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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; frode elettorale</title>
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		<title>The Washington Post: non c’è stata frode elettorale in Bolivia in ottobre del 2019</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2020 00:00:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[The Washington Post ha pubblicato questo giovedì un'investigazione che conferma che non esistono evidenze di frode nelle elezioni del 20 ottobre 2019 in Bolivia: “La nostra investigazione non ha trovato nessuna ragione per sospettare una frode”. “Come specialisti in integrità elettorale, troviamo che l'evidenza statistica non appoggia la denuncia di frode nelle elezioni di ottobre in Bolivia”, affermano John Curiel e Jack Williams, esperti del Laboratorio di Scienza e Dati Elettorali del Massachusetts Institute of Technology (MIT), nell'articolo apparso nella sezione di politica del quotidiano statunitense.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11354" alt="evo_morales_1-580x326" src="/files/2020/02/evo_morales_1-580x326.jpeg" width="580" height="326" />The Washington Post ha pubblicato questo giovedì un&#8217;investigazione che conferma che non esistono evidenze di frode nelle elezioni del 20 ottobre 2019 in Bolivia: “La nostra investigazione non ha trovato nessuna ragione per sospettare una frode”.</strong></p>
<p>“Come specialisti in integrità elettorale, troviamo che l&#8217;evidenza statistica non appoggia la denuncia di frode nelle elezioni di ottobre in Bolivia”, affermano John Curiel e Jack Williams, esperti del Laboratorio di Scienza e Dati Elettorali del Massachusetts Institute of Technology (MIT), nell&#8217;articolo apparso nella sezione di politica del quotidiano statunitense.</p>
<p>“Considerando tutto, l&#8217;analisi statistica e le conclusioni dell&#8217;OSA sembrano enormemente difettose”, riferisce l&#8217;articolo.<br />
La notizia di quell&#8217;organizzazione, ricorda The Washington Post, è stato il supporto principale per le denunce di frode.</p>
<p>L&#8217;OSA ha parlato di “profonda preoccupazione e sorpresa per il cambiamento drastico e difficile da spiegare nella tendenza dei risultati preliminari”. Ma l&#8217;analisi statistica dietro questa affermazione è problematica.</p>
<p>“Nel momento del fermo nel conteggio, dato che Morales aveva superato la soglia del 40%, la questione chiave è se il suo calcolo di voti era di 10 punti più alto rispetto al suo più vicino competitore. Altrimenti, avrebbe dovuto sostenere un secondo turno contro l&#8217;ex presidente Carlos Mesa.</p>
<p>“I nostri risultati sono stati diretti. Non sembra esserci statisticamente una differenza significativa nel margine prima e dopo il fermo nel conteggio preliminare. Invece, è altamente probabile che Morales avesse sorpassato il margine di 10 punti nel primo turno.</p>
<p>“Come arriviamo lì? La messa a fuoco dell&#8217;OSA si appoggia su ipotesi binarie: che il conteggio ufficioso riflette con esattezza il voto continuamente misurato, e che le preferenze di voto riportate non variano durante il giorno. Se queste ipotesi fossero certe, un cambiamento di tendenza a favore di un partito col passare del tempo allora potrebbe indicare potenzialmente una frode.</p>
<p>“L&#8217;OSA non cita un’investigazione previa su cui dovrebbero basarsi queste ipotesi per reggere. Ci sono ragioni per credere che le preferenze degli elettori e le notifiche sui votanti possono variare nel tempo: aree dove si ammucchiano elettori poveri possono avere file più lunghe e minore capacità per contare e riportare rapidamente il totale dei voti. E questi fattori si possono applicare molto bene in Bolivia, dove ci sono brecce severe nelle infrastruttura e nelle situazioni economiche tra zone urbane e rurali.</p>
<p>La pubblicazione di The Washington Post segnala inoltre l&#8217;assenza di un cambiamento drastico nei risultati prima e dopo la detenzione preliminare del conteggio o nella tendenza del voto che ha sempre favorito Morales.</p>
<p>“Non troviamo nessuna evidenza di queste anomalie”, hanno assicurato Curiel e Williams dopo analizzare i dati sull&#8217;investigazione, che hanno notificato all&#8217;OSA, però senza ricevere risposta.</p>
<p>Le rivelazioni del The Washington Post hanno confermato che la differenza di più del 10% a favore di Morales è legittima e coincide col conteggio preliminare.</p>
<p>Denunciano che ci sono state numerose irregolarità e mancanza di evidenza nella relazione dell&#8217;OSA, e che i dati dimostrano chiaramente che la frode non esiste e che il margine di differenza che ha dato la vittoria ad Evo Morales è corretto.</p>
<p>Curiel e Williams concludono: “La frode elettorale è un problema grave, però basarsi su prove non verificate come segno di frode è una seria minaccia per qualsiasi democrazia”.</p>
<p>Con informazione di The Washington Post</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>foto: Reuters</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Honduras: un popolo mobilitato</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2018 02:24:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Allenza dell'Opposizione contro la Dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[frode elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Honduras]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Orlando Hernandez]]></category>

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		<description><![CDATA[Honduras vive una delle peggiori crisi della sua storia recente, prodotto di una frode elettorale colossale della quale l'Alleanza dell’Opposizione contro la Dittatura assicura di essere stata la vittima. Una crisi che, lontano dal risolversi, si approfondisce ogni giorno di più, lasciando una scia di morti, di feriti e di detenuti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10361" alt="honduras3" src="/files/2018/01/honduras3.jpg" width="580" height="358" />Honduras vive una delle peggiori crisi della sua storia recente, prodotto di una frode elettorale colossale della quale l&#8217;Alleanza dell’Opposizione contro la Dittatura assicura di essere stata la vittima. Una crisi che, lontano dal risolversi, si approfondisce ogni giorno di più, lasciando una scia di morti, di feriti e di detenuti.  </strong></p>
<p>Il prossimo 27 gennaio, l&#8217;attuale presidente Juan Orlando Hernandez prenderà possesso del suo secondo mandato. Secondo la massima autorità elettorale, il mandatario avrebbe vinto col 1,5% (meno di 50 mila voti) contro Salvador Nasralla, candidato dell&#8217;Alleanza dell’Opposizione.</p>
<p>Secondo la principale forza di opposizione, quella che si portò a termine il 26 novembre è stata una colossale frode elettorale, con la quale il presidente Hernandez pretende perpetuarsi nel potere, trascurando la volontà del popolo honduregno.</p>
<p>La denuncia nazionale ed internazionale della frode grossolana è stata accompagnata da una costante mobilitazione sociale che è stata soffocata senza pietà dai corpi di sicurezza dello Stato, in questione dalla Polizia Militare dell&#8217;Ordine Pubblico (PMOP) e dagli stessi militari.</p>
<p>Il Comitato di Familiari dei Detenuti e Scomparsi in Honduras (Cofadeh) segnala nella sua seconda relazione che sono già 30 le persone assassinate in meno di due mesi, più di 200 i feriti e più di mille le persone arrestate.</p>
<p>Questo sabato, a Sabà, Colon, Telmo Villareal, di 72 anni, è stato abbattuto nella cornice della settimana di Sciopero Nazionale #OperacionFueraJOH che precede la presa di possesso presidenziale.</p>
<p>Quello stesso giorno, Edwin Espinal, riconosciuto attivista della Resistenza, è stato catturato da membri incappucciati della PMOP, accusato di multipli delitti ed imprigionato in uno dei centri penali di massima sicurezza in attesa di giudizio.</p>
<p>I primi due giorni di Sciopero Nazionale sono stati di violenza di Stato, con l&#8217;impiego smisurato della forza da parte dei militari, fatto che è stato condannato dall&#8217;Alto Delegato dei diritti umani delle Nazioni Unite e le organizzazioni nazionali dei diritti umani.</p>
<p>I comunicatori e giornalisti che, tutti i giorni, tentano di rompere il cerchio mediatico che circonda la crisi post elettorale in Honduras, sono stati anche vittime di campagne di discredito, inseguimento e persecuzione nelle reti sociali.</p>
<p>Durante la repressione a Villanueva, uscita ad Oriente di Tegucigalpa, Dassaev Aguilar, corrispondente di HispanTV è stato raggiunto da una bomba lacrimogena sparata direttamente contro il suo corpo, soffrendo una lacerazione muscolare nella gamba.</p>
<p>A dispetto della violenza, la gente non ha smesso di uscire a protestare, esigendo che si riconosca l&#8217;ampia vittoria di Salvador Nasralla e l&#8217;Alleanza di Opposizione contro la Dittatura, che insistono che si faccia un auditing forense internazionale al sistema informatico del Tribunale Supremo Elettorale (TSE).</p>
<p>In caso di non ottenerlo, l&#8217;Alleanza chiede aprire una mensa di dialogo con mediatori internazionali che potrebbe decidere la realizzazione di nuove elezioni con un controllo internazionale.</p>
<p>Una soluzione proposta anche dal segretario generale dell&#8217;OSA, Luis Almagro, dopo la pubblicazione della seconda relazione della Missione di Osservazione Elettorale (MOE-OEA) di detta istanza multilaterale che ha considerato la “bassa qualità elettorale” dell’intero processo.</p>
<p>In questa stessa direzione, gli osservatori, dopo avere segnalato una lunga lista di irregolarità, incongruenze e contraddizioni, assicurarono che non è possibile affermare “che i dubbi sullo stesso stiano oggi illustri.”</p>
<p>Il popolo sta nelle strade, resistendo in tutto il paese, sfidando un “presidente” sommamente debole, con un futuro macchiato dalla frode e con scarso riconoscimento internazionale, salvo il governo degli Stati Uniti che vede in Juan Orlando Hernandez come un difensore dei suoi interessi senza scrupoli.</p>
<p>Il popolo e le forze progressiste saranno capaci di approfittare di questa congiuntura?</p>
<p>testo e foto di Giorgio Trucchi</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10362" alt="honduras2" src="/files/2018/01/honduras2.jpg" width="580" height="323" /><img class="alignleft size-full wp-image-10363" alt="honduras1" src="/files/2018/01/honduras1.jpg" width="580" height="338" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
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		<title>In Honduras c&#8217;è una dittatura avallata dagli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 03:14:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Manuel Zelaya, ex presidente honduregno (eletto per il periodo 2006-2010) è stato vittima di un golpe di Stato nel 2009 ed ora è coordinatore dell'Alleanza Oppositrice contro la Dittatura, coalizione elettorale che sostiene il candidato Salvador Nasralla contro il candidato Josè Orlando Hernandez, attuale mandatario, che cerca di essere rieletto per il conservatore Partito Nazionale. Il conteggio finale del Tribunale Supremo Elettorale ha dato la vittoria ad Hernandez con 42,98% dei voti, contro il 41,39% del suo rivale, ma dopo una caduta del sistema informatico del conteggio dei voti ed allegazioni di frode elettorale, Nasralla, appoggiato dai suoi seguaci sulle strade, non ha riconosciuto il risultato ed ha chiesto  di controllare lo scrutinio dei voti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10299" alt="mel-zelaya-salvador-nasrall" src="/files/2017/12/mel-zelaya-salvador-nasrall.jpg" width="580" height="323" />Manuel Zelaya, ex presidente honduregno (eletto per il periodo 2006-2010) è stato vittima di un golpe di Stato nel 2009 ed ora è coordinatore dell&#8217;Alleanza Oppositrice contro la Dittatura, coalizione elettorale che sostiene il candidato Salvador Nasralla contro il candidato Josè Orlando Hernandez, attuale mandatario, che cerca di essere rieletto per il conservatore Partito Nazionale. Il conteggio finale del Tribunale Supremo Elettorale ha dato la vittoria ad Hernandez con 42,98% dei voti, contro il 41,39% del suo rivale, ma dopo una caduta del sistema informatico del conteggio dei voti ed allegazioni di frode elettorale, Nasralla, appoggiato dai suoi seguaci sulle strade, non ha riconosciuto il risultato ed ha chiesto  di controllare lo scrutinio dei voti.  </strong></p>
<p>–Come interpreta quello che è successo in Honduras a causa delle elezioni di domenica 26, la caduta del sistema, le denunce di frode elettorale, le proteste sulle strade ed il coprifuoco?</p>
<p>–Bhè, questo è un assalto al potere identico a quello del 2009, c&#8217;è una continuità del golpe di Stato.</p>
<p>–Il Tribunale Supremo Elettorale (TSE) ha appena annunciato che sì, controlleranno 5100 verbali in più, quelli che sono stati inviati dopo la caduta del sistema informatico. Accettano questo conteggio? Cosa vogliono di più come opposizione?</p>
<p>–Noi stiamo esigendo che si controllino tutti i verbali e tutti i voti perché abbiamo scoperto, con prove, una contaminazione dei server, dei database, delle trasmissioni, dei registri. Tutto è stato inquinato. Allora stiamo chiedendo che si verifichino tutti i verbali, voto per voto. Sì, oltretutto, Honduras è un paese piccolo, e questo si può fare, si può fare in tre giorni, è rapido.</p>
<p>–C&#8217;è un parallelo con quello che lei visse nel 2009 dopo il golpe di Stato?</p>
<p>–Sì, sono gli stessi quelli che stanno governando! Li abbiamo vinti, sconfitti. Il tribunale elettorale, il giorno delle elezioni, domenica 26, ha dichiarato che stavamo vincendo di 5 punti e si erano registrati il 70% dei voti. E dopo scompaiono per tre giorni tutti i server, ed ora ci dicono che stiamo perdendo&#8230;</p>
<p>–C’è stato qualche intervento degli Stati Uniti che avete scoperto o qualche ruolo più diretto in queste elezioni?</p>
<p>–Sì, siamo un paese sotto la dominazione del dollaro. Bisogna dire la verità, qui loro dirigono tutto, questo è certo.</p>
<p>–La coalizione che hanno formato si chiama Alleanza Oppositrice contro la Dittatura. In che senso c’è una dittatura in Honduras?</p>
<p>- Bhè, qui ci sono leggi militari che invadono l&#8217;ambito civile. Hanno abolito le garanzie costituzionali, si è centralizzato il potere, si è abolito il dibattito e la democrazia. Ora io sono deputato ed anche nel Congresso Nazionale ci sono serie limitazioni della democrazia. Allora, gli indici di violenza sono alti, hanno saccheggiato lo Stato. Hanno violato la Costituzione: il presidente non poteva postularsi ad un nuovo mandato e, invece, l’ha fatto ed ora sta vincendo le elezioni con una frode. C&#8217;è qui una dittatura montata ed è avallata da Washington.</p>
<p>–Dopo il golpe del 2009 ci sono stati due governi di destra. Che cosa avrebbe bisogno Honduras per una seguente tappa, per rialzarsi?</p>
<p>–Bhè, la democrazia è la strada, dare alla gente, al popolo, l’opportunità di pensare, di indire referendum. Bisogna arrivare ad una democrazia partecipativa, nella quale il popolo prenda le decisioni. Il governo oramai non funziona, bisogna togliere facoltà ai governi e darla al popolo.</p>
<p>di Fabrizio Lorusso</p>
<p>da La Jornada</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Reprimono gruppi popolari che respingono la frode elettorale in Honduras</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Dec 2017 03:13:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La polizia antisommossa ha represso questo giovedì i simpatizzanti dell'Alleanza dell’Opposizione contro la Dittatura, partito di Salvador Nasralla che sono usciti sulle strade in protesta, perché considerano che Orlando Hernandez ha rubato la vittoria nelle elezioni realizzate domenica scorsa. Mezzi locali hanno denunciato che in mezzo al denso fumo dei gas lacrimogeni, i simpatizzanti di Nasralla, fuggivano e contrattaccavano tirando pietre ai poliziotti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10281" alt="honduras2" src="/files/2017/11/honduras2.jpg" width="580" height="327" />La polizia antisommossa ha represso questo giovedì i simpatizzanti dell&#8217;Alleanza dell’Opposizione contro la Dittatura, partito di Salvador Nasralla che sono usciti sulle strade in protesta, perché considerano che Orlando Hernandez ha rubato la vittoria nelle elezioni realizzate domenica scorsa.  </strong></p>
<p>Mezzi locali hanno denunciato che in mezzo al denso fumo dei gas lacrimogeni, i simpatizzanti di Nasralla, fuggivano e contrattaccavano tirando pietre ai poliziotti.</p>
<p>Le proteste contro la presunta frode elettorale si generano nei paraggi del Tribunale Supremo Elettorale (TSE), dove si controllano i verbali elettorali.</p>
<p>I manifestanti si sono distanziati a pochi metri del luogo, dovuto alla forte repressione della polizia antisommossa; però tuttavia, continuano a reclamare che si rispetti il trionfo di Nasralla e che esca dal potere l’ex presidente Hernandez.</p>
<p>Frode?</p>
<p>Il lento conteggio ha favorito il presidente Juan Orlando Hernandez, del Partito Nazionale (PN, destra), con 42,68% contro il 41,60% di Nasralla, col 90,40% dei verbali scrutati.</p>
<p>Il vantaggio di Hernandez ha creato sospetti tra i leader oppositori dopo che il primo scrutinio dei voti del TSE, l&#8217;alba del lunedì, aveva dato a Nasralla un vantaggio di cinque punti.</p>
<p>Il TSE non ha divulgato i dati fino al pomeriggio del martedì ed in ogni nuova relazione ha continuato a ridurre la differenza tra i due candidati, mentre praticamente la percentuale degli altri sette aspiranti presidenziali non è variata.</p>
<p>I simpatizzanti dell&#8217;Alleanza hanno protestato in circa venti città del paese per quello che considerano un furto delle elezioni da parte di Orlando Hernandez, hanno segnalato i mezzi ufficiali.</p>
<p>con informazioni di TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10282" alt="honduras" src="/files/2017/11/honduras.jpg" width="580" height="385" /><img class="alignleft size-full wp-image-10283" alt="honduras1" src="/files/2017/11/honduras1.jpg" width="580" height="327" /><img class="alignleft size-full wp-image-10284" alt="hondurasmob" src="/files/2017/11/hondurasmob.jpg" width="580" height="290" /><img class="alignleft size-full wp-image-10285" alt="hondurasrepresion" src="/files/2017/11/hondurasrepresion.jpg" width="580" height="387" /><img class="alignleft size-full wp-image-10286" alt="represion-honduras-580x327" src="/files/2017/11/represion-honduras-580x327.jpg" width="580" height="327" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Presentano denuncia contro Uribe ed altri politici per presunta frode nel plebiscito</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/10/07/presentano-denuncia-contro-uribe-ed-altri-politici-per-presunta-frode-nel-plebiscito/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2016 02:19:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[accordo di pace]]></category>
		<category><![CDATA[Alvaro Uribe]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[FARC-EP]]></category>
		<category><![CDATA[frode elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli avvocati Jorge Molano e Elmer Montaña hanno denunciato oggi l'ex presidente colombiano, Alvaro Uribe, ed alcuni dei membri del suo partito per una presunta frode nel plebiscito di domenica scorsa, nel quale è stato respinto l'accordo di pace tra il governo e le FARC.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9540" alt="Álvaro-Uribe-580x384" src="/files/2016/10/Álvaro-Uribe-580x384.jpg" width="580" height="384" />Gli avvocati Jorge Molano e Elmer Montaña hanno denunciato oggi l&#8217;ex presidente colombiano, Alvaro Uribe, ed alcuni dei membri del suo partito per una presunta frode nel plebiscito di domenica scorsa, nel quale è stato respinto l&#8217;accordo di pace tra il governo e le FARC.  </strong></p>
<p>Questi giuristi hanno presentato come prova presso la Corte Suprema di Giustizia alcune rivelazioni polemiche dell&#8217;ex senatore Juan Carlos Velez sulla forma in cui si è svolta la campagna per promuovere il “NO” nel plebiscito.</p>
<p>Velez, che è stato direttore della campagna del Centro Democratico, il partito di destra radicale che dirige Uribe, ammise in un&#8217;intervista che la strategia dei difensori del rifiuto del patto con le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) si basò su tergiversazioni e nel fomentare l&#8217;indignazione.</p>
<p>“Le affermazioni fatte dal direttore della campagna del Centro Democratico che hanno detto menzogne all&#8217;elettore evidenzia che c’è stata una frode”, assicurò Molano.</p>
<p>Il giurista aggregò che Uribe sarebbe incluso nella frode a giudicare da un messaggio che scrisse in Twitter dopo le dichiarazioni del suo direttore di campagna.</p>
<p>“Il Twitter che ha inviato il senatore Alvaro Uribe dove fa un appello alla prudenza ed ad occultare le comunicazioni all&#8217;interno del partito permette di concludere che conosceva queste manovre fraudolente”, disse l&#8217;avvocato.</p>
<p>Secondo Molano, il Centro Democratico ha fatto “una campagna sistematica di menzogne, di inganni, per generare paura, timori ed incertezza nei colombiani, che hanno ottenuto che si portasse a termine la frode che si commise.”</p>
<p>Da parte sua, l&#8217;avvocato Montaña elevò la denuncia penale non solo contro Uribe, ma anche contro altri dirigenti del Centro Democratico come Paloma Valencia, Maria Fernanda Cabal, Josè Obdulio Gaviria ed Alfredo Ranger, che parteciparono nella campagna a favore del “NO.”</p>
<p>In dichiarazioni al quotidiano “La Repubblica”, Velez ha detto che la campagna contro l&#8217;accordo di pace “è stata la più economica ed effettiva della storia”, rivelò i nomi delle aziende che la finanziarono ed ammise che né gli stessi promotori del “NO” si aspettavano la vittoria.</p>
<p>Secondo Velez, la strategia ha incluso un forte uso delle reti sociali per non spiegare il contenuto reale degli accordi ed invece di ciò fomentare l&#8217;indignazione.</p>
<p>“Alcuni strateghi panamensi e brasiliani ci dissero che la strategia era smettere di spiegare gli accordi per centrare il messaggio sull&#8217;indignazione”, ha detto Velez.</p>
<p>Interrogato su quale è stato il messaggio che diffuse la campagna per il “NO”, Velez rispose: “L&#8217;indignazione. Stavamo cercando che la gente uscisse a votare arrabbiata”.</p>
<p>Inoltre, il politico ha ammesso che la campagna che diresse incorse in tergiversazioni dell&#8217;accordo di pace.</p>
<p>“La Repubblica” gli domandò: “Perché tergiversarono messaggi per fare campagna?”, e Velez rispose: “abbiamo fatto la stessa cosa che fecero quelli del ‘SI&#8217;.”</p>
<p>Velez disse che i promotori del “NO” usarono al massimo le reti sociali, fatto che facilitò la propagazione di messaggi contro l&#8217;accordo che cercava mettere punto finale a 52 anni di confronto armato ed ora è sospeso per il risultato del plebiscito.</p>
<p>Il politico, che ha presentato le sue dimissioni ai dirigenti del Centro Democratico per le sue dichiarazioni, ha raccontato che la campagna nella radio si realizzò in funzione degli strati socioeconomici. Nel caso delle classi più depresse, la campagna mirava a diffondere che il Governo avesse piani per eliminare i sussidi per finanziare il post-conflitto.</p>
<p>Le rivelazioni di Velez non sono piaciute ai dirigenti del Centro Democratico che assicurano che dal un principio si sono opposti all&#8217;accordo di pace “esponendo argomenti.”</p>
<p>Uribe scrisse un messaggio in Twitter nel quale segnalò: “Ci danneggiano i compagni che non si preoccupano delle comunicazioni.”</p>
<p>L&#8217;accordo di pace tra il governo e le FARC, negoziato durante quasi quattro anni in Cuba, è stato respinto nel plebiscito col 50,21% dei voti, di fronte ad un 49,78% che si pronunciò a favore della sua implementazione.</p>
<p>La campagna a favore della vidimazione dell&#8217;accordo con le FARC ha segnalato che gli oppositori diffusero “falsità.”</p>
<p>Alcune di queste affermazioni indicavano che i guerriglieri avrebbero ricevuto grandi somme di denaro, mentre nelle classi popolari circolava la diceria che se si votava per il “SI” le FARC sarebbero arrivate al potere col loro massimo leader, Timoleon Jimenez, come presidente.</p>
<p>Membri di chiese cristiane hanno segnalato che il giorno anteriore al plebiscito vari pastori chiesero nelle loro funzioni che si votasse per il “NO”, perché l&#8217;accordo promuoveva le relazioni omosessuali, perché in un punto del patto si diceva che si deve rispettare la diversità sessuale e che non devono essere tollerati gli attacchi contro la comunità LGTBI.</p>
<p>Con informazioni di DPA</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Honduras: frode elettorale?</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Nov 2013 01:38:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Tribunale Superiore Elettorale (TSE) dell’Honduras è stato scavalcato dalle rivendicazioni di trionfo espresse dagli aspiranti principali nell'elezione presidenziale realizzata domenica scorsa: il conservatore Juan Hernandez, del Partito Nazionale, e la candidata del gruppo progressista Libertà e Rifondazione (Libre), Xiomara Castro. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7333" src="/files/2013/11/elecciones-Honduras.jpg" alt="" width="300" height="250" />Il Tribunale Superiore Elettorale (TSE) dell’Honduras è stato scavalcato dalle rivendicazioni di trionfo espresse dagli aspiranti principali nell&#8217;elezione presidenziale realizzata domenica scorsa: il conservatore Juan Hernandez, del Partito Nazionale, e la candidata del gruppo progressista Libertà e Rifondazione (Libre), Xiomara Castro. </strong></p>
<p>Dopo l&#8217;annuncio ufficiale di supposte tendenze favorevoli al primo, i dirigenti di Libre, diretti dall&#8217;ex mandatario di questo paese Manuel Zelaya, abbattuto da un golpe militare nel giugno del 2009 e sposo della candidata di Libre, hanno denunciato che l&#8217;autorità elettorale cerca di distorcere il senso del verdetto cittadino per mezzo della trasmissione irregolare dei risultati.</p>
<p>Gli oppositori hanno denunciato pratiche dolose, come l&#8217;esclusione di 400 mila suffragi dai risultati preliminari annunciati dal TSE e l&#8217;inclusione maggioritaria di verbali che danno il vantaggio all&#8217;aspirante filo-governativo, 20% dei quali esibisce molte inconsistenze.</p>
<p>Un precedente che deve tenersi in conto è la ripartizione illegale di credenziali per la votazione realizzato dal Partito Nazionale alla vigilia delle elezioni primarie dell&#8217;anno scorso. In quell&#8217;occasione, gli stessi pre-candidati di questa organizzazione si sono lamentati perché Juan Hernandez realizzava questa pratica che è stata documentata quando il Pubblico Ministero ha sequestrato migliaia di documenti di identità in una le casa di campagna del Partito Nazionale.</p>
<p>Per il resto, la denuncia di frode formulata da Libre obbliga a ricordare l&#8217;origine illegittima ed antidemocratica dell&#8217;attuale regime, sorto dal golpe di stato che interruppe la normalità democratica in Honduras, ha espulso dal potere all&#8217;allora presidente costituzionale, Manuel Zelaya, ed ha intrapreso una repressione implacabile contro la Resistenza.</p>
<p>È chiaro, per il resto, che nei comizi celebrati domenica nella nazione centroamericana si sono affrontati due progetti contrapposti di paese: quello della continuità oligarchica ed antidemocratica, rappresentato da Hernandez, e la proposta sociale moderata di Xiomara Castro.</p>
<p>Se l&#8217;oligarchia honduregna è stata capace di intraprendere un golpe –appoggiato dall&#8217;allora segretaria di Stato statunitense Hillary Clinton–pur di mantenere intatti i suoi privilegi ed il suo allineamento incondizionato con Washington, non sembra improbabile che ora abbia optato per la frode elettorale come una maniera di difendere i suoi interessi e la sua permanenza nel potere.</p>
<p>Nelle ore e giorni prossimi sarà possibile sapere se le fazioni oligarchiche sono capaci di mantenere la coesione, se l&#8217;organizzazione politica fondata l&#8217;anno scorso per lo spettro progressista dell’Honduras ha la solidità sufficiente per liberare con successo, mediante le vie giuridiche e le mobilitazioni, la battaglia post-elettorale ed, in caso che la denuncia di frode si consolidi e si comprovi, se la comunità latinoamericana riesca ad impiegarsi all&#8217;altezza delle circostanze ed isolare un regime che ha ratificato la sua illegittimità in molte forme ed in diverse occasioni.</p>
<p>preso da La Jornada</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Movimento #Yo Soy 132 comincia protesta indefinita</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2012 23:56:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il movimento studentesco conosciuto come #Yo Sono 132, ha deciso questo mercoledì di occupare lo spazio in forma indefinita di fronte all'Istituto Federale Elettorale (IFE) per manifestarsi contro i risultati parziali dei comizi messicani, che favoriscono il candidato Enrique Peña Nieto, del Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI).  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5186" src="/files/2012/07/yo-soy-132.jpg" alt="" width="300" height="250" />Il movimento studentesco conosciuto come #Yo Soy 132, ha deciso questo mercoledì di occupare lo spazio in forma indefinita di fronte all&#8217;Istituto Federale Elettorale (IFE) per manifestarsi contro i risultati parziali dei comizi messicani, che favoriscono il candidato Enrique Peña Nieto, del Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI). </strong></p>
<p>Intorno all&#8217;IFE c’è una forte presenza di agenti dell&#8217;ordine, frattanto i gruppi di giovani lanciano consegne ed inalberano striscioni con iscrizioni come “il Messico votò, Peña non ha vinto”, “Messico svegliati. Non al PRI” “#Yo Soy 132. Voto per voto. Casella per casella.”</p>
<p>“Siamo qui attenti e vigilanti al conteggio delle caselle”, ha detto a Prensa Latina Marbelis Suarez, laureata in Psicologia dell&#8217;Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM).</p>
<p>“Televisa e TVAzteca possono manipolare quello che vogliono e sei anni fa dissero al paese ‘questo sarà il tuo presidente &#8216; e lì hanno messo Felipe Calderon”, segnalò Juan Carlos Sanchez, della facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell&#8217;UNAM.</p>
<p>Ma è che nel 2012 la gente non accetta l&#8217;imposizione, affermò Sanchez, che assicurò che durante la giornata elettorale di domenica “ci sono stati dei trascinatori, comprarono voti, minacciarono la gente. Questo è successo.”</p>
<p>Mentre, il candidato del PRI, in un&#8217;intervista alla BBC pubblicata questo mercoledì sottolineò la sua sicurezza in che “il PRI non comprò nessun voto.”</p>
<p>I risultati preliminari delle elezioni favorirono Peña Nieto col 38,15% dei suffragi, seguito da Andres Manuel Lopez Obrador, del Movimento Progressista, col 31,64%.</p>
<p>Lopez Obrador espresse che non fisserà la sua posizione rispetto ai comizi fino a tanto non si pubblichino i risultati del conteggio finale ed inoltre ha reiterato che il processo elettorale è stato piagato di irregolarità.</p>
<p>Dei più di 134 mila pacchetti dell&#8217;elezione per il Presidente della Repubblica si farà uno scrutinio voto per voto del 54, 5%, cioè, circa 78 mille 012, indicò l&#8217;IFE.</p>
<p>Secondo la legge, potranno riaprirsi i pacchetti quando ci siano errori ed inconsistenze evidenti nei distinti elementi dei verbali e quando il numero di voti nulli sia maggiore alla differenza tra i candidati ubicati nel primo e nel secondo posto in votazione.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Lopez Obrador annuncia che impugnerà il risultato delle elezioni in Messico</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jul 2012 22:55:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il candidato presidenziale per il Partito della Rivoluzione Democratica (PRD), Andres Manuel Lopez Obrador, annunciò che non accetterà i risultati annunciati dall'Istituto Federale Elettorale (IFE) del Messico che danno come vincitore ad Enrique Peña Nieto, del Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI), come Presidente di questo paese e denunciò irregolarità nel processo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_5165" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-5165" src="/files/2012/07/LopezObrador.jpg" alt="Andres Manuel Lopez Obrador" width="300" height="223" /></strong><p class="wp-caption-text">Andres Manuel Lopez Obrador</p></div>
<p>Il candidato presidenziale per il Partito della Rivoluzione Democratica (PRD), Andres Manuel Lopez Obrador, annunciò che non accetterà i risultati annunciati dall&#8217;Istituto Federale Elettorale (IFE) del Messico che danno come vincitore ad Enrique Peña Nieto, del Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI), come Presidente di questo paese e denunciò irregolarità nel processo. </strong></p>
<p>“Non posso rispettare nessun risultato fino a quando non avrò la piena certezza che sia stato rispettato il voto dei cittadini”, ha detto il candidato in una conferenza stampa.</p>
<p>Espose che il processo è stato “piagato con irregolarità” ed in conseguenza si trova reclamando le evidenze necessarie, per procedere ad impugnare i comizi ed esigere un nuovo conteggio dei voti.</p>
<p>Quando gli hanno chiesto se ha intenzione di impugnare le elezioni, il candidato ha risposto che “Sì, impugneremo le elezioni.”</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Honduras: minacciano di dimostrare che le ultime elezioni del 2009 sono state una colossale frode</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 22:38:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ida Garberi]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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		<description><![CDATA[“Un giorno di questi incominceremo a raccontare la realtà su come furono le elezioni del 2009 e diremo con trasparenza cosa effettivamente è successo”, sono state le dichiarazioni dell'ex candidato presidenziale del Partito Liberale, Elvin Santos, che insinuò che ci sono state irregolarità nelle ultime elezioni generali.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_2440" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2440" src="/files/2011/12/Honduras-elezioni.jpg" alt="clima elettorale in Honduras nel 2009" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">clima elettorale in Honduras nel 2009</p></div>
<p>“Un giorno di questi incominceremo a raccontare la realtà su come furono le elezioni del 2009 e diremo con trasparenza cosa effettivamente è successo”, sono state le dichiarazioni dell&#8217;ex candidato presidenziale del Partito Liberale, Elvin Santos, che insinuò che ci sono state irregolarità nelle ultime elezioni generali. </strong></p>
<p>Queste espressioni non furono prese sul serio dal presidente del Tribunale Supremo Elettorale, Enrique Ortez Sequeira, che -in tono giocoso – ha detto che se Santos deve raccontare un segreto, “io so degli altri segreti e, se si tenta di incontrare segreti, raccontiamo tutti i segreti”. E continuò: “Quando lui racconterà il primo, io in seguito racconterò il secondo.”</p>
<p>Ortez Sequeira non approfondì su questi segreti, ma voci di corridoio dicono che ha fatto allusione alla forma in cui Santos è stata iscritto dopo una lunga polemica col presidente del Congresso Nazionale, Roberto Micheletti, che era il suo concorrente nelle primarie a quell’epoca.</p>
<p>Santos accorse alle elezioni primarie utilizzando il nome del suo compagno di formula, Mauricio Villeda.</p>
<p>Dopo aver vinto il processo, il Congresso ordinò al TSE di iscrivere Santos.</p>
<p>Il magistrato del TSE, David Matamoros, ha detto: “Una persona che aspira alla presidenza della Repubblica non può lasciare temi nell&#8217;aria; deve formalizzare la denuncia”, in caso che esista.</p>
<p>“Il Tribunale afferma in modo tassativo al popolo honduregno ed al mondo intero che le elezioni furono trasparenti e legittime.”</p>
<p>Ma come possiamo credere a questo tribunale che ha il coraggio di dichiarare tutto il contrario sulla realtà sulle elezioni del 2009?</p>
<p>Il cinico funzionario Matamoros ha avuto il coraggio di aggiungere che “ci dispiace che si cerchino argomenti di tipo politico per delegittimare un processo dove accorse in massa il popolo honduregno e sono state le elezioni meno violente, le meno impugnate; il Presidente è stato eletto per la maggiore quantità di voti della storia.”</p>
<p>Peccato che i funzionari si stanno dimenticando che la partecipazione reale è stata solo del 22% del popolo honduregno, cha hanno avuto la più grande astensione della storia di Honduras, che i militari e la polizia hanno minacciato violentemente i cittadini ed in più di un’occasione li hanno costretti a votare con la forza, perpetrando anche perquisizioni e detenzioni illegali.</p>
<p>Quando succedono queste cose in Honduras, vale riflettere se, in realtà, esiste uno Stato dell’Honduras………</p>
<p>Ida Garberi</p>
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