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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Google</title>
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		<title>Jeff Flake sulle relazioni Cuba-USA: abbiamo fatto un passo indietro, ma abbiamo ancora delle speranze</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 02:06:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il senatore repubblicano per lo stato nordamericano dell'Arizona, Jeff Flake, si è augurato oggi che i due paesi possano continuare a lavorare insieme per il bene delle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba. Questo è il messaggio che ha detto che porterà di ritorno al suo paese, come ha commentato in brevi dichiarazioni a Prensa Latina, insistendo che continuerà a sforzarsi per “ampliare i voli” perché “più cubano-americani, più statunitensi potranno viaggiare sull'isola caraibica ancora più persone potranno conoscere cosa succede veramente a Cuba”.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9188" alt="slider_cubaeeuu_banderas_11_0" src="/files/2016/03/slider_cubaeeuu_banderas_11_0.jpg" width="540" height="230" />Il senatore repubblicano per lo stato nordamericano dell&#8217;Arizona, Jeff Flake, si è augurato oggi che i due paesi possano continuare a lavorare insieme per il bene delle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba.  </strong></p>
<p>Questo è il messaggio che ha detto che porterà di ritorno al suo paese, come ha commentato in brevi dichiarazioni a Prensa Latina, insistendo che continuerà a sforzarsi per “ampliare i voli” perché “più cubano-americani, più statunitensi potranno viaggiare sull&#8217;isola caraibica ancora più persone potranno conoscere cosa succede veramente a Cuba”.</p>
<p>“È sicuro viaggiare a Cuba”, ha confermato Flake nelle sue parole riferendosi agli sviluppi che si sono ottenuti con le rappresentazioni diplomatiche, l&#8217;apertura delle ambasciate, quando era presidente Barack Obama.</p>
<p>Prima, in una dichiarazione ai giornalisti della stampa nazionale e straniera che l&#8217;aspettavano nell’Hotel Cohiba, di questa capitale, espresse il suo desiderio di “più cooperazione, più viaggi, più comunicazione ed una migliore relazione tra le due nazioni”, obiettivo nel quale spera “poter continuare ad avanzare”.</p>
<p>Questi sono stati i termini che hanno caratterizzato l&#8217;incontro che sia lui che il presidente esecutivo di Google, Emerson Schmidt -che l&#8217;accompagnava -, hanno sostenuto nel pomeriggio di questo lunedì col mandatario cubano, Miguel Diaz-Canel.</p>
<p>Con eccellente buon umore e rispondendo a tutte le domande dei reporter, il senatore ha scherzato segnalando che “non ci sono due persone che parlino lingue differenti ed allo stesso tempo conversino molto bene nello stesso linguaggio”, in riferimento al fatto che Diaz-Canel e Schmidt sono entrambi ingegneri.</p>
<p>In un altro momento ha sottolineato che “non sono mai stato a favore del bloqueo, sono a favore delle relazioni normali tra i due paesi”.</p>
<p>Il ministro cubano di Relazioni Estere, Bruno Rodriguez, ha anche ricevuto oggi il senatore repubblicano ed il presidente esecutivo di Google.</p>
<p>Flake, che non si presenterà alla rielezione nei suffragi a metà mandato di novembre negli Stati Uniti &#8211; ha viaggiato a Cuba in varie occasioni, ed è uno dei promotori di proposte legislative per un avvicinamento e per migliorare i vincoli tra L&#8217;Avana e Washington.</p>
<p>Il suo ritiro dal seggio nella Camera Alta del Congresso statunitense, apre la sfida per lo scanno dell&#8217;Arizona, che non ha un senatore democratico dal 1994.</p>
<p>testo di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Google, un&#8217;espressione del capitalismo di vigilanza</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/03/14/google-unespressione-del-capitalismo-di-vigilanza/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2016 23:56:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'ex professoressa della Scuola di Commercio di Harvard e scrittrice Shoshana Zuboff ha affermato sul giornale tedesco “Frankfurter Allgemeine” che attualmente la leadership della compagnia Google ha implicazioni per tutti quelli che vivono in contatto permanente con Internet, facendo riferimento ad “un genere del capitalismo completamente nuovo” che sta sviluppando Google: quello della vigilanza.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9182" alt="google" src="/files/2016/03/google.jpg" width="580" height="330" />L&#8217;ex professoressa della Scuola di Commercio di Harvard e scrittrice Shoshana Zuboff ha affermato sul giornale tedesco “Frankfurter Allgemeine” che attualmente la leadership della compagnia Google ha implicazioni per tutti quelli che vivono in contatto permanente con Internet, facendo riferimento ad “un genere del capitalismo completamente nuovo” che sta sviluppando Google: quello della vigilanza.  </strong></p>
<p>“Il controllo governativo non è niente in paragone con quello che fa Google”, afferma l&#8217;autrice. In questa nuova specie di sistema economico, “i benefici derivano dalla modificazione e dalla vigilanza unilaterale del comportamento umano.”</p>
<p>Attualmente le compagnie non si limitano ad inviare ai loro clienti cataloghi via Internet né pubblicità on-line, se no che dipendono dall&#8217;uso dei dati sul comportamento umano per modificarlo.</p>
<p>Benché molti attribuiscano il successo di Google al suo modello pubblicitario, in realtà è il risultato de “la sua capacità di prevedere il futuro, concretamente, il futuro del comportamento”, argomenta Zuboff.</p>
<p>Sebbene all’inizio Google raccoglieva dati sul comportamento degli utenti riferito con le ricerche come un&#8217;attività secondaria, presto si rese conto che con questa informazione potevano migliorare i motori di ricerca, aumentando la rilevanza della pubblicità per gli utenti.</p>
<p>“Il capitalismo di vigilanza evoca un potere profondamente antidemocratico che può tranquillamente chiamarsi un golpe”. “Sfida i principi e le pratiche dell&#8217;autodeterminazione, nella vita fisica e nelle relazioni sociali, nella politica e nella governance”, ha concluso Zuboff.</p>
<p>Con informazione di Rusia Today</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Gli USA dovrebbero superare la loro storia ed eliminare il bloqueo contro Cuba, afferma Presidente di Google</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2014 19:15:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Queste politiche non sembrano ragionevoli: ci sono decine di paesi che consideriamo alleati e dove possiamo viaggiare e che rappresentano una minaccia molto più grande di Cuba rispetto agli USA, in questa decade”, afferma il Presidente di Google, Eric Schmidt, che ha pubblicato ieri sera un post nella sua pagina di Google+ dove recensisce il suo recente viaggio sull'Isola. L'hanno accompagnato i dirigenti della sua ditta Jared Cohen, Brett Perlmutter e Dan Keyserling.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7919" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7919" alt="Eric Schmidt con Barack Obama" src="/files/2014/07/eric-schmidt-and-barack-obama-771x385.jpg" width="580" height="290" /><p class="wp-caption-text">Eric Schmidt con Barack Obama</p></div>
<p><strong>“Queste politiche non sembrano ragionevoli: ci sono decine di paesi che consideriamo alleati e dove possiamo viaggiare e che rappresentano una minaccia molto più grande di Cuba rispetto agli USA, in questa decade”, afferma il Presidente di Google, Eric Schmidt, che ha pubblicato ieri sera un post nella sua pagina di Google+ dove recensisce il suo recente viaggio sull&#8217;Isola. L&#8217;hanno accompagnato i dirigenti della sua ditta Jared Cohen, Brett Perlmutter e Dan Keyserling.</strong></p>
<p>Ha anche incluso, nella sua nota, varie foto fatte da lui a L&#8217;Avana.</p>
<p>Schmidt ha assicurato che “il popolo cubano, moderno e molto bene educato, ha regalato all&#8217;esperienza quel calore che solo sa esprimere la cultura latina: una musica tremenda, cibo e divertimento (la maggior parte dei quali non abbiamo potuto godere; è solo quello che ho visto in un minuto)”, aggiunge.</p>
<p>“I due maggiori risultati della Rivoluzione, come loro la chiamano, è il sistema universale di sanità gratuito per tutti i cittadini, con medici molto buoni, e la chiara maggioranza di donne in livelli di dirigenza e di direzione del paese. Quasi tutti i leader che abbiamo conosciuto erano donne, ed una ha scherzato con noi con un ampio sorriso, dicendo che “la Rivoluzione ha promesso l&#8217;uguaglianza, agli uomini maschilisti non è piaciuto, però ‘si sono dovuti abituare’ ”, assicura.</p>
<p>Sul bloqueo aggiunge:</p>
<p>“L’embargo ora codificato nella Legge Helms-Burton del 1996, definisce tutto per gli USA e Cuba. (I cubani lo chiamano un “bloqueo” ed un murale lo descrive come genocidio.). Il governo degli USA qualifica Cuba come “stato patrocinatore del terrorismo”, sullo stesso piano di Corea del Nord, della Siria, di Iran e del Sudan del Nord. I viaggi a Cuba sono controllati da un ufficio nordamericano chiamato OFAC e con la nostra licenza non era permesso fare nulla, se non partecipare a riunioni di commercio, ed il nostro hotel doveva costare meno di 100 dollari al giorno e le spese totali al giorno non potevano superare i 188 dollari. Non è sorprendente che a L&#8217;Avana ci siano molte stanze di hotel che costano 99 dollari.</p>
<p>Afferma che “queste politiche non sembrano ragionevoli: ci sono decine di paesi che consideriamo alleati e dove possiamo viaggiare e che significano una minaccia molto maggiore di Cuba per gli USA, in questa decade. I cubani credono che questo è in larga misura un tema di politica locale della Florida e che tutta la gioventù cubano-americana appoggia la normalizzazione insieme al resto della comunità di commercio degli USA”.</p>
<p>Schmidt conclude:</p>
<p>“Cuba dovrà aprire la sua economia politica e commerciale, e gli USA dovranno superare la loro storia ed eliminare l’embargo. Entrambi i paesi devono fare qualcosa, che è difficile da fare dal punto di vista politico, ma varrà la pena.”</p>
<p>preso del profilo di Eric Schmidt in Google+.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>foto: Progreso Semanal</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Denunciano a Cuba blocco di accesso al servizio di Google Analytics</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 23:42:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mass media cubani denunciarono oggi il blocco per gli utenti del paese dell'applicazione di Internet Google Analytics, servizio potente di statistiche di siti web e blog. D’accordo con un articolo del sito digitale Cubadebate, quando si cerca di accedere da un computer sull'isola, appare un messaggio che rimanda alla pagina del Dipartimento del Tesoro, che vigila il compimento delle sanzioni stabilite dal bloqueo degli Stati Uniti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/2012/06/cuba-censura-google.jpg" alt="" width="300" height="251" class="alignleft size-full wp-image-4925" /><strong>Mass media cubani denunciarono oggi il blocco per gli utenti del paese dell&#8217;applicazione di Internet Google Analytics, servizio potente di statistiche di siti web e blog.</strong>  </p>
<p>D’accordo con un articolo del sito digitale Cubadebate, quando si cerca di accedere da un computer sull&#8217;isola, appare un messaggio che rimanda alla pagina del Dipartimento del Tesoro, che vigila il compimento delle sanzioni stabilite dal bloqueo degli Stati Uniti.  </p>
<p>Google Analytics, come esprime l&#8217;annuncio dell&#8217;applicazione, è una delle soluzioni di analisi web più complete sul mercato e, inoltre, è gratuita, ma questa politica non si applica nel caso di Cuba.  </p>
<p>Questo non è l&#8217;unico servizio che Google censura per i cubani a causa del bloqueo imposto più di 50 anni fa, perché non sono a portata degli internauti della nazione antillana anche servizi come Google Earth, Google Destktop Search e Google Toolbar, segnala l&#8217;articolo.  </p>
<p>Non è possibile l&#8217;entrata, perfino, a Google Code Search, che suppostamente promuove i vantaggi del software libero.  </p>
<p>La proibizione funziona extra territorialmente, perché chi desidera, per esempio, scaricare il Google Desktop in applicazioni ubicate in qualunque paese che non siano gli Stati Uniti, non potrà neanche farlo se i robot scoprono che la direzione da dove si collega l&#8217;utente è cubana.  </p>
<p>Il testo denuncia che non si tratta della prima censura di Google ai mass media cubani, perché nel gennaio del 2010 disattivò il sito di Cubadebate in Youtube, in un momento in cui il canale aveva mille 600 milioni di scariche e 475 video, dalla sua apertura nel 2007.  </p>
<p>Davanti a questa situazione, il governo cubano denunciò la chiusura del canale di Cubadebate in Youtube, nel Simposio Internazionale di libertà di espressione organizzato dall&#8217;Unesco che si è svolto a Parigi il 27 gennaio 2011.  </p>
<p>È notorio che questo atto arbitrario contro Cuba si sia prodotto 48 ore dopo l&#8217;annuncio che Google avesse accettato il sollecito dei governi per bloccare gli internauti, d’accordo con un&#8217;analisi divulgata dalla stessa multinazionale di Internet, risalta l&#8217;articolo.  </p>
<p>La relazione illustra che da luglio a dicembre del 2011, dipendenze governative degli Stati Uniti hanno fatto 187 solleciti per ritirare contenuti di Internet, comparato con i 97 che hanno fatto da gennaio a giugno.  </p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Google impianta una nuova politica della privacy, benché potrebbe violare le leggi europee</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 20:34:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google introduce questo 1° marzo la sua nuova politica della privacy a livello globale. L'intenzione è che i dati personali e la storia delle visite accessibili di un utente dei servizi di Google siano automaticamente condivisi con le sue altre piattaforme come YouTube, Gmail e Blogger.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3345" src="/files/2012/03/google-y-la-privacidad.jpg" alt="" width="300" height="250" />Google introduce questo 1° marzo la sua nuova politica della privacy a livello globale. L&#8217;intenzione è che i dati personali e la storia delle visite accessibili di un utente dei servizi di Google siano automaticamente condivisi con le sue altre piattaforme come YouTube, Gmail e Blogger. </strong></p>
<p>Per continuare ad usare i servizi Google, gli utenti sono obbligati a seguire il nuovo accordo benché non stiano d’accordo con il fatto che i loro dati si condividano tra tutte le piattaforme del server.</p>
<p>Secondo la compagnia, la misura permetterà di migliorare la ricerca. Tuttavia, i regolatori francesi di dati dubitano sulla legittimità di questo passo ed hanno iniziato un&#8217;investigazione a scala europea. La Commissione Nazionale della Libertà di Informazione della Francia (CNIL) sollecitò questa settimana a Google che facesse “una pausa” nella sua politica polemica.</p>
<p>La Commissione segnala che è preoccupata che si giustifichi la combinazione di dati personali attraverso i diversi servizi e se è compatibile con la legislazione europea sulla protezione dei dati.</p>
<p>“Come abbiamo comunicato già varie volte durante la settimana scorsa, anche se cambiamo la nostra politica di privacy, la nostra consacrazione ai nostri principi di privacy è tanto forte come sempre”, commentò nel suo blog Peter Fleischer, consigliere della privacy globale di Google. Confermò che la compagnia è disposta a risolvere qualunque dubbio che abbia la CNIL.</p>
<p>Nel frattempo, lo studio congiunto realizzato dall&#8217;impresa statunitense di investigazione di mercato YouGov e Big Brother Watch, un gruppo britannico che si dedica alla protezione delle libertà civili, mostrò che un 47% degli utenti di Google, per lo meno nel Regno Unito, non sono coscienti di che cambiamenti si faranno nella politica di privacy.</p>
<p>In quanto al numero di persone che ha studiato scrupolosamente il testo del nuovo accordo, solo un 12% lo ha fatto veramente. E questo, malgrado da settimane Google abbia messo dei messaggi nei suoi server che notificavano agli utenti i suoi piani e hanno sviluppato una sezione destinata a dare più dettagli circa i cambiamenti previsti. “Google dà preferenza agli interessi degli annuncianti davanti agli interessi degli utenti. Non dovrebbe continuare con la sua politica fino a che il pubblico capisca che cosa significano in realtà questi cambiamenti”, sostiene Nick Pickles, direttore di Big Brother Watch.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Google, Facebook e Twitter chiuderanno i suoi siti in rifiuto alla legge SOPA</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 23:45:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il trio Google, Facebook e Twitter dirigono una protesta che seguiranno almeno una decina dei grandi portali di Internet, in rifiuto all'approvazione della legge Stop Online Piracy Act (SOPA) negli Stati Uniti (USA). In questo senso, queste imprese programmeranno la chiusura dei loro siti il prossimo 23 gennaio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2635" src="/files/2012/01/sopa-google-twitter-facebook.jpg" alt="" width="300" height="250" />Il trio Google, Facebook e Twitter dirigono una protesta che seguiranno almeno una decina dei grandi portali di Internet, in rifiuto all&#8217;approvazione della legge Stop Online Piracy Act (SOPA) negli Stati Uniti (USA). In questo senso, queste imprese programmeranno la chiusura dei loro siti il prossimo 23 gennaio.</strong></p>
<p>Le menzionate compagnie di Internet, come Amazon e Wikipedia, si sono unite in una sola voce per promuovere la chiusura dei loro siti Web il 23 gennaio, un giorno prima del data limite per l&#8217;approvazione della polemica legge.</p>
<p>La legge SOPA, simile all&#8217;Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA) che è passata sotto silenzio in Messico, concederebbe facoltà al Dipartimento di Giustizia per investigare, perseguire e sconnettere qualunque persona, fisica o morale che sia sospettata di pubblicare materiale con diritti d&#8217;autore.</p>
<p>La protesta si deve a che la criticata legge chiuderebbe i siti di pirateria senza troppa investigazione, cosa che potrebbe indurre all&#8217;interpretazione che si potrebbero danneggiare siti onesti. Anche siti come Facebook e Twitter potrebbero essere  criminalizzati se i suoi utenti condividono contenuti suppostamente illegali.</p>
<p>I siti Web che potrebbero chiudere il prossimo 23 gennaio sono: Google, Yahoo, Facebook, Foursquare, Twitter, Wikipedia, Amazon, Mozilla, AOL, eBay, PayPal.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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