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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; foto</title>
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		<title>Fotografo cubano Yander Zamora è il vincitore del premio Re di Spagna</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2017 02:26:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il fotografo cubano Yander Zamora celebra oggi la vittoria del suo Premio Re di Spagna di Fotografia per un'immagine che non è stata fatta a caso, bensì è stata molto pensata, benché ci sia sempre una parte di fortuna. Così ha detto a Prensa Latina il fotoreporter che lavora nel quotidiano locale Granma ed è un appassionato dei documentari. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9729" alt="Entrada-de-Obama-a-Cuba-Yander-Zamora-580x392" src="/files/2017/01/Entrada-de-Obama-a-Cuba-Yander-Zamora-580x392.jpg" width="580" height="392" />Il fotografo cubano Yander Zamora celebra oggi la vittoria del suo Premio Re di Spagna di Fotografia per un&#8217;immagine che non è stata fatta a caso, bensì è stata molto pensata, benché ci sia sempre una parte di fortuna.  </strong></p>
<p>Così ha detto a Prensa Latina il fotoreporter che lavora nel quotidiano locale Granma ed è un appassionato dei documentari.</p>
<p>“Chiaramente, una sola immagine non definisce un fotografo, lo definisce il suo lavoro, la costanza&#8230; ma ora quello che faccio ha guadagnato più visibilità e molta gente lo segue”, spiegò.</p>
<p>“Ognuno dei fotografi nella squadra che coprì l&#8217;arrivo di Barack Obama a Cuba nel marzo scorso aveva una missione differente, la mia era afferrare l&#8217;istante quando l&#8217;aeroplano arrivasse a L&#8217;Avana”. “Ma non potevo mettermi nel luogo che volevo perché la sicurezza non mi lasciava passare”, ricordò.</p>
<p>Anche la fortuna ha avuto la sua parte perché nel momento dell&#8217;entrata dell&#8217;aeroplano c’erano alcuni “almendrones” (automobili antiche) sulla strada ed i loro colori erano molto simili a quelli dell&#8217;Air Force One, aggregò.</p>
<p>“Non pensavo che potesse avere tutta questa ripercussione, la mia preoccupazione in quel momento era fare una foto che piacesse, ma ora molti mi dicono che l&#8217;immagine rimarrà nella storia, che uscirà pubblicata nei libri&#8230;”, ha raccontato impressionato.</p>
<p>Yander Zamora non sperava neanche di ricevere una notizia come quella del Premio Re di Spagna di Fotografia, l’ha saputo da un amico giornalista che lo chiamò molto presto questa mattina, ma lui credeva che fosse uno scherzo. “Poi, incominciarono a chiamarmi da tutte le parti ed allora mi sono convinto”, ha concluso.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>la foto è la vincitrice del premio</p>
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		<title>Snowden appare in Wikileaks insieme ad altri filtratori di segreti</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Oct 2013 19:44:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Edward Snowden]]></category>
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		<category><![CDATA[premio Sam Adams]]></category>
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		<description><![CDATA[Il portale Wikileaks ha pubblicato oggi una fotografia di Edward Snowden, l'ex tecnico della CIA esiliato a Mosca, accompagnato da altre filtratori statunitensi di dati dei servizi segreti del loro paese. Si tratta della prima foto di Snowden da quando è uscito l’agosto scorso dall'aeroporto di Mosca, dove si era rifugiato per cinque settimane, e l'accompagnano quattro ex informanti delle attività illegali della CIA, dell’NSA e dell’FBI, oltre alla collaboratrice di WikiLeaks, Sara Harrison.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_7177" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7177" src="/files/2013/10/ed635.jpg" alt="Snowden accompagnato da altri quattro filtratori di segreti" width="300" height="169" /><p class="wp-caption-text">Snowden accompagnato da altri quattro filtratori di segreti</p></div>
<p>Il portale Wikileaks ha pubblicato oggi una fotografia di Edward Snowden, l&#8217;ex tecnico della CIA esiliato a Mosca, accompagnato da altre filtratori statunitensi di dati dei servizi segreti del loro paese. </strong></p>
<p>Si tratta della prima foto di Snowden da quando è uscito l’agosto scorso dall&#8217;aeroporto di Mosca, dove si era rifugiato per cinque settimane, e l&#8217;accompagnano quattro ex informanti delle attività illegali della CIA, dell’NSA e dell’FBI, oltre alla collaboratrice di WikiLeaks, Sara Harrison.</p>
<p>La riunione ha avuto luogo ieri in qualche luogo segreto di Mosca, e si vedono gli ex tecnici di questi servizi segreti consegnare a Snowden il premio annuale Sam Adams per avere rivelato la trama di spionaggio di massa portata a capo dalla CIA.</p>
<p>I partecipanti alla riunione con Snowden sono Jesselyn Radack, sviluppatore di dati sull&#8217;attività illegale dell’FBI, Thomas Drake, ex informante sull&#8217;attività dell’NSA, Coleen Rowley, che ha filtrato informazioni sull’FBI, e Ray McGovern, ex informante dell&#8217;attività della CIA, che hanno parlato oggi nel canale di televisione Russia Today.</p>
<p>“Sta molto bene, è molto concentrato. Continua ad essere molto intelligente ed allegro”, ha commentato Jesselyn Radack parlando di Snowden.</p>
<p>“È convinto che quello che ha fatto è stata la cosa corretta. È tranquillo e vuole sapere che cosa gli riserva il destino”, ha detto, da parte sua, Ray McGovern.</p>
<p>Tutti i presenti hanno dichiarato che non si pentono delle loro filtrazioni, e Thomas Drake che ha filtrato dati sulla violenza ed abusi di massa esercitati dall’NSA, ha rivelato che ha pagato un prezzo molto alto per i suoi atti.</p>
<p>Ha detto che la sua famiglia ed i suoi amici hanno ricevuto delle minacce. “Ho la fortuna di essere libero. Ma è il prezzo che si paga sempre per queste cose”, ha detto.</p>
<p>Jesselyn Radack, da parte sua, ha segnalato che “non avrei mai immaginato che il presidente Obama avrebbe perseguitato persone come Thomas Drake, Edward Snowden, Bradley Manning (il soldato che ha rivelato a WikiLeaks gli abusi dell&#8217;Esercito degli USA in Afghanistan ed in Iraq).</p>
<p>Radack ha lavorato come consigliera etica del Dipartimento di Giustizia degli USA, ed ha rivelato che dopo gli attacchi dell’11S, l’FBI ha interrogato John Walker Lindh (conosciuto come il “talibano americano”) senza che ci fosse un avvocato presente.</p>
<p>La riunione di Snowden con i suoi antichi colleghi dei servizi segreti si produce poca prima dell&#8217;arrivo a Mosca, questa mattina, di suo padre, Lon Snowden, con chi si sarebbe riunito oggi in qualche luogo segreto della capitale russa.</p>
<p>con informazioni di Ultimas Noticias</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>La famosa foto simbolo degli orrori della guerra del Vietnam compie 40 anni</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jun 2012 20:11:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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		<description><![CDATA[La famosa foto della “bambina del napalm”, convertita in icona delle stragi di guerra, ha compiuto ieri 40 anni, un anniversario in cui i suoi protagonisti ricordarono la capacità di un’immagine di cambiare il corso della storia.
Kim Phuc aveva soltanto 9 anni quando un aereo dell’Esercito sudvietnamita bombardò il suo piccola villaggio di Trang Bang, vicino Ho Chi Minh (allora chiamata Saigon), in un attacco coordinato con il comando statunitense che cercava di controllare i rifornimenti su strada tra la Cambogia e il Vietnam.
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<div id="attachment_4768" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-4768" src="/files/2012/06/Nueva-imagen1.jpg" alt="La famosa fotografia di Nick Ut che trasformò Kim Phuc nella “bambina del napalm” (AP)" width="300" height="226" /><p class="wp-caption-text">La famosa fotografia di Nick Ut che trasformò Kim Phuc nella “bambina del napalm” (AP)</p></div>
<p>La famosa foto della “bambina del napalm”, convertita in icona delle stragi di guerra, ha compiuto ieri 40 anni, un anniversario in cui i suoi protagonisti ricordarono la capacità di un’immagine di cambiare il corso della storia.</p>
<p>Kim Phuc aveva soltanto 9 anni quando un aereo dell’Esercito sudvietnamita bombardò il suo piccola villaggio di Trang Bang, vicino Ho Chi Minh (allora chiamata Saigon), in un attacco coordinato con il comando statunitense che cercava di controllare i rifornimenti su strada tra la Cambogia e il Vietnam.</p>
<p>I rapporti degli Stati Uniti indicavano che non c’erano civili in quella località, secondo quanto spiegarono in seguito i militari incaricati della direzione dell’operazione, i quali diedero semaforo verde al lancio di missili caricati con napalm, un combustibile in grado di bruciare qualsiasi forma di vita, che convertì quel luogo in un inferno ardente.</p>
<p>“Fino a quel momento io ero una bambina felice”, assicurò Phuc la quale terrorizzata aveva trovato rifugio con la sua famiglia nel tempio di Cao Dai.</p>
<p>Il fuoco di quelle bombe, che raggiunse temperature di 1.200 gradi centigradi, carbonizzò i suoi vestiti e le provocò ustioni nel 65 % del suo corpo, specialmente alla schiena e al braccio sinistro, la cui pelle si scioglieva letteralmente per il calore.</p>
<p>Phuc  uscì correndo per strada nuda, in preda al dolore – “ brucia, brucia!”, gridava -, con il volto pieno di lacrime, come quello dei suoi familiari. Un momento che il fotografo vietnamita Nick Ut, che era inviato della Guerra del Vietnam per conto dell’agenzia statunitense Associated Press,  immortalò.</p>
<p>Questa istantanea scattata l’8 di Giugno del 1972 fece il giro del mondo e mostrò gli orrori del conflitto alla società internazionale fino al punto di divenire decisiva per accelerare la fine degli scontri.</p>
<p>“La Guerra del Vietnam terminò grazie a questa  fotografia”, assicurò a Efe il fotografo, che questa settimana si è rivisto con Phuc in una conferenza organizzata dalla chiesa battista Liberty di Newport Beach, nel sud della California.</p>
<p>Quella immagine fu una delle tante che scattò Ut durante quel conflitto, nonostante questa marcò la sua carriera e gli valse un premio Pulitzer.</p>
<p>“Mi sembra che sia successo ieri, è molto triste, osservo di nuovo le foto e si vede quanto terribile sia stata la guerra, tutte le guerre, non solo quella in Vietnam”, commentò il fotoreporter che attualmente ha 61 anni e continua a lavorare.</p>
<p>Ut ha rispolverato le vecchie istantanee per il quarantesimo  anniversario di quell’8 di Giugno, documenti che non catturano quello che successe dopo ma che il fotografo si incaricò di raccontare.</p>
<p>“Corsi ad aiutarla immediatamente (a Phuc) perchè la sua pelle stava cadendo via dal braccio e dalla schiena. Non volevo che morisse. Lasciai la macchina fotografica e cominciai a tirarle acqua addosso, dopo la caricai in macchina e di corsa arrivammo in ospedale, mi resi conto che avrei potuto perderla in qualsiasi momento”, raccontò Ut.</p>
<p>Kim Phuc arrivò in uno stato critico all’ospedale ed  il personale, non avendo mezzi a disposizione, la mandò direttamente all’obitorio, dove passò 3 giorni.</p>
<p>“Ma non mi decidevo a morire”, raccontò Phuc, che grazie ad un amico di suo padre venne risistemata in un reparto per ustionati dove rimase ricoverata per 14 mesi.</p>
<p>“È un miracolo che sia sopravvissuta”, confessò la donna la cui storia emozionò i fedeli californiani ai quali mostrò le cicatrici sul braccio ustionato, che sono ancora visibili nonostante abbia subito 17 operazioni per ricostruire il tessuto bruciato dal napalm.</p>
<p>Le conseguenze psicologiche, sottolineò Phuc, durarono molto di più. Nel suo caso, trovò la pace che stava cercando nel 1982 attraverso la fede cristiana che adesso predica con un sorriso, secondo quanto dichiarò.</p>
<p>“Sono molto felice. Penso che la fotografia sia stato un regalo molto importante per me e credo che il mondo sia diventato migliore grazie ad essa perchè ha fatto sì che la gente sia diventata più cosciente quando pensa alle guerre”, manifestò.</p>
<p>Da 15 anni Kim Phuc è ambasciatrice di Buona Volontà dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco).</p>
<p>Preso da <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubadebate.cu/" >www.cubadebate.cu</a></p>
<p>Traduzione di  Paola Flauto</p>
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