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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Frei Betto</title>
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		<title>Frei Betto su Fidel Castro: ringrazio Dio per questa amicizia</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2020 01:33:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa intervista a Frei Betto, teologo ed intellettuale brasiliano, è stata realizzata per il documentario “El Fidel que yo conocí”, una produzione degli Studi Mundo Latino, che si trasmetterà per la prima volta il prossimo 13 agosto nello spazio Mensa Redonda della Televisione Cubana.  
“Fidel è sempre stato un idolo per me…quando trionfò la Rivoluzione Cubana io avevo 15 anni, mi piacevano molto tutti ‘los barbudos’ della Sierra Maestra, seguii molto da vicino tutto quello che succedeva perché partecipavo già in movimenti che avevano tendenza di sinistra ed avevo anche una visione antimperialista”.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11707" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11707" alt="Fidel Castro con Frei Betto" src="/files/2020/08/117287824_321290245901422_4861956764225068934_n-580x415.jpg" width="580" height="415" /><p class="wp-caption-text">Fidel Castro con Frei Betto</p></div>
<p><strong>Questa intervista a Frei Betto, teologo ed intellettuale brasiliano, è stata realizzata per il documentario “El Fidel que yo conocí”, una produzione degli Studi Mundo Latino, che si trasmetterà per la prima volta il prossimo 13 agosto nello spazio Mensa Redonda della Televisione Cubana.  </strong></p>
<p>“Fidel è sempre stato un idolo per me…quando trionfò la Rivoluzione Cubana io avevo 15 anni, mi piacevano molto tutti ‘los barbudos’ della Sierra Maestra, seguii molto da vicino tutto quello che succedeva perché partecipavo già in movimenti che avevano tendenza di sinistra ed avevo anche una visione antimperialista”.</p>
<p>Quando ero nel carcere avevamo una radio clandestina, in una cella dove c’erano 50 prigionieri, ed in una scatola di dolci ci hanno portato una radio a pile, con batterie, ed ascoltavamo Fidel…mi relazione con Cuba è molto razionale, ma anche molto emozionale, viene dalla mia gioventù, dalla mia ammirazione per Fidel, per il Che e dopo ho incominciato a leggere sulla storia della Rivoluzione Cubana”.</p>
<p>“Fui invitato insieme a Lula (Luis Ignacio Lula dà Silva, ex presidente ed ex sindacalista brasiliano) a partecipare al primo anniversario della Rivoluzione Sandinista il 19 luglio 1980 (lì conobbi Fidel)…ed a partire da quella conversazione, lui mi ha invitato a venire a Cuba per aiutare nell&#8217;avvicinamento tra la Chiesa Cattolica ed il governo cubano, in quel momento le relazioni erano molto tese e tutto durava da più di 10 anni. I vescovi hanno appoggiato il mio lavoro, allora, io venivo tra quattro o cinque volte all&#8217;anno a L&#8217;Avana. In questo periodo, Fidel si è avvicinato a me”.</p>
<p>“Molte persone in Brasile si domandano: e come hai fatto ad essere amico di Fidel? Io rispondo, no, Fidel è il mio amico, molte persone vogliono essere amici di Fidel; ma quello dipende da lui. Ed, effettivamente, a partire da quel lavoro, dall&#8217;intervista del libro ‘Fidel e la religione’, si è creata un&#8217;empatia molto forte. L&#8217;impressione che ho è che Fidel mi trattava con una mescolanza di figlio e contemporaneamente di fratello minore, era un po&#8217; così, strano. Per esempio, molte volte quando io venivo a L&#8217;Avana, lui mi chiamava di pomeriggio perché andassi nel suo ufficio, non per trattare qualche tema, no. Mi diceva: rimani lì, leggi quelle riviste o qualcosa d’altro, io lavoro e dopo usciamo, ci incontreremo con una persona che è in visita a Cuba e voglio presentartelo o andiamo a casa di Chomi (José Miyar Barruecos, segretario del Consiglio di Stato in quel momento), mi trattava come un amico e così rimase per tutta la vita”.</p>
<p>“Io porto nel cuore la presenza viva del Comandante, ho per lui un affetto molto grande. Ogni volta che venivo gli portavo due regali, cioccolatini e libri di astrofisica e cosmologia —avevo già scritto un libro che era stato pubblicato su Cuba, ‘La obra de artista, una visión holística del universo’, in un&#8217;epoca della mia vita mi dedicai a studiare questi temi—ed a Fidel  piacque molto il libro, così cercavo libri su questi temi per regalarglieli e sempre lui poi commentava con me su queste cose”.</p>
<p>“Era un&#8217;amicizia molto fraterna, molto trasparente… Una volta io sentivo che avevo il dovere di fargli una critica e gli dissi: posso farti una critica? E mi rispose: non solamente hai il dovere, hai anche il diritto. Ed a partire da lì, io avevo tutta la libertà di parlare con lui qualsiasi tema per critico e duro che fosse —con il vantaggio che io sono una persona che per la mia situazione di essere un religioso, un frate, non sono diplomatico, né imprenditore, non ho ambizioni di incarichi, funzioni, occupazioni, niente, sono molto felice con la mia maniera di vivere—, ed, allora, anche questo c&#8217;avvicinava molto, perché lui mi ha dato quella libertà ed io mi sentivo molto contento di potere dirgli cose che magari altre persone avevano paura di farlo (bhè, magari lui si allontana da me, non so, cose così…) e questo non è mai successo tra noi, al contrario, credo che per questa sincerità, ci siamo avvicinati ancora di più. Ringrazio Dio per questa amicizia.”</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11708" alt="documentario" src="/files/2020/08/116698520_2725485147553468_9039987765984092575_n.jpg" width="675" height="900" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Assedio</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Aug 2019 00:35:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pensate ai cervelli di Pelé, Neymar, Messi e Cristiano Ronaldo. In millesimi di secondi, le sinapsi dei loro 86.000 milioni di neuroni generano calcoli (di distanza, velocità, potenza del colpo) e abilità, che permettono loro un gioco eccezionale con il pallone, così come manteniamo una conversazione banale senza pensare alle parole che fluiscono nel dialogo.
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11066" alt="assedio-alla-donna" src="/files/2019/08/assedio-alla-donna.jpg" width="580" height="325" />Pensate ai cervelli di Pelé, Neymar, Messi e Cristiano Ronaldo. In millesimi di secondi, le sinapsi dei loro 86.000 milioni di neuroni generano calcoli (di distanza, velocità, potenza del colpo) e abilità, che permettono loro un gioco eccezionale con il pallone, così come manteniamo una conversazione banale senza pensare alle parole che fluiscono nel dialogo.</strong></p>
<p>Il maschilismo ha radici nella struttura cerebrale degli uomini, e il culturale si è trasformato in strutturale. Noi uomini abbiamo molta difficoltà per guardare il mondo con l’ottica delle donne. Molti si giudicano il diritto d’imporre alle donne i loro “piropos”, le ossessioni e le esigenze.</p>
<p>Le parole non sono innocenti. Patrimonio: padre che custodisce i beni. Matrimonio: madre che custodisce la prole.</p>
<p>Vedere la realtà con l’ottica dell’altro è un eccellente esercizio educativo e terapeutico. Quando ero recluso nel Penitenziario del Presidente Venceslau (SP) organizzai un gruppo di teatro con i prigionieri comuni. Nei saggi chiedevo a ognuno di descrivere il delitto che aveva commesso, che in generale era un furto.</p>
<p>Immediatamente si portava in scena la narrazione. L’assassino rappresentava se stesso. Poi s’invertivano i ruoli. L’assassino rappresentava la vittima o la polizia. Questo provocava un corto circuito mentale.</p>
<p>Nel 1968, Jane Elliot, una professoressa di una piccola città dello Iowa (USA), il giorno dopo l’assassinio di Martin Luther King, dimostrò che i suoi alunni avevano pregiudizi, anche se non lo ammettevano.<br />
Dichiarò che i migliori della classe erano quelli con gli occhi chiari e proibì agli altri di bere alla fontanella e di giocare nel cortile. Chiese loro di usare collari da cani, perché quelli con gli occhi chiari li potessero identificare di lontano.</p>
<p>Il neurologo David Eagleman ha intervistato di recente due di quegli alunni, ora adulti . Tutti e due con gli occhi azzurri.<br />
Uno ha ammesso: «Sono stato cattivo con i miei amici. Io ero il nazista perfetto, cercavo i modi d’essere crudele con amici che sino a poche ore prima, o minuti, mi erano molto vicini».</p>
<p>La professoressa il secondo giorno aveva invertito il gioco.</p>
<p>Quelli con gli occhi chiari si sentirono molto male tra le mani degli altri: «I bambini impararono che le verità del mondo non sono fisse e inoltre non sono necessariamente verità. L’esercizio sviluppò in loro la capacità di vedere più al di là delle distorsioni dei programmi politici e di creare le loro proprie opinioni» (Cérebro, uma biografía, Rocco, 2017).</p>
<p>Un uomo che dice piropos a un’estranea è convinto della sua superiorità e della sua impunità. Il mio amico Joel ha detto un piropo pornografico a un’estranea e questa con una presa da lottatrice di Muay Thai, lo ha bloccato e lo ha lasciato solo dopo che lo ha sentito chiedere scusa.</p>
<p>I razzisti, gli omofobici, i bigotti e i macisti impazziscono quando sono vittime di discriminazioni, esclusioni e umiliazioni. Mettersi nei panni dell’altro è la miglior pedagogia per capire la sofferenza estranea e suscitare compassione e solidarietà.</p>
<p>di Frei Betto</p>
<p>traduzione Francesco Monterisi</p>
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		<title>Fidel, esempio di resistenza e speranza</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2018 02:31:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al compiersi due anni dall’assenza fisica del nostro Comandante e mio amico Fidel Castro, il suo esempio di vita ed il suo pensiero sono sempre più attuali e illuminano il nostro futuro. Oggi il mondo e l’America Latina sono seriamente minacciati dai progressi delle forze di destra, il che significa repressione dei movimenti sociali e partiti progressisti, riduzione dello spazio democratico, censura della cultura e dell’arte e, in particolare, soppressione dei diritti conquistati dalla classe lavoratrice ed un aumento della povertà e della miseria che colpiranno milioni di persone escluse.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10745" alt="fidel-castro-banner-580x214" src="/files/2018/11/fidel-castro-banner-580x214.jpg" width="580" height="214" />Al compiersi due anni dall’assenza fisica del nostro Comandante e mio amico Fidel Castro, il suo esempio di vita ed il suo pensiero sono sempre più attuali e illuminano il nostro futuro.</strong></p>
<p>Oggi il mondo e l’America Latina sono seriamente minacciati dai progressi delle forze di destra, il che significa repressione dei movimenti sociali e partiti progressisti, riduzione dello spazio democratico, censura della cultura e dell’arte e, in particolare, soppressione dei diritti conquistati dalla classe lavoratrice ed un aumento della povertà e della miseria che colpiranno milioni di persone escluse.</p>
<p>Un esempio di ciò è la fine del Programma Mas Medicos in Brasile, dopo anni di dedito lavoro di oltre 8 mila medici cubani che lavoravano nel nostro paese, curando le popolazioni più povere e gli abitanti delle aree più remote, come gli indigeni ed i discendenti degli schiavi africani. Dei 5mila comuni brasiliani, 3228 erano assistiti solo da medici cubani, accolti dalla generosità del popolo brasiliano.</p>
<p>Ora il governo fascista di Jair Bolsonaro, che entrerà in carica il 1 gennaio, affronta la sfida di rimpiazzare questi professionisti della salute e di smentire, nella pratica, ciò che, sfortunatamente, sembra essere il prossimo futuro del Brasile: la mancanza di cure ai poveri, lo smantellamento delle politiche sociali, il ritorno del regime militare camuffato da democrazia.</p>
<p>Fortunatamente, si rafforza la resistenza democratica. Ed ispirati da Fidel e dal Che, continueremo a lottare per la libertà del compagno Lula e per una patria sovrana e libera.</p>
<p>di Frei Betto</p>
<p>da Cubadebate, foto e testo</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>Frei Betto: non è necessario vivere negli USA per conoscere le sue viscere</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 00:49:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'imperialismo nordamericano è un mostro che continua allo stesso modo di sempre e non dobbiamo vivere negli Stati Uniti per conoscere le sue viscere perché sappiamo che ha creato un'egemonia ideologica capitalista e neoliberale nel pianeta, riflette Frei Betto. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5182" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-5182" alt="Frei Betto" src="/files/2012/07/frei-betto.jpg" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Frei Betto</p></div>
<p><strong>L&#8217;imperialismo nordamericano è un mostro che continua allo stesso modo di sempre e non dobbiamo vivere negli Stati Uniti per conoscere le sue viscere perché sappiamo che ha creato un&#8217;egemonia ideologica capitalista e neoliberale nel pianeta, riflette Frei Betto.  </strong></p>
<p>L&#8217;affermazione è stata fatta dal domenicano brasiliano, teologo della liberazione, in un&#8217;intervista sostenuta con i giornalisti di Prensa Latina nel Palazzo delle Convenzioni de L&#8217;Avana, dove partecipa alla II Conferenza Internazionale Con tutti e per il bene di tutti, sulla validità del pensiero politico di Josè Martì.</p>
<p>Fu proprio ispirato in quella frase di Martì sull&#8217;espansionismo statunitense, nella lettera incompiuta al suo amico Manuel Mercado, nella quale esprime che “vissi nel mostro e ne conosco le viscere” che Betto mette in allerta sull&#8217;offensiva della destra continentale appoggiata dagli Stati Uniti e sui pericoli che incombono sui processi rivoluzionari.</p>
<p>Il mostro continua lì, ripete, e la prova più forte è stato il crollo dell&#8217;Unione Sovietica e del campo socialista dell&#8217;est, e dobbiamo ancora domandarci come e perché è accaduto.</p>
<p>Betto indica che il pensiero politico martiano è vigente nell&#8217;America di oggi perché &#8220;dalla sua realtà storica disegnò linee universali come il senso di indipendentismo, l&#8217;etica nella politica, la valutazione della spiritualità e l&#8217;antimperialismo&#8221;.</p>
<p>Leggere Martì, segnala, è fare luce sulla realtà di oggi, scoprire una relazione molto complicata perché l&#8217;America Latina è sempre stato un continente sfruttato e colonizzato, prima dalle potenze europee e dopo dagli Stati Uniti.</p>
<p>Frei Betto considera che si è avanzato abbastanza negli ultimi anni, che molti paesi riuscirono a scegliere capi di Stato progressisti, e si sono conquistati connessioni continentali molto importanti come l&#8217;Alba, la Celac, l’Unasur.</p>
<p>Ma ricorda che si commisero errori, e dal punto di vista umano il più forte fu non dare abbastanza potere all&#8217;organizzazione popolare, si abbandonò il lavoro politico e lì entra Martì, perché si preoccupò sempre del tema ideologico.</p>
<p>“Raccomando apprendere la lezione dagli errori”, assicura che non basta che ci sia un gruppo di dirigenti che abbia coscienza rivoluzionaria perché questa deve esistere in ogni individuo, in ogni giovane e che la gente possa avere una buona autostima del socialismo. “Martì sempre ha insistito sulla necessità di questa formazione politica”, ha concluso.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>L&#8217;enciclica verde</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2015/06/22/lenciclica-verde/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2015 23:05:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[In omaggio a San Francesco di Assisi, il papa Francesco ha appena pubblicato un'enciclica olistica, “Lodato sia”, nella quale associa la degradazione ambientale all’aumento della povertà mondiale. Il testo costituisce un appello urgente all'umanità per uscire dalla “spirale dell'autodistruzione.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8727" alt="Papa Francesco" src="/files/2015/06/Papa-Francisco-Bergoglio-580x335.jpg" width="580" height="335" />In omaggio a San Francesco di Assisi, il papa Francesco ha appena pubblicato un&#8217;enciclica olistica, “Lodato sia”, nella quale associa la degradazione ambientale all’aumento della povertà mondiale. Il testo costituisce un appello urgente all&#8217;umanità per uscire dalla “spirale dell&#8217;autodistruzione.”  </strong></p>
<p>Il capo della Chiesa Cattolica condanna l&#8217;attuale modello di sviluppo focalizzato sul consumismo e sull&#8217;ottenimento di lucro immediato. Denuncia “l&#8217;incoerenza di chi lotta contro il traffico di animali in pericolo di estinzione ma rimane assolutamente indifferente davanti al traffico di persone, si disinteressa dei poveri o cerca di distruggere un altro essere umano che non gli piace.”</p>
<p>Salvare il pianeta è salvare i poveri, afferma Francesco. Loro sono le principali vittime delle sequele derivate dalle invasioni di terre indigene, distruzione di selve, inquinamento di fiumi e mari, uso abusivo di agrotossici e di energia fossile.</p>
<p>Il testo ricorda l&#8217;interazione biblica tra l&#8217;essere umano e la natura e fa un mea culpa in quanto al modo come la Chiesa interpretò il mandato divino di “dominare” la Terra. Amplia anche il significato di “non ammazzerai”: “il 20% della popolazione mondiale consuma risorse in una misura tale che rubano alle nazioni povere ed alle generazioni future quello che gli serve per sopravvivere.”</p>
<p>Non ci sono sviluppo sociale né avanzamento scientifico positivi, allerta il papa, senza l’appoggio dell&#8217;etica e della centralità del bene comune in tutto quanto si investiga e si pianifica.</p>
<p>Il combattimento all&#8217;idolatria del mercato è enfatico, affermando che la fame e la miseria non finiranno “semplicemente con la crescita del mercato. Il mercato, per sé stesso, non garantisce lo sviluppo umano integrale né l&#8217;inclusione sociale.”</p>
<p>Oltre a criticare come inutili tutte le riunioni importanti della cupola mondiale sulla questione ambientale, perché i buoni propositi restano sulla carta, Francesco amplia il concetto di ecologia sottolineando “l’ecologia integrale”, “l’ecologia culturale” e “l’ecologia della vita quotidiana.”</p>
<p>Nessuna altra enciclica contiene tanta poesia. Francesco afferma che “tutto l&#8217;Universo materiale è un linguaggio dell&#8217;amore di Dio”. E per la prima volta un&#8217;enciclica stima la contribuzione dell&#8217;opera di Teilhard de Chardin, censurato da Roma in tutta la prima metà del secolo scorso.</p>
<p>di Frei Betto</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: EFE</p>
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		<title>Frei Betto: Fidel si meraviglia della validità di “Fidel e la Religione”</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2015/04/09/frei-betto-fidel-si-meraviglia-della-validita-di-fidel-e-la-religione/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2015 00:54:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
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		<description><![CDATA[Il riconosciuto intellettuale brasiliano Frei Betto ha informato nel programma radiotelevisivo Mesa Redonda che ha sostenuto un incontro animato nel pomeriggio di ieri col leader della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro Ruz. Betto, che ha partecipato lunedì in un atto di commemorazione dei 30 anni della presentazione del suo libro “Fidel e la Religione”, ha commentato che quando arrivò all'incontro con Fidel lui stava rileggendo il testo e gli commentò che si meravigliava della sua validità.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8533" alt="" src="/files/2015/04/frei-betto-y-fidel1.jpg" width="300" height="203" />Il riconosciuto intellettuale brasiliano Frei Betto ha informato nel programma radiotelevisivo Mesa Redonda che ha sostenuto un incontro animato nel pomeriggio di ieri col leader della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro Ruz.  </strong></p>
<p>Betto, che ha partecipato lunedì in un atto di commemorazione dei 30 anni della presentazione del suo libro “Fidel e la Religione”, ha commentato che quando arrivò all&#8217;incontro con Fidel lui stava rileggendo il testo e gli commentò che si meravigliava della sua validità.</p>
<p>“Questo pomeriggio sono stato nella casa del Comandante Fidel Castro, e lo trovai leggendo il libro (…) mi diceva che un giorno magari possiamo aggiornare”, ha dichiarato Betto alla televisione cubana.</p>
<p>Betto ha ricordato l&#8217;impatto di questa intervista con Fidel tre decadi fa, che si è riprodotta in un milione 300 mila esemplari di libri, segnalando che è stato decisivo per togliere la paura ai credenti ed i pregiudizi ai comunisti.</p>
<p>Il teologo brasiliano si è riunito due volte questo anno con Fidel ed un’altra volta ha riconosciuto la lucidità di pensiero del leader cubano e la sua preoccupazione per i grandi problemi del mondo.</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Questione ambientale e sociale</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2012 23:50:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Frei Betto]]></category>
		<category><![CDATA[questione ambientale]]></category>
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		<description><![CDATA[La questione ambientale è anche una questione sociale. Questa conclusione è della Royal Society, la più prestigiosa accademia scientifica del Regno Unito. In due anni di investigazione ha constatato che non basta parlare di preservazione ambientale, di energie rinnovabili e di raffreddamento globale, se non si tocca il tendine di Achille segnalato dal vecchio Marx nel secolo 19: la disuguaglianza sociale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_5182" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-5182" src="/files/2012/07/frei-betto.jpg" alt="Frei Betto" width="300" height="250" /></strong><p class="wp-caption-text">Frei Betto</p></div>
<p>La questione ambientale è anche una questione sociale. Questa conclusione è della Royal Society, la più prestigiosa accademia scientifica del Regno Unito. </strong></p>
<p>In due anni di investigazione ha constatato che non basta parlare di preservazione ambientale, di energie rinnovabili e di raffreddamento globale, se non si tocca il tendine di Achille segnalato dal vecchio Marx nel secolo 19: la disuguaglianza sociale.<br />
I paesi ricchi ed emergenti consumano beni naturali in eccesso, come l’acqua e l’energia. E lo fanno mediante processi estrattivi che non tengono in conto i danni ambientali e gli effetti sulla popolazione locale, come è il caso della costruzione della tenuta de Belo Monte, in Brasile, o dell&#8217;uso dell&#8217;energia nucleare in altri paesi.</p>
<p>A scuola impariamo che il nostro corpo riflette la composizione del pianeta, con un 70% di acqua. Di tutta l&#8217;acqua del mondo solo il 25% è potabile. Il 69% di questa quantità si trova congelato nei poli della Terra, ed il 30% si trova nel sottosuolo (falde acquifere), ancora inaccessibile con la nostra tecnologia attuale. Il resto -140 mila chilometri cubici &#8211; si trovano in laghi, fiumi, etc.</p>
<p>Uno statunitense consuma 50 volte più acqua che un indigeno. E 500 volte più energia. Dal momento che incominciò già la guerra fredda per gli alimenti, con l&#8217;uso di poderosi missili come i transgenici, tra poco avremo la guerra per l&#8217;acqua. Si prevede che per l&#8217;anno 2025, 1.800 milioni di persone soffriranno scarsità di acqua.</p>
<p>La carenza di acqua si deve soprattutto ai cambiamenti climatici. Dovuto al consumismo, i paesi sviluppati ed emergenti -circa 20 approssimativamente &#8211; emettono 50 volte più “gas-stufa” che i paesi poveri. L&#8217;eccessivo uso di agro-tossici provoca l&#8217;erosione del suolo e la mancanza di pioggia prolunga i periodi di siccità estiva, stimolando così i movimenti migratori ed accentuando la povertà.</p>
<p>Il pianeta ha ogni anno 80 milioni di persone in più, nonostante la caduta del tasso di fertilità. Per il neoliberalismo 80 milioni di consumisti (non confondere con consumatori) in potenza.</p>
<p>Tra il 1960 ed il 2007 la fabbricazione di nuovi artefatti tecnologici -ogni volta più nocivi &#8211; quadruplicò la produzione di rame e piombo, ed aumentò 77 volte lo sfruttamento di minerali associati all&#8217;alta tecnologia, come il tantalio e niobio.</p>
<p>La Conferenza Rio+20, tanto nella riunione dei capi di Stato come nel Vertice dei Popoli, avrebbe dovuto dibattere come il consumismo sfrenato e la disuguaglianza di reddito tra i popoli colpiscono l&#8217;equilibrio ambientale. Considerare l&#8217;inquinamento e la povertà come fattori separati è adottare una posizione miope e sbagliata, di fronte alla degradazione della Terra ed alla minaccia di scarsità delle sue risorse naturali.</p>
<p>scritto da Frei Betto</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Il Corpo</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jun 2012 23:33:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[il corpo]]></category>

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		<description><![CDATA[“Una rosa è una rosa è una rosa”, declamava Gertrude Stein. Tutti d’accordo. Non c'è tuttavia consenso in che “una persona è una persona è una persona”. I nazisti negano agli ebrei il diritto alla vita, come ci sono ebrei che si sentono superiori agli arabi, ed arabi che assassinano cristiani che non condividono le loro credenze, e cristiani che scomunicano spiritualmente gli ebrei, musulmani, comunisti, omosessuali e seguaci del candomblè.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_3652" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-3652" src="/files/2012/03/frei-betto.jpg" alt="Frei Betto" width="300" height="250" /></strong><p class="wp-caption-text">Frei Betto</p></div>
<p>Intorno alla festa del Corpus Christi è bene ricordare che una linea verticale divide gli esseri umani tra vincitori e vinti, alleati e nemici, fedeli ed eretici. Scende quest’astrazione del linguaggio, che si identifica in ideologie e credenze religiose, fino a raggiungere il suo punto più crudele: la segregazione dei corpi. </strong></p>
<p>“Una rosa è una rosa è una rosa”, declamava Gertrude Stein. Tutti d’accordo. Non c&#8217;è tuttavia consenso in che “una persona è una persona è una persona”. I nazisti negano agli ebrei il diritto alla vita, come ci sono ebrei che si sentono superiori agli arabi, ed arabi che assassinano cristiani che non condividono le loro credenze, e cristiani che scomunicano spiritualmente gli ebrei, musulmani, comunisti, omosessuali e seguaci del candomblè.</p>
<p>Una persona è il suo corpo. Vive alimentandolo e fa di lui espressione di amore e genera nuovi corpi. Morto il corpo, sparisce la persona. Tuttavia arriviamo alle porte del terzo millennio in un mondo dominato dalla cultura necrofila dell&#8217;esaltazione di corpi abbaglianti per la loro fama, bellezza e ricchezza, e l&#8217;esclusione di corpi condannati dalla povertà.</p>
<p>Nel listino telefonico di Santa Monica, negli Usa, appare il numero della Fondazione Elizabeth Taylor contro l&#8217;AIDS. Ma non c&#8217;è nessuna fondazione contro la fame, nonostante questa uccide molto più che l’altro. Perché l&#8217;AIDS mobilita di più della fame? Perché non fa distinzione di classe. La fame è un problema degli oppressi e minaccia ad un terzo dell&#8217;umanità. I premiati dalla lotteria biologica, nati in famiglie che possono darsi il lusso di mangiare meno per non ingrassare, sono indifferenti agli affamati o si dedicano ad attività caritatevoli, con la dovuta cautela di non discutere le cause della povertà.</p>
<p>Si clonano corpi, ma non la giustizia. Macellerie virtuali, le edicole con riviste esaltano l&#8217;esuberanza erotica dei corpi, senza che si dia uno spazio simile alle idee, ai valori, alle soggettività, alla spiritualità ed alle utopie. Meno librerie, e più palestre. Moriremo tutti snelli e con salute; il cadavere, quale colosso impavido, non avrà neanche la cellulite…</p>
<p>La politica delle nazioni può essere avallata con giustizia per il modo in cui l&#8217;economia si relaziona con la concretezza dei corpi, senza eccezione.</p>
<p>In un mondo in cui la raffinatezza degli oggetti di lusso merita una venerazione molto maggiore del modo in cui sono trattati milioni di uomini e donne; in cui il valore del denaro si sovrappone a quello delle vite umane; in cui le guerre funzionano come motore di prosperità; è ora che ci domandiamo come è possibile che ci siano corpi tanto profumati con mentalità e pratiche tanto puzzolenti. E perché idee tanto nobili e gesti tanto belli sono fioriti nei corpi assassinati di Gesù, di Gandhi, di Luther King, del Che Guevara e di Chico Mendes.</p>
<p>Il limite del corpo umano non è la pelle, è la Terra. Siamo cellule di Gaia. Resta da raggiungere che questa certezza si impianti nella coscienza, lì dove lo spirito acquisisce densità ed espressione.</p>
<p>scritto da Frei Betto</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Frei Betto: “La Rivoluzione cubana è un&#8217;opera evangelica”</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 23:03:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
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		<description><![CDATA[L’intellettuale e teologo brasiliano Carlos Alberto Libanio Christo, conosciuto mondialmente come Frei Betto affermò alla Radio Cubana che la visita del Papa Benedetto XVI in questo momento di tante aggressioni a Cuba, e che ancora il bloqueo continua a perdurare, dissangua i nemici dell'Isola e darà una legittimazione al paese. In dichiarazioni esclusive a Radio Rebelde, l'intellettuale brasiliano si riferì alla Rivoluzione Cubana come ad un'opera evangelica.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_3652" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-3652" src="/files/2012/03/frei-betto.jpg" alt="Frei Betto" width="300" height="250" /></strong><p class="wp-caption-text">Frei Betto</p></div>
<p>L’intellettuale e teologo brasiliano Carlos Alberto Libanio Christo, conosciuto mondialmente come Frei Betto affermò alla Radio Cubana che la visita del Papa Benedetto XVI in questo momento di tante aggressioni a Cuba, e che ancora il bloqueo continua a perdurare, dissangua i nemici dell&#8217;Isola e darà una legittimazione al paese. In dichiarazioni esclusive a Radio Rebelde, l&#8217;intellettuale brasiliano si riferì alla Rivoluzione Cubana come ad un&#8217;opera evangelica. </strong></p>
<p>“È un&#8217;opera evangelica, perché nel Vangelo nel capitolo 25 di San Matteo, quando si chiede a Gesù, chi si salverà?, risponde che sarà quello che ha dato pane a chi ha fame, che ha dato salute a chi è stato malato, che ha dato libertà a chi soffre l’oppressione”.</p>
<p>“In Cuba non si vedono macchie di droga, non si vedono bambini per le strade, famiglie sotto i ponti, cioè, Cuba ha fatto sempre uno sforzo per potere garantire a tutte le persone questi diritti fondamentali”.</p>
<p>Per lo stimabile Marcial Miguel Hernandez, presidente del Consiglio delle Chiese di Cuba, la visita a Cuba di Sua Santità Benedetto XVI, è evidenza d’unità.</p>
<p>“Noi, il Consiglio delle Chiese, abbiamo posposto le nostre elezioni affinché in questo spazio la chiesa cattolica possa sviluppare le sue attività con tutta la pienezza e quello che possiamo contribuire lo faremo, con molto piacere, affinché il soggiorno e la visione che lui vedrà della nostra nazione, che lui si porterà con se della chiesa, non sia quella che tristemente vediamo in altri paesi, perché fortunatamente in Cuba non ci sono fratricidi, c&#8217;è, al contrario, una buona armonia”.</p>
<p>A considerazione dello stimabile Marcial Miguel Hernandez, oggi una delle sfide essenziali del mondo è il confronto ad una crisi mondiale che richiede l&#8217;unità.</p>
<p>“Per potere unire gli sforzi e potere proteggerci fra tutti, e potere andare avanti non con la stessa speranza che hanno altri paesi, bensì a partire da una posizione di fede e di speranza, con la convinzione che le nostre mani devono anche apportare ed unirsi ad altre mani che apportano anche per portare avanti lo sviluppo dell&#8217;essere umano, perché tutti siamo uno, indipendentemente della convinzione di fede che abbiamo, siamo un popolo intorno al beneficio del prossimo, pertanto più che parlare di unità quello che si deve fare è fortificarla.”</p>
<p>Attualmente il Consiglio delle Chiese di Cuba, raggruppa oltre il 50% delle chiese evangeliche cubane di varie denominazioni.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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