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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Europa</title>
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		<title>Il liberalismo oligarchico latinoamericano</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Feb 2018 02:32:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel dibattito con Andrés Manuel López Obrador, uno dei più noti teorici del liberalismo latinoamericano, Enrique Krauze, protesta per essere stato qualificato come conservatore. I liberali latinoamericani credono sempre che la difesa delle libertà sia ciò che li definisce. Si rivendica l'affiliazione al liberalismo europeo, che fu l'ideologia della borghesia ascendente nella lotta contro il feudalesimo. Trasferiscono meccanicamente il ruolo del liberalismo in Europa all'America Latina, senza rendersi conto di come i quadri storici dei due continenti sono molto diversi, definendo nature radicalmente diverse per il liberalismo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10404" alt="lopez-obrador-580x341" src="/files/2018/02/lopez-obrador-580x341.jpg" width="580" height="341" />Nel dibattito con Andrés Manuel López Obrador, uno dei più noti teorici del liberalismo latinoamericano, Enrique Krauze, protesta per essere stato qualificato come conservatore. I liberali latinoamericani credono sempre che la difesa delle libertà sia ciò che li definisce.</strong></p>
<p>Si rivendica l&#8217;affiliazione al liberalismo europeo, che fu l&#8217;ideologia della borghesia ascendente nella lotta contro il feudalesimo. Trasferiscono meccanicamente il ruolo del liberalismo in Europa all&#8217;America Latina, senza rendersi conto di come i quadri storici dei due continenti sono molto diversi, definendo nature radicalmente diverse per il liberalismo.</p>
<p>In America Latina, il liberalismo è stata l&#8217;ideologia dei modelli primari-esportatori, cioè della destra oligarchica, con la sua difesa dell&#8217;apertura dei mercati. E&#8217; stato associato a regimi politici di destra, comprese le dittature militari.</p>
<p>Si oppone allo Stato, alle leadership popolari, alle sue politiche -accentate come &#8220;populiste&#8221; &#8211; di distribuzione della rendita, di riconoscimento dei diritti sociali di tutti. Il liberalismo in America Latina mai si è identificato con la difesa della &#8220;libertà&#8221;, a meno che  riteniamo che la &#8220;libertà di stampa&#8221; dei media lo rappresenti.</p>
<p>Il liberalismo qui, opponendosi allo Stato, si è identificato con il mercato, quindi con la grande imprenditorialità e le sue politiche economiche liberali e neoliberali. È sempre stato di destra</p>
<p>La destra, in Europa, si è identificata con la difesa dello Stato e della nazione. Ma sotto la concezione sciovinista, secondo la quale uno Stato è sempre migliore dell&#8217;altro. Non esiste una dominazione esterna.</p>
<p>In America Latina è la sinistra quella che assume la difesa dello Stato e delle questioni nazionali, contro lo sfruttamento esterno. Il liberalismo è sempre stato appropriato dalla destra in America Latina.</p>
<p>Nell&#8217;era neoliberale, la connessione tra liberalismo e mercato è diventata strutturale. C&#8217;è stata una convergenza tra liberalismo economico e liberalismo politico. In Messico, l&#8217;arrivo dei governi del PAN alla presidenza, nel 2000, è stata salutata come la democratizzazione del Messico. Naturalmente, dopo i fallimenti dei governi di quel partito, i liberali non hanno fatto alcun bilancio sulle loro illusioni e continuano a sostenere candidati dei partiti tradizionali, per evitare quello che, per loro, è il più grande male: l&#8217;alternativa di sinistra.</p>
<p>Quindi in tutta l&#8217;America Latina. Fernando Henrique Cardoso, apparentemente socialdemocratico, ha incorporato i liberali nel suo governo, per realizzare un governo neoliberale. Ovunque i liberali si sono adattati agli interessi del mercato, combattendo contro lo Stato e la sua capacità di indurre lo sviluppo economico, di garantire i diritti sociali alla massa sempre posticipata della popolazione, di attuare politiche esterne sovrane.</p>
<p>È che i liberali latinoamericani confondono combattere contro lo Stato come combattere per le libertà. Non si rendono conto che chiunque espropria i diritti della stragrande maggioranza della popolazione non è lo Stato, ma il mercato, che essi bramano come presunto spazio di libertà. La libertà del capitale, del grande business, che espropria diritti, concentra rendita: questo è ciò che fa il mercato, rispetto allo Stato minimo sostenuto dai liberali.</p>
<p>I ricchi non hanno bisogno dello Stato. Hanno banche private, hanno trasporti privati, hanno un&#8217;educazione privata, hanno piani sanitari privati. Coloro che hanno bisogno dello stato sono i più fragili, i più indigenti, gli esclusi, purché siano uno Stato che smetta di essere strumento dei potenti e dei milionari.</p>
<p>I liberali non capiscono l&#8217;America Latina, perché non si rendono conto che viviamo in società capitaliste, nell&#8217;era neoliberale. Che viviamo in società oppresse dall&#8217;imperialismo. Sono categorie essenziali -capitalismo, neoliberismo, imperialismo- che loro non conoscono.</p>
<p>Ora i liberali si concentrano in Messico, attaccando la candidatura che può riscattare il Messico dalle disgrazie che i governi neoliberali e l&#8217;Accordo di Libero Scambio con gli USA hanno portato il Paese. Il loro panico è che un governo che difenda gli interessi della grande maggioranza della popolazione messicana, che difende gli interessi nazionali del Messico, che avvicini il Messico all&#8217;America Latina, trionfi. Ma questa è la speranza della maggioranza del popolo messicano e anche dell&#8217;America Latina. Sconfiggere il neoliberalismo e la subordinazione agli USA per affermare un Messico giusto e sovrano.</p>
<p>di Emir Sader</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>preso da Rebelion</p>
<p>tradotto da Francesco Monterisi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>foto: Reuters</p>
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		<title>Il terrorismo è uno strumento dell’Occidente, affermò presidente siriano</title>
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		<pubDate>Thu, 11 May 2017 20:44:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il terrorismo è uno strumento al servizio delle potenze occidentali, affermò il presidente siriano Bashar al Assad in un'intervista alla televisione bielorussa divulgata oggi a Damasco. “Applicano la stessa mentalità nazista della supremazia, cioè trasformare gli stati ed i popoli in schiavi servili e controllarli materialmente e moralmente, pertanto il terrorismo è un semplice strumento ed un sottoprodotto”, precisò. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9547" alt="Bashard-alassad" src="/files/2016/10/Bashard-alassad.jpg" width="580" height="328" />Il terrorismo è uno strumento al servizio delle potenze occidentali, affermò il presidente siriano Bashar al Assad in un&#8217;intervista alla televisione bielorussa divulgata oggi a Damasco.  </strong></p>
<p>“Applicano la stessa mentalità nazista della supremazia, cioè trasformare gli stati ed i popoli in schiavi servili e controllarli materialmente e moralmente, pertanto il terrorismo è un semplice strumento ed un sottoprodotto”, precisò.</p>
<p>In questo senso, indicò, bloccano quelli che si oppongono e demonizzano i loro dirigenti e citò come esempio gli attacchi contro i presidenti Alexander Lukashenko e Vladimir Putin, di Bielorussia e Russia, rispettivamente.</p>
<p>Durante l&#8217;intervista, Al Assad sottolineò che il popolo siriano è patriottico e per questo motivo ha potuto resistere ai piani occidentali di seminare il settarismo e la divisione.</p>
<p>Il mandatario reiterò le denunce sulle provocazioni montate nel caso del presunto attacco chimico nella provincia siriana di Idleb ed al riguardo segnalò il rifiuto dell&#8217;Organizzazione di Proibizione delle Armi Chimiche (OPAQ) ad un&#8217;investigazione ampia e profonda proposta da Russia e da Iran.</p>
<p>Sui gruppi terroristi come l’ex Fronte al Nusra e l’Isis, reiterò che si rifugiano in una dottrina che agevolano Turchia, Arabia Saudita e Qatar, col pieno appoggio degli Stati Uniti.</p>
<p>In questo senso, puntualizzò “non dico Occidente perché l&#8217;Europa occidentale non esiste praticamente nella mappa politica. L&#8217;Europa esegue quello che le ordinano gli Stati Uniti e lei obbedisce senza nessuna obiezione”.</p>
<p>Il mandatario siriano disse che l&#8217;iniziativa di Astanà è stata differente da gli altri dialoghi di pace, perché si realizzò sotto il patrocinio della Russia, e dopo Iran come garante per il Governo siriano, e Turchia come garante dei terroristi ed aggiunse che questa ultima iniziativa ha cominciato a dare risultati mediante un accordo di cessate il fuoco e la creazione di quattro zone di distensione. Spiegò che gli obiettivi di queste zone sono proteggere i civili e dare opportunità ai gruppi armati che vogliono riconciliarsi con lo Stato, come fermare lo spargimento di sangue fino all&#8217;adozione di passi politici definitivi.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Europa si è trasformata in una forza senza valori e senza compassione</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2015 00:42:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'Europa affronta in questo momento quella che probabilmente si trasformerà nella maggiore crisi di rifugiati dalla Seconda Guerra Mondiale. Non solo per quello che è successo fino ad ora, bensì per quello che continuerà a succedere. Davanti a questa situazione, i governi dell'UE hanno reagito ignorando le loro responsabilità, mercanteggiando con le insufficienti quote che la Commissione Europea voleva assegnare loro e facendo dichiarazioni che denotano una totale mancanza di compassione e solidarietà con le vittime di una guerra (una situazione nella quale si trovano, oltre ai siriani, i libici, gli afgani, gli eritrei ed i sudanesi del sud). ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8876" alt="" src="/files/2015/08/macedonia-580x359.jpg" width="580" height="359" />L&#8217;Europa affronta in questo momento quella che probabilmente si trasformerà nella maggiore crisi di rifugiati dalla Seconda Guerra Mondiale. Non solo per quello che è successo fino ad ora, bensì per quello che continuerà a succedere. Davanti a questa situazione, i governi dell&#8217;UE hanno reagito ignorando le loro responsabilità, mercanteggiando con le insufficienti quote che la Commissione Europea voleva assegnare loro e facendo dichiarazioni che denotano una totale mancanza di compassione e solidarietà con le vittime di una guerra (una situazione nella quale si trovano, oltre ai siriani, i libici, gli afgani, gli eritrei ed i sudanesi del sud).  </strong></p>
<p>Sono come infiltrazioni d’acqua, secondo Fernandez Diaz. O uno sciame, secondo Cameron. O una minaccia, secondo il primo ministro ungherese. Perfino quando si accetta di fare una piccola dimostrazione di solidarietà si può attuare con criteri discriminatori. Il Governo della Slovacchia dice che vuole solo accettare rifugiati cristiani con l’assurdo argomento che lì non ci sono moschee, malgrado riconosca che è solo un paese di transito verso altri luoghi.</p>
<p>Polonia annunciò che accetterebbe circa 2.000 rifugiati a partire dal 2016, soprattutto provenienti dalla Siria e dall’Eritrea, ma che lo farà tenendo in conto i loro antecedenti religiosi. Cioè, potrebbe ricevere cristiani, ma non è interessata nei musulmani.</p>
<p>C&#8217;è già un programma di accoglienza di un’ONG, appoggiata dal Governo che ha ricevuto decine di siriani cristiani. La responsabile di questa fondazione dimostra un&#8217;ignoranza inaudita su quello che sta succedendo in Siria. “Loro (i rifugiati che non sono cristiani) possono essere una minaccia per Polonia. Credo che potrebbe essere per l’Isis un modo per inviare le sue truppe in tutta l&#8217;Europa”. “Se questa gente non rappresenta l&#8217;Iss, le loro vite (in Siria) non sono in pericolo, ed allora è emigrazione economica. Se sono musulmani, non li ammazzeranno perché sono musulmani, perché credono nella stessa religione che l’Isis”, ha sentenziato.</p>
<p>Se qualcuno crede che questo esempio di stupidità, cioè di ignorare che si fugge da una guerra, non sia rappresentativo, deve solo ascoltare quello che ha detto un vicepresidente del Parlamento greco, e dirigente del partito conservatore Nuova Democrazia che qualificò come “invasione organizzata da jihadista” la crisi di rifugiati nelle isole greche.</p>
<p>Realmente, è proprio dall’Isis che fuggono molti di questi rifugiati, che così rimangono senza case, per gli attacchi che soffrono dell&#8217;aviazione o dell’artiglieria.</p>
<p>Come l’attacco del sabato con 50 morti, che si è prodotto nella stessa zona al sud di Damasco dove vari bombardamenti su un mercato hanno ucciso un centinaio di persone.</p>
<p>I politici europei stanno contribuendo affinché i cittadini dell’UE vedano le persone come un pericolo, nonostante il numero infimo che hanno accolto fino ad ora. La crisi vera dei rifugiati è nei paesi vicini alla Siria, come Turchia e Libano, che si sono visti obbligati a ricevere milioni di persone.</p>
<p>L&#8217;Europa è ora più che mai una forza, ed i suoi valori, sono solo una facciata di principi smentita dai fatti. La stessa Europa presuntivamente cristiana e democratica che non cessa di dare lezioni ad altri paesi del mondo.</p>
<p>di Iñigo Sáenz de Ugarte</p>
<p>preso da Guerra Eterna</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Tsipras: Grecia è la prima vittima della completa abolizione della democrazia in Europa</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2015 00:42:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la minaccia di un default del debito greco che incombe, il primo ministro Alexis Tsipras ha avvertito gli europei dalle pagine del quotidiano francese 'Le Monde' dell'abolizione completa della democrazia in Europa ", incolpando tre istituzioni: il Fondo monetario internazionale (FMI), la Banca centrale europea (BCE) e la Commissione europea tra gli altri "attori istituzionali".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><img class="alignleft size-full wp-image-8679" alt="" src="/files/2015/06/Tsipras.png" width="700" height="350" /><strong>Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha avvertito gli europei della creazione di &#8220;un mostro tecnocratico&#8221; da parte degli &#8220;attori istituzionali&#8221; europei, cosa che, a suo avviso, significa &#8220;l&#8217;abolizione completa della democrazia in Europa.&#8221;</strong>
</div>
<div>Con la minaccia di un default del debito greco che incombe, il primo ministro Alexis Tsipras ha avvertito gli europei dalle pagine del quotidiano francese<em> &#8216;Le Monde&#8217; </em>d<strong>ell&#8217;abolizione completa della democrazia in Europa </strong>&#8220;, incolpando tre istituzioni: il Fondo monetario internazionale (FMI), la Banca centrale europea (BCE) e la Commissione europea tra gli altri &#8220;attori istituzionali&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Tsipras ha denunciato l&#8217;insistenza di queste istituzioni &#8220;nella presentazione di proposte assurde e nel mostrare disprezzo per le recenti elezioni democratiche tenute dai greci&#8221;, riferendosi ai risultati delle recenti elezioni in Grecia che hanno dato la vittoria al partito guidato da Tsipras. L&#8217;opposizione all&#8217;austerità che Syriza porta avanti è esattamente l&#8217;opposto di ciò i creditori vogliono dalla Grecia.</div>
<div></div>
<div>Secondo Tsipras, <strong>la posizione degli attori istituzionali segna &#8220;la fine di tutte le pretese di democrazia, l&#8217;inizio della disgregazione dell&#8217;Europa e la divisione inaccettabile dell&#8217;Europa unita&#8221;</strong>. Tutto questo &#8220;significa l&#8217;inizio della creazione di una mostruosità tecnocratica, che condurrà ad una Europa del tutto estranea dai suoi principi fondamentali &#8220;, prosegue il primo ministro greco.</div>
<div></div>
<div>A suo parere, non è solo la Grecia a dover essere preoccupata, ma anche gli altri membri dell&#8217;Unione Europea, dal momento che Atene è &#8220;l&#8217;epicentro del conflitto tra due strategie diametralmente opposte per il futuro dell&#8217;unificazione europea.&#8221; &#8220;Sembra che una nuova potenza europea si stia costruendo e la Grecia sarà la sua prima vittima&#8221;, scrive Tsipras, avvertendo che <strong>&#8220;la soluzione per quei paesi che rifiutano di sottomettersi alla nuova autorità sarà semplice: una dura punizione&#8221;</strong></div>
<div></div>
<div>Venerdì la Grecia è chiamata a rimborsare 300 milioni al FMI. Atene ha già avvertito che non dispone di questa somma di denaro e ha chiesto nuovi prestiti. Per evitare la crisi, lunedi notte il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande, il presidente della Bce, Mario Draghi, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e il direttore operativo del FMI Christine Lagarde hanno tenuto un  vertice di emergenza alla ricerca di una soluzione.</div>
<div></div>
<div>da: www.lantidiplomatico.it</div>
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		<title>Spagna, primo posto d’Europa nell’Indice Mondiale della Miseria</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2014 23:33:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[La Spagna occupa l’undicesimo posto nell’Indice Mondiale della Miseria, essendo il primo paese europeo che figura nella lista. Il principale fattore che spiega tale posizione nella classifica è il tasso di disoccupazione. La Spagna è il primo paese europeo che figura nell’Indice Mondiale della Miseria (WMI, per il suo acronimo in inglese), che valuta la situazione di 109 paesi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8243" alt="" src="/files/2014/11/España-miseria.jpg" width="580" height="326" />La Spagna occupa l’undicesimo posto nell’Indice Mondiale della Miseria, essendo il primo paese europeo che figura nella lista. Il principale fattore che spiega tale posizione nella classifica è il tasso di disoccupazione.</strong></p>
<p>La Spagna è il primo paese europeo che figura nell’Indice Mondiale della Miseria (WMI, per il suo acronimo in inglese), che valuta la situazione di 109 paesi.</p>
<p>Questo indice, che è stato creato da Steve H. Hanke, professore di Economia Applicata nell’Università Johns Hopkins di Baltimore ed ex-membro del Consiglio di Assessori Economici degli Stati Uniti, si calcola sommando l’inflazione, la disoccupazione ed i tipi di interessi sui mutui, e sottraendo al risultato l’incremento percentuale del Prodotto Interno Lordo pro capite.</p>
<p>Con questa forma di calcolare il grado di impoverimento dei cittadini di un paese, la Spagna ottiene un punteggio di 36,9 punti, situandosi all’undicesimo posto nella lista, a due decimi dal decimo paese (Armenia) ed a 110,5 punti dal primo (Siria).</p>
<p>Allo stesso modo, la classifica possiede un paragrafo che indica il maggior fattore che contribuisce a che un paese occupi il corrispondente posto, essendo nel caso della Spagna il tasso di disoccupazione. “Inoltre, in Spagna incide anche la restrizione del credito. Questo è il grande problema”, dichiara l’autore al quotidiano economico “La Celosia”.</p>
<p>Lo scorso maggio, l’economista Hanke ha elaborato un indice simile per 90 paesi, nel quale la Spagna occupava il settimo posto con un valore di 37,6 punti, ancora una volta con il tasso di disoccupazione come principale fattore ed era superata solo dalla Serbia, tra i paesi europei.</p>
<p>Lo scorso 30 ottobre, le ONG Caritas e Intermon Oxfam, sostenute da altre organizzazioni come l’UNICEF, hanno pubblicato un rapporto sulla situazione spagnola nel quale si presentavano realtà inquietanti come l’esistenza di 11 746 000 persone escluse, di 36,3% di povertà infantile o il fatto che “le 3 persone più ricche della Spagna hanno una ricchezza equivalente a più del doppio del 20% dei più poveri”.</p>
<p>preso da Russia Today</p>
<p>Foto:Reuters</p>
<p>traduzione di Vincenzo Basile</p>
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		<title>L’economia mondiale potrebbe essere sull’orlo di un’altra Grande Depressione</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2014/11/19/leconomia-mondiale-potrebbe-essere-sullorlo-di-unaltra-grande-depressione/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 00:45:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’economia mondiale è a rischio di una depressione prolungata marcata dall’alto livello di disoccupazione e peggiori condizioni economiche nei prossimi decenni, a causa del ritardo economico dell’Asia e della stagnazione dell’Europa. Il Giappone ha dichiarato recentemente che sarebbe entrato nella sua quarta recessione in sei anni, nonostante gli sforzi del primo ministro Shinzo Abe di stimolare la crescita economica.
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8237" alt="" src="/files/2014/11/Economía-mundial-puede-estar-al-borde-de-otra-Gran-Depresión.jpg" width="580" height="330" />L’economia mondiale è a rischio di una depressione prolungata marcata dall’alto livello di disoccupazione e peggiori condizioni economiche nei prossimi decenni, a causa del ritardo economico dell’Asia e della stagnazione dell’Europa.</strong></p>
<p>Il Giappone ha dichiarato recentemente che sarebbe entrato nella sua quarta recessione in sei anni, nonostante gli sforzi del primo ministro Shinzo Abe di stimolare la crescita economica.</p>
<p>Nel frattempo, il primo ministro britannico David Cameron ha avvertito che l’economia mondiale possibilmente si sta dirigendo verso un nuovo disastro.</p>
<p>“Sei anni dopo la crisi finanziaria che ha portato il mondo sull’orlo del disastro, le luci rosse di avvertimento lampeggiano nuovamente per l’economia mondiale”, ha scritto Cameron.</p>
<p>Due delle potenze economiche più forti del mondo, Europa e Giappone, stanno cercando di rafforzare la crescita economica mondiale, però tuttavia le loro economie sembrano peggiorare.</p>
<p>Con un tasso di disoccupazione dell’11,5 per cento, la zona euro sta sperimentando delle condizioni economiche alle quali alcuni esperti fanno riferimento come “l’eco della Grande Depressione”.</p>
<p>I mercati emergenti, che hanno aiutato la ripresa economica dopo la crisi finanziaria del 2008, ugualmente stanno riducendo il loro livello di crescita.</p>
<p>L’economia degli Stati Uniti sta crescendo a un ritmo del 3 per cento annuale. Tuttavia, gli esperti dicono che le esportazioni, che rappresentano il 13 per cento dell’economia degli USA, si sono ridotte.</p>
<p>La debolezza economica dei suoi compratori peggiorerà la situazione degli Stati Uniti, ritengono alcuni economisti.</p>
<p>Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, ha avvertito circa la depressione economica in Europa che provocherà una bassa inflazione, alti tassi di disoccupazione e indebitamento.</p>
<p>Il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha dichiarato: “Il 2015 deve essere l’anno in cui tutti gli attori della zona euro (i Governi e le istituzioni europee) decidano una strategia comune coerente per porre nuovamente le nostre economie in marcia”.</p>
<p>I leader d’Europa e degli Stati Uniti hanno sollecitato le autorità tedesche a dare impulso all’economia, dato che è la maggiore potenza economica europea, ma in Germania continuano ad insistere che altri paesi dell’eurozona devono prima di tutto ristrutturare le loro economie.</p>
<p>preso da Russia Today</p>
<p>traduzione di Vincenzo Basile</p>
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		<title>Alcune riflessioni sulle sanzioni contro Russia e la risposta di Mosca</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Aug 2014 00:52:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come parte della staff editoriale di Cubadebate, ho seguito l'interessante discussione della comunità virtuale del sito web sulle sanzioni economiche degli Stati Uniti ed Europa contro Russia, e la risposta del gigante euro-asiatico annunciata alcuni giorni fa. Di fronte alla diversità di opinioni ho voluto dare il mio punto di vista.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8025" alt="" src="/files/2014/08/vladimir-putin-y-dimitri-medvedev.jpg" width="580" height="330" />Come parte della staff editoriale di Cubadebate, ho seguito l&#8217;interessante discussione della comunità virtuale del sito web sulle sanzioni economiche degli Stati Uniti ed Europa contro Russia, e la risposta del gigante euro-asiatico annunciata alcuni giorni fa. Di fronte alla diversità di opinioni ho voluto dare il mio punto di vista.</strong></p>
<p>Sì, come ci si aspettava, Russia ha risposto nell&#8217;unica forma possibile: con più sanzioni ma in senso inverso, una via logica per proteggere i produttori interni che soffriranno in modo indiretto le sanzioni occidentali. Il ritardo nel reagire fa supporre che il Cremlino ha studiato dettagliatamente l&#8217;impatto del conflitto e le risposte necessarie, cosciente che sarà una trance difficile (non la fine del mondo), e che nel tempo sarà superabile e magari favorevole.</p>
<p>Perché vantaggiosa? In politica ed in economia i disastri possono trasformarsi in vittorie a medio e lungo termine, se sono amministrati con intelligenza. Questa moneta ha due facce, è certo, ci sarà maggiore fuga di capitali, l&#8217;incorporazione della Crimea costituisce una spesa enorme che metterà nei guai il presupposto di questo anno ed il prossimo, e l&#8217;economia potrebbe decrescere in termini di Prodotto Interno Lordo (PIL).</p>
<p>Ma il bicchiere si potrebbe vedere mezzo pieno e non mezzo vuoto; magari sia il momento ideale per correggere il modello economico, affinché Russia fortifichi certi settori produttivi che dovevano competere coi prodotti stranieri prima delle sanzioni.</p>
<p>Perché Russia deve comprare mele in Polonia o polli negli Stati Uniti? Per caso è un paese tropicale o senza terre coltivabili? Le sue grandi fortune, che non sono poche, potrebbero investire il loro denaro nel paese e non lanciarsi a comprare lussuosi immobili nella Riviera Francese, Londra od a Ibiza, o comprare squadre di calcio in Inghilterra. Russia può mettere a circolare i suoi capitali all&#8217;interno del paese.</p>
<p>Mosca ha vari strumenti per affrontare questa crisi e spingere questa possibile riconversione; per prima cosa un presidente popolare con più dell’80% di accettazione; seconda, un apparato statale forte e coesivo; terza, enormi riserve internazionali superiori ai 470 mila milioni di dollari, che possono sostenere il rublo abbastanza tempo ed investirsi nell&#8217;industria nazionale; e quarta, fatto molto importante, un forte sentimento nazionalista che fa dei russi un popolo con una capacità straordinaria per affrontare situazioni difficili.</p>
<p>Penso ora ad uno dei tanti esempi: il blocco contro Leningrado, quando gli abitanti della città mangiavano le scarpe e le valigette di cuoio per placare la fame nera di una fustigazione che è durata quasi tre anni, un&#8217;esperienza vissuta dai genitori di Putin e che ha potuto segnare la personalità politica di questo leader.</p>
<p>È il paese che ha perso più di 20 milioni di abitanti nella Seconda Guerra Mondiale, che ha trasportato tutta la sua industria pesante in Siberia come in una maratona per non smettere di produrre in mezzo alla contesa. È il paese che ha costruito una capitale europea buttando fuori il fango con le mani e che è stata protagonista dei principali cambi della storia durante il XX secolo. Saranno queste sanzioni quelle che piegheranno una resistenza che è culturale? No.</p>
<p>Ci sono altri elementi da analizzare. Non sottovalutiamo la capacità di risposta di Mosca, alcuni utenti della comunità virtuale sottovalutano le possibilità del Cremlino alludendo al fatto che esistono poche marche russe che si conoscono nel mercato internazionale, secondo me, con tutto il rispetto, è un punto di vista discutibile; ricordiamo che molte delle grandi marche sono europee e statunitensi, però, hanno le loro fabbriche in Cina, Filippine o in Tailandia.</p>
<p>È vero… Russia ha problemi strutturali come il ritardo tecnologico in alcuni settori, ma è l&#8217;ottava economia a livello internazionale. Il canale russo RT offre alcuni dettagli nella sua pagina web degni di essere presi in considerazione: il paese euro-asiatico è tra i primi produttori mondiali di petrolio, ed inoltre, in certe occasioni ha occupato il primo posto in questo settore. Ha la seconda industria militarista più potente del pianeta; solo l&#8217;impresa Rosatom controlla il 16% delle costruzioni delle centrali nucleari nel mondo ed è leader mondiale nella produzione di vari prodotti chimici. Le vendite di alimenti hanno rappresentato 15.000 milioni di dollari nel 2013.</p>
<p>Quando diciamo che l&#8217;Europa sentirà in carne propria le sue sanzioni contro Mosca, non ci riferiamo tanto a quello che Russia non gli venderà, bensì a quello che Russia non gli comprerà. I calcoli sono stati fatti e pubblicati, il PIL dell&#8217;Unione Europea decrescerà e questa guerra di sanzioni potrebbe costargli questo anno più di 40 mila milioni di dollari. Nel caso della Germania, la locomotiva regionale, si potranno perdere decine di migliaia di posti di lavori ed alcune delle sue industrie centinaia di milioni di euro.</p>
<p>Ma chi sa se le maggiori tensioni non sono ancora arrivate. Se Russia comincia a rispondere in forma graduale ed arriva al punto di muovere le sue poderose leve politiche e diplomatiche, il mal di testa sarà ancora più forte per Europa e per gli Stati Uniti.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>di Oliver Zamora Oria</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Riflessioni sulla crisi europea e l’Economia Politica</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jul 2013 01:26:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Ecuador e America Latina siamo esperti di crisi: le abbiamo sofferte quasi tutte e la stragrande maggioranza di esse affrontate tremendamente male. Mentre – almeno in teoria – la politica economica cerca di alleviare gli effetti della crisi al minor costo, nel più breve tempo possibile e ripartendo adeguatamente tali costi in modo che ricadano sui meno vulnerabili e responsabili della crisi, in realtà tutto è in funzione del capitale, fondamentalmente nazionale e finanziario internazionale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Rafael Correa</strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6843" src="/files/2013/07/Correa.jpg" alt="" width="300" height="194" />In Ecuador e America Latina siamo esperti di crisi: le abbiamo sofferte quasi tutte e la stragrande maggioranza di esse affrontate tremendamente male. Mentre – almeno in teoria – la politica economica cerca di alleviare gli effetti della crisi al minor costo, nel più breve tempo possibile e ripartendo adeguatamente tali costi in modo che ricadano sui meno vulnerabili e responsabili della crisi, in realtà tutto è in funzione del capitale, fondamentalmente nazionale e finanziario internazionale.</strong></p>
<p>Oggi vediamo con preoccupazione come l’Europa commetta gli stessi errori. Mentre la crisi colpisce con tutta la sua forza in alcuni paesi, si continuano ad applicare le formule ortodosse che hanno fallito in tutto il mondo e che rappresentano l’opposto di quanto sia tecnicamente e socialmente auspicabile.</p>
<p>A Cipro e in altri paesi europei in crisi sono imposti programmi d’ aggiustamento strutturale che hanno fatto tanti danni in America Latina. La presunta mancanza di risorse per superare la crisi perde di significato quando in Portogallo, Grecia e Irlanda gli importi necessari per il “salvataggio” delle banche sono maggiori dei salari totali e gli stipendi pagati a tutti i lavoratori di quei paesi.</p>
<p>In Spagna, la stessa casa valutata dalla banca per la concessione del credito, ora vale più volte di meno, in modo che il cittadino, subita la perdita della casa, rimanga in debito per tutta la vita. Sono i famosi “sfratti”, causa del 34% dei suicidi nel paese. Tutto questo non è solo immorale, è anche economia maldestra e imbarazzante, perché si arriverà al peggiore di tutti i mondi: le famiglie che hanno bisogno di case, restano senza casa, e le banche che non hanno bisogno di case… colme di case!</p>
<p>Nessuno dubita che occorre correggere gravi errori anche d’origine, per esempio, l’unione monetaria di paesi con diversi livelli di produttività e grandi differenze di salario, come nessuno dubita che essenzialmente non si sta cercando di superare questa crisi con il minor costo possibile per i cittadini europei, ma fondamentalmente di garantire il pagamento del debito alle banche private. Come nella crisi latino-americana, diciamo che c’è un problema di “overborrowing”, senza riconoscere il corrispondente e ineludibile problema di “overlending”. Sembra che il capitale non abbia mai responsabilità.</p>
<p>Tutto questo dimostra che il problema non è tecnico, ma bensì politico, sul chi comanda in una società: gli esseri umani o il capitale. In ambito accademico, penso che il più grande danno causato all’economia sia stato quello di toglierle la sua intestazione e natura originale di “Economia Politica”. Ci vogliono far credere che tutto sia una questione “tecnica”, mascherando l’ideologia da scienza, e facendo astrazione delle relazioni di potere che hanno trasformato gli economisti – parafrasando John Kenneth Galbraith – inutili per servire l’essere umano, principio e fine dell’Economia, ma piuttosto utili per i poteri e i paradigmi dominanti.</p>
<p>Non si è potuto o voluto capire che la principale sfida dell’umanità all’inizio del secolo XXI è di liberare dal dominio del capitale e della sua principale estensione, l’entelechia del mercato. In altre parole, ottenere che gli esseri umani abbiano supremazia sul capitale; società CON mercato, e non DI mercato; il mercato come servo, non come padrone.</p>
<p>[trad. dal castigliano di Fabrizio Verde]</p>
<p>da albainformazione.wordpress.com</p>
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		<title>Chavez il Mito e l&#8217;Europa incredula</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 21:39:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Hugo Chávez]]></category>
		<category><![CDATA[realismo magico]]></category>
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		<description><![CDATA[La leggenda venezuelana della Llorona (Frignona) racconta come una giovane innamorata è abbandonata dal suo amante e nella sua pazzia assassina sua figlia, è maledetta dal popolo, fugge nelle pianure venezuelane dove si trasforma in un fantasma. Da allora, nel silenzio in alcune notti oscure, si ascolta come chiama sua figlia in forma di lamento terrificante.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6442" src="/files/2013/03/homenaje-a-chavez-12.jpg" alt="" width="580" height="435" />di Rafael Rico Rios</p>
<p><strong>La leggenda venezuelana della Llorona (Frignona) racconta come una giovane innamorata è abbandonata dal suo amante e nella sua pazzia assassina sua figlia, è maledetta dal popolo, fugge nelle pianure venezuelane dove si trasforma in un fantasma. Da allora, nel silenzio in alcune notti oscure, si ascolta come chiama sua figlia in forma di lamento terrificante. </strong></p>
<p>Questa storia me l’ha raccontata per la prima volta un buon amico venezuelano, che stimo per la sua intelligenza chiara e pragmatica, fondamentale per capire il processo venezuelano. Gli ho chiesto, in tono scherzoso, se aveva ascoltato qualche volta la Llorona, e mi ha risposto che “ovviamente che sì, tutto il mondo l&#8217;ha sentita”. L’ho guardato scandalizzato e mi ha sorriso. Ho pensato che il suo sorriso fosse di complicità, ma col tempo mi sono reso conto che in realtà si stava ridendo dell&#8217;incredulità e dello scetticismo europeo.</p>
<p>Alejo Carpentier, nel suo meraviglioso romanzo “Il Regno di questo Mondo”, racconta la storia dello schiavo François Mackandal, a cui attribuivano proprietà magiche nella sua lotta contro la dominazione bianca in Haiti. Mackandal è stato catturato dalle autorità della colonia, che hanno riunito tutti gli schiavi negri affinché assistessero alla sua esecuzione, mentre lo schiavo si è trasformato in farfalla per essere eternamente libero. Il mito di Mackandal ha scatenato una ribellione popolare. La questione non è in se Mackandal aveva qualità magiche, perché è stata assolutamente reale la ribellione degli schiavi. Una favola che ha avuto conseguenze politiche. Alejo Carpentier faceva un appello a queste storie magiche e concrete del realismo magico.</p>
<p>Ricordiamo anche il Realismo Magico di Gabriel Garcia Marquez. Un buon amico europeo, davanti all&#8217;onda di insolite dicerie che scuotono abitualmente le strade di Caracas, arresosi davanti all’incomprensibile fenomeno, è giunto alla conclusione che “in Venezuela la realtà è irreale”. Comunque, questa interpretazione dell&#8217;esistenza permette che in America Latina tutto sia possibile. I popoli latinoamericani credono nelle loro leggende, nei loro miti e nelle loro rivoluzioni perché credono in una realtà magica, diluita e volubile, che possono trasformare.</p>
<p>Hugo Chavez è morto, ora è una leggenda ed un mito. Il dibattito in Europa è se il “Chavismo” si manterrà unito, mentre si scandalizzano per le manifestazioni mistiche del dolore di un popolo. Non riescono a capire come possono mettere insieme la mistica e l&#8217;unità dei movimenti popolari nei processi di liberazione dell&#8217;America Latina. Il Chavez Mito è un cemento, un cemento armato che agisce nell&#8217;unità dalle fazioni del “Chavismo” e che agirà per molto tempo. Chi calpesterà la memoria di Chavez uscirà dal “Chavismo”.</p>
<p>Di fronte alle elezioni del 14 aprile, il “Chavismo” ha garantito l&#8217;unità, mentre l&#8217;opposizione che si manteneva unita per un insieme di interessi contro Chavez, ha gravi problemi di coesione che possono avere un’influenza negativa sulla mobilitazione del suo elettorato. Chavez in vita manteneva unito il “Chavismo” ma, ancora di più, manteneva unita l&#8217;opposizione.</p>
<p>Benché La Mensa dell&#8217;Unità Democratica, MUD, finalmente, abbia ottenuto la candidatura unica con Capriles, l&#8217;elettorato oppositore percepisce queste divisioni interne ed una mancanza di direzione politica per l&#8217;eterogeneità delle correnti politiche che la conformano. È certo che l&#8217;opposizione si è avvicinata abbastanza nelle ultime presidenziali ma, elettoralmente, il “Chavismo” non dovrebbe preoccuparsi per l&#8217;opposizione: se il “Chavismo” mobilita tutto il suo elettorato, potrà vincere con facilità. Paradossalmente, anche l&#8217;opposizione, per tentare di rubare i voti dei chavisti, si vede obbligata ad utilizzare Chavez il Mito con l&#8217;argomento: “Chavez sì era un vero leader e voi non siete Chavez.”</p>
<p>In qualsiasi caso, la Rivoluzione Bolivariana ha già la sua leggenda che gli darà corpo e consistenza per un lungo tempo e l&#8217;America Latina continuerà lungo il sentiero dei cambiamenti con le sue leggende, i suoi miti e le sue rivoluzioni. L&#8217;Europa, tuttavia, non crede né in sé stessa. Nell&#8217;Europa della crisi, credono in una realtà inerte, immobile ed indurita. Magari l&#8217;Europa facesse la sua rivoluzione, quella notte che recuperi la sua mistica, creda nelle sue leggende ed ascolti il terrificante lamento della sua Llorona, quando ucciderà per fame.</p>
<p>preso da Rebelion</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Ospedali europei proveranno farmaco cubano</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jul 2012 23:14:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cuba si prepara per cominciare l'anno prossimo una test clinico fase III in vari ospedali dell'Unione Europea, con il farmaco Heberprot-P, che cura l'ulcera nei casi di piede diabetico, ha annunciato oggi uno specialista a L'Avana.
Sarà la prima volta che l'isola giunge a questo stadio del processo di ricerca in paesi del cosiddetto Primo Mondo, affermò il direttore commerciale del Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (CIGB) de L'Avana, Ernesto López, attraverso l'Agenzia d'Informazione Nazionale (AIN).

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5210" src="/files/2012/07/medicina.jpg" alt="" width="300" height="250" />Cuba si prepara per cominciare l&#8217;anno prossimo una test clinico fase III in vari ospedali dell&#8217;Unione Europea, con il farmaco Heberprot-P, che cura l&#8217;ulcera nei casi di piede diabetico, ha annunciato oggi uno specialista a L&#8217;Avana.</p>
<p>Sarà la prima volta che l&#8217;isola giunge a questo stadio del processo di ricerca in paesi del cosiddetto Primo Mondo, affermò il direttore commerciale del Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (CIGB) de L&#8217;Avana, Ernesto López, attraverso l&#8217;Agenzia d&#8217;Informazione Nazionale (AIN).</p>
<p>López precisò che i test verranno realizzati in un centinaio di ospedali di paesi dell&#8217;Unione Europea, e dovranno essere reclutati circa 700 pazienti, a partire da un test clinico fase II effettuato in 17 presidi sanitari di Spagna.</p>
<p>Secondo gli esperti, questa è la ricerca più grande intrapresa nel mondo per l&#8217;ulcera del piede diabetico, in qualità di studio clinico effettuato con estremo rigore.</p>
<p>Attualmente, sono in fase di preparazione le condizioni del sistema produttivo per poter successivamente eseguire lo studio, molto costoso, in società con altre imprese, annunciò il direttore commerciale del CIGB, l&#8217;istituzione che sviluppò il farmaco, unico al mondo nel suo genere, insieme all&#8217; Istituto avanero di Angiologia e Chirurgia Vascolare.</p>
<p>L&#8217;Heberprot-P, che diminuisce sensibilmente le amputazioni, si è convertito nel prodotto di punta del CIGB, in quanto a volumi di vendita, e vengono attesi introiti quest&#8217;anno che superano i 100 milioni di dollari.</p>
<p>Il farmaco ha patenti ottenute in più di 40 paesi ed ha ottenuto fino ad oggi 17 registri sanitari, il permesso di utilizzo che viene concesso dai ministeri o dalle segreterie di salute pubblica.</p>
<p>Più di 70.000 pazienti di varie nazioni hanno ricevuto benefici dall&#8217;Heberprot-P attraverso strade differenti, tra cui, programmi di governo che sono stati quelli con la maggiore inclusione di persone, ma anche in mercati privati e con altre modalità.</p>
<p>A Cuba, il programma è in atto in 192 policlinici e 43 ospedali, e lo sforzo maggiore consiste nella sua estensione all&#8217;Attenzione Primaria di Salute, per cui vengono abilitate le risorse umane, dai medici di famiglia al personale d&#8217;infermeria.</p>
<p>Le statistiche negli Stati Uniti parlano di un 65% di amputazioni nei casi di ulcere più complesse, e lì costa fino a 70.000 dollari un&#8217;amputazione, comprese le spese che sostengono i pazienti dall&#8217;inizio del trattamento.</p>
<p>Preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>Traduzione di Paola Flauto</p>
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