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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; fake new</title>
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		<title>Siria denuncia minacce di aggressione da parte degli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jun 2017 00:59:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi armi chimiche]]></category>
		<category><![CDATA[fake new]]></category>
		<category><![CDATA[mass media]]></category>
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		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Ministero siriano degli Esteri e degli Espatriati denuncia oggi che la campagna di disinformazione fatta dagli Stati Uniti sulle intenzioni del governo siriano per lanciare un attacco chimico, non ha nessun fondamento. Tale manipolazione mediatica non si basa su nessun dato o giustificazione, precisa un comunicato al riguardo e denuncia che le minacce di aggressione di Washington fanno gioco e sono utili ai gruppi terroristici.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10064" alt="MinisteriodelExteriorsirio" src="/files/2017/06/MinisteriodelExteriorsirio.jpg" width="580" height="658" />Il Ministero siriano degli Esteri e degli Espatriati denuncia oggi che la campagna di disinformazione fatta dagli Stati Uniti sulle intenzioni del governo siriano per lanciare un attacco chimico, non ha nessun fondamento.  </strong></p>
<p>Tale manipolazione mediatica non si basa su nessun dato o giustificazione, precisa un comunicato al riguardo e denuncia che le minacce di aggressione di Washington fanno gioco e sono utili ai gruppi terroristici.</p>
<p>In realtà, “l&#8217;obiettivo di queste denunce è giustificare una nuova aggressione contro Siria sotto pretesti deboli come è accaduto nell&#8217;attacco contro l&#8217;aeroporto di Shayrat, e per occultare i bombardamenti della coalizione internazionale diretta dagli Stati Uniti e che hanno causato la morte di migliaia di civili siriani innocenti”.</p>
<p>“Siria reitera che ha distrutto interamente il suo programma chimico in maniera irrevocabile e ciò è confermato dalle organizzazioni internazionali pertinenti, ed assicura che non dispone di nessun tipo di armi chimiche e condanna il loro uso in qualsiasi luogo, per qualunque proposito e sotto qualunque pretesto”, afferma il comunicato.</p>
<p>Tanto Siria come Russia, Iran ed altri paesi hanno chiesto un&#8217;investigazione immediata dopo l&#8217;aggressione statunitense a Shayrat, ma il governo degli Stati Uniti e quelli “che fanno parte della loro sudditanza si rifiutarono di portare a termine questa investigazione”.</p>
<p>D’accordo con diverse denunce e mezzi di comunicazione, gli Stati Uniti diffondono che il governo siriano prepara attacchi chimici in aree della provincia di Idleb, dove secondo loro ci sarebbe già stata un&#8217;azione simile mai provata fino ad oggi.</p>
<p>Fonti militari e di intelligenza a Damasco ed in Russia, soprattutto, segnalano che l&#8217;ex Fronte Al Nusra &#8211; una supposta filiale di Al Qaeda in territorio siriano &#8211; non è mai stato oggetto di attacchi da parte degli Stati Uniti e della coalizione che dirige ed al contrario riceve un evidente e dimostrato appoggio del regime sionista di Israele.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Vergognoso attacco Usa al Venezuela: &#8216;La Stampa&#8217; megafono delle fake news statunitensi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 00:33:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[fake new]]></category>
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		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

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		<description><![CDATA[La fake news quotidiana sul Venezuela è quella riguardante le sanzioni comminate dal governo degli Stati Uniti al vicepresidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Tareck El Aissami, perché secondo l’ufficio OFAC del Dipartimento del Tesoro statunitense avrebbe favorito il trasporto e il trasferimento di sostanze stupefacenti dal 2008, anno in cui ricopriva il ruolo di Ministro degli Interni nel governo guidato dal Comandante Hugo Chavez. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9774" alt="MaduroTarik" src="/files/2017/02/MaduroTarik.jpg" width="580" height="290" />La fake news quotidiana sul Venezuela è quella riguardante le sanzioni comminate dal governo degli Stati Uniti al vicepresidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Tareck El Aissami, perché secondo l’ufficio OFAC del Dipartimento del Tesoro statunitense avrebbe favorito il trasporto e il trasferimento di sostanze stupefacenti dal 2008, anno in cui ricopriva il ruolo di Ministro degli Interni nel governo guidato dal Comandante Hugo Chavez. </strong></p>
<p>Una vera e propria fake news, come indicato in apertura di articolo, su cui ovviamente si è gettato a capofitto il circuito informativo mainstream italiano. Tra i vari pezzi balza all’occhio quello del quotidiano torinese ‘La Stampa’, in cui si riporta in maniera acritica senza controllarne la veridicità, quanto affermato dall’ufficio statunitense. Strano per un quotidiano in prima linea nel combattere propaganda e fake news. Forse il problema riguarda la provenienza delle notizie e il tema trattato più che la veridicità della notizia stessa. Insomma, nulla di nuovo, rispetto alla classica doppia morale più volte evidenziata e denunciata.</p>
<p>Bisogna innanzitutto evidenziare come l’OFAC funzioni più come uno strumento geopolitico che nella lotta al narcotraffico visto che scorrendo la lista dei paesi accusati possiamo trovare Cuba, Corea del Nord, Iraq, Iran, Zimbabwe e non nazioni dove vi sono governi con solidi legami con il narcotraffico come Paraguay, Perù o Colombia.</p>
<p>Vi è inoltre da segnale una grossa incoerenza nel racconto fatto dall’OFAC: Tareck El Aissami avrebbe stretto un’alleanza con il cartello messicano ‘Los Zetas’, il narcotrafficante venezuelano Hermagoras González Polanco e il capo colombiano Daniel Barrera, attraverso Walid Makled. ‘El Loco’ Barrera, vincolato alla struttura paramilitare ‘Los Rastrojos’  e accusato di essere il responsabile dell’assassinio del narcotrafficante colombiano Wilmer Varela &#8211; alias Jabon &#8211; è stato però arrestato in Venezuela ed estradato in Colombia nell’ottobre del 2012. Chi era a quel tempo il Ministro degli Interni del Venezuela? Tareck El Aissami era il ministro dell’epoca e quindi il principale responsabile della cattura di Barrera.</p>
<p>Una notizia facile da ricercare in rete, ma evidentemente i nostri cacciatori di bufale de ‘La Stampa’ erano troppo impegnati a indagare sugli hacker russi. Così come i debunker italici.</p>
<p>Altro aspetto importante è quello riguardante il ruolo dell’imprenditore venezuelano Samark López Bello, che vive in negli Stati Uniti, in Florida, ed è accusato dall’OFAC di essere il collaboratore logistico del vicepresidente venezuelano. Secondo quanto riportato da ‘El Estímulo’ (media di opposizione al chavismo) López Bello nega le accusa ed annuncia azioni legali in sua difesa.</p>
<p>Intanto, il Ministro degli Esteri della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodriguez, attraverso la tv di Stato Venezolana de Televisión (VTV), ha fatto sapere che il Venezuela «respinge e condanna le azioni arbitrarie dell’OFAC del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti contro il vicepresidente Tareck El Aissami» evidenziando che «El Aissami è uno stimato criminologo che si è distinto per la sua lotta al narcotraffico».</p>
<p>La diplomatica venezuelana ha inoltre segnalato che il Venezuela è «uno dei paesi che ha effettuato il maggior numero di sequestri di droga negli ultimi anni, come confermato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite». Mentre il Presidente Nicolás Maduro, oltre a dare appoggio incondizionato ad El Aissami, ha ricordato che durante la sua gestione del Ministero degli Interni furono catturati 102 capi del narcotraffico e 21 di essi consegnati agli Stati Uniti.</p>
<p>Ovviamente anche queste notizie sono ‘sfuggite’ ai sempre attenti colleghi de ‘La Stampa’. Senza ombra di dubbio non si tratta di una dimenticanza voluta.</p>
<p>di Fabrizio Verde</p>
<p>da L&#8217;Antidiplomatico</p>
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