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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Fernando González</title>
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		<title>Oscar Lopez a Cuba: due bandiere in un solo cuore</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 01:18:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ci sono stati spazi vuoti nell'Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli, né uomini né donne che non celebrassero la vittoria. E’ arrivato invincibile alla nostra terra ed ha realizzato un vecchio anelito di incontrarsi coi suoi fratelli. Oscar Lopez Rivera, tutto un simbolo di resistenza e di lotta per l'indipendenza è stato festeggiato da quelli che sono sempre stati al suo fianco.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10244" alt="isma01-2-580x396" src="/files/2017/11/isma01-2-580x396.jpg" width="580" height="396" />Non ci sono stati spazi vuoti nell&#8217;Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli, né uomini né donne che non celebrassero la vittoria. E’ arrivato invincibile alla nostra terra ed ha realizzato un vecchio anelito di incontrarsi coi suoi fratelli. Oscar Lopez Rivera, tutto un simbolo di resistenza e di lotta per l&#8217;indipendenza è stato festeggiato da quelli che sono sempre stati al suo fianco.  </strong></p>
<p>“Questo giorno è un sogno realizzato. Questo giorno è un sogno di amore per questa Patria, di amore per il suo popolo, per la Rivoluzione e per un uomo che ci ha dato un esempio di quello che sono la resistenza e la lotta”, ha commentato durante l&#8217;incontro politico &#8211; culturale che si celebrò nel pomeriggio di lunedì nell&#8217;ICAP.</p>
<p>L&#8217;indipendentista portoricano ha ringraziato per tutti i gesti di solidarietà che hanno permesso la sua liberazione e soprattutto l&#8217;appoggio del popolo cubano.</p>
<p>“Mi sento pieno di umiltà, pieno di amore e di gratitudine per tutto quello che il popolo cubano ha fatto per la nostra Patria, ma anche l’ha fatto per tutti gli esseri nel mondo che meritano giustizia e dignità. Non ho mai pensato che questo giorno sarebbe diventato realtà. Oggi raggiungiamo qualcosa che esemplifica quello che si può fare quando c&#8217;è amore, quando c&#8217;è rispetto dell&#8217;altro e dell&#8217;altra, quando si aspira a creare un mondo migliore e più giusto”, ha aggiunto.</p>
<p>Il leader indipendentista ha sottolineato che “noi portoricani non abbiamo mai sperimentato come popolo quello che è la libertà, tuttavia dobbiamo lottare per decolonizzarci perché crediamo davvero in che apparteniamo alla comunità delle nazioni latinoamericane e che una nazione piccola può trasformarsi in un paese forte.”</p>
<p>Durante l&#8217;omaggio, gli hanno consegnato la distinzione “L&#8217;Utilità della Virtù”, riconoscimento assegnato dal Presidente dell&#8217;Ufficio del Programma Martiano e della Società Culturale Josè Martì.</p>
<p>Inoltre, il tre volte campione olimpico Felix Savon ha consegnato a Lopez Rivera e come riconoscimento del Comitato Olimpico Cubano una tuta della squadra Cuba.</p>
<p>L&#8217;Eroe della Repubblica di Cuba, Fernando Gonzalez Llort, che è stato compagno di cella di Oscar per più di quattro anni, ha espresso la sua allegria per potere ricevere il patriota portoricano. “Parlare di Oscar è un impegno enorme, è difficile trovare le parole giuste che siano capaci di esprimere la sua grandezza, la sua opera ed il suo esempio. Quell&#8217;opera e quell&#8217;esempio l’hanno collocato, senza che se lo proponesse, nei più alti ranghi della resistenza contro la dominazione imperiale”, ha detto.</p>
<p>Inoltre, il presidente dell&#8217;ICAP, ha continuato ricordando che a dispetto dei multipli sforzi nazionali ed internazionali per ottenere la sua scarcerazione è stato in prigione tanto tempo, da essere il prigioniero politico con più anni scontati che nessun altro nella storia di Portorico, e la sua liberazione si è trasformata in una contesa degli uomini di buona volontà in tutto il pianeta.</p>
<p>“Il nostro popolo, condotto dalla sapienza di Fidel e di Raul, ha impregnato questa battaglia della priorità che meritava, cosciente che lottando per la sua libertà stava lottando anche per l&#8217;indipendenza della sua patria e per la libertà degli oppressi nel mondo.”</p>
<p>Ha ricordato che le giornate di solidarietà sono state molte, in cui l&#8217;Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli ha reclamato la sua libertà. “Non dimenticheremo mai l&#8217;allegria immensa che abbiamo provato quando abbiamo saputo del tuo ritorno a Portorico, la tua terra amata. E’ stato un giorno di gloria e di celebrazione per tutti noi. Oggi l&#8217;emozione c&#8217;invade mentre osserviamo un uomo modesto, esempio di resistenza e decoro.”</p>
<p>“L&#8217;impero ha voluto spaventarti nelle sue prigioni, ma tu sapevi chiaramente la massima di Martì che “un principio giusto dal fondo di una grotta ha più forza che un esercito. Sappiamo che la vera ragione per la quale ti punivano era per non averti arreso, hai sostenuto la tua morale rivoluzionaria contro tutte le forze e le provocazioni che contro di te ha realizzato il governo più poderoso di tutto il pianeta”, ha concluso.</p>
<p>di Oscar Figueredo Reinaldo, da Cubadebate</p>
<p>tradzione di Ida Garberi</p>
<p>foto Ismael Francisco</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10245" alt="isma02-3-580x385" src="/files/2017/11/isma02-3-580x385.jpg" width="580" height="385" /><img class="alignleft size-full wp-image-10246" alt="isma04-3-580x372" src="/files/2017/11/isma04-3-580x372.jpg" width="580" height="372" /><img class="alignleft size-full wp-image-10247" alt="isma05-2-580x322" src="/files/2017/11/isma05-2-580x322.jpg" width="580" height="322" /></p>
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		<title>Fernando Gonzalez inaugura un nuovo circolo dell&#8217;Associazione di Amicizia Italia-Cuba</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Oct 2017 23:16:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuovo circolo dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, è stato inaugurato sabato scorso nella città di Marino, nella provincia di Roma. Nella cerimonia si rese omaggio ad Ernesto Che Guevara e Camilo Cienfuegos, nel 58º anniversario della sua scomparsa fisica. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10215" alt="italia-solidaridad-9-580x32" src="/files/2017/10/italia-solidaridad-9-580x32.jpg" width="580" height="326" />Un nuovo circolo dell&#8217;Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, è stato inaugurato sabato scorso nella città di Marino, nella provincia di Roma. Nella cerimonia si rese omaggio ad Ernesto Che Guevara e Camilo Cienfuegos, nel 58º anniversario della sua scomparsa fisica.  </strong></p>
<p>L&#8217;Eroe della Repubblica di Cuba e presidente dell&#8217;Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli (ICAP), Fernando Gonzalez, è stato presente nell&#8217;atto insieme a Marco Papacci, vicepresidente dell&#8217;organizzazione solidale con l&#8217;Isola, Mauro Avello, segretario del circolo appena fondato, Adriana Pino, funzionaria dell&#8217;ICAP e Mauricio Martinez Duque, primo segretario dell&#8217;ambasciata di Cuba nel paese europeo.</p>
<p>Inoltre, Fernando è stato ricevuto dal sindaco della località, ha firmato il libro come ospite illustre ed ha consegnato agli assistenti la relazione contro il bloqueo che presenterà Cuba il prossimo 1º novembre nell&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;ONU.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10216" alt="italia-solidaridad-2-580x38" src="/files/2017/10/italia-solidaridad-2-580x38.jpg" width="580" height="385" /><img class="alignleft size-full wp-image-10217" alt="italia-solidaridad-3-580x43" src="/files/2017/10/italia-solidaridad-3-580x43.jpg" width="580" height="435" /><img class="alignleft size-full wp-image-10218" alt="italia-solidaridad-7" src="/files/2017/10/italia-solidaridad-7.jpg" width="435" height="580" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Chavez ha trasformato l&#8217;America Latina, afferma Ramon Labañino</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2015 23:31:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ramon Labañino, uno dei Cinque cubani, ha affermato oggi a Caracas che l'America latina non è oramai il patio posteriore degli Stati Uniti, realtà resa possibile grazie all'opera dello scomparso presidente venezuelano Hugo Chavez. Ci sono molte cose da perfezionare, ma l'unità regionale cresce, ha assicurato Labañino, che è arrivato questo pomeriggio alla Caserma della Montaña insieme all'antiterrorista Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez; è qui dove riposano i resti mortali di Chavez. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8600" alt="" src="/files/2015/05/Cinco580.jpg" width="580" height="329" />Ramon Labañino, uno dei Cinque cubani, ha affermato oggi a Caracas che l&#8217;America latina non è oramai il patio posteriore degli Stati Uniti, realtà resa possibile grazie all&#8217;opera dello scomparso presidente venezuelano Hugo Chavez.  </strong></p>
<p>Ci sono molte cose da perfezionare, ma l&#8217;unità regionale cresce, ha assicurato Labañino, che è arrivato questo pomeriggio alla Caserma della Montaña insieme all&#8217;antiterrorista Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez; è qui dove riposano i resti mortali di Chavez.</p>
<p>Il leader bolivariano è stato uno dei principali propulsori della campagna mondiale per la liberazione dalle carceri statunitensi del citato gruppo, conosciuto internazionalmente come i Cinque.</p>
<p>Labañino ha affermato che lui ed i suoi compagni avevano un debito con Chavez per tutto l&#8217;appoggio che aveva offerto loro.</p>
<p>Ha aggiunto che sono venuti in Venezuela per compierlo e, pertanto, si sentono soldati della Rivoluzione bolivariana.</p>
<p>Da parte sua, il vicepresidente venezuelano Jorge Arreaza, che ha accompagnato gli antiterroristi nella loro visita al mausoleo, ha sottolineato che per Chavez la causa dei Cinque era quella dell&#8217;America Latina.</p>
<p>Oggi deve essere felice di ricevere qui cinque dei suoi figli, come lo è il presidente Nicolas Maduro, ha osservato.</p>
<p>La lotta è valsa la pena, è valso la pena torcere il braccio all&#8217;impero, ha concluso.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Nuova generazione di cubani difende la pace e la liberazione dei Cinque</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 00:33:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bambini e giovani di differenti livelli di insegnamento e professioni si sono manifestati oggi a L’Avana per difendere il diritto dei popoli del mondo a vivere in pace senza il fantasma del terrorismo e per la libertà dei Cinque cubani. Nell'avanguardia della marcia, alunni della Federazione degli Studenti della scuola media trasportavano striscioni con fotografie di persone che hanno perso la vita a causa di azioni terroriste organizzate e finanziate in suolo nordamericano.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8133" alt="" src="/files/2014/09/grupo.jpg" width="580" height="363" />Bambini e giovani di differenti livelli di insegnamento e professioni si sono manifestati oggi a L’Avana per difendere il diritto dei popoli del mondo a vivere in pace senza il fantasma del terrorismo e per la libertà dei Cinque cubani.  </strong></p>
<p>Nell&#8217;avanguardia della marcia, alunni della Federazione degli Studenti della scuola media trasportavano striscioni con fotografie di persone che hanno perso la vita a causa di azioni terroriste organizzate e finanziate in suolo nordamericano.</p>
<p>Irma Gonzalez, figlia di Renè, uno dei Cinque cubani, ha aperto la marcia, ringraziando i presenti ed infondendo forza agli studenti.</p>
<p>Universitari hanno espresso a Prensa Latina il loro rifiuto alla politica di doppia morale di Washington, il cui governo bandisce la lotta contro il terrorismo, ma per i suoi viali porta a spasso liberamente Luis Posada Carriles, autore intellettuale confesso dell&#8217;esplosione in plenum volo di un aeroplano cubano nel 1976.</p>
<p>La marcia è terminata con un concerto nella conosciuta Tribuna Antimperialista ed ha reclamato il ritorno rapido di tre dei Cinque cubani prigionieri politici degli Stati Uniti da 16 anni.</p>
<p>René e Fernando, i due del gruppo che sono già tornati al loro paese dopo completare integralmente le loro rispettive condanne, hanno diretto la manifestazione, che è partita dall’Università de L’Avana.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto dal Facebook di Olga Salanueva, sposa di Renè Gonzalez</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8134" alt="" src="/files/2014/09/ReneOlga.jpg" width="580" height="870" /><img class="alignleft size-full wp-image-8135" alt="" src="/files/2014/09/FernandoColmenita.jpg" width="580" height="387" /><img class="alignleft size-full wp-image-8136" alt="" src="/files/2014/09/ReneColmenita.jpg" width="580" height="870" /><img class="alignleft size-full wp-image-8137" alt="" src="/files/2014/09/ReneIgnacio.jpg" width="580" height="870" /></p>
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		<title>Grazie!: la prima parola di Fernando Gonzalez a Madrid</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2014 22:17:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La mia prima parola è: Grazie! che dirigo a tutti quelli che da qui in Spagna ci hanno dato respiro durante i miei 15 anni in prigione; alle migliaia di donne ed uomini che, in Spagna, hanno trovato nell'ingiustizia contro i miei quattro fratelli e contro di me, una causa per la quale lottare”, ha dichiarato Fernando Gonzalez Llort, lottatore antiterrorista cubano giusto al suo arrivo, passato il mezzogiorno di oggi, all'aeroporto di Madrid-Barajas “Adolfo Suarez” dove è stato ricevuto dall'Ambasciatore di Cuba in Spagna, Eugenio Martinez Enriquez. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8110" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8110" alt="Foto: Ambasciata cubana a Madrid" src="/files/2014/09/fernando-gonzález-en-Madrid.jpg" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">Foto: Ambasciata cubana a Madrid</p></div>
<p><strong>“La mia prima parola è: Grazie! che dirigo a tutti quelli che da qui in Spagna ci hanno dato respiro durante i miei 15 anni in prigione; alle migliaia di donne ed uomini che, in Spagna, hanno trovato nell&#8217;ingiustizia contro i miei quattro fratelli e contro di me, una causa per la quale lottare”, ha dichiarato Fernando Gonzalez Llort, lottatore antiterrorista cubano giusto al suo arrivo, passato il mezzogiorno di oggi, all&#8217;aeroporto di Madrid-Barajas “Adolfo Suarez” dove è stato ricevuto dall&#8217;Ambasciatore di Cuba in Spagna, Eugenio Martinez Enriquez.  </strong></p>
<p>“Ed ora, vi chiedo umilmente, di continuare questa lotta, perché non sono libero fino a quando i miei fratelli, Gerardo, Antonio e Ramon, rimangano incarcerati”, ha aggiunto Fernando. “Ricorro al sentimento di giustizia degli spagnoli affinché non permettano che nostro fratello Gerardo, un uomo nobile, muoia in un carcere degli USA; affinché Antonio ritrovi la sua bella madre e la sua famiglia, affinché Ramon ritorni da sua moglie e dalle sue figlie.”</p>
<p>Fernando Gonzalez Llort, Vicepresidente dell&#8217;Istituto di Amicizia coi Popoli, rapidamente si è diretto ad un&#8217;intervista concordata con l&#8217;agenzia di notizie EFE, dove spiegherà i motivi della sua visita ed i dettagli del processo dei Cinque cittadini cubani, che sono stati imprigionati 16 anni fa negli USA, tre dei quali stanno ancora scontando lunghe condanne.</p>
<p>“E’ passato molto tempo. L&#8217;ora della libertà di Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero e Ramon Labañino è adesso. Non avremmo mai dovuto andare in prigione e l&#8217;abbiamo fatto già durante 16 anni. Chiedo di fermare già questa ingiustizia”, ha concluso così Fernando queste sue prime dichiarazioni in territorio spagnolo.</p>
<p>con informazioni dell&#8217;Ambasciata di Cuba in Spagna</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Fernando Gonzalez: la solidarietà coi Cinque è una forza che cresce ogni anno</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 00:01:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[X Colloquio per i Cinque]]></category>

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		<description><![CDATA[“Se pensiamo alla storia dei Colloqui possiamo apprezzare che questi eventi sono incominciati essendo una storia piccola dei più militanti, delle persone più compromesse in quei momenti, ed al passo di questi dieci anni questa piccola forza ha continuato a crescere.” L'Eroe della Repubblica Fernando Gonzalez ha fatto queste dichiarazioni alla stampa durante il X Colloquio Internazionale per la Libertà dei Cinque e contro il Terrorismo, nel Palazzo delle Convenzioni de L'Avana. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8107" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8107" alt="Fernando Gonzalez" src="/files/2014/09/fernando-2.jpg" width="580" height="387" /><p class="wp-caption-text">Fernando Gonzalez</p></div>
<p><strong>“Se pensiamo alla storia dei Colloqui possiamo apprezzare che questi eventi sono incominciati essendo una storia piccola dei più militanti, delle persone più compromesse in quei momenti, ed al passo di questi dieci anni questa piccola forza ha continuato a crescere.”  </strong></p>
<p>L&#8217;Eroe della Repubblica Fernando Gonzalez ha fatto queste dichiarazioni alla stampa durante il X Colloquio Internazionale per la Libertà dei Cinque e contro il Terrorismo, nel Palazzo delle Convenzioni de L&#8217;Avana.</p>
<p>La partecipazione di più di 40 paesi e specialmente il lavoro dei delegati e delle personalità di tutto il mondo, è stato, attraverso questi dieci anni, uno dei pilastri più importanti nella lotta per la liberazione dei Cinque cubani, ha aggiunto Gonzalez, uno di loro che è ritornato già sull&#8217;Isola dopo avere compiuto 15 anni di prigione ingiusta negli Stati Uniti. Altri tre continuano ancora imprigionati come prigionieri politici.</p>
<p>Fernando ha aggiunto che oggi esiste una rappresentazione di circa 270 delegati di più di 40 paesi, segno che il movimento di solidarietà si è sviluppato.</p>
<p>“Cuba è la responsabile di tutto. Il prestigio, la morale, la correttezza che hanno caratterizzato i cubani sono parte della causa dei Cinque, ed abbiamo qui non solo un numero elevato di delegati e paesi, bensì un concorso di personalità importanti che possono apportare prestigio all&#8217;evento e la loro esperienza come lottatori, come attivisti dentro il loro paese.”</p>
<p>Ha assicurato inoltre che la rappresentazione dei delegati in tutti i settori della società lo riempie di energia, e soprattutto ai tre compagni che rimangono in prigione, cioè Ramon, Antonio e Gerardo.</p>
<p>L&#8217;eroe cubano ha considerato che nel contesto attuale il movimento di solidarietà può fare un salto di qualità, tenendo in conto l&#8217;antecedente di due eventi importanti come sono la Commissione di Giustizia a Londra e la giornata a Washington.</p>
<p>Inoltre, ha ricordato che il gruppo che è dentro gli Stati Uniti, è un importante arsenale per appoggiare la causa dei Cinque, precisamente per l&#8217;azione diretta nel Congresso e nella Casa Bianca.</p>
<p>“Il movimento di solidarietà per i Cinque ha raggiunto una maturità che permette di proporci piani più ambiziosi e di questo è precisamente quello di cui si tratta il Colloquio: come rinforzare, come intensificare l&#8217;azione per ottenere la libertà dei tre compagni. Forse un undicesimo colloquio non sarà necessario, magari no, ma noi ci prepariamo affinché sempre sia superiore, sia sempre più effettivo.”</p>
<p>di Luis Eduardo Dominguez e Yenisei Garcia</p>
<p>foto Ladyrene Perez</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Felicità incompleta di Fernando Gonzalez Llort, uno dei Cinque cubani</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Aug 2014 00:06:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Era passato poco tempo da quando Fernando Gonzalez Llort, uno dei Cinque, era arrivato a Cuba, dopo avere compiuto la sua condanna negli Stati Uniti ridotta per sentenza a 17 anni e nove mesi. Ci siamo incontrati nel museo delle Belle Arti, a L'Avana, e mentre aspettava le nostre domande, incrociamo gli sguardi.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7662" style="width: 444px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7662" alt="Fernando Gonzalez" src="/files/2014/02/fernando1.jpg" width="444" height="600" /><p class="wp-caption-text">Fernando Gonzalez</p></div>
<p><strong>Era passato poco tempo da quando Fernando Gonzalez Llort, uno dei Cinque, era arrivato a Cuba, dopo avere compiuto la sua condanna negli Stati Uniti ridotta per sentenza a 17 anni e nove mesi.  </strong></p>
<p>Ci siamo incontrati nel museo delle Belle Arti, a L&#8217;Avana, e mentre aspettava le nostre domande, incrociamo gli sguardi.</p>
<p>Questo lunedì 18 agosto Fernando ha compiuto 51 anni ed è il primo compleanno che celebra a Cuba dopo la liberazione, mentre i suoi compagni di lotta Antonio Guerrero, Ramon Labañino e Gerardo Hernandez continuano come prigionieri politici negli USA. Il quinto del gruppo, Renè Gonzalez, è a Cuba dopo compiere integralmente la sua condanna.</p>
<p>Si materializza così il desiderio di Magaly Llort che rimpiangeva la presenza di suo figlio sotto il sole di Cuba. E qui sta, accompagnato dal suo popolo.</p>
<p>Il resto sarebbe raccontare la storia degli eroi che, secondo Fernando, per amore alla vita, alla specie umana ed alla patria, sono capaci di contrastare i piani contro la morte.</p>
<p>Presto la felicità sarà completa, Fernando, perché con la tua lotta e quella di molti altri, lo spazio degli ancora assenti, rimarrà occupato.</p>
<p>da Radio Reloj</p>
<p>di Luis Lopez</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez esigono una soluzione al caso dei Cinque cubani</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 23:35:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Renè Gonzalez e Fernando Gonzalez hanno ripetuto oggi a L’Avana l’esigenza improrogabile che il governo degli Stati Uniti metta fine all'ingiustizia contro i tre compagni che rimangono ancora nelle prigioni federali. Loro sono stati i partecipanti principali in un videoconferenza Washington-L’Avana, celebrata nella sede del Ministero delle Relazioni Estere, inserita tra le attività finali di una giornata di denuncia e solidarietà che si è celebrata dal passato 4 giugno, fino a questo martedì, nella capitale statunitense.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7891" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7891" alt="Fernando Gonzalez" src="/files/2014/06/FernandoVideoconferenza.jpg" width="580" height="742" /><p class="wp-caption-text">Fernando Gonzalez</p></div>
<p><strong>Renè Gonzalez e Fernando Gonzalez hanno ripetuto oggi a L’Avana l’esigenza improrogabile che il governo degli Stati Uniti metta fine all&#8217;ingiustizia contro i tre compagni che rimangono ancora nelle prigioni federali. </strong></p>
<p>Loro sono stati i partecipanti principali in un videoconferenza Washington-L’Avana, celebrata nella sede del Ministero delle Relazioni Estere, inserita tra le attività finali di una giornata di denuncia e solidarietà che si è celebrata dal passato 4 giugno, fino a questo martedì, nella capitale statunitense.</p>
<p>I due lottatori contro il terrorismo che hanno compiuto la totalità delle loro ingiuste condanne in prigione e si trovano adesso insieme alle loro famiglie sull&#8217;isola, hanno ribadito che non si sentiranno interamente liberi fino a che Gerardo Hernandez, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero non ritornino al loro paese.</p>
<p>“Siamo qui adesso perché 16 anni fa qualcuno ha deciso di commettere un crimine”, ha segnalato Renè Gonzalez in riferimento al loro arresto il 12 settembre 1998 e tutta l&#8217;odissea che è venuta in seguito.</p>
<p>Ha ricordato che li hanno arrestati e li hanno sottomessi ad “un processo a Miami nel quale è stata punita Cuba nella persona di noi Cinque ed attualmente a dispetto di tanto sforzo non si è messa la parola fine a questa ingiustizia”.</p>
<p>Ad una domanda della stampa straniera, che chiedeva delucidazioni su una contrattazione concreta tra gli USA e Cuba per scambiare i tre dei Cinque con Alan Gross (impiegato dell’USAID condannato a Cuba), Renè ha chiarito che lo stato cubano ha manifestato più volte una seria volontà di negoziare al rispetto.</p>
<p>Fernando Gonzalez ha insistito da parte sua che questo potrebbe essere un momento particolarmente favorevole nella battaglia per i Cinque, ma la mancanza di volontà politica del governo degli Stati Uniti e l’assenza di coraggio politico del presidente Obama sono i due principali scogli contro una rapida conclusione pacifica.</p>
<p>In questo senso, l&#8217;avvocato Josè Pertierra, da Washington, ha osservato che nello scenario attuale il caso dei Cinque sta incominciando ad entrare nel radar dell&#8217;opinione pubblica statunitense ed è proprio per questo che deve aumentare ancora di più la pressione politica fino a che il presidente Barack Obama autorizzi una soluzione conclusiva.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Fernando González: Obama ha nelle sue mani la libertà dei nostri compagni</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2014 00:49:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La liberazione dei tre dei Cinque cubani che rimangono in carcere negli Stati Uniti dipende della volontà politica del presidente Barack Obama, ha affermato oggi Fernando Gonzalez in una conferenza stampa. Gonzalez, che recentemente ha compiuto integralmente la sua condanna ingiusta di 19 anni, ha risaltato in una conferenza stampa l'importanza della III giornata di solidarietà per i Cinque cubani che si svilupperà a Washington dal 4 al 10 di giugno prossimi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7873" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7873" alt="Fernando Gonzalez" src="/files/2014/06/fernando01.jpg" width="580" height="401" /><p class="wp-caption-text">Fernando Gonzalez</p></div>
<p><strong>La liberazione dei tre dei Cinque cubani che rimangono in carcere negli Stati Uniti dipende della volontà politica del presidente Barack Obama, ha affermato oggi Fernando Gonzalez in una conferenza stampa.  </strong></p>
<p>Gonzalez, che recentemente ha compiuto integralmente la sua condanna ingiusta di 19 anni, ha risaltato in una conferenza stampa l&#8217;importanza della III giornata di solidarietà per i Cinque cubani che si svilupperà a Washington dal 4 al 10 di giugno prossimi.</p>
<p>Questo è il momento più importante della lotta per mettere fine alle condanne ingiuste a cui sono stati sottomessi i cubani, che raggiungono perfino due ergastoli più 15 anni nel caso di Gerardo Hernandez.</p>
<p>Ha osservato che questo incontro ha aumentato nel numero di personalità della vita politica e giuridica di vari paesi, oltre ad intellettuali ed attivisti della solidarietà col caso dei Cinque cubani.</p>
<p>D’accordo con gli organizzatori della giornata, assisteranno tra gli altri, il politologo Ignacio Ramonet, l&#8217;attore ed attivista Danny Glover, Edgar Palacios e Wayne Smith, ex capo della Sezione di Interessi degli USA in Cuba durante il mandato dell&#8217;ex presidente Jimmy Carter</p>
<p>E’ ancora insufficiente la conoscenza del tema dentro la società nordamericana, ha commentato, ma ha considerato che si fa largo e sono ogni volta sono maggiori gli sforzi che si fanno dai differenti comitati di solidarietà internazionale.</p>
<p>Ha segnalato che lo scambio dei tre lottatori, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero, che rimangono ancora prigionieri, per Alan Gross, che compie una condanna di privazione di libertà per violazione delle leggi nazionali come agente di una potenza straniera, rimane nelle mani degli Stati Uniti.</p>
<p>Ha sottolineato che non si può non realizzare questo scambio, l&#8217;amministrazione della Casa Bianca ha poche scuse per negarsi, dal momento che recentemente gli USA hanno cambiato un militare nordamericano per cinque prigionieri afgani della base navale di Guantanamo.</p>
<p>Nel programma si prevede anche una manifestazione di fronte alla Casa Bianca ed incontri con vari congressisti.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>foto Ismael Francisco</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Dichiarazioni alla stampa di Fernando Gonzalez Llort</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2014 23:57:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io credo che in mezzo a questi momenti che sono per me realmente molto emozionanti, si impone dire alcune parole e ringraziare varie persone. Ci sono tre persone che non sono qui e sono le prime che voglio ringraziare, e sono i miei fratelli Gerardo, Ramon e Tony.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/2014/02/fernando03.jpg" alt="" width="580" height="392" class="alignleft size-full wp-image-7661" /><strong>Io credo che in mezzo a questi momenti che sono per me realmente molto emozionanti, si impone dire alcune parole e ringraziare varie persone. Ci sono tre persone che non sono qui e sono le prime che voglio ringraziare, e sono i miei fratelli Gerardo, Ramon e Tony.</strong></p>
<p>Quando non esisteva ancora il movimento di solidarietà, vederli e condividere con loro i momenti difficili è stata sempre una fonte di energia per noi nella lotta, e pertanto la mia prima gratitudine è per loro che non mi stanno ascoltando, non mi ascolteranno mai, non mi vedono, però mi leggono ed io voglio far loro arrivare il messaggio di gratitudine. Perché è un tema del quale non parliamo tra noi quando abbiamo avuto l&#8217;opportunità di vederci, ma loro non sanno neanche quanto forza e quanta energia ho ottenuto in quei momenti al vederli, al vedere il loro atteggiamento, di vedere la maniera in cui loro hanno affrontato le situazioni e dopo avere saputo, durante gli anni in prigione, come loro affrontavano le situazioni individuali nelle quali si trovavano. Pertanto la mia prima gratitudine è per i miei tre fratelli ed includo anche Renè, che sta qui perché siamo tutti parte di questo momento.  </p>
<p>Io credo che si impone ringraziare anche il popolo di Cuba e tutti i nostri compatrioti che ci hanno accompagnati in questa lotta durante tanti anni e che continuano accompagnando, sono convinto di questo, fino a che Gerardo, Tony e Ramon stiano qui di ritorno.  </p>
<p>Io voglio approfittare di questa opportunità per chiedere scusa a tutte quelle persone che ci hanno scritto mostrandoci il loro appoggio, la loro solidarietà, specialmente i bambini ed i giovani che ci hanno fatto arrivare moltissimi lettere e che materialmente noi non abbiamo avuto tempo per rispondere a tutti ed ad ognuna lettera. Io so che alcune persone hanno potuto sentirsi magari, in qualche momento, defraudate perché non hanno ricevuto una risposta personale alla loro corrispondenza; voglio chiedervi scusa, voglio chiedere che ci comprendano che non c&#8217;era materialmente possibilità di scrivere individualmente a tante persone, ma che tutte quelle lettere, specialmente quelle dei bambini e quelle dei giovani sono state sempre uno stimolo tremendo, uno stimolo senza paragone per affrontare qualunque situazione alla quale ci hanno sottomessi.  </p>
<p>Ringraziare a tutto il popolo per la solidarietà, ringraziare le autorità cubane, a tutti i compagni e le compagne che stanno lavorando per portare avanti la campagna e la lotta per la liberazione di tutti noi, per tanti anni.  </p>
<p>Ai compagni del Ministero di Relazioni Estere, della Sezione di Interessi di Cuba a Washington che sono stati attenti negli ultimi mesi a tutto questo processo del mio ritorno, a tutti i dettagli su come si sarebbe prodotto e stavano lottando perché si producesse nella maniera più spedita possibile e nella maniera più naturale possibile.  </p>
<p>Voglio ringraziare tutti, la stampa che ha fatto un lavoro molto buono per fare conoscere la verità del caso e portare la verità il più lontano possibile. Bisogna fare ancora molto, io credo che tutti lo sappiamo e tutti sono nella migliore disposizione di farlo, non ho il minore dubbio di questo.  </p>
<p>Io so che oggi la felicità è condivisa con tutti, è una felicità che è difficile da descrivere, essere qui in Cuba, essere qui con la famiglia, è una felicità che è immensa ed allo stesso momento manca un pezzo, ed è il pezzo che rimane riservato fino a quando in questo stesso luogo stiano Ramon, Gerardo e Tony, allora la felicità sarà completa.  </p>
<p>Nel frattempo il nostro ruolo sarà fare tutto quello che è alla nostra portata affinché questa realtà arrivi il più presto possibile e potremo riunirci allora i Cinque, e riunirci tutti con le nostre famiglie e con voi, ed allora godere realmente della vera felicità totale quando staremo qui tutti i Cinque.  </p>
<p>Domanda sull&#8217;impatto di uscire dal carcere ed arrivare a Cuba  </p>
<p>    L&#8217;impatto di uscire dal carcere nel mio caso specifico, io non posso dire, vediamo, non è la stessa condizione di Renè, che René è uscito ed è andato a casa (a Miami) immediatamente dal carcere, cioè, io sono uscito dalla prigione e mi stavano aspettando un gruppo di persone di immigrazione che mi hanno preso, mi hanno praticamente arrestato, allora, io non ho sperimentato l&#8217;uscita dalla prigione come l&#8217;uscita verso la libertà, io ho sperimentato l&#8217;uscita verso la libertà quando sono sceso sulla scaletta dell&#8217;aeroplano, perché perfino fino a quell&#8217;ultimo momento io ero ammanettato nell&#8217;aeroplano, e le manette me le hanno tolte nel momento in cui l&#8217;aeroplano ha toccato terra qui. Io non ho sentito la sensazione della libertà oltrepassando la porta della prigione che è possibile sia l&#8217;esperienza che sentono gli altri, la sensazione della mia libertà è stata quando l&#8217;aeroplano ha atterrato qui e sono sceso dalla scaletta, quella è stata la vera sensazione di libertà per me.  </p>
<p>Sul suo incontro con Raul:  </p>
<p>    Primo fra tutti è un onore per me, ed è un onore per cui lo ringrazio, un gesto per cui ringrazio molto che il compagno Generale dell’Esercito, Raul, si sia preso il disturbo di venire fino a qua a ricevermi ed a salutarmi, realmente è un gesto che ringrazio e che mi riempie di gratitudine e che mi compromette anche allo stesso momento, nella lotta ed a dare tutto per il ritorno dei miei fratelli. È realmente un gesto che riempie ad uno di umiltà e di gratitudine.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi  <img src="/files/2014/02/fernando1.jpg" alt="" width="444" height="600" class="alignleft size-full wp-image-7662" /><img src="/files/2014/02/fernando01.jpg" alt="" width="580" height="384" class="alignleft size-full wp-image-7663" /><img src="/files/2014/02/fernando02.jpg" alt="" width="580" height="394" class="alignleft size-full wp-image-7664" /></p>
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