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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Eusebio Leal</title>
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		<title>&#8220;L&#8217;impegno con Eusebio Leal è stato al di sopra di tutto&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2021 22:03:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mariela Mulet Hernández è un'ingegnere idraulico, di Holguin, lavora nell'Ufficio dello Storico della Città de L'Avana dal 1994 e per molti anni è stata a capo di uno dei suoi dieci gruppi di investimento, quello del Prado. È stata la principale investitrice nel restauro del Campidoglio Nazionale, un'opera monumentale che ha lasciato tracce anche sul suo corpo, frutto di anni di enorme intensità di lavoro, quindi abbiamo dovuto aspettarla mentre terminava la sua seduta quotidiana di ozono terapia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11866" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11866" alt="Mariela Mulet Hernández, foto Abel Padron Padilla/ACN" src="/files/2021/02/Mariela.jpg" width="580" height="423" /><p class="wp-caption-text">Mariela Mulet Hernández, foto Abel Padron Padilla/ACN<strong>Mariela Mulet Hernández è un&#8217;ingegnere idraulico, di Holguin, lavora nell&#8217;Ufficio dello Storico della Città de L&#8217;Avana dal 1994 e per molti anni è stata a capo di uno dei suoi dieci gruppi di investimento, quello del Prado. È stata la principale investitrice nel restauro del Campidoglio Nazionale, un&#8217;opera monumentale che ha lasciato tracce anche sul suo corpo, frutto di anni di enorme intensità di lavoro, quindi abbiamo dovuto aspettarla mentre terminava la sua seduta quotidiana di ozono terapia.</strong></p></div>
<p><strong>Mariela Mulet Hernández è un&#8217;ingegnere idraulico, di Holguin, lavora nell&#8217;Ufficio dello Storico della Città de L&#8217;Avana dal 1994 e per molti anni è stata a capo di uno dei suoi dieci gruppi di investimento, quello del Prado. È stata la principale investitrice nel restauro del Campidoglio Nazionale, un&#8217;opera monumentale che ha lasciato tracce anche sul suo corpo, frutto di anni di enorme intensità di lavoro, quindi abbiamo dovuto aspettarla mentre terminava la sua seduta quotidiana di ozono terapia.</strong></p>
<p>Mariela ci racconta che il Campidoglio Nazionale è stato consegnato nel 2010 all&#8217;Ufficio dello Storico Eusebio Leal Spengler, storico de L&#8217;Avana da più di 50 anni, ne ha concepito il restauro con gli stessi principi con cui ha lavorato per decenni: &#8220;l&#8217;Ufficio non ripristina le facciate, si arriva a lei dopo il restauro dell&#8217;intero edificio.&#8221;</p>
<p>Il primo ponteggio per il restauro del Campidoglio è stato installato nel 2013. C&#8217;erano i piani originali dell&#8217;edificio, ma pochissime informazioni sui suoi sistemi idraulici, elettrici, sanitari.</p>
<p>Mariela ricorda che Eusebio Leal “aveva paura delle altezze; ma lui saliva con il verricello &#8230; La gente per Leal rimaneva a lavorare senza limiti di orario”. In un&#8217;occasione, parlando con lui, Mariela ha commentato: &#8220;lo faccio per lei, Eusebio&#8221; e lui ha risposto: &#8220;no, per Cuba, prima per Cuba&#8221;.</p>
<p>Con l&#8217;obiettivo di contribuire al restauro della cupola del Campidoglio, gli specialisti russi, a cui è stata richiesta la collaborazione, hanno effettuato una prima visita nel 2013. Hanno confermato che la cupola era originariamente placcata in oro.</p>
<p>Parlare con Mariela è un piacere davvero speciale, arricchito da un&#8217;ottima tazzina di caffè che non tarda ad apparire, adornata da un pizzico di cioccolato che sa di gloria, soprattutto in tempi di pandemia. Con il suo tono di voce &#8211; che scopre un accento che non è della capitale e che non nasconde &#8211; ci fa viaggiare in un&#8217;avventura unica: il restauro del Campidoglio, un privilegio meritato che le ha dato la vita. Mariela fa senza dubbio parte della straordinaria legione di donne coraggiose che hanno circondato Eusebio Leal Spengler e contribuirono a creare un&#8217;opera nel centro storico de L&#8217;Avana, che oggi difendono con orgoglio.</p>
<p>testo dal Facebook de Naturaleza Secreta</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_11867" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11867" alt="foto: Naturaleza Secreta" src="/files/2021/02/capitolio-4-580x386.jpg" width="580" height="386" /><p class="wp-caption-text">foto: Naturaleza Secreta</p></div>
<div id="attachment_11865" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11865" alt="foto: Naturaleza Secreta" src="/files/2021/02/capitolio-3-580x330.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">foto: Naturaleza Secreta</p></div>
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		<title>Ballerina cubana dedica ad Eusebio Leal il Premio Positano della Danza</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2020 20:14:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Premio Positano Premia la Danza]]></category>
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		<description><![CDATA[La direttrice del Balletto Nazionale di Cuba (BNC), Viengsay Valdes, ha dedicato allo scomparso storiografo de L'Avana, Eusebio Leal, il Premio Positano Premia la Danza Leonide Massine, che le è stato concesso in Italia. La 48º edizione dell'appuntamento ha concesso a Valdes il lauro nella categoria di Migliore Ballerina nella scena internazionale.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11729" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11729" alt="Viengsay Valdes nel Kennedy Center, USA" src="/files/2020/09/viengsay-donquijote-580x386.jpg" width="580" height="386" /><p class="wp-caption-text">Viengsay Valdes nel Kennedy Center, USA</p></div>
<p><strong>La direttrice del Balletto Nazionale di Cuba (BNC), Viengsay Valdes, ha dedicato allo scomparso storiografo de L&#8217;Avana, Eusebio Leal, il Premio Positano Premia la Danza Leonide Massine, che le è stato concesso in Italia.  </strong></p>
<p>La 48º edizione dell&#8217;appuntamento ha concesso a Valdes il lauro nella categoria di Migliore Ballerina nella scena internazionale.</p>
<p>“Sentimenti molto personali mi hanno portato a prendere questa decisione. Eusebio è stato amico di mio padre, Roberto Valdes, che è stato diplomatico e storiografo, ed in questa maniera sento che rendo un omaggio degno ad entrambi”, ha detto l&#8217;artista a Prensa Latina.</p>
<p>Allo stesso tempo, ha definito Leal come un fedele ammiratore del balletto cubano e della prima ballerina assoluta Alicia Alonso, ed ha ricordato una valutazione che ha fatto il famoso accademico sulla compagnia che lei rappresenta: “Il BNC non ha mai accettato un omaggio che non sia unito alla sua ‘cubania’. La ‘cubanidad’ è il simbolo distintivo della sua opera creativa, dell&#8217;energia e della forza che ha il Balletto, la sua continuità nel tempo ed il podere che lascerà domani non è un&#8217;altra cosa che la sua fedeltà alla cultura nazionale cubana dentro l’universale”.</p>
<p>A giudizio di Valdes, lo storiografo -scomparso lo scorso 31 luglio – è arrivato ad essere una figura principale del suo paese, e dice di essere sicura che questa dedica sarà la prima di grandi omaggi che tanto merita il Dottore in Scienze Storiche e Maestro in Scienze Archeologiche.</p>
<p>Leal ha saputo vedere che, perfino nei tempi più difficili per il nostro paese, il balletto, in altri scenari del mondo, alzava la stella solitaria ed otteneva che l&#8217;applauso fosse una vittoria, ha assicurato l&#8217;artista.</p>
<p>Il BNC è stato creato negli anni di ostilità e di bloqueo, ma ha saputo guadagnarsi l&#8217;ammirazione per Cuba, quando ha saputo costruire, nel cuore dei nostri nemici o detrattori, quel riconoscimento che era, oltre all&#8217;elogio dell&#8217;opera di Alicia e del BNC, anche, lo vogliano o no, all&#8217;opera poderosa del suo paese, considerava Leal.</p>
<p>“Ballerina di alto livello accademico, di tecnica virtuosa ed intensa presenza scenica, interprete di tutti i grandi ruoli del repertorio a Cuba e nel mondo”, così ha dichiarato la giuria internazionale nel conferimento del Premio Positano Premia la Danza Leonide Massine.</p>
<p>“Il premio che riceve Viengsay Valdés questo anno a Positano è anche un omaggio alla memoria di Alicia Alonso, leggenda del balletto mondiale fino alla sua morte, in ottobre dell&#8217;anno scorso, a 99 anni”, dichiarano i verbali del premio.</p>
<p>da Prensa Latina/Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto Prensa Latina</p>
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		<title>Eusebio Leal: solo aspiro ad essere stato utile</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2020 23:58:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Effettivamente, quando non l'aspettavo, ho reagito, al colpo della malattia, va bene, mi ha ricordato che siamo esseri umani, che la vita è effimera e che l’importante è l'opera. Io non aspiro a nulla, non aspiro neanche a quello che chiamano la posterità; io non aspiro a niente, io solo aspiro ad essere stato utile. E chiedo perdono a tutti quelli che, durante la mia vita, nella ricerca necessaria di quello che ho creduto fosse la mia verità, ho potuto offendere; ed ai miei stessi errori che ho commesso con la passione giovanile di ogni uomo e di tutti i popoli che cercano le loro proprie strade. Io credo che alla fine l’ho trovata, e che quella luce che vedo ora, lì, in mezzo alle tenebre del tramonto, è finalmente la strada”.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11698" alt="EusebioRandy" src="/files/2020/07/EusebioRandy.jpg" width="580" height="329" />Di seguito pubblichiamo un post del direttore di Cubadebate, Randy Alonso Falcon, che ricorda l&#8217;immenso Eusebio Leal, che oggi ci ha lasciati, solo fisicamente.</strong></p>
<p>Tre interviste con Eusebio, che conservo per sempre. Mi ha detto molte cose tremende. In particolare, ricorderò quello che segue, dell&#8217;ultima intervista:</p>
<p>“Senza la mia formazione cristiana, martiana e fidelista, non sarebbe stato possibile fare qualcosa oltre a quello che le mie forze umane o il mio stesso valore mi avrebbero permesso. Ho creduto sempre in questi valori etici. E nei momenti di molta sofferenza personale, e credimi che te lo dico di cuore, ed hai parlato tu dell&#8217;abbraccio, sai perché Randy?, perché quando tu hai cominciato nella Mensa Redonda, e salivamo per quella scala, e Fidel ha preparato quel salone per trasformarlo nello scenario di una grande battaglia che doveva essere per molti anni; quando l&#8217;abbiamo accompagnato di fronte all&#8217;ambasciata statunitense, fucile in mano, per dire ‘Ave, Caesar, morituri te salutant’, (quelli che stiamo per morire ti salutiamo); e siamo sopravvissuti”.</p>
<p>“Quelli che abbiamo avuto l&#8217;onore di vivere quell&#8217;epoca, e che come diceva un Generale dell&#8217;Esercito Libertador a sua figlia, l&#8217;insigne poeta Dulce Maria Loynaz: “Quando si ha vissuto una grande epoca od un grande tempo, uno vive prigioniero per sempre dentro di loro”; io vivo prigioniero per sempre dentro una grande epoca, e quando ti abbracciava un momento fa, ho abbracciato il mio amico, il giovane Randy, che ho visto cominciare lì questo lavoro, tremendo, di informazione, fino a vederla ora convertita in uno spazio indispensabile per la conoscenza equilibrata, sempre nella ricerca. Ti ho detto una volta: ‘Senti Randy, dei riassunti dovrai fare un libro, perché questi riassunti segnano gli intensi momenti che abbiamo vissuto’”.</p>
<p>“Effettivamente, quando non l&#8217;aspettavo, ho reagito, al colpo della malattia, va bene, mi ha ricordato che siamo esseri umani, che la vita è effimera e che l’importante è l&#8217;opera. Io non aspiro a nulla, non aspiro neanche a quello che chiamano la posterità; io non aspiro a niente, io solo aspiro ad essere stato utile. E chiedo perdono a tutti quelli che, durante la mia vita, nella ricerca necessaria di quello che ho creduto fosse la mia verità, ho potuto offendere; ed ai miei stessi errori che ho commesso con la passione giovanile di ogni uomo e di tutti i popoli che cercano le loro proprie strade. Io credo che alla fine l’ho trovata, e che quella luce che vedo ora, lì, in mezzo alle tenebre del tramonto, è finalmente la strada”.</p>
<p>dal facebook di Randy Alonso Falcon</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>clikka qui per leggere le tre interviste in spagnolo: <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://media.cubadebate.cu/wp-content/uploads/2019/11/La-Habana-que-vive-en-Eusebio-Leal-Dossier-de-entrevistas.pdf?fbclid=IwAR3X0HfTPacrSRKeLB478T7ZqSRZsHa78uR1UI9WmffF9hG2wqGTfwEwUmE" >La Habana que vive en Eusebio Leal</a></p>
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		<title>Quinta de los Molinos: il luogo perfetto per ricordare Maximo Gomez</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Feb 2020 01:41:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come ha raccontato il Dottore Honoris Causa Eusebio Leal, alla fine della guerra di Indipendenza, lo stesso 24 febbraio, ma del 1899, fa la sua entrata a L'Avana Maximo Gomez, proveniente della regione centrale del paese. Il sindaco della città, Perfecto Lacoste, ha deciso che il quartiere generale dell'Esercito Liberatore e del suo Generale in Capo si stabilissero nella Quinta de los Molinos, dovuto alla gran estensione del terreno.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11348" alt="museo-maximo-gomez-10-580x435" src="/files/2020/02/museo-maximo-gomez-10-580x435.jpg" width="580" height="435" />Il giorno del 125º anniversario del nuovo inizio delle Lotte per l&#8217;Indipendenza, 24 febbraio, lunedì scorso, è stato scelto per inaugurare la restaurazione del Museo Maximo Gomez nella Quinta de los Molinos, luogo in cui ha vissuto il Generalissimo una volta finita la Guerra Necessaria.</strong></p>
<p>Si trovavano sul posto, che è anche Monumento Nazionale, ospitato negli antichi giardini dell&#8217;Università de L&#8217;Avana ed utilizzato come residenza dei Capitani Generali durante l&#8217;epoca coloniale, Eusebio Leal Splenger, storiografo della città, Luis Antonio Torres Iribar, primo segretario del Partito a L&#8217;Avana, Alpidio Alonso Grau, ministro di Cultura e Reinaldo Garcia Zapata, governatore de L&#8217;Avana.</p>
<p>Come ha raccontato il Dottore Honoris Causa di varie università dell&#8217;America Latina e dell’Europa, alla fine della guerra di Indipendenza, lo stesso 24 febbraio, ma del 1899, fa la sua entrata a L&#8217;Avana Maximo Gomez, proveniente della regione centrale del paese. Il sindaco della città, Perfecto Lacoste, ha deciso che il quartiere generale dell&#8217;Esercito Liberatore e del suo Generale in Capo si stabilissero nella Quinta de los Molinos, dovuto alla gran estensione del terreno.</p>
<p>In questo luogo, Maximo Gomez è stato ricevuto da una popolazione con uno smisurato entusiasmo e che continuava ad acclamarlo al suo passaggio.</p>
<p>Oggi, grazie allo sforzo dell&#8217;Ufficio dello Storiografo della Città (OHC) de L&#8217;Avana, è stato nuovamente inaugurato l&#8217;immobile, che conta con foto della famiglia Gomez &#8211; Toro, lettere di Panchito, Bernarda e dello stesso Generalissimo, oggetti personali, oltre ad istantanee di visite di leader della Rivoluzione al Museo.</p>
<p>Così finisce una delle principali fasi di restaurazione della Quinta de los Molinos, uno dei maggiori impegni dell&#8217;OHC, che ha cominciato nel 2006 i lavori di rivitalizzazione per restituirla ai cittadini come quello che è oggi, un attraente parco ecologico dedicato all&#8217;educazione ambientale.</p>
<p>Nel primo piano di questo Museo si lavorerà con bambini con necessità educative speciali dove, durante tutto il giorno, potranno realizzare differenti attività. Nel piano superiore c’è un salone per conferenze, una videoteca ed una biblioteca.</p>
<p>Nelle parole di apertura, Eusebio Leal ha raccontato brevemente come è stato il tragitto di Maximo Gomez nella Guerra Necessaria e come ha vissuto i suoi ultimi anni di vita nella capitale.</p>
<p>“Sono esseri umani, uomini e donne, quelli che fanno la storia. La Rivoluzione, inarrestabile, è iniziata come un processo armato. Oggi 24 febbraio si inaugura questo luogo dove è conservato gelosamente il patrimonio di questa famiglia cubana, nata in Repubblica Dominicana.”</p>
<p>Come ha esclamato Fidel Castro di Gomez: “Combattente internazionalista, uomo che quando è arrivato a Cuba, a questa isola minuscola, ha creduto di farlo per l&#8217;umanità. Questo grande senso di umanità abitava nel suo cuore.”</p>
<p>Leal ha ringraziato i lavoratori della Quinta de los Molinos, l&#8217;Ufficio dei Temi Storici, l&#8217;Istituto di Storia di Cuba, l&#8217;Unione degli Storiografi, architetti, restauratori e tutti quelli che hanno donato documenti o materiale vario.</p>
<p>“Vi invito a venire alla Casa. Qui c’è la storia di una famiglia”, ha concluso Leal.</p>
<p>di Thalia Fuentes Puebla, testo e foto</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11349" alt="museo-maximo-gomez-4-580x448" src="/files/2020/02/museo-maximo-gomez-4-580x448.jpg" width="580" height="448" /></p>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-11350" alt="museo-maximo-gomez-7-580x1067" src="/files/2020/02/museo-maximo-gomez-7-580x1067.jpg" width="580" height="1067" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;Avana che vive in Eusebio Leal</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 19:34:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[500º anniversario]]></category>
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		<description><![CDATA[Per festeggiare il 500º anniversario de L’Avana, come omaggio all'immenso lavoro svolto dallo Storiografo de L'Avana, pubblichiamo il finale dell’intervista ad Eusebio Leal, fatta da Randy Alonso, nostro direttore, per la Mesa Redonda, il 18 ottobre 2019:    ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11203" alt="Eusebio Randy" src="/files/2019/11/Eusebio-Randy.png" width="783" height="510" />Per festeggiare il 500º anniversario de L’Avana, come omaggio all&#8217;immenso lavoro svolto dallo Storiografo de L&#8217;Avana, pubblichiamo il finale dell’intervista ad Eusebio Leal, fatta da Randy Alonso, nostro direttore, per la Mesa Redonda, il 18 ottobre 2019:    </strong></p>
<p>Randy: Ritorno un&#8217;altra volta ad una domanda che le ho fatto un anno fa. Ci sarà un simbolismo in questo 500º anniversario, la ceiba, a cui gireremo intorno (alla mezzanotte tra il 15 ed il 16 ottobre) sarà la ceiba nuova, magari è la premonizione della città nuova che dovrà venire. Quando Eusebio farà il giro, quel giorno, quella notte, alla ceiba, che cosa desidererà per questa Città nel futuro, in che cosa penserà?</p>
<p>Eusebio: Salute e futuro, e che compiano quello che è scritto, “detenga il passo camminante, adorna qui un luogo”. Simbolo di salute, un albero: un albero che è come l&#8217;albero della vita, alla cui ombra viviamo i cubani. Quell&#8217;albero è anche un simbolo che non può esistere una città senza natura, che è importante per i cubani, che crediamo ancora felicemente, ed<br />
è vero, fino ad un certo punto, che se si lancia un seme nasce una zucca,<br />
nel patio dove meno ce l&#8217;aspettiamo, però dobbiamo anche preoccuparci e difendere la città, dobbiamo liberarla dall&#8217;inquinamento, dalla contaminazione, bisogna difendere il mare, bisogna difendere la terra,<br />
bisogna salvaguardare i giardini, le fonti pubbliche, i monumenti.<br />
È più facile condannare, io lo so, che educare; è più facile togliere un monumento che chiarire una situazione. Ma questo è già parte del passato, ora il fatto importante è educare. E come dice il presidente Miguel Diaz-Canel, non mi lascino solo in questa battaglia, che è la battaglia per la decenza pubblica, nell&#8217;origine latino della parola, la decenza è il comportamento, è il senso di quell’onore, è il rispetto della proprietà altrui, è il rispetto del tuo e di quello dell’altro, sapendo che sia il tuo e quello dell’altro sono un bene comune. È quello che desidererò quella notte, come quella volta che ho fatto il giro della ceiba, e c’era Gabriel Garcia Marquez, c’era Fidel, e siamo andati a fare il giro. C’erano<br />
molti pregiudizi, certi dirigenti, non volevano fare il giro della ceiba perché dicevano che era una specie di superstizione; ed allora all&#8217;improvviso è arrivato il distruttore di tutte le superstizioni, ed è entrato davanti a lui, il creatore di tutti i miti, e Fidel ha fatto i tre giri della ceiba e dopo ha chiesto, simpaticamente: “Senti Gabo, e allora?”, e questo “e allora?” è la risposta alla tua domanda.</p>
<p>Tutto dipenderà da noi e da voi giovani, e dai ragazzi che possono ascoltarci adesso, quelli stessi che mi salutano per strada a L&#8217;Avana, o<br />
come il figlio di una mia amica che ha detto un giorno a Fidel, il figlio di Katiuska Blanco, “io voglio essere Storiografo della Città”, e l&#8217;altro, sorpreso e sorridente, mi ha detto: “Guarda, qui c’è il tuo successore”.<br />
Che allegria tanto grande! Che sia lui od un altro, io sono convinto che già esiste, e che da un momento all’altro, quando nessuno se l&#8217;aspetta, Randy starà intervistandolo.</p>
<p>Randy:Grazie Eusebio, grazie per avere perseverato tutti questi anni, grazie per l&#8217;opera che sta lì, e come diceva l’amica Fina Garcia Marruz: “le pietre parleranno per lei”, grazie per questa ora, grazie per avere accompagnato a questa Avana ai suoi 500 anni, portarla a porto sicuro e continuare a guardare verso il futuro, che credo che sia la cosa più importante.</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="https://youtu.be/stJR974BdxE" >visita virtuale de L&#8217;Avana in un video a 360º</a></p>
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		<title>Ad Alicia Alonso, In aeternum…</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Oct 2019 21:23:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con quelle scarpette da ballo di raso mi ha dato una parte della sua vita. Era il 2 novembre 1978, anniversario della messa in scena di Gisselle. Si consacrava così un'amicizia che è stata inventata nello spazio degli anni, messa a prova in circostanze difficili, il cui ricordo appartiene solo a noi. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11158" alt="leal-y-alicia-580x397" src="/files/2019/10/leal-y-alicia-580x397.jpg" width="580" height="397" />Con quelle scarpette da ballo di raso mi ha dato una parte della sua vita. Era il 2 novembre 1978, anniversario della messa in scena di Gisselle. Si consacrava così un&#8217;amicizia che è stata inventata nello spazio degli anni, messa a prova in circostanze difficili, il cui ricordo appartiene solo a noi.  </strong></p>
<p>Conservo il calore della sua mano nel freddo inverno nel nord d&#8217;Italia, dove sono andato da Roma per il suo generoso invito per assistere al balletto che avrebbe avuto luogo nel Lido di Camaiore. Dal momento che io potevo corrispondere il suo affetto solo con le arti del mio mestiere, sono stato il cicerone della Compagnia nella Cattedrale di Pisa, davanti alla torre inclinata, e nel pantheon di San Raniero.</p>
<p>Anni dopo, ho potuto vedere la sua interpretazione di La Diva in quelle stesse latitudini, ma sul palco del teatro Malibran a Venezia, in occasione di visitare quell&#8217;indescrivibile città insieme ad un gruppo di artisti ed intellettuali cubani, per poi ammirarla nuovamente a La Fenice, uno dei teatri più belli del mondo, non lontano dal Canal Grande. Seguendo questo filo di Arianna ci siamo incontrati dopo anni a Quito, a Madrid ed in altre capitali.</p>
<p>La sua dilezione mi ha permesso di essere testimone di qualcuno dei suoi dialoghi con Dolce Maria Loynaz, osservare da vicino il rigore dei suoi apprezzamenti, il suo amore per la bellezza delle forme e l&#8217;intensa vita interna che ha modellato nella sua natura femminile il mistero della danza, in cui è stata riconosciuta come prima ballerina assoluta.</p>
<p>Dama forte, che ha ricevuto con serenità l&#8217;applauso commovente dei suoi ammiratori che hanno fatto della sua vita un culto, ammirabile ancora di più quando l&#8217;infortunio ha velato i suoi occhi. Allora, a tentoni, con ferrea volontà, si è mantenuta sui palcoscenici, sicura di sé stessa, perché aveva già edificato la sua opera maggiore: una scuola, una tradizione, uno stile che ha assunto il lascito classico e le concezioni estetiche del nostro tempo.</p>
<p>Amata Alicia, labaro di “cubania” che ha fatto suo il saggio proverbio fiorentino, scritto non so dove, tante volte ricordato: “L&#8217;arte non ha patria, ma gli artisti sì”.</p>
<p>di Eusebio Leal</p>
<p>testo e foto da Habana Radio</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Eusebio Leal: “Bisogna trasmettere a tutte le generazioni il culto della bellezza”</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Aug 2019 21:48:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Davanti allo Storiografo de L’Avana, Eusebio Leal, si sono sedute decine di persone con il proposito di intervistarlo, in forme infinite si sono raccolte le sue opinioni su “l'umano e il divino”, l'immateriale e il tangibile. Quando si viene a conoscenza del fatto che si avrà la possibilità di avere questo ruolo all'immenso onore si somma la stessa dose di ansia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11085" alt="eusebio-leal-4-580x417" src="/files/2019/08/eusebio-leal-4-580x417.jpg" width="580" height="417" />“Chi conosce il bello, e la morale che ne viene, non può vivere senza morale e senza bellezza”<br />
José Martì</p>
<p><strong>Davanti allo Storiografo de L’Avana, Eusebio Leal, si sono sedute decine di persone con il proposito di intervistarlo, in forme infinite si sono raccolte le sue opinioni su “l&#8217;umano e il divino”, l&#8217;immateriale e il tangibile. Quando si viene a conoscenza del fatto che si avrà la possibilità di avere questo ruolo all&#8217;immenso onore si somma la stessa dose di ansia.</strong></p>
<p>Quale domanda, tra tutte quelle che si desidera porgere, si farà? Quale, che non sia una ripetizione? Come definire e stabilire in così poco tempo un ponte tra la sua opera di riscatto patrimoniale e la promozione di una cultura di disegno nell&#8217;ambiente visuale del Centro Storico de L&#8217;Avana?</p>
<p>Di fronte al vincolo del suo tempo scarso è doveroso andare all&#8217;essenza e concentrarci nel fattore comune che caratterizza il lavoro dell&#8217;Ufficio dello Storiografo nell&#8217;intervenire in un immobile, uno spazio aperto o stampare una pubblicazione: l&#8217;estetica di ciò che è fatto bene.</p>
<p>Intervistatrice (I)-“La bellezza, nella sua relazione con il disegno, non è il risultato di un&#8217;azione cosmetica, di un invito fuori tempo per far ‘belle’ le cose”. “Al contrario, un prodotto di buon disegno irradia bellezza nell&#8217;armonia che formano la sua espressione materiale, l&#8217;uso che suggerisce, le idee che rappresenta”. “Come si forma in lei la nozione del bello?”</p>
<p>Eusebio (E)- “Per cominciare bisognerebbe prendere come massima quella bella poesia cantata da Silvio Rodriguez, quando chiede che le nubi si portino via il brutto e ci lascino il bello”.</p>
<p>“Il bello è sempre una relazione misteriosa tra noi e ciò che ammiriamo, però non c&#8217;è dubbio che sia anche frutto di un&#8217;educazione e dell&#8217;interazione con una serie di segnali che ci marcano senza interruzione.”</p>
<p>“Quando ero bambino, nella scuola ci chiedevano di fare disegni con carte colorate, qualcosa di simile all&#8217;origami giapponese”. “Questo era un suggerimento per l&#8217;uso del colore e della forma, per la ricerca di un&#8217;estetica della vita quotidiana, che per me è la questione fondamentale”.</p>
<p>“C&#8217;è una necessità di trasmettere a tutte le generazioni questo culto della bellezza”. “Per questo il disegno deve entrare nell&#8217;universo del focolare domestico ed essere presente nelle posate, nel vasellame, nei vestiti”.</p>
<p>“Anni fa una grande amica, Nisia Aguero, ha realizzato grandi progetti per portare l&#8217;arte ed il disegno sui tessuti”. “Insegnamenti come questi hanno aiutato a formare in noi – nell&#8217;Ufficio dello Storiografo – un’urgenza per poter dire la nostra parola a partire da una politica: incorporare il disegno alle diverse sfere del nostro lavoro”. “Abbiamo fatto così nelle nostre pubblicazioni, è qualcosa su cui ha lavorato molto (Carlos Alberto) Masvidal, Premio Nazionale di Disegno e che trova un esempio nei titoli della nostra casa editrice Boloña o nei numeri della rivista che testimonia il nostro lavoro, Opus Habana”.</p>
<p>“Abbiamo anche integrato il disegno con la concezione di una versione moderna del museo, che trascende il mostrare la collezione e scommette sull&#8217;interattività; è ciò che abbiamo sviluppato nel Palazzo del Segundo Cabo”.</p>
<p>“Allo stesso modo, con la nuova museologia didattica diretta ai bambini ed ai giovani del ‘Centro a+ per Adolescenti’, c&#8217;è tutto un disegno che si approfitta dei codici dell&#8217;antica fabbrica che esisteva dove oggi ha sede l&#8217;istituzione, per fare un discorso di bellezza, nel mondo industriale”.</p>
<p>“Abbiamo cercato di incorporare questi principi nella concezione di un&#8217;abitazione decorosa e degna, per cui facciamo qualcosa di più che innalzare pareti, nei limiti che ci impongono i finanziamenti”. “Sono uno di quelli che credono che con poco si possa fare molto”.</p>
<p>Senza necessità di pause per cercare nel passato, Eusebio sceglie tra le sue memorie un fatto molto peculiare, che esemplifica la sua affermazione.</p>
<p>“Nell&#8217;antica casa di Obrapia, che non era ciò che conosciamo oggi, ma un edificio abitato, un grande edificio, pieno di controsoffitti abitabili e labirinti, vivevano degli amici che lavoravano in una rivista”. “Un giorno mi invitarono a mangiare con loro ed all&#8217;arrivo ho trovato qualcosa di inconcepibile”. “Avevano arredato tutto usando casse ed altri oggetti che le persone scartavano, armonizzando i colori; avevano una gabbia di canniccio con un canarino, un tavolino con le sue quattro sedie diverse&#8230; loro mi hanno dimostrato che era possibile, con mezzi scarsi, costruire un piccolo spazio di felicità”. “Con poco si può fare qualcosa di utile e bello, sempre se si utilizza bene”.</p>
<p>(I) &#8211; “L’Ufficio dello Storiografo ha puntato ad esprimere questo matrimonio tra forma e funzione attraverso opere di alto impatto sociale”. “Così possiamo vedere case, scuole, centri di attenzione agli anziani od a minori  che sono riferimenti sia estetici sia per i servizi che offrono”. “Come si arriva a questo concetto?”</p>
<p>(E)- “E&#8217; il risultato di un&#8217;evoluzione; ho sempre negato che sia l&#8217;opera di un illuminato, rifiuto per me il protagonismo assoluto in queste questioni”.</p>
<p>“Abbiamo diversi punti dai quali fioriscono iniziative che si esprimono in progetti come quello del ‘Centro a+ per Adolescenti’ uno dei più importanti, secondo me”.</p>
<p>“L&#8217;isolato dove si trova il Centro, delimitato dalle vie Teniente Rey, Habana, Muralla e Compostela, era un ammasso dove si trovavano una vecchia fabbrica di medicine, un&#8217;altra di recipienti, un deposito di alcol, ciò che era stato il collegio di José de la Luz y Caballero era diventata un&#8217;officina di riparazione di veicoli&#8230; Tutto era stato abbandonato all&#8217;anarchia, nulla puntava in una sola direzione”.</p>
<p>“Il nuovo progetto è stato concepito come uno sviluppo armonico nel quale ci sarebbero stati edifici di abitazioni, si sarebbe restaurata la farmacia, avremmo riscattato l&#8217;impronta positiva del passato che era la scuola, però c&#8217;era ancora un problema da risolvere: la vecchia fabbrica”.</p>
<p>“Li si è disegnato il Centro per Adolescenti. La direzione di Architettura e Urbanistica dell&#8217;Ufficio dello Storiografo, in particolare la squadra che ha lavorato con l&#8217;architetto (Orlando) Inclan, ha fatto un lavoro prezioso, lasciando tutti i macchinari industriali in vista, la trave di ferro trasformata con un cambio di colore, le ruote dentate&#8230; riscattare e mostrare il patrimonio industriale è importantissimo”.</p>
<p>Dalla descrizione del progetto fatto realtà, Leal passa, quasi senza transizione, a parlarci di un nuovo desiderio; come se per lui non ci fosse possibilità di accontentarsi fino a che esista un luogo rilevante lasciato opaco e consumato o inutilizzato.</p>
<p>“Sogno il grande edificio della fabbrica di elettricità trasformato in un centro di arte moderno, dove tutta questa vecchia tecnologia possa dare una spiegazione di se stessa e ci introduca ad un mondo dove non abita il silenzio ma la cultura, la conferenza, il passaggio delle persone da un luogo ad un altro”. “Arrivare ad introdurre questi codici nelle nuove generazioni è trascendentale, soprattutto di fronte all&#8217;avanzare del degrado della città”.</p>
<p>“In diversi luoghi vediamo come sta sorgendo un tipo di architettura disorientata, dove la gente cerca di risolvere i suoi problemi, però non c&#8217;è una parola che dica ‘questa è la linea, questo è il piccolo spazio che serve per camminare, quella è l’area verde, così la facciata’”. “Si tratta di una ghettizzazione che ignora il bello come necessità incorporata alla necessità elementare di avere un tetto”.</p>
<p>(I)- “Di fronte a questa proliferazione di ambienti anarchici, quanto è necessario fare del disegno un componente più attivo nel modello della prosperità che vogliamo costruire?”</p>
<p>(E)- “Prima di tutto devo dire che non si può trasformare in uno slogan od in uno schema inciso nella pietra qualcosa tanto serio come aspirare ad un socialismo prospero e sostenibile”. “Come può essere prospero e sostenibile il nostro modello, se non si slegano le mani della creatività, se non si stabilisce un dialogo perenne con la realtà?” “In che modo ottenerlo se prima non si mette la mano sul cuore della necessità, se improvvisamente un fatto straordinario, come il tornado che ha danneggiato gran parte della capitale cubana il passato 27 gennaio, ci pone davanti e ci butta sul tavolo le enormi necessità accumulate nella grande concentrazione che la città suppone, forse una delle più grandi a questa latitudine delle Antille?”</p>
<p>“Quando parlo della monumentalità de L&#8217;Avana non mi riferisco mai al Centro Storico, perché ho sempre affermato che ha molti centri storici, come Luyanò, altri spazi di Diez de Octubre, La Lisa&#8230; In ognuno di questi si è manifestata l&#8217;originalità e la creatività di generazioni per costruire un disegno organicamente previsto dal giorno in cui nasce la città, quando si decide che le strade devono andare da nord a sud, cercando i venti; la piazza sarà luogo di riunione, le fontane serviranno per cercare l&#8217;acqua, lavare i vestiti e dare un&#8217;immagine di tranquillità nella relazione dell&#8217;uomo con l&#8217;acqua”.</p>
<p>“Credo che questa nobile aspirazione alla quale tutti vogliamo contribuire (il socialismo prospero e sostenibile) deve basarsi su questi parametri”. “La città non è un accampamento, è qualcosa di più; in particolare l&#8217;accampamento è rimasto indietro, è una concezione vecchia, la città è un&#8217;espressione superiore, c&#8217;è una razionalità nel suo disegno, che non può  essere omessa, e neanche pretendere che sia omogenea”. “Ogni quartiere ha la sua personalità, ogni frontiera invisibile apporta un carattere diverso, una forma di comportarsi, di esprimersi, di vedere il mondo”.</p>
<p>“C&#8217;è una sintesi di questo disegno nella grande passeggiata della 5a Avenida, dove ogni tanto gli alberi cambiano, ogni tratto ha la sua specificità; per un momento vediamo le palme de ‘corojo’, poi appaiono le palme ‘barrigonas’, ad un certo punto ci sono le acacie nodose, in un altro lato la araucaria&#8230; questa è la città”.</p>
<p>La mezz&#8217;ora finisce. Altri impegni attendono Eusebio. Ci lasciamo con reticenza. Sentiamo che si sarebbe dovuto chiedere, a questo intervistato eccezionale, sul decoro, la Patria, l&#8217;umiltà, la migrazione, la scuola, i venditori ambulanti, le tradizioni od il caffè; per L&#8217;Avana Vecchia che rinasce o L&#8217;Avana Nuova che invecchia. D&#8217;altra parte, con la sua cavalleria indeclinabile, che il suo eterno vestito grigio non può nascondere, avremmo ricevuto sempre una risposta generosa, saggia, intensa.</p>
<p>Però si comincia e si finisce parlando del “bello” perché, come ha detto a La Tiza il Premio Nazionale di Disegno, Carlos Alberto Masvidal, nell’Ufficio dello Storiografo, la bellezza funziona e bella è l&#8217;opera di conservazione patrimoniale intrapresa da questa istituzione, che ci permette di amare e vivere una città di 500 anni con il suo trambusto, il suo eclettismo, le sue lenzuola multicolori, che non saranno mai più solo bianche, issate nei balconi. Perché bella è l&#8217;eredità di questo Storiografo, dedicato al restauro dell&#8217;essenza di una città e dei sogni di chi la abita. Perché bello è essere leali al proposito di alzarsi ogni giorno per fare di Cuba un paese migliore, essere leali fino al midollo, a partire dal cognome.</p>
<p>di Ivette Leyva Garcia</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
<p>foto: Yander Zamora</p>
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		<title>Fidel e Raúl, comunione di idee</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Sep 2017 01:55:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho letto con meditata attenzione le pagine di questo libro che contiene frammenti di 86 discorsi, discorsi, interventi e dichiarazioni di Raúl Castro Ruz su vari aspetti della politica internazionale, la realtà di Cuba in quel contesto, lo sviluppo economico e sociale del paese e la trascendenza del pensiero rivoluzionario.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10159" alt="portada-libro-raul-castro-n" src="/files/2017/09/portada-libro-raul-castro-n.jpg" width="580" height="497" />Frammenti del prologo del libro &#8220;Raul Castro e Nostra America. 86 discorsi, interventi e dichiarazioni&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Ho letto con meditata attenzione le pagine di questo libro che contiene frammenti di 86 discorsi, discorsi, interventi e dichiarazioni di Raúl Castro Ruz su vari aspetti della politica internazionale, la realtà di Cuba in quel contesto, lo sviluppo economico e sociale del paese e la trascendenza del pensiero rivoluzionario.</strong></p>
<p>Nell&#8217;introduzione, il giovane analista e ricercatore ci presenta una visione sintetica dell&#8217;ascendente forza e radicate convinzioni di colui a cui le circostanze di una vita marcata, sin dalla sua prima gioventù, dalla sua vocazione di ribelle, lo hanno unito a Fidel non solo da legami fraterni ma per comunione di idee.</p>
<p>***</p>
<p>Un anno prima che si celebrasse il centenario della nascita di Jose Marti, il colpo di stato militare di Batista fu, come si direbbe in buon cubano, la ciliegina sulla torta.</p>
<p>Un anno prima, un&#8217;altra onorabile promessa, Eduardo Chibás, chiamato Adalid, aveva consumato il suicidio, il 16 agosto 1951, chiudendo quello che avrebbe potuto essere una via d&#8217;uscita, una possibile soluzione politica, anche se caotica ed<br />
incoerente per la diversità degli elementi che nutrivano il suo partito.</p>
<p>A questo punto Fidel si rende più visibile, dopo la sua forgia come dirigente universitario e scrittore il cui pensiero supera le pagine del manifesto. I suoi articoli nella stampa guadagnano popolarità mentre si tempra una selettiva ed agguerrita avanguardia, punta di diamante della Rivoluzione. Dalla Colina universitaria scenderanno i giovani, nell&#8217;aprile del 1952, per la simbolica sepoltura  della costituzione democratica calpestata dall&#8217;usurpatore. E lì sarebbe apparso pubblicamente il giovane alfiere, Raul, che, nel marzo 1953, viaggerà in Europa per partecipare alla Conferenza Internazionale sui Diritti delle Gioventù, che si terrà a Vienna.</p>
<p>Mi sembra di ascoltare oggi la sua narrazione di quel viaggio che molti anni dopo supera, con il calore della viva parola, ciò che abbiamo letto delle sue testimonianze. Il suo avventuroso itinerario lo porta a Bucarest dove si preparava il Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti ed al ritorno scopre la città di Parigi, dove solo 82 anni prima, i comunardi avevano cercato di toccare il cielo con le mani. Le stesse strade attraverso le quali i bellicosi ribelli della cosiddetta Era della Rivoluzione, tra il 1789 ed il 1848; la città descritta anche da Martí nel suo opulento splendore.</p>
<p>Raul, con i suoi due compagni di viaggio, guatemaltechi, voleva imbarcarsi nel suo  inaugurale viaggio transatlantico sulla nave Ile de France, ma uno sciopero dei lavoratori li costrinse a navigare lungo le coste d&#8217;Italia e prendere, nel porto di Genova, la nave da carico e passeggeri Andrea Gritti (&#8230;)</p>
<p>Raul ha raccontato che nel lungo viaggio di ritorno a Cuba giunsero a La Guaira e con gli ultimi soldi che possedeva decise di prendere la vecchia strada degli spagnoli sino a Caracas, al solo scopo di riverire, come prima, nel marzo 1881, lo aveva fatto Martí davanti alla sua statua,  il liberatore Simon Bolivar, mentore e artefice dell&#8217;emancipazione di cinque nazioni e dell&#8217;ideale dell&#8217;unità continentale.</p>
<p>A L&#8217;Avana una lapide posta nella porta del molo di di San Francisco, oggi Sierra Maestra, ci ricorda il ritorno di Raul a Cuba, quel 6 giugno 1953, a bordo dell&#8217;Andrea Gritti. Con il Comandante della Rivoluzione Juan Almeida e per sua iniziativa, abbiamo segnalato il posto dove lo hanno arrestato quando identificato dal Bureau per la Repressione delle Attività Comuniste (BRAC).</p>
<p>***</p>
<p>La storia lo ha portato, per proprio diritto, a succedere al più importante pensatore politico ed al cubano che dopo Jose Marti conobbe, con maggior profondità, il contesto globale e le relazioni tra Cuba e USA.</p>
<p>Con Fidel ha condiviso l&#8217;insurrezione e la vittoria.  Fu, insieme a lui, fondatore del Partito Comunista di Cuba, chiave per la comprensione di una società che ha richiesto, richiede e richiederà dell&#8217;unità monolitica per sopravvivere. Ma lo ha concepito come un partito della nazione aperto al dialogo, attento alla realtà che palpita nel cuore del popolo.</p>
<p>Non teme il futuro. Ognuno dei suoi compleanni, ogni 3 giugno, pianta un albero nel giardino che di solito percorre nei suoi pochi momenti di svago.</p>
<p>Al depositare nel monolite di pietra l&#8217;urna contenente le ceneri di Vilma, le baciò con sincera devozione. Un pò audacemente gli dissi su ciò che sarebbe inevitabilmente accaduto dopo quel momento: &#8220;Generale Presidente, lei sarà ora  più amato e meno temuto&#8221; ..</p>
<p>di Eusebio Leal</p>
<p>(Originariamente pubblicato sul quotidiano Granma)</p>
<p>tradotto da Francesco Monterisi per Cubainformazione.it</p>
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		<title>Cuba è antimperialista, non anti-nordamericana, assicura Eusebio Leal</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2015 00:35:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando mancano pochi giorni all’innalzamento della bandiera statunitense nella sua nuova ambasciata de L'Avana, lo storiografo della città, Eusebio Leal, ha sottolineato che in Cuba non ci è mai stato un “sentimento anti-nordamericano, bensì un sentimento antimperialista.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8835" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8835" alt="Eusebio Leal" src="/files/2015/08/eusebio-leal.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Eusebio Leal</p></div>
<p><strong>Quando mancano pochi giorni all’innalzamento della bandiera statunitense nella sua nuova ambasciata de L&#8217;Avana, lo storiografo della città, Eusebio Leal, ha sottolineato che in Cuba non ci è mai stato un “sentimento anti-nordamericano, bensì un sentimento antimperialista.”  </strong></p>
<p>“Il cubano ha capito sempre bene questa sottigliezza. Molte cose c&#8217;uniscono nella storia, principalmente nella cultura”, ha affermato Leal, una specie di sindaco della capitale cubana ed il principale propulsore della restaurazione de L&#8217;Avana Vecchia, il centro storico della città, che è uno delle principali attrattive turistiche dell&#8217;isola.</p>
<p>Leal, che ha formato parte della comitiva cubana che il passato 20 luglio viaggiò a Washington alla cerimonia dell&#8217;apertura dell&#8217;ambasciata, insiste in che la normalizzazione tra Cuba e gli USA è “necessaria”, ma rimane ancora da percorrere un “lungo processo nel quale dovranno mettersi in chiaro una serie di questioni che ancora non lo sono.”</p>
<p>“Noi, gli offesi, perché il bloqueo continua intatto, fummo i primi ad andare lì ad alzare la nostra bandiera”, segnalò Leal, che scommette su una relazione tra i due paesi basata nel “rispetto e sempre sull’uguaglianza.”</p>
<p>Con le ambasciate già aperte e, dopo che il sottosegretario degli USA, John Kerry, presieda il 14 agosto a L&#8217;Avana la cerimonia dell’innalzamento della bandiera a “stelle e strisce”, si percorrerà la strada verso la seconda fase della normalizzazione delle relazioni tra i due paesi, ed è per questo che rimangono ancora da fare “passi infiniti.”</p>
<p>“Quello che succede è che non tutto deve essere pubblico. Ci sono cose che solleverebbero molte difficoltà se si raccontassero per quello che sono. Questo deve risolversi così, delicatamente e senza sensazionalismo”, precisò Leal, che è anche deputato nell&#8217;Assemblea Nazionale.</p>
<p>La relazione Cuba-USA irrita ancora alcuni settori, specialmente l&#8217;estrema destra di origine cubana a Miami, per questo che Leal è convinto che è meglio la discrezione e considera che uno dei “segreti meglio conservati della storia di entrambi i paesi” sono state le negoziazioni segrete che si mantennero per 18 mesi con la mediazione del Vaticano e del papa.</p>
<p>Pensa anche che le azioni orchestrate dal presidente Barack Obama di avvicinamento a Cuba sono state “coraggiose”, avviate a tentare di lasciare un “lascito positivo” e “raggiungere più avanti, quello che gli ha concesso il passato”, in riferimento alla polemica e prematura, per alcuni, concessione a Obama del Premio Nobel della Pace nel 2009.</p>
<p>Sulle elezioni presidenziali previste negli USA per il prossimo anno, senza dare nomi segnalò che, benché non voti, sì farò “campagna per evitare che le parti più reazionarie e conservatrici che hanno odiato perfino il sangue che hanno nelle loro vene, possano in un determinato momento predominare.”</p>
<p>“La corrente attuale in questa parte del mondo favorisce questo, che si mantenga il cambiamento; si mantenga una situazione sensata e positiva”, segnalò Leal, un cambiamento che a priori sembra che ha la sua continuità garantita con la candidata democratica Hillary Clinton, che la settimana scorsa si è dichiarata a Miami a favore di alzare il bloqueo ed approfondire l&#8217;avvicinamento a Cuba.</p>
<p>con informazioni di EFE</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Eusebio Leal considera irreversibile l’aggiornamento del modello economico cubano</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 22:27:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
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		<description><![CDATA[“Il momento è apertura, relazione, dialogo, costruzione, e nel futuro vedo con grande speranza che i cubani possano reinvestire nel nostro paese che possano portare la loro esperienza, che possano costruire, che si riformino le leggi migratorie sia cubane che nordamericane”, ha dichiarato Eusebio Leal]]></description>
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<div id="attachment_4444" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-4444" src="/files/2012/05/esusebio-leal.jpg" alt="Eusebio Leal" width="300" height="382" /></strong><p class="wp-caption-text">Eusebio Leal</p></div>
<p>Lo storiografo de L&#8217;Avana, Eusebio Leal, ha considerato venerdì come irreversibili le riforme economiche spinte dal governo cubano. </strong></p>
<p>Pronunciando una conferenza nel centro di studi The Brookings Institution, Leal ha detto che questa riforma “deve essere approfondita. Ha aggiunto che Cuba è libera di intraprendere i cambiamenti che consideri necessari”.</p>
<p>“Il momento è apertura, relazione, dialogo, costruzione, e nel futuro vedo con grande speranza che i cubani possano reinvestire nel nostro paese che possano portare la loro esperienza, che possano costruire, che si riformino le leggi migratorie sia cubane che nordamericane”, ha dichiarato.</p>
<p>“Non sto qui accidentalmente, bensì cercando e lavorando nella direzione che considero corretta, che salvi i diritti nazionali ed il nostro culto ancestrale, la nostra sovranità, si stabilisca una relazione normale tra gli Stati Uniti e Cuba”, ha aggiunto.</p>
<p>Allo stesso modo, ha considerato come “un atto di suprema cortesia” l&#8217;avere ricevuto un visto statunitense che gli ha permesso di visitare New York e Washington. “È un atto di suprema cortesia per uno che arriva qui, e che non è precisamente un&#8217;altra cosa che un&#8217;espressione contemporanea del Don Chisciotte della Mancia.”</p>
<p>La presenza di Eusebio Leal ha riunito un&#8217;udienza importante durante la conferenza che ha offerto sul suo lavoro di fronte al progetto di restaurazione del centro storico della capitale cubana, conosciuta come L&#8217;Avana Vecchia.</p>
<p>Oltre ad assistere a Brookings, l&#8217;itinerario di Leal nella capitale statunitense ha incluso una visita al Consiglio di Relazioni Esterne (CFR, per le sue sigle in inglese), alla facoltà d’Architettura dell&#8217;università di Yale ed al Fondo Nazionale per Preservazioni Storiche, prima di ritornare a L&#8217;Avana, sabato.</p>
<p>Prima di visitare Washington, è stato a New York nel Museo Metropolitano.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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