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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Giappone</title>
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		<title>Bloqueo statunitense impedisce a Peace Boat di toccare porto cubano</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2019 21:17:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con profondo dolore ho ricevuto la notizia che in questa occasione il Peace Boat non potrà toccare terre cubane come era previsto il prossimo 13 giugno, dovuto alle nuove restrizioni ad imbarcazioni, crociere ed aeroplani privati imposte dal governo di Trump contro Cuba. Trattandosi di un'imbarcazione di proprietà statunitense, la Crociera per la Pace, simbolo di convivenza, di pace e buona volontà tra i popoli non potrà questa volta rinfrescarsi con l'ottimismo, la dignità e la fermezza dei cubani. Come mi ha detto in un'occasione uno dei suoi dirigenti e promotori: “Ogni viaggio a Cuba è un viaggio alla terra della dignità”.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11022" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11022" alt="foto:Trabajadores" src="/files/2019/06/peace-boat-580x385.jpg" width="580" height="385" /><p class="wp-caption-text">foto:Trabajadores</p></div>
<p><strong>Con profondo dolore ho ricevuto la notizia che in questa occasione il Peace Boat non potrà toccare terre cubane come era previsto il prossimo 13 giugno, dovuto alle nuove restrizioni ad imbarcazioni, crociere ed aeroplani privati imposte dal governo di Trump contro Cuba.</strong></p>
<p>Trattandosi di un&#8217;imbarcazione di proprietà statunitense, la Crociera per la Pace, simbolo di convivenza, di pace e buona volontà tra i popoli non potrà questa volta rinfrescarsi con l&#8217;ottimismo, la dignità e la fermezza dei cubani. Come mi ha detto in un&#8217;occasione uno dei suoi dirigenti e promotori: “Ogni viaggio a Cuba è un viaggio alla terra della dignità”.</p>
<p>Questa non è la prima volta che misure assurde ostacoleranno la nave affinché non possa attraccare sull&#8217;isola, come è accaduto già nel passato, ma presto queste ed altre azioni falliranno ed il Peace Boat ritornerà a terre cubane col suo messaggio di Pace e solidarietà.</p>
<p>In questa occasione, la crociera trasportava con sé un carico solidario, il modesto donativo che la comunità cubana residente in Giappone ed amici giapponesi avevano inviato in appoggio ai sinistrati del tornado che ha colpito L&#8217;Avana all’inizio dell’anno.</p>
<p>Un&#8217;altra volta la malvagità e l&#8217;odio irrazionale contro Cuba mostra il suo volto, ma niente di ciò ci toglierà il sonno e l’impegno di continuare a lavorare ed apportare per la nostra cara Cuba. Grazie Yoshioka-san ed altri amici, la battaglia continua.</p>
<p>Carlos Miguel Pereira Hernandez, ambasciatore cubano in Giappone</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_11023" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11023" alt="foto:Ambasciata cubana in Giappone" src="/files/2019/06/donativo-japon-1-580x435.jpg" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">foto:Ambasciata cubana in Giappone</p></div>
<div id="attachment_11024" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11024" alt="foto:Ambasciata cubana in Giappone" src="/files/2019/06/donaitov-japon-2-580x435.jpg" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">foto:Ambasciata cubana in Giappone</p></div>
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		<title>Respingono risoluzione sulla situazione dei diritti umani in Corea del Nord</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2018 00:19:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La rappresentazione permanente della Corea del Nord presso l'ONU ed altre organizzazioni internazionali a Ginevra hanno respinto energicamente il progetto di risoluzione sulla situazione dei diritti umani in questo paese asiatico. Attraverso un comunicato, hanno enfatizzato sul fatto che questo progetto è stato approvato in maniera coercitiva nella 37º riunione del Consiglio dei diritti umani (DD.HH.) dell'ONU, ed è stato presentato dall'Unione Europea e dal Giappone.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10438" alt="Corea-del-Norte-Kim-Jong-Un-580x326" src="/files/2018/03/Corea-del-Norte-Kim-Jong-Un-580x326.jpg" width="580" height="326" />La rappresentazione permanente della Corea del Nord presso l&#8217;ONU ed altre organizzazioni internazionali a Ginevra hanno respinto energicamente il progetto di risoluzione sulla situazione dei diritti umani in questo paese asiatico.  </strong></p>
<p>Attraverso un comunicato, hanno enfatizzato sul fatto che questo progetto è stato approvato in maniera coercitiva nella 37º riunione del Consiglio dei diritti umani (DD.HH.) dell&#8217;ONU, ed è stato presentato dall&#8217;Unione Europea e dal Giappone.</p>
<p>La rappresentazione diplomatica ha assicurato che questa risoluzione è stata “inventata dalle forze ostili come gli Stati Uniti con lo scopo di macchiare l&#8217;immagine della Repubblica Popolare Democratica della Corea (RPDC) ed isolare e schiacciare il socialismo allo stile coreano.”</p>
<p>“La risoluzione è un altro documento criminale pieno di falsità ed invenzioni e diviene un prodotto della politica ostile alla RPDC da parte degli Stati Uniti per abbattere il nostro sistema”, ha affermato.</p>
<p>Ha sollecitato contemporaneamente alla comunità internazionale a respingere quello che ha considerato una politicizzazione, dovuta alla selettività ed alla doppia morale sui Diritti Umani.</p>
<p>Se l&#8217;ONU è interessata davvero nella protezione e nello stimolo dei diritti umani, deve discutere in primo luogo la severa situazione della loro violazione da parte degli Stati Uniti e di altri paesi occidentali, ha sottolineato. Ha ricordato in questo senso i crimini perpetrati dal Giappone in Corea ed altri paesi asiatici, che includono il sequestro e reclutamento forzato di più di 8.400 mila persone; il genocidio di più di un milione e la schiavitù sessuale di 200 mila donne.</p>
<p>Inoltre, ha delimitato, dovrebbe chiedere la cancellazione delle sanzioni “brutali ed inumane” contro il popolo nordcoreano, che ostacolano veramente i diritti umani degli abitanti della RPDC.</p>
<p>“La RPDC dà importanza alla cooperazione internazionale per la protezione e lo stimolo dei veri diritti umani. Ma, non tollererà mai qualsiasi tentativo che vuole perseguire la manipolazione politica sotto il pretesto dei ‘problemi dei diritti umani’ e difenderà fino alla fine il sistema socialista coreano centrato sulle masse popolari”, conclude il comunicato.</p>
<p>(Con informazioni di Prensa Latina)</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Fidel Castro riceve primo ministro del Giappone, Shinzo Abe</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 21:00:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il leader storico della Rivoluzione cubana, Fidel Castro ha ricevuto ieri il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, che realizza una visita ufficiale a Cuba. D’accordo con mezzi locali di comunicazione, il mandatario giapponese ricordò la visita di Fidel Castro al suo paese ed il suo significato nel rinvigorimento dell'amicizia tra i popoli nipponico e cubano.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9522" alt="FotoJap_17" src="/files/2016/09/FotoJap_17.jpg" width="580" height="773" />Il leader storico della Rivoluzione cubana, Fidel Castro ha ricevuto ieri il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe, che realizza una visita ufficiale a Cuba.</p>
<p>D’accordo con mezzi locali di comunicazione, il mandatario giapponese ricordò la visita di Fidel Castro al suo paese ed il suo significato nel rinvigorimento dell&#8217;amicizia tra i popoli nipponico e cubano.</p>
<p>In un dialogo franco, ambedue si riferirono alle relazioni centenarie tra le due nazioni che continuano sviluppandosi ed alle quali contribuisce questa visita, la prima di un primo ministro giapponese a Cuba.</p>
<p>Secondo una nota della versione digitale del periodico Granma, le due personalità scambiarono sulle complessità ed i pericoli che vive il mondo e la necessità di fortificare gli sforzi diretti verso l&#8217;eliminazione delle armi nucleari e la preservazione della pace.</p>
<p>L&#8217;incontro concluse col desiderio mutuo e la sicurezza che la visita fortificherà lo sviluppo delle relazioni di amicizia, e la cooperazione nella lotta per la salute ed il benessere dei paesi con meno risorse.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Alex Castro</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9523" alt="fidel-castro-y-primeri-ministro-japones-1" src="/files/2016/09/fidel-castro-y-primeri-ministro-japones-1.jpg" width="580" height="435" /><img class="alignleft size-full wp-image-9524" alt="fidel-castro-y-primeri-ministro-japones2" src="/files/2016/09/fidel-castro-y-primeri-ministro-japones2.jpg" width="580" height="435" /></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’economia mondiale potrebbe essere sull’orlo di un’altra Grande Depressione</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 00:45:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’economia mondiale è a rischio di una depressione prolungata marcata dall’alto livello di disoccupazione e peggiori condizioni economiche nei prossimi decenni, a causa del ritardo economico dell’Asia e della stagnazione dell’Europa. Il Giappone ha dichiarato recentemente che sarebbe entrato nella sua quarta recessione in sei anni, nonostante gli sforzi del primo ministro Shinzo Abe di stimolare la crescita economica.
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8237" alt="" src="/files/2014/11/Economía-mundial-puede-estar-al-borde-de-otra-Gran-Depresión.jpg" width="580" height="330" />L’economia mondiale è a rischio di una depressione prolungata marcata dall’alto livello di disoccupazione e peggiori condizioni economiche nei prossimi decenni, a causa del ritardo economico dell’Asia e della stagnazione dell’Europa.</strong></p>
<p>Il Giappone ha dichiarato recentemente che sarebbe entrato nella sua quarta recessione in sei anni, nonostante gli sforzi del primo ministro Shinzo Abe di stimolare la crescita economica.</p>
<p>Nel frattempo, il primo ministro britannico David Cameron ha avvertito che l’economia mondiale possibilmente si sta dirigendo verso un nuovo disastro.</p>
<p>“Sei anni dopo la crisi finanziaria che ha portato il mondo sull’orlo del disastro, le luci rosse di avvertimento lampeggiano nuovamente per l’economia mondiale”, ha scritto Cameron.</p>
<p>Due delle potenze economiche più forti del mondo, Europa e Giappone, stanno cercando di rafforzare la crescita economica mondiale, però tuttavia le loro economie sembrano peggiorare.</p>
<p>Con un tasso di disoccupazione dell’11,5 per cento, la zona euro sta sperimentando delle condizioni economiche alle quali alcuni esperti fanno riferimento come “l’eco della Grande Depressione”.</p>
<p>I mercati emergenti, che hanno aiutato la ripresa economica dopo la crisi finanziaria del 2008, ugualmente stanno riducendo il loro livello di crescita.</p>
<p>L’economia degli Stati Uniti sta crescendo a un ritmo del 3 per cento annuale. Tuttavia, gli esperti dicono che le esportazioni, che rappresentano il 13 per cento dell’economia degli USA, si sono ridotte.</p>
<p>La debolezza economica dei suoi compratori peggiorerà la situazione degli Stati Uniti, ritengono alcuni economisti.</p>
<p>Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, ha avvertito circa la depressione economica in Europa che provocherà una bassa inflazione, alti tassi di disoccupazione e indebitamento.</p>
<p>Il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha dichiarato: “Il 2015 deve essere l’anno in cui tutti gli attori della zona euro (i Governi e le istituzioni europee) decidano una strategia comune coerente per porre nuovamente le nostre economie in marcia”.</p>
<p>I leader d’Europa e degli Stati Uniti hanno sollecitato le autorità tedesche a dare impulso all’economia, dato che è la maggiore potenza economica europea, ma in Germania continuano ad insistere che altri paesi dell’eurozona devono prima di tutto ristrutturare le loro economie.</p>
<p>preso da Russia Today</p>
<p>traduzione di Vincenzo Basile</p>
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		<title>“Il Disastro del Giappone e lvisita di un Amico”</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 21:24:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi ho avuto il piacere di salutare a Jimmy Carter, che è stato Presidente degli Stati Uniti fra 1977 e 1981, l’unico, secondo la mia opinione, con sufficiente serenità e coraggio per parlare sul tema dei rapporti fra il suo paese e Cuba. Carter ha fatto il possibile per ridurre le tensioni internazionali e promuovere la creazione degli Uffici di Interessi fra Cuba e gli Stati Uniti. La sua amministrazione è stata l’unica a fare qualcosa per attenuare il criminale blocco imposto al nostro popolo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho avuto il piacere di salutare a Jimmy Carter, che è stato Presidente degli Stati Uniti fra 1977 e 1981, l’unico, secondo la mia opinione, con sufficiente serenità e coraggio per parlare sul tema dei rapporti fra il suo paese e Cuba.</p>
<p>Carter ha fatto il possibile per ridurre le tensioni internazionali e promuovere la creazione degli Uffici di Interessi fra Cuba e gli Stati Uniti. La sua amministrazione è stata l’unica a fare qualcosa per attenuare il criminale blocco imposto al nostro popolo.</p>
<p>Le circostanze non erano certamente propizie nel nostro complesso mondo. L’esistenza di un paese realmente libero e sovrano nel nostro emisfero non si conciliava con le idee della estrema destra fascista degli Stati Uniti, che è riuscita a far fallire i propositi del Presidente Carter, che lo hanno fatto vincitore del Premio Nobel per la Pace. Nessuno glielo ha dato gratuitamente.</p>
<p>La Rivoluzione ha sempre apprezzato il suo gesto coraggioso. Nel 2002 lo accolse calorosamente. Ora ha reiterato il suo rispetto ed ammirazione.</p>
<p>Potrà realmente l’oligarchia che governa quella superpotenza rinunciare al loro affanno insaziabile d’imporre la sua volontà al resto del mondo? Potrà un sistema che genera frequentemente presidenti come Nixon, Reagan e W. Bush, onorare questo proposito ogni volta con un potere distruttivo maggiore ed un rispetto minore alla sovranità dei popoli?</p>
<p>La complessità del mondo attuale, non lascia molto margine ai ricordi che sono relativamente recenti. Il congedo di Carter, oggi mercoledì, ha coinciso con le notizie preoccupanti dell’incidente nucleare scatenato dal sisma e dal tsunami in Giappone, che continuano ad arrivare e non possono essere ignorate, non solo per la loro importanza, ma anche per la ripercussione pratica che hanno per l’economia mondiale.</p>
<p>L’agenzia di stampa AP informa oggi dal Giappone che:</p>
<p>“La crisi nella centrale nucleare giapponese colpita dal tsunami si è aggravata mercoledì, quando l’acqua del mare ha raggiunto i più alti livelli di radiazione fino adesso”.</p>
<p>“In Fukushima, la radiazione filtrata ha penetrato sia in terra che in mare, nelle verdure, nel latte non pastorizzato ed anche nell’acqua corrente fino a Tokio, che si trova 220 chilometri a sud.”</p>
<p>“Nel frattempo, l’Imperatore Akihito e l’imperatrice Michiko visitarono durante un’ora un gruppo di evacuati in Tokio.”</p>
<p>Reuters, dalla sua parte, comunica da Tokio che:</p>
<p>“Il Giappone attualizzò mercoledì i suoi standard per la centrale d’energia nucleare, il primo riconoscimento ufficiale che ha dimostrato che le sue norme erano insufficienti quando un terremoto ha danneggiato una delle sue istallazioni, scatenando la peggiore crisi atomica da Chernobyl nel 1986.”</p>
<p>“La notizia è stata divulgata dopo che il Governo ha riconosciuto che non si sa come finirà la crisi ed che un salto nei livelli d’iodio radioattivo nell’acqua di mare si sommarono all’evidenza di filtrazioni nei reattori intorno al complesso e più in là.”</p>
<p>“ Il fatto di trovare plutonio nel pavimento della centrale ha fatto scattare l’allarme pubblica sull’incidente, che ha eclissato il disastro umano provocato dal terremoto e dal tsunami dell’11 marzo, che lasciarono 27.500 morti o scomparsi”.</p>
<p>“Prima del disastro, i 55 reattori nucleari del Giappone provvedevano circa il 30 per cento dell’energia elettrica del paese. Si sperava che la percentuale nel 2003 salisse ad un 50 per cento, fra i maggiori del mondo.”</p>
<p>“Nuove letture mostrarono un salto nell’iodio radioattivo di 3.335 volte al limite legale, indicò l’agenzia statale di sicurezza nucleare, nonostante l’organismo abbia minimizzato l’impatto, dicendo che le persone avevano abbandonato l’area e fermato la pesca.”</p>
<p>“Centinaia d’ingegneri hanno lottato per quasi tre settimane per raffreddare i reattori della centrale ed evitare una catastrofica fusione delle barre d’energia, nonostante la situazione sembra aver lasciato in dietro quel scenario di incubi.”</p>
<p>“Jesper Koll, direttore di ricerca di valori di JPMorgan Securities a Tokio, ha detto che una dilatata battaglia per controllare la centrale e raffreddare le fughe di radioattività perpetuerebbe l’incertezza e sarebbe una zavorra per l’economia.”</p>
<p>Il peggiore scenario possibile è che questo continui non per uno, due o sei mesi, ma per due anni, o indefinitamente, dichiarò.”</p>
<p>“Un sottoprodotto delle reazioni atomiche che può essere usato in bombe nucleari, il plutonio è altamente cancerogeno ed è una delle sostanze più pericolose del pianeta, indicano gli esperti.”</p>
<p>Una terza agenzia, la DPA, da Tokio segnala che:</p>
<p>“I tecnici giapponesi continuano senza poter fermare la crisi nucleare quasi tre settimane dopo gli incidenti nella centrale atomica di Fukushima. Il governo di Tokio ha cominciato per questo motivo  a studiare misure straordinarie per fermare l’emissione di radioattività dell’istallazioni.”</p>
<p>“L’idea di coprire i reattori con una specie di tessuto. Le recenti alte misurazioni d’iodio 131 nel mare sono un indizio di una crescente radiazione. L’organizzazione ecologista Greenpeace avverte inoltre dei seri pericoli per la salute degli abitanti dopo misurazioni fatte da loro stessi. ”</p>
<p>“Esperti considerano che il processo per scartare definitivamente una possibile fusione di nucleo può tardare mesi. Tepco ha promesso di migliorare le condizioni lavorative dei tecnici, ogni volta più agitati ed stanchi.”</p>
<p>Mentre questo succede in Giappone il Presidente Bolivariano del Venezuela visita l’Argentina, l’Uruguay e anche Bolivia, promovendo gli accordi economici e rafforzando i rapporti con i paesi del nostro emisfero che hanno deciso di essere indipendenti.</p>
<p>Nell’Università di La Plata, dove la tirannia fomentata dagli Stati Uniti ha fatto sparire, fra migliaia d’argentini, più di 700 studenti – di loro 40 facevano parte della Scuola di Giornalismo -, Chávez ha ricevuto il premio Rodolfo Walsh, in onore ad uno degli eroici giornalisti assassinati.</p>
<p>Non è soltanto Cuba; oramai sono molti i popoli disposti a lottare fino alla morte per la loro Patria.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.cubadebate.cu/wp-content/uploads/2011/03/firma-de-fidel-30-de-marzo-de-2011-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" /></p>
<p><strong>Fidel Castro Ruz</strong></p>
<p><strong>30 marzo 2011</strong></p>
<p><strong>Ore 18 e 51.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le Scarpette mi Stringono</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 19:41:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mentre in Giappone i reattori danneggiati emanano fumo radioattivo e gli aeri di mostruosa apparenza ed i sommergibili nucleari lanciano mortiferi ordigni telecomandati sulla Libia, un paese nordafricano del Terzo Mondo con appena sei milioni d’abitanti, Barack Obama raccontava ai cileni una favola simile a quella che io ascoltavo quando avevo 4 anni: “Le scarpette mi stringono, le calze mi danno caldo ed il bacino che mi hai dato, lo porto nel cuore”.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre in Giappone i reattori danneggiati emanano fumo radioattivo e gli aeri di mostruosa apparenza ed i sommergibili nucleari lanciano mortiferi ordigni telecomandati sulla Libia, un paese nordafricano del Terzo Mondo con appena sei milioni d’abitanti, Barack Obama raccontava ai cileni una favola simile a quella che io ascoltavo quando avevo 4 anni: “Le scarpette mi stringono, le calze mi danno caldo ed il bacino che mi hai dato, lo porto nel cuore”.</p>
<p>In quel “Centro Culturale” di Santiago del Cile, alcuni dei suoi ascoltatori sono rimasti sconvolti</p>
<p>Quando il Presidente ha guardato ansioso il pubblico dopo aver menzionato la perfida Cuba, aspettandosi un’esplosione d’applausi, c’é stato un silenzio glaciale. Alle sue spalle, ah, che strana casualità!, fra le altre bandiere latinoamericane, c’era proprio quella cubana.</p>
<p>Si se fosse voltato di scatto un secondo sulla sua spalla destra avrebbe visto, come un’ombra, il simbolo della Rivoluzione dell’Isola ribelle che il suo potente paese voleva, ma non è riuscito a distruggere.</p>
<p>Qualsiasi persona sarebbe senza dubbio straordinariamente ottimista se si  aspettasse che i popoli della Nostra America applaudano il 50º Anniversario dell’invasione mercenaria di Girón, 50 anni di crudele blocco economico di un fraterno paese, 50 anni di minacce ed attentati terroristi che sono costati migliaia di vite, 50 anni di progetti d’omicidio dei leader di questo storico processo.</p>
<p>Mi sono sentito coinvolto dalle sue parole.</p>
<p>Effettivamente, ho prestato per molto tempo i miei servizi alla Rivoluzione, però non ho mai eluso i rischi né ho violato i principi costituzionali, ideologici o etici, mi dispiace di non avere avuto più salute per continuare a servirla.</p>
<p>Da quando mi sono ammalato, ho rinunciato senza alcun’esitazione a tutti i miei incarichi statali e politici, incluso quello di Primo Segretario del Partito, non ho mai cercato di svolgerli dopo il Proclama del 31 luglio 2006, neppure quando, più di un anno dopo, ho ricuperato parzialmente la mia salute, nonostante tutti continuassero a chiamarmi affettuosamente in quel modo.</p>
<p>Però continuo e continuerò ad essere quello che ho promesso: un soldato delle idee, finché potrò pensare o respirare.</p>
<p>Quando a Obama è stato chiesto del colpo di Stato contro l’eroico presidente Salvador Allende, promosso come tanti altri dagli Stati Uniti, e della misteriosa morte di Eduardo Frei Montalva, assassinato dagli agenti della DINA, una creazione del Governo nordamericano, ha perso la sua presenza di spirito e ha cominciato a balbettare.</p>
<p>È stato senza dubbio veritiero il commento della televisione cilena alla fine del suo discorso, quando ha riferito che Obama non aveva già più niente da offrire all’emisfero.</p>
<p>Io, da parte mia, non voglio dare l’impressione che sento dell’odio nei suoi confronti, e molto meno verso il popolo degli Stati Uniti, riconoscendo il contributo di molti dei suoi figli alla cultura ed alla scienza.</p>
<p>Domani, martedì, Obama deve affrontare la visita in Salvador. Lì dovrà improvvisare molto, visto che in quella fraterna nazione centroamericana, le armi e gli istruttori inviati dai governi del suo paese, sparsero molto sangue.</p>
<p>Gli auguro un buon viaggio ed un po’ di più di sensatezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fidel Castro Ruz</strong></p>
<p><strong>21 marzo 2011</strong></p>
<p><strong>21 e 32.</strong></p>
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		<title>L’alleanza Egualitaria</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 20:43:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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		<description><![CDATA[All’imbrunire di sabato 19, dopo un copioso banchetto, i leader della NATO hanno ordinato l’attacco contro la Libia. Naturalmente, non poteva succedere nulla senza che gli Stati Uniti reclamassero il loro irrinunciabile ruolo di capo supremo. Dal posto di comando europeo di quell’istituzione, un ufficiale superiore ha annunciato l’inizio di “Odissey Dawn”.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>All’imbrunire di sabato 19, dopo un copioso banchetto, i leader della NATO hanno ordinato l’attacco contro la Libia.</p>
<p>Naturalmente, non poteva succedere nulla senza che gli Stati Uniti reclamassero il loro irrinunciabile ruolo di capo supremo. Dal posto di comando europeo di quell’istituzione, un ufficiale superiore ha annunciato l’inizio di “Odissey Dawn”.</p>
<p>L’opinione pubblica mondiale era commossa dalla tragedia del Giappone. Il numero di vittime del terremoto, dello tsunami e dell’incidente nucleare non ha cessato di crescere. Sono già decine di migliaia le persone morte, scomparse e colpite dalla radiazioni. Crescerà considerevolmente anche la resistenza all’uso dell’energia nucleare.</p>
<p>Il mondo sta soffrendo inoltre le conseguenze del cambiamento climatico; scarseggiano gli alimenti ed aumenta il loro prezzo, mentre crescono le spese militari e lo spreco delle risorse naturali ed umane. Una guerra era la cosa più inopportuna che poteva accadere in questi frangenti.</p>
<p>La visita di Obama in America Latina è passata in secondo piano, quasi nessuno s’occupa del tema. In Brasile si sono resi evidenti le contraddizioni d’interessi tra gli Stati Uniti e quel fraterno paese.</p>
<p>Non ci si può dimenticare che Rio de Janeiro ha conteso a Chicago l’assegnazione della sede dei Giochi Olimpici del 2016.</p>
<p>Obama ha voluto ingraziarsi il gigante sudamericano. Ha parlato dello “straordinario sviluppo del Brasile”, che ha richiamato l’attenzione internazionale, ed ha elogiato la sua economia, definendola una delle più in rapida crescita nel mondo, ma non si è benché minimamente impegnato nel sostenere il Brasile come membro permanente del privilegiato Consiglio di Sicurezza.</p>
<p>La Presidentessa brasiliana non ha esitato nell’esprimere il suo dissenso nei confronti delle misure protezionistiche degli Stati Uniti verso il Brasile, applicate con tariffe e sussidi che hanno costituito un forte ostacolo all’economia del paese.</p>
<p>Lo scrittore argentino Atilio Boron afferma che ad Obama “… ciò che […] più gli interessa nella sua veste d’amministratore dell’impero è di progredire nel controllo dell’Amazzonia. Requisito principale di questo progetto è ostacolare, siccome non la può fermare, la crescente coordinazione ed integrazione politica ed economica in corso nella regione, così importanti nel naufragio dell’Alca nel 2005 e nel frustrare la cospirazione secessionista e golpista in Bolivia (2008) ed Ecuador (2010). Deve cercare anche di seminare la discordia tra i governi più radicali della regione (Cuba, Venezuela, Bolivia ed Ecuador) ed i governi ‘progressisti’ &#8211; principalmente Brasile, Argentina ed Uruguay…”</p>
<p>“Per i più audaci strateghi statunitensi il bacino amazzonico, come l’Antartide, è un’area di libero accesso in cui non si riconoscono sovranità nazionali…”</p>
<p>Domani Obama si trasferisce in Cile. Arriverà preceduto da un’intervista concessa al quotidiano <em>El Mercurio</em>, pubblicata questa domenica, in cui confessa che il “Discorso per le Americhe — così lo qualifica — si fonda su una “alleanza egualitaria” con l’America Latina, che quasi ci lascia senza fiato ricordando “L’Alleanza per il Progresso” che precedette la spedizione mercenaria di Playa Girón.</p>
<p>Confessa testualmente: “La nostra visione per l’emisfero […] si fonda sul concetto d’alleanza egualitaria che ho perseguito sin da quando ho assunto la Presidenza degli Stati Uniti.”</p>
<p>“‘Mi focalizzerò, inoltre, sulle specifiche aeree in cui possiamo lavorare insieme, come la crescita economica, l’energia, la sicurezza cittadina ed i diritti umani’&#8230;”</p>
<p>“Questa visione, ha puntualizzato, ha come obiettivo ‘migliorare la sicurezza comune, espandere le opportunità economiche, assicurare un futuro energetico pulito e sostenere i valori democratici che condividiamo’.“</p>
<p>“… promuovere un emisfero sicuro, stabile e prospero in cui gli Stati Uniti ed i nostri alleati condividano responsabilità nelle questioni chiave, sia a livello regionale che globale.”</p>
<p>Come si può apprezzare, tutto meravigliosamente bello, degno d’essere seppellito come i segreti di Reagan, per pubblicarlo tra 200 anni. Il problema è che, come informa l’agenzia DPA, in base al sondaggio effettuato dal quotidiano  <em>La Tercera</em> “… nel 2006 il 43 per cento della popolazione cilena rifiutava le centrali nucleari.”</p>
<p>“Due anni dopo il rifiuto è salito al 52 per cento e nel 2010 è arrivato al 74 per cento.” Oggi, dopo ciò che è successo in Giappone raggiunge “…l’86 per cento dei cileni…”</p>
<p>Mancherebbe solo di fare una domanda ad Obama. Prendendo in considerazione che uno dei suoi illustri predecessori, Richard Nixon, promosse il colpo di Stato e la morte eroica di Salvador Allende, le torture e l’assassinio di migliaia di persone, il signor Obama chiederà scusa al popolo cileno?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fidel Castro Ruz</strong></p>
<p><strong>20 Marzo 2011</strong></p>
<p><strong>8 e 14 p.m.</strong></p>
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