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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Fidel Castro</title>
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		<title>Fidel, grazie di tutto!!!</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2021 20:48:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[95º compleanno]]></category>
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		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei fotografi di Cubadebate, Ismael Francisco Gonzalez Arceo, per ricordare che oggi è stato il 95º anniversario della nascita di Fidel Castro ha scritto un post utilizzando il suo cuore, così ho deciso di tradurlo e pubblicarlo, perché tra tanti articoli e dediche molto belle per il nostro Comandante in Capo che sono state pubblicate oggi, questa mi è parsa la più originale e soprattutto condivido fino in fondo il suo messaggio]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-12239" alt="Fidel-Colmenita" src="/files/2021/08/Fidel-Colmenita.jpg" width="580" height="345" />Uno dei fotografi di Cubadebate, Ismael Francisco Gonzalez Arceo, per ricordare che oggi è stato il 95º anniversario della nascita di Fidel Castro ha scritto un post utilizzando il suo cuore, così ho deciso di tradurlo e pubblicarlo, perché tra tanti articoli e dediche molto belle per il nostro Comandante in Capo che sono state pubblicate oggi, questa mi è parsa la più originale e soprattutto condivido fino in fondo il suo messaggio.<br />
&#8220;L&#8217;ultima volta che ho visto Fidel era felice. Quegli occhi esprimevano così tanto. Era il suo compleanno, era nel teatro Karl Marx, la Colmenita (gruppo di teatro giovanile), gli applausi, la canzone degli auguri&#8230; I suoi occhi parlavano. Cosa si pensa all&#8217;età di 90 anni, in procinto di dire addio alla vita, un uomo che ha dato tutto? Quel giorno non ci sono stati discorsi, solo la sua presenza; però io l&#8217;ho sentito. Poi sono rimasto guardando i suoi occhi e quell&#8217;ultima foto. Non so cosa vi dice, per me è tutta gratitudine&#8221;.</p>
<p>di Ida Garberi</p>
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		<title>Fidel 60 anni fa: la Rivoluzione non deve mai rinunciare a contare con la maggioranza del popolo</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2021 00:28:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[30 giugno 1961]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
		<category><![CDATA[parole agli intellettuali]]></category>

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		<description><![CDATA[Certo, in questo tipo di discussioni a cui partecipiamo anche noi, gli uomini di governo — o almeno in questo caso in particolare, nel mio — non sono nelle migliori condizioni per discutere le questioni in cui voi siete degli specialisti. Noi, essendo uomini di governo ed essendo agenti di questa Rivoluzione, non significa che siamo obbligati... Forse siamo obbligati, ma in realtà non significa che dobbiamo essere esperti in tutte le questioni. È possibile che se avessimo portato molti dei compagni che hanno parlato qui a una riunione del Consiglio dei Ministri per discutere dei problemi che ci sono più familiari, si sarebbero trovati in una situazione simile alla nostra.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12219" alt="fidel-palabra-a-los-intelectuales-580x330" src="/files/2021/07/fidel-palabra-a-los-intelectuales-580x330.jpg" width="580" height="330" />Discorso pronunciato dal Comandante in Capo Fidel Castro Ruz a conclusione degli incontri con gli intellettuali cubani, tenuti presso la Biblioteca Nazionale il 16, 23 e 30 giugno 1961</strong></p>
<p>&#8220;Compagne e compagni:</p>
<p>Dopo tre sessioni in cui è stato discusso questo problema, in cui sono state presentate molte cose interessanti, molte di queste sono state discusse sebbene altre siano rimaste senza risposta &#8211; sebbene materialmente fosse impossibile affrontare ognuna delle cose che sono state sollevate&#8230;, adesso è il nostro turno, allo stesso tempo; non come la persona più autorizzata a parlare su questo argomento, ma sì, nel caso di un incontro tra voi e noi, per la necessità da parte nostra di esprimere qui alcuni punti di vista.</p>
<p>Eravamo molto interessati a queste discussioni. Penso che lo abbiamo dimostrato con quella che chiamano &#8220;grande pazienza&#8221; (RISATE). E davvero non è stato necessario nessuno sforzo eroico, perché per noi è stata una discussione istruttiva e, onestamente, anche divertente.</p>
<p>Certo, in questo tipo di discussioni a cui partecipiamo anche noi, gli uomini di governo — o almeno in questo caso in particolare, nel mio — non sono nelle migliori condizioni per discutere le questioni in cui voi siete degli specialisti. Noi, essendo uomini di governo ed essendo agenti di questa Rivoluzione, non significa che siamo obbligati&#8230; Forse siamo obbligati, ma in realtà non significa che dobbiamo essere esperti in tutte le questioni. È possibile che se avessimo portato molti dei compagni che hanno parlato qui a una riunione del Consiglio dei Ministri per discutere dei problemi che ci sono più familiari, si sarebbero trovati in una situazione simile alla nostra.</p>
<p>Siamo stati agenti di questa Rivoluzione, della rivoluzione economico-sociale che sta avvenendo a Cuba. A sua volta, questa rivoluzione socio-economica deve inevitabilmente produrre anche una rivoluzione culturale nel nostro paese.</p>
<p>Da parte nostra, abbiamo cercato di fare qualcosa. Forse nei primi momenti della Rivoluzione c&#8217;erano altri problemi più urgenti di cui occuparsi. Potremmo anche fare un&#8217;autocritica affermando di aver lasciato da parte la discussione su una questione importante come questa.</p>
<p>Questo non vuol dire che ce ne fossimo completamente dimenticati: questa discussione &#8211; che forse l&#8217;incidente qui richiamato più volte ha contribuito ad accelerarla &#8211; era già nella mente del governo. Per mesi avevamo intenzione di convocare un incontro come questo per analizzare questo problema culturale. Gli eventi che si sono verificati &#8211; e soprattutto gli eventi recenti &#8211; sono stati il motivo per cui non era stato effettuato in precedenza. Tuttavia, il governo rivoluzionario aveva adottato alcune misure che esprimevano la nostra preoccupazione per questo problema.</p>
<p>Qualcosa è stato fatto e diversi colleghi del governo hanno insistito sulla questione in più di un&#8217;occasione. Per ora si può dire che la stessa Rivoluzione ha già portato dei cambiamenti nell&#8217;ambiente culturale: le condizioni degli artisti sono cambiate.</p>
<p>Credo che qui si sia insistito su alcuni aspetti pessimistici. Penso che ci sia stata una preoccupazione qui che va oltre ogni reale giustificazione su questo problema. La realtà dei cambiamenti avvenuti in relazione all&#8217;ambiente e alle condizioni attuali di artisti e scrittori è stata appena sottolineata.</p>
<p>Confrontandolo con il passato, è indiscutibile che gli artisti e gli scrittori cubani non possano sentirsi come nel passato, e che le condizioni del passato fossero davvero deprimenti nel nostro paese per artisti e scrittori.</p>
<p>Se la Rivoluzione è iniziata portando in sé un profondo cambiamento dell&#8217;ambiente e delle condizioni, perché sospettare che la Rivoluzione che ci ha portato queste nuove condizioni di lavoro possa soffocare quelle condizioni? Perché sospettare che la Rivoluzione eliminerà proprio quelle condizioni che ha portato con sé?</p>
<p>È vero che qui si discute un problema che non è un problema semplice. È vero che tutti noi abbiamo il dovere di analizzarlo con attenzione. Questo è un obbligo sia per voi che per noi.</p>
<p>Non è un problema semplice, poiché è un problema che è stato sollevato molte volte ed è stato sollevato in tutte le rivoluzioni. È una matassa &#8211; potremmo dire &#8211; abbastanza aggrovigliata, e non è facile sbrogliarla. È un problema che non risolveremo facilmente neanche noi.</p>
<p>I diversi compagni hanno espresso qui una serie di punti di vista, e ciascuno di loro li ha espressi con le proprie argomentazioni.</p>
<p>Il primo giorno c’era un po&#8217; di paura di entrare nell&#8217;argomento, ed è per questo che era necessario che noi chiedessimo ai nostri colleghi di affrontare l&#8217;argomento, che qui ognuno spiegasse le proprie paure, che qui ognuno dicesse cosa lo preoccupava.</p>
<p>Nel fondo, se non ci siamo sbagliati, il problema fondamentale che galleggiava qui nell&#8217;ambiente era il problema della libertà per la creazione artistica. Anche quando diversi scrittori hanno visitato il nostro paese, soprattutto non solo letterati, ma anche politici, si sono posti questa domanda più di una volta. È indiscutibile che sia stato un tema dibattuto in tutti i paesi dove si sono verificate profonde rivoluzioni come la nostra.</p>
<p>Casualmente, poco prima di tornare in questa stanza, un collega ci ha portato un opuscolo dove in copertina o alla fine c&#8217;è un dialogo corto tra noi e Sartre e che il compagno Lisandro Otero ha raccolto con il titolo &#8220;Conversazioni in Laguna” nella Rivoluzione, martedì 8 marzo 1960. Una domanda simile ci è stata posta in un&#8217;altra occasione da Wright Mills, lo scrittore statunitense.</p>
<p>Devo confessare che in un certo senso questi problemi ci hanno colto un po&#8217; alla sprovvista. Non abbiamo avuto la nostra &#8220;Conferenza di Yenán&#8221; con artisti e scrittori cubani durante la Rivoluzione. In realtà, questa è una Rivoluzione che è stata concepita ed è arrivata al potere – si potrebbe dire – a tempo di record. A differenza di altre rivoluzioni, non ha risolto tutti i problemi. E una delle caratteristiche della Rivoluzione è stata dunque la necessità di affrontare molti problemi in fretta.</p>
<p>E noi siamo come la Rivoluzione, cioè abbiamo improvvisato molto. Per questo non si può dire che questa Rivoluzione non abbia avuto né lo stadio di gestazione che hanno avuto altre rivoluzioni, né i capi della Rivoluzione la maturità intellettuale che hanno avuto i capi di altre rivoluzioni.</p>
<p>Riteniamo di aver contribuito al meglio delle nostre capacità all&#8217;attualità del nostro paese. Crediamo che con lo sforzo di tutti stiamo facendo una vera rivoluzione, e che questa rivoluzione si sta sviluppando e sembra destinata a diventare uno degli eventi importanti di questo secolo. Tuttavia, nonostante questa realtà, noi, che abbiamo avuto una partecipazione importante a questi eventi, non ci crediamo teorici delle rivoluzioni o intellettuali delle rivoluzioni.</p>
<p>Se gli uomini sono giudicati secondo le loro opere, forse avremmo il diritto di considerarci col merito dell&#8217;opera che la stessa Rivoluzione significa, e tuttavia non la pensiamo così. E penso che dovremmo avere tutti un atteggiamento simile. Qualunque siano state le nostre opere, per quanto meritevoli possano sembrare, dobbiamo cominciare col metterci in quella posizione onorevole di non presumere di saperne più degli altri, di non presumere di aver raggiunto tutto ciò che si può apprendere, di non presumere che i nostri punti di vista sono infallibili e che tutti coloro che non la pensano esattamente allo stesso modo sbagliano. Cioè, dobbiamo metterci in quella posizione onesta, non di falsa modestia, ma di vero apprezzamento di ciò che sappiamo. Perché se arriviamo a quel punto, penso che sarà più facile andare avanti. E credo che se tutti staremo a quel punto — voi e noi — allora, di fronte a quella realtà, scompariranno gli atteggiamenti personali e scomparirà quella certa dose di personalismo che mettiamo nell&#8217;analisi di questi problemi.</p>
<p>In realtà, cosa sappiamo? In realtà stiamo tutti imparando. In realtà abbiamo tutti molto da imparare.</p>
<p>E non siamo venuti qui, per esempio, per insegnare. Siamo venuti anche per imparare.</p>
<p>C&#8217;erano alcune paure nell&#8217;ambiente e alcuni colleghi hanno espresso queste paure. Infatti a volte abbiamo avuto l&#8217;impressione di sognare un po&#8217;, abbiamo avuto l&#8217;impressione di non aver ancora messo bene i piedi per terra. Perché se c&#8217;è qualche preoccupazione per noi adesso, se c&#8217;è qualche paura, è nei confronti della Rivoluzione stessa. La grande preoccupazione che tutti noi dobbiamo avere è la Rivoluzione stessa. Oppure crediamo di aver già vinto tutte le battaglie rivoluzionarie? Crediamo che la Rivoluzione non abbia nemici? Crediamo che la Rivoluzione non abbia pericoli?</p>
<p>Quale dovrebbe essere la prima preoccupazione di ogni cittadino oggi? La preoccupazione che la Rivoluzione travolga le sue misure, che la Rivoluzione soffochi l&#8217;arte, che la Rivoluzione soffochi il genio creativo dei nostri cittadini, o la preoccupazione di tutti dovrebbe essere la Rivoluzione stessa? I pericoli reali o immaginari che possono minacciare lo spirito creativo, o i pericoli che possono minacciare la Rivoluzione stessa?</p>
<p>Non è che invocheremo questo pericolo come un semplice argomento. Segnaliamo che lo stato d&#8217;animo di tutti i cittadini del paese e che lo stato d&#8217;animo di tutti gli scrittori e artisti rivoluzionari, o di tutti gli scrittori e artisti che comprendono e giustificano la Rivoluzione, è che ci sono pericoli che possono minacciare la Rivoluzione e cosa possiamo fare per aiutare la Rivoluzione.</p>
<p>Crediamo che la Rivoluzione abbia ancora molte battaglie da combattere e crediamo che il nostro primo pensiero e la nostra prima preoccupazione dovrebbero essere ciò che facciamo affinché la Rivoluzione sia vittoriosa. Perché la prima cosa è questa: la prima cosa è la Rivoluzione stessa. E poi, preoccupati per gli altri problemi.</p>
<p>Ciò non significa che le altre questioni non debbano riguardarci, ma che il nostro stato d&#8217;animo &#8211; come è almeno il nostro &#8211; sia fondamentalmente di occuparci prima della Rivoluzione.</p>
<p>Il problema che è stato discusso qui &#8211; e che ci accingiamo ad affrontare &#8211; è il problema della libertà di scrittori e artisti di esprimersi. La paura che ha turbato qui è se la Rivoluzione soffocherà quella libertà, se la Rivoluzione soffocherà lo spirito creativo di scrittori e artisti.</p>
<p>La libertà formale è stata discussa qui. Tutti erano d&#8217;accordo sul problema della libertà formale. In altre parole, tutti erano d&#8217;accordo &#8211; e credo che nessuno dubiti &#8211; sul problema della libertà formale.</p>
<p>La domanda diventa più sottile e diventa veramente il punto essenziale della domanda, quando si tratta di libertà di contenuto. Questo è il punto più sottile, perché è quello esposto alle interpretazioni più diverse. È il punto più controverso di questa domanda: se debba esserci o meno assoluta libertà di contenuto nell&#8217;espressione artistica.</p>
<p>Ci sembra che alcuni colleghi difendano questo punto di vista. Forse la paura di quelli che chiamavano divieti, regolamenti, limitazioni, regole, autorità per decidere sulla questione.</p>
<p>Permettetemi di dirvi prima che la Rivoluzione difende la libertà, che la Rivoluzione ha portato nel paese una somma molto grande di libertà, che la Rivoluzione non può essere essenzialmente nemica delle libertà; che se la preoccupazione di qualcuno è che la Rivoluzione soffochi il loro spirito creativo, che tale preoccupazione non sia necessaria, che tale preoccupazione non abbia ragione di esistere.</p>
<p>Dove può essere il motivo di tale preoccupazione? Chi non è sicuro delle sue convinzioni rivoluzionarie può davvero preoccuparsi di questo problema. Coloro che sono sospettosi della propria arte, che sono sospettosi della loro vera capacità di creare, possono preoccuparsi di questo problema.</p>
<p>E vale la pena chiedersi se un vero rivoluzionario, se un artista o un intellettuale che sente la Rivoluzione ed è sicuro di essere capace di servire la Rivoluzione, possa porsi questo problema. In altre parole, il campo del dubbio non rimane più per scrittori e artisti veramente rivoluzionari; il campo del dubbio è lasciato a scrittori e artisti che, senza essere controrivoluzionari, non si sentono nemmeno rivoluzionari (APPLAUSI).</p>
<p>Ed è giusto che uno scrittore e artista che non si sente veramente rivoluzionario si ponga quel problema, cioè che uno scrittore e artista onesto, onesto, che sia capace di comprendere tutta la ragione d&#8217;essere e la giustizia della Rivoluzione, dovrebbe considerare questo problema. Poiché il rivoluzionario pone qualcosa al di sopra di tutte le altre domande, il rivoluzionario pone qualcosa anche al di sopra del proprio spirito creativo, cioè mette la Rivoluzione al di sopra di tutto il resto. E l&#8217;artista più rivoluzionario sarebbe quello disposto a sacrificare anche la propria vocazione artistica per la Rivoluzione (APPLAUSI).</p>
<p>Nessuno ha mai supposto che tutti gli uomini o tutti gli scrittori o tutti gli artisti debbano essere rivoluzionari, così come nessuno può supporre che tutti gli uomini o tutti i rivoluzionari debbano essere artisti, né che ogni uomo onesto, in virtù di essere onesto, debba essere rivoluzionario. Rivoluzionario è anche un atteggiamento verso la vita, rivoluzionario è anche un atteggiamento verso la realtà esistente. E ci sono uomini che si rassegnano a quella realtà, ci sono uomini che si adattano a quella realtà; e ci sono uomini che non possono rassegnarsi o adattarsi a quella realtà e cercare di cambiarla: per questo sono rivoluzionari.</p>
<p>Ma ci possono essere uomini che si adattano a quella realtà e sono uomini onesti, solo che il loro spirito non è uno spirito rivoluzionario, solo che il loro atteggiamento verso la realtà non è un atteggiamento rivoluzionario. E possono esserci, ovviamente, artisti &#8211; e bravi artisti &#8211; che non hanno un atteggiamento rivoluzionario nei confronti della vita.</p>
<p>Ed è proprio per quel gruppo di artisti e intellettuali per i quali la Rivoluzione stessa costituisce un avvenimento imprevisto, un avvenimento nuovo, un fatto che può incidere anche profondamente sul loro spirito. È proprio per questo gruppo di artisti e intellettuali che la Rivoluzione può costituire un problema che si presenta a loro.</p>
<p>Per un artista o intellettuale mercenario, per un artista o intellettuale disonesto, non sarebbe mai un problema. Lui sa quello che deve fare, lui sa cosa gli interessa, lui sa dove deve andare. Il problema è proprio dell&#8217;artista o dell&#8217;intellettuale che non ha un atteggiamento rivoluzionario nei confronti della vita e che, tuttavia, è una persona onesta.</p>
<p>Certo, chiunque abbia quell&#8217;atteggiamento nei confronti della vita, che sia o meno un rivoluzionario, che sia o meno un artista, ha i suoi fini, ha i suoi obiettivi. E tutti noi possiamo interrogarci su quei fini e quegli obiettivi. Quei fini e quegli obiettivi sono diretti al cambiamento di quella realtà, quei fini e quegli obiettivi sono diretti alla redenzione dell&#8217;uomo; è proprio l&#8217;uomo, il prossimo, la redenzione del prossimo, che costituisce l&#8217;obiettivo dei rivoluzionari.</p>
<p>Se chiedono a noi rivoluzionari cosa conta di più per noi, diremo: il popolo. E diremo sempre: il popolo. Il popolo nel loro vero senso, cioè quella maggioranza di popolo che ha dovuto vivere nello sfruttamento e nell&#8217;oblio più crudele. La nostra preoccupazione fondamentale sarà sempre la grande maggioranza del popolo, cioè le classi popolari oppresse e sfruttate. Il prisma attraverso il quale guardiamo ogni cosa è che: per noi, tutto ciò che è buono per loro sarà buono; per noi sarà nobile, sarà bello e sarà utile tutto ciò che è nobile, utile e bello per loro.</p>
<p>Se non la pensi così, se non pensi per il popolo e con il popolo, cioè se non pensi e agisci per quella grande massa sfruttata del popolo, per quella grande massa che vuoi riscattare, allora semplicemente non hai un atteggiamento rivoluzionario. Almeno questo è il cristallo attraverso il quale analizziamo il bene, l&#8217;utile e la bellezza di ogni azione.</p>
<p>Capiamo che deve essere una tragedia per qualcuno che lo capisce e tuttavia deve ammettere di essere incapace di lottare per questo. Siamo o pensiamo di essere uomini rivoluzionari; chi è più artista che rivoluzionario non può pensare esattamente come noi. Combattiamo per il popolo e non percepiamo nessun conflitto, perché combattiamo per il popolo e sappiamo che possiamo raggiungere gli scopi delle nostre lotte.</p>
<p>Il popolo è l&#8217;obiettivo principale. Nel popolo dobbiamo pensare prima che a noi stessi. E questo è l&#8217;unico atteggiamento che si può definire un atteggiamento veramente rivoluzionario.</p>
<p>E per coloro che non possono o non hanno questo atteggiamento, ma sono persone oneste, è per loro che esiste il problema a cui abbiamo fatto riferimento. E siccome la Rivoluzione costituisce per loro un problema, anche loro costituiscono un problema per la Rivoluzione, di cui la Rivoluzione deve occuparsi.</p>
<p>Qui è stato giustamente segnalato il caso di molti scrittori e artisti che non furono rivoluzionari, ma che furono tuttavia onesti scrittori e artisti; che volevano anche aiutare la Rivoluzione; ed inoltre la Rivoluzione era interessata al loro aiuto; che volevano lavorare per la Rivoluzione e che a sua volta la Rivoluzione era interessata al fatto che contribuissero con le loro conoscenze e sforzi per trarne beneficio. Questo è più facile da apprezzare quando si analizzano i casi particolari. E tra quei casi particolari ci sono innumerevoli casi non così facili da analizzare.</p>
<p>Ma qui ha parlato uno scrittore cattolico, ha sollevato ciò che lo preoccupava, e l&#8217;ha fatto capire. Chiese se poteva interpretare dal suo punto di vista idealistico un certo problema, o se poteva scrivere un&#8217;opera difendendo quei suoi punti di vista; ha francamente sottolineato se all&#8217;interno di un regime rivoluzionario poteva esprimersi all&#8217;interno di quei sentimenti, in accordo con quei sentimenti. Ha posto il problema in un modo che può essere considerato simbolico; quello che lo preoccupava era sapere se poteva scrivere secondo quei sentimenti o secondo quell&#8217;ideologia, che non era esattamente l&#8217;ideologia della Rivoluzione; che era d&#8217;accordo con la Rivoluzione su questioni economiche o sociali, ma che aveva una posizione filosofica diversa dalla filosofia della Rivoluzione.</p>
<p>E questo è un caso che vale la pena prendere in considerazione, perché è proprio un caso rappresentativo di quell&#8217;area di scrittori e artisti che avevano una disposizione favorevole rispetto alla Rivoluzione e che volevano sapere quale grado di libertà avevano, all&#8217;interno del condizioni rivoluzionarie, per esprimersi secondo quei sentimenti.</p>
<p>Questo è il settore che costituisce il problema per la Rivoluzione, così come la Rivoluzione costituisce un problema per loro. Ed è dovere della Rivoluzione occuparsi di questi casi, è dovere della Rivoluzione occuparsi della situazione di quegli artisti e di quegli scrittori. Perché la Rivoluzione deve avere l&#8217;aspirazione che non solo tutti i rivoluzionari marcino insieme a lei, non solo tutti gli artisti e gli intellettuali rivoluzionari. È possibile che uomini e donne che hanno un atteggiamento veramente rivoluzionario nei confronti della realtà non costituiscano il settore maggioritario della popolazione: i rivoluzionari sono l&#8217;avanguardia del popolo. Ma i rivoluzionari devono aspirare a far marciare al loro fianco tutto il popolo. La Rivoluzione non può rinunciare al fatto che tutti gli uomini e le donne onesti, siano essi scrittori o artisti, marciano al suo fianco; la Rivoluzione deve aspirare a tutti coloro che dubitano a diventare rivoluzionari; la Rivoluzione deve cercare di conquistare la maggioranza del popolo con le sue idee; la Rivoluzione non deve mai rinunciare a contare sulla maggioranza del popolo, contando non solo sui rivoluzionari, ma su tutti i cittadini onesti che, anche se non sono rivoluzionari &#8211; cioè non hanno un atteggiamento rivoluzionario nei confronti della vita &#8211; sono con lei. La Rivoluzione deve solo rinunciare a coloro che sono incorreggibilmente reazionari, che sono incorreggibilmente controrivoluzionari.</p>
<p>E la Rivoluzione deve avere una politica per quella parte del popolo, la Rivoluzione deve avere un atteggiamento per quella parte degli intellettuali e degli scrittori. La Rivoluzione deve comprendere questa realtà, e quindi deve agire in modo tale che tutto quel settore di artisti e intellettuali che non sono genuinamente rivoluzionari, trovino che all&#8217;interno della Rivoluzione hanno un campo dove lavorare e creare; e che il loro spirito creativo, anche quando non sono scrittori o artisti rivoluzionari, ha l&#8217;opportunità e la libertà di esprimersi. Cioè, all&#8217;interno della Rivoluzione.</p>
<p>Ciò significa che all&#8217;interno della Rivoluzione, tutto; contro la Rivoluzione, niente. Niente contro la Rivoluzione, perché anche la Rivoluzione ha i suoi diritti; e il primo diritto della Rivoluzione è il diritto di esistere. E contro il diritto della Rivoluzione di essere e di esistere, nessuno &#8211; perché la Rivoluzione comprende gli interessi del popolo, perché la Rivoluzione significa gli interessi dell&#8217;intera nazione &#8211; nessuno può giustamente rivendicare un diritto contro di lei. Penso che questo sia molto chiaro.</p>
<p>Quali sono i diritti degli scrittori e degli artisti, rivoluzionari o non rivoluzionari? All&#8217;interno della Rivoluzione, tutto; contro la Rivoluzione, nessun diritto (APPLAUSI).</p>
<p>E questa non sarà una legge di eccezione per artisti e scrittori. Questo è un principio generale per tutti i cittadini, è un principio fondamentale della Rivoluzione. I controrivoluzionari, cioè i nemici della Rivoluzione, non hanno diritto contro la Rivoluzione, perché la Rivoluzione ha un diritto: il diritto di esistere, il diritto di svilupparsi e il diritto di vincere. Chi potrebbe mettere in dubbio il diritto di un popolo che ha detto &#8220;Patria o morte!&#8221;, cioè la Rivoluzione o morte, l&#8217;esistenza della Rivoluzione o niente, di una Rivoluzione che ha detto &#8220;Vinceremo!&#8221;? In altre parole, si è considerato molto seriamente uno scopo, e per quanto rispettabili possano essere i ragionamenti personali di un nemico della Rivoluzione, i diritti e le ragioni di una rivoluzione sono molto più rispettabili, tanto più che una rivoluzione è un processo, poiché una rivoluzione non è e non può essere opera del capriccio o della volontà di nessun uomo, poiché una rivoluzione può essere solo opera del bisogno e della volontà di un popolo. E contro i diritti di un intero popolo, non contano i diritti dei nemici di quel popolo.</p>
<p>Quando abbiamo parlato di casi estremi, lo abbiamo fatto semplicemente per esprimere più chiaramente le nostre idee. Ho già detto che tra questi casi estremi c&#8217;è una grande varietà di atteggiamenti mentali e c&#8217;è anche una grande varietà di preoccupazioni. Non significa necessariamente che nutrire una preoccupazione significhi non essere un rivoluzionario. Abbiamo cercato di definire gli atteggiamenti essenziali.</p>
<p>La Rivoluzione non può pretendere di soffocare l&#8217;arte o la cultura, quando uno degli scopi e uno delle mete fondamentali della Rivoluzione è quello di sviluppare l&#8217;arte e la cultura, proprio perché l&#8217;arte e la cultura diventino un vero patrimonio del popolo. E proprio come abbiamo voluto una vita migliore per il popolo nell&#8217;ordine materiale, vogliamo una vita migliore per il popolo anche nell&#8217;ordine spirituale, vogliamo una vita migliore per il popolo nell&#8217;ordine culturale. E proprio come la Rivoluzione si occupa dello sviluppo delle condizioni e delle forze che consentono al popolo la soddisfazione di tutti i suoi bisogni materiali, vogliamo anche sviluppare le condizioni che permettano al popolo di soddisfare tutti i suoi bisogni culturali.</p>
<p>Il popolo ha un basso livello di cultura? Un&#8217;alta percentuale di persone non sa leggere o scrivere? Anche un&#8217;alta percentuale del popolo soffre la fame, o almeno vive o ha vissuto in condizioni dure, ha vissuto in condizioni di miseria; una parte del popolo è priva di un gran numero di beni materiali che sono essenziali per lei, e cerchiamo di creare le condizioni affinché tutti questi beni materiali raggiungano il popolo. Allo stesso modo, dobbiamo promuovere le condizioni affinché tutti questi beni culturali raggiungano il popolo.</p>
<p>Ciò non significa che l&#8217;artista debba sacrificare il valore delle sue creazioni e che debba necessariamente sacrificare quella qualità. Non significa questo! Significa che dobbiamo lottare in ogni modo affinché il creatore produca per il popolo e le persone a loro volta elevino il loro livello culturale che permetta loro di avvicinarsi anche ai creatori.</p>
<p>Non è possibile indicare una regola generale: tutte le manifestazioni artistiche non sono esattamente della stessa natura; e a volte abbiamo considerato le cose qui come se tutte le manifestazioni artistiche fossero esattamente della stessa natura. Ci sono espressioni dello spirito creativo che per la loro stessa natura possono essere molto più accessibili al popolo rispetto ad altre manifestazioni dello spirito creativo. Ecco perché non si può indicare una regola generale, perché in quale espressione artistica l&#8217;artista deve andare dal popolo e in quale il popolo deve andare dall&#8217;artista? Si può fare un&#8217;affermazione generale in tal senso? Non! Sarebbe una regola troppo semplice.</p>
<p>Dobbiamo impegnarci in tutte le manifestazioni per raggiungere il popolo, ma allo stesso tempo dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere affinché il popolo possa capire di più e meglio. Credo che questo principio non contraddica le aspirazioni di nessun artista, tanto meno se si tiene conto che gli uomini creano per i loro contemporanei. Non si dica che ci siano artisti che pensano alla posterità perché, certo senza l&#8217;intenzione di considerare il nostro giudizio infallibile, tutt&#8217;altro, credo che chi la pensa così si sta autosuggestionando (APPLAUSI).</p>
<p>E ciò non significa che chi lavora per i propri contemporanei debba rinunciare alla posterità della propria opera, perché proprio creando per i propri contemporanei, indipendentemente dal fatto che i contemporanei lo abbiano capito o no, è che le opere hanno acquisito un valore storico e una valore universale.</p>
<p>Non stiamo facendo una Rivoluzione per le generazioni future; stiamo facendo una Rivoluzione con questa generazione e per questa generazione, indipendentemente dal fatto che i benefici di questo lavoro vadano a beneficio delle generazioni future e diventi un evento storico. Non stiamo facendo una rivoluzione per i posteri; questa Rivoluzione passerà ai posteri perché è una rivoluzione per adesso e per gli uomini e le donne di oggi (APPLAUSI).</p>
<p>Chi ci seguirebbe se stessimo facendo una rivoluzione per le generazioni a venire? Lavoriamo e creiamo per i nostri contemporanei, senza che questo tolga a nessuna creazione artistica il merito di aspirare all&#8217;eternità.</p>
<p>Sono verità che tutti dobbiamo onestamente analizzare, e credo che si debba partire da alcune verità fondamentali per non trarre conclusioni sbagliate. E non vediamo che ci siano motivi di preoccupazione per un artista o uno scrittore onesto.</p>
<p>Non siamo nemici della libertà. Nessuno qui è nemico della libertà. Di chi abbiamo paura? Quale autorità temiamo possa soffocare il nostro spirito creativo? Quali colleghi del Consiglio Nazionale della Cultura?</p>
<p>Dall&#8217;impressione che abbiamo personalmente delle conversazioni con i compagni del Consiglio Nazionale della Cultura, abbiamo osservato punti di vista e sentimenti molto estranei alle preoccupazioni che sono state sollevate qui su limiti, cappi o cose del genere contro lo spirito creatore. La nostra conclusione è che i compagni del Consiglio Nazionale sono preoccupati come tutti voi che si realizzino le migliori condizioni per lo sviluppo di quello spirito creativo di artisti e intellettuali.</p>
<p>Sentiamo il timore dell&#8217;esistenza di un organismo nazionale, che sia il dovere della Rivoluzione e del Governo Rivoluzionario avere un organo altamente qualificato che stimoli, alimenti, sviluppi e guidi, sì, guidi quello spirito creativo? Lo consideriamo un dovere! E questo potrebbe forse costituire un attacco ai diritti di scrittori e artisti? Che possa costituire una minaccia ai diritti di scrittori e artisti per paura dell&#8217;arbitrio o di un eccesso di autorità? Allo stesso modo possiamo avere paura che transitando attraverso un semaforo la polizia ci attacchi, allo stesso modo possiamo nutrire il timore che il giudice ci condanni, allo stesso modo possiamo nutrire il timore che la forza esistente nel potere rivoluzionario possa commettere un atto di violenza contro di noi; in altre parole, dovremmo allora preoccuparci di tutte queste cose. Eppure, l&#8217;atteggiamento del cittadino è di non credere che il miliziano gli sparerà, che il giudice lo punirà o che il potere eserciterà violenza contro di lui.</p>
<p>L&#8217;esistenza di un&#8217;autorità nell&#8217;ordine culturale non significa che ci sia motivo di preoccuparsi dell&#8217;abuso di tale autorità, perché chi è che vuole o desidera che questa autorità culturale non esista? Allo stesso modo, poteva sperare che non esistesse la milizia, che non esistesse la polizia, che non esistesse il potere dello stato e che nemmeno lo stato esistesse. E se qualcuno è così preoccupato che non esista la minima autorità statale, allora non si preoccupino, abbiate pazienza, verrà il giorno in cui nemmeno lo stato esisterà (APPLAUSI).</p>
<p>Ci deve essere un consiglio che guidi, incoraggi, sviluppi, lavori per creare le migliori condizioni per il lavoro di artisti e intellettuali, e chi è il primo difensore degli interessi di artisti e intellettuali se non quello stesso consiglio? Chi è che propone leggi e suggerisce misure di ogni genere per innalzare queste condizioni se non il Consiglio Nazionale della Cultura? Chi propone una legge nazionale sulla stampa per correggere le carenze qui segnalate? Chi propone la creazione dell&#8217;Istituto di Etnologia e Folklore se non proprio il Consiglio Nazionale? Chi sostiene che siano disponibili i budget e le valute estere necessari per introdurre libri, che non sono entrati nel paese da molti mesi, per acquisire materiale in modo che pittori e artisti plastici possano lavorare? Chi si occupa dei problemi economici, cioè delle condizioni materiali degli artisti? Che istituzione è che si preoccupa di tutta una serie di esigenze attuali di scrittori e artisti? Chi difende all&#8217;interno del governo i bilanci, gli immobili e i progetti, proprio per alzare il livello delle condizioni e delle circostanze in cui si va a lavorare? È proprio il Consiglio Nazionale della Cultura.</p>
<p>Perché considerare quel consiglio con riserva? Perché considerare quell&#8217;autorità come una presunta autorità che farà esattamente l&#8217;opposto per limitare le nostre condizioni, per soffocare il nostro spirito creativo? Si considera che chi non abbia problemi di alcun genere potrebbe preoccuparsi di quell&#8217;autorità, ma in realtà chi sa apprezzare la necessità di tutta la gestione e tutto il lavoro che questo consiglio deve fare non lo considererebbe mai con riserbo, e anche perché il Consiglio ha anche un obbligo verso il popolo e ha un obbligo verso la Rivoluzione e verso il Governo Rivoluzionario, che è quello di realizzare gli obiettivi per i quali è stato creato, e ha tanto interesse al successo del suo lavoro quanto ogni artista ha anche un interesse per il suo successo.</p>
<p>Non so se mi rimarranno da trattare alcuni dei problemi fondamentali che sono stati qui evidenziati. Il problema del film è stato molto discusso. Non ho visto il film: voglio vedere il film (RISATE), sono curioso di vedere il film. Qual è stato il film maltrattato? In realtà credo che nessun film abbia ricevuto così tanti riconoscimenti e che nessun film sia stato discusso così tanto (RISATE).</p>
<p>Sebbene non abbiamo visto quel film, abbiamo fatto riferimento ai criteri di una serie di colleghi che hanno visto il film, tra cui i criteri del compagno presidente, i criteri di diversi colleghi del Consiglio Nazionale della Cultura. Va da sé che è un criterio ed è un parere che merita tutto il rispetto per noi, ma c&#8217;è una cosa che credo non si possa discutere, ed è diritto stabilito dalla legge di esercitare la funzione che l&#8217;Istituto svolgeva in questo caso del cinema o della commissione di revisione. Questo diritto del governo è in discussione? Il governo ha il diritto di esercitare questa funzione? Per noi in questo caso la funzione fondamentale è, in primo luogo, se quel diritto esista o meno da parte del governo. Sarà possibile discutere la questione della procedura, come è stata fatta, se non è stata amichevole, se una procedura amichevole avrebbe potuto essere migliore; è persino possibile discutere se la decisione fosse equa o meno; ma c&#8217;è qualcosa di cui credo che nessuno stia discutendo, che è il diritto del governo ad esercitare tale funzione. Perché se contestiamo questo diritto, allora significherebbe che il governo non ha il diritto di revisionare i film che verranno mostrati alla gente. E penso che sia un diritto che non si discute.</p>
<p>C&#8217;è anche una cosa che tutti capiamo perfettamente: che tra le manifestazioni di tipo intellettuale o artistico, che hanno un&#8217;importanza in termini di educazione del popolo o di formazione ideologica del popolo, ce ne sono alcune superiori ad altri tipi di manifestazioni artistiche, e non credo che nessuno osi negare che una di queste fondamentali e molto importante sia il cinema, come la televisione.</p>
<p>E si potrebbe davvero discutere nel bel mezzo della Rivoluzione del diritto del governo di regolamentare, rivedere e supervisionare i film che vengono mostrati al popolo? È di questo che si discute? E questo può essere considerato una limitazione o una formula proibitiva, il diritto del governo rivoluzionario di controllare quei mezzi di diffusione che tanto influiscono sul popolo? Se mettiamo in discussione questo diritto del governo rivoluzionario, incorreremmo in un problema di principio, perché negare quel potere al governo rivoluzionario significherebbe negare al governo la sua funzione e responsabilità, specialmente nel mezzo di una lotta rivoluzionaria, di guidare il popolo e di guidare la rivoluzione.</p>
<p>E a volte, quel diritto del governo sembra sia stato contestato. E in realtà se quel diritto del governo viene messo in discussione, crediamo che il governo abbia quel diritto. E se ha questo diritto, può farne uso; può sbagliare. Ciò non significa che il governo sia infallibile. Il governo che agisce nell&#8217;esercizio di un diritto o di una funzione che gli corrisponde non deve necessariamente essere infallibile.</p>
<p>Ma chi è che ha così tante riserve sul governo? Chi è quello con tanti dubbi? Chi è colui che è così sospettoso del governo rivoluzionario e chi è così sospettoso del governo rivoluzionario, che anche quando pensa che la sua decisione sia sbagliata, pensa che costituisca un pericolo e costituisca un vero motivo di terrore pensare che il governo può sempre sbagliare? Non sto affermando, tutt&#8217;altro, che il governo abbia sbagliato in quella decisione, quello che sto affermando è che il governo ha agito nell&#8217;esercizio di un diritto; cerco di mettermi nei panni di chi ha lavorato in quel film, cerco di mettermi nello spirito di chi ha fatto il film, e cerco di capire anche il loro dolore, il loro disgusto, il loro dolore che il film non sia stato proiettato.</p>
<p>Chiunque può capirlo perfettamente. Ma bisogna capire che si è agito nell&#8217;esercizio di un diritto, e che è stato un criterio che ha avuto l&#8217;appoggio di colleghi competenti e colleghi incaricati di governo, e che in realtà non esiste un diritto fondato a diffidare dello spirito di giustizia ed equità degli uomini del Governo Rivoluzionario, perché il Governo Rivoluzionario non ha dato motivo a nessuno di mettere in discussione il suo spirito di giustizia e di equità.</p>
<p>Non possiamo pensare di essere perfetti. Non possiamo nemmeno pensare di essere esenti dalle passioni. Qualcuno potrebbe far notare che certi compagni di governo sono passionali o non estranei alle passioni, e chi lo crede può davvero garantire che anche loro non siano estranei alle passioni? Ed è possibile contestare atteggiamenti di natura personale ad alcuni colleghi senza nemmeno accettare che queste opinioni possano essere anche colorate da atteggiamenti di natura personale? Qui potremmo dire che chi si sente perfetto o si sente privo di passioni, scagli la prima pietra.</p>
<p>Penso che ci sia stato personalismo e passione nella discussione. Non c&#8217;è stato nessun personalismo e nessuna passione in queste discussioni? È che tutti qui sono venuti assolutamente spogliati di passioni e personalità? È che siamo stati tutti completamente spogliati dello spirito di gruppo? È che non ci sono state correnti e tendenze all&#8217;interno di questa discussione? Questo non può essere negato. Se un bambino di sei anni fosse stato seduto qui, sarebbe stato anche consapevole delle diverse correnti e dei diversi punti di vista e delle diverse passioni che si discutevano.</p>
<p>I colleghi hanno detto tante cose, hanno detto cose interessanti; alcuni hanno detto cose brillanti. Sono stati tutti molto eruditi (RISATE). Ma soprattutto c&#8217;è stata una realtà: la realtà stessa del confronto e la libertà con cui ognuno ha potuto esprimersi e difendere i propri punti di vista; la libertà con cui ognuno ha potuto parlare e presentare qui i propri criteri in un gruppo, un incontro ampio —e ogni giorno più ampio—, un incontro che comprendiamo essere un incontro positivo, un incontro dove possiamo dissipare tutta una serie di dubbi e preoccupazioni.</p>
<p>E che ci siano state lamentele, chi ne dubita? (RISATE) E che qui ci siano state guerre e scaramucce tra scrittori e artisti, chi può dubitarne? (RISATE.) E che ci siano state critiche e supercritici, chi ne dubita? E che alcuni compagni hanno provato le loro armi e provato le loro armi a spese di altri compagni, chi può dubitarne?</p>
<p>Qui hanno parlato &#8220;i feriti” e hanno espresso il loro accorato lamento contro quelli che hanno ritenuto attacchi ingiusti. Per fortuna non ci sono stati cadaveri, ma feriti (RISATE); anche i compagni ancora convalescenti per le ferite ricevute (RISATE). E alcuni di loro hanno reclamato per una palese ingiustizia perché sono stati attaccati con cannoni da grosso calibro senza poter nemmeno rispondere al fuoco.</p>
<p>Che ci siano state dure critiche, chi ne dubita? E in un certo senso quel problema è sorto qui. E non possiamo pretendere di risolvere questi problemi in due parole. Ma penso che tra le cose che sono state sollevate qui, una delle più corrette è che lo spirito di critica dovrebbe essere costruttivo, positivo e non distruttivo. Questo concetto, anche quelli di noi che non capiscono nulla di critica, lo vediamo chiaramente. Per una ragione la parola critica è diventata sinonimo di attacco, quando in realtà non significa questo, non deve significare questo. Ma quando a qualcuno viene detto: &#8220;il tal dei tali ti ha criticato&#8221;, si arrabbia immediatamente prima di chiedere cosa ha detto (RISATE). Voglio dire, l&#8217;hanno distrutto. Cioè, ci deve essere un principio nella critica: che sia costruttiva.</p>
<p>Se, in realtà, a qualcuno di noi che siamo stati un po&#8217; all&#8217;oscuro di questi problemi o di queste lotte, di queste analisi e prove di armi, spiegano il caso di alcuni colleghi che sono stati quasi sull&#8217;orlo di una depressione insormontabile, possiamo simpatizzare con le vittime; perché abbiamo questa tendenza a simpatizzare con le vittime.</p>
<p>Noi qui, sinceramente, abbiamo voluto solo contribuire alla comprensione e all&#8217;unità di tutti. E abbiamo cercato di evitare parole che servono a ferire o scoraggiare chiunque. Ma un fatto è indiscutibile: che ci possono essere casi di queste lotte o controversie, in cui non ci sono condizioni uguali per tutti.</p>
<p>Questo da parte della Rivoluzione non può essere giusto. La Rivoluzione non può dare le armi ad alcuni contro gli altri, la Rivoluzione non deve dare le armi ad alcuni contro gli altri. Crediamo che scrittori e artisti dovrebbero avere tutti l&#8217;opportunità di esprimersi; crediamo che scrittori e artisti, attraverso la loro associazione, debbano avere un&#8217;ampia rivista culturale, alla quale tutti abbiano accesso.</p>
<p>Non pensate che sarebbe una cosa giusta?</p>
<p>La Rivoluzione può mettere queste risorse, non nelle mani di un gruppo: la Rivoluzione può e deve mettere quelle risorse in modo tale che possano essere ampiamente utilizzate da tutti gli scrittori e artisti.</p>
<p>Presto voi costituirete l&#8217;Associazione degli Artisti, parteciperete a un congresso. Non so se le questioni sollevate dal compagno Walterio su Arango e Parreño e su Saco saranno discusse o meno (RISATE); ma sappiamo che si incontreranno. E una delle cose che proponiamo è che l&#8217;Associazione degli Artisti, dove tutti dovrebbero partecipare con uno spirito veramente costruttivo &#8230; Perché se qualcuno pensa che lo vogliamo eliminare, perché se qualcuno pensa che lo vogliamo annegare, possiamo rassicuralo che ha assolutamente torto. Ecco perché questo congresso deve essere tenuto con uno spirito veramente costruttivo, e può essere svolto. E crediamo che voi siate in grado di sviluppare questo congresso con questo spirito. Che si organizzi una forte associazione di artisti e scrittori &#8211; ed era ora &#8211; e che voi, in modo organizzato, possiate contribuire con tutto il vostro entusiasmo ai compiti che vi spettano nella Rivoluzione. E renderlo un organismo ampio, di tutti gli artisti e scrittori.</p>
<p>Crediamo che questa sarebbe una formula in modo che quando ci incontreremo di nuovo &#8211; e crediamo che dobbiamo incontrarci di nuovo (APPLAUSI) &#8230; Almeno non dobbiamo privarci volontariamente del piacere e dell&#8217;utilità di questi incontri, che per noi hanno costituito anche un motivo di attenzione a tutti questi problemi. Dobbiamo incontrarci di nuovo. Che cosa significa? Bene, dobbiamo continuare a discutere di questi problemi. In altre parole, ci sarà qualcosa che dovrebbe essere motivo di tranquillità per tutti, e cioè conoscere l&#8217;interesse che il governo ha per i problemi e, allo stesso tempo, l&#8217;opportunità di discutere tutte queste questioni in un’ampia assemblea.</p>
<p>Ci sembra che questo debba essere motivo di soddisfazione per scrittori e artisti. E con ciò continueremo anche a raccogliere informazioni e ad acquisire una migliore conoscenza da parte nostra.</p>
<p>Il Consiglio Nazionale deve avere anche un altro organismo di diffusione. Penso che questo significhi mettere le cose al loro posto. E questa non può essere chiamata cultura diretta dall’alto o che asfissia lo spirito creativo artistico. Chi ha tutti i cinque i sensi ed è anche un vero artista può preoccuparsi che ciò costituisca asfissia dello spirito creativo? La Rivoluzione vuole che gli artisti mettano il massimo sforzo a favore del popolo, vuole che mettano il massimo interesse e impegno nell&#8217;opera rivoluzionaria. E crediamo che sia una giusta aspirazione della Rivoluzione.</p>
<p>Voi pensate che qui diremo alla gente cosa scrivere? No. Che ognuno scriva quello che vuole. E se quello che scrive non funziona, fatti suoi; se quello che dipinge non funziona, fatti suoi. Non vietiamo a nessuno di scrivere sull&#8217;argomento di cui vuole scrivere. Al contrario: che ciascuno si esprima nel modo che ritiene pertinente, e che esprima liberamente il soggetto che vuole esprimere. Apprezzeremo sempre la sua creazione attraverso il prisma e il vetro rivoluzionario: anche questo è un diritto del governo rivoluzionario, rispettabile quanto il diritto di ogni persona di esprimere ciò che vuole esprimere.</p>
<p>Ci sono una serie di misure che si stanno applicando, alcune delle quali abbiamo già descritto.</p>
<p>Per chi era preoccupato per il problema della tipografia nazionale: la tipografia nazionale, infatti, un organismo di nuova costituzione, che è sorta in condizioni di lavoro difficili, e che doveva iniziare a lavorare in un giornale che improvvisamente ha chiuso &#8211; e noi eravamo presenti il giorno che questo giornale è diventato il primo laboratorio della tipografia nazionale con tutti i suoi operai e direttori &#8211; e che ha dovuto pubblicare anche una serie di opere di tipo militare, sappiamo che ha delle carenze e che si risolveranno. A tal fine è già stata presentata al governo una legge per creare diverse case editrici all&#8217;interno della tipografia nazionale, in modo che non vi sia motivo di ripetere le lamentele che sono state fatte in questa riunione sulla tipografia nazionale.</p>
<p>E si fanno o si faranno anche i relativi accordi per l&#8217;acquisto di libri, l&#8217;acquisizione di materiale per il lavoro; cioè per risolvere tutti quei problemi che hanno preoccupato scrittori e artisti e sui quali il Consiglio Nazionale della Cultura ha molto insistito, perché sapete che nello stato ci sono diversi dipartimenti e diverse istituzioni, e che all&#8217;interno dello stato ognuno esige e aspira a poter contare sulle risorse necessarie per adempiere pienamente le sue funzioni.</p>
<p>Vogliamo sottolineare alcuni aspetti in cui sono già stati fatti dei progressi, e che dovrebbero essere fonte di incoraggiamento per tutti noi, come il successo ottenuto, ad esempio, con l&#8217;orchestra sinfonica, che è stata ricostruita, totalmente reintegrata, e non ha raggiunto solo alti livelli nell&#8217;ordine artistico, ma anche nell&#8217;ordine rivoluzionario, perché ci sono 50 membri dell&#8217;orchestra sinfonica che sono miliziani. Anche il balletto cubano è stato ricostruito e ha appena fatto una tournée all&#8217;estero, dove ha raccolto l&#8217;ammirazione e il riconoscimento di tutti i popoli dove ha lavorato. Il gruppo di danza moderna sta avendo successo e ha anche ricevuto inestimabili riconoscimenti in Europa. Anche la Biblioteca Nazionale, dal canto suo, sta sviluppando una politica a favore della cultura, a favore di quelle cose che vi preoccupavano per risvegliare l&#8217;interesse popolare per la musica, per la pittura; ha istituito un reparto di pittura, con lo scopo di far conoscere le opere al popolo; un dipartimento musicale, un dipartimento giovanile, una sezione anche per bambini.  Prima di entrare in questa stanza, abbiamo visitato il dipartimento della biblioteca nazionale per i bambini, abbiamo visto il numero di bambini che sono già associati, il lavoro che si sta sviluppando lì e i progressi che ha fatto la biblioteca nazionale, che costituiscono anche una ragione per il governo per fornire le risorse necessarie per continuare a sviluppare quel lavoro. La tipografia nazionale è già una realtà e, con le nuove forme di organizzazione che le verranno date, è anche una conquista della Rivoluzione, che contribuirà straordinariamente alla preparazione del popolo.</p>
<p>Anche l&#8217;istituto cinematografico è una realtà. Durante tutta questa prima fase, fondamentalmente, sono stati fatti gli investimenti necessari per dotarlo delle attrezzature materiali di cui ha bisogno per funzionare. Almeno la Rivoluzione ha posto le basi dell&#8217;industria cinematografica, il che costituisce un grande sforzo se si tiene conto che il nostro non è un paese industrializzato, fatto che ha comportato sacrifici nell&#8217;acquisizione di tutto questo materiale. Inoltre, se non ci sono più strutture in fatto di cinema, non è dovuto a una politica governativa restrittiva, ma semplicemente alla scarsità delle attuali risorse economiche per creare un movimento di appassionati che permetta lo sviluppo di tutti i talenti del cinema, e che sarà messo in pratica quando si potrà contare su tali risorse. La politica nell&#8217;istituto del cinema sarà di discussione e anche di emulazione tra i diversi gruppi di lavoro.</p>
<p>Il compito dello stesso istituto cinematografico non può ancora essere giudicato. Non ha ancora avuto il tempo di fare un&#8217;opera che possa essere giudicata, ma ha lavorato, e sappiamo che una serie di documentari realizzati dall&#8217;istituto cinematografico hanno contribuito molto a diffondere all&#8217;estero l&#8217;opera della Rivoluzione.</p>
<p>Ma ciò che è interessante da notare è che le basi per l&#8217;industria cinematografica sono già state stabilite. C&#8217;è stato anche un lavoro di pubblicità, convegni, estensione culturale attraverso i diversi organismi; ma che alla fine questo è niente in confronto a ciò che si può fare e a ciò che la Rivoluzione aspira di poter sviluppare.</p>
<p>Ci sono ancora una serie di domande da risolvere che interessano scrittori e artisti, ci sono problemi di natura materiale; vale a dire, ci sono problemi di natura economica. Non sono le condizioni di prima. Oggi non esiste un piccolo settore privilegiato che acquista le opere degli artisti, tra l&#8217;altro a prezzi di miseria, poiché più di un artista è finito indigente e dimenticato. Restano ancora da affrontare e risolvere quei problemi che il Governo Rivoluzionario deve risolvere e che devono preoccupare il Consiglio Nazionale della Cultura, nonché il problema degli artisti che non producono più e sono completamente indifesi, garantendo all&#8217;artista non solo la condizioni materiali adeguate, ma anche la garanzia che non dovranno più preoccuparsi quando non potranno più lavorare.</p>
<p>In un certo senso, la riorganizzazione che è stata data all&#8217;istituto per il diritto d&#8217;autore ha avuto come conseguenza che una serie di autori che venivano miseramente sfruttati e i cui diritti venivano derisi, ora hanno entrate che hanno permesso a molti di loro di uscire dalla situazione di estrema povertà in cui si trovavano.</p>
<p>Questi sono passi che la Rivoluzione ha compiuto, ma non significano più di alcuni passi che devono precedere altri passi per creare le condizioni migliori.</p>
<p>C&#8217;è anche l&#8217;idea di organizzare qualche luogo di riposo e di lavoro per artisti e scrittori.</p>
<p>In una certa occasione, durante un piccolo viaggio su tutto il territorio nazionale, ci era venuta l&#8217;idea di costruire un quartiere in un luogo molto bello sull&#8217;Isla de Pinos, un villaggio in mezzo alle pinete &#8211; in quel momento stavamo pensando di istituire una sorta di premio per i migliori scrittori e artisti progressisti del mondo &#8211; come riconoscimento e soprattutto come tributo a quegli scrittori e artisti; un progetto che non ha preso forma ma che può essere riproposto per fare un quartiere o un villaggio, un&#8217;oasi di pace che invita al riposo, che invita a scrivere (APPLAUSI). E penso che valga la pena per gli artisti, compresi gli architetti, iniziare a disegnare e concepire il luogo di riposo ideale per uno scrittore o un artista, e vedere se possono essere d&#8217;accordo su questo (RISATE).</p>
<p>Il governo rivoluzionario è disposto a stanziare risorse da parte sua in una piccola parte del bilancio ora che tutto è stato pianificato. E la pianificazione sarà un limite allo spirito creativo di noi rivoluzionari? Perché in un certo senso, non dimentichiamo che noi, rivoluzionari un po&#8217; fantasiosi, ci troviamo ora di fronte alla realtà della pianificazione; e questo ci pone anche un problema, perché fino ad ora siamo stati spiriti creativi di iniziative rivoluzionarie e investimenti anche rivoluzionari che ora devono essere pianificati. Che non crederanno che siamo esenti da problemi e che, dal nostro punto di vista, potremmo anche protestare contro questo.</p>
<p>In altre parole, si saprà cosa si farà l&#8217;anno prossimo, l&#8217;anno seguente, l&#8217;anno seguente ancora. Chi discuterà che si deve pianificare l&#8217;economia? Ma all&#8217;interno di quella progettazione è possibile costruire un luogo di riposo per scrittori e artisti, e sarebbe davvero una soddisfazione se la Rivoluzione potesse annoverare questa realizzazione tra le opere che sta realizzando. Siamo stati qui preoccupati per la situazione attuale di scrittori e artisti, abbiamo un po&#8217; dimenticato le prospettive per il futuro. E noi, che non abbiamo niente per lamentarci di voi, però abbiamo anche passato un po&#8217; di tempo a pensare agli artisti e agli scrittori del futuro, e pensiamo cosa succederà se si incontreranno di nuovo – dal momento che devono incontrarsi di nuovo – uomini del governo, in futuro, tra cinque, tra dieci anni &#8211; non è detto che dobbiamo essere proprio noi &#8211; con scrittori e artisti, quando la cultura avrà acquisito lo straordinario sviluppo che aspiriamo di raggiungere, con scrittori e artisti del futuro, quando usciranno i primi frutti del progetto di accademie e scuole che esistono oggi.</p>
<p>Molto prima che queste domande venissero sollevate, il governo rivoluzionario era già preoccupato per l&#8217;estensione della cultura al popolo.</p>
<p>Siamo sempre stati molto ottimisti. Credo che senza essere ottimisti non si possa essere rivoluzionari, perché le difficoltà che una Rivoluzione deve superare sono molto serie. E devi essere ottimista! Un pessimista non potrebbe mai essere un rivoluzionario.</p>
<p>C&#8217;erano diverse agenzie statali tipiche della prima fase della rivoluzione. La Rivoluzione ha avuto le sue tappe. La Rivoluzione ebbe la sua fase in cui una serie di iniziative scaturirono da una serie di organismi; anche l&#8217;INRA svolgeva attività di divulgazione culturale. Non abbiamo nemmeno smesso di confrontarci contro il Teatro Nazionale, perché loro stavano facendo un lavoro e noi all&#8217;improvviso ne stavamo facendo un altro per conto nostro. Tutto questo è già stato inquadrato all&#8217;interno di un&#8217;organizzazione.</p>
<p>E così, nei nostri progetti, nei confronti dei contadini delle cooperative e delle fattorie, è nata l&#8217;idea di portare la cultura nelle campagne, nelle fattorie e nelle cooperative. Come? Insomma, facendo venire i contadini affinché diventassero istruttori di musica, danza, teatro. Noi ottimisti non possiamo che lanciare iniziative di questo tipo.</p>
<p>Ebbene, come risvegliare nel contadino l&#8217;amore per il teatro, per esempio? Dov&#8217;erano gli istruttori? Da dove li abbiamo presi per inviarli, ad esempio, a 300 fattorie di paese ed a 600 cooperative? Che sono certo tutti concorderete che se si realizza è positivo, e soprattutto iniziare a scoprire nel villaggio talenti e trasformare le persone in un autore e anche un creatore, perché alla fine è il popolo il grande creatore.</p>
<p>Non dobbiamo dimenticarlo, e non dobbiamo dimenticare nemmeno le migliaia e migliaia di talenti che saranno andati perduti nei nostri campi e nelle nostre città per mancanza di condizioni e opportunità di sviluppo, che sono come quei geni nascosti, i geni dormienti che stavano aspettando la mano di seta &#8211; non voglio essere molto erudito qui &#8211; che sarebbe venuta a svegliarli, ad addestrarli.</p>
<p>Nei nostri campi, ne siamo tutti sicuri &#8211; a meno che non presumiamo di essere i più intelligenti nati in questo paese, e comincio col dire che non presumo una cosa del genere. Molte volte ho realizzato come esempio il fatto che nel luogo dove sono nato, tra circa 1.000 bambini, ero l&#8217;unico che ha potuto studiare fino a un titolo universitario, studiato male, tra l&#8217;altro, senza poter sfuggire al passaggio attraverso una serie di collegi di sacerdoti, eccetera, eccetera (RISATE).</p>
<p>Non voglio lanciare anatemi contro nessuno, tutt&#8217;altro. Dico che ho lo stesso diritto che aveva qualcuno di dire &#8211; qualcuno qui che è venuto e ha detto anche quello che voleva dire, di lamentarsi -: &#8220;Ho il diritto di lamentarmi&#8221;.</p>
<p>Qualcuno ha detto che è stato formato dalla società borghese. Posso dire che sono stato formato da qualcosa di peggio ancora: che sono stato formato dal peggio della reazione, e dove buona parte degli anni della mia vita sono stati persi nell&#8217;oscurantismo, nella superstizione e nella menzogna, a quel tempo, quando non ti insegnavano a pensare, ma ti costringevano a credere.</p>
<p>Credo che quando l&#8217;uomo è destinato a troncare la sua capacità di pensare e ragionare, lo trasformano, da essere umano, in animale domestico (APPLAUSI). Non mi sto ribellando ai sentimenti religiosi dell&#8217;uomo. Rispettiamo quei sentimenti, rispettiamo il diritto dell&#8217;uomo alla libertà di credo e di culto. Ciò non significa che il mio sia stato rispettato; non avevo nessuna libertà di credo o di culto, ma mi hanno imposto un credo e un culto e mi hanno addomesticato per 12 anni (RISATE).</p>
<p>Naturalmente devo pensare con un po&#8217; di rimpianto agli anni che avrei potuto impiegare, nel momento in cui i giovani hanno la massima dose di interesse e curiosità per le cose, avrei potuto trascorrere tutti quegli anni nello studio sistematico e mi avrebbero permesso di acquisire quella cultura che oggi i bambini di Cuba avranno l&#8217;opportunità di acquisire ampiamente.</p>
<p>Vale a dire che, nonostante tutto questo, l&#8217;unico che, su mille, poteva conseguire un titolo universitario, doveva passare per quel mulino di pietra dove, miracolosamente, non eri mentalmente schiacciato per sempre. Quindi l&#8217;unico su 1.000 ha dovuto affrontare tutto questo. Perché? Ah, perché ero l&#8217;unico su mille che poteva pagare il collegio privato per studiare in campagna.</p>
<p>Ora, è per questo che crederò di essere il più in forma e il più intelligente tra i 1.000? Credo che siamo un prodotto della selezione, ma non tanto naturale quanto sociale. Socialmente sono stato selezionato per andare all&#8217;università, e socialmente sono qui a parlare ora, per un processo di selezione sociale, non naturale.</p>
<p>La selezione sociale ha lasciato nell&#8217;ignoranza chissà quante decine di migliaia di giovani superiori a tutti noi; questa è una verità. E quelli che si considerano artisti devono pensare che là fuori potrebbero esserci stati artisti molto migliori di lui — spero che Guillén non si arrabbi per quello che sto dicendo— (RISATE). Se non lo ammettiamo, saremo sulla luna. Siamo privilegiati in mezzo a tutto, perché non siamo nati figli del carrettiere. E non solo per questo siamo privilegiati.</p>
<p>Ma comunque, quello che stavo per dire &#8211; e poi posso dirvi in cos&#8217;altro siamo privilegiati &#8211; è che questo dimostra la quantità di enorme di intelligenze che sono state semplicemente perse per mancanza di opportunità. Porteremo l&#8217;opportunità a tutte queste intelligenze, creeremo le condizioni che permettano a tutti i talenti artistici o letterari o scientifici o di qualsiasi ordine di svilupparsi.</p>
<p>E pensa a cosa significa la Rivoluzione che permette una cosa del genere e che d&#8217;ora in poi, dal prossimo anno accademico, tutte le persone saranno alfabetizzate, con scuole in tutte le parti di Cuba, con campagne di seguito e con la formazione di istruttori che permettono di conoscere e scoprire tutte le qualità. E questo è solo per iniziare. È che tutti quegli istruttori del settore sapranno quale bambino ha una vocazione e indicheranno quale bambino deve ricevere una borsa di studio per portarlo all&#8217;Accademia Nazionale d&#8217;Arte; ma, allo stesso tempo, risveglieranno il gusto artistico e l&#8217;interesse culturale negli adulti.</p>
<p>E alcune prove che sono state effettuate dimostrano la capacità del contadino e dell&#8217;uomo del popolo di assimilare questioni artistiche, assimilare cultura e cominciare subito a produrre. E ci sono colleghi che sono stati in alcune cooperative, che sono già riusciti a far avere ai soci della cooperativa il loro gruppo teatrale. E, inoltre, è stato dimostrato di recente, con le rappresentazioni di diverse parti della repubblica e delle opere artistiche realizzate dagli uomini e dalle donne del popolo. Bene, calcola cosa significherà quando avremo un istruttore di teatro, un istruttore di musica e un istruttore di danza in ogni cooperativa e in ogni fattoria della città.</p>
<p>In soli due anni potremo inviare 1.000 istruttori – più di 1.000 – per il teatro, la danza e la musica.</p>
<p>Le scuole sono state organizzate, stanno già lavorando, e immaginate quando ci saranno 1.000 gruppi di danza, musica e teatro in tutta l&#8217;isola, in campagna &#8211; non stiamo parlando di città, in città è un po&#8217; più facile, cosa significherà in estensione culturale.</p>
<p>Perché qui qualcuno ha detto che è necessario alzare il livello culturale del popolo. Ma come? Di questo si è occupato il Governo Rivoluzionario, e il Governo Rivoluzionario sta creando quelle condizioni affinché, nel giro di pochi anni, la cultura, il livello di preparazione culturale del popolo sarà cresciuto straordinariamente.</p>
<p>Abbiamo scelto questi tre rami, ma possiamo continuare a sceglierne degli altri e il lavoro può continuare a sviluppare la cultura in tutti gli aspetti.</p>
<p>Quella scuola sta già funzionando e i colleghi che lavorano nella scuola sono soddisfatti dell&#8217;avanzamento di questo gruppo di futuri istruttori. Ma, in più, è già iniziata la costruzione dell&#8217;Accademia Nazionale d&#8217;Arte, a parte dell&#8217;Accademia Nazionale di Arti Manuali. E, tra l&#8217;altro, Cuba avrà l&#8217;accademia d&#8217;arte più bella del mondo. Perché? Perché quell&#8217;accademia si trova nel quartiere residenziale più bello del mondo, dove viveva la borghesia più lussuosa del mondo. E lì, nel quartiere migliore della borghesia più ostentata e lussuosa e più ignorante &#8211; per inciso &#8211; (RISATE E APPLAUSI) &#8230; perché a nessuna di quelle case manca un bar, delle altre cose non se ne preoccupavano &#8211; salvo eccezioni -, cioè dei problemi culturali; vivevano in un modo incredibilmente favoloso. E vale la pena fare una passeggiata lì per vedere come vivevano quelle persone, ma non sapevano che straordinaria accademia d&#8217;arte stavano costruendo! (RISATE.)</p>
<p>Ed è ciò che resterà di quello che hanno fatto, perché gli studenti abiteranno nelle case che furono residenze dei milionari, non vivranno in clausura; vivranno come in una casa, e poi frequenteranno le lezioni all&#8217;accademia. L&#8217;accademia sarà situata al centro del Country Club, dove un gruppo di architetti-artisti ha progettato un&#8217;opera &#8211; sono là fuori? Ritiro quello che ho detto— (RISATE), hanno progettato le costruzioni che verranno realizzate; hanno già iniziato, hanno l&#8217;impegno di finirlo entro il mese di dicembre; abbiamo già 300.000 piedi di caoba e legni pregiati per mobili. È al centro del campo da golf, in una natura che è un sogno, e lì avrà sede l&#8217;Accademia Nazionale d&#8217;Arte, con 60 residenze intorno, con accanto il circolo sociale, che a sua volta ha ristoranti, aule, saloni, piscina e anche un&#8217;area per i visitatori, dove possono essere ospitati insegnanti stranieri che vengono ad aiutarci, e con una capienza fino a 3.000 bambini, cioè 3.000 borsisti, e con la speranza che il prossimo accademico anno inizierà a funzionare. E subito comincerà a funzionare anche l&#8217;Accademia Nazionale delle Arti Manuali con altrettante residenze, su un altro campo da golf e con un&#8217;altra costruzione simile. Saranno, cioè, accademie di tipo nazionale &#8211; non vuol dire che siano le uniche scuole, tutt&#8217;altro &#8211; dove quei giovani che dimostreranno maggiori capacità riceveranno borse di studio, senza costare assolutamente nulla alle loro famiglie, e avere le condizioni ideali per svilupparsi.</p>
<p>Chiunque vorrebbe essere un ragazzo oggi per entrare in una di quelle accademie. Questo non è vero? (GRIDI DI: &#8220;Certo!&#8221;).</p>
<p>Qui si parlava di pittori che bevevano un caffè latte, che passavano 15 giorni bevendo solo un caffè latte. Calcola quanto sono diverse le condizioni. E poi ci diranno se lo spirito creativo troverà o meno le condizioni migliori per svilupparsi: istruzione, alloggio, cibo, cultura generale, perché ci andranno dall&#8217;età di otto anni e riceveranno una cultura generale insieme alla formazione artistica.</p>
<p>E vorremo o non vorremo che quei ragazzi si sviluppino pienamente lì sotto tutti gli aspetti?</p>
<p>Queste sono, più che idee o sogni, realtà già della Rivoluzione: gli istruttori che si preparano, le scuole nazionali che si preparano, più le scuole amatoriali, perché  anche loro verranno fondate.</p>
<p>Ecco perché la Rivoluzione è importante. Perché come possiamo farlo senza la rivoluzione? Dobbiamo supporre di avere paura che il nostro spirito creativo appassisca, &#8220;schiacciato dalle mani dispotiche della rivoluzione stalinista&#8221;? (RISATE.)</p>
<p>Signori, non vale la pena pensare al futuro? I nostri fiori potranno appassire quando piantiamo fiori ovunque, quando forgiamo quegli spiriti creativi del futuro? E chi non scambierebbe il presente &#8211; chi non scambierebbe il proprio presente! &#8211; per questo futuro? (APPLAUSI.) Chi non sacrificherebbe il proprio per quel futuro e chi ha sensibilità artistica non è disposto, proprio come il combattente che muore in battaglia sapendo che muore, che cessa fisicamente di esistere, per aprire la strada con il suo sangue al trionfo dei suoi simili, del suo popolo?</p>
<p>Pensa al combattente che muore lottando: sacrifica tutto ciò che ha, sacrifica la sua vita, sacrifica la sua famiglia, sacrifica sua moglie, sacrifica i suoi figli. Perché? In modo che possiamo fare tutte queste cose. E chi ha sensibilità umana, sensibilità artistica non pensa che per farlo valga la pena fare i sacrifici necessari?</p>
<p>Ma la Rivoluzione non chiede sacrifici di geni creativi. Al contrario, la Rivoluzione dice: metti quello spirito creativo al servizio di questo lavoro senza temere che il tuo lavoro venga troncato. Ma se un giorno pensi che il tuo lavoro possa essere troncato, riconosci che vale la pena che il tuo lavoro venga troncato per fare un lavoro come questo che abbiamo davanti a noi (APPLAUSO PROLUNGATO).</p>
<p>Al contrario: chiediamo all&#8217;artista di sviluppare al massimo il suo sforzo creativo. Vogliamo creare queste condizioni per l&#8217;artista e l&#8217;intellettuale. Perché se vogliamo crearle per il futuro, come non volerle per artisti e intellettuali attuali?</p>
<p>Vi chiediamo di svilupparle proprio a favore della cultura e a favore dell&#8217;arte, in funzione della Rivoluzione, perché Rivoluzione significa appunto più cultura e più arte. Vi chiediamo di fare la vostra parte in questo lavoro che, dopotutto, sarà un lavoro di questa generazione.</p>
<p>La prossima generazione sarà migliore di noi, ma saremo noi a rendere possibile questa generazione migliore. Saremo i forgiatori di questa generazione futura. Noi, questa generazione senza età, non è una questione di età. Perché discutere di questo delicato problema? (RISATE.)</p>
<p>È che ci stiamo tutti dentro. Perché questo è il lavoro di tutti noi: sia i &#8220;barbuti&#8221; che i glabri; di chi ha i capelli abbondanti, o di chi non ne ha, o li ha bianchi. Questo è il lavoro di tutti noi.</p>
<p>Faremo una guerra contro l&#8217;ignoranza; combatteremo una battaglia contro l&#8217;ignoranza; risveglieremo una protesta inconciliabile contro l&#8217;ignoranza, la combatteremo e metteremo alla prova le nostre armi.</p>
<p>Qualcuno non vuole collaborare? E quale pena più grande che privarsi della soddisfazione di ciò che si fa oggi!</p>
<p>Abbiamo parlato di essere privilegiati. Ah, perché avevamo potuto imparare a leggere e scrivere, andare a scuola, in un istituto, in un&#8217;università, o almeno acquisire abbastanza rudimenti didattici per poter fare qualcosa. E non possiamo definirci privilegiati perché viviamo nel mezzo di una rivoluzione? Non ci siamo dedicati con straordinario interesse a leggere di rivoluzioni? E chi non ha letto con vera sete i racconti della Rivoluzione francese, o la storia della Rivoluzione russa? E chi non ha mai sognato di essere testimone oculare di quelle rivoluzioni?</p>
<p>Ad esempio, c&#8217;era qualcosa che non andava in me. Quando ho letto la Guerra d&#8217;Indipendenza, mi è dispiaciuto di non essere nato in quel momento e mi è dispiaciuto di non essere stato un combattente per l&#8217;indipendenza e di non aver vissuto quella storia. Perché tutti noi abbiamo letto con vera passione le cronache della guerra e della lotta per l&#8217;indipendenza. E abbiamo invidiato gli intellettuali, gli artisti, i guerrieri, i combattenti ed i governanti di quel tempo.</p>
<p>Tuttavia, ci è stato concesso il privilegio di vivere ed essere testimoni oculari di una rivoluzione autentica, di una rivoluzione la cui forza è già una forza che si sviluppa al di fuori dei confini del nostro paese, la cui influenza politica e morale fa rabbrividire e barcollare il popolo in questo continente (APPLAUSI), dove la Rivoluzione Cubana diventa l&#8217;evento più importante di questo secolo per l&#8217;America Latina, l&#8217;evento più importante dopo le guerre di indipendenza avvenute nel XIX secolo: una vera nuova era di redenzione dell&#8217;uomo.</p>
<p>Che cos&#8217;erano infatti quelle guerre di indipendenza se non la sostituzione del dominio coloniale con il dominio delle classi dominanti e sfruttatrici in tutti quei paesi? e abbiamo dovuto vivere un evento storico. Si può dire che il secondo grande evento storico è avvenuto negli ultimi tre secoli in America Latina, di cui noi cubani siamo attori. E che più lavoreremo, più la Rivoluzione sarà come una fiamma inestinguibile, e di più sarà chiamata a svolgere un ruolo storico trascendentale.</p>
<p>E voi, scrittori e artisti, avete avuto il privilegio di essere testimoni oculari di questa rivoluzione. Quando una rivoluzione è un evento così importante nella storia umana, vale la pena vivere una rivoluzione anche solo per testimoniarlo. Anche questo è un privilegio, che chi non è capace di capire queste cose, chi si lascia accecare, chi si lascia confondere, chi si lascia stordire dalla menzogna, alla fine vi rinuncia.</p>
<p>Che dire di chi vi ha rinunciato, e cosa pensare di loro, se non con dolore, che lasciano questo paese in piena effervescenza rivoluzionaria per andare ad immergersi nelle viscere del mostro imperialista, dove nessuna espressione dello spirito può avere vita?</p>
<p>E hanno lasciato la Rivoluzione per andarci. Hanno preferito essere fuggitivi e disertori della loro patria quando potevano essere anche solo spettatori.</p>
<p>E hai l&#8217;opportunità di essere più che spettatore: di essere attore di questa rivoluzione, di scriverne, di esprimerti al riguardo.</p>
<p>E cosa ti chiederanno le generazioni future? Saranno in grado di produrre magnifiche opere artistiche dal punto di vista tecnico. Ma se a un uomo della prossima generazione viene detto che uno scrittore, un intellettuale &#8211; cioè un uomo fra 100 anni &#8211; di questo tempo viveva nella Rivoluzione indifferente ad essa e non esprimeva la Rivoluzione, e non faceva parte della Rivoluzione, sarà difficile per chiunque capirlo, quando negli anni a venire ci saranno tanti che vorranno dipingere la Rivoluzione e vorranno scrivere sulla Rivoluzione e vorranno esprimersi sulla Rivoluzione, raccogliendo dati e informazioni per sapere cosa è successo, come è stato, come hanno vissuto.</p>
<p>Nei giorni scorsi abbiamo avuto l&#8217;esperienza di incontrare una donna di 106 anni che aveva appena finito di imparare a leggere e scrivere, e le abbiamo suggerito di scrivere un libro. Era stata una schiava, e noi volevamo sapere come vedeva il mondo uno schiavo quando era schiavo, quali erano le sue prime impressioni della vita, dei suoi padroni, dei suoi compagni.</p>
<p>Penso che possa scrivere una cosa così interessante che nessuno di noi può scriverla. Ed è possibile che tra un anno diventi alfabetizzata e scriva anche un libro all&#8217;età di 106 anni &#8211; queste sono le cose delle rivoluzioni! &#8211; e diventi una scrittrice e dovremo portarla qui al prossimo incontro (RISATE e APPLAUSI). E poi Walterio deve ammetterlo come uno dei valori della nazionalità ottocentesca (RISATE E APPLAUSI).</p>
<p>Chi può scrivere meglio di lei quello che ha subito lo schiavo? E chi può scrivere meglio di voi il presente? e quante persone inizieranno a scrivere in futuro senza vivere questo, a distanza, collezionando scritti.</p>
<p>E non affrettiamoci a giudicare il nostro lavoro, che avremo in futuro anche troppi giudici. E quello che dobbiamo temere non è quel presunto giudice autoritario, carnefice di cultura, immaginario, che qui abbiamo elaborato. Dobbiamo temere degli altri giudici molto più spaventosi: temere il giudizio dei posteri, temere le generazioni future che saranno, dopo tutto, quelle incaricate di avere l&#8217;ultima parola! (OVAZIONE.)</p>
<p>DIPARTIMENTO VERSIONI STENOGRAFATE&#8221;</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cuba dimostra che è possibile un modello alternativo al capitalismo</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2021 20:06:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ratifichiamo l'impegno della Rivoluzione Cubana per l'unità della "Nostra America", Bolivariana e Martiana, per lottare per tutte le cause giuste nel mondo e per la cooperazione e l'integrazione regionale. Come ha detto in questo storico Congresso il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, la nostra Rivoluzione Socialista, nel mezzo dell'assedio più feroce, è viva, attiva e solida.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12095" alt="bruno-rguez" src="/files/2021/05/bruno-rguez.jpg" width="580" height="326" />Intervento del Ministro delle Relazioni Internazionali della Repubblica di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, in chiusura dell&#8217;Incontro Internazionale di solidarietà con Cuba, 1º maggio 2021</strong></p>
<p>&#8220;Cari partecipanti a questo incontro:</p>
<p>La celebrazione della Giornata Internazionale dei lavoratori si svolge in un momento di emergenza per l&#8217;umanità e una crisi sistemica imposta dalla pandemia della COVID-19.</p>
<p>L&#8217;emergenza non è solo sanitaria. È anche economica, politica e sociale. Dimostra le ingiustizie dell&#8217;ordine economico internazionale, in cui prevalgono le decisioni politiche egoiste, che favoriscono l&#8217;ottenimento di profitti rispetto alla conservazione delle vite umane.</p>
<p>C&#8217;è una nuova divisione dell&#8217;umanità: coloro che hanno accesso a vaccini, medici, respiratori artificiali, ossigeno, test diagnostici, ricoveri; e dall&#8217;altra quelli che muoiono dimenticati, senza assistenza medica e non sanno nemmeno se o quando saranno immunizzati contro il virus.</p>
<p>In questo scenario, la regione dell&#8217;America Latina e dei Caraibi ha registrato livelli allarmanti di crescita della povertà. La disoccupazione è aumentata, ancora di più tra le donne, aumentando la disuguaglianza di genere.</p>
<p>La riduzione degli stanziamenti di bilancio assegnati ai sistemi sanitari ed educativi ha indebolito la capacità di fronteggiare la pandemia. Il saccheggio delle risorse naturali da parte di società multinazionali protette da sistemi politici corrotti non si è fermato.</p>
<p>Nell&#8217;ultimo decennio, l&#8217;imperialismo statunitense ha accelerato i suoi tentativi di esercitare il proprio dominio ed egemonia sulla Nostra America, con l&#8217;esacerbazione dell&#8217;applicazione della Dottrina Monroe e le peggiori pratiche del maccartismo.</p>
<p>Ovunque abbiano potuto, l&#8217;imperialismo e le oligarchie alleate hanno invertito i progressi sociali e politici compiuti dai governi progressisti. Hanno sostenuto governi senza legittimità e candidati politici fascisti e populisti di estrema destra, molto in sintonia con la polarizzazione, la politica sporca, la promozione della divisione e dell&#8217;odio e l&#8217;incitamento all&#8217;insurrezione, che ha avuto luogo negli Stati Uniti.</p>
<p>Hanno usato i sistemi giudiziari, il controllo dei media egemonici e delle nuove tecnologie digitali, le piattaforme tecnologiche monopolistiche e private, e la dittatura dell&#8217;algoritmo e il controllo ferreo delle reti digitali, per perseguitare, imprigionare e indebolire figure progressiste e di sinistra.</p>
<p>Hanno persino fatto ricorso a omicidi, massacri e alla repressione e al divieto più brutale della protesta sociale. I giovani, così come gli anziani, le donne e gli indigeni sono stati assassinati, mutilati, detenuti e torturati, con la complicità degli strumenti dell&#8217;imperialismo come l&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (OSA).</p>
<p>La resistenza e la lotta dei popoli, però, non si sono fermate. L&#8217;articolazione alla ricerca della massima unità possibile tra forze progressiste, governi di sinistra, movimenti sociali e popolari, organizzazioni sindacali, donne, contadini, popoli indigeni, giovani, studenti e settori dell&#8217;intellighenzia e dell&#8217;arte, ha rivitalizzato la protesta e la lotta sociale sulle strade, alle urne e sulle reti digitali, dove si sono sviluppate nuove forme di mobilitazione delle cittadine e dei cittadini consapevoli per la rivendicazione, per l&#8217;emancipazione, ma anche per il potere politico.</p>
<p>In questo contesto diventa ancora più importante lavorare per l&#8217;unità.</p>
<p>Si sono raggiunte vittorie popolari come il ritorno del Movimento al Socialismo (MAS) al governo nello Stato Plurinazionale di Bolivia e anche ciò che si è ottenuto in Cile. I processi politici in Messico e in Argentina contro il modello neoliberista sono stati progressi notevoli. La resistenza dei popoli ha impedito all&#8217;imperialismo di realizzare i suoi obiettivi di rovesciare i governi di Venezuela, Nicaragua e Cuba.</p>
<p>Brutalmente bloccata dai successivi governi degli Stati Uniti, compreso quello attuale, Cuba dimostra che un modello alternativo al capitalismo è possibile. Con grande sforzo, ma con ferma volontà politica, nessun cubano è lasciato a se stesso, tanto meno nelle difficili circostanze imposte dalla pandemia.</p>
<p>Ogni paziente, indistintamente, è una priorità per il sistema sanitario cubano e per lo Stato cubano. Ogni defunto è causa di dolore per il nostro popolo e per il governo. Ogni vita salvata è il risultato della solidarietà, della giustizia sociale e della scienza nelle mani del potere dei lavoratori.</p>
<p>L&#8217;imperialismo vuole distruggere questo modello. Per questo ha gravemente colpito l&#8217;economia cubana. La persecuzione, le sanzioni e le minacce e il danno alle nostre relazioni economiche internazionali, che causa carenze, privazioni e sofferenze quotidiane alle nostre famiglie, non si sono fermate. Ha persino fatto ricorso all&#8217;applicazione di misure estreme e ad atti di guerra non convenzionale per soffocare il nostro paese.</p>
<p>Più di 240 misure coercitive unilaterali contro Cuba sono state messe in atto dagli Stati Uniti, che hanno rafforzato atrocemente il bloqueo economico, commerciale e finanziario, in forma opportunista, anche durante la pandemia. Sono ancora tutte in vigore oggi e minacciano il sostentamento della nostra gente.</p>
<p>Anche così, e nonostante la campagna di pressioni e calunnie contro la collaborazione medica cubana orchestrata e diretta da Washington, il nostro paese ha inviato 57 brigate mediche in 40 paesi e territori. Prima, i nostri collaboratori hanno già lavorato in 59 nazioni.</p>
<p>Vorrei ringraziarvi profondamente per il sostegno e la solidarietà vostre e di milioni di persone nel mondo che chiedono la fine di questa politica genocida.</p>
<p>Compagni e compagni:</p>
<p>Nell&#8217;8º Congresso del Partito Comunista di Cuba, recentemente concluso, abbiamo ratificato la volontà di continuare la costruzione di una società socialista fondata sui principi di giustizia sociale e solidarietà umana, e di una nazione sovrana, indipendente, socialista, democratica, prospera e sostenibile, come detta la Costituzione approvata in un referendum universale e sovrano dal nostro popolo.</p>
<p>Ratifichiamo l&#8217;impegno della Rivoluzione Cubana per l&#8217;unità della &#8220;Nostra America&#8221;, Bolivariana e Martiana, per lottare per tutte le cause giuste nel mondo e per la cooperazione e l&#8217;integrazione regionale.</p>
<p>Come ha detto in questo storico Congresso il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, la nostra Rivoluzione Socialista, nel mezzo dell&#8217;assedio più feroce, è viva, attiva e solida.</p>
<p>È così che ci sentiamo noi cubani. Incoraggiati dalla solidarietà e dal sostegno, di fronte alla difficile realtà che si impone, consapevoli come ha detto il comandante in capo Fidel Castro Ruz, che LA VITTORIA È NELLA LOTTA.</p>
<p>¡Hasta la Victoria Siempre!</p>
<p>¡Patria o Muerte!</p>
<p>¡Venceremos!</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cambiamenti a Cuba</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 22:03:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[8º Congresso del PCC]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricordo gli epitaffi scritti in anticipo 30 anni fa. Mentre l'URSS si sgretolava, i saggi della tribù predissero che Cuba non avrebbe resistito senza l'oro di Mosca né avrebbe potuto sopportare l'entropia del "socialismo reale" con l'ulteriore pressione degli Stati Uniti. "Con la pala alzata, aspettano i becchini", scriveva nel 1992 l'uruguaiano Eduardo Galeano.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12089" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-12089" alt="Raul nella Piazza della Rivoluzione" src="/files/2021/04/raul07-580x387.jpg" width="580" height="387" /><p class="wp-caption-text">Raul nella Piazza della Rivoluzione</p></div>
<p><strong>Ricordo gli epitaffi scritti in anticipo 30 anni fa. Mentre l&#8217;URSS si sgretolava, i saggi della tribù predissero che Cuba non avrebbe resistito senza l&#8217;oro di Mosca né avrebbe potuto sopportare l&#8217;entropia del &#8220;socialismo reale&#8221; con l&#8217;ulteriore pressione degli Stati Uniti. &#8220;Con la pala alzata, aspettano i becchini&#8221;, scriveva nel 1992 l&#8217;uruguaiano Eduardo Galeano.</strong></p>
<p>Molti assicuravano che, poiché ogni rivoluzione di solito inizia e finisce con colpi di cannone, il meglio che potesse accadere a quella cubana era che Fidel Castro si arrendesse in anticipo per diminuire i morti. Il quotidiano spagnolo El País, ha esortato La Moncloa ad aiutare l&#8217;ipotetico governo de L&#8217;Avana che ne sarebbe derivato, “per la sua integrazione nella comunità occidentale, a cui Cuba appartiene per storia e per diritto proprio; cercando così di alleviare le conseguenze di una transizione travagliata ed evitando i toni violenti di odio e vendetta che si potrebbero manifestare ”.</p>
<p>Insulto a parte &#8211; quello della nostra rinuncia a essere occidentali &#8211; hanno dovuto aspettare tre decenni prima che avvenga quella che alcuni chiamano la transizione, senza il risultato tanto atteso. La cosiddetta “generazione storica”, quella dei &#8220;barbudos&#8221; della Sierra Maestra, si è limitata pochi giorni fa a lasciare gli incarichi politici che occupavano, senza conseguenze se non il lungo applauso dato dai delegati e ospiti all&#8217;8º Congresso del Partito Comunista di Cuba, in un gesto di gratitudine. “Nulla mi obbliga a questa decisione, ma credo ardentemente nella forza e nel valore dell’esempio e nella comprensione dei miei compatrioti e che nessuno ne dubiti, finché vivo sarò pronto, con il piede nella staffa, a difendere la Patria, la Rivoluzione e il Socialismo&#8221;, ha detto Raúl Castro il 16 aprile, annunciando che stava terminando il suo mandato come Primo Segretario dell&#8217;organizzazione del partito.</p>
<p>Nessuna violenza, nessun odio, nessuna vendetta. Quando si tratta di Cuba, la storia ha calpestato gli iettatori che predicevano un Muro di Berlino tropicale. Raúl Castro dice addio parlando non solo di socialismo, ma della necessità di reinventarlo e di essere disposto ad applicare correzioni ed esperimenti. Il presidente Miguel Díaz-Canel, che gli succede, aggiunge che è necessario connettersi con la società e rafforzare una democrazia con il cognome socialista, &#8220;legata alla giustizia e all&#8217;equità sociale, al pieno esercizio dei diritti umani, alla rappresentanza e partecipazione effettiva della società nei processi economici e sociali in atto &#8230; Tutto questo in un ambiente sempre più libero dai pesi della burocrazia, dell&#8217;eccessivo centralismo e dell&#8217;inefficienza”.</p>
<p>Si tratta sicuramente di costruire un nuovo edificio sulle fondamenta di un impegno storico esemplare, anche se chi ha passato la vita a presagire il fallimento della Rivoluzione cubana non lo vuole ammettere. Quando la battezzò, Fidel Castro la descrisse come socialista, democratica, degli umili, con gli umili e per gli umili. Non era una frase retorica. Lo disse per strada, davanti a una folla di persone armate e determinate a combattere un&#8217;invasione da parte del governo degli Stati Uniti e dei suoi mercenari, il 16 aprile 1961. Come riconosciuto dallo scrittore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán, il peggio di Cuba non è stato il fatto di essere sola, la cosa peggiore è stata essere circondata, anche se con la chiaroveggenza di scommettere sul socialismo, senza le malformazioni politiche ed economiche dell&#8217;Europa intramurale.</p>
<p>A proposito, un grande teorico marxista, Francisco Fernández Buey, ha classificato come &#8220;politici ipocriti&#8221; coloro che hanno impedito la costruzione del socialismo in Europa dell&#8217;Est e in seguito si sono lamentati che si sia sviluppata una mostruosità. E aggiunge: “In un tale contesto, il discorso coraggioso di Castro ha per me il valore della coerenza morale &#8230; L&#8217;unico modo per sapere se Cuba sarebbe potuta diventare socialista nel senso originario del termine, o se lo può ancora diventare, è pensare nell&#8217;ipotesi se gli fosse stato permesso ciò che la maggior parte delle persone voleva quando ha fatto la rivoluzione. Ma sappiamo che non glielo hanno lasciato fare, né glielo lasciano fare&#8221;.</p>
<p>E poi l&#8217;era &#8220;post-Castro&#8221; è arrivata senza i cataclismi annunciati. Il rinnovamento avviene da anni davanti agli occhi del mondo, con pazienza e tattiche astute che hanno contribuito a sgrovigliare le qualità e le capacità della gente comune. Non è solo che i guerriglieri non sono più nominalmente nel Partito che ha condotto la politica nazionale, ma che la generazione che dirige il destino del Paese è nata dopo il 1959 e si esprime anche in termini femminili. L&#8217;età media dei suoi leader è ora di 42,5 anni. Il 54,2% di coloro che ricoprono responsabilità sono donne e il 47,7%, afroamericani e mulatti. Sono 75 le prime segretarie dei comitati comunali e distrettuali (42%). L&#8217;intera struttura del potere politico e governativo è cambiata, ma non il suo cammino.</p>
<p>La vera scommessa per Cuba non è cambiare, ma dare un senso a quella parola e continuare a navigare in una situazione di continua emergenza. I becchini si stancheranno di alzare la pala?<br />
di Rosa Miriam Elizalde</p>
<p>da La Jornada/Cuabadebate</p>
<p>traduzione Ida Garberi</p>
<p>foto: Ismael Francisco/Cubadebate</p>
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		<title>La risposta martiana di uno schiavo</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 00:03:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un libello anti-cubano riproduce una notizia di un giornale di Las Tunas su un medico di quella provincia, specialista in chirurgia ricostruttiva e plastica, che attualmente presta i suoi servizi a Kisii, nella Repubblica del Kenya. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12082" alt="kenia__-580x399" src="/files/2021/04/kenia__-580x399.jpg" width="580" height="399" />Un libello anti-cubano riproduce una notizia di un giornale di Las Tunas su un medico di quella provincia, specialista in chirurgia ricostruttiva e plastica, che attualmente presta i suoi servizi a Kisii, nella Repubblica del Kenya.</strong></p>
<p>Con l&#8217;abituale gestione di un vocabolario ripetitivo e consumato per essere inerte, racconta la sorpresa del medico quando ha visto nella lista dei pazienti un bambino chiamato Fidel Castro. Non è sicuramente l&#8217;unico in Kenya né nel mondo, in realtà in Guatemala già 20 anni fa c&#8217;era un bimbo col nome completo del Comandante, seguito dai suoi sonori cognomi maya. Indipendentemente dalle menzogne con cui si pretende giustificare la supposta ignoranza ed ingenuità della madre, la cosa più importante che riflette è l&#8217;impotenza davanti ad una realtà ben conosciuta: i popoli sanno istintivamente dove si trova la verità.</p>
<p>Nel mare di indecenze e menzogne in cui naviga la stampa dipendente anti-cubana, e credo non si possa usare la parola giornalismo, questa sarebbe una goccia in più senza alveo, perché si è riferita al Dr. Alberto Felipe Rignack Vaz, che si trova “in missione schiava in Kenya”.</p>
<p>E vale la pena ricordare, perché è un fatto innegabile, che la zona di Kisii conta per la prima volta nella sua storia con un chirurgo plastico, che non è lì per soddisfare capricci estetici di persone ricche, bensì per risolvere seri problemi di pazienti, soprattutto bambini, a cui malattie o incidenti hanno trasformato i loro corpi e la loro vita e senza la presenza del medico cubano, in un ospedale pubblico lontano dalla capitale, non avrebbero potuto migliorare o curare le loro lesioni.</p>
<p>Il Ceco, come gli dicono tutti a Las Tunas ed a Cuba, si è trasformato in una leggenda nei quasi tre anni di lavoro in Kenia. Si è guadagnato il rispetto dei suoi colleghi e delle autorità e soprattutto quello dei suoi pazienti, che l&#8217;adorano.</p>
<p>Il giorno che ha saputo della dichiarazione infelice sul suo lavoro, da una la notizia del suo giornale provinciale, aveva salvato la vita ad un piccolo bambino keniano. Ha risposto con un astuto proverbio che ripeteva sua nonna e che comincia con la frase “alla sansa poco caso…” e, siccome lui ha deciso di condividere la sua sorte coi poveri di questa terra, in seguito ha ricordato l&#8217;allegria incommensurabile della madre del bimbo salvato ed ha detto, dalla sua più profonda convinzione martiana, che quell&#8217;enorme sorriso grato della genitrice “mi compiace più che il mare.”</p>
<p>testo e foto Dr. Damodar Peña Pentón, capo della Brigata Medica Cubana in Kenia</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-12086" alt="kenia-580x821" src="/files/2021/04/kenia-580x821.jpg" width="580" height="821" /><img class="alignleft size-full wp-image-12087" alt="kenia_-580x966" src="/files/2021/04/kenia_-580x966.jpg" width="580" height="966" /></p>
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		<title>Rapporto Centrale dell&#8217;Ottavo Congresso del Partito Comunista di Cuba</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2021 22:04:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’apertura dell’Ottavo Congresso del Partito avviene in una data memorabile nella storia della nazione: il 60° anniversario della proclamazione da parte del Comandante in Capo, Fidel Castro Ruz, del carattere socialista della Rivoluzione, il 16 aprile 1961, in occasione dell’addio ai morti del giorno prima nei bombardamenti delle basi aeree, preludio dell’invasione mercenaria di Playa Giron, organizzata e finanziata dal governo degli Stati Uniti come parte dei piani per schiacciare l’esempio della Rivoluzione Cubana e imporre nuovamente il dominio neocoloniale nell’Isola, con la complicità dell’Organizzazione degli Stati Americani.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12061" alt="foto-estudio-revolcuion-congreso-pcc-580x435" src="/files/2021/04/foto-estudio-revolcuion-congreso-pcc-580x435.jpg" width="580" height="435" />Compagne e Compagni:</strong></p>
<p><strong>L’apertura dell’Ottavo Congresso del Partito avviene in una data memorabile nella storia della nazione: il 60° anniversario della proclamazione da parte del Comandante in Capo, Fidel Castro Ruz, del carattere socialista della Rivoluzione, il 16 aprile 1961, in occasione dell’addio ai morti del giorno prima nei bombardamenti delle basi aeree, preludio dell’invasione mercenaria di Playa Giron, organizzata e finanziata dal governo degli Stati Uniti come parte dei piani per schiacciare l’esempio della Rivoluzione Cubana e imporre nuovamente il dominio neocoloniale nell’Isola, con la complicità dell’Organizzazione degli Stati Americani.</strong></p>
<p>Pensiamo di concludere il Congresso lunedì prossimo, 19 aprile, quando commemoreremo anche il 60° anniversario della vittoria sulla spedizione mercenaria, ottenuta in meno di 72 ore dai combattenti dell’Esercito Ribelle, dalla polizia e dai miliziani che, sotto la direzione personale del compagno Fidel, non diedero un attimo di tregua agli invasori e versarono il loro sangue per la prima volta in difesa del socialismo. I clamorosi colpi inferti dalla Sicurezza di Stato ai gruppi controrivoluzionari, che agivano come quinta colonna all’interno del paese, hanno favorito il trionfo sui piani del nemico.</p>
<p>L’invasione a Playa Giron, realizzata da un presidente democratico, faceva parte del “programma di azioni segrete contro il regime castrista”, messo in atto dal presidente Eisenhower, repubblicano, che includeva la creazione di un’opposizione unificata a Cuba, la guerra psicologica, i piani per assassinare i principali leader rivoluzionari, specialmente Fidel, il sabotaggio di obiettivi economici e azioni terroristiche nelle città, la promozione di bande armate controrivoluzionarie che massacravano contadini, operai e giovani che partecipavano alla gloriosa campagna di alfabetizzazione.</p>
<p>Non dimenticheremo mai i 3.478 morti e i 2.099 mutilati e invalidi, vittime del terrorismo di stato applicato contro il nostro paese.<br />
Stiamo partecipando all’Ottavo Congresso due anni dopo la proclamazione della Costituzione della Repubblica, il 10 aprile 2019, un secolo e mezzo dopo la prima Costituzione &#8220;mambisa&#8221; a Guáimaro.</p>
<p>L’approvazione della Costituzione richiede l’aggiornamento di una buona parte delle leggi e di altre disposizioni legali che sviluppano i suoi precetti, per cui l’Assemblea Nazionale del Potere Popolare ha approvato il corrispondente calendario legislativo, che viene rispettato.</p>
<p>Nel periodo da aprile 2019 a oggi, il Parlamento cubano ha approvato undici leggi nell’interesse di assicurare il funzionamento e l’organizzazione delle principali strutture dello Stato e del governo. Da parte sua, il Consiglio di Stato ha emesso 33 decreti legge.<br />
La direzione dello Stato e del governo ha adottato una serie di decisioni volte a rafforzare la capacità legislativa con la partecipazione di istituzioni, università e vari centri di ricerca.</p>
<p>Il Rapporto Centrale che vi presento oggi è stato precedentemente approvato dal Burò Politico.</p>
<p>In questa occasione, considerando le restrizioni che ci impone la lotta contro la pandemia della COVID-19, il numero di delegati al Congresso è stato limitato a 300, proposti dalla base ed eletti democraticamente in rappresentanza degli oltre 700.000 militanti, integrati in circa 58.000 nuclei.</p>
<p>In queste circostanze straordinarie si sta svolgendo l’Ottavo Congresso, adempiendo all&#8217;obbiettivo 17 approvato nella Prima Conferenza Nazionale del Partito, che ha stabilito una periodicità di cinque anni per la celebrazione del grande evento del Partito, salvo in caso di minaccia di guerra, gravi disastri naturali e altre situazioni eccezionali. Non siamo in tempi normali, tutt’altro, ma siamo giunti alla conclusione che non solo era possibile ma anche necessario svolgere il nostro Congresso nella data prevista.</p>
<p>Siamo arrivati a questo grande evento con un aumento di 27.000 iscritti al partito, segno che la diminuzione di iscritti che era evidente dal 2006 si è fermata.</p>
<p>Questo risultato incoraggiante è stato caratterizzato nonostante le perdite causate da morti, defezioni e le sanzioni esterne applicate. È anche incoraggiante il fatto che in media più di 39.400 nuovi membri sono entrati nel partito ogni anno, un terzo dei quali provenienti dalle file dell&#8217;Unione dei Giovani Comunisti.</p>
<p>Tuttavia, non possiamo ignorare il fatto che, in linea con le tendenze demografiche della nazione, l’età media dei membri del nostro partito sta crescendo, con il 42,6% che ha più di 55 anni.</p>
<p>Allo stesso tempo, c’è stato un costante aumento degli iscritti all&#8217;Unione dei Giovani Comunisti, che trae la sua forza dalla massa degli studenti e dei giovani lavoratori; tra questi ultimi, la priorità è stata data ai contadini, ai lavoratori agricoli e ad altri importanti settori dell’economia, per i quali esiste un potenziale non sfruttato che potrebbe servire come prezioso contributo alla futura crescita del Partito.</p>
<p>Una menzione speciale merita la lotta contro la pandemia secondo il piano nazionale approvato dal Burò Politico il 30 gennaio 2020, che è stato aggiornato e arricchito con le esperienze accumulate nelle diverse tappe.</p>
<p>Questo piano include azioni intersettoriali con l’integrazione delle organizzazioni dell’Amministrazione Centrale dello Stato, delle associazioni di massa e la partecipazione attiva della gente, specialmente dei giovani. La sua principale forza è la volontà politica di occuparsi della salute della popolazione.</p>
<p>L’attuazione di questo piano ha dimostrato che è possibile controllare l’epidemia seguendo i protocolli stabiliti, fornendo un’attenzione differenziata ai gruppi vulnerabili, la ricerca attiva dei casi, così come l’isolamento dei sospetti e dei contatti, l’ospedalizzazione e il trattamento preventivo e terapeutico con farmaci innovativi prodotti dall’industria farmaceutica e biotecnologica cubana, sorta sotto la direzione personale del Comandante in Capo.</p>
<p>I risultati raggiunti sono possibili solo in una società socialista, un sistema sanitario universale libero e accessibile con professionisti competenti e impegnati; tuttavia, negli ultimi mesi c’è stata un’epidemia mondiale, dalla quale Cuba non è stata esclusa, come risultato, tra le altre ragioni, della diminuzione del rispetto delle misure stabilite.</p>
<p>La risposta del paese davanti alla COVID-19 è stata caratterizzata dal contributo degli scientifici ed esperti nello sviluppo di ricerche e innovazioni, con l’introduzione immediata dei loro risultati finalizzati alla prevenzione, diagnosi, trattamento e riabilitazione dei pazienti. Stiamo lavorando intensamente sulle prove cliniche di cinque candidati vaccinali che potrebbero servire per immunizzare l’intera popolazione cubana e contribuire alla salute di altre nazioni. Questi risultati, da soli, come ho già espresso in altre occasioni, fanno crescere ogni giorno la mia ammirazione per Fidel Castro.</p>
<p>L’Ottavo Congresso concentrerà i suoi lavori sull’analisi dei risultati del lavoro di tre commissioni nominate dal Burò Politico.<br />
La prima, presieduta dal primo ministro Manuel Marrero Cruz, affronta i risultati economici e sociali raggiunti dallo svolgimento del Settimo Congresso fino ad oggi e le proiezioni per continuare ad avanzare nello sviluppo del paese, la valutazione del processo di attuazione dal Sesto Congresso delle Linee Guida della politica economica e sociale del Partito e la rivoluzione, e la proposta di aggiornarle e la concettualizzazione del modello economico e sociale cubano, così come lo stato di adempimento della Strategia Economico-Sociale per la promozione dell’Economia e la lotta contro la crisi mondiale causata dalla COVID-19.</p>
<p>La seconda commissione, diretta dal compagno José Ramón Machado Ventura, secondo segretario del Comitato Centrale, valuta l’adempimento della risoluzione approvata dal Settimo Congresso sugli obiettivi di lavoro della Prima Conferenza Nazionale, tenutasi nel gennaio 2012, relativi al funzionamento del Partito, l’attività ideologica e il legame con le masse, così come le proiezioni per perfezionare il lavoro del Partito nelle circostanze attuali e future.</p>
<p>Infine, la terza commissione, diretta dal Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, presenta una valutazione della situazione della politica dei quadri del Partito, dell&#8217;Unione dei Giovani Comunisti, delle organizzazioni di massa, dello Stato e del Governo, così come del ruolo del Partito nel raggiungimento di risultati superiori.</p>
<p>I documenti che presentiamo oggi al vostro esame, frutto del lavoro di queste tre commissioni, sono stati precedentemente discussi nei comitati provinciali del Partito e nei consigli di governo di quel livello, con la partecipazione dei primi segretari del Partito, dei dirigenti delle organizzazioni di massa e dei quadri amministrativi dei comuni, così come nei consigli di direzione delle organizzazioni dell’Amministrazione Centrale dello Stato e nelle direzioni nazionali delle organizzazioni di massa e dell’Unione dei Giovani Comunisti.</p>
<p>Come risultato di questi dibattiti, furono introdotte modifiche significative che ne arricchirono il contenuto. Più recentemente, sono stati sottoposti alla considerazione dei delegati al Congresso raggruppati nelle rispettive delegazioni provinciali.</p>
<p>Senza pretendere di coprire tutte le questioni incluse nel lavoro delle suddette commissioni, ne passerò brevemente in rassegna alcune.</p>
<p>Si è già detto che lo sviluppo dell’economia nazionale, insieme alla lotta per la pace e alla fermezza ideologica, sono i compiti principali del Partito.</p>
<p>Negli ultimi cinque anni, l’economia cubana ha dimostrato resistenza di fronte agli ostacoli posti dall’intensificazione del bloqueo economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti, il che ha permesso di conservare le principali conquiste della Rivoluzione nei settori della salute pubblica, dell’educazione e della sicurezza sociale, senza rinunciare agli obiettivi di sviluppo stabiliti e all’appoggio solidale ad altre nazioni.</p>
<p>Ci sono ancora effetti negativi associati all’eccessiva burocrazia, allo scarso controllo delle risorse, causa e condizione per eccellenza del dannoso fenomeno della corruzione e di altre illegalità che limitano l’aumento della produttività e dell’efficienza. I problemi strutturali del modello economico che non fornisce sufficienti incentivi al lavoro e all’innovazione non hanno smesso di essere presenti.</p>
<p>Per trasformare irreversibilmente questo scenario, è necessario rendere più dinamico il processo di aggiornamento del modello economico e sociale, in modo da promuovere un’adeguata combinazione di pianificazione centralizzata con la necessaria autonomia e decentralizzazione ai livelli intermedi e di base del sistema imprenditoriale e dei governi locali.</p>
<p>È anche necessario consolidare il processo d’investimento, sulla base della sua completezza, senza spazio per pastrocchi e improvvisazioni, per migliorare la produttività e l’efficienza delle prestazioni del settore statale dell’economia, nelle aree che determinano lo sviluppo del paese, e allo stesso tempo rendere più flessibili e istituzionalizzate le forme di gestione non statali.<br />
Recentemente, l’ambito delle attività lavorative che possono essere svolte in forma autonoma è stato notevolmente ampliato, passando da 127 attività permesse a più di 2.000. Questa decisione, accolta con entusiasmo dall’opinione pubblica nazionale ed estera, è stata, come era prevedibile, messa in discussione pochi giorni dopo e definita insufficiente da coloro che sognano la restaurazione capitalista del paese e la privatizzazione imponente della proprietà popolare dei principali mezzi di produzione.</p>
<p>Senza aver ancora messo in pratica questa importante decisione, l’esercizio privato di alcune professioni è stato richiesto mentre altre non sono permesse. Sembrerebbe che l’egoismo, l’avidità e il desiderio di redditi più alti stiano incoraggiando alcune persone a desiderare l’inizio di un processo di privatizzazione che spazzerebbe via le fondamenta e l’essenza della società socialista costruita in più di sei decenni. Lungo questo percorso, anche il sistema educativo nazionale e il sistema sanitario pubblico, entrambi gratuiti e universalmente accessibili a tutti i cubani, verrebbero smantellati in un breve periodo di tempo.</p>
<p>Altri, sperando di far esplodere il principio socialista del monopolio statale sul commercio estero, hanno chiesto l’autorizzazione delle importazioni commerciali private per stabilire un sistema non statale di commercio interno.<br />
Sono questioni che non possono prestarsi alla confusione, tanto meno all’ingenuità dei quadri dirigenti e dei membri del Partito. Ci sono limiti che non possiamo superare perché le conseguenze sarebbero irreversibili e porterebbero a errori strategici e alla distruzione stessa del socialismo e quindi della sovranità e dell’indipendenza nazionale.</p>
<p>Quando parlo di questi argomenti, ricordo ciò che disse il Comandante in Capo della Rivoluzione Cubana alla chiusura del Sesto Congresso dell’Unione dei Giovani Comunisti, il 4 aprile 1992: “Senza fermezza, senza decisione, senza uno spirito coerente, la Rivoluzione non avrebbe nemmeno trionfato, perché chi fa concessioni, chi cede, chi si ammorbidisce, chi tradisce, non arriva mai da nessuna parte”.</p>
<p>Non si può mai dimenticare che la proprietà di tutto il popolo dei mezzi di produzione di base è la base del potere reale del popolo lavoratore.</p>
<p>Il sistema delle imprese statali si trova di fronte alla sfida di dimostrare nella pratica e consolidare la sua posizione come forma dominante di gestione nell’economia. Questo non è qualcosa che si può ottenere per decreto, è una condizione indispensabile per la sostenibilità della società socialista, quindi è inevitabile provocare una scossa alle strutture impresariale dall’alto verso il basso e viceversa, che cancellerà definitivamente l’inerzia, il conformismo, la mancanza di iniziativa e la comoda attesa di istruzioni dai livelli superiori. Dobbiamo cambiare le vecchie e cattive abitudini e sviluppare tratti imprenditoriali e costruttivi nella gestione delle nostre imprese e stabilimenti, che ogni giorno funzionerebbero con maggiore autonomia, perseguendo produzioni più elevate con maggiore efficienza.</p>
<p>Tutto questo è facile da dire, il difficile, ma non impossibile, è concretare e consolidare il cambiamento. È necessario cementare un vero cambiamento di mentalità per difendere l’aumento della produzione nazionale, soprattutto di alimenti, per annullare la dannosa abitudine di importarli e per generare esportazioni diversificate e competitive.</p>
<p>Senza smettere di aspirare e lavorare per livelli più alti di soddisfazione dei nostri bisogni, dobbiamo abituarci a vivere con quello che abbiamo e non pretendere di spendere più di quello che siamo in grado di generare in reddito. Fare diversamente è un errore che abbiamo già fatto e che non dobbiamo ripetere. Non dobbiamo dimenticare che il risparmio è il reddito più rapido e sicuro a nostra disposizione.</p>
<p>Il settore del turismo internazionale, in costante crescita fino al 2018, ha subito un calo nel 2019 a causa delle misure adottate dall’amministrazione statunitense, oltre agli effetti devastanti della pandemia globale della COVID-19.</p>
<p>Nonostante questo, abbiamo approfittato della chiusura della maggior parte degli stabilimenti per fare manutenzione e migliorare le istallazioni degli hotel, in modo che quando l’attività turistica riprenda possiamo offrire un servizio di qualità superiore. Siamo ottimisti e fiduciosi che questo settore non solo si riprenderà, ma continuerà a svilupparsi per il bene di tutta la nostra popolazione.<br />
Il modello economico e sociale di sviluppo socialista ci impone di avere una capacità sufficiente per regolare il mercato, nel modo più armonioso possibile, attraverso l’uso di metodi indiretti, sempre meno amministrativi. È necessario fare in modo che le richieste insoddisfatte della nostra popolazione costituiscano un incentivo per i produttori nazionali, basato sull’uso efficiente e razionale delle risorse materiali e finanziarie (Applausi).</p>
<p>Questi sono gli scopi perseguiti dalla Strategia Economico-Sociale per rilanciare l’economia e affrontare la crisi mondiale causata dalla COVID-19, approvata dai più alti livelli del Partito e del Governo.<br />
Non è ozioso ribadire che le decisioni in economia non possono in nessun caso generare una rottura con gli ideali di giustizia e uguaglianza della Rivoluzione e tanto meno indebolire l’unità del popolo intorno al suo Partito, che difenderà sempre il principio che a Cuba non sarà mai permessa l’applicazione di terapie d’urto contro gli strati più poveri della popolazione e quindi nessuno sarà lasciato indifeso.</p>
<p>Nonostante l’aggravarsi delle tensioni sull’economia nazionale, questa è un’occasione appropriata per ringraziare molti dei nostri creditori per la loro disponibilità a ristrutturare i debiti scaduti e allo stesso tempo per assicurare loro la nostra volontà di riprendere l’adempimento dei nostri impegni finanziari internazionali mentre iniziamo la ripresa dell’economia. Allo stesso modo, ratifichiamo la decisione di garantire i depositi bancari in valuta liberamente convertibile e in pesos cubani, così come il contante nelle mani della popolazione e delle persone giuridiche straniere e nazionali.</p>
<p>La situazione estrema di mancanza di liquidità ci ha costretti a reintrodurre le vendite in moneta liberamente convertibile in una parte del commercio al dettaglio e più tardi nel commercio all’ingrosso.</p>
<p>Questa misura necessaria aveva lo scopo iniziale di assicurare la presenza sul mercato nazionale di una serie di assortimenti che negli ultimi cinque anni erano scomparsi dall’offerta statale, lasciando spazio all’attività illegale di acquisto all’estero e alla rivendita di quegli articoli a tassi di profitto molto elevati.</p>
<p>Già sotto gli effetti della COVID-19, le vendite in moneta liberamente convertibile sono state estese ad altri prodotti, compresi quelli alimentari, con lo scopo di incoraggiare le rimesse che i cittadini cubani all’estero inviano ai loro parenti nel territorio nazionale. Inoltre, il governo ha assicurato l’assegnazione di una quantità considerevole di valuta estera per garantire la sostenibilità della fornitura in pesos cubani di un piccolo gruppo di prodotti alimentari di base, di igiene personale, e sta lavorando per ristabilire la presenza di fornitori nazionali in questo mercato.</p>
<p>Credo che si debba sottolineare che, a causa di un’inadeguata politica di comunicazione sociale e della pubblicazione di approcci errati in diversi nostri mezzi di stampa, si è generata una certa confusione tra alcuni quadri dirigenti che si sono scagliati contro la presunta disuguaglianza derivante da queste vendite e hanno preteso che tutto il commercio interno del paese ritorni sulla tessera annonaria (libreta de abastecimiento). Con il passare dei mesi e gli interventi pubblici del Presidente della Repubblica, del Primo Ministro e di altri responsabili del governo, è diventato chiaro che le vendite in moneta liberamente convertibile sono necessarie e che dureranno per tutto il tempo necessario per recuperare e rafforzare l’economia e garantire così la reale convertibilità della moneta nazionale.</p>
<p>In mezzo a queste circostanze complesse, abbiamo continuato ad adottare misure nell’interesse di incoraggiare l’investimento straniero, eliminando ritardi, rallentamenti e ostacoli nel suo funzionamento, che compromettono il suo contributo decisivo al rendimento dell’economia nazionale.</p>
<p>È ora di cancellare dalle nostre menti i pregiudizi del passato associati all’investimento straniero e garantire un’adeguata preparazione e progettazione di nuove imprese con la partecipazione di capitale straniero.<br />
Lo dimostrano i risultati raggiunti nella Zona di Sviluppo Speciale del Mariel, che è diventata un importante polo d’attrazione per gli investitori stranieri e nazionali che godono di infrastrutture impressionanti che non hanno cessato di essere realizzate nonostante le misure prese dagli Stati Uniti per rafforzare il blocco.</p>
<p>Per quanto riguarda l’attuazione delle Linee Guida e della Politica Economica e Sociale del Partito e della Rivoluzione, si può dire che in generale la tendenza al progresso si sta consolidando; tuttavia, ci sono ancora alcune carenze nella pianificazione, organizzazione, controllo e monitoraggio dei processi e in alcuni casi reazioni lente e tardive per correggere le deviazioni, così come una mancanza di completezza e visione rispetto ai livelli di rischio e alle carenze. Le azioni di formazione e comunicazione sociale non hanno avuto la tempestività, la qualità e la portata richieste.</p>
<p>Persistono la resistenza al cambiamento e la mancanza di capacità innovativa, che si esprime in atteggiamenti di inerzia e immobilità quando si tratta di attuare le misure adottate, la paura di esercitare i poteri concessi e il pregiudizio verso forme di proprietà e gestione non statali.</p>
<p>La Commissione Permanente per l’Attuazione e lo Sviluppo non è riuscita a organizzare adeguatamente la partecipazione dei diversi attori coinvolti nell’attuazione delle Linee Guida e ha assunto funzioni che hanno superato il mandato concesso loro dal Congresso, che ha limitato il ruolo che corrispondeva alle imprese, organizzazioni ed enti.<br />
Allo stesso tempo, le organizzazioni politiche e di massa non sono state sufficientemente incoraggiate a svolgere un ruolo più attivo in questo processo.</p>
<p>Di conseguenza, il Burò Politico ha preso la decisione di distribuire le responsabilità per l’attuazione delle Linee Guida tra la Commissione e le imprese dell’Amministrazione Centrale dello Stato e le entità nazionali, e dopo questo fatto sono stati fatti progressi maggiori.</p>
<p>Come risultato dell’aggiornamento delle Linee Guida approvato al Settimo Congresso, si propone di mantenerne 17, modificarne 165, eliminarne 92 e aggiungerne 18, per un totale di 200.</p>
<p>Come è noto, la Concettualizzazione del Modello Economico e Sociale, o, in altre parole, la guida teorica e concettuale per la costruzione del socialismo a Cuba, è stata approvata in linea di principio nel Settimo Congresso, con il mandato di discuterla nelle organizzazioni del Partito e dell’Unione dei Giovani Comunisti e con ampi settori della società e poi sottoporla all’approvazione della sessione plenaria del Comitato Centrale del Partito.</p>
<p>Nell’ambito del lavoro affidato alla Commissione n. 1, creata dal Burò Politico per valutare l’aggiornamento del contenuto di questo documento programmatico, sono stati ratificati i suoi postulati principali e sono state introdotte modifiche, in conformità con la Costituzione, volte anche a raggiungere una maggiore precisione in alcune questioni, che saranno discusse dai delegati nelle rispettive commissioni.</p>
<p>Il 1º gennaio di quest’anno, dopo più di un decennio di studio e di lavoro, abbiamo iniziato l’applicazione del Compito di Ordinamento, che, come è stato ribadito, non è una soluzione magica ai problemi della nostra economia, ma permetterà, come indica il suo nome, di ordinare e rendere trasparente la performance dei diversi attori dello scenario economico e di favorire l’amore per il lavoro come mezzo e significato di vita dei cittadini. È necessario cancellare l’idea dannosa, sorta sotto la protezione del paternalismo e dell’egualitarismo, che Cuba è l’unico paese dove si può vivere senza lavorare. Il livello di vita e di consumo dei cubani dovrebbe essere determinato dal reddito legale che ricevono e non da sovvenzioni eccessive e gratuità indebite.</p>
<p>I pochi mesi trascorsi hanno confermato la complessità e la portata di questo processo, che tocca tutte le componenti della società cubana con un ampio insieme di decisioni e azioni che non hanno precedenti nella storia recente della Rivoluzione.</p>
<p>Non per niente la fase di ideazione e progettazione ci ha richiesto così tanto tempo, con la partecipazione e il contributo di specialisti e ricercatori altamente qualificati della sfera produttiva e accademica del paese e il prezioso contributo di istituzioni di altre nazioni, così come le esperienze di processi simili applicati in Cina e Vietnam, salvando le differenze.<br />
Come è stato ampiamente spiegato, insieme a risultati riconosciuti nell’istituzione dell’unificazione monetaria e del tasso di cambio, nella riforma generale dei salari, delle pensioni e dell’assistenza sociale, così come nella riduzione dei sussidi e delle gratifiche, garantendo l’attenzione alle persone vulnerabili, nella sua attuazione ci sono state anche carenze causate da una debole preparazione e formazione, negligenza, mancanza di esigenza, controllo, sensibilità politica e insufficiente comunicazione istituzionale da parte dei quadri e dei funzionari incaricati della sua esecuzione pratica, che ha portato alla fissazione di prezzi eccessivi e non conformità con le tariffe dei servizi pubblici, cioè, elettricità, acqua, gas, mense dei lavoratori, eccetera. Ci sono stati anche errori e ritardi legati alla riforma dei salari e ai sistemi di pagamento.</p>
<p>Tutto ciò ha richiesto un intenso lavoro da parte della direzione del Partito, dello Stato e del Governo nell’interesse di correggere rapidamente le deviazioni rilevate e modificare quelle che si discostavano dal disegno previsto.</p>
<p>Il Compito Ordinamento deve continuare il suo processo di attuazione secondo il calendario approvato fino alla sua piena applicazione, e soprattutto, il consolidamento dei suoi postulati e il raggiungimento dei risultati economici e produttivi che contribuiranno alla costruzione di un socialismo prospero e sostenibile a Cuba.</p>
<p>Il contenuto dell’articolo 5 della Costituzione della Repubblica, la cui formulazione completa è opera personale del Comandante in Capo, Fidel Castro Ruz, è stato mantenuto nella Costituzione attuale, con lo stesso numero e contenuto di quella promulgata nel 1976, consacra il Partito Comunista di Cuba come la forza dirigente superiore della società e dello Stato, che organizza e guida gli sforzi comuni verso la costruzione del socialismo.</p>
<p>Pertanto, il testo costituzionale implica un’enorme responsabilità per tutti i militanti, poiché l’autorità morale dell’unico partito che garantisce e rappresenta l’unità della nazione, emana proprio dall’adempimento esemplare del dovere e dei postulati costituzionali, così come da alte qualità etiche, politiche e ideologiche, in stretto contatto con le masse.</p>
<p>Il Partito, come organizzazione che riunisce l’avanguardia rivoluzionaria, ha l’onorevole missione di essere il degno erede della fiducia riposta dal popolo nel leader fondatore della Rivoluzione, il Comandante in Capo, Fidel Castro Ruz. Questo non è qualcosa di nuovo, l’ho detto quasi 15 anni fa per evitare qualsiasi tipo di confusione, e lo ripeto oggi perché sento che è un concetto che conserva tutta la sua validità per il presente e il futuro della nazione.</p>
<p>Lo stesso Fidel, già il 14 marzo 1974, diceva: “Il Partito è l’avanguardia del popolo, la sicurezza del popolo, la garanzia del popolo.[…] L’organizzazione dell’avanguardia è fondamentale. Sapete cosa dà sicurezza alla Rivoluzione? Il Partito. Sapete cosa dà l&#8217;immortalità alla Rivoluzione? Sapete cosa dà futuro alla Rivoluzione, cosa dà vita alla Rivoluzione, cosa dà futuro alla Rivoluzione? Il Partito. Senza il Partito la Rivoluzione non potrebbe esistere”.</p>
<p>Nel periodo trascorso dal Settimo Congresso, tenutosi nel 2016, si è continuato a progredire nella realizzazione degli Obiettivi della Prima Conferenza Nazionale in termini di modifiche introdotte nei metodi e nello stile di lavoro dell’organizzazione del partito, nell’attenzione alle organizzazioni di base e ai principali problemi della vita politica, economica e sociale della nazione, con lo scopo di superare la soppressione e l’interferenza nelle funzioni e decisioni che corrispondono allo Stato, al governo e alle istituzioni amministrative, lo stiamo ripetendo da più di 60 anni e, in realtà, bisogna dire che si è fatto ben poco: ognuno nel suo, e il Partito in quello che gli corrisponde, senza smettere di condurre, insieme a quelle autorità, il confronto delle situazioni che colpiscono la popolazione.</p>
<p>Gli statuti del nostro Partito lo definiscono come la continuazione del Partito Rivoluzionario Cubano, creato da Martí per guidare la lotta per l’indipendenza, del Primo Partito Comunista fondato da Carlos Baliño e Julio Antonio Mella e di quello nato dall’integrazione volontaria delle tre organizzazioni rivoluzionarie che guidarono la lotta contro la tirannia di Batista.<br />
L’esistenza a Cuba di un solo partito è stata e sarà sempre il centro delle campagne del nemico, determinato a frammentare e disunire i cubani con i canti delle sirene della sacrosanta democrazia borghese, basati sull’antica tattica del “divide et impera”.<br />
L’unità dell’immensa maggioranza dei cubani intorno al Partito, al lavoro e agli ideali della Rivoluzione è stata la nostra arma strategica fondamentale per affrontare con successo ogni tipo di minaccia e aggressione. Per questo questa unità deve essere custodita con zelo e mai accettare la divisione tra i rivoluzionari sotto falsi pretesti di maggiore democrazia, perché questo sarebbe il primo passo per distruggere la Rivoluzione stessa, il socialismo e di conseguenza l’indipendenza nazionale dall’interno e ricadere sotto il dominio dell’imperialismo statunitense.</p>
<p>Ora, se abbiamo un solo partito, dobbiamo promuovere, nel suo funzionamento e in generale nella nostra società, la più ampia democrazia e un permanente scambio sincero e profondo di opinioni, non sempre coincidenti, rafforzare il legame con le masse lavoratrici e la popolazione e assicurare la crescente partecipazione dei cittadini alle decisioni fondamentali.<br />
L’attenzione del Partito verso l’Unione dei Giovani Comunisti, le organizzazioni studentesche e i movimenti giovanili è stata rafforzata per valorizzare il loro ruolo guida e rafforzare il loro lavoro politico-ideologico, pur preservando la loro indipendenza organizzativa.</p>
<p>Per continuare a consolidare l’unità dei cubani, abbiamo continuato ad affrontare i pregiudizi e tutti i tipi di discriminazione che ancora persistono.</p>
<p>Allo stesso modo, è stata aggiornata la politica di attenzione alle istituzioni religiose e alle associazioni fraterne che sono sempre più coinvolte in diverse sfere dell’attività nazionale.</p>
<p>Per quanto riguarda le organizzazioni di massa, siamo giunti alla conclusione che è necessario rivitalizzare la loro azione in tutti gli ambiti della società e aggiornare il loro funzionamento secondo i tempi che viviamo, che sono molto diversi da quelli dei primi anni della Rivoluzione quando nacquero. È necessario salvare il lavoro alla base, nelle fabbriche, nelle fattorie, negli isolati e nei quartieri in difesa della Rivoluzione e nella lotta contro le manifestazioni di criminalità e indisciplina sociale. È necessario elevare la militanza rivoluzionaria e l’intransigenza e rafforzare il loro contributo al lavoro ideologico, alla lotta contro i piani sovversivi del nemico e alla creazione e al consolidamento dei valori.</p>
<p>Il Partito continua a sostenere il lavoro della Federazione delle Donne Cubane e di altre istituzioni nella difesa dei diritti delle donne e nella denuncia della violenza di genere. I pregiudizi associati all’orientamento sessuale e all’identità di genere saranno affrontati in modo più approfondito.</p>
<p>In conformità con il mandato costituzionale, il Consiglio di Stato ha approvato la commissione che redigerà il progetto preliminare del Codice della Famiglia per l’analisi in Parlamento e la successiva discussione con la popolazione, attività sulla quale si sta già lavorando.</p>
<p>L’istituzione del programma di governo e della commissione presieduta dal presidente Díaz-Canel per affrontare la questione della discriminazione razziale permetterà di affrontare più efficacemente l’eredità del passato e di assicurare una maggiore coerenza nella presentazione e nello svolgimento del dibattito pubblico sulla questione.<br />
D’altra parte, anche se il lavoro ideologico è una delle direzioni principali del lavoro del Partito, devo confessare che non sono soddisfatto dei progressi ottenuti.</p>
<p>Se è vero che i nostri media si caratterizzano per la loro aderenza alla verità e il rifiuto della menzogna, è anche vero che ci sono ancora manifestazioni di trionfalismo, stridore e superficialità nel modo in cui trattano la realtà del paese. A volte vengono presentati lavori giornalistici che, invece di chiarire, tendono a confondere. Questi approcci danneggiano la credibilità della politica di informazione e comunicazione sociale approvata. L’immediatezza nell’approccio dei temi nazionali non dovrebbe essere in contrasto con l’obiettività, la professionalità e, soprattutto, l’intenzionalità politica.</p>
<p>Nel lavoro politico-ideologico, non basta fare di più; abbiamo bisogno di creatività, di adattarci efficacemente allo scenario in cui viviamo, di promuovere lo studio della storia del paese, di trasmettere ad ogni cubano il messaggio di ottimismo e la fiducia che insieme sapremo affrontare e superare qualsiasi ostacolo. In breve, abbiamo bisogno di una profonda trasformazione volta a rafforzare l’essenza e i valori che emanano dal lavoro della Rivoluzione.</p>
<p>Il programma di sovversione e di influenza ideologica e culturale volto a screditare il modello di sviluppo socialista e a presentare la restaurazione capitalista come unica alternativa è stato raddoppiato.</p>
<p>La componente sovversiva della politica degli Stati Uniti verso Cuba è concentrata nel minare l’unità nazionale. In questo senso, la priorità è data alle azioni rivolte ai giovani, alle donne e agli accademici, al settore artistico e intellettuale, ai giornalisti, agli atleti, alle persone di diversità sessuale e alle religioni. Vengono manipolate questioni di interesse di gruppi specifici legati alla protezione degli animali, dell’ambiente o delle manifestazioni artistiche e culturali, il tutto finalizzato a disattendere le istituzioni esistenti.</p>
<p>Le azioni di aggressione non hanno cessato di essere finanziate con l’uso di stazioni radio e televisive con sede negli Stati Uniti, allo stesso tempo che cresce l’appoggio monetario per lo sviluppo di piattaforme per la generazione di contenuti ideologici che chiamano apertamente a sconfiggere la Rivoluzione, lanciano inviti a manifestazioni in spazi pubblici, incitano all’esecuzione di atti di sabotaggio e terrorismo, incluso l’assassinio di agenti dell’ordine pubblico e rappresentanti del potere rivoluzionario. Senza la minima modestia dichiarano le tariffe pagate dagli Stati Uniti agli esecutori di queste azioni criminali.</p>
<p>Non dimentichiamo che il governo degli Stati Uniti ha creato il &#8220;Gruppo di Lavoro di Internet per Cuba” che vuole trasformare le reti sociali in canali di sovversione, creando reti wi-fi al di fuori del controllo statale e realizzando attacchi informatici alle infrastrutture importanti.</p>
<p>Sono ormai diverse decine di anni che parliamo dei benefici e dei pericoli dell’uso di Internet e delle reti sociali in questo Parlamento, utilizzando anche la favola delle lingue di Esopo, che possono essere usate per i migliori e anche per gli scopi peggiori. Non ci deve essere spazio per l’ingenuità in questa fase e l’entusiasmo sfrenato per le nuove tecnologie senza prima garantire la sicurezza informatica.</p>
<p>La menzogna, la manipolazione e la propagazione di false notizie non conoscono più limiti. Attraverso di loro, viene plasmata e diffusa ai quattro venti un’immagine virtuale di Cuba come una società morente e senza futuro, sul punto di crollare e cedere il passo all’agognata esplosione sociale. Tuttavia, la verità è diversa, la controrivoluzione interna, che manca di una base sociale, di una leadership e di una capacità di mobilitazione, continua a diminuire nel numero dei suoi membri e nel numero di azioni di impatto sociale, concentrando il suo attivismo sulle reti sociali e su Internet.</p>
<p>Siamo fermamente convinti che le strade, i parchi e le piazze appartengono e apparterranno ai rivoluzionari e che non negheremo mai al nostro eroico popolo il diritto di difendere la sua Rivoluzione (Applausi).</p>
<p>Queste circostanze richiedono di per sé l’urgente trasformazione di cui ho parlato nel campo ideologico.</p>
<p>Nell’area della politica dei quadri, si è continuato a lavorare per adempiere agli accordi degli ultimi congressi del Partito e della Prima Conferenza Nazionale. Sono stati fatti progressi nella concezione organizzativa e nella materializzazione della politica di rinnovamento graduale delle cariche decisionali. Allo stesso modo, c’è stato un aumento progressivo e sostenuto nella promozione di giovani, donne, afroamericani e mulatti sulla base del merito e delle qualità personali, anche se ciò che è stato raggiunto è assolutamente insufficiente rispetto alle principali responsabilità nel Partito, nello Stato e nel Governo. Continua la promozione dei quadri dell&#8217;Unione dei Giovani Comunisti nel lavoro professionale nel Partito.</p>
<p>Allo stesso tempo, persistono debolezze nell’attuazione della politica dei quadri, che si riflettono nella tendenza al formalismo e nella superficialità di molti quadri che si considerano indispensabili e non prestano attenzione alla formazione delle riserve. C’è uno scarso legame con il popolo, una mancanza di sensibilità e incapacità di mobilitare i collettivi nella soluzione dei problemi e un lavoro debole verso i subordinati.</p>
<p>C’è un’insufficiente cultura della comunicazione che limita la capacità di motivare, capire, partecipare e discutere le questioni che riguardano la massa dei lavoratori. Ci sono ancora casi di compagni che vengono promossi a posizioni di comando senza aver dimostrato la loro capacità e preparazione per esercitarle, mentre c’è una debole intenzionalità e proiezione per migliorare la composizione del quadro in termini di donne, afroamericani e mulatti.</p>
<p>Persiste l&#8217;abitudine di mantenere come vicedirettori e sostituti compagni che sanno tutti che non possiedono le condizioni per essere promossi, il che danneggia l’autorità del capo, invece di preservarla, e congela il normale sviluppo e la promozione dei nuovi leader.</p>
<p>Ritengo opportuno fare riferimento al contenuto dell’articolo 4 della Costituzione della Repubblica, che afferma: “La difesa della Patria socialista è il più grande onore e il dovere supremo di ogni cubano”.</p>
<p>Questo importante postulato della Costituzione deve essere preso in considerazione nel lavoro di tutti i militanti comunisti, compresa la politica dei quadri. Non si può permettere la promozione a posti superiori di compagni che, per motivi ingiustificati, non hanno completato il servizio militare attivo, che è il principale percorso di formazione militare che tutti i cittadini, in primo luogo i quadri, devono seguire. Questo problema diventa più importante con il passare del tempo. La tendenza al basso tasso di natalità sarà un problema serio sotto molti aspetti entro il 2030, quindi bisogna trovare altre soluzioni.</p>
<p>In questo ambito, abbiamo il prezioso esempio della decisione, presa su richiesta del Ministero delle Relazioni Internazionali dal 2002, ormai 19 anni fa, che tutti gli studenti dell’Istituto Superiore di Relazioni Internazionali, di entrambi i sessi, prima del loro ingresso, debbano prestare servizio militare per un anno nella Brigata di Frontiera, di fronte alla base navale illegale di Guantánamo. Tutto questo è stato realizzato durante tutti questi anni senza alcun tipo di problema.</p>
<p>Alla luce della tendenza all’invecchiamento della popolazione cubana – come dicevo – che, tra molti altri effetti negativi, limita il numero di cittadini che raggiungono l’età legale per unirsi al servizio militare, l’esperienza dell’Istituto Superiore di Relazioni Internazionali dovrebbe essere studiata con lo scopo di generalizzare gradualmente che tutti gli studenti di istruzione superiore adempiano precedentemente questo dovere.<br />
Lo stesso presidente della Repubblica, Díaz-Canel, su richiesta del Comandante in Capo, fece volontariamente il servizio militare in unità di difesa antiaerea per assimilare la nuova tecnica, dopo essersi laureato come ingegnere elettronico all’Università Centrale di Las Villas, e, come lui stesso mi ha detto, questo periodo, nel suo caso, di tre anni, fu molto utile nella sua formazione come quadro rivoluzionario.</p>
<p>Vorrei applaudire il presidente per l’esempio che ha dato (Applausi).</p>
<p>A causa della sua natura strategica, la politica dei quadri richiede un costante miglioramento e aggiornamento, in modo da assicurare la selezione, la formazione e la promozione di quadri caratterizzati dall&#8217;impegno per la Rivoluzione, umiltà, modestia, esempio personale, leadership e fermezza di convinzioni di fronte a qualsiasi vestigia elitaria, di vanità, di autosufficienza e di ambizione.</p>
<p>La politica dei quadri del Partito Comunista di Cuba deve garantire la formazione dei dirigenti di domani, in stretta unione con le masse, con la capacità di mobilitare, dialogare, argomentare ed essere decisivi, per elevare la sensibilità politica e umana, la responsabilità, la disciplina, l&#8217;esigenza e il controllo, facendo uso della leadership collettiva come unica via per trovare le migliori soluzioni ai problemi.</p>
<p>Ora passerò alle questioni di politica estera.</p>
<p>Lo scenario internazionale che affrontiamo oggi è notevolmente diverso da quello dell’aprile 2016, quando abbiamo tenuto il Settimo Congresso. Questi cinque anni sono stati caratterizzati da un aumento senza precedenti dell’aggressività del governo degli Stati Uniti.</p>
<p>Storicamente, l’egemonismo imperialista degli Stati Uniti ha rappresentato una minaccia per il destino e la sopravvivenza della nazione cubana. Non è un fenomeno nuovo. Ha accompagnato i cubani fin dalle origini della Patria, quando i primi aneliti di sovranità e indipendenza sono sorti nel nostro popolo.</p>
<p>Era già una sfida per gli eroi che intrapresero la lotta contro il colonialismo spagnolo nel XIX secolo. L&#8217;hanno affrontato le generazioni di cubani che hanno continuato la lotta nel XX secolo e lo affronta il popolo che oggi difende, in stretta unità, la libertà e la giustizia raggiunte.</p>
<p>Si materializzò con particolare durezza durante l’occupazione militare del nostro paese tra il 1898 e il 1902, e la successiva imposizione dell’emendamento Platt come appendice alla Costituzione.</p>
<p>Si consolidò con il Trattato di Relazioni del 1934, un argomento che ho osservato nelle conversazioni che ho avuto con diversi cittadini che è poco conosciuto, che il vicino del nord impose al governo nazionale del giorno sotto la minacciosa presenza di unità navali della Marina degli Stati Uniti nella baia de L’Avana. Così, in un apparente e ipocrita gesto amichevole, fu sostituito l’emendamento Platt, le cui disposizioni più laceranti rimasero nel nuovo strumento, insieme agli impegni politici ed economici che consolidarono la subordinazione e la dipendenza di Cuba dagli Stati Uniti fino al gennaio 1959.</p>
<p>È una sfida intimamente associata alla concezione imperialista del &#8220;Destino Manifiesto&#8221;, della brutale Dottrina Monroe e delle visioni del panamericanismo con cui hanno cercato di soggiogare la nostra regione fin dai tempi di Simón Bolívar.<br />
Negli ultimi quattro anni, all’immenso e ineguale potere degli Stati Uniti e all’escalation dell’aggressione contro Cuba, si è aggiunta l’impunità. Il governo degli Stati Uniti sembrava convinto di godere della libertà di agire a suo piacimento e del diritto di imporre la sua volontà al mondo con il semplice supporto dell’uso della forza e cercò di mettere in crisi politica, giuridica e morale i pilastri su cui si erano appoggiate per decenni le relazioni internazionali.</p>
<p>La comunità internazionale sembrava incapace di fermare gli oltraggi e gli abusi più flagranti da parte della principale potenza economica, militare e tecnologica, le cui azioni irresponsabili sono state la più grande minaccia alla pace, alla stabilità, all’equilibrio ecologico e alla sopravvivenza della vita sulla Terra.</p>
<p>Questo contesto spiega in parte l’effetto particolarmente dannoso del bloqueo economico con cui gli Stati Uniti stanno attaccando il nostro paese. Si spiega anche con le condizioni di un’economia internazionale sempre più interconnessa, interdipendente e sempre più soggetta ai dettami dei centri di potere finanziario controllati da Washington.</p>
<p>Nonostante il ripetuto e schiacciante rifiuto della comunità internazionale, il bloqueo danneggia le relazioni economiche di Cuba praticamente con tutte le nazioni del pianeta, indipendentemente dalla posizione politica di un paese o dalle sue relazioni con noi.<br />
In molti casi, i governi non hanno nemmeno la capacità di far valere le loro prerogative sovrane sulle azioni delle entità nazionali situate nei loro territori, poiché spesso si subordinano docilmente a Washington, come se vivessimo in un mondo soggiogato dal potere unipolare degli Stati Uniti.</p>
<p>È un fenomeno che si esprime con particolare impatto nel settore finanziario, quando le banche nazionali di diversi paesi privilegiano le disposizioni dell’amministrazione statunitense rispetto alle decisioni politiche dei propri governi. Queste realtà si riaffermano con la diffusione della globalizzazione neoliberale.</p>
<p>Quel bloqueo, che il nostro popolo ha affrontato da quasi 60 anni con sforzo, sacrificio e creatività, sarebbe stato capace di devastare l’economia e la stabilità sociale di qualsiasi paese, anche quelli più ricchi e potenti di Cuba. È la guerra economica più completa, disuguale e prolungata mai scatenata contro una nazione.</p>
<p>Solo nelle condizioni del sistema socialista, basato sulla giustizia sociale, sull’unità del popolo intorno al Partito e sullo sforzo unitario e compatto per difendere il paese, una nazione sottosviluppata e relativamente piccola come la nostra, con scarse ricchezze naturali, può evitare il collasso e persino avanzare nel suo sviluppo.</p>
<p>La politica  contro Cuba scatenata dalla precedente amministrazione statunitense è stata rafforzata proprio nelle dure condizioni della pandemia della COVID-19. La natura spietata dell’imperialismo è diventata palesemente evidente.</p>
<p>A volte i dati oggettivi sui danni che gli Stati Uniti hanno causato all’economia cubana e l’impatto obiettivo delle più di 240 misure coercitive adottate dal 2017 non sono sufficientemente compresi o attentamente valutati. Bisogna capire che non si tratta di semplici azioni per aumentare il bloqueo, ma di nuovi metodi, alcuni dei quali senza precedenti, che hanno portato la grandezza della guerra economica a un livello qualitativamente più aggressivo, che si riflette nella penuria materiale che accompagna la vita quotidiana di ogni cubano.</p>
<p>A questo si aggiunge la spudorata campagna finanziata da Washington per promuovere la menzogna che il bloqueo non è reale, che non danneggia realmente l’economia cubana, che non è un problema significativo per il nostro sviluppo e la nostra stabilità economica. È una falsità che si diffonde attraverso i potenti media al servizio dell’imperialismo e le reti digitali destinate a influenzare il pensiero di molti, compresi alcuni dei nostri compatrioti.</p>
<p>Tra le prime azioni per rafforzare l’assedio economico contro Cuba c’è stata la designazione nel novembre 2017 di una lista di entità commerciali cubane che sarebbero state sottoposte a restrizioni aggiuntive a quelle già subite per colpa del bloqueo. Quella lista, che è stata aggiornata diverse volte, comprende oggi 231 unità, molte delle quali hanno la responsabilità della rete di vendita al dettaglio del paese, il sistema di approvvigionamento dei bisogni più importanti per l’economia e la popolazione, tutte le strutture alberghiere del paese e diverse istituzioni del settore finanziario.</p>
<p>Il governo degli Stati Uniti giustifica questa azione con il pretesto di limitare l’attività delle imprese appartenenti al settore della difesa e della sicurezza, che accusa di sostenere la repressione dei diritti umani a Cuba e l’intervento cubano in Venezuela.<br />
Il nostro popolo sa bene che questa persecuzione illegittima è diretta contro entità prospere, la cui funzione sociale è interamente economica e commerciale, come accade in tutto il mondo, e che assicurano un contributo significativo all’economia nazionale.<br />
Sanno anche con molta evidenza e per esperienza storica che l’obiettivo di questa misura è estendere l’assedio economico per sabotare il sistema imprenditoriale, ostacolare il processo di aggiornamento dell’economia, rompere la gestione dello Stato e imporre l’informalità, l’atomizzazione dell’attività economica e il caos, con l’obiettivo dichiarato di strangolare il paese e provocare una rivolta sociale.</p>
<p>Nel compito straordinario di affrontare la pandemia di COVID-19, abbiamo dovuto dedicare notevoli risorse per garantire urgentemente le attrezzature e i materiali necessari ai nostri ospedali e centri di assistenza sanitaria. Il costo sarebbe stato meno oneroso se Cuba non avesse dovuto ricorrere a mercati lontani e spesso a paesi terzi per acquisire tecnologie soggette ai divieti del bloqueo.<br />
La persecuzione finanziaria, invece, ha assunto le caratteristiche di una vera e propria caccia contro le transazioni cubane, che danneggia la nostra capacità di pagare i prodotti e i servizi che importiamo e ricevere i soldi di quelli che esportiamo, con il conseguente aumento del costo del commercio estero nel suo insieme.</p>
<p>Per punire Cuba e i cubani che vivono dentro e fuori del paese, gli Stati Uniti hanno prima limitato e poi tagliato praticamente ogni possibilità di inviare denaro a Cuba.</p>
<p>Queste realtà sono presenti nella carenza di prodotti essenziali per il consumo della popolazione. Sono anche la causa di molte delle difficoltà dell’industria nazionale per contare in tempo, con la qualità e gli standard richiesti, le materie prime necessarie per la produzione. Questo include beni di consumo così come medicine e prodotti dell’industria alimentare.</p>
<p>L’inasprimento del bloqueo complica l’adempimento degli impegni finanziari internazionali, nonostante la ferma determinazione di onorarli e lo sforzo che stiamo facendo per effettuare pagamenti che, sebbene modesti, comportano grandi sacrifici.<br />
Sempre più spesso sono state realizzate misure per limitare i viaggi a Cuba, sia per via aerea che marittima, il che ha inferto un colpo brutale a una parte considerevole del settore non statale dell’economia dedicato ai servizi.</p>
<p>Il danno causato da queste misure al livello di vita della popolazione non è né fortuito né il risultato di effetti collaterali; è la conseguenza di un proposito deliberato di punire, nel suo insieme, il popolo cubano.</p>
<p>Una delle azioni più significative, per il suo grado di crudeltà, la sua inammissibilità di fronte al diritto internazionale e l’impunità con cui gli Stati Uniti la compiono, è la determinazione, da aprile 2019, di privare Cuba delle forniture di combustibile. Per ottenere questo, stanno applicando misure tipiche della guerra non convenzionale per impedire che queste forniture raggiungano il territorio nazionale.</p>
<p>È una delle azioni che meglio illustra la nuova dimensione acquisita dalla guerra economica contro Cuba. Per affrontarlo, abbiamo attraversato periodi di grande tensione e se il costo non è stato devastante, come previsto dagli Stati Uniti, è grazie alla forza della società che abbiamo costruito e difeso e alla capacità di resistenza del nostro eroico popolo.</p>
<p>Un altro degli atti che meglio descrive la natura dell’imperialismo e l’escalation della sua aggressione contro la nazione è la campagna immorale scatenata contro la cooperazione medica internazionale fornita da Cuba.</p>
<p>Il nostro record su questo fronte non ha eguali nel mondo. È uno sforzo basato sui principi morali su cui è costruita la società cubana. Si basa sulla nozione che si condivide ciò che si ha, non quello che è d&#8217;avanzo. Il successo di aver costruito, con perseveranza e dedizione, una capacità significativa di risorse umane e di avere un sistema di salute pubblica robusto, efficace e sostenibile ci dà la possibilità di condividere con gli altri.</p>
<p>È uno sforzo di solidarietà che continuerà indipendentemente dalle campagne. Ha salvato vite, affrontato malattie, alleviato sofferenze e migliorato la salute e il benessere di milioni di persone in tutto il mondo, quasi sempre tra le popolazioni più vulnerabili o svantaggiate, nelle zone più remote, a volte in condizioni di estrema difficoltà e persino di pericolo. Include un lavoro importante e lodevole per assistere i paesi che hanno subito disastri naturali.</p>
<p>L’attacco degli Stati Uniti vuole screditare un lavoro così nobile e riconosciuto e a privare Cuba del reddito giusto, onesto e legittimo che migliaia di professionisti tecnicamente ed eticamente formati nel paese assicurano con i loro sforzi.<br />
L’accesso alla salute è un diritto umano universale e il governo degli Stati Uniti commette un crimine quando, per attaccarci, sabota l’unica fonte di servizi medici a cui hanno accesso milioni di persone nel mondo.</p>
<p>Oltre a tutto ciò, nell’aprile del 2019, e con l’obiettivo di intimidire gli investitori, le imprese e gli imprenditori stranieri che scommettono su una relazione economica e commerciale con Cuba, gli Stati Uniti hanno deciso, per la prima volta, di permettere, sotto il Titolo III della famigerata Legge Helms-Burton, l’ammissione nei tribunali statunitensi di cause intentate da presunti rivendicatori di proprietà che furono giustamente e legittimamente nazionalizzate nei primi anni della Rivoluzione.</p>
<p>Non è una legge nuova, è una mostruosità che risale al 1996, che codifica il bloqueo nella legge e stabilisce come obbligo del governo degli Stati Uniti di attaccare Cuba economicamente, su scala internazionale e in modo globale. Stabilisce anche come mandato legale la promozione della sovversione politica per distruggere l’ordine costituzionale cubano, con l’appoggio ogni anno di finanziamenti ufficiali e milionari del bilancio federale.</p>
<p>Arrivò a progettare il programma d’intervento politico nel nostro paese e l’instaurazione di una tutela che assoggettasse la nazione cubana alla condizione di un territorio sottomesso e subordinato alla sovranità degli Stati Uniti sotto un governatore nominato dagli Stati Uniti.<br />
È uno spregevole strumento politico e giuridico, concepito con grande opportunismo nei momenti più duri del Periodo Speciale e quando Washington era sicuro che la Rivoluzione non sarebbe stata in grado di sostenersi né di essere fedele al suo impegno di sostenere le bandiere del socialismo e salvaguardare la causa difesa dai nostri martiri.</p>
<p>Per questo diciamo che questa è una legge che il nostro popolo deve conoscere bene e che non può permettersi di dimenticare, anche se un giorno dovesse essere abrogata.</p>
<p>Quando, nel dicembre 2014, decidemmo congiuntamente con il governo degli Stati Uniti, allora diretto dal presidente Barack Obama, di procedere verso una migliore intesa tra i nostri rispettivi paesi, dissi davanti all’Assemblea Nazionale del Potere Popolare: “[…] è stato fatto un passo importante, ma resta da risolvere l’essenziale, che è la fine del bloqueo economico, commerciale e finanziario contro Cuba, che si è intensificato negli ultimi anni, soprattutto nel settore delle transazioni finanziarie, con l’applicazione di enormi e illegittime multe contro le banche di vari paesi”.</p>
<p>La condotta aggressiva scatenata dalla precedente amministrazione statunitense riafferma con chiarezza che qualsiasi prospettiva di vera evoluzione positiva nelle relazioni tra i due paesi, per essere sostenibile, dovrebbe essere associata all’eliminazione del bloqueo economico e del quadro legislativo che lo sostiene.</p>
<p>Non ci illudiamo che si tratti di qualcosa di facile e semplice; al contrario, richiederà la volontà politica sensibile e rispettosa di chi governa negli Stati Uniti. Cuba ha sostenuto e continua a sostenere che non identifichiamo il popolo statunitense come un nemico, che le differenze politiche e ideologiche non sono un impedimento per una relazione rispettosa e civile con il nostro vicino.<br />
Abbiamo anche detto che possiamo sviluppare un rapporto di cooperazione su molte questioni che beneficeranno entrambi i paesi e la regione.</p>
<p>Non dimenticheremo mai il contenuto dell’articolo 16, paragrafo a) della Costituzione, che riafferma che le relazioni economiche, diplomatiche e politiche con qualsiasi altro Stato non possono mai essere negoziate sotto aggressione, minaccia o coercizione.<br />
Riaffermo da questo Congresso del Partito la volontà di sviluppare un dialogo rispettoso e costruire un nuovo tipo di relazioni con gli Stati Uniti, senza pretendere che per raggiungere questo Cuba debba rinunciare ai principi della Rivoluzione e del Socialismo, fare concessioni inerenti alla sua sovranità e indipendenza, cedere nella difesa dei suoi ideali e nell’esercizio della sua politica estera, impegnata per cause giuste, la difesa dell’autodeterminazione dei popoli e l’appoggio storico ai paesi fratelli.</p>
<p>Allo stesso tempo, abbiamo il dovere di rimanere all&#8217;erta, di assumere con responsabilità le lezioni della storia e di proteggere il nostro paese e il diritto sovrano di esistere per il quale tante generazioni di cubani si sono sacrificate.</p>
<p>Dobbiamo farlo senza trascurare la difesa e con uno sforzo costante e impegnato, volto a costruire le basi economiche che ci permetteranno di affrontare con successo una guerra economica incessante e asimmetrica, da parte di una potenza disposta a sfruttare la sua grandezza e influenza economica per attaccare la nostra Patria.</p>
<p>Compagne e Compagni:</p>
<p>Esattamente cinque anni fa, abbiamo avvertito che la regione dell’America Latina e dei Caraibi era sotto gli effetti di una forte e articolata controffensiva promossa dall’imperialismo e dalle oligarchie regionali contro i governi rivoluzionari e progressisti che erano saliti al potere come risultato della resistenza e della lotta dei popoli contro gli effetti nefasti dei modelli neoliberali.</p>
<p>Questa controffensiva si è rafforzata quando la direzione della politica estera degli Stati Uniti è caduta nelle mani di personaggi sinistri, legati a episodi di ingerenza e interventismo nella nostra regione, e associati a elementi dell’estrema destra cubano-americana, molti dei quali con famosi antecedenti di terrorismo e corruzione.</p>
<p>Non hanno mai nascosto il loro impegno per la validità della Dottrina Monroe. Hanno mescolato il fanatismo antisocialista con la disperazione per raggiungere obiettivi a breve termine. Hanno fatto ricorso a metodi di guerra non convenzionale e a operazioni di destabilizzazione che si sono rivelate estremamente pericolose per l’intera regione.</p>
<p>Hanno dimostrato disprezzo per i nostri popoli e le nostre istituzioni. Hanno ignorato i diritti sovrani di tutte le nazioni dell’emisfero e hanno minacciato pericolosamente la pace e la sicurezza regionale. Diversi governi della regione hanno cercato di ignorare la Proclamazione dell’America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace, firmata a L’Avana dai capi di Stato e di governo dell’America Latina e dei Caraibi nel gennaio 2014.</p>
<p>Questo strumento politico trascendentale si basa su principi essenziali per la piena indipendenza, il reale godimento dei diritti sovrani e per le aspirazioni di unità e integrazione della nostra regione.</p>
<p>Questi includono il rispetto dei principi e delle norme del diritto internazionale e dei principi e degli scopi della Carta delle Nazioni Unite; la risoluzione pacifica delle controversie; l’obbligo di non intervenire, direttamente o indirettamente, negli affari interni di qualsiasi altro Stato e di osservare i principi di sovranità nazionale, di uguaglianza dei diritti e di autodeterminazione dei popoli; l’impegno dei paesi della regione a promuovere relazioni amichevoli e cooperative tra di loro e con altre nazioni, indipendentemente dalle differenze tra i loro sistemi politici, economici e sociali o i loro livelli di sviluppo; a praticare la tolleranza e a vivere insieme in pace come buoni vicini; e l’impegno a rispettare pienamente il diritto inalienabile di ogni Stato a scegliere il proprio sistema politico, economico, sociale e culturale, come condizione essenziale per assicurare la coesistenza pacifica tra le nazioni.</p>
<p>L’uso frequente di menzogne per giustificare le azioni è stato combinato con misure coercitive crudeli unilaterali e minacce costanti, con costi elevati per i popoli della Nostra America. Il governo degli Stati Uniti ha deciso di lanciare dalla fine del 2018 un’offensiva specifica di aggressione contro Venezuela,  Nicaragua e Cuba, con lo scopo evidente di raggiungere a breve termine il rovesciamento dei governi dei tre paesi.</p>
<p>Anche se ha fallito nel suo intento, la pretesa è un forte richiamo al fatto che le ambizioni dell’imperialismo di dominare la regione non sono minacce di un lontano e oscuro passato che è stato superato, ma un pericolo che è vivo e vegeto nei circoli del potere politico negli Stati Uniti.</p>
<p>Come parte di questa offensiva, hanno promosso il salvataggio della screditata OSA (Organizzazione degli Stati Americani) come strumento di dominazione e aggressione neocoloniale, così come il suo braccio armato, il Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca, il TIAR, sempre al servizio degli interessi egemonici degli Stati Uniti. Allo stesso modo, è stato fatto un tentativo di sabotare la CELAC e l’UNASUR è stata distrutta.</p>
<p>Se ci fosse qualche dubbio, dobbiamo riconoscere che il neoliberalismo ha dimostrato ancora una volta la sua incapacità di rispondere ai problemi sociali della regione. Il suo ruolo nello smantellamento delle strutture di giustizia sociale e l’attacco dottrinario a qualsiasi nozione di giustizia sociale hanno lasciato la maggior parte dei paesi impotenti e indifesi di fronte al flagello della COVID-19. La sua eredità è stata l’aumento delle disuguaglianze, l’approfondimento della polarizzazione sociale e l’aggravamento della crisi di ristagno e instabilità sofferta da molte delle società della Nostra America.</p>
<p>Come conseguenza, si è osservato l’esaurimento accelerato dei governi che promuovono politiche neoliberali, manifestazioni di instabilità sociale, l’irruzione di proteste popolari e la mobilitazione dei giovani, insieme all’attivazione delle forze di sinistra e progressiste, come dimostra il Forum di San Paolo, spazio di concertazione politica delle forze politiche di sinistra e dei movimenti sociali.</p>
<p>Si è anche osservato come queste forze progressiste siano state sottoposte a processi giudiziari politicamente motivati e a campagne di diffamazione con l’appoggio dei mass media corporativi, al fine di indebolirle e quindi impedire la loro partecipazione o accesso ai governi.</p>
<p>Noi cubani ribadiamo la nostra solidarietà con Venezuela, con l’unione civile-militare del suo popolo eroico, e con il suo unico presidente legittimo, il compagno Nicolás Maduro Moros.</p>
<p>Ribadiamo la nostra solidarietà con Nicaragua sandinista, con il suo popolo e con il presidente comandante Daniel Ortega Saavedra.</p>
<p>Salutiamo il presidente Luis Arce dello Stato Plurinazionale della Bolivia, una nazione dove il popolo ha messo in scena una vittoria popolare che ha costituito uno schiaffo agli Stati Uniti e al suo strumento, l’Organizzazione degli Stati Americani, che aveva organizzato il golpe di stato contro il compagno Evo Morales Ayma.</p>
<p>Osserviamo con speranza, rispetto e solidarietà i processi politici condotti dai presidenti Andrés Manuel López Obrador in Messico e Alberto Fernández in Argentina, nei loro sforzi per invertire le conseguenze dell’attuazione delle politiche neoliberali che hanno causato tanti danni alle loro nazioni.</p>
<p>Accogliamo e sosteniamo i tentativi di entrambi i governi di recuperare i processi d’integrazione veramente latinoamericani.<br />
Ribadiamo il nostro sostegno incondizionato agli sforzi della Repubblica Argentina per recuperare la sovranità sulle Malvine, la Georgia del Sud e le isole Sandwich Australi.</p>
<p>Riaffermiamo la nostra solidarietà con l’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, leader del Partito dei Lavoratori del Brasile, contro il quale è stato avviato un procedimento legale politicizzato. Insistiamo che la sua innocenza, la piena libertà e tutti i diritti politici devono essere ripristinati.</p>
<p>Continueremo a difendere i legittimi interessi delle nazioni caraibiche e sosteniamo la loro richiesta di ricevere un risarcimento per le conseguenze della schiavitù e del colonialismo. I Caraibi possono sempre contare su Cuba. In particolare, riaffermiamo il nostro impegno nei confronti del fraterno popolo di Haiti, per il quale la comunità internazionale dovrebbe fare molto di più.<br />
Riaffermiamo il nostro pieno sostegno all’autodeterminazione e all’indipendenza di Portorico.</p>
<p>L’impegno di Cuba per l’unità dell’America Latina e dei Caraibi è immodificabile, la lealtà in difesa della sovranità e del diritto all’autodeterminazione dei popoli è un principio della Rivoluzione, e la volontà di promuovere la cooperazione e l’integrazione regionale è parte della nostra causa. Non cesseremo un istante nel compito di contribuire a fare della Nostra America la patria comune di tutti i suoi figli.</p>
<p>Compagne e Compagni:</p>
<p>In questi cinque anni, sono state consolidate eccellenti relazioni con i partiti e i governi della Repubblica Popolare Cinese, della Repubblica Socialista del Vietnam, della Repubblica Democratica Popolare del Laos e della Repubblica Democratica Popolare di Corea, paesi socialisti asiatici ai quali siamo legati da un&#8217;amicizia storica e dalla solidarietà. I progetti economici che stiamo sviluppando con Cina e Vietnam in varie sfere della nostra economia, che contribuiscono al piano di sviluppo economico e sociale fino al 2030, sono molto importanti.</p>
<p>Inoltre, in questi anni si sono approfondite le relazioni politiche di alto livello con la Federazione Russa, un paese con il quale condividiamo ampie coincidenze sulle più diverse questioni dell’agenda internazionale e che ha mantenuto una ferma posizione di rifiuto del bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti a Cuba.</p>
<p>Nonostante le differenze politiche esistenti, abbiamo fatto progressi nei nostri legami con l’Unione Europea attraverso l’attuazione dell’accordo di dialogo politico e di cooperazione, sulla base del rispetto reciproco e della reciprocità. La promozione di relazioni di cooperazione in settori come le energie rinnovabili, l’agricoltura e la cultura dovrebbe essere enfatizzata.</p>
<p>Manteniamo la nostra collaborazione e solidarietà con i paesi dell’Africa, un continente al quale siamo legati da forti legami di storia, cultura e fratellanza. Migliaia di operatori del settore sanitario e di altri settori vi lavorano in più di 30 paesi. Siamo grati per la posizione unanime dell’Unione Africana in solidarietà con Cuba e contro il bloqueo durante questi anni.</p>
<p>Il nostro sostegno alle cause dei popoli palestinese e saharawi resterà un impegno immutato.</p>
<p>Lo scenario descritto e la sua probabile evoluzione nel futuro esigono da tutti noi di assicurare, in modo permanente, la priorità della difesa, in piena corrispondenza con le accurate riflessioni di Fidel contenute nel Rapporto Centrale al Primo Congresso: “Finché esisterà l’imperialismo, il Partito, lo Stato e il popolo presteranno la massima attenzione ai servizi di difesa. La guardia rivoluzionaria non sarà mai trascurata. La storia insegna fin troppo eloquentemente che chi dimentica questo principio non sopravvive all’errore”.</p>
<p>Il concetto strategico della guerra di tutto il popolo è ancora pienamente in vigore, come afferma l’articolo 217 della Costituzione della Repubblica di Cuba, il che significa che ogni cittadino deve avere un mezzo, un posto e un modo per combattere contro il nemico, sotto la guida del Partito.</p>
<p>Questa dottrina suppone l’attenzione permanente al rafforzamento della capacità e della disposizione combattiva, l’aggiornamento dei piani difensivi del paese e la preparazione dei dirigenti, dei capi e degli organi di direzione ai diversi livelli per condurre le azioni previste. In questo senso, consideriamo necessario ristabilire, non appena le condizioni della lotta contro la COVID-19 lo permettano, la realizzazione delle giornate nazionali di difesa con la partecipazione in massa del popolo, togliendo qualsiasi formalismo o fanfaronata e garantendo così la loro efficacia e utilità per la preparazione della popolazione. Non dimentichiamo che l’invulnerabilità militare si ottiene attraverso un miglioramento costante.</p>
<p>Durante questo periodo, le Forze Armate Rivoluzionarie hanno continuato la preparazione delle truppe, la produzione, la modernizzazione, la manutenzione e la conservazione della tecnologia militare e degli armamenti, la preparazione del Teatro delle Operazioni Militari, insieme alla partecipazione al confronto di situazioni eccezionali e disastri di ogni tipo, tra i quali spicca la COVID-19.</p>
<p>L’Unione dell’Industria Militare ha assicurato, sulla base del potenziale scientifico raggiunto, la preparazione e la modernizzazione di una parte significativa dell’armamento e della tecnologia militare e ha assunto sempre più la produzione di pezzi di ricambio e di articoli molto richiesti dalla popolazione.</p>
<p>Nel suo Rapporto Centrale al Primo Congresso del Partito, il compagno Fidel ha dichiarato: “L’Esercito Ribelle fu l’anima della Rivoluzione e dalle sue armi vittoriose la nuova Patria emerse libera, bella, potente e invincibile. Questa affermazione è ancora oggi pienamente valida, per questo ribadisco che le Forze Armate Rivoluzionarie, nate dall’Esercito Ribelle, non hanno rinunciato e non rinunceranno ad essere l’anima della Rivoluzione per sempre&#8221; (Applausi).</p>
<p>I combattenti del Ministero dell&#8217;Interno, in stretto collegamento con il popolo, il Partito e le organizzazioni di massa, le Forze Armate Rivoluzionarie e le altre istituzioni dello Stato e del Governo, continuarono a rafforzare la prevenzione e la lotta contro l’attività del nemico, i piani sovversivi, il crimine, le illegalità e la corruzione, così come l’indisciplina sociale e i comportamenti dannosi.</p>
<p>Negli ultimi cinque anni, questa organizzazione ha raggiunto un livello superiore di organizzazione e coesione nelle strutture di comando e l’attenzione alle unità di base, una questione in cui è giusto riconoscere il contributo decisivo del vice ammiraglio Julio César Gandarilla Bermejo, membro del Comitato Centrale del Partito, deputato all’Assemblea Nazionale del Potere Popolare e ministro dell’Interno fino alla sua morte alla fine dell&#8217;anno scorso. Al suo brillante curriculum di servizio alla Rivoluzione, devo aggiungere oggi la corretta e lungimirante selezione e preparazione delle nuove generazioni che garantiscono la continuità con la sicura staffetta nella direzione dell’istituzione.</p>
<p>Considero opportuno riconoscere il contributo delle Forze Armate Rivoluzionarie e del Ministero dell’Interno nella produzione alimentare, che ha permesso alle due istituzioni di essere autosufficienti nella maggior parte dei prodotti necessari all’alimentazione del loro personale. I livelli di soddisfazione raggiunti rappresentano l’83% e il 72% delle richieste delle Forze Armate Rivoluzionarie e del Ministero dell’Interno, rispettivamente.</p>
<p>Come previsto, l’Ottavo Congresso del Partito segnerà la conclusione del processo di trasferimento ordinato delle principali responsabilità dalla generazione storica alla nuova generazione.</p>
<p>Al Sesto Congresso del Partito, 10 anni fa, ho detto che, sebbene abbiamo fatto diversi tentativi di promuovere i giovani a posizioni di comando, le selezioni non sempre hanno avuto successo e di conseguenza non avevamo allora una squadra di sostituti ben preparati, con sufficiente esperienza e maturità per assumere i nuovi e complessi compiti di leadership nel Partito, nello Stato e nel governo.</p>
<p>Ho anche espresso che dovremmo risolvere questo problema gradualmente, senza fretta e improvvisazione, il che richiederebbe anche il rafforzamento dello spirito democratico e del carattere collettivo del funzionamento degli organi di direzione del Partito e del potere statale e governativo e la garanzia del ringiovanimento sistematico di tutta la catena delle posizioni amministrative e di partito nel paese.</p>
<p>Anche se non possiamo dare per scontato questo fronte strategico di lavoro, sono soddisfatto che stiamo consegnando la guida del paese a un gruppo di dirigenti preparati, allenati da decenni di esperienza nel passaggio dalla base alle più alte responsabilità, impegnati nell’etica e nei principi della Rivoluzione e del socialismo, identificati con le radici e i valori della storia e della cultura della nazione, impregnati di grande sensibilità verso il popolo, pieni di passione e spirito antimperialista e consapevoli di rappresentare la continuità dell’opera iniziata da Céspedes il 10 ottobre 1868, continuata da Gómez, Maceo, Calixto García e Agramonte; ricominciata da Martí alla testa del Partito Rivoluzionario Cubano; da Baliño e Mella con la fondazione del Primo Partito Comunista di Cuba; da Villena, Guiteras, Jesús Menéndez, Abel, José Antonio, Frank País, Camilo, Ché, Blas Roca, Celia, Haydée, Melba e Vilma, Almeida e il nostro Comandante in Capo di sempre, Fidel (Applausi).</p>
<p>Uno di questi compagni, selezionato a tempo, perché incominciamo a vedere in lui una serie di qualità, è il compagno Miguel Díaz-Canel Bermúdez, membro del Burò Politico e Presidente della Repubblica negli ultimi tre anni, carica che, secondo la valutazione della direzione del Partito, sta svolgendo con buoni risultati.</p>
<p>Abbiamo già detto che Díaz-Canel non è il risultato di un’improvvisazione, ma di una selezione ponderata di un giovane rivoluzionario con le condizioni per essere promosso a posizioni superiori. Per 15 anni è stato con successo Primo Segretario del Partito nelle province di Villa Clara e Holguín, dopo di che è stato nominato Ministro dell’Istruzione Superiore, Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Primo Vice Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, posizioni che ha ricoperto contemporaneamente all&#8217;attenzione del fronte ideologico nel Partito.</p>
<p>In questi ultimi tre anni Díaz-Canel ha saputo formare una squadra e ha favorito la coesione con gli organi superiori del Partito, dello Stato e del Governo.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, il mio compito di Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba si conclude con la soddisfazione di aver compiuto il mio dovere e la fiducia nel futuro della Patria, con la meditata convinzione di non accettare proposte per mantenermi negli organi superiori dell’organizzazione del Partito, nelle cui file continuerò a militare come un combattente rivoluzionario in più, pronto a dare il mio modesto contributo fino alla fine della mia vita.</p>
<p>Nulla mi obbliga a questa decisione, ma credo ardentemente nella forza e nel valore dell’esempio e nella comprensione dei miei compatrioti e che nessuno ne dubiti, finché vivo sarò pronto, con il piede nella staffa, a difendere la Patria, la Rivoluzione e il Socialismo.</p>
<p>Con più forza che mai gridiamo:</p>
<p>Viva Cuba Libera! (Esclamazioni di: “Viva!”)</p>
<p>W Fidel! (Esclamazioni di: “Viva!”)</p>
<p>Patria o morte!</p>
<p>Vinceremo!</p>
<p>(Ovazioni)</p>
<p>Versioni stenografiche – Ufficio del Presidente della Repubblica</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Estudios Revolucion</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fidel: oggi è un giorno glorioso che nulla o nessuno potrà cancellare dalla storia</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2021 19:20:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12059" alt="Fidel-Castro-Bahia-Cochinos-Giron_EDIIMA20161126_0201_19-580x395" src="/files/2021/04/Fidel-Castro-Bahia-Cochinos-Giron_EDIIMA20161126_0201_19-580x395.jpg" width="580" height="395" />DISCORSO PRONUNCIATO DAL COMANDANTE IN CAPO FIDEL CASTRO RUZ, PRESIDENTE DEI CONSIGLI DI STATO E DEI MINISTRI DELLA REPUBBLICA DI CUBA, IN OCCASIONE DEL 40 ANNIVERSARIO DEI COMBATTIMENTI DI GIRON E DELLA PRIMA GRAN SCONFITTA DELL’IMPERIALISMO IN AMERICA, EFFETTUATO A PLAYA GIRON, IL 19 APRILE 2001</strong></p>
<p>Familiari dei caduti;</p>
<p>Combattenti di Playa Girón;</p>
<p>Compatrioti:</p>
<p>Tre giorni fa abbiamo commemorato la proclamazione del carattere socialista della Rivoluzione, e abbiamo reso omaggio ai giovani artiglieri caduti in combattimento mentre respingevano il vile e improvviso attacco degli aerei appartenenti al governo degli Stati Uniti, mascherati con i colori dell’aviazione cubana. Oggi ricordiamo due avvenimenti importanti: la schiacciante vittoria delle forze rivoluzionarie e la prima sconfitta dell’imperialismo in America.</p>
<p>Il fatto che Playa Girón ritornasse nelle nostre mani, 66 ore dopo che gli esploratori della forza invaditrice calpestassero le coste della nostra patria, dimostra il vigore del fulminante contrattacco con cui gli invasori furono costretti a scontrarsi. Si lottò incessantemente giorno e notte senza un solo minuto di tregua. A 3 miglia, dalla costa, una ben allestita squadra nordamericana, che includeva una portaerei e truppe di marines pronti a intervenire, osservava gli sviluppi della controfensiva rivoluzionaria ed il susseguersi dei fatti, ad un ritmo tale che, se avesse avuto l’ordine di attaccare, non avrebbe trovato né forza invaditrice da appoggiare né pista sicura dove un governo fantoccio potesse atterrare.</p>
<p>Non serve entrare nei dettagli. Nella recente conferenza intitolata &#8220;Girón: 40 anni dopo&#8221;, si è fatta una descrizione abbastanza particolareggiata degli eventi, che venne trasmessa a tutto il popolo, per nove giorni, negli spazi delle Tavole Rotonde. Si sono scritti nuovi libri, ed altri si scriveranno. Due generazioni di cubani avevano bisogno di conoscere, nella forma più viva e più realistica possibile, avvenimenti di grande importanza a cui parteciparono personalmente, i loro padri e i loro nonni o li vissero da molto vicino.</p>
<p>Dopo questa conferenza, e nel momento esatto dell’anniversario di Girón, questa sete di sapere è notevolmente cresciuta. Senza dubbio, conoscere attraverso coloro che ancora possono narrare la storia con i loro ricordi ancora freschi e i documenti necessari, non è lo stesso che ricevere notizie attraverso i freddi racconti e relazioni su quanto accadde, per esempio, quando gli inglesi presero l’Avana, o sulla sconfitta di Napoleone a Waterloo.</p>
<p>Dopo il trionfo della Rivoluzione nel 1959, nessun fatto ha segnato tanto il destino ed il futuro del nostro popolo quanto la battaglia di Girón.</p>
<p>Lunedì parlavamo di ciò che ha significato il socialismo per la nostra patria come processo rivoluzionario, che ci ha collocato al vertice della storia odierna delle nazioni latinoamericane e caraibiche. In questo momento sento una necessità speciale di ricordare ed invocare José Martí. Quando scrisse la sua famosa lettera, che non potè concludere, confessò che tutto quello che aveva fatto fino a quel giorno, e che avrebbe fatto in seguito, lo aveva fatto per evitare, con l’indipenza di Cuba che gli Stati Uniti si gettassero con più forza sulle nostre terre d’America. In quel momento non poteva sapere che, poche ore dopo, sarebbe morto. E morì fisicamente, per rinascere trasformato in idee e per continuare a fare ciò che aveva detto che avrebbe fatto: non solo per impedire in tempo che Cuba diventasse parte di una forza che sarebbe caduta sopra i popoli d’America, ma perché la stessa si trasformasse in trincea di idee ed in inespugnabile fortezza di fronte al nemico dei popoli latinoamericani, e i cui figli, nel momento di servire la loro altra patria, che egli chiamava umanità, serviranno anche alla causa di molti altri popoli del mondo (Esclamazioni ed applausi).</p>
<p>La sua Rivoluzione, ricominciata lo stesso anno del suo centenario2 da noi che abbiamo avuto il privilegio di ricevere la luce inspiratrice del suo infinito patriottismo, riuscendo, volta per volta, a superare pesanti insuccessi e montagne di ostacoli che sembravano insormontabili, entrò vittoriosa nel nuovo millennio.</p>
<p>Resistendo 42 anni al blocco ed alla guerra economica, imposti da quella potenza che non ha potuto appropriarsi di Cuba; sopportando imperturbabili, senza cedere di un passo dai nostri principi, non solo sabotaggi, terrorismo, tentativi di assassinio nei confronti dei suoi dirigenti, aggressioni biologiche, includendo i rischi di una guerra nucleare; soffrendo 10 anni terribilmente duri di periodo speciale, nel momento in cui altri smisero di compiere i sacri doveri che, come un grande privilegio, aveva concesso loro la storia dell’umanità; senza vacillare e seguendo avanti quando si vide sola di fronte all’impero che Martí aveva predetto, trasformato ora in una superpotenza egemonica, che impiegò contro essa tutto il suo potere politico, ideologico ed economico per isolare il suo popolo, asfissiarlo e farlo arrendere per fame e malattie; Cuba non è stata vinta dal potente impero (Applausi ed esclamazioni dI: &#8220;E non lo sarà mai!&#8221;).</p>
<p>Il giorno che entrammo nel terzo millennio, il primo gennaio del 2001, all’ ora esatta in cui inizia ogni nuovo anno, carico di incancellabili ricordi e ricco di un simbolismo insuperabile per la Rivoluzione Cubana, davanti agli occhi dell’America e del mondo, abbiamo assestato all’imperialismo la sua seconda grande sconfitta (Applausi).</p>
<p>Per la storia e per sempre, Patria e Umanità si sono unite inseparabilmente, nella mente e nel cuore del popolo cubano (Applausi).</p>
<p>Martí, le tue idee, che si sono innestate in noi con quelle di colui che, come ci dicesti, meritava onore per essersi messo dal lato dei poveri, e quelle dell’altro gigante che studiò a fondo e descrisse con prove inconfutabili ciò che tu scopristi per primo e chiamasti imperialismo, nel suo senso più moderno del concetto, hanno dimostrato essere più forti di tutto il potere del più grande impero che sia mai esistito. A te consacriamo questo 40 anniversario della prima vittoria! (Esclamazioni). Davanti a te giuriamo di lottare fino all’ultima goccia di sangue per la patria e per l’umanità. Davanti a te giuriamo che i sacrifici di coloro che caddero da La Demajagua a Girón, e di coloro che diedero le loro vite giovani, generose e nobili combattendo in pianure, montagne e in città di qualunque angolo della piccola patria, o in altre terre del mondo che chiedevano il concorso dei loro modesti sforzi, in angoli lontani della grande patria, non furono né saranno invano. (Esclamazioni di: &#8220;Giuriamo&#8221;!). Nemmeno furono né saranno mai invano il sudore ed il sacrificio di milioni di eroi ignoti che con il loro lavoro ed il loro sforzo sono stati capaci di costruire e preservare la splendida Cuba di oggi, e di legare alle generazioni future la Cuba ancora più splendente di domani (Esclamazioni).</p>
<p>Oggi riceveranno le onorevoli distinzioni quali Eroi della Repubblica di Cuba, 11 compagni che hanno servito la Rivoluzione, la Patria ed il Socialismo per più di 40 anni, combattenti o meno di Girón, perché ognuno di loro porta con sé alcuni o molti pezzi della nostra storia lunga quasi mezzo secolo, dall’assalto alla caserma Moncada il 26 luglio del 1953, fino a oggi 19 aprile del 2001. Non lo hanno mai chiesto, forse mai lo hanno pensato, nessuno di loro sa che riceveranno un onore così grande, però vogliamo insignirli qui, in questo 40 anniversario della gran vittoria, come tributo a tutti coloro che, in quei giorni decisivi, seppero lottare e seppero morire per la vita e per il destino degli 11 milioni di cubani che oggi popolano la nostra isola, per i cento milioni di latinoamericani e caraibici, per le migliaia di milioni di esseri umani, oggi saccheggiati e sfruttati, di paesi che ieri furono colonie fornitrici di schiavi, di materia prima e di oro, ed oggi forniscono mano d’opera a basso costo e risorse materiali non rinnovabili sotto il peso insoportabile del giogo imperialista.</p>
<p>Avevamo promesso di parlare di cose interessanti riferite alla vittoria di &#8220;Pirro&#8221; o, se preferiamo, alla sconfitta morale degli Stati Uniti a Ginevra. Il nostro popolo ha ricevuto ieri le prime notizie. Venerdì comincerà l’analisi più approfondita. L’impero e i suoi alleati, dovranno ascoltare molte cose.</p>
<p>Oggi è un giorno di gloria che niente e nessuno potrà cancellare dalla storia. Ricordando le gesta, ricordando i caduti, ricordando i figli umili del popolo che assestarono, all’orgoglio e alla prepotenza dell’impero, un colpo demolitore, in questo luogo sacro e pieno di simbolismo, non diremo questa volta &#8220;Patria o Morte&#8221; &#8220;Socialismo o Morte&#8221;; diremo, dal più profondo dei nostri cuori:</p>
<p>Evviva la Patria! (Esclamazioni di: &#8220;Evviva!&#8221;)</p>
<p>Evvira il Socialismo! (Esclamazioni di: &#8220;Evviva!&#8221;)</p>
<p>Evviva la vittoria! (Esclamazioni di: &#8220;Evviva!&#8221;)</p>
<p>Esclamazioni di: &#8220;Evviva Fidel!&#8221;.</p>
<p>Versioni Stenografiche del Consiglio di Stato</p>
<p>da Fidel Soldato delle Idee</p>
<p>foto: Granma</p>
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		<title>60 anni di una Rivoluzione Socialista</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2021 20:48:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In mezzo al dolore più profondo e alla più grande indignazione, è nata la dichiarazione, energica e trascendentale. Quel 16 aprile 1961, nel cuore de L'Avana, Fidel definì il carattere socialista della Rivoluzione Cubana. Insieme ai resti degli eroici giovani caduti in conseguenza dell'astuta azione imperiale del giorno precedente, il leader della Rivoluzione ha riaffermato con enfasi il percorso già intrapreso, tra attacchi e minacce: "Perché ciò che gli imperialisti non possono perdonarci è che siamo qui; ciò che gli imperialisti non possono perdonarci è la dignità, l'integrità, il coraggio, la fermezza ideologica, lo spirito di sacrificio e lo spirito rivoluzionario del popolo cubano”.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12056" alt="PORTADA-SOCIALISMO-2-580x321" src="/files/2021/04/PORTADA-SOCIALISMO-2-580x321.jpg" width="580" height="321" />In mezzo al dolore più profondo e alla più grande indignazione, è nata la dichiarazione, energica e trascendentale. Quel 16 aprile 1961, nel cuore de L&#8217;Avana, Fidel definì il carattere socialista della Rivoluzione Cubana.</strong></p>
<p>Insieme ai resti degli eroici giovani caduti in conseguenza dell&#8217;astuta azione imperiale del giorno precedente, il leader della Rivoluzione ha riaffermato con enfasi il percorso già intrapreso, tra attacchi e minacce: &#8220;Perché ciò che gli imperialisti non possono perdonarci è che siamo qui; ciò che gli imperialisti non possono perdonarci è la dignità, l&#8217;integrità, il coraggio, la fermezza ideologica, lo spirito di sacrificio e lo spirito rivoluzionario del popolo cubano”.</p>
<p>&#8220;Questo è ciò che non possono perdonarci, che siamo proprio lì sotto il loro naso e che abbiamo fatto una rivoluzione socialista proprio sotto il naso degli Stati Uniti!&#8221;.</p>
<p>[...]</p>
<p>“Compagni operai e contadini, questa è la Rivoluzione socialista e democratica degli umili, per gli umili e con gli umili. E per questa Rivoluzione degli umili, per gli umili e con gli umili, siamo pronti a dare la nostra vita&#8221;.</p>
<p>Ha segnato un momento importante per la nazione. Cuba si è riaffermata non solo come il primo paese libero dal giogo imperiale in America Latina e nei Caraibi, ma anche il primo ad accettare la straordinaria sfida di costruire il socialismo in questa parte del mondo. Gli ultimi a liberarci dal giogo coloniale, siamo stati i primi a scommettere sulla società del futuro.</p>
<p>La Rivoluzione ha raccolto il meglio della tradizione storica di lotta del popolo cubano e l&#8217;ha fuso con il pensiero marxista-leninista di forgiare una società migliore, più giusta, più solidale, dove gli esseri umani erano fratelli e non lupi che si facevano a pezzi.</p>
<p>Si intraprende un percorso sui generis, appassionante, sfidante, a tratti utopico, non senza difficoltà e sotto la costante pressione della minaccia, dell&#8217;aggressione e del bloqueo imperiale.</p>
<p>Chi ha combattuto e chi è caduto quel glorioso aprile di 60 anni fa a Playa Larga, Pálpite, Soplillar, San Blas e Playa Girón, l&#8217;ha fatto in nome del socialismo, in difesa della Rivoluzione Socialista.</p>
<p>Il socialismo per la prima volta ha reso il popolo proprietario dei destini del paese; proprietario delle nostre terre, delle nostre industrie e delle piantagioni da zucchero, delle nostre miniere, delle nostre acque. Le principali risorse del paese cessarono di stare nelle mani di un gruppo privilegiato per diventare patrimonio del popolo cubano. Per la prima volta nella storia di Cuba, lo Stato e il Governo hanno smesso di stare dalla parte dei ricchi e si sono posti al servizio dei poveri.</p>
<p>Il socialismo nutriva un orgoglio nobile e la dignità nazionale. Da bordello per i marines yankee e da antro della mafia statunitense, Cuba è diventata in questi decenni un paese rispettato per i suoi principi, la sua diplomazia, la sua leadership nella lotta per cause nobili e giuste.</p>
<p>Il socialismo ha portato alla nazione le più ampie possibilità educative e culturali per le persone. Da un paese con più di un milione di analfabeti nel 1959 a uno con più di un milione e mezzo di laureati. Da un paese con teatri e fondazioni culturali d&#8217;élite a uno popolato da musei, case culturali, gruppi di teatro e danza, artisti visuali, musicisti, registi, istruttori d&#8217;arte.</p>
<p>Il socialismo ha promosso la Scienza e la conoscenza a livelli inimmaginabili 60 anni fa. Da poche figure della Scienza a Polo Scientifico Biofarmaceutico di rilevanza mondiale; da pochi studi sociali a prestigiose istituzioni di scienze sociali in tutto il paese; da una scarsa conoscenza del tempo e del clima a una potente rete meteorologica nazionale.</p>
<p>Il socialismo ha reso lo sport un vero diritto del popolo. Dalle eccezionali performance isolate di Font, Capablanca e Kid Chocolate, è diventata una potenza sportiva mondiale con dozzine di campioni olimpici e centinaia di atleti mondiali e panamericani, forgiati dalle scuole o dalle aree degli sport di massa.</p>
<p>Il socialismo ha dato senso ai precetti di Marti della &#8220;piena dignità dell&#8217;uomo&#8221; e che &#8220;Patria è l&#8217;umanità&#8221;, promuovendo enormi valori umani e morali. Mise i cittadini al centro delle politiche governative, creò posti di lavoro dignitosi, diede la terra al contadino, diede la proprietà della casa a chi la abitava, aprì possibilità di miglioramento, stimolò il rispetto del talento e la dedizione. Ha reso i nostri cittadini capaci di impegnarsi totalmente non solo nel lavoro rivoluzionario ma anche negli ideali di un mondo più giusto e libero. La solidarietà più profonda ha fatto sì che il sangue cubano si sia stato sparso nell&#8217;indipendenza dell&#8217;Africa e ha portato la luce della conoscenza e della salute a dozzine di nazioni in tutto il mondo.</p>
<p>Il socialismo ha creato, in un paese senza grandi ricchezze, un sistema di sicurezza sociale come pochi altri, che tutela l&#8217;operaio, il contadino, il pensionato, la gestante, i malati, le famiglie con più bisogni e che non discrimina per provenienza, né il colore della pelle, né il credo religioso o politico.</p>
<p>Il socialismo ha dato potere alle donne cubane, le ha rese una partecipante fondamentale nella costruzione sociale, ha pagato loro lo stesso salario degli uomini per la parità di impiego, ha aperto loro opportunità in professioni e mestieri che erano sempre stati proibiti prima, le ha trasformate in un&#8217;attrice politica, scientifica, culturale, sportiva e del lavoro di prim&#8217;ordine. Oggi sono una forza visibile nel nostro Parlamento e Governo.</p>
<p>Il socialismo ha dato al popolo la capacità di partecipare, dibattere, di decidere sul destino della nazione come mai prima d&#8217;ora. Tutte le grandi decisioni di questi decenni sono state analizzate dalle persone e decise con il loro consenso. Cuba ha la rete più ampia e originale di organizzazioni sociali e di massa che coinvolge la stragrande maggioranza della nostra gente. I suoi principali leader sono membri dei più alti organi legislativi del paese: l&#8217;Assemblea Nazionale e il Consiglio di Stato. Il più alto rappresentante dei lavoratori ha un seggio permanente nelle sessioni del governo. La Costituzione della Repubblica è stata il risultato di un ampio e ricco dibattito popolare e del sostegno della maggioranza dei cittadini.</p>
<p>Il socialismo ha permesso che nel mezzo del più feroce bloqueo economico che sia mai stato subito da nessun paese o popolo, sia stata preservata la massima giustizia e solidarietà sociale possibile e sia stato privilegiato, anche durante le peggiori circostanze, il diritto alla vita di ogni cubano; come confermato in tutti questi mesi nella dura battaglia globale contro la COVID-19, in cui milioni di persone &#8211; anche nei paesi più ricchi del pianeta &#8211; sono state abbandonate a se stesse e condannate a morire da un sistema che le esclude.</p>
<p>Il socialismo ci ha insegnato ad affrontare l&#8217;egoismo feroce e l&#8217;individualismo esclusivo e a pensare collettivamente, a sognare il bene comune, ad agire come un paese, a rafforzare la consapevolezza e la cooperazione tra i cittadini sulla meschinità e l&#8217;indisciplina sociale che sono ancora presenti.</p>
<p>Il cammino percorso in questi 60 anni è stato duro e lungo. Non è stato esente da errori, idealismi, battute d&#8217;arresto. Abbiamo costruito la società che siamo stati in grado di creare nel mezzo della trincea permanente, e non completamente quella che abbiamo voluto e per la quale continuiamo a combattere. Siamo riusciti a realizzare molti dei nostri sogni, ma ce ne sono altri da conquistare. Anche se ciò che è stato fatto è straordinario per un paese povero e assediato come il nostro.</p>
<p>Quando altri hanno abbassato le loro bandiere, moralmente sconfitti, Cuba e la sua Rivoluzione hanno continuato a difendere il socialismo, i suoi ideali e le sue conquiste.</p>
<p>Anche nelle peggiori circostanze, il socialismo era la chiave &#8211; con la guida di Fidel, Raúl e la generazione storica &#8211; in modo che nessuno fosse lasciato a se stesso, in modo che le principali conquiste sociali non andassero alla deriva, in modo che la dignità, la libertà, l&#8217;indipendenza nazionale non venissero calpestate.</p>
<p>Abbiamo saputo superare i nostri ostacoli e le nostre minacce. Combattiamo incessantemente per sviluppare la nostra economia e generare prosperità e soddisfazione per i nostri cittadini nello scenario più sfavorevole. Dobbiamo affrontare le idee di una potente macchina culturale, ideologica e mediatica che riversa tonnellate di messaggi e simboli manipolati, bugie e confusione sulla nostra gente e sull&#8217;opinione pubblica mondiale.</p>
<p>Dobbiamo essere in grado di sviluppare un&#8217;economia politica al servizio del socialismo per la Cuba attuale e prevedibile, per sviluppare un pensiero sociale critico e contribuente, capace di partecipare efficacemente e con forza alla battaglia culturale che si sta conducendo.</p>
<p>Il nostro socialismo deve raggiungere lo spiegamento di tutte le sue forze e potenzialità e la capacità dialettica di rivoluzionarsi continuamente.</p>
<p>Quel giorno in cui ci siamo autoproclamati socialisti sarebbe diventato anche la data scelta per celebrare la fondazione del Partito Comunista Cubano, uno strumento politico della Rivoluzione, per guidare il destino della società che stiamo costruendo.</p>
<p>Questo Partito dell&#8217;avanguardia organizzata inizia oggi il suo 8° Congresso. Lo fa difendendo l&#8217;ideale di &#8220;promuovere e consolidare la costruzione di una società socialista prospera e sostenibile in termini economici, sociali e ambientali, impegnata a rafforzare i valori etici, culturali e politici forgiati dalla Rivoluzione, in un paese indipendente, sovrano, socialista, democratico, prospero e sostenibile”.</p>
<p>Per raggiungere questo obiettivo, deve sostenere la forza inestimabile dell&#8217;unità, nella diversità della nostra stessa società. Quello che ci ha portato qui, per quanto tempestose siano state le acque che abbiamo attraversato.</p>
<p>Il nostro continua ad essere un lavoro collettivo, profondamente umanistico e di giustizia sociale. Come Fidel ha sottolineato fin dal gennaio del 1959: &#8220;La Rivoluzione è opera di tutti, la Rivoluzione è il sacrificio di tutti, la Rivoluzione è l&#8217;ideale di tutti e la Rivoluzione sarà il frutto di tutti&#8221;.</p>
<p>A Cuba, la validità della Rivoluzione e del Socialismo è stata resa possibile dalla coesione maggioritaria del nostro popolo con il partito e i suoi leader. La generazione storica ha saputo guidare la società cubana e il Partito in questi sei decenni. Si apre ora una nuova fase nella conduzione del processo rivoluzionario.</p>
<p>Non pochi delegati a questo Congresso erano a malapena bambini o non erano nati quando fu proclamato il carattere socialista della Rivoluzione. Spetta ora a quelle giovani generazioni, figlie del più grande processo politico latinoamericano, portare a termine il lavoro. Non sarà un compito facile. Le sfide economiche, politiche, ideologiche e sociali che dobbiamo affrontare sono minacciose, ed anche più complesse, rispetto a quelle di quei tempi in cui abbiamo deciso la via del socialismo, a cui non abbiamo rinunciato.</p>
<p>Fidel ha tracciato un percorso nella sua Riflessione del 17 aprile 2011, quando si è tenuto lo storico 6° Congresso del Partito: “La nuova generazione è chiamata a rettificare e cambiare senza esitazione tutto ciò che deve essere rettificato e cambiato, e continuare a dimostrare che il socialismo è anche l&#8217;arte di fare l&#8217;impossibile: costruire e realizzare la rivoluzione degli umili, per gli umili e con gli umili, e difenderla per mezzo secolo dalla potenza più poderosa che sia mai esistita&#8221;.</p>
<p>Ci uniamo ai combattenti e ai miliziani, che in seguito avrebbero combattuto e vinto a Girón, e che 60 anni fa, all&#8217;angolo iconico di 23 y 12, proclamarono: W la Rivoluzione Socialista!</p>
<p>Editoriale di Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Le battaglie di Girón</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 19:46:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il bombardamento si è sentito in tutta la città. Proveniva dall'ovest della capitale. In fretta, i miliziani lasciavano le loro case e cercavano di raggiungere il luogo dove sembrava concentrarsi il pericolo maggiore. Dopo la rottura delle relazioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e Cuba, era evidente che la minaccia di un'invasione incombeva sul paese. A L'Avana erano state attivate le misure di sorveglianza. C'erano pezzi di artiglieria installati in luoghi strategici. Negli edifici più alti i miliziani facevano la guardia. Il bombardamento degli aeroporti indicava che l'attacco era iniziato.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12045" alt="Playa-Giron" src="/files/2021/04/Playa-Giron.jpg" width="580" height="486" />Il bombardamento si è sentito in tutta la città. Proveniva dall&#8217;ovest della capitale. In fretta, i miliziani lasciavano le loro case e cercavano di raggiungere il luogo dove sembrava concentrarsi il pericolo maggiore. Dopo la rottura delle relazioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e Cuba, era evidente che la minaccia di un&#8217;invasione incombeva sul paese.</strong></p>
<p>A L&#8217;Avana erano state attivate le misure di sorveglianza. C&#8217;erano pezzi di artiglieria installati in luoghi strategici. Negli edifici più alti i miliziani facevano la guardia. Il bombardamento degli aeroporti indicava che l&#8217;attacco era iniziato.</p>
<p>Radunati allo stadio dell&#8217;università e guidati da José Elías Entralgo, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, vestito con abito grigio, camicia bianca e cravatta nera, gli studenti universitari si stavano preparando a marciare per combattere. È noto che la rapida mobilitazione, l&#8217;efficace strategia militare e l&#8217;eroismo manifestato determinarono la sconfitta degli invasori in meno di 72 ore.</p>
<p>Tuttavia, ai tempi di Girón, furono combattute contemporaneamente diverse battaglie decisive. Una delle più fertili si è verificata nel campo delle idee. Di fronte alla minaccia di invasione, si è forgiata l&#8217;unità di un intero popolo, comprese le azioni di alcuni che fino ad allora avevano osservato il processo rivoluzionario da una distanza critica.</p>
<p>A livello concettuale, gli eventi hanno stabilito chiaramente i confini. La nozione di indipendenza nazionale ha acquisito un contenuto emancipatore e decolonizzante, orientato verso un progetto di giustizia sociale, a seguito delle misure adottate a partire dal trionfo della Rivoluzione, soprattutto dall&#8217;applicazione della Legge di Riforma Agraria.</p>
<p>Era la realizzazione di un&#8217;ideologia che si stava formando durante la Repubblica Neocoloniale, un&#8217;aspirazione frustrata dall&#8217;intervento statunitense nella guerra contro Spagna e dall&#8217;ingerenza imperiale nel processo che seguì il rovesciamento della tirannia di Machado.</p>
<p>Nel suo progetto integrale, l&#8217;attacco perpetrato a Girón ha portato con sé una campagna di propaganda internazionale volta a mascherare l&#8217;invasione con il pretesto di un&#8217;operazione a sostegno di presunte manifestazioni di insurrezione interna. Gli aerei che hanno partecipato all&#8217;azione, dal bombardamento degli aeroporti, avevano delle insegne cubane false.</p>
<p>Lo scontro armato è stato completato da una brillante battaglia diplomatica combattuta a New York all&#8217;interno delle Nazioni Unite. Con una solida formazione intellettuale, dotato di un&#8217;ampia cultura, una profonda conoscenza della storia dell&#8217;America Latina e delle scienze sociali, Raúl Roa era stato uno degli attori del movimento rivoluzionario degli anni &#8217;30, quando vide la caduta di Rafael Trejo, ha sofferto il carcere, è stato imprigionato e ha avuto l&#8217;amara delusione dell&#8217;esito finale.</p>
<p>Alla conoscenza dei libri si è aggiunta una ricca esperienza di vita. Possedendo una vasta capacità verbale, era un polemista con una parola d&#8217;acciaio. Di fronte ad Adlai Stevenson, noto politico democratico statunitense, è stato in grado di dimostrare la verità dei fatti in modo inconfutabile. La vittoria diplomatica è stata raggiunta in giorni di estrema tensione.</p>
<p>Qualche settimana prima, vittima di un infarto, Manuel Bisbé, il nostro rappresentante in quella sede, è crollato nei corridoi delle Nazioni Unite. Era stato il mio insegnante di greco. Evocando i classici, lo abbiamo chiamato il biondo Menelao.</p>
<p>A quel tempo era un rappresentante alla Camera per il Partito del Popolo Cubano (o Ortodosso). Nonostante la sua intensa attività politica, adempì rigorosamente alle sue responsabilità di insegnamento. Sempre puntuale, a volte sudato, ha mostrato tutta la sua passione nello sforzo di introdurci alla laboriosa traduzione dell&#8217;Anabasi, dove Senofonte raccontava che, nell&#8217;antica Persia, Dario e Parisatide avevano due figli. Senza soffermarsi sulla sua salute già incrinata, ha dato il suo ultimo respiro per la difesa della nazione.</p>
<p>Diverse generazioni convergono nella lotta a favore della patria socialista. C&#8217;erano quelli nati con il XX secolo, testimoni e partecipanti alla Rivoluzione degli anni 30, insieme a coloro che facevano parte della Generazione del Centenario e ai giovani ancora senza barba che, sul fronte di guerra, erano incaricati dei pezzi di artiglieria.</p>
<p>Hanno fatto causa comune quelli che hanno affrontato la tirannia di Batista tra le fila delle diverse organizzazioni che hanno agito nella Sierra Maestra e in pianura, insieme a uomini e donne dalle origini più diverse che hanno aderito al processo di trasformazione in atto. C&#8217;erano perfino dei giovani adolescenti. Sono stati loro, ancora scolari che, nell&#8217;ambito dello stesso progetto di emancipazione, hanno proseguito la Campagna di Alfabetizzazione.</p>
<p>di Graziella Pogolotti</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Il presidente cubano fa gli auguri agli Organi della Sicurezza dello Stato</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2021 21:29:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA["Il nostro grato omaggio a coloro che hanno impedito più di 600 attentati alla vita di Fidel e hanno affrontato, imbattuti, i servizi di intelligence dell'avversario da 62 anni", ha scritto oggi su Twitter, il Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, facendo riferimento oggi all'anniversario degli Organi della Sicurezza dello Stato. "Tanti auguri, cari combattenti della mitica Sicurezza dello Stato", ha proseguito il presidente nel messaggio condiviso sul suo account di quel Social Network.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11979" alt="seguridad-estado-580x330" src="/files/2021/03/seguridad-estado-580x330.jpg" width="580" height="330" />&#8220;Il nostro grato omaggio a coloro che hanno impedito più di 600 attentati alla vita di Fidel e hanno affrontato, imbattuti, i servizi di intelligence dell&#8217;avversario da 62 anni&#8221;, ha scritto oggi su Twitter, il Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, facendo riferimento oggi all&#8217;anniversario degli Organi della Sicurezza dello Stato.</strong></p>
<p>&#8220;Tanti auguri, cari combattenti della mitica Sicurezza dello Stato&#8221;, ha proseguito il presidente nel messaggio condiviso sul suo account di quel Social Network.</p>
<p>Un articolo del quotidiano Granma riferisce che il 20 aprile 1958, in un rapporto firmato dall&#8217;allora comandante Raúl Castro Ruz, indirizzato a Fidel, c&#8217;era la spiegazione sul fatto che il corpo degli ufficiali dei servizi segreti ribelli (IR) era in fase di perfezionamento, e che sotto il suo comando c&#8217;era il SOC, cioè il Servicio de Observación Campesina, e altre unità di questo tipo.</p>
<p>Da quello, 11 mesi dopo, il 26 marzo 1959, sono sorti gli Organi della Sicurezza di Stato, nati di fronte alla crescente aggressività del Governo degli Stati Uniti, che era pronto a tutto pur di sottomettere la Rivoluzione.</p>
<p>Il testo spiega che per 62 anni ogni piano dell&#8217;impero e dei suoi servizi speciali ha fracassato contro il lavoro inestimabile dei combattenti per la sicurezza dello Stato; la cui forza della sua carriera imbattuta è una sola: quella del popolo.</p>
<p>Con informazioni da ACN/ da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: ACN</p>
<div id="attachment_11981" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11981" alt="Foto: Radio Cadena Agramonte" src="/files/2021/03/minint-cuba-foto-oriol-delacruz-580x3301.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Foto: Radio Cadena Agramonte</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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