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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Grecia</title>
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		<title>La morte del bambino siriano Aylan Kurdi è uno schiaffo all&#8217;Umanità</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2015 20:40:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La foto dal bambino siriano Aylan Kurdi, senza vita sulla sabbia di una spiaggia turca, schiocca come una frusta sulla coscienza di un’Europa ipocrita e silenziosa, che nega protezione alle sue proprie vittime. Con tre anni, Aylan si somma alla lunga lista di siriani morti in conseguenza di un conflitto che dura da più di quattro anni, e che si avvicina già pericolosamente al quarto di milione di vittime.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8884" alt="" src="/files/2015/09/niño-sirio-ahogado.jpg" width="580" height="554" />La foto del bambino siriano Aylan Kurdi, senza vita sulla sabbia di una spiaggia turca, schiocca come una frusta sulla coscienza di un’Europa ipocrita e silenziosa, che nega protezione alle sue proprie vittime.  </strong></p>
<p>Con tre anni, Aylan si somma alla lunga lista di siriani morti in conseguenza di un conflitto che dura da più di quattro anni, e che si avvicina già pericolosamente al quarto di milione di vittime.</p>
<p>Europa, Stati Uniti, Israele ed i loro gendarmi incoraggiarono questa guerra fratricida che ha riscosso la vita di Aylan, un bambino che perse tutti i suoi sogni nella spiaggia turca di Bodrum, tentando di trovare scappatoia nell’isola greca di Kos.</p>
<p>Aylan Kurdi è morto senza sapere perché i suoi genitori si lanciarono in un&#8217;avventura che costerebbe loro la vita, senza avere idea che il suo paese ha perso la pace a causa della voracità dei suoi peggiori nemici, gli stessi che oggi chiudono le loro frontiere per non vedere la disperazione che riflettono quelli che fuggono dal terrore.</p>
<p>Erano partiti da Kobane, villaggio siriano il cui vero nome è Ayn al-Arab (l&#8217;occhio dell&#8217;arabo), tentando di fuggire dalla disgrazia e dalla morte imposta dalle bande terroristiche che, dalle lussuose e signorili capitali dell&#8217;Europa, ricevono fondi per continuare a massacrare i civili.</p>
<p>L&#8217;immagine di Aylan Kurdi, senza vita sulla sabbia di una spiaggia turca, riflette il vero volto di questo conflitto che fino ad oggi strappò alla vita quasi 20 mila bambini, mentre milioni continuano a soffrire le conseguenze di una guerra infernale.</p>
<p>Secondo l&#8217;Unicef, 5,6 milioni di bambini siriani soffrono povertà estrema e sono obbligati a vivere muovendosi costantemente, per scappare dalle zone di guerra.</p>
<p>Altri due milioni vivono come rifugiati nel Libano, Giordania, Iraq, Turchia, Egitto ed altri paesi del nord dell&#8217;Africa, mentre 3,6 milioni di bambini rimangono insicuri in comunità vulnerabili.</p>
<p>Il destino di Aylan Kurdi è la conseguenza di un piano macabro concepito contro il suo paese, e di predatori che non misurarono le conseguenze pur di soddisfare la sete della carogna in giacca e cravatta che tratta di imporre i suoi stili di democrazia, a forza di sangue e desolazione.</p>
<p>Questo bambino siriano la cui foto ha commosso il mondo, deve servire come simbolo di quanto rimane da fare, quanti silenzi bisogna rompere e quanta ipocrisia affrontare, per restituire la pace ad un popolo nobile che affronta la peggiore crisi umanitaria degli ultimi 70 anni.</p>
<p>Aylan Kurdi è il riflesso di altri bambini siriani che stanno morendo, anche adesso, in Damasco sotto il fuoco terroristico dei mortai, o asfissiati dai gas tossici ad al-Foa e Kafraya, o decapitati brutalmente a Raqqa, o vinti dal caldo e dalla sete nel deserto, tentando di scappare al fuoco dei pezzi d’artiglieria.</p>
<p>Guardare la foto di questo bambino che ci spezza il cuore, deve servirci per capire che il terrorismo è solo uno strumento dei manipolatori che non vogliono che finisca la guerra.</p>
<p>L&#8217;immagine di Aylan Kurdi, senza vita sulla sabbia di una spiaggia turca, è uno schiaffo all&#8217;Umanità.</p>
<p>di Miguel Fernandez Martinez</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Reuters/DHA</p>
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		<title>L&#8217;esempio della Grecia</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 23:19:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo tedesco di Angela Merkel è spietato. Tratta la Grecia come Hitler trattò la Polonia, con sommo disprezzo. I nazisti invasero la Polonia ed ora Merkel agisce con la Grecia come chi asfissia un animale malato. Il paese ha un debito equivalente al 177 percento del suo PIL, e la disoccupazione raggiunge il 25,6% della forza lavoro.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8799" alt="" src="/files/2015/07/bandera-de-grecia.jpg" width="720" height="500" />Il governo tedesco di Angela Merkel è spietato. Tratta la Grecia come Hitler trattò la Polonia, con sommo disprezzo.</strong></p>
<p>I nazisti invasero la Polonia ed ora Merkel agisce con la Grecia come chi asfissia un animale malato. Il paese ha un debito equivalente al 177 percento del suo PIL, e la disoccupazione raggiunge il 25,6% della forza lavoro.</p>
<p>Il mondo è mosso dal denaro. Germania, la Banca Centrale Europea ed il FMI esigono che la Grecia paghi il suo debito estero. Il paese non sa come farlo. È in banca rotta e sotto pressione delle potenze europee. Aumento di imposte, ritaglio delle spese ed una riforma profonda del sistema delle pensioni.</p>
<p>Alexis Tsipras, primo ministro greco, ricorda il fatto che il suo paese è la culla della democrazia. Coerente con le sue radici, decise di consultare il popolo. Accettiamo o no le imposizioni dei creditori? Il paese si inclinò per il NO domenica 5 luglio. Nelle urne il 61% degli elettori votò per il NO.</p>
<p>La consultazione democratica non piacque alla Merkel e molto meno il risultato. Sa che ora deve cercare un&#8217;uscita per evitare il peggio: che la Grecia si ritiri dalla zona dell&#8217;euro, che potrebbe significare il principio della fine dell&#8217;Unione Europea. Niente ostacola che domani il suo esempio sia seguito da altri paesi, come Spagna e Portogallo che stanno con l’acqua alla gola ed accantonati dall&#8217;avidità tedesca.</p>
<p>Fa&#8217; quello che dico e non quello che faccio. Questo adagio riassume l&#8217;atteggiamento tedesco. La Germania non pagò mai i debiti contratti dopo le due Grandi Guerre, dalle quali uscì sconfitta e sconquassata. Per sopravvivere contrasse debiti. E si trasformò nel paese più ricco dell&#8217;Europa.</p>
<p>L&#8217;Accordo di Londra del 1953 annullò più del 60% del debito tedesco. Nel 1945 questo equivaleva oltre al 200% del PIL del paese. Dieci anni dopo scese a meno del 20% del PIL.</p>
<p>La Germania non avrebbe mai ottenuto una tanto significativa riduzione se avesse adottato il sistema che oggi pretende imporre alla Grecia come aggiustamento fiscale.</p>
<p>Merkel si rifiuta di accettare che Grecia, per uscire dal buco, adotti la stessa ricetta che salvò il suo paese: imposte sulle grandi fortune e condono di una parte significativa del debito.</p>
<p>Il governo greco ha chiesto ai suoi creditori di ampliare il programma di aiuti al paese, fatto che permetterebbe alla Grecia di ottenere altri 70 mila milioni di euro ed acquisire le condizioni per pagare il debito di 16 mila milioni col FMI. Ma la sua richiesta è stata respinta.</p>
<p>Ora, nelle negoziazioni di Bruxelles, i greci cercano di ottenere l&#8217;approvazione di una seconda proposta: avere accesso al programma europeo di aiuti, lanciato nel 2012.</p>
<p>Se non si giunge all&#8217;accordo, i greci potrebbero abbandonare l&#8217;euro per ritornare alla dracma e rimanere fuori dall&#8217;Unione Europea. E questo esempio potrebbe essere seguito perfino dall&#8217;Italia, frustrando così il sogno di un’Europa unita&#8230; almeno rispetto all&#8217;uso di una moneta unica.</p>
<p>Se la crisi greca si estende per l&#8217;Europa, della quale dipende il 20% delle esportazioni brasiliane, il Brasile ne soffrirà gli effetti.</p>
<p>di Frei Betto</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Fidel si congratula con Tsipras per la “brillante vittoria politica”</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2015 00:34:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il suo paese, specialmente la sua prodezza nella congiuntura attuale, sveglia l’ammirazione tra i popoli latinoamericani e caraibici di questo emisfero vedendo come la Grecia, davanti ad aggressioni estere, difende la sua identità e la sua cultura. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8768" alt="" src="/files/2015/07/grecia-referendo5-580x421.jpg" width="580" height="421" />“Excmo. Sig.. Alexis Tsipras, Primo Ministro della Grecia:</p>
<p>mi congratulo calorosamente per la sua brillante vittoria politica i cui dettagli ho seguito da vicino nel canale TeleSur.</p>
<p>La Grecia è molto familiare per i cubani. Ella c&#8217;insegnò Filosofia, Arte e Scienze dell&#8217;antichità quando studiavamo a scuola e, con queste, la più complessa di tutte le attività umane: l&#8217;arte e la scienza della politica.</p>
<p>Il suo paese, specialmente la sua prodezza nella congiuntura attuale, sveglia l’ammirazione tra i popoli latinoamericani e caraibici di questo emisfero vedendo come la Grecia, davanti ad aggressioni estere, difende la sua identità e la sua cultura. Non ho neanche dimenticato che un anno dopo l&#8217;attacco di Hitler alla Polonia, Mussolini ordinò alle sue truppe di invadere la Grecia, e questo paese coraggioso ha respinto l&#8217;aggressione ed ha fatto retrocedere gli invasori, fatto che obbligò lo spiegamento di unità blindate tedesche in direzione della Grecia, deviandole dall&#8217;obiettivo iniziale.</p>
<p>Cuba conosce il valore e la capacità combattiva delle truppe russe che unite alle forze del suo poderoso alleato la Repubblica Popolare Cina, ed altre nazioni del Medio Oriente ed Asia, tenteranno sempre di evitare la guerra, ma non permetteranno mai nessuna aggressione militare senza risposta contundente e devastatrice.</p>
<p>Nell&#8217;attuale situazione politica del pianeta, quando la pace e la sopravvivenza della nostra specie pendono da un filo, ogni decisione, più che mai, deve essere elaborata accuratamente ed applicata, in modo che nessuno possa dubitare dell&#8217;onestà e della serietà con la quale molti dei dirigenti più responsabili e seri lottano oggi per affrontare le calamità che minacciano il mondo.</p>
<p>Le auguriamo, stimato compagno Alexis Tsipras, il più grande dei successi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fraternamente,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fidel Castro Ruz</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>5 luglio 2015</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>8: 12 p.m”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: AP</p>
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		<title>Grecia, un NO che significa SI’</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2015 00:22:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 28 giugno 2015: Il governo greco di Syriza, diretto da Alexis Tsipras, decreta un controllo dei capitali e la chiusura delle banche per una settimana, con l'impossibilità di tirare fuori più di 60 euro giornalieri dai bancomat. Domenica 5 luglio, una settimana dopo: Nonostante la campagna mediatica contro il governo e la manipolazione sulle possibili conseguenze del controllo dei capitali, il NO nel referendum greco è travolgente, si impone in tutte le regioni della Grecia con più del 61% dei voti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right"><em><img class="alignleft size-full wp-image-8741" alt="" src="/files/2015/06/tsipras-entrevista.jpg" width="600" height="400" />“Con maggiore abbondanza, l&#8217;incremento del debito pubblico interessava direttamente la frazione borghese che governava e legiferava attraverso le Camere. Il deficit dello Stato era precisamente il vero oggetto delle sue speculazioni e la fonte principale del suo arricchimento. Ogni anno, un nuovo deficit. Ogni quattro o cinque anni, un nuovo prestito pubblico. Ed ogni nuovo prestito pubblico offriva all&#8217;aristocrazia finanziaria una nuova occasione di truffare artificialmente uno Stato mantenuto sull&#8217;orlo della bancarotta; questo non aveva nessuna soluzione se non trattare con i banchieri nelle condizioni più sfavorevoli”. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: right"><em>Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850 (Karl Marx)</em></p>
<p><strong>Domenica 28 giugno 2015: Il governo greco di Syriza, diretto da Alexis Tsipras, decreta un controllo dei capitali e la chiusura delle banche per una settimana, con l&#8217;impossibilità di tirare fuori più di 60 euro giornalieri dai bancomat. </strong></p>
<p>Domenica 5 luglio, una settimana dopo: Nonostante la campagna mediatica contro il governo e la manipolazione sulle possibili conseguenze del controllo dei capitali, il NO nel referendum greco è travolgente, si impone in tutte le regioni della Grecia con più del 61% dei voti.</p>
<p>Dopo il terrorismo mediatico esercitato contro il governo di Syriza per 7 giorni, e della scommessa per il SI’ dei principali leader politici europei, qualcuno dovrebbe domandarsi perché il popolo greco in maniera maggioritaria ha votato per il NO, che ha ottenuto una vittoria molto superiore a quella ottenuta da Synaspismos Rizospastikis Aristeras (Coalizione della Sinistra Radicale) nelle elezioni parlamentari di gennaio dove è stato il partito più votato; mentre la destra di Nuova Democrazia, la socialdemocrazia del PASOK ed i liberali di To Potami, le tre grandi ideologie che hanno collocato l&#8217;Europa nel luogo che si trova, erano uniti chiedendo il voto contrario, per il SI’.</p>
<p>Marx diceva che la storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa. Con questo risultato, il popolo greco ostacola la continuazione della farsa in cui si era trasformata la tragedia greca e dà un NO rotondo alle politiche di austerità spinte da quella Europa a due velocità che configurò un asse del Sud da poter continuare a sfruttare per mantenere i tassi di guadagni nel Nord. Un NO all’istituzione conosciuta come Troika ed un NO definitivo, ad un modello neoliberale di un saccheggio selvaggio dei beni comuni e dei diritti sociali, che impone un terrorismo economico contro tutto un popolo senza importargli le conseguenze sulle maggioranze sociali.</p>
<p>Ma in realtà, questo risultato, benché sembri un ossimoro, è un NO che significa SI’. Sì ad un&#8217;altra Grecia possibile, lontana dai dettami di alcune elite politiche ed economiche in Germania; Sì a Syriza; Sì ad Alexis Tsipras e Yannis Varoufakis; Sì, in definitiva, ad una Europa sociale e dei popoli, dove non si ritaglino le pensioni od i salari.</p>
<p>La prima conseguenza del referendum è stata la dimissione di Antonis Samaras, principale difensore del SI’ e firmatario del memorandum di intendimento con la Troica per il secondo riscatto che soffrì la Grecia per 230.000 milioni di euro. Ma mentre in Grecia la destra affronta il fatto di avere perso, non ci saranno dimissioni in Germania, Francia, Italia, la Banca Centrale Europea o il Fondo Monetario Internazionale.</p>
<p>A partire da qui, il governo greco ha un mandato forte. Sapendo chiaramente che il trionfo del NO non implica una decisione di rottura con l&#8217;Europa, bensì contro le misure di austerità, la scommessa continua ad essere di negoziare con le istituzioni europee da una posizione di un po&#8217; più di forza, ma sapendo che continuano ad essere necessarie alcune riforme se vogliono ottenere una ristrutturazione del debito ed un condono parziale della stesso.</p>
<p>I progetti futuri della Troika non sono tanto chiari. Sembra che, dopo che Washington costringesse la pubblicazione della relazione nella quale l’FMI riconosce che il debito pubblico greco del 177% del PIL è insostenibile, si potrebbe avere, questa settimana, un avvicinamento sulla ristrutturazione del debito in cambio di riforme. L&#8217;altra opzione, quella del Grexit, con la quale magari hanno sognato alcuni leader europei negli ultimi giorni, sembra che si allontani, per quanto i mezzi di comunicazione vogliano disegnarci un&#8217;altra realtà, a meno che la Banca Centrale Europea (su istruzione della Germania), decida di tagliare il flusso di liquidità alle banche greche questa stessa settimana, col quale si creerebbe una spirale pericolosa per la Grecia, ma soprattutto per il concetto di Unione Europea.</p>
<p>Quello che è chiaro è che la Grecia ha detto NO al concetto neoliberale di privatizzare i guadagni e socializzare le perdite, e questo risultato è un forte appoggio per il primo governo di sinistra reale in Europa dopo molte decadi (smettiamo di considerare sinistra la socialdemocrazia neoliberale o la sinistra light), oltre a segnare una possibilità del principio di un cambiamento di epoca per l&#8217;Europa.</p>
<p>Il risultato del referendum greco dimostra che la storia la fanno i popoli, ed è un avvertimento per le elite politiche ed economiche europee. Non ci sono molte ragioni per grandi celebrazioni, la strada che rimane al popolo greco da percorrere è ancora sinuosa e piagata di ostacoli; vengono tempi duri e difficili, ma contemporaneamente tempi di speranza. Ed almeno per questa settimana, la parole Democrazia, Sovranità e Dignità si iscrivono con G della Grecia, S di Syriza e T di Tsipras.</p>
<p>di Katu Arkonada</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Grecia sotto il terrorismo dell&#8217;UE</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2015 00:06:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2009 esplose uno scandalo enorme quando si seppe che il debito ed il deficit pubblico greci erano molto maggiori di quello che per anni, consigliato dall'influente banca di investimento statunitense Goldman Sachs(GS), aveva informato all'Unione Europea(UE) il governo neoliberale del partito Nuova Democrazia. Curiosamente, Mario Draghi, presidente fino all'attualità della Banca Centrale  Europea (BCE) aveva lasciato in data vicina la vicepresidenza europea di quell'entità finanziaria. Non conosceva questo signore questo colossale maneggio fraudolento in un tema tanto strategico della sua area di competenza?  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8761" alt="" src="/files/2015/07/Grecia-Unión-Europea.png" width="580" height="330" />Nel 2009 esplose uno scandalo enorme quando si seppe che il debito ed il deficit pubblico greci erano molto maggiori di quello che per anni, consigliato dall&#8217;influente banca di investimento statunitense Goldman Sachs(GS), aveva informato all&#8217;Unione Europea(UE) il governo neoliberale del partito Nuova Democrazia. Curiosamente, Mario Draghi, presidente fino all&#8217;attualità della Banca Centrale  Europea (BCE) aveva lasciato in data vicina la vicepresidenza europea di quell&#8217;entità finanziaria. Non conosceva questo signore questo colossale maneggio fraudolento in un tema tanto strategico della sua area di competenza? </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I titoli di debito di Atene sono stati dichiarati spazzatura dal genocida qualificatore di rischio. La Troika (Commissione Europea, BCE e FMI), per suppostamente aiutare il paese in difficoltà ad uscire dall&#8217;indebitamento, ha ordinato una delle più feroci operazioni di saccheggio di una nazione. Pagare con alti interessi l&#8217;astronomico debito e deficit pubblici accumulati, tradotto nella diminuzione dei salari e pensioni, soppressione di diritti sociali, privatizzazioni alla Yeltsin ed aumento considerabile di imposte per quelli più poveri, non i ricchi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Risultato: dal primo piano di riscatto applicato nel 2010, il debito pubblico greco lontano da diminuire, è aumentato. Se nel 2009 ascendeva al 126% del PIL, attualmente è aumentato vertiginosamente fino al 180% (circa 317 mille milioni di euro) dopo i ritagli della spesa pubblica implementati, i maggiori in un paese europeo in settanta anni. Il PIL è caduto un 25%, la disoccupazione è la più alta dell&#8217;Europa e la disoccupazione giovanile raggiunge un livello da brivido, il 60%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non è chiaro quale sarà la conclusione del teso e drammatico momento che affronta il governo del primo ministro della Grecia, Alexis Tsipras, coi saccheggiatori dell&#8217;UE. È impossibile calcolare, quando scrivo queste linee, l&#8217;impatto che possa avere sul risultato del referendum del 5 luglio la feroce campagna di terrore mediatico puntata contro i greci fatta dagli abominevoli e mediocri leader dell&#8217;UE. Secondo loro, un “no” nel referendum equivarrebbe all&#8217;uscita automatica della Grecia dall&#8217;Unione Europea (UE) e dall&#8217;euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma economisti molto celebri, tra loro il Nobel Paul Krugman e Joseph Stiglitz, affermano che per la Grecia l&#8217;opzione più favorevole sarebbe precisamente l&#8217;uscita dall&#8217;UE ed il ritorno alla dracma, perché le sue esportazioni ed il settore turistico si vedrebbero beneficati per la svalutazione della moneta nazionale davanti all&#8217;euro ed il paese ellenico riprenderebbe la crescita economica in circa due anni. Invece, se rimane dentro l’euro, ci si può aspettare solo una recessione senza fine, nuovi ritagli ed imposte ed un aumento maggiore del debito coi creditori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, benché Syriza abbia un piano B, Tsipras ha assicurato sempre che la sua intenzione è rimanere nell&#8217;UE e sottolineatura che l&#8217;obiettivo del referendum è che i greci votino “no”, cioè, che respingano l&#8217;ultima e draconiana proposta dei creditori, affinché il giorno dopo, fortificata la sua posizione come negoziatore da questo avallo democratico, continuare il dialogo con l&#8217;Eurogruppo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;UE, divenuta una coalizione di docili amanuensi della banca, specialmente della tedesca e dell&#8217;impresentabile FMI, non solo tentò di ostacolare il trionfo elettorale di Syriza ma gli dichiarò soprattutto una guerra oscura quando arrivò al governo, quando si rese conto che Tsipras non perse un minuto nell’iniziare il compimento delle sue promesse della campagna elettorale, che includevano un progetto di crescita economica ed una giusta ridistribuzione della ricchezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Benché l&#8217;affanno di lucro facile dei banchieri sia sempre di più insaziabile oggigiorno, quello che cerca principalmente l&#8217;UE in Grecia non è riscuotere nessun debito bensì abbattere il governo di Tsipras con l&#8217;espediente dell&#8217;asfissia economica. Lo considerano un cattivo esempio, sommamente pericoloso in una zona economica i cui paesi del sud stanno essendo sottomessi senza pietà a crescenti ritagli della spesa pubblica. Quale è l&#8217;aspetto dell&#8217;ultima proposta di Tsipras a cui gli spaventati creditori privati e governi dell&#8217;UE si oppongono più chiaramente affinché non si applichi?  L&#8217;imposizione di imposte ai più ricchi invece di continuare a spogliare la maggioranza dei greci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il referendum tanto discusso è la misura più democratica che poteva prendere un governante degno e rispettoso dell&#8217;opinione dei suoi compatrioti. Ma nell&#8217;UE governa la dittatura del capitale finanziario e quello che Tsipras tenta è che lo facciano i popoli. La vera democrazia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Angel Guerra Cabrera</p>
<p>preso da La Jornada</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Alexis Tsipras: Per la sovranità e la dignità del nostro popolo</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2015 00:19:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi momenti critici dobbiamo tutti ricordare che l’Europa è la casa comune dei suoi popoli. Che in Europa non ci sono padroni e ospiti. Grecia è e rimarrà una parte imprescindibile dell’Europa, e l’Europa è parte imprescindibile della Grecia. Tuttavia un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza bussola.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8741" alt="" src="/files/2015/06/tsipras-entrevista.jpg" width="600" height="400" />Discorso integro del primo ministro greco annunciando il referendum davanti al ricatto dei creditori</p>
<p>“<strong>Compatrioti greci,</strong><br />
<strong>da sei mesi il governo greco conduce una battaglia in condizioni di asfissia economica mai vista, con l’obiettivo di applicare il vostro mandato del 25 gennaio a trattare con i partner europei, per porre fine all’austerity e far tornare il nostro paese al benessere e alla giustizia sociale. Per un accordo che possa essere durevole, e rispetti sia la democrazia che le comuni regole europee e che ci conduca a una definitiva uscita dalla crisi.</strong></p>
<p>In tutto questo periodo di trattative ci è stato chiesto di applicare gli accordi di memorandum presi dai governi precedenti, malgrado il fatto che questi stessi siano stati condannati in modo categorico dal popolo greco alle ultime elezioni. Ma neanche per un momento abbiamo pensato di soccombere, di tradire la vostra fiducia.</p>
<p>Dopo cinque mesi di trattative molto dure, i nostri partner, sfortunatamente, nell’eurogruppo dell’altro ieri hanno consegnato una proposta di ultimatum indirizzata alla Repubblica ed al popolo greco. Un ultimatum che è contrario, non rispetta i principi costitutivi e i valori dell’Europa, i valori del nostro progetto comune europeo. È stato chiesto al governo greco di accettare una proposta che carica nuovi e insopportabili pesi sul popolo greco e minaccia la ripresa della società e dell’economia, non solo mantenendo l’insicurezza generale, ma anche aumentando in modo smisurato le disuguaglianze sociali.</p>
<p>La proposta delle istituzioni comprende misure che prevedono una ulteriore deregolamentazione del mercato del lavoro, tagli alle pensioni, nuove diminuzioni dei salari del settore pubblico e anche l’aumento dell’IVA per i generi alimentari, per il settore della ristorazione e del turismo, e nello stesso tempo propone l’abolizione degli alleggerimenti fiscali per le isole della Grecia.</p>
<p>Queste misure violano in modo diretto le conquiste comuni europee e i diritti fondamentali al lavoro, all’eguaglianza e alla dignità; e sono la prova che l’obiettivo di qualcuno dei nostri partner delle istituzioni non era un accordo durevole e fruttuoso per tutte le parti ma l’umiliazione di tutto il popolo greco.</p>
<p>Queste proposte mettono in evidenza l’attaccamento del Fondo Monetario Internazionale a una politica di austerity dura e vessatoria, e rendono più che mai attuale il bisogno che le leadership europee siano all’altezza della situazione e prendano delle iniziative che pongano finalmente fine alla crisi greca del debito pubblico, una crisi che tocca anche altri paesi europei minacciando lo stesso futuro dell’unità europea.</p>
<p>Compatrioti greci,</p>
<p>in questo momento pesa su di noi una responsabilità storica davanti alle lotte ed ai sacrifici del popolo greco per garantire la Democrazia e la sovranità nazionale, una responsabilità davanti al futuro del nostro paese. E questa responsabilità ci obbliga a  rispondere all’ultimatum secondo la volontà sovrana del popolo greco.</p>
<p>Poche ore fa si è tenuto il Consiglio dei Ministri al quale avevo proposto un referendum perché sia il popolo greco sovrano a decidere. La mia proposta è stata accettata all’unanimità.</p>
<p>Domani si terrà l’assemblea plenaria del parlamento per deliberare sulla proposta del Consiglio dei Ministri riguardo la realizzazione di un referendum domenica 5 luglio che abbia come oggetto l’accettazione o il rifiuto della proposta delle istituzioni.</p>
<p>Ho già reso nota questa nostra decisione al presidente francese, alla cancelliera tedesca e al presidente della Banca Europea, e domani con una mia lettera chiederò ai leader dell’Unione Europea e delle istituzioni un prolungamento di pochi giorni del programma per permettere al popolo greco di decidere libero da costrizioni e ricatti come è previsto dalla Costituzione del nostro paese e dalla tradizione democratica dell’Europa.</p>
<p>Compatrioti greci,</p>
<p>a questo ultimatum ricattatorio che ci propone di accettare una severa e umiliante austerity senza fine e senza prospettiva di ripresa sociale ed economica, vi chiedo di rispondere in modo sovrano e con fierezza, come insegna la storia dei greci. All’autoritarismo e al dispotismo dell’austerity persecutoria rispondiamo con democrazia, sangue freddo e determinazione.</p>
<p>Grecia è il paese che ha fatto nascere la democrazia, e perciò deve dare una risposta vibrante di Democrazia alla comunità europea e internazionale.</p>
<p>E prendo io personalmente l’impegno di rispettare il risultato di questa vostra scelta democratica qualsiasi esso sia.</p>
<p>E sono del tutto sicuro che la vostra scelta farà onore alla storia della nostra patria e manderà un messaggio di dignità a tutto il mondo.</p>
<p>In questi momenti critici dobbiamo tutti ricordare che l’Europa è la casa comune dei suoi popoli. Che in Europa non ci sono padroni e ospiti. Grecia è e rimarrà una parte imprescindibile dell’Europa, e l’Europa è parte imprescindibile della Grecia. Tuttavia un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza bussola.</p>
<p>Vi chiamo tutti e tutte con spirito di concordia nazionale, unità e sangue freddo a prendere le decisioni di cui siamo degni. Per noi, per le generazioni che seguiranno, per la storia dei greci.</p>
<p>Per la sovranità e la dignità del nostro popolo”.</p>
<p>di Alexis Tsipras</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Tsipras: Grecia è la prima vittima della completa abolizione della democrazia in Europa</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2015 00:42:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con la minaccia di un default del debito greco che incombe, il primo ministro Alexis Tsipras ha avvertito gli europei dalle pagine del quotidiano francese 'Le Monde' dell'abolizione completa della democrazia in Europa ", incolpando tre istituzioni: il Fondo monetario internazionale (FMI), la Banca centrale europea (BCE) e la Commissione europea tra gli altri "attori istituzionali".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><img class="alignleft size-full wp-image-8679" alt="" src="/files/2015/06/Tsipras.png" width="700" height="350" /><strong>Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha avvertito gli europei della creazione di &#8220;un mostro tecnocratico&#8221; da parte degli &#8220;attori istituzionali&#8221; europei, cosa che, a suo avviso, significa &#8220;l&#8217;abolizione completa della democrazia in Europa.&#8221;</strong>
</div>
<div>Con la minaccia di un default del debito greco che incombe, il primo ministro Alexis Tsipras ha avvertito gli europei dalle pagine del quotidiano francese<em> &#8216;Le Monde&#8217; </em>d<strong>ell&#8217;abolizione completa della democrazia in Europa </strong>&#8220;, incolpando tre istituzioni: il Fondo monetario internazionale (FMI), la Banca centrale europea (BCE) e la Commissione europea tra gli altri &#8220;attori istituzionali&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Tsipras ha denunciato l&#8217;insistenza di queste istituzioni &#8220;nella presentazione di proposte assurde e nel mostrare disprezzo per le recenti elezioni democratiche tenute dai greci&#8221;, riferendosi ai risultati delle recenti elezioni in Grecia che hanno dato la vittoria al partito guidato da Tsipras. L&#8217;opposizione all&#8217;austerità che Syriza porta avanti è esattamente l&#8217;opposto di ciò i creditori vogliono dalla Grecia.</div>
<div></div>
<div>Secondo Tsipras, <strong>la posizione degli attori istituzionali segna &#8220;la fine di tutte le pretese di democrazia, l&#8217;inizio della disgregazione dell&#8217;Europa e la divisione inaccettabile dell&#8217;Europa unita&#8221;</strong>. Tutto questo &#8220;significa l&#8217;inizio della creazione di una mostruosità tecnocratica, che condurrà ad una Europa del tutto estranea dai suoi principi fondamentali &#8220;, prosegue il primo ministro greco.</div>
<div></div>
<div>A suo parere, non è solo la Grecia a dover essere preoccupata, ma anche gli altri membri dell&#8217;Unione Europea, dal momento che Atene è &#8220;l&#8217;epicentro del conflitto tra due strategie diametralmente opposte per il futuro dell&#8217;unificazione europea.&#8221; &#8220;Sembra che una nuova potenza europea si stia costruendo e la Grecia sarà la sua prima vittima&#8221;, scrive Tsipras, avvertendo che <strong>&#8220;la soluzione per quei paesi che rifiutano di sottomettersi alla nuova autorità sarà semplice: una dura punizione&#8221;</strong></div>
<div></div>
<div>Venerdì la Grecia è chiamata a rimborsare 300 milioni al FMI. Atene ha già avvertito che non dispone di questa somma di denaro e ha chiesto nuovi prestiti. Per evitare la crisi, lunedi notte il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande, il presidente della Bce, Mario Draghi, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e il direttore operativo del FMI Christine Lagarde hanno tenuto un  vertice di emergenza alla ricerca di una soluzione.</div>
<div></div>
<div>da: www.lantidiplomatico.it</div>
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		<title>Russia studia un’assistenza finanziaria per la Grecia</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2015 02:41:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[nessi bilaterali]]></category>
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		<description><![CDATA[Il cancelliere della Russia, Serguei Lavrov, ha assicurato questo mercoledì che Mosca studierà per concedere aiuto finanziario al governo della Grecia, se il paese ellenico la sollecita. “Se si produrranno petizioni da parte del Governo greco, naturalmente, saranno studiate, come ha detto il nostro ministro delle Finanze”, ha detto Lavrov in una conferenza stampa congiunta col ministro degli Esteri greco, Nikos Kotzias, al termine delle loro conversazioni.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8397" alt="" src="/files/2015/02/Lavrov-P.jpg" width="300" height="250" />Il cancelliere della Russia, Serguei Lavrov, ha assicurato questo mercoledì che Mosca studierà per concedere aiuto finanziario al governo della Grecia, se il paese ellenico la sollecita.</strong></p>
<p>“Se si produrranno petizioni da parte del Governo greco, naturalmente, saranno studiate, come ha detto il nostro ministro delle Finanze”, ha detto Lavrov in una conferenza stampa congiunta col ministro degli Esteri greco, Nikos Kotzias, al termine delle loro conversazioni.</p>
<p>Il capo della diplomazia russa ha indicato che nelle consultazioni di oggi si è abbordata la “situazione finanziaria della Grecia.”</p>
<p>“La nostra situazione non è neanche molto semplice, dovuto alla politica unilaterale ed illegittima dei nostri soci occidentali”, ha ammesso Lavrov in allusione alle sanzioni che gli Stati Uniti, l&#8217;Unione Europea ed altri paesi hanno adottato contro Russia per la sua posizione di fronte alla crisi in Ucraina.</p>
<p>Ha aggiunto che Mosca considera la “posizione costruttiva” della Grecia in quello che si riferisce alle relazioni tra Russia e l&#8217;Unione Europea, poiché si pronuncia per lo sviluppo della loro cooperazione strategica “libera di tentativi di politicizzarla o sacrificarla in onore di una certa ambizione geopolitica di paesi terzi.”</p>
<p>Lavrov ha affermato che i vincoli di Mosca con Atene risalgono a molti anni fa in tutte le sfere, compresa la cooperazione militare.</p>
<p>“Partiamo della base che questo nessi si mantengano e stiamo preparando accordi addizionali che fortificheranno la cornice giuridica in questo campo”, ha concluso.</p>
<p>con informazioni di EFE</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Venezuela e Grecia stabiliranno accordi di cooperazione bilaterale</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2015 01:02:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Prepariamo un insieme di accordi di cooperazione bilaterale nel campo industriale, tecnologico, armatoriale, energetico e commerciale per unirci, insieme ad America Latina, a questo grande sforzo che dirige Alexis Tsipras per recuperare Grecia e dimostrare che un altro mondo se è possibile”, ha affermato Nicolas Maduro.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8390" alt="" src="/files/2015/02/ChavezGrecia.jpg" width="800" height="800" />“Prepariamo un insieme di accordi di cooperazione bilaterale nel campo industriale, tecnologico, armatoriale, energetico e commerciale per unirci, insieme ad America Latina, a questo grande sforzo che dirige Alexis Tsipras per recuperare Grecia e dimostrare che un altro mondo se è possibile.”  </strong></p>
<p>Così ha affermato il presidente della Repubblica, Nicolas Maduro, che ha annunciato che nei prossimi giorni la cancelliera della Repubblica, Delcy Rodriguez, viaggerà in Grecia per stringere le relazioni.</p>
<p>“La Cancelliera andrà in Grecia e discuterà, con l&#8217;esperienza che abbiamo accumulato, un insieme di accordi di cooperazione, è un gran paese, ha una buona industria, un&#8217;industria armatoriale tremenda, con sviluppo tecnologico, Grecia ha tutto ciò che serve per svilupparsi” ha continuato.</p>
<p>Il capo di Stato ha sentenziato che il nuovo primo ministro della Grecia, Alexis Tsipras, sta dando una gran battaglia per la dignità, per l&#8217;indipendenza e per il diritto di vivere.</p>
<p>Ha precisato che Tsipras è stato vittima di una campagna brutale, “una campagna anti-chavista che noi conosciamo bene, hanno creduto di poter spaventare il popolo greco e risulta che a dispetto di queste campagne sporche ha vinto le elezioni ancora con più forza.”</p>
<p>Nel concludere, ha segnalato che ha invitato Tsipras in Venezuela, “bisogna dire all’Europa che un altro mondo è possibile, come l’ha abbiamo detto in America Latina 16 anni fa.”</p>
<p>da www.psuv.org.ve</p>
<p>foto: Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Le elezioni in Grecia e America Latina</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jun 2012 03:28:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le elezioni del 17 di Giugno in Grecia non le ha decise il popolo, cosa che si suppone accada in una democrazia (?). Era in gioco l`approvazione o il rifiuto del Memorandum, nome affibbiato all`accordo firmato dal governo greco con la troika (Unione Europea - UE -, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale) in cambio del "riscatto" da parte di tali istituzioni.
Il Memorandum si traduce nel furto sfacciato da parte della banca internazionale, soprattutto quella tedesca, della ricchezza prodotta dal popolo greco durante decenni.
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5051" src="/files/2012/06/grecia.jpg" alt="" width="304" height="254" />Le elezioni del 17 di Giugno in Grecia non le ha decise il popolo, cosa che si suppone accada in una democrazia (?).</p>
<p>Era in gioco l`approvazione o il rifiuto del Memorandum, nome affibbiato all`accordo firmato dal governo greco con la troika (Unione Europea &#8211; UE -, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale) in cambio del &#8220;riscatto&#8221; da parte di tali istituzioni.</p>
<p> Il Memorandum si traduce nel furto sfacciato da parte della banca internazionale, soprattutto quella tedesca, della ricchezza prodotta dal popolo greco durante decenni.</p>
<p>Le istituzioni europee ed il capitale finanziario lanciarono una campagna di terrore che è penetrata in una parte della popolazione ed ha provocato l`astensione dal voto a favore del candidato anti-neoliberalista Syriza, che rifiuta totalmente il Memorandum.</p>
<p> Se non avessero vinto i fautori del motto &#8221; mantenere gli impegni &#8221; con l` Unione Europea, dicevano, la Grecia sarebbe uscita dall&#8217;euro, ritornata alla dracma e praticamente al paleolitico. Con questo spauracchio sono riusciti a far lievitare in maniera cospicua i voti del partito di destra Nuova Democrazia (ND) &#8211; servile difensore degli accordi &#8211; rispetto alle elezioni del 6 di Maggio, che è passato dal 18.85 % al 29.66 % delle preferenze ed ha concluso in vetta.</p>
<p> Nonostante ciò Syriza gli stava alle calcagna superando con un 26.89 il 16.78% raggiunto allora nonostante non potè aggiudicarsi la vittoria come annunciavano varie inchieste e indicava l&#8217;umore sociale.</p>
<p>Malgrado ciò, se si somma la notevole astenzione alle urne in elezioni così determinanti di più di due milioni e mezzo di elettori (38%) ai voti ottenuti dalla coalizione Syriza, I Greci Indipendenti, i neonazisti di Aurora Dorata &#8211; democrazia putrefatta che tollera un partito razzista e xenofobo con i suoi slogan e le rappresaglie contro immigrati e attivisti &#8211; , il Partito Comunista e altre formazioni minori che si oppongono al Memorandum, ci si rende conto che vengono raggiunti quasi i 5 milioni e mezzo ( decisamente più della metà del registro elettorale) di fronte ai meno di due milioni raggiunti da ND.</p>
<p>Anche volendo aggiungere a questo risultato lo squallido voto dei &#8220;socialisti&#8221; di Pasok, suo complice nell&#8217;applicazione delle crudeli misure economiche accordate con la UE, tutto quello che riescono a raggiungere è la metà di coloro i quali, astenendosi o votando, rifiutarono il Memorandum.</p>
<p> La UE ed il capitale finanziario esultarono davanti al risultato elettorale ma realmente l`unica cosa che sono riusciti a fare è stata quella di evitare l`umiliazione di negoziare con Syriza ed il suo leader Alexis Tspiras le condizioni secondo cui la Grecia sarebbe rimasta dentro la zona euro.</p>
<p> Per il resto, già Tsipras ha messo in chiaro che continueranno a rifiutare i compromessi e rimaranno all`opposizione sia per le strade che in Parlamento. Qui hanno 71 deputati, che possono fare molto per impedire che passino nuove misure antipopolari , obiettivo principale di Angela Merckel e degli squali della finanza.</p>
<p>Nemmeno i membri del nuovo governo formato da ND, Pasok e Sinistra Democratica credono davvero che il popolo greco permetterà loro di farsi dirigere secondo i gusti dell`Unione Europea solamente per il fatto che abbiano la maggioranza in parlamento.</p>
<p>Pasok insiste da varie settimane sulla necessità che Tsyriza formi parte di un governo di unità nazionale &#8211; rifiutato seccamente da questi &#8211; ed insieme a ND parla di rinegoziare il Memorandum , un`altra cosa fuori dal mondo, visto che l&#8217; Unione Europea non accetterà cambiamenti che vadano oltre i meri ritocchi cosmetici.</p>
<p>In cambio Syriza, le forze della sinistra ed il popolo mobilizzato potranno adesso continuare la battaglia contro il Memorandum combinando intelligentemente l`azione per strada e quella in Parlamento. Lamentevolmente il Partito Comunista, dal passato glorioso, non solamente si è rifiutato di collaborare con Syriza ma addirittura lo ha costantemente attaccato, cosa che potrebbe spiegare bene la discesa dei suoi voti a quasi la metà , da 8.48 a 4.5 %.</p>
<p>Con o senza la vittoria di Syriza nessuno può assicurare che la Grecia rimarrà nell`euro, così come nessuno può assicurare la stessa cosa di Spagna ed Italia se si lascia guidare dal Wall Street Journal.</p>
<p> In ogni caso, la battaglia in cui è immerso Syriza trascende la Grecia ed addirittura l`Europa, dove già si è convertito in un punto di riferimento per la sinistra autentica che rinasce nelle lotte popolari .</p>
<p> Solamente in America Latina abbiamo visto popoli quasi interi alzarsi in lotta perenne contro il neoliberalismo e convertirsi in opzioni politiche, come Syriza in Grecia.</p>
<p>Per continuare il ciclo latinoamericano le manca arrivare al governo e ciò potrebbe verificarsi in qualsiasi momento. Infine, quale altra forza politica potrebbe guidare il paese quando arriverà la debacle?</p>
<p>Preso da <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubadebate.cu" >www.cubadebate.cu</a></p>
<p>Traduzione di Paola Flauto</p>
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