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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Germania</title>
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		<title>Nave da crociera tedesca MS Hamburgo ancora a L&#8217;Avana</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/01/nave-da-crociera-tedesca-ms-hamburgo-ancora-lavana/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Nov 2019 23:32:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con circa 600 turisti a bordo è arrivata mercoledì la nave da crociera tedesca MS Hamburgo al porto de L'Avana, segnando così il principio della stagione di crociere che arrivano a Cuba, provenienti dall'Europa. In dichiarazioni dei funzionari dell'impresa Cubatur alla televisione nazionale, abbiamo saputo che i passeggeri visiteranno Cayo Largo del Sud, Maria la Gorda, a Pinar del Rio e le città di Cienfuegos, Trinidad e Santiago di Cuba. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11178" alt="1030-cruceros1-580x328" src="/files/2019/11/1030-cruceros1-580x328.jpg" width="580" height="328" />Con circa 600 turisti a bordo è arrivata mercoledì la nave da crociera tedesca MS Hamburgo al porto de L&#8217;Avana, segnando così il principio della stagione di crociere che arrivano a Cuba, provenienti dall&#8217;Europa.  </strong></p>
<p>In dichiarazioni dei funzionari dell&#8217;impresa Cubatur alla televisione nazionale, abbiamo saputo che i passeggeri visiteranno Cayo Largo del Sud, Maria la Gorda, a Pinar del Rio e le città di Cienfuegos, Trinidad e Santiago di Cuba.</p>
<p>Si aspetta un&#8217;altra nave di questo tipo proveniente dall&#8217;Inghilterra e con capacità per quasi 2000 passeggeri.</p>
<p>L&#8217;impresa MSC Cruceros, della Svizzera, è un&#8217;altra che ha confermato la volontà di preservare e fomentare le relazioni con la maggiore delle Antille, secondo recenti dichiarazioni del suo presidente esecutivo, Pierfrancesco Vago.</p>
<p>Tutto ciò riflette la posizione di alcune compagnie del settore di non rinunciare al destino Cuba, tra i preferiti dei loro clienti, e che ha dimostrato in breve tempo un gran successo, fino a che le misure degli Stati Uniti hanno proibito l&#8217;arrivo di crociere da questa nazione.</p>
<p>Le misure di giugno scorso hanno proibito la possibilità di realizzare viaggi educativi “popolo a popolo” così come i viaggi a Cuba di barche ed aeroplani privati e corporativi, crociere, velieri, barche da pesca ed altri aeroplani ed imbarcazioni simili, dal territorio statunitense.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: ACN/Marcelino Vázquez</p>
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		<title>Incendiano statua di Marx in Germania</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2018 22:42:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La statua inaugurata giorni fa nella città tedesca di Treviri con motivo del bicentenario della nascita del filosofo tedesco Karl Marx è stata oggi oggetto di un attacco piromane, ha comunicato la Polizia. Sconosciuti hanno dato fuoco in ore dell'alba ad un stendardo che hanno legato alla statua di bronzo nella città natale di Marx. I pompieri sono accorsi a spegnere il fuoco e la scultura non è stata danneggiata.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10515" alt="Karl-Marx-1" src="/files/2018/05/Karl-Marx-1.jpg" width="580" height="330" />La statua inaugurata giorni fa nella città tedesca di Treviri con motivo del bicentenario della nascita del filosofo tedesco Karl Marx è stata oggi oggetto di un attacco piromane, ha comunicato la Polizia.</strong></p>
<p>Sconosciuti hanno dato fuoco in ore dell&#8217;alba ad un stendardo che hanno legato alla statua di bronzo nella città natale di Marx. I pompieri sono accorsi a spegnere il fuoco e la scultura non è stata danneggiata.</p>
<p>La statua è stata inaugurata sabato scorso in mezzo alle proteste. La scultura, elaborata in bronzo e di dimensioni gigantesche -misura 5,50 metri di altezza &#8211; è un regalo della Cina ed è stata collocata in una piazza vicina alla Porta Nigra, una porta monumentale costruita all&#8217;epoca dell&#8217;Impero romano e qualificata come Patrimonio dell&#8217;Umanità dall&#8217;Unesco dal 1986.</p>
<p>La figura rappresenta un Karl Marx con la sua caratteristica barba, vestito con un soprabito e camminando. All&#8217;inaugurazione della statua c’erano più di 200 invitati famosi, tra loro, il viceministro di Informazione del Consiglio Statale della Cina, Guo Weimin.</p>
<p>Un portavoce di Treviri si è dispiaciuto dell&#8217;attacco. “Molte persone hanno manifestato la loro posizione durante la cerimonia di inaugurazione in forma pacifica e rispettosa. È una pena che altri abbiano tentato di causare danno.”</p>
<p>con informazione di DPA</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: El Mundo</p>
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		<title>L&#8217;esempio della Grecia</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 23:19:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo tedesco di Angela Merkel è spietato. Tratta la Grecia come Hitler trattò la Polonia, con sommo disprezzo. I nazisti invasero la Polonia ed ora Merkel agisce con la Grecia come chi asfissia un animale malato. Il paese ha un debito equivalente al 177 percento del suo PIL, e la disoccupazione raggiunge il 25,6% della forza lavoro.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8799" alt="" src="/files/2015/07/bandera-de-grecia.jpg" width="720" height="500" />Il governo tedesco di Angela Merkel è spietato. Tratta la Grecia come Hitler trattò la Polonia, con sommo disprezzo.</strong></p>
<p>I nazisti invasero la Polonia ed ora Merkel agisce con la Grecia come chi asfissia un animale malato. Il paese ha un debito equivalente al 177 percento del suo PIL, e la disoccupazione raggiunge il 25,6% della forza lavoro.</p>
<p>Il mondo è mosso dal denaro. Germania, la Banca Centrale Europea ed il FMI esigono che la Grecia paghi il suo debito estero. Il paese non sa come farlo. È in banca rotta e sotto pressione delle potenze europee. Aumento di imposte, ritaglio delle spese ed una riforma profonda del sistema delle pensioni.</p>
<p>Alexis Tsipras, primo ministro greco, ricorda il fatto che il suo paese è la culla della democrazia. Coerente con le sue radici, decise di consultare il popolo. Accettiamo o no le imposizioni dei creditori? Il paese si inclinò per il NO domenica 5 luglio. Nelle urne il 61% degli elettori votò per il NO.</p>
<p>La consultazione democratica non piacque alla Merkel e molto meno il risultato. Sa che ora deve cercare un&#8217;uscita per evitare il peggio: che la Grecia si ritiri dalla zona dell&#8217;euro, che potrebbe significare il principio della fine dell&#8217;Unione Europea. Niente ostacola che domani il suo esempio sia seguito da altri paesi, come Spagna e Portogallo che stanno con l’acqua alla gola ed accantonati dall&#8217;avidità tedesca.</p>
<p>Fa&#8217; quello che dico e non quello che faccio. Questo adagio riassume l&#8217;atteggiamento tedesco. La Germania non pagò mai i debiti contratti dopo le due Grandi Guerre, dalle quali uscì sconfitta e sconquassata. Per sopravvivere contrasse debiti. E si trasformò nel paese più ricco dell&#8217;Europa.</p>
<p>L&#8217;Accordo di Londra del 1953 annullò più del 60% del debito tedesco. Nel 1945 questo equivaleva oltre al 200% del PIL del paese. Dieci anni dopo scese a meno del 20% del PIL.</p>
<p>La Germania non avrebbe mai ottenuto una tanto significativa riduzione se avesse adottato il sistema che oggi pretende imporre alla Grecia come aggiustamento fiscale.</p>
<p>Merkel si rifiuta di accettare che Grecia, per uscire dal buco, adotti la stessa ricetta che salvò il suo paese: imposte sulle grandi fortune e condono di una parte significativa del debito.</p>
<p>Il governo greco ha chiesto ai suoi creditori di ampliare il programma di aiuti al paese, fatto che permetterebbe alla Grecia di ottenere altri 70 mila milioni di euro ed acquisire le condizioni per pagare il debito di 16 mila milioni col FMI. Ma la sua richiesta è stata respinta.</p>
<p>Ora, nelle negoziazioni di Bruxelles, i greci cercano di ottenere l&#8217;approvazione di una seconda proposta: avere accesso al programma europeo di aiuti, lanciato nel 2012.</p>
<p>Se non si giunge all&#8217;accordo, i greci potrebbero abbandonare l&#8217;euro per ritornare alla dracma e rimanere fuori dall&#8217;Unione Europea. E questo esempio potrebbe essere seguito perfino dall&#8217;Italia, frustrando così il sogno di un’Europa unita&#8230; almeno rispetto all&#8217;uso di una moneta unica.</p>
<p>Se la crisi greca si estende per l&#8217;Europa, della quale dipende il 20% delle esportazioni brasiliane, il Brasile ne soffrirà gli effetti.</p>
<p>di Frei Betto</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Risoluzione dell’ONU sullo spionaggio è stata attenuata da pressioni degli Stati Uniti e degli alleati</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2014 00:52:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una riunione delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che espressa preoccupazione sulla sorveglianza massiva, d’accordo con Democracy Now. La proposta è stata preparata da Germania e Brasile, paesi che, secondo rivelazioni di Edward Snowden, sono stati sottoposti ad intense attività di spionaggio da parte degli Stati Uniti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8272" alt="" src="/files/2014/11/Guilherme-de-Aguiar-Patriota-.jpg" width="580" height="326" />Una riunione delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che espressa preoccupazione sulla sorveglianza massiva, d’accordo con Democracy Now.</strong></p>
<p>La proposta è stata preparata da Germania e Brasile, paesi che, secondo rivelazioni di Edward Snowden, sono stati sottoposti ad intense attività di spionaggio da parte degli Stati Uniti.</p>
<p>Tuttavia il carattere della proposta è stato attenuato dopo pressioni ricevute dagli Stati Uniti, Gran Bretegna ed altri alleati. Si è posto enfasi nella natura invasiva della raccolta di metadati, ossia, dettagli come i numeri telefonici di una chiamata e la durata di questa.</p>
<p>L’ambasciatore del Brasile all’ONU ha manifestato che la misura avrebbe dovuto essere più rigida.</p>
<p>L’ambasciatore Guilherme de Aguiar Patriota ha affermato:</p>
<p>“Ci fa piacere sapere che si è raggiunto un consenso, ma è importante ricordare i compromessi che si sono presi per giungere a questo risultato. I riferimenti ai principi di necessità e proporzionalità non sono stati enunciati con l’enfasi necessario. I programmi di sorveglianza e qualsiasi attività che comporti una minaccia per i diritti umani devono essere necessari e proporzionali all’ottenimento di scopi legittimi. Dato che alcuni membri non si sono conformati a una posizione per riconoscere questi principi basici di diritto internazionale, non abbiamo potuto confermarli nei termini più stringenti”.</p>
<p>preso da Democracy Now!</p>
<p>traduzione di Vincenzo Basile</p>
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		<title>L’economia mondiale potrebbe essere sull’orlo di un’altra Grande Depressione</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 00:45:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’economia mondiale è a rischio di una depressione prolungata marcata dall’alto livello di disoccupazione e peggiori condizioni economiche nei prossimi decenni, a causa del ritardo economico dell’Asia e della stagnazione dell’Europa. Il Giappone ha dichiarato recentemente che sarebbe entrato nella sua quarta recessione in sei anni, nonostante gli sforzi del primo ministro Shinzo Abe di stimolare la crescita economica.
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8237" alt="" src="/files/2014/11/Economía-mundial-puede-estar-al-borde-de-otra-Gran-Depresión.jpg" width="580" height="330" />L’economia mondiale è a rischio di una depressione prolungata marcata dall’alto livello di disoccupazione e peggiori condizioni economiche nei prossimi decenni, a causa del ritardo economico dell’Asia e della stagnazione dell’Europa.</strong></p>
<p>Il Giappone ha dichiarato recentemente che sarebbe entrato nella sua quarta recessione in sei anni, nonostante gli sforzi del primo ministro Shinzo Abe di stimolare la crescita economica.</p>
<p>Nel frattempo, il primo ministro britannico David Cameron ha avvertito che l’economia mondiale possibilmente si sta dirigendo verso un nuovo disastro.</p>
<p>“Sei anni dopo la crisi finanziaria che ha portato il mondo sull’orlo del disastro, le luci rosse di avvertimento lampeggiano nuovamente per l’economia mondiale”, ha scritto Cameron.</p>
<p>Due delle potenze economiche più forti del mondo, Europa e Giappone, stanno cercando di rafforzare la crescita economica mondiale, però tuttavia le loro economie sembrano peggiorare.</p>
<p>Con un tasso di disoccupazione dell’11,5 per cento, la zona euro sta sperimentando delle condizioni economiche alle quali alcuni esperti fanno riferimento come “l’eco della Grande Depressione”.</p>
<p>I mercati emergenti, che hanno aiutato la ripresa economica dopo la crisi finanziaria del 2008, ugualmente stanno riducendo il loro livello di crescita.</p>
<p>L’economia degli Stati Uniti sta crescendo a un ritmo del 3 per cento annuale. Tuttavia, gli esperti dicono che le esportazioni, che rappresentano il 13 per cento dell’economia degli USA, si sono ridotte.</p>
<p>La debolezza economica dei suoi compratori peggiorerà la situazione degli Stati Uniti, ritengono alcuni economisti.</p>
<p>Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, ha avvertito circa la depressione economica in Europa che provocherà una bassa inflazione, alti tassi di disoccupazione e indebitamento.</p>
<p>Il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha dichiarato: “Il 2015 deve essere l’anno in cui tutti gli attori della zona euro (i Governi e le istituzioni europee) decidano una strategia comune coerente per porre nuovamente le nostre economie in marcia”.</p>
<p>I leader d’Europa e degli Stati Uniti hanno sollecitato le autorità tedesche a dare impulso all’economia, dato che è la maggiore potenza economica europea, ma in Germania continuano ad insistere che altri paesi dell’eurozona devono prima di tutto ristrutturare le loro economie.</p>
<p>preso da Russia Today</p>
<p>traduzione di Vincenzo Basile</p>
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		<title>Gli Stati Uniti hanno pagato milioni di dollari in previdenza sociale a nazisti ed a guardie della SS</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2014 23:26:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Decine di sospetti di essere criminali di guerra nazisti e guardie delle SS hanno guadagnato milioni di dollari provenienti della previdenza sociale degli Stati Uniti, dopo essere stati espulsi dal paese, ha rivelato una recente investigazione di The Associated Press (AP). I pagamenti, finanziati dai contribuenti statunitensi, sono fluiti attraverso una breccia che ha dato al Dipartimento di Giustizia federale la forza necessaria per persuadere i sospetti di nazismo affinché abbandonassero gli Stati Uniti. Se lo facevano, o semplicemente fuggivano prima di essere deportati, potevano mantenere le loro prestazioni della previdenza sociale, come dimostrano alcuni registri interni del Governo Federale degli Stati Uniti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8175" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8175" alt="Jakob Denzinger" src="/files/2014/10/Jakob-Denzinger-.jpg" width="580" height="870" /><p class="wp-caption-text">Jakob Denzinger</p></div>
<p><strong>Decine di sospetti di essere criminali di guerra nazisti e guardie delle SS hanno guadagnato milioni di dollari provenienti della previdenza sociale degli Stati Uniti, dopo essere stati espulsi dal paese, ha rivelato una recente investigazione di The Associated Press (AP). </strong></p>
<p>I pagamenti, finanziati dai contribuenti statunitensi, sono fluiti attraverso una breccia che ha dato al Dipartimento di Giustizia federale la forza necessaria per persuadere i sospetti di nazismo affinché abbandonassero gli Stati Uniti. Se lo facevano, o semplicemente fuggivano prima di essere deportati, potevano mantenere le loro prestazioni della previdenza sociale, come dimostrano alcuni registri interni del Governo Federale degli Stati Uniti.</p>
<p>Tra quelli che hanno ricevuto queste prestazioni c’erano soldati che sorvegliavano i numerosi campi di concentrazione dove hanno sterminato milioni di ebrei; uno scienziato che ha usato lavoratori schiavi per fare avanzare le sue investigazioni nel Terzo Reich ed un collaboratore nazista che ha coordinato l&#8217;arresto ed esecuzione di migliaia di ebrei in Polonia.</p>
<p>In questo momento rimangono vivi almeno quattro beneficiari, tra loro Martin Hartmann, ex guardia delle SS nel campo di concentrazione Sachsenhausen in Germania, e Jakob Denzinger, che pattugliava i terreni del campo di concentrazione di Auschwitz in Polonia.</p>
<p>Hartmann si è trasferito prima a Berlino nel 2007 dall&#8217;Arizona, prima che gli ritirassero la cittadinanza statunitense. Denzinger è fuggito in Germania dall&#8217;Ohio nel 1989, dopo aver saputo che avevano incominciato i procedimenti per ritirargli la cittadinanza statunitense. Ben presto è andato in Croazia ed ora vive in uno spazioso appartamento sulla sponda destra del fiume Drava a Osijek. Denzinger si è rifiutato di discutere la sua situazione con un reporter dell&#8217;AP; il figlio di Denzinger, che vive negli Stati Uniti, ha confermato che suo padre riceve pagamenti dalla previdenza sociale ed ha affermato che se lo merita.</p>
<p>L&#8217;accordo ha permesso all&#8217;Ufficio di Investigazioni Speciali (OSI), l&#8217;unità del Dipartimento di Giustizia che si dedicava a cercare i nazisti, a far finta di niente per i prolungati procedimenti di deportazione e per aumentare la quantità di nazisti sloggiati dal paese.</p>
<p>Ma registri interni del Governo ottenuti dall&#8217;AP rivelano le forti obiezioni del Dipartimento di Stato alle pratiche dell&#8217;OSI. I benefici della previdenza sociale si sono trasformati in strumenti, hanno detto i funzionari diplomatici statunitensi, per assicurare accordi con i sospetti di essere nazisti che accettavano la perdita della cittadinanza ed abbandonavano volontariamente il paese.</p>
<p>“È assolutamente indignante che criminali di guerra nazisti continuino a ricevere benefici dalla previdenza sociale quando sono stati espulsi del nostro paese da molti anni”, ha detto la rappresentante federale Carolyn Maloney, di New York, la democratica con più potere nella Commissione di Supervisione e Riforma del Governo della Camera dei Rappresentanti, che ha aggiunto che stava decidendo di presentare un disegno di legge per chiudere questa breccia.</p>
<p>Efraim Zuroff, il capo caccia-nazisti nel Centro Simon Wiesenthal a Gerusalemme, ha detto che appoggerà questi sforzi per chiudere lo spiraglio.</p>
<p>“Se è possibile, si dovrebbe fare”, ha affermato ieri in un&#8217;intervista.</p>
<p>L&#8217;analisi dell&#8217;AP ha concluso che dal 1979 almeno 38 di 66 sospetti sloggiati del paese hanno mantenuto le loro prestazioni della previdenza sociale.</p>
<p>Preso da Diario</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Multa alla banca BNP Paribas provoca reazioni tra gli imprenditori tedeschi</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2014 22:51:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente della Federazione dell'Industria Tedesca (BDI), Ulrich Grillo, ha accusato gli Stati Uniti di “asfissiare” le banche tedesche e francesi con multe ingiustificate per realizzare operazioni finanziarie con paesi contro i quali Washington ha imposto sanzioni unilaterali, tra loro Cuba ed Iran.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7954" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7954" alt="Ulrich Grillo" src="/files/2014/07/Ulrich-Grillo.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Ulrich Grillo</p></div>
<p><strong>Il presidente della Federazione dell&#8217;Industria Tedesca (BDI), Ulrich Grillo, ha accusato gli Stati Uniti di “asfissiare” le banche tedesche e francesi con multe ingiustificate per realizzare operazioni finanziarie con paesi contro i quali Washington ha imposto sanzioni unilaterali, tra loro Cuba ed Iran.  </strong></p>
<p>Secondo Grillo, la politica del Dipartimento del Tesoro e di altre organizzazioni nordamericane si contraddice col principio della libera concorrenza, un concetto del quale normalmente si ostenta molto negli Stati Uniti, e dà importanti preferenze a banche e ditte nazionali rispetto ai suoi rivali stranieri.</p>
<p>“Non possiamo tollerare la situazione dove gli Stati Uniti debilitano il sistema finanziario europeo per impadronirsi poi di qualsiasi banca o ditta europea”, ha denunciato il responsabile della BDI in un&#8217;intervista con vari mass media tedeschi e francesi.</p>
<p>Pierre Gattaz, presidente del Movimento degli Imprenditori della Francia, si è sommato alla protesta dell&#8217;omologo tedesco.</p>
<p>Le proteste di Grillo contro il Dipartimento del Tesoro subentrano dopo che l&#8217;entità statunitense ha aperto un&#8217;investigazione contro Commerzbank, una delle maggiori banche della Germania, accusata dagli Stati Uniti di realizzare operazioni con i paesi della “lista nera.”</p>
<p>da Contrainjerencia</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Monika Ertl: la donna che giustiziò l&#8217;uomo che tagliò le mani al Che</title>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2014 01:07:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella milizia guevarista c'era una donna che si faceva chiamare Imilla, il cui significato in lingua quechua ed aymara è Niña o giovane indigena. il suo nome di battesimo: Monica (Monika) Ertl. Tedesca di nascita, che aveva realizzato un viaggio di undici mila chilometri dalla Bolivia persa, con l'unico proposito di giustiziare un uomo, il personaggio più odiato dalla sinistra mondiale: Roberto Quintanilla Pereira.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7843" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7843" alt="Monica Ertl" src="/files/2014/05/Mónica-Ertl1-580x362.jpg" width="580" height="362" /><p class="wp-caption-text">Monica Ertl</p></div>
<p><strong>Ad Amburgo, in Germania, erano le dieci meno venti della mattina del 1° aprile 1971. Una bella ed elegante donna dai profondi occhi color del cielo entra nell&#8217;ufficio del console della Bolivia e, aspetta pazientemente di essere ricevuta.</strong></p>
<p>Mentre fa anticamera, guarda indifferente i quadri che adornano l&#8217;ufficio. Roberto Quintanilla, console boliviano, vestito elegantemente con un abito oscuro di lana, appare nell&#8217;ufficio e saluta, colpito dalla bellezza di quella donna che dice di essere australiana, e che pochi giorni prima gli aveva chiesto un&#8217;intervista.</p>
<p>Per un istante fugace, i due si trovano di fronte, uno all’altra. La vendetta appare incarnata in un viso femminile molto attraente. La donna, di bellezza esuberante, lo guarda fissamente negli occhi e senza dire nulla estrae un pistola e spara tre volte. Non ci fu resistenza, né lotta. Le pallottole hanno centrato il bersaglio. Nella sua fuga, lasciò dietro di sé una parrucca, la sua borsetta, la sua Colt Cobra 38 Special, ed un pezzo di carta dove si leggeva: “Vittoria o morte. ELN”.</p>
<p>Chi era questa audace donna e perché avrebbe assassinato “Toto” Quintanilla?</p>
<p>Nella milizia guevarista c&#8217;era una donna che si faceva chiamare Imilla, il cui significato in lingua quechua ed aymara è Niña o giovane indigena. il suo nome di battesimo: Monica (Monika) Ertl. Tedesca di nascita, che aveva realizzato un viaggio di undici mila chilometri dalla Bolivia persa, con l&#8217;unico proposito di giustiziare un uomo, il personaggio più odiato dalla sinistra mondiale: Roberto Quintanilla Pereira.</p>
<p>Lei, a partire da quello momento, si trasformò nella donna più ricercata del mondo. Accaparrò le facciate dei giornali di tutta l&#8217;America. Ma quali erano le sue ragioni e quali le sue origini?</p>
<p>Ritorniamo al 3 marzo 1950, data in cui Monica era arrivata in Bolivia con Hans Ertl –suo padre–attraverso quello che sarebbe stata conosciuta come la rotta dei topi, cammino che facilitò la fuga di membri del regime nazista verso il Sud-America, terminato il conflitto armato più grande e sanguinante della storia universale: la II Guerra Mondiale.</p>
<p>La storia di Monica si conosce grazie all&#8217;investigazione di Jürgen Schreiber. Quello che io vi presento è appena una piccola parte di questa appassionante storia che include molti sentimenti e personaggi.</p>
<p>Hans Ertl (Germania, 1908-Bolivia, 2000) alpinista, innovatore di tecniche sottomarine, esploratore, scrittore, inventore e materializzatore di sogni, agricoltore, ideologico convertito, cineasta, antropologo ed etnografo affezionato. Molto presto ha raggiunto la notorietà ritraendo i dirigenti del partito nazionalsocialista quando filmava la maestosità, l&#8217;estetica corporale e le destrezze atletiche dei partecipanti nei Giochi Olimpici di Berlino (1936), con la direzione della cineasta Leni Riefenstahl, che glorificò i nazisti.</p>
<p>Tuttavia, ebbe l&#8217;infortunio di essere riconosciuto dalla storia (e la sua posteriore disgrazia), come il fotografo di Adolfo Hitler, benché l&#8217;iconografo ufficiale del Führer sia stato Heinrich Hoffman dello squadrone di difesa. Citano alcune fonti che Hans era assegnato per documentare le zone di azione del reggimento del famoso maresciallo di campo, soprannominato la “Volpe del Deserto” Erwin Rommel, nella sua traversata per Tobruk, in Africa.</p>
<p>Come dato curioso, Hans non appartenne al partito nazista però, malgrado odiasse la guerra, esibiva con orgoglio la giacca progettata da Hugo Boss per l&#8217;esercito tedesco, come simbolo delle sue gesta in altri tempi, ed il suo garbo ariano. Detestava che lo chiamassero “nazista”, non aveva nulla contro di loro, ma neanche contro gli ebrei. Per ironico che sembri fu un&#8217;altra vittima della Schutzstaffel.</p>
<p>Al termine della Seconda Guerra Mondiale, quando il Terzo Reich precipitò, i gerarchi, collaboratori e parenti del regime nazista fuggirono dalla giustizia europea rifugiandosi in diversi paesi, tra cui, quelli del continente americano, col beneplacito dei loro rispettivi governi e l&#8217;appoggio incondizionato degli Stati Uniti. Si dice che era una persona molto pacifica e non aveva nemici, cosicché optò per rimanere in Germania per un periodo, lavorando in assegnazioni minori al suo status, fino a che emigrò con la sua famiglia. Prima di tutto in Cile, nell&#8217;arcipelago australe di Juan Fernandez, “affascinante paradiso perso”, dove realizzò il documentale Robinson (1950), prima di altri progetti.</p>
<p>Dopo un lungo viaggio, Ertl si stabilisce nel 1951 a Chiquitania, a 100 chilometri della città di Santa Cruz. Fino a lì arrivò per stabilirsi nelle prospere e vergini terre come un conquistatore del XV secolo, tra la spessa ed intricata vegetazione brasiliano-boliviana. Una proprietà di 3.000 ettari dove avrebbe costruito con le sue proprie mani e con materia autoctona quella che è stata la sua casa fino ai suoi ultimi giorni; “La Dolorida.”</p>
<p>Il vagabondo della montagna, come era conosciuto dagli esploratori e scientifici, deambulava col suo passato in spalla, nell&#8217;immensa natura con la visione avida di sviscerare e catturare con la sua lente tutto quello percepito nel suo ambiente magico in Bolivia, mentre cominciava una nuova vita accompagnato da sua moglie e le sue figlie. La maggiore si chiamava Monica, aveva 15 anni quando è incominciato l&#8217;esilio e, qui incomincia la sua storia…</p>
<p>Monica aveva vissuto la sua infanzia in mezzo all&#8217;effervescenza dei nazismi della Germania e quando emigrarono in Bolivia imparò l&#8217;arte di suo padre, fatto che le è servito per lavorare poi col documentarista boliviano Jorge Ruiz. Hans realizzò in Bolivia vari film (Paitití e Hito Hito) e trasmise a Monica la passione per la fotografia. Certamente possiamo considerare Monica come una pioniera, la prima donna a realizzare documentari nella storia del cinema.</p>
<p>Monica è cresciuta in un circolo tanto chiuso come razzista, nel quale brillavano tanto suo padre come un altro sinistro personaggio al quale ella si abituò a chiamare affettuosamente “Lo zio Klaus”. Un impresario germanico (pseudonimo di Klaus Barbie (1913-1991) ed ex capo della Gestapo a Lyon, in Francia) meglio conosciuto come il “Macellaio di Lyon.”</p>
<p>Klaus Barbie, cambierebbe il suo cognome per “Altmann” prima di invischiarsi con la famiglia Ertl. Nello stretto circolo di personalità a La Paz, dove questo uomo guadagnò sufficiente fiducia in modo che, lo stesso padre di Monica, è riuscito a fargli ottenere il suo primo impiego in Bolivia come cittadino Ebreo Tedesco, che poi si dedicò ad essere assessore delle dittature sud-americane.</p>
<p>La celebre protagonista di questa storia, si sposò con un altro tedesco a La Paz e visse vicino alle miniere di rame nel nord del Cile ma, dopo dieci anni, il suo matrimonio fallì ed ella si trasformò in una politica attiva che appoggiò cause nobili. Tra le altre cose aiutò a fondare una casa per orfani a La Paz, ora convertito in ospedale.</p>
<p>Visse in un mondo estremo circondata di vecchi lupi torturatori nazisti. Qualunque indizio perturbatore non gli risultava strano. Tuttavia, la morte del guerrigliero argentino Ernesto Che Guevara nella selva boliviana (ottobre del 1967) aveva significato per lei lo spintone finale per i suoi ideali. Monica –secondo sua sorella Beatriz–“adorava il “Che” come se fosse un Dio.”</p>
<p>A causa di questo, la relazione padre e figlia fu difficile per questa combinazione: un fanatismo aderito ad un spirito sovversivo; chissà fattori detonanti che generarono una posizione combattiva, idealistica, perseverante. Suo padre fu il più sorpreso e, con il cuore rotto, la cacciò dalla tenuta. Forse questa sfida produsse in lui una certa metamorfosi ideologica negli anni 60, fino a trasformarlo in un collaboratore e difensore indiretto della Sinistra in Sud-America.</p>
<p>“Monica fu sua figlia favorita, mio padre era molto freddo verso di noi e lei sembrava essere l&#8217;unica che amava. Mio padre nacque come risultato di una violazione, mia nonna non gli mostrò mai affetto e questo lo segnò per sempre. L&#8217;unico affetto che mostrò fu per Monika”, ha detto Beatriz in un&#8217;intervista per la BBC News.</p>
<p>Alla fine degli anni sessanta, tutto cambiò con la morte del Che Guevara, Monica ruppe con le sue radici e diede un drastico cambio per entrare in pieno nella milizia con la Guerriglia di Ñancahuazú, come aveva fatto il suo eroe in vita, per combattere la disuguaglianza sociale.</p>
<p>Monica smise di essere quella ragazza appassionata per la macchina fotografica per convertirsi in “Imilla la rivoluzionaria” rifugiata in un accampamento delle colline boliviane. Man mano che sparivano dalla faccia della Terra la maggior parte dei suoi membri, il suo dolore si trasformò in forza per reclamare giustizia, trasformandosi in una chiave operativa per l&#8217;ELN.</p>
<p>Durante i quattro anni che rimase reclusa nell&#8217;accampamento scrisse a suo padre, solamente una volta all’anno, per dire testualmente; non si preoccupino per me… sto bene. Tristemente, non l’ha potuta vedere mai più; né viva, né morta.</p>
<p>Nel 1971 attraversa l&#8217;Atlantico e torna alla sua Germania natale, ed ad Amburgo uccide personalmente il console boliviano, il colonnello Roberto Quintanilla Pereira, responsabile diretto dell&#8217;oltraggio finale a Guevara: l&#8217;amputazione delle sue mani, dopo la sua fucilazione a La Higuera. Con quella profanazione firmò la sua sentenza di morte e, da allora, la fedele “Imilla” si propose una missione di alto rischio: giurò che avrebbe vendicato il Che Guevara.</p>
<p>Dopo avere compiuto il suo obiettivo cominciò una battuta di caccia che attraversò paesi e mari e che solo trovò la sua fine quando Monica cadde morta nell&#8217;anno 1973, in un&#8217;imboscata che secondo alcune fonti fedeli gli tese il suo traditore “zio” Klaus Barbie.</p>
<p>Dopo la sua morte, Hans Erlt continuò a vivere ed a filmare documentari in Bolivia, dove morì all&#8217;età di 92 anni (anno 2000) nella sua tenuta ora convertita in museo grazie all&#8217;aiuto di alcuni istituzioni della Spagna e della Bolivia. Lì rimane sepolto, accompagnato dalla sua vecchia giacca militare tedesca, la sua fedele compagna degli ultimi anni. Il suo sepolcro rimane tra due pini e terra della sua Bavaria natale. Lui stesso si incaricò di prepararlo e sua figlia Heidi di rendere realtà il suo desiderio. Hans aveva espresso in un&#8217;intervista concessa all&#8217;agenzia Reuters:</p>
<p>“Non voglio ritornare al mio paese. Voglio, perfino da morto, rimanere in questo nuova mia terra”.</p>
<p>In un cimitero di La Paz, si dice che riposano “simbolicamente” i resti di Monica Ertl. In realtà non sono mai stati consegnati a suo padre. I suoi appelli furono ignorati dalle autorità. Questi rimangono in qualche posto sconosciuto del paese boliviano. Giacciono in una fossa comune, senza una croce, senza un nome, senza una benedizione di suo padre.</p>
<p>Così fu la vita di questa donna che in un periodo, secondo la destra fascista di quegli anni, praticava “il comunismo” e per conseguenza “il terrorismo” in Europa. Per alcuni il suo nome rimane inciso nei giardini della memoria come guerrigliera, assassina o chissà terrorista, per altri come una donna coraggiosa, che ha compiuto una missione.</p>
<p>Secondo me, è una parte femminile di una rivoluzione che lottò per le utopie della sua epoca, e che alla luce dei nostri occhi c&#8217;obbliga a riflettere, un&#8217;altra volta su questa frase: “Non sottovaluti mai il valore di una donna.”</p>
<p>di Nina Ramon</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Bruce Springsteen: “non so come le cose funzionino tanto male nel mio paese”</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 23:30:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'astro del rock Bruce Springsteen è arrabbiato con la classe politica negli Stati Uniti, che considera dei falliti, come ha affermato ieri in un'intervista pubblicata in una rivista tedesca. “Sono un padre di famiglia di 62 anni del New Jersey che non comprende come le cose possono funzionare tanto male nel mio paese, l’America. Sono furioso, e molto!”, ha dichiarato il cantante di “Born in the Usa” alla rivista Für Sie.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_4278" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-4278" src="/files/2012/05/Springsteen.jpg" alt="Bruce Springsteen" width="300" height="259" /></strong><p class="wp-caption-text">Bruce Springsteen</p></div>
<p>L&#8217;astro del rock Bruce Springsteen è arrabbiato con la classe politica negli Stati Uniti, che considera dei falliti, come ha affermato ieri in un&#8217;intervista pubblicata in una rivista tedesca. </strong></p>
<p>“Sono un padre di famiglia di 62 anni del New Jersey che non comprende come le cose possono funzionare tanto male nel mio paese, l’America. Sono furioso, e molto!”, ha dichiarato il cantante di “Born in the Usa” alla rivista Für Sie.</p>
<p>Springsteen ha detto inoltre che è già ora di cambiare le cose: le persone negli Stati Uniti devono rimboccarsi le maniche e fare qualcosa contro le operazioni di guerra insensata, la crisi economica e l&#8217;ingiustizia sociale.</p>
<p>Nel suo nuovo album Wrecking Ball, Springsteen esprime la sua rabbia sulla politica e sul mondo finanziario.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cinismo Genocida (Seconda ed ultima parte)</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 23:45:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per dare un’idea del potenziale dell’URSS nei suoi sforzi per mantenere la parità con gli Stati Uniti in questa sfera, basta segnalare che nel 1991, quando avvenne la sua disintegrazione, in Bielorussia erano presenti 81 testate nucleari, in Kazakistan 1.400 ed in Ucraina circa 5.000, che passarono alla Federazione Russa, unico Stato capace di sostenere il loro immenso costo, per poter conservare l’indipendenza.
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per dare un’idea del potenziale dell’URSS nei suoi sforzi per mantenere la parità con gli Stati Uniti in questa sfera, basta segnalare che nel 1991, quando avvenne la sua disintegrazione, in Bielorussia erano presenti 81 testate nucleari, in Kazakistan 1.400 ed in Ucraina circa 5.000, che passarono alla Federazione Russa, unico Stato capace di sostenere il loro immenso costo, per poter conservare l’indipendenza.</p>
<p>In base ai trattati START e SORT sulla riduzione delle armi offensive sottoscritti dalle due grandi potenze nucleari, il loro numero fu ridotto di varie migliaia.</p>
<p>Nel 2010 fu firmato tra le due potenze un nuovo Trattato di questo tipo.</p>
<p>D’allora i maggiori sforzi sono stati dedicati al perfezionamento dei mezzi di direzione, portata, precisione ed inganno della difesa avversaria. Nella sfera militare sono investite cifre immense.</p>
<p>Sono pochissimi coloro che nel mondo, salvo alcuni pensatori e scienziati, che notano ed avvertono che basterebbe l’esplosione di 100 armi nucleari strategiche per mettere fine all’esistenza umana nel pianeta. L’immensa maggioranza avrebbe una fine tanto inesorabile quanto orribile,conseguenza dell’Inverno Nucleare che si verrebbe a creare.</p>
<p>In questo momento il numero di paesi che possiedono armi nucleari ammonta ad otto, cinque di questi sono membri del Consiglio di Sicurezza: Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia e Cina. India e Pakistan hanno acquisito il carattere di paesi possessori di armi nucleari rispettivamente nel 1974 e 1998. I sette menzionati riconoscono questo carattere.</p>
<p>Israele, invece, non ha mai riconosciuto il proprio carattere di paese nucleare. Ciononostante si calcola che possieda tra le 200 e le 500 armi di questo tipo, senza menzionare il fatto che il mondo s’inquieta per i gravi problemi che comporterebbe lo scoppio di una guerra in una regione in cui si produce gran parte dell’energia che muove l’industria e l’agricoltura del pianeta.</p>
<p>È grazie al possesso delle armi di distruzione di massa che Israele ha potuto svolgere in quella regione del Medio Oriente il suo ruolo di strumento dell’imperialismo e del colonialismo.</p>
<p>Non si tratta del diritto legittimo del popolo israelita a vivere e lavorare in pace e libertà, si tratta esattamente del diritto alla libertà ed alla pace degli altri popoli della regione.</p>
<p>Mentre l’Israele creava acceleratamente un arsenale nucleare, nel 1981 attaccò e distrusse il reattore nucleare iracheno di Osirak. Nel 2007 fece esattamente lo stesso con il reattore siriano di Dayr az-Zawr, un fatto di cui l’opinione mondiale stranamente non fu informata. Le Nazioni Unite e l’IAEA conoscevano perfettamente quanto successo. Tali azioni contavano con il sostegno degli Stati Uniti e dell’Alleanza Atlantica.</p>
<p>Non c’è nulla di strano che ore le più alte autorità israeliane proclamino la loro intenzione di fare lo stesso con l’Iran. Quel paese immensamente ricco di petrolio e di gas era stato vittima delle cospirazioni della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, le cui imprese petrolifere saccheggiavano le sue risorse. Le sue forze armate furono rifornite con il più moderno armamento dell’industria bellica degli Stati Uniti.</p>
<p>Lo Scià Reza Pahlevi aspirava inoltre a dotarsi di armi nucleari. Nessuno attaccava i suoi centri di ricerca. La guerra d’Israele era contro i musulmani arabi. Non con quelli iraniani, perché si erano trasformati in un baluardo della NATO che puntava al cuore dell’URSS.</p>
<p>Le masse di quella nazione, profondamente religiose, guidate dall’Ayatollah Khomeini, sfidando il potere di quelle armi, cacciarono lo Scià dal trono e disarmarono uno degli eserciti meglio equipaggiati del mondo senza sparare un colpo.</p>
<p>Per la sua capacità di lotta, il numero di abitanti e l’estensione del paese, un’aggressione nei confronti dell’Iran, non ha comparazione con le avventure belliche d’Israele in Iraq ed in Siria. Inevitabilmente si scatenerebbe una guerra sanguinosa. Di questo non bisogna avere nessun dubbio.</p>
<p>Israele dispone di un elevato numero di armi nucleari e la capacità di farle arrivare in qualsiasi punto d’Europa, Asia, Africa ed Oceania. Mi domando: l’IAEA possiede il diritto morale di sanzionare ed asfissiare un paese che per la propria difesa cerca di fare ciò che Israele ha fatto nel cuore del Medio Oriente?</p>
<p>Penso realmente che nessun paese al mondo deve possedere armi nucleari e che quell’energia dev’essere messa al servizio della specie umana. Senza questo spirito di cooperazione l’umanità si dirige inesorabilmente verso la sua autodistruzione. Tra gli stessi cittadini d’Israele, un popolo senza dubbio laborioso ed intelligente, molti non saranno d’accordo con questa spropositata ed assurda politica che li porta tra l’altro al disastro totale.</p>
<p>Di che cosa si parla oggi nel mondo rispetto alla situazione economica?</p>
<p>Le agenzie d’informazione internazionali informano che “Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ed il suo omologo cinese, Hu Jintao, hanno presentato agende commerciali divergenti […] risaltando le crescenti tensioni tra le due maggiori economie del mondo.”</p>
<p>“Obama ha utilizzato il suo discorso &#8211; afferma Reuters &#8211; per minacciare con sanzioni economiche la Cina, a meno che non inizi a ‘giocare secondo le regole’… “. Tali regole sono senza dubbio gli interessi degli Stati Uniti.</p>
<p>“Obama &#8211; afferma l’agenzia &#8211; è impegnato nella battaglia per la rielezione dell’anno prossimo ed i suoi oppositori repubblicani l’accusano di non essere sufficientemente severo con la Cina.”</p>
<p>Le notizie pubblicate giovedì e venerdì riflettevano molto meglio le realtà che stiamo vivendo.</p>
<p>AP, l’agenzia degli Stati Uniti meglio informata, ha riferito: “Il leader supremo iraniano ha avvertito gli Stati Uniti ed Israele che se il suo arcinemico lancia un attacco militare contro l’Iran, la risposta iraniana sarà energica…”</p>
<p>L’agenzia di stampa germanica ha informato che la Cina ha dichiarato che credeva che il dialogo e la cooperazione fossero, come sempre, l’unica forma per approssimarsi in modo attivo alla risoluzione del problema.</p>
<p>Anche la Russia si è opposta alle misure punitive contro l’Iran.</p>
<p>La Germania ha respinto l’opzione militare, ma si è mostrata sostenitrice di forti sanzioni contro l’Iran.</p>
<p>Il Regno Unito e la Francia sostengono forti ed energiche sanzioni.</p>
<p>La Federazione Russa ha assicurato che farà tutto il possibile per evitare un’operazione militare contro l’Iran e ha criticato il rapporto dell’IAEA.</p>
<p>“‘Un’operazione militare contro l’Iran può comportare gravissime conseguenze e la Russia dovrà fare di tutto per placare gli animi’, ha affermato Kontantín Kosachov, capo del comitato per gli Affari Esteri della Duma” e, secondo EFE, ha criticato “le affermazioni di Stati Uniti, Francia ed Israele sul possibile uso della forza e che il lancio di un’operazione militare contro l’Iran sia sempre più vicino”.</p>
<p>L’editore della rivista statunitense EIR, Edward Spannaus, ha dichiarato che l’attacco contro l’Iran si trasformerà nella III Guerra Mondiale.</p>
<p>Lo stesso Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, dopo essersi recato in visita in Israele alcuni giorni fa, ha riconosciuto che non ha potuto ottenere dal governo israelita l’impegno per consultare prima gli Stati Uniti in caso di un attacco contro l’Iran. A questi estremi si è giunti.</p>
<p>Il Sottosegretario agli Affari Politici e Militari degli Stati Uniti ha brutalmente svelato gli oscuri propositi dell’impero:</p>
<p>“Israele e gli Stati Uniti s’impegneranno nelle manovre unite ‘più importanti’ e ‘di più alto livello’ della storia dell’alleanza, ha dichiarato sabato Andrew Shapiro, Sottosegretario agli Affari Politici e Militari degli Stati Uniti”.</p>
<p>“…[…] parlando al Washington Institute for Near East Policy, Shapiro ha annunciato che parteciperanno alle manovre oltre 5.000 effettivi delle forze armate statunitensi ed israeliane e si simulerà la difesa dei missili balistici israeliani”.</p>
<p>“‘La tecnologia israeliana sta risultando essenziale per migliorare la nostra sicurezza nazionale e proteggere le nostre truppe’, ha aggiunto…”</p>
<p>“Shapiro ha sottolineato il sostegno del Governo di Obama nei confronti d’Israele, nonostante i commenti di venerdì di un alto funzionario statunitense che esprimeva la sua preoccupazione sul fatto che Israele non avrebbe avvisato gli Stati Uniti prima di portare a termine un’azione militare contro le installazioni nucleari iraniane.”</p>
<p>“Il nostro rapporto con la sicurezza d’Israele è più ampio, più profondo e più intenso che mai.”</p>
<p>“‘Sosteniamo Israele perché è nel nostro stesso interesse nazionale’ […] È la pura forza militare d’Israele che dissuade i possibili aggressori ed aiuta ad incoraggiare la pace e la stabilità.”</p>
<p>Oggi 13 novembre, l’ambasciatrice statunitense all’ONU, Susan Rice, ha affermato alla catena televisiva BBC che la possibilità di un intervento militare in Iran non solo non è fuori dall’agenda, ma è un’opzione reale che sta crescendo per colpa del comportamento Iraniano.</p>
<p>Ha sottolineato che l’amministrazione statunitense sta giungendo alla conclusione che sarà necessario terminare con l’attuale regime iraniano per evitare che crei un arsenale nucleare. “Sono una convinta che qui il cambio di regime sia la nostra unica opzione”, ha riconosciuto Rice.</p>
<p>Non è necessaria una parola di più.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2127" src="/files/2011/11/image0011.jpg" alt="" width="353" height="213" /></p>
<p>Fidel Castro Ruz</p>
<p>13 Novembre 2011</p>
<p>8 e 17 p.m.</p>
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