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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; espulsione</title>
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		<title>Ecuador nega l’entrata a fascista venezuelana che pretendeva fare proselitismo</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Mar 2017 00:45:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ecuador]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Autorità migratorie dell'Ecuador hanno ostacolato ieri l'entrata della fascista venezuelana Lilian Tintori, che pretendeva entrare al paese con un passaporto da turista ed ammise che pretendeva fare proselitismo a beneficio del candidato oppositore alla presidenza. La decisione si basò sulla facoltà dello Stato di respingere l'entrata di stranieri in funzione di un'azione od omissione commessa da questa persona, come stabilisce l'articolo 136 della Legge di Mobilità Umana. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9828" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9828" alt="LilianTintori con i suoi amici negli USA" src="/files/2017/03/LilianTintori.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">LilianTintori con i suoi amici negli USA</p></div>
<p><strong>Autorità migratorie dell&#8217;Ecuador hanno ostacolato ieri l&#8217;entrata della fascista venezuelana Lilian Tintori, che pretendeva entrare al paese con un passaporto da turista ed ammise che pretendeva fare proselitismo a beneficio del candidato oppositore alla presidenza.</strong></p>
<p>La decisione si basò sulla facoltà dello Stato di respingere l&#8217;entrata di stranieri in funzione di un&#8217;azione od omissione commessa da questa persona, come stabilisce l&#8217;articolo 136 della Legge di Mobilità Umana.</p>
<p>Al momento dell&#8217;entrata, Tintori, proveniente da Miami, dichiarò agli ufficiali di Migrazione che compierebbe un&#8217;agenda di atti politici con l&#8217;aspirante al potere Guillermo Lasso, dopo aver ricevuto un suo invito, precisò in una conferenza stampa il viceministro dell&#8217;Interno, Diego Fuentes.</p>
<p>Per questo tipo di azioni si richiede un altro tipo di permesso, chiarì il funzionario, che si riferiva all&#8217;articolo 49 della citata normativa, che proibisce ai visitatori temporanei di immischiarsi nei temi politici interni della Repubblica.</p>
<p>Il vice titolare è stato enfatico ricalcando che la Legge di Mobilità Umana, promossa il mese scorso, stabilisce garanzie per la partecipazione politica degli stranieri, come il diritto al voto ed ad essere scelti per incarichi pubblici, una volta compiuti cinque anni di residenza legale in territorio nazionale.</p>
<p>Tintori è la moglie di Leopoldo Lopez, politico venezuelano che compie 13 anni e nove mesi di prigione nel suo paese per dirigere nel 2014 manifestazioni che causarono almeno 43 morti.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Mosca spiega la rottura con l&#8217;USAID</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Sep 2012 22:11:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[espulsione]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il lavoro dell'USAID in Russia “non concordava con l'obiettivo conclamato dell'assistenza allo sviluppo della cooperazione umanitaria”, segnalò il portavoce della cancelleria russa, Alexandr Lukashevich, in un commento pubblicato questo lunedì nella web degli Esteri.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5704" src="/files/2012/09/usaid.jpg" alt="" width="300" height="250" />Il Ministero russo degli Affari Esteri attribuì oggi all&#8217;ingerenza nei processi politici la decisione di sospendere le attività dell&#8217;Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) in Russia. </strong></p>
<p>Il lavoro dell&#8217;USAID in Russia “non concordava con l&#8217;obiettivo conclamato dell&#8217;assistenza allo sviluppo della cooperazione umanitaria”, segnalò il portavoce della cancelleria russa, Alexandr Lukashevich, in un commento pubblicato questo lunedì nella web degli Esteri.</p>
<p>Il diplomatico menzionò in questione i “tentativi di avere influenza attraverso la ripartizione di borse di studio sulle istituzioni della società civile e nei processi politici, comprese le elezioni di distinto livello”.</p>
<p>Attualmente, la Russia è un donatore di sviluppo, per questo che rinuncia all&#8217;accoglienza di aiuti da parte degli organismi internazionali. Inoltre, la società civile russa è già sufficientemente matura come per prescindere di “tutori esterni”, secondo lui.</p>
<p>Allo stesso tempo, Lukashevich dichiarò che Mosca è disposta a collaborare con l&#8217;USAID in paesi terzi, sempre e quando si rispettino strettamente “i principi di uguaglianza, stima degli interessi reciproci e senza ingerenza nei temi interni.”</p>
<p>La portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, Victoria Nuland, segnalò la vigilia che il suo paese si sente “molto orgoglioso di quello che l&#8217;USAID ha ottenuto in Russia nelle ultime due decadi” e seguirà “compromesso con l&#8217;appoggio alla democrazia, i diritti umani e lo stimolo di una società civile più vigorosa in Russia.”</p>
<p>L&#8217;USAID cesserà le sue operazioni in Russia a partire dal prossimo 1° ottobre. Ma la sua ritirata non significa che il “nuovo inizio” delle relazioni tra Washington e Mosca abbia toccato il fondo, secondo Nuland.</p>
<p>“Continuiamo il dialogo su questioni di politica globale e regionale (…) Il nuovo inizio non solo ci ha permesso di collaborare in materie in cui manteniamo posizioni identiche ma anche di manifestare sinceramente la nostra preoccupazione quando non siamo d’accordo”, ha detto.</p>
<p>Stabilita nel 1961 e presente in più di 100 paesi, l&#8217;USAID ha speso in Russia circa 2.700 milioni di dollari nelle ultime due decadi. Un terzo di questa somma, secondo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, si è investito nello sviluppo della democrazia, ma si portarono anche a termine programmi congiunti contro la tubercolosi e contro l&#8217;AIDS, l&#8217;aiuto ad orfani e handicappati, la lotta contro il traffico di persone ed iniziative di protezione ambientale.</p>
<p>Mentre, i difensori dei diritti umani in Russia si sentono preoccupati per la ritirata dell&#8217;USAID.</p>
<p>“È un segno molto negativo”, affermò Lilia Shibanova, leader dell&#8217;ONG Golos che collaborava con l&#8217;agenzia statunitense dal 2002. L&#8217;USAID, secondo lei, “ha fatto moltissimo per appoggiare la difesa dei diritti umani ed il giornalismo libero in Russia”. Segnalò anche che Golos si dedicava principalmente al monitoraggio elettorale, grazie ai fondi dell&#8217;USAID.</p>
<p>Il leader del Movimento Pro diritti umani, Lev Ponomariov, teme che tutte le fondazioni straniere finiscano per essere “sloggiate” della Russia. “I difensori dei diritti umani non potranno svolgere allora il loro lavoro per migliaia di cittadini, i cui diritti sono vulnerati”, notò.</p>
<p>Il presidente del Gruppo Helsinki di Mosca, Ludmila Alexeieva, negò che la difesa dei diritti umani possa interpretarsi come un&#8217;attività politica. “Qualunque Stato ha l&#8217;obbligo di rispettare i diritti dei suoi cittadini”, enfatizzò.</p>
<p>Ricordò ugualmente che una legge promossa in estate obbliga a tutte le ONGs russe finanziate dall&#8217;estero a registrarsi in qualità di “agenti stranieri”. “Si chiuda qui l&#8217;USAID o no, allo stesso modo non potremo avere finanziamento dall’estero”, ha concluso.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Honduras: espellono famiglie maya chortis da un paesino vicino alle rovine di Copan</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 19:36:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Copan]]></category>
		<category><![CDATA[espulsione]]></category>
		<category><![CDATA[Honduras]]></category>
		<category><![CDATA[indigeni]]></category>

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		<description><![CDATA[Con motivo del solstizio di inverno scorso (21/12/11), la Presidenza della Repubblica dell’Honduras, realizzò uno spettacolo folcloristico nel Santuario Maya di Copan, con la finalità di mantenere il turismo che sta diminuendo per la disastrosa insicurezza sociale del paese. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2488" src="/files/2011/12/Mayacubadebate.jpg" alt="" width="300" height="225" />Con motivo del solstizio di inverno scorso (21/12/11), la Presidenza della Repubblica dell’Honduras, realizzò uno spettacolo folcloristico nel Santuario Maya di Copan, con la finalità di mantenere il turismo che sta diminuendo per la disastrosa insicurezza sociale del paese. </strong></p>
<p>In questo atto il Presidente annunciava, con strepito, la fine della civiltà Maya e l&#8217;entrata dell’Honduras nella nuova era della pace, denominata “regno del sole”. L&#8217;atto si realizzò senza la presenza del popolo indigeno maya chortì.</p>
<p>Mentre si promuoveva al mondo con “orgoglio” e chiasso il patrimonio intellettuale e spirituale della millenaria civiltà Maya, contenuta nella biblioteca più grande dell&#8217;umanità, scritta in pietra; solamente ad alcuni chilometri di distanza i discendenti maya del posto erano espulsi dalle loro terre, come accadde più di cinque secoli fa.</p>
<p>Sì. Benché suoni a fantascienza. E, come se questo fosse poco, l&#8217;avvocato che truffò con più di 200 mila lempiras la comunità indigena per trattare questo caso, ora, lavora, niente meno che, nella Segreteria di Stato per lo Sviluppo dei Popoli Indigeni ed Afro-honduregni (SEDINAFROH), come denunciano gli indigeni indignati.</p>
<p>Solo 7 giorni prima della pomposa celebrazione ufficiale del solstizio di inverno, la Comunità Indigena Maya Chortì, “Nueva Estansuela” (integrata da 11 famiglie), nel Municipio di Copan Ruinas, a 10 km dal Santuario Maya di Copan, è stata espulsa violentemente dal suo luogo di origine nel quale abitarono e servirono per più di due decadi. Così incominciò “l’era della pace”, condannando a oltre 80 indigeni maya, la maggioranza bambini, a passare il Natale per strada, in tende di plastica, senza illusione, né nessuna certezza sul loro destino.</p>
<p>L&#8217;espulsione è stata l&#8217;esecuzione di una sentenza giudiziale per dichiarare la posizione legale di queste terre alla nuova padrona, la commerciante, Suyapa Salgado. Come dichiarano i membri di questa comunità sloggiata, lavorarono come schiavi per l&#8217;anteriore padrone, Manuel Cueva, per 20 anni consecutivi. Chi inizialmente pagava loro 1 lempira ogni giornata, fino ad arrivare negli ultimi anni a 50 lempiras giornalieri (2.5 dollari). 20 anni questa comunità sopravvisse in condizione di semischiavitù, in pieno secolo XXI!</p>
<p>La storia del saccheggio e del colonialismo c&#8217;indica che prima le terre usurpate ai popoli indigeni si vendevano con comunità indigene incorporate, come manodopera gratis. Ora, queste terre si comprano e vendono espellendo le comunità indigene perché le vacche sono più redditizie dei servizi dati dagli indigeni.</p>
<p>La nuova padrona, Suyapa, che si dichiara cristiana, indica che ha bisogno di queste terre per i suoi 90 capi di bestiame, senza importarle nulla il costo umano di questa occupazione.</p>
<p>“Io pregai abbastanza a Dio affinché non piovesse la notte dell’evacuazione”, ha dichiarato essendo consultata sulla situazione dell&#8217;abbandono dei bambini indigeni sulla strada, dopo essere estratti alla forza dalle loro capanne.</p>
<p>La nuova padrona, essendo consultata sull&#8217;indennità per i beni mobili ed immobili della comunità colpita, dichiara: “Tanto loro non hanno nulla”.</p>
<p>Per vergogna dell&#8217;umanità, in Honduras si continua a spogliare, umiliando e sterminando l&#8217;indigeno, come un&#8217;inservibile e scomoda specie della fauna silvestre.</p>
<p>Mentre, l&#8217;eredità culturale del suo antenati è promossa o venduta come succulenta merce esotica al turismo internazionale.</p>
<p>preso da voselsoberano.com</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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