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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; giustizia</title>
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		<title>Tribunale honduregno ha dichiarato colpevole l&#8217;assassino intellettuale di Berta Cáceres</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 23:19:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Berta Caceres]]></category>
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		<description><![CDATA[Un tribunale  honduregno ha dichiarato oggi colpevole David Castillo come coautore intellettuale dell'omicidio dell'ambientalista Berta Cáceres, commesso il 2 marzo 2016. La lettura della sentenza, che potrebbe essere tra i 30 e i 35 anni di reclusione, avverrà il 3 agosto, ha precisato lo stesso organo di amministrazione della giustizia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12232" alt="y-berta" src="/files/2021/07/y-berta.jpg" width="580" height="386" />Un tribunale  honduregno ha dichiarato oggi colpevole David Castillo come coautore intellettuale dell&#8217;omicidio dell&#8217;ambientalista Berta Cáceres, commesso il 2 marzo 2016.</strong></p>
<p>La lettura della sentenza, che potrebbe essere tra i 30 e i 35 anni di reclusione, avverrà il 3 agosto, ha precisato lo stesso organo di amministrazione della giustizia.</p>
<p>Il 6 aprile è iniziato il processo giudiziario nei confronti di Castillo, che è stato dirigente della società DESA all&#8217;epoca dei fatti, e lunedì il tribunale ha dimostrato legami con i sicari incaricati del delitto.</p>
<p>La società DESA stava eseguendo il progetto idroelettrico di Agua Zarca, che Cáceres ha combattuto per diversi anni con la motivazione che colpisce il territorio ancestrale degli indigeni Lenca, di cui lei era un’importante leader.</p>
<p>La traiettoria di Berta Cáceres come combattente per la difesa dell&#8217;ambiente in Honduras l&#8217;ha portata nel 2015 ad essere premiata con il Premio Internazionale Goldman, considerato il Premio Nobel per gli ambientalisti.</p>
<p>Nel dicembre del 2019, un tribunale honduregno ha condannato tra i 30 e i 34 anni gli autori materiali dell&#8217;omicidio della leader del popolo Lenca, fondatrice nel 1993 del Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell&#8217;Honduras (COPINH).</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Berta Cáceres: Honduras è un paese che hanno portato all’orlo del precipizio, devastato totalmente dalle politiche neoliberali</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 04:26:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[3º anniversario della semina]]></category>
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		<description><![CDATA[Il XIII Seminario Internazionale sui Paradigmi Emancipatori che si è svolto a L'Avana, dal 22 al 25 gennaio 2019 ha riunito i rappresentanti dei movimenti sociali di quasi tutte le latitudini, principalmente dell'America Latina, o come direbbe José Martí, provenienti dalla Nostra America. La grande persona che mi ha fatto conoscere questi incontri così emozionanti tra fratelli e sorelle di lotta è stata la “Mia Comandanta” dell’Honduras, Berta Cáceres Flores. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10867" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10867" alt="Bertha Zùniga, hija de Berta Caceres" src="/files/2019/02/hija-de-berta-cáceres.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">Bertha Zùniga, hija de Berta Caceres</p></div>
<p><strong>“Stanno cercando di cancellare dalla terra i popoli indigeni e gli afrodiscendenti, affrontiamo un progetto di morte e rispondiamo anteponendo la speranza ed i nostri piani millenari di vita”. </strong><br />
<strong>Berta Cáceres, 2015  </strong></p>
<p>Il XIII Seminario Internazionale sui Paradigmi Emancipatori che si è svolto a L&#8217;Avana, dal 22 al 25 gennaio 2019 ha riunito i rappresentanti dei movimenti sociali di quasi tutte le latitudini, principalmente dell&#8217;America Latina, o come direbbe José Martí, provenienti dalla Nostra America.</p>
<p>La grande persona che mi ha fatto conoscere questi incontri così emozionanti tra fratelli e sorelle di lotta è stata la “Mia Comandanta” dell’Honduras, Berta Cáceres Flores.</p>
<p>Lei, come nell&#8217;edizione anteriore, non ha potuto partecipare fisicamente, ma il suo spirito indigeno, la sua forza, il suo messaggio continuano a stare con noi, hanno camminato nel Pabellon Cuba con i partecipanti, consigliando, mettendo in allerta…MAI, Berta, c&#8217;abbandonerà.</p>
<p>Con gran emozione ho potuto abbracciare una volta di più sua figlia, Bertha Zúniga Cáceres, conversare sull&#8217;eredità della sua “mami”, sui lavori del COPINH (Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras, fondato da Berta Cáceres) e sulla triste situazione del suo paese, Honduras.</p>
<p>“È un orgoglio per me trovarmi con tanti popoli che hanno conosciuto mia madre e la ricordano come un simbolo vivo delle loro lotte, è incredibile che io la percepisca in tutte le popolazioni dove è passata. Ma l&#8217;onore più grande è vederla viva a Cuba, un&#8217;isola ed una Rivoluzione che lei ha sempre ammirato molto.</p>
<p>Bertita mi parla con emozione della presentazione del libro “Las Revoluciones de Berta. Conversaciones con Claudia Korol” Ediciones America Libre (che è stato presentato nel Seminario) che fortunatamente difende la parte profonda che è stato il lavoro rivoluzionario che ha fatto la “Mia Comandanta”, ed invece i suoi assassini vogliono minimizzare la sua leadership presentandola solo come un&#8217;ecologista, e così seppellire i suoi impegni sociali, femministi, di resilienza millenaria, completamente integrale.</p>
<p>“La dimostrazione che Berta non è morta, che Berta, come un seme, si è moltiplicata, è il fatto concreto che nel COPINH sono presenti concretamente le nuove generazioni, perfino nei posti di leadership, dove ci sono studenti universitari che inoltre aiutano molto in tutta la formazione della base e che si riconoscono nei 25 anni di lotta dell&#8217;Organizzazione”.</p>
<p>Sul tema più triste, Honduras, Bertha Zúniga mi ricorda che in giugno di questo anno saranno già trascorsi 10 anni dal golpe di Stato contro Manuel Zelaya, 10 anni di totale furto di ogni risorsa del paese in favore delle multinazionali.</p>
<p>“La struttura criminale dello Stato è già uscita allo scoperto, pochi mesi fa, si è saputo che si basa sul narcotraffico, la stessa famiglia del presidente della Repubblica è colpevole, questo presidente che si è posizionato un anno fa dopo una clamorosa frode elettorale, un&#8217;altra volta”.</p>
<p>Ricordo a Bertita che Juan Orlando Hernández si è auto-permesso la rielezione, violando sfacciatamente la Magna Carta dell’Honduras: è curioso che questo è stato lo stesso motivo nel 2009 per il rovesciamento di Zelaya, che proponeva un’Assemblea Costituente per sapere se il popolo fosse stato d’accordo con la rielezione!</p>
<p>Bertha Zúniga fa enfasi sul fatto che il popolo honduregno non è contrario alla rielezione, ma per questo procedimento esige un processo democratico previo e già in settembre del 2010 sono state raccolte un 1.342.876 firme che esigevano a voce alta un’Assemblea Costituente, per una profonda ristrutturazione del paese, la rifondazione totale, dalle sue fondamenta.</p>
<p>Nella conferenza stampa sulla consegna delle firme, il 17 settembre 2010, quella che era, in quell&#8217;epoca, la coordinatrice generale del COPINH, Bertha Cáceres, volle inviare una copia delle firme alle organizzazioni internazionali affinché conoscessero la volontà del popolo honduregno e per potere togliere la maschera al governo de facto di Pepe Lobo, continuazione del golpe civico-militare del 28 giugno 2009.</p>
<p>Quello stesso giorno, Berta mi ha consegnato un messaggio provocatorio, in una delle interviste che le ho fatto, con parole come sempre molto azzeccate che dopo quasi nove anni, risultano più attuali che mai e necessarie: “Credo che dobbiamo rompere il cerchio mediatico affinché il mondo sappia quello che sta succedendo in Honduras, è parte del lavoro dell&#8217;emancipazione emisferica, in tutto il pianeta; inoltre l&#8217;obbligo della comunità internazionale è riconoscere la nostra lotta per la rifondazione del paese. Basta già di questa invisibilizzazione orribile, il mondo deve rendersi conto della repressione, della militarizzazione, della violazione dei diritti umani, e dell&#8217;intensificazione dell&#8217;interventismo e dell&#8217;occupazione degli USA e delle multinazionali, dell’approfondimento della morte attraverso il modello neoliberale.<br />
Io credo che tutto ciò deve essere una questione importante per la comunità internazionale, i paesi, i governi che sono come i nostri fratelli, che il mondo sappia che il nostro popolo non si manifesta solo, gridando slogan, ma sta costruendo anche dal basso e credo che sia un dovere rivoluzionario di tutte le persone progressiste e di sinistra quello di dare il loro appoggio ad Honduras”, ha detto Berta Cáceres.</p>
<p>“L&#8217;unità è fondamentale per la base, dobbiamo lavorare insieme per lottare ed ottenere l&#8217;Assemblea Costituente del popolo, dato che sappiamo che è impossibile che l&#8217;oligarchia ceda il potere su un tappeto rosso, e se non sarà democratica e popolare non potremo partecipare, come movimento, perché sarebbe come tradire il popolo e la storia, sarebbe come dimenticare i nostri martiri, e dobbiamo essere ben chiari e trasparenti su questo tema”, ha continuato Caceres.</p>
<p>“Su suggerimento del COPINH, le firme si invieranno all&#8217;ONU, all&#8217;Alba all&#8217;UNASUR, all&#8217;OEA, ad organismi internazionali dei diritti umani ed ai governi dei paesi centroamericani, affinché imparino questa lezione che il popolo dell’Honduras sta dando, con le idee ‘morazaniste’, lottando per l&#8217;unità di tutta la nostra regione. Credo che sia importante che si sappia, a tutti i livelli, della nostra meta, che è l&#8217;Assemblea Costituente, come espressione pura del nostro camminare verso la rifondazione dell’Honduras: adesso, questa necessità legittima della gente, non è legale, ma non importa, perché sappiamo che le leggi in questo paese furono scritte dall&#8217;oligarchia. Dobbiamo auto-convocarci, non possiamo continuare ad essere sottomessi e sottomesse, in Honduras, secondo la logica della dominazione del diritto occidentale, capitalista e razzista”, ha concluso Berta.</p>
<p>Per finire la mia chiacchierata con Bertita, le chiedo informazioni sul processo contro gli assassini di sua madre e subito lei evidenzia che non ci sarà giustizia fino a che gli autori intellettuali non saranno condannati.</p>
<p>In novembre del 2018 sono state condannate 7 persone, ma rappresentano solamente i sicari e gli incarichi intermedi pagati da DESA (Sviluppo Energetico S. A.): nessun capo dell&#8217;esercito o funzionari importanti dello stato, nessuno appartenente alla famiglia Atala-Zablah (proprietaria di DESA) non sono neanche stati citati dalla Corte!</p>
<p>“Continueremo nella lotta fino ad ottenere giustizia, hanno ammazzato mia madre pensando di distruggere il COPINH, senza sapere che le sue idee non possono morire, sono state seminate, che il popolo Lenca continuerà a preservare il suo territorio fino a scacciare l&#8217;ultimo progetto assassino delle multinazionali”.</p>
<p>Quest’anno, il terzo dalla sua semina, Berta ci convoca un&#8217;altra volta: il COPINH svilupperà dal 1º fino al 3 marzo 2019 tre giorni di resistenza davanti all&#8217;impunità, di appoggio al popolo Lenca e di studio di strategie affinché si faccia giustizia ad Utopia, centro di incontri ed amicizia del COPINH, La Esperanza, Intibucá, Honduras.</p>
<p>Ma chi non potrà partecipare, il giorno 2 marzo potrà manifestarsi davanti all&#8217;ambasciata dell’Honduras del suo paese per esigere la cattura degli autori intellettuali, esigere la cancellazione del Progetto Idroelettrico Agua Zarca, mandare i twitter #JusticiaParaBerta #FaltanLosAtala #3AñosSinJusticia.</p>
<p>Personalmente, ogni secondo che passa percepisco come un vento leggero che mi ispira le parole che Berta ha pronunciato quando ha ricevuto il Premio Goldman, nel 2015: “Svegliamoci! Svegliamoci umanità! Non c’è più tempo! Le nostre coscienze saranno scosse dal fatto che stiamo solo contemplando l&#8217;autodistruzione basata nella depredazione capitalista, razzista e patriarcale. Il Fiume Gualcarque (fiume sacro del popolo Lenca) ci ha chiamati, come gli altri che sono seriamente minacciati. Dobbiamo accorrere! La Madre Terra militarizzata, circondata, avvelenata, dove si violano sistematicamente i diritti elementari, esige il nostro agire. Costruiamo allora società capaci di coesistere in maniera giusta, degna e per la vita”.</p>
<p>di Ida Garberi</p>
<p>foto: Ida Garberi e COPINH</p>
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		<title>Adolfo Pérez Esquivel – Lettera a “La Nación”</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 01:06:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La giustizia non è vendetta. Papa Francesco parla di dialogo e di curare le ferite non nel senso che dite voi ma di memoria, di verità e di giustizia. Proprio lui mi ha detto personalmente, durante un incontro a maggio di quest’anno, che sta raccogliendo tutti i documenti del Vaticano per la giustizia argentina affinché i processi che La Nación critica, possano aver luogo a favore di tutti gli argentini.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9021" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9021" alt="Adolfo Pérez Esquivel" src="/files/2015/11/adolfo-pérez-esquivel1.jpg" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Adolfo Pérez Esquivel</p></div>
<p><strong>Signor Bartolomé Mitre</strong></p>
<p><strong>Direttore de La Nación</strong></p>
<p><strong>Il giornale da lei diretto pubblica il 23 novembre un editoriale dal titolo “Basta vendetta”, che costituisce un’offesa al popolo argentino, alla sua memoria e alle vittime del terrorismo di Stato.</strong></p>
<p>Nessun organismo dei Diritti Umani e nessun familiare cerca vendetta, si rivendica invece il diritto di Verità e Giustizia rispetto ai crimini commessi di lesa umanità che devono essere giudicati e che, come lei certo non ignora, non si prescrivono con il passar del tempo.</p>
<p>Sono passati quaranta anni dall’imposizione del terrorismo di Stato in nome della Dottrina di Sicurezza Nazionale imposta in tutto il continente, con politiche di sterminio dei popoli, sparizione di persone, di bambini, torture, carcere; in molti casi, ancora oggi non si sa cosa sia successo alle vittime.</p>
<p>La mancanza di chiarezza e le bugie dell’editoriale pretendono equiparare quanto accaduto nel nostro paese con gli attacchi terroristi realizzati dall’ISIS a Parigi.</p>
<p>Le scrivo come vittima sopravvissuta del terrorismo di Stato: arrestato e torturato, ho sopportato un volo della morte il 5 maggio 1977 e mi sono salvato grazie alla solidarietà internazionale. Non avevo niente a che vedere con la violenza delle armi, ma molto con la difesa dello Stato di Diritto, della vita e della dignità del nostro popolo, mentre il giornale da lei diretto non ha avuto mai il coraggio di difendere il diritto del popolo e oggi attacca intercedendo per quelli che non hanno avuto nessuna pietà per le vittime.</p>
<p>L’editoriale dice che “La cultura della vendetta è stata predicata nei mezzi di informazione dello Stato e nelle scuole…” Vi ricordo che la memoria è necessaria per illuminare il presente e affinché non ritorni mai più l’odio, la ritorsione e la vendetta, ma qui si pretende di tornare a quei tempi di oscurantismo vissuti dalla nostra Patria.</p>
<p>L’Argentina è nota, nel mondo, per il suo progredito processo di giudizi per crimini di lesa umanità, quei crimini sono stati commessi in coordinamento con varie dittature della regione e con gli Stati Uniti nella “Operazione Condor”, con omicidi, sequestri e scomparse in diversi paesi.</p>
<p>“Nunca más” significa che non deve mai più tornare l’impunità e neanche un retrocesso rispetto agli avanzamenti di Verità e Giustizia del nostro popolo. Vi diciamo che non siamo disposti a fare neanche un passo indietro.</p>
<p>Oltre ad aver avuto un riconoscimento internazionale con il Nobel per la Pace per la lotta collettiva che abbiamo fatto contro quelle dittature, io ho fatto parte per diversi anni della giuria del Premio dei Diritti Umani che concede la città di Norimberga, in Germania, dove ebbe luogo il processo ai nazisti. Lì, gli stessi tedeschi indicavano l’Argentina come esempio per aver giudicato i suoi dittatori in tribunali ordinari e non con un tribunale ad hoc come era successo da loro.</p>
<p>L’Argentina è un esempio mondiale di dignità in materia di memoria, di verità e di giustizia; ho sempre riconosciuto che il governo uscente ha fatto molto rispetto a quel periodo. Per questo, “la vera vergogna nazionale” non è quella che dice il suo giornale, è quella di tutti quei paesi che non hanno potuto giudicare i loro dittatori e quella che tocca ai repressori che non si pentono di quello che hanno fatto o i più di cinquanta che sono sfuggiti alla giustizia.</p>
<p>Prima di dire altezzosamente che “è arrivato il momento di mettere le cose al loro posto”, dovreste rivedere le vostre contraddizioni e riguardare meglio la storia se volete esercitare quel giornalismo non militante che dite di difendere.</p>
<p>La giustizia non è vendetta. Papa Francesco parla di dialogo e di curare le ferite non nel senso che dite voi ma di memoria, di verità e di giustizia. Proprio lui mi ha detto personalmente, durante un incontro a maggio di quest’anno, che sta raccogliendo tutti i documenti del Vaticano per la giustizia argentina affinché i processi che La Nación critica, possano aver luogo a favore di tutti gli argentini.</p>
<p>Noi che abbiamo sempre combattuto per i diritti umani li difenderemo sempre insieme al popolo e davanti a qualsiasi governo. Lo abbiamo fatto quando il governo di presunti “terroristi” ha approvato la legge antiterrorista, e lo faremo con il nuovo governo, se per caso decidesse di applicarla, come si fa in Cile, contro i movimenti popolari.</p>
<p>Purtroppo, finché non rettificherete questi nuovi e gravi enunciati del vostro editoriale di oggi, mi sento obbligato a non rilasciarvi nessuna nuova intervista.</p>
<p>Un cordiale saluto di pace e bene</p>
<p>Adolfo Pérez Esquivel</p>
<p>Premio Nobel per la Pace</p>
<p>da nostramerica.wordpress.com</p>
<p>&nbsp;</p>
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