’Organizzazione Mondiale della Salute insiste a dire,  ciò di cui c’è bisogno con urgenza è il personale sanitario. L’isola caraibica, con una popolazione di solo 11 milioni e un reddito pro-capite di 6.000 $ (4.800 €), ha risposto a questa chiamata ancor prima che venisse fatta.  Cuba è stata la prima ad essere in prima linea contro Ebola e ha inviato il maggior contingente di medici e infermieri, dei quali 250 già sul campo e altri 200 volontari in viaggio.</p>
<p>Mentre l’interesse dei media occidentali è svanito al momento della diminuzione della minaccia dell’infezione mondiale, centinaia di lavoratori dei servizi di salute britannici, si sono offerti come volontari per unirsi a loro. I primi 30 sono arrivati nella Sierra Leone la settimana scorsa, mentre le truppe stanno costruendo cliniche. Nonostante questo, i medici cubani sono sul terreno africano già da ottobre e si prevede ancora un lungo periodo di lavoro.</p>
<p>La necessità non poteva essere più grande. Più di 6.000 persone sono morte. Una tale vergogna ha provocato l’operazione cubana, che ha obbligato i politici britannici e statunitensi a offrire le loro congratulazioni.</p>
<p>Il segretario di stato americano John Kerry, ha descritto l’apporto di quel Paese che gli USA hanno cercato di ribaltare da oltre mezzo secolo come “impressionante”. Il primo medico cubano a contrarre l’Ebola, è stato curato dai medici britannici e i funzionari statunitensi hanno promesso di “collaborare” con Cuba nella lotta contro Ebola. Però non è la prima volta che Cuba ha fatto la parte del leone nel campo degli aiuti medici dopo un disastro umanitario.</p>
<p>Quattro anni fa, dopo il devastante terremoto avvenuto nella povera Haiti, Cuba inviò il più grande contingente medico e ha curato il 40% delle vittime. Dopo il terremoto avvenuto in Kashmir, nel 2005, Cuba inviò 2.400 lavoratori medici in Pakistan e offrì i suoi trattamenti sanitari a oltre il 70% dei feriti; in quella occasione lasciarono anche 32 ospedali da campo e donarono mille morse di studio mediche.</p>
<p>Questa tradizione di aiuto in casi di emergenza risale ai primi anni della Rivoluzione Cubana. Però è solo una parte di un internazionalismo globale medico, straordinario e intenso. Attualmente ci sono 50.000 medici e infermiere di Cuba che lavorano in 60 paesi in via di sviluppo. Come dice il professore canadese  John Kirk: “L’internazionalismo medico cubano ha salvato milioni di vite.” Però questa solidarietà senza precedenti non è quasi apparsa nei mass media occidentali.</p>
<p>I medici cubani hanno realizzato tre milioni di operazioni oftalmiche in 33 paesi e principalmente nell’America Latina e nei Caraibi, in gran parte finanziate dal Venezuela Rivoluzionario. Così è successo che Mario Terán, il sergente boliviano che uccise Che Guevara su ordine della CIA nel 1967, recuperasse la sua vista 40 anni dopo quell’evento con un’operazione eseguita da medici cubani e pagata dal Venezuela, nella Bolivia radicale di Evo Morales. Anche se l’appoggio di emergenza spesso è stato finanziato dalla stessa Cuba, i servizi medici globali del paesi di solito vengono pagati dai governi che ricevono i loro servizi e sono diventati quindi  il maggior settore  di esportazione cubano, legando gli ideali rivoluzionari allo sviluppo economico.</p>
<p>Questo è dipeso a sua volta dal ruolo centrale della salute pubblica e dell’educazione a Cuba, dato che L’Avana ha costruito un’industria biotecnologica a basso costo insieme a programmi di infrastruttura e di alfabetizzazione mediche nei paesi in via di sviluppo per coloro che ne hanno bisogno, invece di sottrarre medici e infermiere come avviene nel modello occidentale.</p>
<p>L’internazionalismo è nel DNA di Cuba. La figlia di Ernesto Guevara, Aleida, che ha lavorato come medico in Africa, dice: “Siamo afro-latinoamericani e porteremo la nostra solidarietà ai bambini di questo continente.”  Però quello che è iniziato come un intento di estendere la Rivoluzione cubana negli anni 60 e che si trasformò in un intervento militare decisivo in appoggio dell’Angola, contro l’apartheid negli anni 80, adesso si è trasformata nel progetto di solidarietà medica più ambizioso del mondo.</p>
<p>Il suo successo è dipeso dalla marea progressiva che ha spazzato l’America Latina durante l’ultimo decennio, ispirata dall’esempio della Cuba socialista durante gli anni delle dittature militari di destra. I governi di sinistra e centro-sinistra continuano ad essere elogiati e rieletti in tutta la regione e ciò permette a Cuba di reinventarsi come un faro di umanitarismo internazionale.</p>
<p>Però, nonostante tutto questo, l’isola continua ad essere asfissiata dall’embargo commerciale degli Stati Uniti, che si è mantenuto con un carattere vizioso sul piano economico e politico da oltre mezzo secolo.  Se Barack Obama volesse fare qualcosa di veramente importante in questi ultimi anni come presidente, potrebbe usare il ruolo di Cuba nella crisi creata da Ebola come un’apertura per iniziare a togliere questo embargo e far cadere la guerra di destabilizzazione che stanno portando avanti gli USA.</p>
<p>Di certo c’è che qualcosa si sta muovendo. In ciò che pareva un’operazione di avanzamento per l’amministrazione americana, il New York Times ha pubblicato sei editoriali in cinque settimane, tra ottobre e  novembre, elogiando il registro medico globale di Cuba, esigendo la fine dell’embargo e attaccando gli sforzi statunitensi intenti a indurre i medici cubani a disertare e invitando a un negoziato per lo scambio di prigionieri tra i due paesi.</p>
<p>La campagna del periodico ha pubblicato che l’Assemblea Generale dell’ONU ha votato per la 23ma volta, con 188 voti a favore e due contrari (Stati Uniti e Israele), per esigere l’eliminazione dell’embargo da parte degli Stati Uniti contro Cuba, originariamente imposto in rappresaglia alla nazionalizzazione di imprese statunitensi e adesso giustificato con motivi di diritto umano, da parte di uno stato (gli USA) alleato con alcuni dei regimi più repressivi del mondo.</p>
<p>L’embargo può essere eliminato solo dal Congresso USA, processo che è ostacolato dagli eredi della corrotta dittatura appoggiata dagli Stati Uniti che fu sconfitta da Fidel Castro e da Che Guevara. Però il Presidente degli Stati Uniti ha un potere esecutivo per renderlo inefficace e restaurare le relazioni diplomatiche tra i due paesi.  Si potrebbe cominciare con la liberazione dei restanti tre agenti cubani, del gruppo dei “Cinque di Miami” che ancora sono incarcerati da 13 anni (nota di Stefano Guastella: in realtà sono incarcerati da oltre 16, dato che furono arrestati nel settembre del 1998…) per aver spiato un gruppo di anticubani collusi con il terrorismo.</p>
<p>Il momento buono perché Obama possa porre termine alla campagna statunitense che da oltre 50 anni ostacola l’indipendenza di Cuba, potrebbe essere il Vertice delle Americhe previsto per il prossimo aprile 2015, che  i governi latinoamericani hanno minacciato di boicottare se non verrà invitata anche Cuba. (nota dell&#8217;editrice: Panama ha invitato Cuba al Vertice già ufficialmente) Il maggior contributo che possono dare coloro che davvero si preoccupano per le libertà democratiche a Cuba, è allentare gli artigli degli USA dalle spalle del paese caraibico.</p>
<p>Se davvero l’embargo venisse smantellato, non solo sarebbe una rivendicazione del notevole registro di giustizia sociale a Cuba e della sua solidarietà verso altri paesi, spalleggiato dalla crescente fiducia di un’America Latina indipendente. Sarebbe anche un fatto di grande  aiuto per milioni di persone nel mondo che beneficerebbero di una Cuba senza sanzioni e una dimostrazione di ciò che si può ottenere quando si antepongono i valori delle persone di fronte ai guadagni corporativi.</p>
<p>Articolo preso dal giornale inglese The Guardian: Cuba’s extraordinary global medical record shames the US blockade</p>
<p>di Seumas Milne</p>
<p>traduzione di Stefano Guastella da Cubadebate in spagnolo</p>
<p>illustrazione di Eva Bee/ The Guardian</p>
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		<title>The Guardian: La NSA intercetta quotidianamente 200 milioni di messaggi di testo</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jan 2014 23:12:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La National Security Agency (NSA) statunitense intercetta quotidianamente circa 200 milioni di messaggi di testo dai telefoni cellulari di tutto il mondo, in un'operazione segreta condivisa con l'intelligence britannica, secondo quanto assicura l'edizione odierna del «The Guardian».]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_7453" style="width: 460px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7453" src="/files/2014/01/diapositivaNSA.jpeg" alt="Una diapositiva spiega il programma Dishfire" width="460" height="345" /><p class="wp-caption-text">Una diapositiva spiega il programma Dishfire</p></div>
<p></strong></p>
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<p><strong>La National Security Agency (NSA) statunitense intercetta quotidianamente circa 200 milioni di messaggi di testo dai telefoni cellulari di tutto il mondo, in un&#8217;operazione segreta condivisa con l&#8217;intelligence britannica, secondo quanto assicura l&#8217;edizione odierna del «The Guardian».</strong></p>
<p>Il sito web del quotidiano dà conto, in un&#8217;inchiesta condotta in collaborazione con la tv Channel 4, di un programma segreto denominato «Dishfire», che raccoglie milioni di SMS ogni giorno, secondo le ultime rivelazioni dell&#8217;ex analista Cia Edward Snowden.</p>
<p>Entrambi i media britannici affermano di aver preso visione su Dishfire, di una diapositiva classificata come segreta e denominata «SMS: una miniera da sfruttare» &#8211; datata giugno 2011 -  che permette agli utilizzatori di memorizzare dati degli utenti come la posizione, i contatti, i movimenti e le transazioni finanziarie.</p>
<p>Secondo il quotidiano, si tratterebbe di uno spionaggio «non selettivo» che la NSA ha condiviso con il servizio d&#8217;ascolto britannico GCHQ, che in questo modo ha potuto avere accesso a informazioni che, date le severe leggi in materia del proprio paese, sarebbe riuscito a ottenere solo dietro autorizzazione giudiziaria.</p>
<p>Questi messaggi di testo per cellulari, «non selettivi», vengono poi analizzati da un servizio chiamato «Prefer», in grado di estrarre dettagliate informazioni sugli utenti, sempre secondo quanto scrive «The Guardian».</p>
<p>Questo quotidiano ha pubblicato per mesi le rivelazioni trapelate grazie a Edward Snowden, che hanno causato un grave conflitto diplomatico al presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha annunciato la riforma del sistema di sorveglianza della NSA.</p>
<p>Secondo i documenti di Snowden, allo spionaggio globale hanno collaborato i servizi segreti britannici, sebbene il primo ministro britannico, David Cameron, abbia sempre sostenuto che hanno agito secondo la legge.</p>
<p>traduzione di Fabrizio Verde</p>
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