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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; FAO</title>
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		<title>Intervento di Cuba, nel 46º Periodo di Sessioni del Comitato di Sicurezza Alimentare Mondiale FAO #14oct2019</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Oct 2019 21:59:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da 45 anni ci proponiamo sradicare la fame e la malnutrizione nel mondo, ma continuiamo ad essere molto distanti dal raggiungere questi obiettivi. Invece di diminuire, la quantità di affamati nel mondo continua a crescere, sono già più di 821 milioni di esseri umani quelli che si trovano in questa situazione deplorevole e quotidiana. Non solo diminuiscono i tempi tracciati come meta, ma giorno per giorno milioni di esseri umani continuano a soffrire fame e malnutrizione, terreno fertile per malattie e morte.    ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11152" alt="ambasciatore" src="/files/2019/10/ambasciatore.jpg" width="580" height="435" />NOTA NECESSARIA:   </strong><br />
<strong>  </strong><br />
<strong>Discorso preparato per la Missione di Cuba presso gli Organismi Internazionali, con sede a Roma.  Doveva essere pronunciato dal Rappresentante Permanente di Cuba, Ambasciatore Josè Carlos Rodriguez Ruiz, nella plenaria del 46º periodo di sessioni del Comitato di Sicurezza Alimentare Mondiale che si è effettuato nella sede della FAO. Per due giorni consecutivi, il 14 ed il 15 ottobre 2019, la delegazione cubana è stata pronta per intervenire ed in tale senso, dal primo istante, era stato così sollecitato. Tuttavia, gran parte dell’agenda dell&#8217;incontro è stata concepita in base a pannelli con numerosi esperti, su temi che sono stati già trattati in consultazioni ufficiose ed in riunioni del CSA, e su tutto ciò ci sono non poche pubblicazioni e diversa documentazione. A questi esperti ed anche ai rappresentanti del settore privato è stato concesso loro, in alcuni sessioni di lavoro, un tempo eccessivo, come quello del pomeriggio del giorno 15 ottobre, nel Pannello “Associazioni tra parti molteplici interessate per finanziare meglio la sicurezza alimentare e la nutrizione nella cornice dell&#8217;Agenda 2030”. Detto pannello, ideato a modo di ricettario didattico per gli Stati membri, ha dato ampio spazio ai rappresentanti di fondazioni e del settore privato, in detrimento della possibilità che vari stati membri potessero presentare in plenario i loro punti di vista, realizzazioni e sfide di fronte agli obiettivi dello sviluppo sostenibile ed in specifico in quanto riferito a con l&#8217;ODS2. Queste situazioni colpiscono la natura e l’operatività di un forum eminentemente intergovernativo, come lo è il Comitato di Sicurezza Alimentare delle Nazioni Unite. Sono gli stati i principali responsabili delle politiche pubbliche per raggiungere la fame zero a livello mondiale e l&#8217;implementazione dell&#8217;Agenda 2030. La contribuzione di altri attori può essere utile, a patto che non pretenda soppiantare l’adempimento degli Stati e l&#8217;accordo multilaterale intergovernativo.  </strong></p>
<p><span style="color: #ff0000">Intervento che aveva previsto pronunciare il rappresentante di Cuba nel 46º periodo di sessioni del CSA:  </span></p>
<p>“Cuba osserva con preoccupazione le osservazioni e le cifre statistiche contenute nel resoconto della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per il Diritto all&#8217;Alimentazione, Sra.Hilal Elver; ed anche nella relazione dello stato della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione Mondiale (SOFI), entrambi presentati qui.</p>
<p>Da 45 anni ci proponiamo sradicare la fame e la malnutrizione nel mondo, ma continuiamo ad essere molto distanti dal raggiungere questi obiettivi. Invece di diminuire, la quantità di affamati nel mondo continua a crescere, sono già più di 821 milioni di esseri umani quelli che si trovano in questa situazione deplorevole e quotidiana. Non solo diminuiscono i tempi tracciati come meta, ma giorno per giorno milioni di esseri umani continuano a soffrire fame e malnutrizione, terreno fertile per malattie e morte.</p>
<p>E questo succede quando si nascondono e non ci si occupa di tutte le cause, quando le dichiarazioni sono più abbondanti dei fatti.</p>
<p>Si parla delle crisi prolungate, la decelerazione delle economie ed il cambiamento climatico come cause essenziali dell&#8217;insicurezza alimentare. Non sono queste, comunque, le uniche cause.</p>
<p>In anni recenti, la disuguaglianza economica ha raggiunto livelli senza precedenti. Nel 2017, la ricchezza mondiale è aumentata un 3,1%, ma approssimativamente l’82% di questa crescita è stata a favore dell’1% più ricco.</p>
<p>Come parlare di sviluppo sostenibile e di sicurezza alimentare se non ci sono cambiamenti significativi nelle problematiche strutturali che mantengono un ordine internazionale squilibrato ed ingiusto?</p>
<p>Come parlare di conflitti e crisi prolungate, ma non di blocchi e misure coercitive unilaterali, persecuzione finanziaria ed istigazione ai conflitti, che sostengono alcuni paesi perfino contro piccole nazioni e che provocano serie difficoltà alimentari?</p>
<p>Il blocco imposto da 60 anni dagli Stati Uniti dell&#8217;America contro il popolo cubano, ha causato, nell&#8217;ultimo anno, danni diretti all&#8217;alimentazione ed all&#8217;agricoltura per più di 400 milioni di dollari. I danni indiretti sono incalcolabili.</p>
<p>Esortiamo il Comitato di Sicurezza Alimentare, con l&#8217;appoggio del GANESAN affinché realizzi uno studio con rigore scientifico e basato sulle evidenze, sui danni dell&#8217;imposizione di sanzioni coercitive unilaterali nella sicurezza alimentare.</p>
<p>L&#8217;accesso agli alimenti non può continuare ad essere usato come strumento per sottomettere i paesi, questo modo di agire è contrario al diritto internazionale, è troppo ingiusto ed immorale.</p>
<p>Nonostante queste sanzioni, Cuba si trova tra i primi 14 paesi che sono riusciti a ridurre l&#8217;indice della fame e della denutrizione in maniera sostenuta per vari anni e si trova tra le nazioni che hanno avanzato di più, con equità, nelle sue politiche pubbliche alimentari. Secondo la Relazione sulla Politica Alimentare Mondiale del 2018, siamo uno dei paesi che è più vicino a raggiungere le mete del #ODS2 della #Agenda2030. Quanto di più potremmo fare senza il peso del blocco statunitense?</p>
<p>Cuba considera la sicurezza alimentare come una priorità per lo sviluppo, si realizzano diverse azioni in tutto il paese, come il piano di autoapprovvigionamento municipale. Secondo la stessa FAO, questo è l&#8217;unico nel mondo con carattere istituzionale e che tiene in conto l&#8217;offerta e la domanda locali, le necessità nutritive e di salute della popolazione e la preservazione dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Come fino ad ora, lo Stato cubano continuerà a mantenere un impegno fondamentale con la sicurezza alimentare. Continueremo a spingere programmi come quello citato ed altri che contribuiscano al risultato consolidato e sostenibile dell&#8217;ODS2 a Cuba. Apprezziamo e ringraziamo per la collaborazione gli organismi internazionali, che uniscono oggi i loro sforzi con tali propositi, e quella di molti paesi che c&#8217;appoggiano.</p>
<p>Cuba conferma, in questo 46º periodo di sessioni del Comitato di Sicurezza Alimentare Mondiale, che la sicurezza alimentare e lo sviluppo della sua agroindustria continueranno ad essere le priorità delle sue strategie dello sviluppo futuro.</p>
<p>Concludo citando Fidel Castro Ruz che, nel suo contundente intervento nel Vertice Mondiale sull&#8217;Alimentazione, effettuato in questa stessa sala, il 16 novembre 1996, ha detto: “Regni la verità e non l&#8217;ipocrisia e la menzogna. Dobbiamo prendere coscienza che in questo mondo deve cessare il l’egemonismo, l&#8217;arroganza e l&#8217;egoismo.”</p>
<p>Molte grazie”</p>
<p>Josè Carlos Rodriguez Ruiz, Ambasciatore Cubano in Italia e Rappresentante Permanente di Cuba presso la FAO</p>
<p>testo e foto dalla pagina web Cubadiplomatica, Ambasciate e Consolati di Cuba all’estero</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11153" alt="fao" src="/files/2019/10/fao.jpg" width="580" height="386" /></p>
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		<title>OPS/FAO: Cuba, il paese nella regione con meno neonati sotto peso al momento del parto</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2017 02:39:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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		<description><![CDATA[Cuba è il paese della regione con meno neonati sotto peso al momento del parto con un indice del 5,3%, sottolinea oggi il periodico Granma. La notizia è presente nella relazione “Panorama della Sicurezza Alimentare e Nutrizionale”, pubblicato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) e l'Organizzazione Panamericana della Salute (OPS).  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9724" alt="Reconocimiento del bebé. Foto: Ladyrene Pérez/Cubadebate." src="/files/2017/01/Nacimiento-11.jpg" width="580" height="369" />Cuba è il paese della regione con meno neonati sotto peso al momento del parto con un indice del 5,3%, sottolinea oggi il periodico Granma.  </strong></p>
<p>La notizia è presente nella relazione “Panorama della Sicurezza Alimentare e Nutrizionale”, pubblicato dall&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Alimentazione e l&#8217;Agricoltura (FAO) e l&#8217;Organizzazione Panamericana della Salute (OPS).</p>
<p>Secondo il testo l&#8217;isola emerge anche per l&#8217;allattamento materno esclusivo, riportando incrementi da un 26,4% nel 2006 ad un 48,6 nel biennio 2010-2011, grazie al programma di attenzione materno-infantile che si sta applicando.</p>
<p>Tuttavia, come in altre nazioni caraibiche il sovrappeso è significativo, con un 59% della popolazione, mentre l&#8217;obesità raggiunge già un quarto del totale.</p>
<p>A proposito di ciò, la relazione si congratula con alcune misure che si applicano, come la fortificazione ed arricchimento di alimenti e l&#8217;elaborazione di raccomandazioni alimentari, per incentivare un&#8217;educazione nutrizionale.</p>
<p>Allo stesso modo, il Programma dell’Agricoltura Urbana e Locale è uno delle politiche che incidono sull&#8217;aumento dell&#8217;offerta di prodotti sani, esperienza che permette un incremento della varietà di prodotti.</p>
<p>Secondo l&#8217;Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), ogni anno nascono più di 20 milioni di bambini con un peso inferiore a 2500 grammi, il 96% di loro in paesi in via di sviluppo. Questi lattanti corrono un maggiore rischio di mortalità neonatale, aggiunge l&#8217;agenzia.</p>
<p>Per questo motivo, l&#8217;OMS risalta che il latte materno contiene tutti i nutrienti di cui ha bisogno il neonato durante i primi sei mesi di vita.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Ladyrene Perez</p>
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		<title>Col 25% del cibo sprecato si potrebbe eliminare la fame nel pianeta</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2015 23:18:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Solo col 25% degli alimenti che si sprecano si salverebbe la vita di circa 795 milioni di persone che sono in pericolo di morte per denutrizione, e perfino basterebbe per coprire le necessità dei più di 870 milioni che soffrono la fame, secondo una relazione dell'Organizzazione per l'Agricoltura e l'Alimentazione delle Nazioni Unite (FAO).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8850" alt="" src="/files/2015/08/basura-alimentos.jpg" width="580" height="330" />Solo col 25% degli alimenti che si sprecano si salverebbe la vita di circa 795 milioni di persone che sono in pericolo di morte per denutrizione, e perfino basterebbe per coprire le necessità dei più di 870 milioni che soffrono la fame, secondo una relazione dell&#8217;Organizzazione per l&#8217;Agricoltura e l&#8217;Alimentazione delle Nazioni Unite (FAO).  </strong></p>
<p>L&#8217;ONU è incapace di estrarre qualsiasi aspetto positivo dagli sprechi di cibo che non solo è uno dei principali fattori di insicurezza alimentare; è anche responsabile di generare gravi effetti contro il cambiamento climatico ed è conseguenza e simbolo dell&#8217;inefficacia dei sistemi di distribuzione e consumazione nel primo e nel terzo mondo.</p>
<p>Ambedue condividono cifre simili in quello che si riferisce a quello buttato via negli alimenti: i paesi industrializzati buttano annualmente 670 milioni di tonnellate di cibo contro i 630 dei paesi in via di sviluppo. Buttano via quasi la metà della frutta e dei vegetali (50%), seguiti dal pesce (35%), dai cereali (30%) e dalla carne (un 20%).</p>
<p>Nonostante esistano i dati, ciò non impedisce che i paesi ricchi continuino a sprecare quasi tanto cibo (222 milioni di tonnellate) come la produzione intera dell&#8217;Africa sottosahariana (230 milioni di tonnellate), per non menzionare la differenza esistente nel comportamento individuale. Un residente di un paese ricco può buttare tra 95 e 115 chili di cibo all&#8217;anno. Nell&#8217;Africa sottosahariana e nel sudest dell’Asia, questa quantità è solo tra 6 e 11 chili.</p>
<p>Il futuro non offre altro che allarmi. Le stime indicano che la produzione alimentare nel 2050 dovrà essere un 60% maggiore che quella del 2005 per coprire le necessità dei 9.600 milioni di persone che vivranno nel pianeta in quell&#8217;anno, e la complessità dei sistemi di distribuzione di alimenti, invece di alleviare il problema, hanno ottenuto solo che si manifesti in modi tanto vari come difficili da combattere.</p>
<p>Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda sono i paesi più negligenti nel momento di sprecare il cibo. Tra tutti loro buttano il 39% del cibo che comprano, seguiti dall&#8217;Europa che lancia nella discarica il 31% degli alimenti acquisiti.</p>
<p>Differenza tra “perdita” e “sprechi”</p>
<p>La “perdita di cibo” non è intenzionale, ed è un fenomeno caratteristico dei paesi in via di sviluppo. Si deve a deficienze di equipaggiamento, trasporto ed infrastruttura. Tuttavia, gli “sprechi” di cibo, volontari, sono minimi.</p>
<p>La situazione è esattamente al contrario nei paesi ricchi, dove entrano in gioco altri fattori, orientati, o provenienti dal consumatore. “Grandi quantità di cibo”, osserva la FAO, si sprecano dovuto a certi standard di qualità esagerati sull&#8217;apparenza degli alimenti.”</p>
<p>A ciò bisogna aggiungere il consumo eccessivo che ci porta a comprare più cibo del che necessitiamo, e che dopo buttiamo quando termina la sua data di scadenza.</p>
<p>Danno ambientale</p>
<p>L&#8217;impatto ambientale tanto della perdita come degli sprechi di alimenti è molto elevato. Il totale di CO2 prodotto dal cibo eliminato è di 3,3 gigatonnellate. Per farsi un&#8217;idea, se il cibo sprecato o eliminato fosse un paese, sarebbe il terzo in emissione di gas inquinanti del mondo, solo dietro agli Stati Uniti ed alla Cina.</p>
<p>Ancora di più: l&#8217;essere umano usa circa 1.400 milioni di ettari (un 30% del terreno agricolo esistente) per coltivare alimenti che non arrivano mai a consumarsi. La cifra si precipita nell&#8217;uso di acqua potabile: sprechiamo più acqua per coltivare alimenti che non mangiamo mai che quella che possono usare in tutto un anno giganti come India o Cina.</p>
<p>“Il cambiamento climatico è connesso, al di sopra di tutto, con lo squilibrio tra la nostra economia di produzione e consumo e la capacità di sostentamento che offre il pianeta”, spiega a The Guardian, Robert van Otterdijk, coordinatore del programma per il risparmio di alimenti della FAO.</p>
<p>“La produzione di cibo è uno dei maggiori settori produttivi del mondo, e se un terzo di tutto questo si produce in vano, immaginino l&#8217;effetto che può avere nelle risorse naturali, nella terra, nell&#8217;acqua, nell&#8217;energia e nei gas che provocano l’effetto serra”.</p>
<p>con informazioni di Europa Press</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Reuters</p>
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		<title>Il Venezuela ha sconfitto la fame perché è socialista!</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 22:46:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vicepresidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela s’incontra con i movimenti popolari di sinistra in Italia, a latere della premiazione da parte della FAO dovuto al grande successo del paese sud americano nell’aver sconfitto completamente il problema della fame nel Paese. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8707" alt="" src="/files/2015/06/arreaza21.jpg" width="300" height="166" />Il Vicepresidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, il compagno Jorge Arreaza, ha tenuto un incontro sul Monte Sacro a Roma insieme ai movimenti politici e popolari italiani e nello specifico con la “Rete Caracas ChiAma”, costituita da un eterogeneo blocco popolare di forze squisitamente di sinistra; nonché, riflesso di quella preziosa cristalleria politica che è la solidarietà e l’amicizia tra i popoli.  </strong></p>
<p>In questo incontro – accompagnato da una sottile pioggia – Arreaza ha parlato del premio ricevuto dalla FAO per l’ottimo risultato ottenuto dalla Repubblica Bolivariana del Venezuela nell’eliminazione della fame nel Paese e ha dialogato con i più degni rappresentanti dei movimenti popolari e rivoluzionari italiani. Ha lanciato, inoltre, l’appello a moltiplicare gli sforzi nella costruzione di un Fronte Internazionale di forze progressiste e rivoluzionarie in difesa della Rivoluzione Bolivariana; dinanzi ad una campagna mediatica che non pochi esperti definiscono come la guerra psicologica degli Stati Uniti contro il Venezuela bolivariano.</p>
<p>«Sono venuto qua a Roma, in nome del Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, del Primo Presidente Operaio della nostra Grande Patria Latinoamericana, il compagno Nicolás Maduro, che vi saluta calorosamente; sono qui in nome del popolo venezuelano, di quel popolo lavoratore che oggi difende il processo rivoluzionario iniziato dal nostro Eterno Comandante Hugo Rafael Chávez Frías; sono qui perché la FAO, organizzazione facente parte delle Nazioni Unite, ha deciso di premiarci con il più alto riconoscimento che un governo popolare e rivoluzionario possa ottenere: aver eliminato il problema della fame nei tempi prefissati; ovvero, nel 2015. In realtà avrebbero dovuto premiarci da molto tempo prima, fin dal 2012, giacché tale metà l’abbiamo raggiunta proprio quell’anno».</p>
<p>Il Vicepresidente Arreaza ha rilevato che «tali risultati non sono nient’altro che il riflesso della politica interna impostata dal primo giorno dell’avvento al potere del governo rivoluzionario e socialista del Presidente Hugo Chávez, là dove sono state messe in moto non poche politiche economiche e sociali basate sullo sviluppo dei servizi di base; in difesa di quei diritti umani collettivi (e non solo individuali!) che sono – tra i tanti – il diritto a vivere in una casa dignitosa, a ricevere tre pasti al giorno, a poter lavorare dignitosamente, ad un servizio nazionale medico gratuito e di alto livello, ad un istruzione pubblica e gratuita per tutto il popolo venezuelano».</p>
<p>«Tutti questi traguardi e la premiazione alla FAO si devono non solo al Nostro Comandante Infinito Hugo Chávez e all’invitto popolo venezuelano, ma anche alla solidarietà dei popoli del mondo e in particolare del popolo cubano e del suo governo rivoluzionario; di Fidel e Raul, che con l’apporto di migliaia di lavoratori della salute e dell’educazione hanno contribuito fino ad oggi a rafforzare la nostra Resistenza popolare contro la guerra economica e le ingerenze di Washington».</p>
<p>Il vicepresidente venezuelano, durante il suo incontro con i movimenti sociali italiani ha posto l’accento sull’amicizia e la solidarietà tra i popoli e lo ha fatto in quello che – di certo – è un luogo sacro per il popolo venezuelano e per tutti quelli che lottano ogni giorno per la costruzione di un mondo basato sulla pace con giustizia ed eguaglianza sociale; verso il socialismo del XXI secolo. Proprio qui sul Monte Sacro, infatti, Simón Bolívar – di fronte al suo amico e maestro Simón Rodríguez – prestò il suo giuramento romano nel 1805 nel quale ebbe a dire: <strong><em>«Giuro per il Dio dei miei genitori, giuro per il mio onore e per la mia Patria, che non darò riposo al mio braccio né pace alla mia anima finché non avrò rotto le catene che ci opprimono per volontà del potere spagnolo».</em></strong></p>
<p>«Voglio ringraziare l’invito a partecipare a tal evento così importante, che ha come obiettivo quello di rafforzare l’amicizia tra i popoli», ha affermato il vicepresidente di fronte a centinaia di attivisti sociali giunti da ogni angolo della penisola italiana per dare il benvenuto a uno dei più alti rappresentanti della patria di Bolívar e Chávez.</p>
<p>Nel suo emozionante discorso il vicepresidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, ha spiegato che per eliminare completamente la fame e la povertà nel pianeta è necessario moltiplicare i nostri sforzi nella costruzione di un mondo basato sulla solidarietà e l’amicizia tra i popoli e che, pertanto, bisogna essere consapevoli di quali sono i pericoli o i modelli (economici) che rappresentano <em>il</em> principale ostacolo a tale progetto.</p>
<p>In questo senso, ha segnalato come oggi non è il Venezuela della Rivoluzione Bolivariana a rappresentare una minaccia per gli Stati Uniti, ma che, semmai, proprio questi ultimi, a causa del loro modello economico e sociale – per la loro sete di consumare le risorse del pianeta – sono un pericolo per la stabilità della pace nel mondo e per l’esistenza stessa della specie umana. Per questo la necessità di rafforzare attraverso progetti politici e culturali l’amicizia tra i popoli – e in questo caso con il popolo italiano – con la <em>ratio</em> di svelare, così, le menzogne che i mezzi di comunicazione diffondono contro la Rivoluzione Bolivariana e mostrare ai popoli che lavorano in tutto il mondo che uscire dalla crisi imposta dalle banche e dai padroni è possibile. Che oltre al neoliberalismo e al capitalismo ci sarà ancora vita e che il modello economico e sociale per l’emancipazione dell’uomo si chiama: Socialismo.</p>
<p>di Alessandro Pagani per ALBAinformazione</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cuba nel Rapporto della FAO: come un modello &#8216;fallito&#8217; consegue il più basso tasso di denutrizione della regione dei Caraibi-Centroamerica</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 22:36:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[denutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[FAO]]></category>
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		<description><![CDATA[L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione (FAO), ha appena pubblicato il suo ultimo rapporto sulla fame dal titolo "Lo Stato dell'Insicurezza Alimentare nel Mondo 2014". Le sue statistiche ci servono per confrontare Cuba con i paesi della sua regione naturale -i Caraibi e Centroamerica- dove ottiene, in maniera assoluta, i migliori indicatori]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8703" alt="" src="/files/2015/06/leccionesdemanipulacion267.jpg" width="300" height="152" />L&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Agricoltura e l&#8217;Alimentazione (FAO), ha appena pubblicato il suo ultimo rapporto sulla fame dal titolo &#8220;Lo Stato dell&#8217;Insicurezza Alimentare nel Mondo 2014&#8243; (1). Le sue statistiche ci servono per confrontare Cuba con i paesi della sua regione naturale -i Caraibi e Centroamerica- dove ottiene, in maniera assoluta, i migliori indicatori</strong> (2).</p>
<p>La FAO assegna a Cuba il livello più basso di denutrizione possibile nella sua statistica, che è quello di &#8220;meno del 5%&#8221; della popolazione. In contrasto il 51,8% della popolazione di Hati soffre di denutrizione, il 14,7% della Repubblica Dominicana, il 14,3% del Guatemala o il 12,1% dell&#8217;Honduras.</p>
<p>Paradossalmente, l&#8217;immagine che i media internazionali proiettano, quotidianamente, su Cuba è quella di un paese di enormi carenze, in cui i salari -il cui valore nominale tradotto in dollari, ripetono più e più volte- non sarebbe neppure sufficiente per l&#8217;alimentazione di base ( 3). Allo stesso tempo, tacciono che a Cuba esiste un forte sussidio dello Stato ai prezzi di di una parte del paniere alimentare (4). Questi media neppure confrontano la situazione di Cuba con quella dei paesi vicini, ignorando la preziosa informazione che forniscono rapporti preziose come quello della FAO.</p>
<p>Che la pratica della stampa del chiamato Primo Mondo sia questa è certamente scioccante. Ma che nei principali quotidiani del Centro America leggiamo costanti articoli ed editoriali che condannano l&#8217;esperienza socialista di Cuba -o quella del Venezuela- come un &#8220;fallimento economico&#8221; risulta tragicomico (5) (6). Perché allora: qual è il successo del modello del libero mercato in un paese come il Guatemala, quinto nel mondo nella denutrizione infantile cronica, -secondo l&#8217;UNICEF (7)-, e dove sono già morti -tra gennaio e marzo- 11 minori per denutrizione (8)? E dove è il &#8220;modello fallito&#8221; del Venezuela, che è passato -secondo dati della FAO- dal 14,1% di denutrizione alla sua virtuale eliminazione (9)?</p>
<p>Theodor Frederick, rappresentante della FAO, ha enfatizzato il ruolo dello Stato nella sicurezza alimentare a Cuba (10), concretato in alti sussidi ai prezzi degli alimenti di base, che coprono la metà dei bisogni nutrizionali; nella consegna di alimenti gratuiti o a bassissimo prezzo in centri di salute, d&#8217;istruzione e mense operaie; e nella copertura di gruppi sociali vulnerabili, come persone malate, disabili o anziane (11).</p>
<p>Naturalmente, Cuba è lontana dal presentare un quadro idilliaco in questo campo. La bassa produzione agricola nazionale implica alti prezzi per gli alimenti non sovvenzionati e la spesa di 2000 milioni di dollari in importazioni alimentari, l&#8217;equivalente delle entrare del paese per turismo o per rimesse (12). Il blocco USA, inoltre, aumenta il prezzo delle importazioni, giacché il cosiddetto &#8220;rischio Cuba&#8221; rincara, fino al 30%, i costi dei trasporti (13). Per sostituire le importazioni e camminare verso la sovranità alimentare, lo Stato cubano ha già consegnato, in usufrutto gratuito 1,7 milioni di ettari di terreni incolti a famiglie contadine. Ma i risultati sono ancora scarsi (14).</p>
<p>Nonostante ciò, Cuba -con il Venezuela- è tra i 29 paesi al mondo che hanno raggiunto l&#8217;obiettivo fissato al Vertice Mondiale sull&#8217;Alimentazione del 1996: ridurre la denutrizione alla metà entro il 2015 (15).</p>
<p>Nel mentre, i media internazionali continuano a riprodurre i rapporti sulla &#8220;fame a Cuba&#8221; sulla base di video (16) e reportage (17) di presunti &#8220;giornalisti indipendenti cubani&#8221;.</p>
<p>Per cosa, perché esaminare un noioso rapporto della FAO se si può pubblicare le sciocchezze di persone contrattate a Cuba -con i soldi del governo USA(18)- da organizzazioni d&#8217;estrema destra di Miami (19)?</p>
<p>di José Manzaneda, coordinatore Cubainformación</p>
<p>Traduzione Francesco Monterisi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubainformacion.tv/index.php/lecciones-de-manipulacion/63054-cuba-en-el-informe-de-la-fao-como-un-modelo-fracasadoa-consigue-el-menor-indice-de-subnutricion-de-la-region-caribe-centroamerica" >per vedere il video</a></p>
<p>(1) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.fao.org/3/a-i4030s.pdf" >http://www.fao.org/3/a-i4030s.pdf</a></p>
<p>(2) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.fao.org/publications/sofi/2014/es/" >http://www.fao.org/publications/sofi/2014/es/</a></p>
<p>(3) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.americateve.com/cubanos-el-salario-mas-nivel-mundial-n857296" >http://www.americateve.com/cubanos-el-salario-mas-nivel-mundial-n857296</a></p>
<p>(4) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubainformacion.tv/index.php/economia/62788-ireciben-realmente-cubanas-y-cubanos-un-salario-de-25-dolares-al-mes" >http://www.cubainformacion.tv/index.php/economia/62788-ireciben-realmente-cubanas-y-cubanos-un-salario-de-25-dolares-al-mes</a></p>
<p>(5) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.prensalibre.com/opinion/oportunidad-en-venezuela" >http://www.prensalibre.com/opinion/oportunidad-en-venezuela</a></p>
<p>(6) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.laprensagrafica.com/2015/06/02/quiere-el-salvador-ser-socialista" >http://www.laprensagrafica.com/2015/06/02/quiere-el-salvador-ser-socialista</a></p>
<p>(7) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://lahora.gt/unicef-guatemala-ocupa-el-quinto-lugar-de-desnutricion-nivel-mundial/" >http://lahora.gt/unicef-guatemala-ocupa-el-quinto-lugar-de-desnutricion-nivel-mundial/</a></p>
<p>(8) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.prensalibre.com/guatemala/comunitario/mueren-11-nios-por-desnutricion" >http://www.prensalibre.com/guatemala/comunitario/mueren-11-nios-por-desnutricion</a></p>
<p>(9) <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://laradiodelsur.com.ve/2015/04/14/fao-reconoce-a-venezuela-como-uno-de-los-paises-del-mundo-con-mayor-reduccion-del-hambre/" >https://laradiodelsur.com.ve/2015/04/14/fao-reconoce-a-venezuela-como-uno-de-los-paises-del-mundo-con-mayor-reduccion-del-hambre/</a></p>
<p>(10) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://espanol.cri.cn/782/2015/05/30/1s351201.htm" >http://espanol.cri.cn/782/2015/05/30/1s351201.htm</a></p>
<p>(11) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.radiocubana.cu/index.php/noticias-de-la-radio-cubana/68-noticias-nacionales/8719-cuba-es-modelo-en-ejecucion-de-politicas-para-garantizar-la-seguridad-alimentaria" >http://www.radiocubana.cu/index.php/noticias-de-la-radio-cubana/68-noticias-nacionales/8719-cuba-es-modelo-en-ejecucion-de-politicas-para-garantizar-la-seguridad-alimentaria</a></p>
<p>(12) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.elnuevodia.com/noticias/internacionales/nota/crisisalimentariacubanapuedesersolucionadaporeeuu-2015298/" >http://www.elnuevodia.com/noticias/internacionales/nota/crisisalimentariacubanapuedesersolucionadaporeeuu-2015298/</a></p>
<p>(13) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.granma.cu/cuba/2014-10-17/el-bloqueo-no-es-contra-una-marca-es-contra-un-pais" >http://www.granma.cu/cuba/2014-10-17/el-bloqueo-no-es-contra-una-marca-es-contra-un-pais</a></p>
<p>(14) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.infolatam.com/2015/05/17/cuba-entrego-mas-de-17-millones-de-tierras-en-usufructo-desde-2008/" >http://www.infolatam.com/2015/05/17/cuba-entrego-mas-de-17-millones-de-tierras-en-usufructo-desde-2008/</a></p>
<p>(15) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.ultimasnoticias.com.ve/noticias/ciudad/salud/venezuela-disminuyo-la-desnutricion.aspx#ixzz3bz6ayXdE" >http://www.ultimasnoticias.com.ve/noticias/ciudad/salud/venezuela-disminuyo-la-desnutricion.aspx#ixzz3bz6ayXdE</a></p>
<p>(16) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.el-nacional.com/sociedad/Imagenes-fuertes-Mira-Cuba-contrarrestar_3_619168090.html" >http://www.el-nacional.com/sociedad/Imagenes-fuertes-Mira-Cuba-contrarrestar_3_619168090.html</a></p>
<p>(17) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.infobae.com/2014/08/15/1587836-como-el-regimen-los-castro-cambio-la-dieta-los-cubanos" >http://www.infobae.com/2014/08/15/1587836-como-el-regimen-los-castro-cambio-la-dieta-los-cubanos</a></p>
<p>(18) <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://lapupilainsomne.wordpress.com/2015/05/28/los-payaos-del-tio-sam/" >https://lapupilainsomne.wordpress.com/2015/05/28/los-payaos-del-tio-sam/</a></p>
<p>(19) <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://lapupilainsomne.wordpress.com/2015/05/21/26-000-dolares-semanales-paga-gobierno-de-ee-uu-al-pateador-de-panama/" >https://lapupilainsomne.wordpress.com/2015/05/21/26-000-dolares-semanales-paga-gobierno-de-ee-uu-al-pateador-de-panama/</a></p>
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		<title>Cuba, Nicaragua, Perù e Venezuela ottengono le principali Mete del Millennio</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 01:46:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) ha riconosciuto che Cuba, Nicaragua, Perù e Venezuela sono gli unici paesi di America Latina che hanno compiuto le due principali Mete dal Millennio, fissate intorno alla riduzione degli indici di povertà e di denutrizione.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6753" src="/files/2013/06/vacuna-ninojpg.jpg" alt="" width="300" height="184" />L&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) per l&#8217;Alimentazione e l&#8217;Agricoltura (FAO) ha riconosciuto che Cuba, Nicaragua, Perù e Venezuela sono gli unici paesi di America Latina che hanno compiuto le due principali Mete dal Millennio, fissate intorno alla riduzione degli indici di povertà e di denutrizione. </strong></p>
<p>La FAO ha affermato che la riduzione alla metà delle persone che soffrono la fame e del numero di esseri umani denutriti, nel periodo compreso tra il 1990 e il 2012, costituiscono il primo degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (ODM) e la sfida più esigente del Vertice Mondiale sull&#8217;Alimentazione (CMA).</p>
<p>Insieme alle quattro nazioni latinoamericane appaiono anche gli stati caraibici della Guyana e San Vicente e le Granatine.</p>
<p>Per questo, il direttore generale della FAO, Josè Graziano da Silva, ha enfatizzato che “quello raggiunto per quelli paesi dimostra che con una forte volontà politica, coordinazione e cooperazione è possibile riuscire riduzioni rapide e durature della fame.”</p>
<p>Nonostante questi risultati, Dà Silva notò che esistono ancora 870 milioni di persone denutrite nel mondo, ad altro di altri milioni che soffrono le conseguenze delle deficienze di vitamine e minerali, includendo la mancanza di crescita infantile.</p>
<p>con informazioni di Telesur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>La FAO scopre processi di “stranierizzazione” delle terre in America Latina e nei Caraibi</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 23:41:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un studio dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione (FAO) in diciassette paesi dell'America Latina e nei Caraibi scoprirono intensi processi di concentrazione e “stranierizzazione” delle terre nella regione.  
Secondo un'analisi dell'entità, il fenomeno di accaparramento delle terre (land grabbing) si investigò a fondo ed hanno incontrato che l'acquisto delle terre destinate alla produzione di alimenti, dove partecipano i governi stranieri, si restringe a Brasile ed Argentina benché l'interesse sia presente in tutta l'America Latina.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_2189" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2189" src="/files/2011/11/FAO.jpg" alt="FAO" width="300" height="239" /><p class="wp-caption-text">FAO</p></div>
<p>Un studio dell&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Agricoltura e l&#8217;Alimentazione (FAO) in diciassette paesi dell&#8217;America Latina e nei Caraibi scoprirono intensi processi di concentrazione e “stranierizzazione” delle terre nella regione. </strong></p>
<p>Secondo un&#8217;analisi dell&#8217;entità, il fenomeno di accaparramento delle terre (land grabbing) si investigò a fondo ed hanno incontrato che l&#8217;acquisto delle terre destinate alla produzione di alimenti, dove partecipano i governi stranieri, si restringe a Brasile ed Argentina benché l&#8217;interesse sia presente in tutta l&#8217;America Latina.</p>
<p>“Il fenomeno di concentrazione e di ‘stranierizzazione’ della terra e delle catene di valore del settore dell’allevamento ed in quello silvestre è un tema che colpisce gran parte della regione”, enfatizzò il documento.</p>
<p>In questo senso, l&#8217;ufficiale delle Politiche della FAO, Fernando Soto-Baquero, ha fatto notare che i governi della regione devono trovare forme di assicurare che i processi di concentrazione e di “stranierizzazione” delle terre non abbiano effetti negativi sulla sicurezza alimentare, l&#8217;impiego agricolo e lo sviluppo dell&#8217;agricoltura familiare.</p>
<p>Da parte sua, il consulente della FAO a carico di analizzare i 17 studi sull’accaparramento della terra e professore dell&#8217;Istituto degli Studi Sociali de L&#8217;Aia, Saturnino Borras, assicurò che “c&#8217;è una massiccia rinascita dell&#8217;interesse per investire nelle terre della regione. È molto più di quello che si assumeva anteriormente, sia in termini di investimento di terre o di accaparramento”, ha sottolineato.</p>
<p>Mentre, Martine Dirven, specialista in sviluppo rurale in America del Sud, affermò: “siamo davanti ad una nuova onda di un processo importante di ‘stranierizzazione’delle terre.”</p>
<p>“In dieci anni ci sono stati aumenti di sette volte del prezzo della terra in Uruguay ed un tremendo processo di concentrazione delle terre in America Latina”, enfatizzò.</p>
<p>Secondo il direttore del Centro peruviano di Studi Sociali (CEPES), Fernando Eguren, la concentrazione nella terra non è solo un fenomeno economico, “è anche una concentrazione di influenze, di potere politico nelle sfere territoriali dove sta succedendo.”</p>
<p>“Ha anche a che vedere con restrizioni nella democrazia,” segnalò Eguren, dopo analizzare lo studio presentato dall&#8217;Ufficio Regionale della FAO, durante il seminario “Dinamiche nel mercato della terra in America Latina ed i Caraibi.”</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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