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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; golpe di stato morbido</title>
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		<title>Il potere di veto ed il vecchio paese</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2015 01:04:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ecuador]]></category>
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		<category><![CDATA[poteri fattuali]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo più di otto anni di stabilità e progresso, specialmente i nostri giovani tendono a dimenticare quello che era il vecchio paese: un Ecuador senza progetto nazionale, immobilizzato dai gruppi fattuali con potere di veto, dalla supposta sinistra radicale e sempre violenta, fino alla destra bancaria, passando per supposti sindacati imprenditoriali.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8878" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8878" alt="Rafael Correa" src="/files/2015/08/rafael-correa.jpg" width="580" height="329" /><p class="wp-caption-text">Rafael Correa</p></div>
<p><strong>Dopo più di otto anni di stabilità e progresso, specialmente i nostri giovani tendono a dimenticare quello che era il vecchio paese: un Ecuador senza progetto nazionale, immobilizzato dai gruppi fattuali con potere di veto, dalla supposta sinistra radicale e sempre violenta, fino alla destra bancaria, passando per supposti sindacati imprenditoriali.  </strong></p>
<p>Non importava chi vincesse le elezioni e quale programma fosse votato nelle urne. Di fronte al frazionamento del potere, “loro” decidevano che cosa era quello che si poteva fare o no.</p>
<p>Come si “processavano” questi conflitti? Con la consegna delle nostre scuole al MPD, dell&#8217;educazione bilingue a Pachakutik e Conaie, Banca Centrale e Sovrintendenza a certe grandi banche, permettendo ai mezzi di comunicazione la loro impunità ed i loro privilegi, con ministri imposti dalle camere di produzione. In definitiva, la ripartizione della Patria quale bottino tra pirati.</p>
<p>Così si generava un “status quo” che compiaceva tutti questi poteri fattuali, ma che riteneva il paese tra i più arretrati dell&#8217;America Latina. Questa perversa situazione è stata polverizzata dalla Rivoluzione Cittadina, irrompendo con un progetto nazionale con immenso appoggio popolare, e che i soliti chiamano “autoritarismo” e “concentrazione di poteri.”</p>
<p>Il cambiamento delle relazioni di potere in favore delle grandi maggioranze ed in detrimento di pochi ma poderosi gruppi è quello che meglio definisce la nostra Rivoluzione. Si tratta della trasformazione di uno stato apparente, che rappresenta solo gli interessi di certi settori, in un stato integrale, che rappresenta il bene comune, la ragione di essere dell&#8217;autorità politica.</p>
<p>Approfittando di un anno difficile e la restaurazione conservatrice a livello regionale e mondiale, queste forze sconfitte una ed un&#8217;altra volta nelle urne vogliono ricostituirsi. Sanno che non potranno governare perché sono assolutamente dissimili e frazionate, ma vogliono recuperare il loro potere di veto. Questa è la spiegazione delle ultime marce e “manifestazioni” di forza.</p>
<p>Stiamo davanti ad una sfida come è stato il 30S. Ora o mai più l&#8217;Ecuador deve fare un salto qualitativo verso una vera democrazia, verso un vero stato di diritto, dove nessun gruppo, per importante che si creda, possa imporre la sua agenda politica se non ha vinto nelle urne. Se si fallisce in questa prova, il paese tornerà ad essere ostaggio eterno dei gruppi che non propongono, che solo impongono.</p>
<p>L&#8217;amoralità di certi attori nega perfino la realtà. Le proteste sono state piene di violenza, e gravi delitti, compresi sequestri, torture e tentativi di assassinato. Oggi nuovamente tentano la “giustizia del tumulto”, cioè, con marce ed azioni di forza, per lasciare i gravi delitti commessi senza sanzione né responsabilità.</p>
<p>Se vogliamo proseguire come paese, nessuno può essere al di sopra della legge. Questa è una prova decisiva della forza delle istituzioni della Patria.</p>
<p>Questo è un governo forte, sapremo resistere, ma è un errore pensare che si tratta di nomi o persone. Il problema di fondo è da sempre il potere perso dai gruppi fattuali, che usino poncho od una cravatta elegante.</p>
<p>Il dilemma è o ritornare al vecchio paese del potere di veto, o continuare a governare in funzione del bene comune, sempre con l&#8217;opzione preferenziale per i più poveri.</p>
<p>di Rafael Correa</p>
<p>con informazioni di TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Militari dichiarano che Argentina e Venezuela soffrono un golpe di Stato morbido</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2015 00:29:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
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		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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		<description><![CDATA[Contro l'Argentina ed il Venezuela si sta svolgendo un “golpe di Stato morbido”, denuncia il Centro di Militari per la Democrazia Argentina (Cemida). È la risposta degli USA alla “manifestazione di indipendenza contro il comandamento capitalista”, assicura il gruppo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8408" alt="" src="/files/2015/02/Maduro-y-cristina.jpg" width="580" height="386" />Contro l&#8217;Argentina ed il Venezuela si sta svolgendo un “golpe di Stato morbido”, denuncia il Centro di Militari per la Democrazia Argentina (Cemida). È la risposta degli USA alla “manifestazione di indipendenza contro il comandamento capitalista”, assicura il gruppo.  </strong></p>
<p>“Manipolazione psicologica”, “operativi di stampa “, “aggressioni economiche” ed “il controllo da parte di organismi internazionali” sono solo alcuni degli strumenti che si usano nel “brutale attacco”, mette in allerta il Cemida attraverso un comunicato. Dal suo punto di vista, lo scopo è “installare mondialmente un capitalismo liberale fondamentalista ed integralista applicato alle persone, ai paesi ed alle società per il profitto dei più ricchi.”</p>
<p>Non è casuale che i principali organismi internazionali ordinino di aprire i mercati, mentre i paesi ‘leader &#8216; che li dirigono originano ogni tipo di difficoltà specialmente ai paesi più poveri coi sussidi che concedono, alle loro stesse produzioni primarie, sottolinea il centro. I “grandi empori politico-economici” usano la globalizzazione e la concessione di un potere smisurato alle organizzazioni private, specialmente alle finanziarie, come strumento per produrre una caduta dell&#8217;indipendenza e del potere effettivo degli Stati sovrani, insiste l&#8217;organizzazione.</p>
<p>Lo schema ha “complici locali”, insiste il comunicato. Il documento dettaglia che occupano cariche tanto dentro il Governo come dentro il Congresso Nazionale e che vanno regolarmente all&#8217;Ambasciata degli USA e viaggiano a Washington per “ricevere direttive e per informare in privato i loro padroni”. Secondo il Cemida, il tentativo del golpe morbido si deve alla lotta per i mercati globali e le risorse naturali strategiche, come l&#8217;energia, il petrolio, i minerali, gli ecosistemi, gli alimenti e l&#8217;acqua potabile.</p>
<p>Venezuela “ha fatto scoppiare l&#8217;allarme imperiale”, perché “ha osato propugnare un socialismo del XXI secolo, per il pericolo che questo esempio si diffonda”, spiega il gruppo. Nel caso del Governo di Cristina Fernandez, si fanno alcuni “errori imperdonabili contro il sistema” più concreti: la nazionalizzazione dei fondi di pensioni AFJP, del servizio di poste, di Linee aeree Argentine e dell&#8217;industria petrolifera YPF che possedeva la spagnola Repsol e ancora più accordi di cooperazione economica con Russia e Cina.</p>
<p>La conclusione dei militari argentini è confermata anche dall&#8217;ex presidente del Paraguay, Fernando Lugo. I tentacoli “del polipo grande del nord” si sentono ancora in tutta l&#8217;America latina, ha insistito l&#8217;ex mandatario in un&#8217;intervista recente. Ci sono prove evidenti dell&#8217;ingerenza degli USA in Venezuela, diretta a destabilizzare e sconfiggere il processo bolivariano, ha concluso.</p>
<p>con informazione di Russia Today</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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