<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; fake news</title>
	<atom:link href="http://it.cubadebate.cu/tag/fake-news/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://it.cubadebate.cu</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Sep 2023 14:48:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>es-ES</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.8.1</generator>
	<item>
		<title>Cuba risponde alle fake news de Il Giornale</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2021/06/18/cuba-risponde-alle-fake-news-de-il-giornale/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2021/06/18/cuba-risponde-alle-fake-news-de-il-giornale/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2021 23:00:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[medici cubani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=12155</guid>
		<description><![CDATA[Ancora una volta il quotidiano italiano "Il Giornale" ostenta la sua visceralità ideologica e la sua mancanza di rispetto per tutto e per tutti coloro che non si adattano ai canoni dell'estrema destra che rappresenta. Non gli importa mentire o offendere. Ignorarli potrebbe essere quanto di più meritato. Tuttavia, con la firma di Paolo Manzo, che dice di vivere da molti anni in Brasile, questo mezzo di propaganda ha pubblicato, in data 13 giugno 2021, un oltraggio intitolato "L'Avana e lo scandalo dei medici all'estero. Schiavi sottopagati" in cui, sbandierando le purulente diatribe anticubane della destra che fa la bella vita nel Parlamento europeo, si offendono i professionisti della salute che meriterebbero il massimo rispetto, senza meschinità faziose o ideologiche.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ancora una volta il quotidiano italiano &#8220;Il Giornale&#8221; ostenta la sua visceralità ideologica e la sua mancanza di rispetto per tutto e per tutti coloro che non si adattano ai canoni dell&#8217;estrema destra che rappresenta. Non gli importa mentire o offendere. Ignorarli potrebbe essere quanto di più meritato. Tuttavia, con la firma di Paolo Manzo, che dice di vivere da molti anni in Brasile, questo mezzo di propaganda ha pubblicato, in data 13 giugno 2021, un oltraggio intitolato &#8220;L&#8217;Avana e lo scandalo dei medici all&#8217;estero. Schiavi sottopagati&#8221; in cui, sbandierando le purulente diatribe anticubane della destra che fa la bella vita nel Parlamento europeo, si offendono i professionisti della salute che meriterebbero il massimo rispetto, senza meschinità faziose o ideologiche.</strong></p>
<p>L&#8217;articolo è scritto in linea mimetica con l’ingiuriosa campagna di discredito e menzogne contro la collaborazione medica che Cuba offre al mondo, un&#8217;operazione progettata, finanziata e istruita a essere mondializzata dagli uffici statunitensi, a Washington e a Miami, che mantengono viva la perenne persecuzione contro Cuba.</p>
<p>Simili ai crociati del Medioevo, quelli che non indugiavano nell&#8217;uccidere e conquistare terre per ampliare le loro ricchezze e imporre un unico credo, gli attuali cavalieri della destra internazionale, sotto le spoglia di democratici, blasoni immorali e senza il minimo pudore, sono ossessionati dall’affliggere chi è esempio di un mondo dove coloro che compiono le opere non sono i potenti o gli autocrati, bensì la gente semplice che, convintamente, prodiga sforzi quotidiani e contribuisce a un mondo migliore e solidale, non semplicemente caritatevole.</p>
<p>Con fondi milionari e nell’ambito della strategia di sovversione e ingerenza negli affari interni di Cuba, la campagna contro i medici cubani è diretta dal Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, con la partecipazione attiva del Dipartimento di Stato di quel paese, in collusione con la mafia anticubana e di ultradestra della Florida.</p>
<p>Sostengono e finanziano a tale fine organizzazioni con la copertura di &#8220;non governative&#8221; e la falsa motivazione dei diritti umani, come quella citata nell&#8217;articolo di Manzo su Il Giornale, Prisoners Defenders, con sede in Spagna.</p>
<p>L&#8217;istruzione perniciosa è semplice: accusare i medici cubani di essere &#8220;schiavi moderni&#8221;. Accusano di &#8220;tratta di esseri umani&#8221; Cuba, che ha dimostrato una notevole capacità di mobilitare sforzi personali e sociali per aiutare altri esseri umani in qualsiasi parte del mondo, sulla base di convinzioni, cosa che altri paesi non sono capaci di fare, nemmeno i più opulenti in risorse finanziarie e tecnologiche.</p>
<p>È una vile calunnia e lo sanno bene.</p>
<p>Le modeste risorse su cui conta Cuba, compresi i suoi medici, sono sempre state a disposizione dei più bisognosi. Fa parte della vocazione umanista che abbiamo ereditato da José Martí e alimentata da Fidel Castro, con una ferma convinzione di solidarietà internazionale.</p>
<p>Dalla prima brigata medica inviata da Cuba in Algeria nel 1963 e fino ad oggi, più di 420.000 professionisti della salute cubani hanno offerto i loro servizi altamente professionali in 150 paesi, senza lesinare sacrifici e indipendentemente dal sistema politico o sociale di ogni Stato, perché è agli esseri umani che sono rivolti gli sforzi di medici e infermieri formati a Cuba.</p>
<p>Ma, naturalmente, per i lancieri della destra, convinti che solo il denaro muove i comportamenti, è impossibile comprendere gli spiriti solidali.</p>
<p>Dallo scoppio della pandemia mondiale della COVID-19, Cuba ha inviato ulteriormente 57 brigate mediche e circa 2.500 medici in 40 paesi dell&#8217;America Latina e dei Caraibi, Europa, Asia, Oceania, Africa e Medio Oriente al fine di aiutare a combattere la diffusione e la mortalità della SARS-CoV-2.</p>
<p>Al contempo, Cuba ha gestito con indiscusso successo sanitario l’incidenza del virus nel proprio paese e ha sviluppato cinque formulazioni vaccinali contro questa malattia. Con questo contributo autoctono della scienza cubana, più di 1 milione di cubani sono già stati vaccinati, in agosto il 70% e in novembre il 100% della popolazione cubana sarà stata immunizzata con i vaccini cubani. Dovrebbero vergognarsi coloro che cercano di nasconderlo, diffondendo il loro doloso fumo di bugie.</p>
<p>Meritano di essere descritti come schiavi i medici e gli infermieri cubani, come quelli che sono venuti a Crema e a Torino senza esitare, in aiuto d&#8217;emergenza, commossi e umanitari, in solidarietà con il popolo italiano, lacerato in quei momenti durissimi, quando l&#8217;epidemia della COVID-19 mieteva centinaia di vite ogni giorno?</p>
<p>È un&#8217;offesa alla dignità umana da parte di coloro che lanciano improperi ai medici cubani e al paese che, facendo grandi sacrifici, li ha formati e li esorta ad aiutare altri popoli. Articoli come quello pubblicato su Il Giornale sono un affronto alla solidarietà umana, ai pazienti italiani che sono stati curati con scrupolosità professionale e affetto, alle loro famiglie e al popolo italiano stesso, che ha ricevuto e saputo essere grato per il sostegno disinteressato dei cubani.</p>
<p>La prestazione disinteressata e umanista dei medici cubani, nonostante l&#8217;omissione di manifesti propagandistici come Il Giornale, è stata riconosciuta da migliaia di voci in tutto il mondo, che sostengono la candidatura del Contingente Internazionale di Medici Specializzati in Situazioni di Catastrofi e Gravi Epidemie &#8220;Henry Reeve&#8221; al Premio Nobel per la Pace.</p>
<p>I cani abbaiano mentre Don Chisciotte e Sancho Panza cavalcano. Al di là delle infami calunnie con cui si cerca di offuscare la trascendenza umanista della solidarietà cubana e nonostante il blocco economico, commerciale e finanziario mantenuto da 60 anni dagli Stati Uniti per colpire il popolo cubano, creandogli difficoltà estreme e privandolo di risorse copiose, Cuba continuerà a sviluppare la salute pubblica e a offrire al mondo la sua collaborazione in questo campo, secondo il principio inculcatoci da quello straordinario umanista, uomo del suo tempo e del nostro tempo, José Martí, che ci ha insegnato a capire e a sostenere che: &#8220;Patria è Umanità&#8221;.</p>
<p>Beati coloro che sanno essere grati.</p>
<p>Ufficio Stampa</p>
<p>Ambasciata di Cuba in Italia</p>
<p>da L&#8217;Antidiplomatico</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2021/06/18/cuba-risponde-alle-fake-news-de-il-giornale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I danni sociali della disinformazione</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/07/08/i-danni-sociali-della-disinformazione/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/07/08/i-danni-sociali-della-disinformazione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2019 00:40:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mezzi di comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=11029</guid>
		<description><![CDATA[I danni che produce la disinformazione, e che sono sempre molto severi contro il tessuto sociale intero, dovunque accadano, non si tipificano né penalizzano mai, con i rigori etici giuridici più ovvi. Non ci sono attenuanti. In questa epoca storica l'agenda tematica per qualsiasi società non è un mistero né un enigma indecifrabile. Non c'è territorio del pianeta che non abbia urgenza di sapere cosa succede (davvero) con l'economia, non come trana di negoziati procaci colpevoli della miseria, ma come la realtà cruda e dura di dove vanno a finire le ricchezze prodotte dai lavoratori. E su questo regna l'inanizione informativa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11030" alt="fake-news" src="/files/2019/07/fake-news.jpg" width="580" height="325" />I danni che produce la disinformazione, e che sono sempre molto severi contro il tessuto sociale intero, dovunque accadano, non si tipificano né penalizzano mai, con i rigori etici giuridici più ovvi. Non ci sono attenuanti. In questa epoca storica l&#8217;agenda tematica per qualsiasi società non è un mistero né un enigma indecifrabile. Non c&#8217;è territorio del pianeta che non abbia urgenza di sapere cosa succede (davvero) con l&#8217;economia, non come trana di negoziati procaci colpevoli della miseria, ma come la realtà cruda e dura di dove vanno a finire le ricchezze prodotte dai lavoratori. E su questo regna l&#8217;inanizione informativa.</strong></p>
<p>Non c&#8217;è territorio che non voglia sapere, con scrupolosa nitidezza, cosa fanno i politici, non per le trame tossiche del traffico di influenze, favori o odio tra di loro, ma per la qualità e la quantità dei problemi sociali che si devono affrontare con il mandato democratico.</p>
<p>Non c&#8217;è un palmo di pianeta che possa confidare nella sua struttura sociale senza conoscere la dinamica dell&#8217;avanzamento dei suoi diritti e delle sue responsabilità di fronte alla stessa complessità della sua dialettica storica, nelle scienze, nelle arti, nella conflittualità e soprattutto nell&#8217;evoluzione delle sue lotte, in tutte ed in ognuna, nello spettro complesso delle condotte della comunità. E questo è ciò che più si silenzia e tergiversa. Trasformare i fatti è anche disinformare.</p>
<p>Da molto tempo, nei metodi e strumenti scientifici della produzione informativa, ha perso valore la scusa dell&#8217;ignoranza. Ciò che si pubblica – o ciò che si silenzia -  ha il marchio dei gruppi di “intelligenza” pubblici o privati, che operano dentro e fuori i mezzi di informazione. Lì si “cucinano” i dati, la loro estensione, profondità, qualità e quantità. Lì si definiscono i temi e si definisce il “canone” informativo obbligatorio che una società necessita per il suo sviluppo quotidiano. Ma, sotto il capitalismo, che ha convertito anche l&#8217;informazione in merce, sequestrata per problemi politici o mercenari, il “canone” (l&#8217;insieme minimo obbligatorio di informazione) non ubbidisce alla produzione sociale di conoscenza collettiva, ma alla logica dell&#8217;ignoranza di mercato.</p>
<p>Questo “canone” e la sua dialettica storica, sono oggi un riferimento ineludibile per misurare la qualità e la quantità della produzione, la distribuzione e l’interlocuzione con l&#8217;informazione offerta. Ci sono profili di età, di genere, di lavoro, di orientamento politico, estetico o scientifico. Ci sono dati di popolazione sufficienti, rilevamenti geografici, climatologici, economici, politici e culturali abbondanti, come per consegnare alle intere società informazioni pertinenti, opportune, ampie e critiche. Senza scuse, senza pretesti e senza omissioni. E, soprattutto, provvedere al “canone” con verità scientifica, diversa, ricca, di consenso e arricchita permanentemente. Ci sono metodi avanzati per garantire tutto ciò nonostante la nebbia di mediocrità e servilismo che copre la maggioranza dei “media” non permetta che si conosca la forza della scienza al servizio dell&#8217;informazione sociale quotidiana.</p>
<p>Disinformare non è solo sospendere la “trasmissione di dati”, è anche seppellire un canone sociale informativo obbligatorio. E&#8217; ridurre l&#8217;atto di informare al capriccio conveniente dei fabbricanti di “notizie”. E&#8217; redigere corpi smembrati, al capriccio di un&#8217;offensiva contro la coscienza degli interlocutori, per consegnare una visione (o nozione) della realtà deformata, sfigurata, disinformata. E&#8217; una truffa dall&#8217;inizio alla fine. Non è un&#8217;omissione più o meno interessata o tendenziosa, non è un errore del metodo: non è un incidente della logica narrativa; non è un incidente nella composizione della realtà; non è una “peccata minuta” della “disattenzione”; non è un errore dell&#8217;osservatore; non è miopia tecnica e nemmeno, neanche da lontano, “un rischio del mestiere”.</p>
<p>E&#8217; semplicemente e tristemente una canagliata contro la conoscenza, un delitto di lesa umanità. E&#8217; come privare i popoli del loro Diritto all&#8217;Educazione.</p>
<p>In questa epoca storica e, specialmente della storia dei “mezzi di comunicazione”, è insostenibile e insopportabile qualsiasi scusa per informare opportunamente, ampiamente e responsabilmente.<br />
Non c&#8217;è diritto che giustifichi l&#8217;azione deliberata di silenziare ciò che accade e, nel poco probabile caso che un mezzo di informazione non si accorga di ciò che accade, questo mezzo davvero non merita nessun rispetto. La scusa di “non sapere”, di “non conoscere”, di “non avere informazioni”, per poter non assumere la responsabilità professionale e etica che compete a un mezzo informativo è francamente sospetta e ridicola.</p>
<p>Nessun popolo deve sopportare l&#8217;inefficienza indotta di un mezzo, che è stato incaricato da tale società per l&#8217;esercizio professionale e obbligatorio di trasmettere l&#8217;informazione, che è proprietà sociale. Ci sono tecnologia e metodologia sufficienti che invalidano tutto il blaterare prudente nello scusare le misere intenzioni di chi disinforma. Anche se lo fanno mentendo con imboscate attentamente preparate nei laboratori della guerra psicologica.</p>
<p>“Articolo 19: Tutti gli individui hanno diritto alla libertà di opinione e di espressione; questo diritto include quello di non essere perseguitato a causa delle sue opinioni, quello di investigare e ricevere informazioni e opinioni, e quello di diffonderle, senza limiti di frontiere, con qualsiasi mezzo di espressione.” Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.</p>
<p>Considerando tutte le canagliate inventate dal capitalismo per violare il legittimo diritto dei popoli alla migliore informazione valutata eticamente e scientificamente dalle società, sarebbe giusto mettere in piedi una rivoluzione giuridico-politica verso una nuova Giustizia Sociale irreversibile che abbia come obiettivi prioritari quelli che riguardano la Cultura e la Comunicazione in quanto inalienabili. Detto in un altro modo, che mai più la Cultura, la Comunicazione e neanche l&#8217;Informazione possano essere ridotte, umiliate e ribassate impunemente per l&#8217;interesse della classe dominante contro le necessità delle classi oppresse.</p>
<p>di Fernando Buen Abad, filosofo, intellettuale, scrittore della sinistra messicana, militante marxista di numerosi movimenti e istituzioni culturali e letterarie dell&#8217;America Latina. Direttore dell&#8217;Istituto di Cultura e Comunicazione e Centro Sean MacBride. Università Nazionale di Lan&#8217;s.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/07/08/i-danni-sociali-della-disinformazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli USA alimentano la controrivoluzione attraverso Facebook</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/08/22/gli-usa-alimentano-la-controrivoluzione-attraverso-facebook/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/08/22/gli-usa-alimentano-la-controrivoluzione-attraverso-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Aug 2018 02:38:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10612</guid>
		<description><![CDATA[Mentre gli USA montano un signor scandalo per il presunto intervento russo, nelle reti sociali, per influire sulle elezioni, del 2016, che sono state vinte da Donald Trump, oggi si sono scoperte le prove che il governo USA usa Facebook per diffondere notizie false su Cuba e promuovere, clandestinamente, la dissidenza sull’isola.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10613" alt="facebook-vs-cuba" src="/files/2018/08/facebook-vs-cuba.jpg" width="580" height="330" />Mentre gli USA montano un signor scandalo per il presunto intervento russo, nelle reti sociali, per influire sulle elezioni, del 2016, che sono state vinte da Donald Trump, oggi si sono scoperte le prove che il governo USA usa Facebook per diffondere notizie false su Cuba e promuovere, clandestinamente, la dissidenza sull’isola.</strong></p>
<p>Il settimanale della Florida, Miami New Times, ha rivelato, questo mercoledì, che ha avuto accesso a documenti del governativo Ufficio delle Trasmissioni verso Cuba (OCB), responsabile di Radio e TV Martí, in cui si rivela che l’amministrazione Trump, da due anni, utilizza gli account di Facebook che sembrano “nativi” (di persone reali dell’isola) per diffondere propaganda senza informare gli utenti cubani di Facebook che si tratta di pubblicità del governo USA.</p>
<p>Secondo il rapporto ottenuto dal settimanale, a causa del fallimento di Radio e TV Martí, “la strategia dell’OCB si è concentrata su un’offensiva attraverso le reti sociali, basata sulle metriche che collocano YouTube, Google e Facebook tra i siti più visitati a Cuba. Con l’uso della tecnologia AVRA (Audio e Video per Radio), i programmi di Radio Martí hanno iniziato a essere trasmessi attraverso Facebook Live, insieme alla programmazione di TV Marti. Ciò fornisce all’OCB un output di distribuzione aggiuntiva, efficiente e redditizio, sia per la sua radio (ora radio visiva) che per i contenuti TV.</p>
<p>“Nell’anno fiscale 2018, l’OCB è andata stabilendo, con gruppi digitali dell’isola (leggasi “dissidenti” pagati dagli USA), che creano account Facebook nativi e “senza marchio” per divulgare informazioni. Le pagine “native” aumentano le possibilità di apparire nelle notizie degli utenti cubani di Facebook. La stessa strategia verrà replicata in altre reti sociali preferite».</p>
<p>Miami New Times assicura che i documenti non spiegano cosa intendano gli agenti federali per pagine di Facebook “senza marchio” o “native”, ma è chiaro che devono sembrare come le pagine dei normali utenti delle reti sociali per persuadere i cubani che leggano la propaganda di Radio e TV Martí.</p>
<p>Secondo il settimanale, entrambe le emittenti governative hanno speso per anni oltre 800 milioni di dollari, del contribuente USA, nell’infruttuoso sforzo di influire sull’opinione pubblica cubana.<br />
Questo piano si inserisce in una lunga storia di tentativi di utilizzare la tecnologia per abbinare la propaganda contro Cuba, dice il professor John S. Nichols dell’Università della Pennsylvania.</p>
<p>“Certamente ci sono segnali di allarme qui”, dice Nichols, co-autore del libro Clandestine Radio Broadcasting: A Study of Revolutionary and Counterrevolutionary Electronic Communication (Radiodiffusione clandestina: Uno studio della comunicazione elettronica rivoluzionaria e controrivoluzionaria) (1987), circa gli sforzi della OCB. “È il pià recente piano di una lunga lista di sforzi di Radio e TV Martí e dei loro predecessori per cercare di superare le leggi della fisica … Ogni volta che non riescono a portare il loro messaggio a Cuba, dicono che ci deve essere qualche soluzione tecnologica”.</p>
<p>Invece, aggiunge, il Congresso “non sembra riconoscere che entrambe le stazioni sono un fallimento colossale. È triste perché spendono denaro dei contribuenti. Ma ciò che veramente si spreca è la nostra credibilità come grande nazione nel fare questo tipo di cose, sciocche e stupide”.</p>
<p>Prominenti figure, da entrambi i lati dello spettro politico USA, tra cui il senatore repubblicano dell’Arizona, Jeff Flake, hanno qualificato questi programmi dell’OCB come controproducenti ed uno spreco di denaro. La rappresentante democratica Betty McCollum ha liquidato, nel 2015, la piattaforma AeroMartí (per trasmettere a Cuba, da un aereo, le emissioni di Radio e TV Martí) ed ha assicurato che l’OCB era un ufficio “non necessario”.<br />
“La radio e la televisione Marti sono obsoleti artefatti della Guerra Fredda”, ha detto McCollum in un comunicato del 2015. “I nostri contribuenti non dovrebbero finanziare trasmissioni di propaganda”.</p>
<p>Ma i programmi continuano ad esistere grazie ad una manciata di legislatori anti-cubani, incluso il rappresentante di Miami, Mario Diaz-Balart, da lungo tempo promotore di Radio e TV Marti, assicura il Miami New Times.</p>
<p>All’inizio di quest’anno, il senatore Marco Rubio ha aiutato ad installare Tomás Regalado, un vecchio amico, come responsabile dei programmi di Radio e TV Martí. Da allora, Regalado ha fatto grandi promesse su come entrambe le emittenti abbiano nuovi piani per raggiungere “5 milioni” di cittadini cubani nei prossimi anni.<br />
Regalado è apparso, la scorsa settimana, sulla rete in lingua spagnola MegaTV per vantare l’uso di nuove misteriose tecnologie che ipoteticamente il governo cubano non è in grado di bloccare. Ha detto che 200 cubani avevano avuto ricevitori che avrebbero aiutato in questo nuovo tentativo.</p>
<p>“È una tecnologia che non esisteva, e dal momento che il governo non la conosce, sarà quasi impossibile bloccarla”, ha detto Regalado davanti alle telecamere.</p>
<p>Nichols ha argomentato al settimanale della Florida che questo tipo di propaganda attraverso le reti sociali sta danneggiando la posizione degli USA davanti al mondo.</p>
<p>‘I paesi terzi vedono quello che stiamo facendo e dicono: “Qui vanno, gli USA, facendo, ancora una volta, tali sciocchezze”, aggiungendo: “E’ basso, meschino e non degno di un grande potere. Altri paesi diranno: “Se gli USA sono disposti a violare il diritto internazionale, perché dovremmo obbedire ai nostri obblighi contrattuali?” Penso che abbia un effetto negativo a lungo termine. E dato cosa potrebbero fare, al momento, Radio e TV Martí, è difficile per noi lamentarci di ciò che altri paesi potrebbero fare contro di noi”.</p>
<p>Il rapporto a cui ha avuto accesso il Miami New Times è la richiesta di bilancio della OCB per gli anni fiscali 2018 e 2019. Non rivela le identità dei falsi account ‘nativi’ e ‘senza marca’ creati nella rete sociale, ma gli amministratori di Facebook si sanno quali sono. Per quelle stravaganti casualità della vita, questa informazione coincide con la decisione della rete sociale, fondata da Marc Zuckerberg, di eliminare centinaia di presunti falsi account russi ed iraniani presumibilmente coinvolti in varie campagne di disinformazione.</p>
<p>Eliminerà Facebook anche i falsi account creati dal governo USA per il cambio di regime a Cuba? Designerà, la procura USA, Robert Mueller o un altro del suo lignaggio per indagare su questi abusi, come ha fatto per determinare le presunte interferenze russe attraverso Facebook nelle elezioni del 2016?</p>
<p>SAGA FALLITA DI RADIO E TV MARTÍ</p>
<p>1985: ha iniziato a trasmettere Radio Martí, e cinque anni dopo, ha iniziato l’aggressione televisiva al porre in servizio un trasmettitore televisivo a bordo di un aerostato, bloccato a 3000 metri di altezza, in una delle isolette a sud della Florida.<br />
2005: l’uragano Dennis ha fatto sparire il globo bloccato, situato a 10mila piedi di altezza in Cudjoe Key, da dove si trasmetteva la televisione Martí. L’OCB lo ha sostituito con la piattaforma “AeroMartí”.<br />
2014: l’OCB ha creato il servizio di messaggi di testo indesiderati Piramideo, che è fallito. Ha poi cercato di contrabbandare piccoli dispositivi satellitari nell’isola, ma il progetto è stato abbandonato perché oltre che costoso, i “dissidenti” usavano i terminali per vedere pornografia.<br />
2015: Disattivano «AeroMartí».<br />
2018: Il presidente Trump ha creato la Task Force di Internet per Cuba, che secondo il Dipartimento di Stato “esaminerà le sfide tecnologiche e le opportunità per ampliare l’accesso ad Internet e i media indipendenti a Cuba”. È chiaro che questa Task Force ha incoraggiato la fantasia digitale dell’OCB.<br />
Diverse indagini dell’Office of Government Oversight (GAO) hanno riconosciuto che esistono solide prove che Radio e televisione Marti non sono ascoltate o viste a Cuba. Secondo Miami New Times, questa saga è costata al contribuente USA più di 800 milioni di dollari.</p>
<p>di Rosa Miariam Elizalde</p>
<p>da Desbloqueando Cuba</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/08/22/gli-usa-alimentano-la-controrivoluzione-attraverso-facebook/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ramonet smonta le fake news sul Venezuela</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/05/25/10533/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/05/25/10533/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 May 2018 01:44:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
		<category><![CDATA[Ignacio Ramonet]]></category>
		<category><![CDATA[stampa straniera]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10533</guid>
		<description><![CDATA[Le recenti elezioni presidenziali svolte in Venezuela sono state vinte con un ampio margine dal candidato della Rivoluzione Bolivariana, nonché presidente uscente Nicolas Maduro. Come sempre accade in materia di Venezuela, la stampa internazionale si è scatenata a reti unificate per screditare l’intero processo elettorale e sminuire la schiacciante vittoria del chavismo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10534" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10534" alt="Ignacio Ramonet" src="/files/2018/05/Ignacio-Ramonet.jpg" width="580" height="327" /><p class="wp-caption-text">Ignacio Ramonet</p></div>
<p><strong>Le recenti elezioni presidenziali svolte in Venezuela sono state vinte con un ampio margine dal candidato della Rivoluzione Bolivariana, nonché presidente uscente Nicolas Maduro. Come sempre accade in materia di Venezuela, la stampa internazionale si è scatenata a reti unificate per screditare l’intero processo elettorale e sminuire la schiacciante vittoria del chavismo.</strong></p>
<p>A confutare la classica narrazione tossica mainstream è il rinomato giornalista e professore spagnolo Ignacio Ramonet. Questo è quanto ha dichiarato ai microfoni del programma Encuentro Popular trasmesso da YVKE Mundial: «Come ognuno degli oltre 2000 osservatori internazionali che hanno girato tutto il paese, tutti i giornalisti che erano qui hanno potuto constatare che queste elezioni si sono svolte in maniera libera, trasparente, democratica».</p>
<p>Il giornalista spagnolo ha inoltre dato particolare rilievo a tre considerazioni riguardanti le elezioni: sono state svolte nonostante le pressioni e le minacce provenienti da più parti; all’interno dalla destra e all’esterno dalle manovre di Washington. Gli esponenti dell’opposizione hanno goduto, come di norma in Venezuela, della massima libertà possibile per esporre in tutto il paese le proprie idee e proposte alternative. Nella giornata delle elezioni ha regnato un’atmosfera di tranquillità e normalità. Fatto non scontato visto le violenze scatenate dall’opposizione di destra in occasione delle elezioni per l’Assemblea Nazionale Costituente del passato mese di luglio.</p>
<p>Le varie cronache che abbiamo letto sul Venezuela, evidentemente di parte, avevano come unico obiettivo quello di unirsi alla campagna diffamatoria contro il paese sudamericano «perché non basate sulla razionalità di osservazione su quel che è realmente accaduto in Venezuela il 20 maggio e le settimane che hanno preceduto l’elezione presidenziale», ha infine denunciato Ramonet.</p>
<p>da AVN</p>
<p>traduzione di L&#8217;AntiDiplomatico</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/05/25/10533/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
