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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; emigrazione</title>
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		<title>L&#8217;esodo dall&#8217;Honduras mostra il fallimento del sistema criminale neoliberista made in USA</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2018 16:59:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'Honduras, un paese con poco più di 112 mila km2, occupato da tre basi militari statunitensi, con una popolazione di oltre 9 milioni di abitanti, di cui quasi il 70% si trova in una situazione di povertà, attira ancora una volta l'attenzione internazionale. Questa volta, per il drammatico esodo umano, le cui crude immagini annegano in lacrime persino gli angeli del cielo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10693" alt="Honduras" src="/files/2018/10/Honduras.jpg" width="580" height="290" />L&#8217;Honduras, un paese con poco più di 112 mila km2, occupato da tre basi militari statunitensi, con una popolazione di oltre 9 milioni di abitanti, di cui quasi il 70% si trova in una situazione di povertà, attira ancora una volta l&#8217;attenzione internazionale. Questa volta, per il drammatico esodo umano, le cui crude immagini annegano in lacrime persino gli angeli del cielo.</strong></p>
<p>Questo Stato, che per oltre 180 anni di Repubblica, aveva cercato di far fronte e sopravvivere al permanente interventismo straniero e le sue conseguenze letali, con il colpo di stato del 2009 finì per crollare e diventare un evidente Stato fallito. E, con la rielezione fraudolenta e incostituzionale dell&#8217;attuale presidente Juan Orlando Hernández (2017), lo Stato fallito si è materializzato in uno Stato narco-criminale.</p>
<p>Nel 2009, il 58% degli honduregni si trovava in una situazione di povertà. Una realtà che ha provato a contrastare il deposto presidente Manuel Zelaya, ma fu destituito attraverso un colpo di Stato promosso dal governo degli Stati Uniti. Così, le politiche suicide neoliberali sono state ripristinate nel paese.</p>
<p>Nel 2018, secondo un rapporto delle Nazioni Unite, il 68% degli honduregni si trova in una situazione di povertà. Più di tre milioni di honduregni mangiano a malapena una volta al giorno. Nel frattempo, in questa decade, uomini d&#8217;affari stranieri in Honduras, come il defunto Facussé, si sono trasformati negli uomini più ricchi della regione.</p>
<p>Per fronteggiare il colpo di Stato, le cui conseguenze vengono ora avvertite nel paese centroamericano, la popolazione si è organizzata nel Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP).<br />
Ma, come in ogni dittatura, questo movimento sociale per i diritti umani è stato disarticolato e molti dei suoi attori sono stati uccisi.</p>
<p>Il governo americano, l&#8217;OSA e la comunità internazionale hanno approvato con il loro silenzio l&#8217;azione criminale. E, ora, il paese è praticamente ingovernabile. Senza Stato di Diritto, senza speranza di vita né opportunità di lavoro. Frantumato, annega nel sangue. L&#8217;Honduras, dal 2009, è uno dei paesi più violenti del mondo.</p>
<p>Juan Orlando Hernández, nel 2014, arrivò al governo predicando la Bibbia e distribuendo benedizioni al popolo credente e pentecostale dell&#8217;Honduras. Una volta al potere, di fronte alla sua impopolarità sociale, si mantenne al governo facendosi scudo con un discorso biblico teologico e protetto dal governo nordamericano.</p>
<p>Ma, la carestia in Honduras è così forte, e la morte violenta rende praticamente ogni istante della vita un atto di fede, che gli honduregni impoveriti per istinto di sopravvivenza intraprendono un esodo quasi apocalittico verso il promesso paradiso terrestre fallace del Nord, per unirsi ai circa 1,2 milioni di honduregni espulsi.</p>
<p>La migrazione è un diritto, non un crimine. Il problema è il saccheggio coloniale permanente di cui soffre l&#8217;Honduras. Il calvario dell&#8217;esodo honduregno, mostra il fallimento del sistema criminale neoliberista made in USA. Ed è una campana per Colombia, Perù, Guatemala, Argentina o Brasile, i cui governi servili continuano a sfruttare i loro popoli seguendo il copione neoliberista yankee.</p>
<p>di Itzamná Ollantay &#8211; TeleSur</p>
<p>Traduzione de l’AntiDiplomatico</p>
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		<title>Nove paesi chiedono agli USA di rivedere la loro politica migratoria su Cuba</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2016 02:21:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nove governi latinoamericani hanno chiesto il 29 agosto al governo di Washington che riveda la sua politica migratoria rispetto a Cuba, considerando che è “uno stimolo al flusso disordinato, irregolare ed insicuro dei cittadini cubani” verso gli Stati Uniti.   
La lettera con la petizione è stata inviata al sottosegretario statunitense, John Kerry, dai cancellieri della Colombia, Costa Rica, Ecuador, Salvador, Guatemala, Messico, Nicaragua, Panama e Perù.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9485" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9485" alt="Guillaume Long, cancelliere dell'Ecuador" src="/files/2016/08/guillaume-long-canciller-ecuador.jpg" width="580" height="290" /><p class="wp-caption-text">Guillaume Long, cancelliere dell&#8217;Ecuador</p></div>
<p><strong>Nove governi latinoamericani hanno chiesto il 29 agosto al governo di Washington che riveda la sua politica migratoria rispetto a Cuba, considerando che è “uno stimolo al flusso disordinato, irregolare ed insicuro dei cittadini cubani” verso gli Stati Uniti.</strong></p>
<p>La lettera con la petizione è stata inviata al sottosegretario statunitense, John Kerry, dai cancellieri della Colombia, Costa Rica, Ecuador, Salvador, Guatemala, Messico, Nicaragua, Panama e Perù.</p>
<p>Il ministro Ecuadoriano, Guillaume Long, annunciò in una conferenza stampa l&#8217;invio della lettera nella quale i governi esprimono la loro preoccupazione per questo transito di cittadini cubani che compromette, segnalano, le “politiche e gli sforzi” per ottenere “frontiere sicure e libere dal crimine organizzato multinazionale.”</p>
<p>La missiva segnala che “cittadini cubani espongono le loro vite tutti i giorni, cercando di arrivare in territorio statunitense. Queste persone, in estrema vulnerabilità, sono vittime delle mafie che si dedicano al traffico degli emigranti, lo sfruttamento sessuale e gli assalti collettivi.”</p>
<p>“Questa situazione ha generato una crisi migratoria che colpisce i nostri paesi”, manifestano i ministri nella loro lettera che è stata consegnata al Dipartimento di Stato dall&#8217;ambasciatore dell&#8217;Ecuador, Francisco Borja.</p>
<p>Per questi nove paesi, dice il testo, è prioritario che il transito migratorio si sviluppi “in maniera regolare ed ordinata”, per quello che considerano necessaria “la coordinazione della nostra politica con quella statunitense”.</p>
<p>Il documento chiede di “analizzare e rivedere” la “Legge di Aggiustamento Cubano” e la politica dei “Piedi secchi, piedi bagnati”, fatto che sarebbe “un primo passo per fermare l&#8217;aggravamento di questa complessa situazione” e “parte di una soluzione definitiva” al problema, aggrega la lettera.</p>
<p>Long sottolineò che l&#8217;invio di questa lettera a Kerry è la risposta dei nove paesi ad un problema che colpisce la sicurezza dei cubani, ma anche alcuni aspetti come la sovranità territoriale e la sicurezza di questi territori.</p>
<p>Il ministro disse anche che, nella lettera, si sollecita “una riunione di alto livello” per spiegare al sottosegretario questo problema.</p>
<p>La politica dei “piedi secchi, piedi bagnati” differenzia tra gli emigranti cubani intercettati nel mare che si restituiscono al loro paese, e quelli che riescono a calpestare territorio statunitense, che trovano agevolazioni per regolarizzare la loro situazione.</p>
<p>preso da Metro Ecuador</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Posticipato trasferimento di emigrati cubani dal Costa Rica agli USA</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2016 01:12:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministro di Relazioni Estere del Salvador, Hugo Martinez, informò oggi che si è posticipato il principio di un piano campione di trasferimento di emigrati cubani dal Costa Rica verso gli Stati Uniti, inizialmente programmato per venerdì. Martinez spiegò in un'intervista alla televisione che l'operazione per il viaggio del primo gruppo è stata aggiornata per difficoltà logistiche dell'azienda aerea selezionata per portarli in Salvador, da dove saranno portati via terrestre alla frontiera con Guatemala. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9061" alt="" src="/files/2016/01/cuba-costa-rica-mapa.jpg" width="580" height="283" />Il ministro di Relazioni Estere del Salvador, Hugo Martinez, informò oggi che si è posticipato il principio di un piano campione di trasferimento di emigrati cubani dal Costa Rica verso gli Stati Uniti, inizialmente programmato per venerdì.  </strong></p>
<p>Martinez spiegò in un&#8217;intervista alla televisione che l&#8217;operazione per il viaggio del primo gruppo è stata aggiornata per difficoltà logistiche dell&#8217;azienda aerea selezionata per portarli in Salvador, da dove saranno portati via terrestre alla frontiera con Guatemala.</p>
<p>Aggregò che molto probabilmente questo primo trasferimento si realizzi la prossima settimana e posteriormente si farà un altro piano campione attraverso Honduras, sempre confinante con Guatemala.</p>
<p>Aggiunse che il governo del Guatemala ha respinto fino ad oggi il passaggio degli emigrati cubani per non avere garanzie dell&#8217;accettazione da parte degli altri paesi, Messico e Stati Uniti, dove dovrebbero continuare il viaggio.</p>
<p>Alla domanda sulla posizione degli Stati Uniti in quanto al tema, Martinez ha detto che questa è la preoccupazione degli altri paesi, ma ha considerato che Washington applicherà le leggi che promuovono l&#8217;entrata illegale cubana in questa nazione e concedono loro immediatamente vari privilegi.</p>
<p>Da novembre scorso Costa Rica ha concesso dei permessi speciali temporali a varie migliaia di cubani che uscirono legalmente dal loro paese e dopo hanno tentato di arrivare in forma irregolare negli Stati Uniti, attraversando via terra vari paesi centroamericani ed il Messico.</p>
<p>La situazione si è complicata dopo che i governi del Belize, Guatemala e Nicaragua abbiano respinto una collaborazione con un’emigrazione irregolare e clandestina.</p>
<p>Il cancelliere Martinez assicurò che il piano pilota non costerà un centesimo al Salvador, perché gli emigrati copriranno in parte i costi del loro trasferimento ed il resto, lo farà l&#8217;Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cuba ribadisce il suo compromesso con un&#8217;emigrazione legale, ordinata e sicura</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2015 18:54:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dichiarazione Ufficiale del Governo Rivoluzionario Cubano: "Dall’inizio del mese di novembre si è creata una complessa situazione dovuta all’arrivo in Costa Rica di un numero crescente di cittadini cubani provenienti da vari paesi latinoamericani, con l’intenzione d’emigrare negli Stati Uniti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9046" alt="banderacubavento" src="/files/2015/12/banderacubavento.jpg" width="300" height="214" />Dichiarazione Ufficiale del Governo Rivoluzionario Cubano:</strong></p>
<p>&#8220;Dall’inizio del mese di novembre si è creata una complessa situazione dovuta all’arrivo in Costa Rica di un numero crescente di cittadini cubani provenienti da vari paesi latinoamericani, con l’intenzione d’emigrare negli Stati Uniti.</p>
<p>Le diverse migliaia di cubani che sono usciti legalmente da Cuba e sono entrati ugualmente in un primo paese di destinazione, hanno poi iniziato un percorso irregolare e attualmente si trovano in una situazione illegale, in America Centrale e in Sud America, con la destinazione della frontiera tra il Messico e gli Stati Uniti.</p>
<p>Questa emigrazione irregolare si articola attraverso reti di traffico di persone che operano nella regione, responsabili di azioni violente, estorsioni, maltrattamenti e altri reati di cui sono vittime i cubani che tentano di giungere negli Stati Uniti dopo un pericoloso percorso di almeno 7.700 chilometri e il passaggio illegale di otto frontiere.</p>
<p>Il Governo della Repubblica di Cuba ha espresso la sua preoccupazione e si è mantenuto in contatto con i paesi implicati, alla ricerca di una soluzione rapida e adeguata, com’è stato segnalato in una dichiarazione del Ministero delle Relazioni Estere del 18 novembre scorso.</p>
<p>La posizione del nostro paese per questo tema è stata chiaramente espressa durante la riunione degli otto paesi che formano il Sistema d’Integrazione Centro Americana &#8211; SICA &#8211; realizzata il 24 novembre in Salvador e alla quale sono stati invitati Messico, Ecuador, Colombia e Cuba. Lì si è cercata una soluzione integrale a questa situazione ed è stata denunciata la manipolazione del tema migratorio cubano da parte degli Stati Uniti.</p>
<p>Tutti questi paesi reclamano l’adozione di misure energiche e immediate per evitare i flussi migratori illegali nei loro territori e si sono pronunciati contro la politica dei “Piedi asciutti, Piedi bagnati”, il programma “Parole per Professionisti Cubani della Medicina” e la Legge di Aggiustamento Cubano, che stimolano con fini politici l’emigrazione illegale, insicura e disordinata da Cuba, e sono discriminatori contro gli emigranti latinoamericani e caraibici permanentemente deportati e vittime di abusi, separazioni familiari e violazioni dei loro diritti umani, soprattutto le bambine e i bambini non accompagnati, da parte del autorità statunitensi.</p>
<p>L’incremento del numero di cittadini cubani andati legalmente all’estero e che cercano d’arrivare in territorio statunitense dopo un transito irregolare per varie nazioni dell’America Latina e dei Caraibi, si associa alla speculazione totalmente infondata che come risultato del ristabilimento delle relazioni diplomatiche e del dialogo tra Cuba e gli Stati Uniti si potrebbero eliminare i privilegi migratori goduti dai cubani in questo paese, in virtù delle politiche esecutive e delle legislazioni vigenti.</p>
<p>Da decenni negli Stati Uniti sono in vigore la detta politica dei “Piedi Asciutti, Piedi Bagnati” e la Legge di Aggiustamento Cubano, che concedono ai cittadini di Cuba un trattamento migratorio preferenziale che non si applica a nessun altra persona nel mondo, che incita a tentare di giungere in maniera irregolare nel territorio statunitense, con la certezza che saranno ammessi in forma automatica e immediata.</p>
<p>Questo si basa sulla messa a fuoco d’eccezione, politicizzata e discriminatoria nei confronti degli immigranti delle altre nazioni della regione e del mondo, e inoltre è incongruente con l’esistenza delle relazioni diplomatiche, il processo di dialogo in corso tra Cuba e gli Stati Uniti e incompatibile con l’annunciato cambio di politica verso l’Isola.</p>
<p>Va ricordato che il governo degli Stati Uniti storicamente ha utilizzato la sua politica migratoria come un’arma contro la Rivoluzione ed ha fomentato l’emigrazione da Cuba con fini politici, provocando perdite di vite umane, sequestri di navi e di aerei ed altri crimini violenti, crisi migratorie e il furto dei cervelli.</p>
<p>È dimostrato che le motivazioni dell’emigrazione cubana sono fondamentalmente economiche come accade nella maggioranza dei paesi che emettono emigranti nel mondo.</p>
<p>Nel gennaio del 2013 Cuba aveva annunciato l’attualizzazione della sua politica migratoria che ha incluso la facilitazione dei viaggi dei suoi cittadini all’estero, come parte dell’implementazione delle Linee di Politica Economica e Sociale approvate dal VI Congresso del Partito Comunista di Cuba e confermate dall’Assemblea Nazionale del Potere Popolare.</p>
<p>L’applicazione di queste misure migratorie è avvenuta in maniera normale.</p>
<p>Negli ultimi tre anni quasi mezzo milione di cubani ha viaggiato in altri paesi per motivi personali e questo rappresenta una crescita del 81% in relazione al periodo 2010 – 2012.</p>
<p>Le destinazioni principali sono gli Stati Uniti, Messico, Panama, Spagna ed Ecuador. Questi viaggi sono stati, nella maggioranza dei casi, uscite temporanee per visitare familiari, lavorare per un periodo o realizzare altre attività.</p>
<p>In questo contesto l’emigrazione dei professionisti cubani del settore della salute è una preoccupazione per il paese. Specialità importanti come anestesia, chirurgia generale, terapia intensiva, cardiologia, pediatria, neuro chirurgia, nefrologia, ostetricia e ginecologia, ortopedia, traumatologia, neonatologia, tra le tante sono state seriamente danneggiate dalla partenza non pianificata di personale medico vitale.</p>
<p>Per acquisire l’abilità e le conoscenze che la scienza attuale richiede per questi professionisti molto specializzati, ci vogliono anni di studio e d’esperienza nel lavoro ed è impossibile realizzare la loro formazione in breve tempo.</p>
<p>Il Governo degli Stati Uniti ha spogliato Cuba della metà dei suoi medici nei primi anni della Rivoluzione ed ha stabilito nel 2006, durante la presidenza di George W. Bush, il “Programma di Parole per Professionisti Cubani della Medicina”, unico nel suo genere, indirizzato a danneggiare i programmi di cooperazione medica internazionale del nostro paese e a privare Cuba di queste risorse umane vitali, come le nazioni riceventi che tanto li necessitano.</p>
<p>Il perverso obiettivo è promuovere l’abbandono, da parte dei professionisti della medicina cubana, delle loro missioni in altri paesi, facilitando attivamente la loro migrazione con l’utilizzo delle ambasciate statunitensi per stimolarlo.</p>
<p>Inoltre le facilità che offrono vari paesi, soprattutto nelle cliniche private, al personale cubano della salute, hanno stimolato la presenza di forza specializzata all’estero e sono state scoperte reti che si dedicano alla selezione e al finanziamento della partenza dei nostri professionisti.</p>
<p>Dal trionfo della Rivoluzione è stata una priorità del Governo di Cuba garantire alti livelli nei servizi della sanità per il popolo cubano e a questo si dedicano importanti risorse e materiali.</p>
<p>Il sistema di salute in Cuba è universale, gratuito e accessibile a tutta la popolazione nonostante i limiti economici che affrontiamo, che si aggravano per le privazioni provocate dal blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti.</p>
<p>Di fronte alla necessità di garantire al nostro popolo un servizio di salute efficiente e di qualità, così come di mitigare i danni che oggi si producono come conseguenze di una politica migratoria selettiva e politicizzata degli Stati Uniti verso Cuba e le crescenti offerte di lavoro non pianificate ai medici cubani in altri paesi, è stato deciso di applicare i regolamenti stabiliti nel Decreto 306 del 11 ottobre del 2012 per i viaggi all’estero per motivi personali dei professionisti della medicina di differenti specialità, che realizzano attività vitali nei servizi di salute alla popolazione e nelle attività scientifico &#8211; tecniche.</p>
<p>Questo non significa che i medici specializzati non possono viaggiare o risiedere all’estero, ma che si analizzeranno le date di partenza dal paese considerano il ricambio di ogni professionista per garantire un ordine di lavoro che assicuri l’accessibilità, la qualità, la continuità e la stabilità del funzionamento dei servizi di salute.</p>
<p>Il Ministero di Salute Pubblica è responsabile dell’implementazione di questo regolamento che sarà effettivo a partire dal 7 dicembre del 2015.</p>
<p>Si reitera che i professionisti della sanità che sono usciti dal paese con la politica migratoria in vigore, per interesse economico, familiare o professionale, includendo quelli che sono stati vittime di politiche ingannatrici che li hanno spinti ad abbandonare le loro missioni e il loro paese, si possono incorporare nuovamente al sistema di salute cubano se lo desiderano e sarà garantita loro un’ubicazione simile a quella che avevano precedentemente.</p>
<p>Come contributo all’ordine del flusso migratorio attuale e su richiesta dei numerosi governi della regione, il Governo della Repubblica dell’Ecuador ha deciso di ristabilire la richiesta di visti per i cittadini cubani che viaggiano in questo paese, misura annunciata il 26 novembre e resa vigente il 1º dicembre del 2015.</p>
<p>Altri paesi di transito hanno dichiarato che adotteranno misure per assicurare il rispetto delle loro leggi, proteggere le loro frontiere e reprimere energicamente le reti del traffico delle persone e il crimine organizzato.</p>
<p>Come si è reiterato in varie occasioni e nuovamente sostenuto senza risultati durante la tornata di conversazioni migratorie di ieri 30 novembre a Washington, il Governo della Repubblica di Cuba domanda, ancora una volta l’eliminazione della politica dei “Piedi asciutti, Piedi bagnati”, e della Legge di Aggiustamento Cubano, che sono la causa di fondo dell’emigrazione illegale del traffico d’emigranti e dell’entrata irregolare negli Stati Uniti di cittadini cubani che viaggiano legalmente all’estero, in violazione delle indicazioni e dello spirito degli accordi migratori firmati dai due paesi.</p>
<p>Questo sarebbe coerente con il contesto bilaterale attuale, favorirebbe gli interessi nazionali delle due parti e contribuirebbe a rendere normali le relazioni migratorie tra Cuba e gli Stati Uniti.</p>
<p>Il Governo della Repubblica di Cuba reitera il suo impegno con un’emigrazione legale, ordinata e sicura e continuerà a garantire il diritto di viaggiare e di emigrare dei cittadini cubani e di ritornare nel paese, come stabilisce la legislazione migratoria, se così lo desiderano”.</p>
<p>da Granma in italiano</p>
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		<title>L&#8217;Europa raccoglie quello che ha seminato</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2015/09/11/leuropa-raccoglie-quello-che-ha-seminato/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2015 01:06:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti seguiamo, attraverso i mass media, il flusso migratorio, verso l'Europa occidentale, degli africani e degli arabi provenienti da paesi in conflitto, come Siria, Iraq, Eritrea e Libia. In questo anno 2015 sono arrivati già al Vecchio Continente 332 mila emigranti sprovvisti di documenti. Inoltre, le acque del mare Mediterraneo hanno seppellito, da gennaio ad agosto di questo anno, 2 500 fuggiaschi dalla miseria e dalla violenza, alla ricerca di un po' di pane e di pace. Nel 2014 sono stati 3 500.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8896" alt="" src="/files/2015/09/inmigrantes-muertos-europa.jpg" width="580" height="326" />Tutti seguiamo, attraverso i mass media, il flusso migratorio, verso l&#8217;Europa occidentale, degli africani e degli arabi provenienti da paesi in conflitto, come Siria, Iraq, Eritrea e Libia. In questo anno 2015 sono arrivati già al Vecchio Continente 332 mila emigranti sprovvisti di documenti. Inoltre, le acque del mare Mediterraneo hanno seppellito, da gennaio ad agosto di questo anno, 2 500 fuggiaschi dalla miseria e dalla violenza, alla ricerca di un po&#8217; di pane e di pace. Nel 2014 sono stati 3 500.  </strong></p>
<p>Uno dei casi più drammatici è quello dei 71 immigranti incontrati morti in un camion frigorifero nelle prossimità di Vienna, soffocati dalla mancanza di ventilazione. Quello che fecero i nazisti nelle decadi del 1930 e del 40 si ripete ora a minore scala benché in modo non meno tragico.</p>
<p>Il papa Francesco ha fatto insistenti appelli in difesa delle vittime di un mondo egemonizzato da un sistema nel quale la libera circolazione di monete non trova reciprocità nella libera circolazione di persone. Al capitale sono aperte tutte le frontiere. Per le persone invece si chiudono tutte, soprattutto se quelle persone sono nere o musulmane, perché per pregiudizio se li considera come potenziali terroristi.</p>
<p>L&#8217;Unione Europea ha deciso che ogni paese membro deve accogliere una determinata quota di immigranti. Tuttavia chi fugge dalla fame e della guerra ignora le statistiche. Quello che vuole è avere un posto al sole in questo mondo marcato dalla disuguaglianza e dall&#8217;indifferenza.</p>
<p>Che triste vedere i bambini deambulando per le strade ed anziani strisciando sotto i recinti di filo di ferro spinato, bersagli dei poliziotti che trattano di respingerli con bombe a gas, cani segugi, fili di ferro elettrificati e colpi di fucile.</p>
<p>L&#8217;Europa occidentale raccoglie il frutto della semina maligna che piantò: secoli di colonialismo in Africa e di appoggio ai regimi dittatoriali in Oriente. Dopo avere sfruttato le ricchezze naturali e di mantenere dittatori sanguinari, gli europei lasciarono una scia di miseria e violenza. Se avessero promosso la democrazia e lo sviluppo di questi paesi non starebbero ora alzando muri per fermare l&#8217;orda di immigranti, e questi non arrischierebbero la loro vita nelle acque del Mediterraneo afferrati alla fragile speranza di una vita migliore.</p>
<p>L&#8217;Unione Europea appoggiò il brutale intervento degli Stati Uniti nei paesi arabi. Dopo avere mantenuto dittatori come Saddam Hussein, le potenze occidentali, con l&#8217;occhio fisso sul petrolio di questi paesi, ricorsero al pretesto del terrorismo per abbattere le loro antiche marionette e lasciare questi paesi nel caos.</p>
<p>Gli europei occidentali si dimenticano del loro passato. Tra il 1890 ed il 1910 più di 17 milioni di europei emigrarono negli USA, cioè 570 mila ogni anno. Ed altre molte migliaia vennero in America del Sud. In quel tempo la popolazione mondiale era appena un quarto dell&#8217;attuale. Il flusso migratorio dell&#8217;Atlantico fu molto più intenso dell&#8217;attuale.</p>
<p>Perché l&#8217;Europa occidentale non ha chiuso le sue frontiere dopo la caduta del muro di Berlino, quando si intensificò il movimento migratorio dall’Est verso l&#8217;Ovest? Non sarà perché i paesi dell’Est hanno tratti slavi, pelle bianca come la neve ed occhi chiari? Niente di meglio che avere come impiegati -in hotel, ristoranti, negozi e residenze domestiche &#8211; gente di “buona apparenza.”</p>
<p>Il pregiudizio ammazza: le sue vittime ed i valori umani che teoricamente difendiamo. La discriminazione tira fuori il nostro vero volto.</p>
<p>di Frei Betto</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: AP</p>
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		<title>In ambiente rispettoso si sono sviluppate le conversazioni migratorie Cuba-USA</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jan 2014 00:57:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 9 gennaio 2014, si è realizzata una nuova ronda di conversazioni migratorie tra le delegazioni degli Stati Uniti e Cuba, presiedute, rispettivamente, per il sottosegretario assistente per i Temi dell'Emisfero Occidentale del Dipartimento di Stato, Edward Alex Lee e la direttrice generale degli Stati Uniti del Ministero di Relazioni Estere, Josefina Vidal Ferreiro.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000"><img class="alignleft size-full wp-image-7408" src="/files/2014/01/cuba-estados-unidos.jpg" alt="" width="300" height="251" />Dichiarazione alla stampa della delegazione cubana alla ronda di conversazioni migratorie con gli Stati Uniti, L&#8217;Avana, 9 gennaio 2014 </span></p>
<p><strong>Il 9 gennaio 2014, si è realizzata una nuova ronda di conversazioni migratorie tra le delegazioni degli Stati Uniti e Cuba, presiedute, rispettivamente, per il sottosegretario assistente per i Temi dell&#8217;Emisfero Occidentale del Dipartimento di Stato, Edward Alex Lee e la direttrice generale degli Stati Uniti del Ministero di Relazioni Estere, Josefina Vidal Ferreiro. </strong></p>
<p>La riunione si è sviluppata in un ambiente rispettoso. Si è analizzato lo stato di compimento degli accordi migratori vigenti tra i due paesi, includendo le misure intraprese da entrambe le parti per affrontare l&#8217;emigrazione illegale ed il contrabbando di emigranti. La delegazione cubana ha insistito nuovamente in che questi fenomeni non potranno sradicarsi né si potrà ottenere un flusso migratorio legale, sicuro ed ordinato tra Cuba e gli Stati Uniti, mentre non si abroghi la politica dei piedi secchi-piedi bagnati e la Legge di Aggiustamento Cubano che costituiscono il principale stimolo alle uscite illegali ed agli arrivi irregolari di cittadini cubani nel territorio nordamericano.</p>
<p>I rappresentanti cubani hanno offerto, d&#8217;altra parte, informazione aggiornata sull&#8217;implementazione dei nuovi procedimenti migratori a Cuba, oltre agli accordi migratori sottoscritti con altri paesi della regione come parte della politica di Cuba diretta a regolarizzare i movimenti migratori reciproci.</p>
<p>Durante i contatti sostenuti nella cornice della ronda migratoria, la delegazione cubana ha espresso la sua disposizione a continuare gli scambi su temi di interesse mutuo per la loro importanza per i due paesi.</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cuba considera rispettose le conversazioni migratorie con gli USA</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jul 2013 00:48:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[emigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[incontro]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 17 luglio 2013, si sono riannodate le conversazioni migratorie tra delegazioni degli Stati Uniti e Cuba, presiedute, rispettivamente, dal sottosegretario assistente dell'Ufficio per i Temi dell'Emisfero Occidentale del Dipartimento di Stato, Edward Alex Lee e la direttrice degli Stati Uniti del Ministero di Relazioni Estere di Cuba, Josefina Vidal Ferreiro.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6848" src="/files/2013/07/cuba-estados-unidos.jpg" alt="" width="300" height="243" />Dichiarazione alla stampa della delegazione cubana all’incontro sulle conversazioni migratorie con gli Stati Uniti </strong></span></p>
<p><strong>Il 17 luglio 2013, si sono riannodate le conversazioni migratorie tra delegazioni degli Stati Uniti e Cuba</strong>, presiedute, rispettivamente, dal sottosegretario assistente dell&#8217;Ufficio per i Temi dell&#8217;Emisfero Occidentale del Dipartimento di Stato, Edward Alex Lee e la direttrice degli Stati Uniti del Ministero di Relazioni Estere di Cuba, Josefina Vidal Ferreiro.</p>
<p><strong>La riunione si è sviluppata in un clima rispettoso</strong>. Hanno analizzato la marcia degli accordi migratori vigenti tra i due paesi e si sono valutate i principali risultati delle azioni intraprese dalle due parti ed in forma congiunta per affrontare l&#8217;emigrazione illegale ed il traffico degli emigranti.</p>
<p>Come espressione del suo compromesso con la lotta contro questi fenomeni, <strong>la delegazione cubana ha informato sulla ratifica da parte del Governo di Cuba del Protocollo Contro il Traffico Illecito di Emigranti per Terra, Mare ed Aria e del Protocollo per Prevenire, Reprimere e Sanzionare la Tratta di Persone, specialmente Donne e Bambini, entrambi strumenti complementari della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Delinquenza Organizzata Multinazionale. </strong></p>
<p>Inoltre, ha ricordato che il contrabbando di emigranti non potrà eliminarsi né si potrà raggiungere un&#8217;emigrazione legale, sicura ed ordinata tra i due paesi, finché si mantengono <strong>la politica dei “piedi asciutti-piedi bagnati” e la Legge di Aggiustamento Cubano</strong> che stimolano l&#8217;emigrazione illegale e le entrate irregolari di cittadini cubani negli Stati Uniti.</p>
<p>Inoltre, <strong>la parte cubana ha offerto informazioni di interesse sull&#8217;aggiornamento dei procedimenti migratori cubani ed il loro processo di implementazione. </strong></p>
<p>La delegazione di Cuba ha ricordato la sua disposizione a mantenere questi scambi nel futuro, per la loro importanza per i due paesi.</p>
<p>Washington, 17 luglio 2013</p>
<p>da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Invecchiamento della popolazione a Cuba porta non pochi dilemmi economici</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Aug 2012 21:48:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A 75 anni, Emelia Moreno si sente vigorosa ed è capace di realizzare le sue faccende domestiche da sola, ma sa che prossimamente il calendario si prenderà una rivincita e la farà dipendere da altre persone o dallo Stato. Divorziata, senza parenti vicini e con unica figlia emigrata negli Stati Uniti, fa parte di un settore crescente della popolazione cubana, dove ogni anno si contano più anziane e meno donne in età riproduttiva, mentre migliaia di giovani se ne vanno dal paese.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5448" src="/files/2012/08/adulto-mayor-.jpg" alt="" width="300" height="225" />A 75 anni, Emelia Moreno si sente vigorosa ed è capace di realizzare le sue faccende domestiche da sola, ma sa che prossimamente il calendario si prenderà una rivincita e la farà dipendere da altre persone o dallo Stato. </strong></p>
<p>Divorziata, senza parenti vicini e con unica figlia emigrata negli Stati Uniti, fa parte di un settore crescente della popolazione cubana, dove ogni anno si contano più anziane e meno donne in età riproduttiva, mentre migliaia di giovani se ne vanno dal paese.</p>
<p>Secondo gli esperti, l&#8217;isola affronta l&#8217;invecchiamento più drammatico in America Latina ed il fenomeno si acutizza giustamente, quando ha luogo il processo di “aggiornamento del modello economico.”</p>
<p>“L&#8217;invecchiamento della popolazione non ha oramai soluzione, questo succede e non può trasformarsi in un breve termine”, riconobbe con preoccupazione il vicepresidente Marino Murillo davanti ai legislatori il mese scorso. “La società deve prepararsi per l&#8217;invecchiamento”, aggregò.</p>
<p>Il problema ha le sue radici in alcuni dei successi più importanti della Rivoluzione, come un sistema universale di salute che aumentò la speranza di vita, da 69 anni, nella decade del 60, a 78 anni, attualmente. Inoltre, l&#8217;aborto è legale e si stima che almeno la metà delle gravidanze si interrompono. Come in tutto il mondo, l&#8217;accesso delle donne all&#8217;educazione superiore implica una diminuzione nel tasso di natalità. Le cubane hanno in media 1,5 figli, un tasso inferiore a quello della sostituzione della popolazione.<br />
Esperti segnalano anche che l&#8217;invecchiamento ha a che vedere con l&#8217;emigrazione che accade, come fenomeno, soprattutto tra la popolazione giovane.</p>
<p>“L&#8217;invecchiamento della popolazione si viene osservando come il maggiore problema demografico dagli anni 90”, ha affermato Alberta Duran, investigatrice ritirata del Centro di Investigazioni Psicologiche e Sociologiche, che emerge come fattore di importanza l&#8217;uscita dal paese di donne in età riproduttiva.</p>
<p>Nel 2011, il 17% della popolazione -due milioni di persone di un totale di 11 milioni &#8211; erano maggiori di 60 anni, secondo l&#8217;Ufficio Nazionale delle Statistiche di Cuba. È quasi il doppio della media della regione, che è un 9%. Ed è chiaro che la tendenza è in aumento: si prevede che per il 2035 gli anziani maggiori di 60 anni saranno circa 3,6 milioni, un terzo della popolazione.</p>
<p>Un anno critico sarà il 2021, quando i cubani che andranno in pensione supereranno quelli che cominciano nel mercato lavorativo, nonostante l&#8217;aumento recente dell&#8217;età pensionistica in cinque anni. È tutta una sfida per un paese piccolo che cerca di essere più produttivo senza perdere gli estesi programmi sociali del suo modello.</p>
<p>I demografi coincidono in che la popolazione cubana arrivò già al suo volume massimo con 11 milioni ed a partire da ora sarà sempre in crescita negativa.</p>
<p>Il vicepresidente Murillo indicò che le autorità stanno studiando per il prossimo anno delle misure con cui stimolare la fertilità. “È un problema serio quello che abbiamo con la disponibilità di forza lavorativa”, espresse.</p>
<p>In questi anni, Cuba prese molte misure di indole medica -tutto il sistema di salute e delle pensioni è statale &#8211; per l&#8217;attenzione degli anziani che vanno dai miglioramenti in un ampliamento della rete di protesi dentali ed ottiche fino all’aumento degli ospizi, per aiutare gli anziani durante il giorno, mentre i membri della famiglia lavorano.</p>
<p>L&#8217;età della pensione aumentò a 60 anni per le donne ed a 65 per gli uomini, e le autorità esortarono i pensionati ad essere membri attivi della società. In parallelo si autorizzarono norme che permettono ai pensionati di tornare a lavorare senza perdere le loro pensioni, e le leggi che rendono più flessibile il lavoro autonomo aprono loro una porta, benché gli esperti assicurarono che le opzioni sono limitate.</p>
<p>Moreno stessa segnalò che alcuni amici erano ritornati al lavoro dopo essersi pensionati, un&#8217;opzione che non gli interessa, lei che compie le attività dell&#8217;ex Convento di Betlemme, una delle istituzioni statali più riconosciute dagli anziani, nel centro storico della città.</p>
<p>Emelia assicurò che l&#8217;ex Convento -dove si accontenta, si dà da mangiare e si offre assistenza medica e divertimento ad oltre 1.000 anziani &#8211; è come se fosse una seconda casa per lei. “Per qualsiasi paese, l&#8217;invecchiamento non è buono. Cuba sta lottando affinché le persone di una certa età non si sentano male”, ha concluso.</p>
<p>con informazioni di www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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