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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; giovani</title>
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		<title>La Rivoluzione del dialogo</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 22:35:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Il trionfo della Rivoluzione Cubana è avvenuto sull'odio, sulla repressione e sul crimine. La sua vittoria è stata contro una dittatura, i cui scagnozzi strappavano gli occhi e le unghie dei prigionieri, hanno torturato a morte i giovani o li hanno gettati nell'immondezza, come fanno le bestie feroci con i resti delle loro prede.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11827" alt="Fidel-Castro-palabras-a-los" src="/files/2020/11/Fidel-Castro-palabras-a-los1.jpg" width="580" height="366" />Il trionfo della Rivoluzione Cubana è avvenuto sull&#8217;odio, sulla repressione e sul crimine. La sua vittoria è stata contro una dittatura, i cui scagnozzi strappavano gli occhi e le unghie dei prigionieri, hanno torturato a morte i giovani o li hanno gettati nell&#8217;immondezza, come fanno le bestie feroci con i resti delle loro prede.</strong></p>
<p>Coloro che hanno costruito l&#8217;apoteosi popolare del 1959 ed il nuovo patto sociale, politico ed economico socialista che ne è derivato, con il loro coraggio, il loro sangue o la loro vita, hanno portato José Martí come standard morale, etico e di giustizia. Non è mai stato l&#8217;odio, ma l&#8217;amore, il sentimento che, come ha magnificamente definito il Che, occupava il loro cuore.</p>
<p>Questa è una verità alta come le palme che cercano di travisare coloro che, in una rumorosa scommessa sulle reti e nei mass media controrivoluzionari, cercavano di fare finire la manifestazione dei giovani, principalmente artisti, avvenuta questo venerdì davanti alla sede del Ministero della Cultura, nella capitale del paese, in uno spettacolo repressivo.</p>
<p>Credevano di aver trovato la scintilla per accendere la prateria che stavano prosciugando ogni settimana con continue misure di assedio, senza considerare, anche per pietà cristiana, le conseguenze che la grave crisi totale causata dalla COVID-19 stava già lasciando sull&#8217;economia e sulla società.</p>
<p>Secondo i loro calcoli, era difficile per la maggioranza rivoluzionaria del paese assistere impassibile allo spettacolo &#8211; del tutto senza precedenti nella fase socialista &#8211; di più di cento giovani davanti ad un&#8217;istituzione governativa che facevano richieste, che erano collegate a quelle di un dubbio movimento, i cui leader offendono la dignità dei patrioti cubani con le loro azioni, dichiarazioni e gesti.</p>
<p>Speravano che la sorpresa dell&#8217;incontro finisse per generare disperazione ed una catena di errori di reazione, che avrebbero stimolato la violenza. Si sono sfregati le mani con la possibilità del Bengasi cubano, che ci porterebbe inevitabilmente a tribalizzare interessi e passioni, alla barbarie a cui hanno già condannato altre nazioni.</p>
<p>Era impossibile per gli entusiasti di un episodio violento, preferibilmente di sangue, gestire negli anni la variabile di una Rivoluzione forgiata in scenari complessi e che, nonostante il potere offerto dal sostegno maggioritario del popolo, l&#8217;ha sempre amministrata con determinazione, ma con sufficiente prudenza e saggezza per non lasciarsi trascinare dalle provocazioni.</p>
<p>È necessario apprezzare che di fronte alla scommessa di accentuare la tensione e la polarizzazione sono stati scelti il tatto politico, la moderazione e le risposte intelligenti che hanno garantito la sopravvivenza della Rivoluzione per oltre 60 anni, nonostante la malsana aggressione di numerose amministrazioni politiche statunitensi.</p>
<p>Il nostro approccio deve favorire le forme che mirano a disinnescare e dimostrare che tutte le giuste preoccupazioni ed aspirazioni rientrano nel campo rivoluzionario.</p>
<p>Si sbagliano coloro che propagano che la vocazione al dialogo per far fronte agli errori od ai disaccordi sia stata inaugurata dalla Rivoluzione la notte del 27 novembre e sotto pressione.<br />
La storia della Rivoluzione non potrebbe essere raccontata senza questa parola. La volontà di dialogo, che nel caso di artisti e intellettuali ha avuto la sua nascita inaugurale con le conosciute come controverse &#8220;Parole agli intellettuali&#8221;, è germogliata in un peculiare rapporto e legame con le avanguardie creative, che ha coinvolto soprattutto il leader della Rivoluzione Fidel Castro e che ha trovato una continuità nella leadership statale e governativa nata dalla nuova Costituzione della Repubblica.</p>
<p>Il generale dell&#8217;esercito Raúl Castro, a capo del Partito Comunista e promotore dell&#8217;aggiornamento del modello socialista, ha rivendicato dibattiti e critiche in numerosi discorsi pubblici, abbastanza demonizzati da segmenti della burocrazia.</p>
<p>Contro la volontà di coloro che intendono spegnerli, zittirli, a Cuba gli anticonformisti di tutti i tempi sono stati collocati soprattutto nell&#8217;altare dell&#8217;onestà e della decenza nazionale negli interventi di Raúl al VII Congresso della FEU ed alla sessione di fine anno del Parlamento nel 2006.</p>
<p>Da questi interventi è chiaro che chi non è d&#8217;accordo con la verità “comoda” non sovverte la Rivoluzione, che può essere sovvertita solo dall&#8217;ipocrisia e dall&#8217;accomodamento del carattere, che non si esaurisce in altro che nella prostituzione dell&#8217;anima.</p>
<p>La Rivoluzione vive solo nella verità, nella franchezza, nell&#8217;onestà, nella purezza, ha proclamato. E sebbene alcuni non lo percepiscano, questo è uno dei migliori auguri per la Rivoluzione, poiché eleva il suo equilibrio spirituale.</p>
<p>Perché assumendosi nella pienezza delle sue luci, ed anche delle sue ombre, nobilita il mandato di Marti che agli esseri umani non si può imporre &#8211; o suggerire &#8211; di vivere contro la loro anima, perché li offende &#8211; o peggio ancora, li deforma o li degenera. Sia nel Congresso universitario che nelle sedute della già citata Assemblea Nazionale del Potere Popolare, la “discrepanza” è stata considerata come formula per migliorare la Rivoluzione, come principio del suo funzionamento, come metodo di consenso, di fronte ad ogni tipo di omogeneità, che paralizza e semplifica.</p>
<p>Quanto detto acquista maggior risalto nell&#8217;attuale scenario comunicativo sensibile, poroso e frammentato, reso più complesso dalla situazione del Paese e dalle pressioni esterne, quando la formula migliore è quella dell&#8217;amore trionfante.</p>
<p>di Ricardo Ronquillo, presidente dell&#8217;Unione dei Giornalisti di Cuba</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Granma</p>
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		<title>Obama termina il suo mandato ed il bloqueo rimane intatto, afferma Josefina Vidal</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 02:28:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
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		<description><![CDATA[La direttrice degli Stati Uniti della cancelleria cubana, Josefina Vidal, affermò oggi che il presidente Barack Obama concluderà il suo mandato ed il bloqueo rimarrà intatto. Nella giornata contro il bloqueo, nel Vespaio universitario, la funzionaria assicurò che il mandatario statunitense non ha esaurito tutte le sue prerogative per l'eliminazione del bloqueo economico, commerciale e finanziario, catalogato come genocida dalla comunità internazionale.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9550" alt="voto-contra-el-bloqueo-en-la-UH-17-de-octubre-de-2016-17" src="/files/2016/10/voto-contra-el-bloqueo-en-la-UH-17-de-octubre-de-2016-17.jpg" width="580" height="435" />La direttrice degli Stati Uniti della cancelleria cubana, Josefina Vidal, affermò oggi che il presidente Barack Obama concluderà il suo mandato ed il bloqueo rimarrà intatto.  </strong></p>
<p>Nella giornata contro il bloqueo, nel Vespaio universitario, la funzionaria assicurò che il mandatario statunitense non ha esaurito tutte le sue prerogative per l&#8217;eliminazione del bloqueo economico, commerciale e finanziario, catalogato come genocida dalla comunità internazionale.</p>
<p>Il governo degli Stati Uniti insiste sul fatto che sono arrivati al limite, ma molti avvocati assicurano che non è così, che c&#8217;è ancora un ampio spettro di attuazione, segnalò Vidal davanti ai giovani cubani riuniti nell&#8217;Università de L&#8217;Avana.</p>
<p>Inoltre, la diplomatica ha messo in chiaro i dettagli sulla direttiva presidenziale che dettò recentemente Obama sulla politica con l’isola, che entrò in vigore questo lunedì. In questo senso precisò che queste misure significano un passo favorevole ma limitato in termini dei benefici per Cuba.</p>
<p>Vidal considerò anche che il documento si fa dall&#8217;ottica e dalla visione del governo nordamericano e pertanto “non si può separare dalla sua visione di ingerenza”.</p>
<p>Nonostante, ha riconosciuto lo sforzo per continuare nel futuro l&#8217;attuale corso dei vincoli con la nazione caraibica.</p>
<p>Ha fatto presente, ciononostante, che non è obbligatorio che governi futuri per il loro carattere presidenziale diano seguito a questa strategia dell&#8217;amministrazione di Obama.</p>
<p>Vidal ha detto che la direttiva non occulta la sua intenzione di promuovere cambiamenti nella sfera politica dell&#8217;isola, e per questo, pretende un avvicinamento al settore privato cubano.</p>
<p>Inoltre, ha osservato che la Casa Bianca non abbandona strumenti ostili come le trasmissioni illegali e la divulgazione di programmi sovversivi contro la Maggiore delle Antille.</p>
<p>La funzionaria della cancelleria segnalò che la direttiva ha espressato chiaramente che gli Stati Uniti non rinunceranno al territorio illegalmente occupato nella provincia di Guantanamo.</p>
<p>In sintesi, osservò, stabilisce una nuova politica, a partire dal riconoscimento di aver fallito con il bloqueo, dal momento che non si è ottenuto il suo obiettivo strategico, che era la promozione di cambiamenti nell&#8217;ordine politico di Cuba.</p>
<p>Inoltre, Vidal reiterò la volontà del governo cubano di stabilire relazioni con gli Stati Uniti, ma sulla base del rispetto alla sovranità, all&#8217;indipendenza ed all&#8217;autodeterminazione del popolo.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Cinthya Garcia Casañas</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9551" alt="voto-contra-el-bloqueo-en-la-UH-17-de-octubre-de-2016-7" src="/files/2016/10/voto-contra-el-bloqueo-en-la-UH-17-de-octubre-de-2016-7.jpg" width="580" height="435" /><img class="alignleft size-full wp-image-9552" alt="voto-contra-el-bloqueo-en-la-UH-17-de-octubre-de-2016-10" src="/files/2016/10/voto-contra-el-bloqueo-en-la-UH-17-de-octubre-de-2016-10.jpg" width="580" height="435" /><img class="alignleft size-full wp-image-9553" alt="voto-contra-el-bloqueo-en-la-UH-17-de-octubre-de-2016-20" src="/files/2016/10/voto-contra-el-bloqueo-en-la-UH-17-de-octubre-de-2016-20.jpg" width="580" height="435" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vecchi contro giovani: La logica del brexit?</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2016 01:31:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
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		<description><![CDATA[I signori politologi sono arrabbiati. I signori progressisti sono anche irritati. La gente non vota quello che dovrebbe! Tanto il Brexit come il risultato delle elezioni presidenziali in Spagna hanno prodotto nei mass media e nelle reti sociali un torrente di reazioni emozionali ed inquiete.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9398" alt="britanicos-marcharse-UE-restante-quedarse" src="/files/2016/07/britanicos-marcharse-UE-restante-quedarse.jpg" width="580" height="435" />I signori politologi sono arrabbiati. I signori progressisti sono anche irritati. La gente non vota quello che dovrebbe! Tanto il Brexit come il risultato delle elezioni presidenziali in Spagna hanno prodotto nei mass media e nelle reti sociali un torrente di reazioni emozionali ed inquiete.  </strong></p>
<p>Molta carta, molte inchieste e molta “evidenza scientifica” prima delle elezioni, per giungere alla profonda conclusione che il problema è che il popolo europeo è reazionario, conservatore, egoista, cieco e vecchio! Soprattutto vecchio. I vecchi, esseri furbi dove sono, si starebbero mangiando il futuro dei giovani, i vecchi avrebbero votato in massa per sostenere i loro privilegi a costo di un futuro che non appartiene loro.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Vecchi contro giovani: Swift</span></p>
<p>Questa è la logica primaria che dirige la maggioranza delle interpretazioni di queste elezioni. L&#8217;argomento intergenerazionale è attraente perché è semplificatore ed emozionale: ci permette di segnalare colpevoli (i vecchi stanno dappertutto) e perseguirli (benché sia solo simbolicamente). Se la questione è essere o non essere vecchio, tutto il complesso dibattito ideologico rimane relegato a beneficio di emozioni primarie.</p>
<p>Se il contenuto emozionale dell&#8217;argomento “vecchi contro giovani” è tanto intenso, magari ci sarà molto più utile la letteratura che la scienza sociale per comprendere la sua logica. Non so se i politologi progressisti hanno letto Jonathan Swift, ma nella sua riduzione del risultato del Brexit a “vecchi mangiandosi il futuro dei giovani” sembrano essere ispirati nella gran satira del 1729, “A modest proposal”. Il titolo completo dell&#8217;opera satirica era “Una modesta proposta per prevenire che i bambini dei poveri dell&#8217;Irlanda siano un peso per i loro genitori o per il paese, e per renderli utili al pubblico”. Questo testo breve e brillante risponde alla situazione di povertà estrema e fame nera nell&#8217;Irlanda dell&#8217;epoca, nella quale i proprietari terrieri inglesi soffocavano i braccianti locali riscuotendo loro alcune tasse impossibili da assumere.</p>
<p>Di fronte all&#8217;impossibilità di alimentare le famiglie numerose, Swift propone una soluzione ironica e crudele con un tono di totale serietà: che i braccianti possano consegnare i suoi figli come parte del pagamento delle tasse ai proprietari terrieri. Questi si vedrebbero beneficiato con un alimento di prima qualità, molto meglio che la carne di maiale ed i genitori poveri si eviterebbero dover dare da mangiare ad un&#8217;altra bocca, oltre al guadagno diretto per la “vendita” dei loro figli. Il testo di Swift è pieno di calcoli numerici che dimostrano la convenienza irrefutabile della sua proposta. Si tratta di una critica alla crudeltà cieca del calcolo razionale economico che faceva già acqua nella sua epoca. Non sembra difficile, nell&#8217;interpretazione di “vecchi contro giovani” del Brexit, vedere una realizzazione della satira di Swift.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Giovani contro vecchi: Bioy</span></p>
<p>Ma la stessa idea di leggere il risultato del referendum britannico e delle elezioni spagnole in questa maniera, potrebbe dimostrare che, effettivamente, c&#8217;è un “guerra generazionale” in marcia, ma nel senso contrario: possono essere i giovani che dominano il discorso pubblico (i giornalisti, i politologi, gli internauta di twitter), quelli che sono arrabbiati col risultato, perché in fondo considerano che questi vecchi ignoranti non hanno diritto di difendere i loro diritti, che in realtà bisognerebbe abbassare le pensioni e tirarli fuori dalla barca come zavorra. Anche questa idea dei giovani all&#8217;offensiva contro i vecchi ha un&#8217;incarnazione letteraria famosa.</p>
<p>In 1969 Adolfo Bioy Casares pubblicò il romanzo “Diario della guerra del maiale”, una narrazione nel quale risalta non già l&#8217;odio alla vecchiaia in una dimensione economica bensì metafisica. “E’ finita la dittatura del proletariato per dare luogo alla dittatura dei vecchi”. Ciò che è vecchio è la sede di tutto ciò che è spiacevole ed anticipa che se non si prendono delle misure, la vecchiaia finirà per dissipare le risorse della società: prima si viveva fino ai 50, nel momento in cui si sviluppa la narrazione l’età era ascesa agli 80 e si credeva, pensano i personaggi del romanzo, che presto si arriverebbe ai 100. La società è dominata dalla vecchiaia, a meno che i giovani si organizzino in gruppi per perseguire i vecchi, la vecchiaia avrebbe vinto la battaglia.</p>
<p>Quale dei due punti di vista è quello corretto?</p>
<p>Ovviamente nessuno. Swift e Bioy lo sapevano con una saggezza molto più grande dei contendenti retorici che popolano oggi i giornali. Che tutti i vecchi sono stati giovani e tutti i giovani saranno vecchi è quasi un&#8217;identità contabile. Che una vecchiaia sempre più lunga è un problema economico, è un risultato aritmetico ed un&#8217;incognita filosofica. Magari la cosa migliore che gli scienziati sociali possano fare con pudore è lasciare il passo agli Swift ed ai Bioy, alla satira ed al romanzo di fantascienza. Non risolveremo niente, ma ci divertiremo più.</p>
<p>Con informazione di El Español</p>
<p>Traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Foto: EFE</p>
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