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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; elezioni 2018</title>
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		<title>Elezione AMLO: grande opportunità per Messico e America Latina</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jul 2018 02:30:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AMLO]]></category>
		<category><![CDATA[Andrés Manuel López Obrador]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Messico ha tracciato la storia dell’ America Latina con vicende che hanno profondamente segnato il futuro collettivo politico e sociale. La rivoluzione del 1910 – le gesta del Messico profondo contro l’espropriazione dei contadini, il furto delle risorse e del territorio, la dittatura di Porfirio Diaz, la modernizzazione forzata e un sistema escludente – ha illuminato eroici cammini di giustizia sociale che in seguito sono stati percorsi, tra gli altri, da Sandino e Farabundo Martí.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10404" alt="lopez-obrador-580x341" src="/files/2018/02/lopez-obrador-580x341.jpg" width="580" height="341" />Il Messico è, insieme al Brasile, uno dei “fratelli maggiori” dell’America Latina e dei Caraibi. Non solo per il suo peso demografico – i suoi 128 milioni di abitanti rappresentano un quinto della popolazione totale della regione – e la dimensione della sua economia, il cui PIL è circa il 20% del totale regionale.</strong></p>
<p>Il Messico ha tracciato la storia dell’ America Latina con vicende che hanno profondamente segnato il futuro collettivo politico e sociale. La rivoluzione del 1910 – le gesta del Messico profondo contro l’espropriazione dei contadini, il furto delle risorse e del territorio, la dittatura di Porfirio Diaz, la modernizzazione forzata e un sistema escludente – ha illuminato eroici cammini di giustizia sociale che in seguito sono stati percorsi, tra gli altri, da Sandino e Farabundo Martí.</p>
<p>La Costituzione del 1917 fu la prima a stabilire i diritti sociali, la separazione tra chiesa e stato, il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori, con la nascita delle giornate di otto ore di lavoro, la garanzia di un salario mensile minimo e il riconoscimento della personalità giuridica dei sindacati. E anche la ridistribuzione della terra, il federalismo e la separazione dei poteri quale sistema politico.</p>
<p>Qualche tempo dopo, negli anni ’30, il generale Lázaro Cárdenas sarebbe stato di nuovo un pioniere della nazionalizzazione del petrolio e della rete ferroviaria, della produzione comunitaria e della riforma agraria e della vasta accoglienza degli esuli dalla guerra civile spagnola.</p>
<p>Anni dopo, già in tempi di oscurantismo neoliberale, la rivolta zapatista avrebbe dato visibilità alle rivendicazioni degli indigeni, che si sarebbe poi diffusa come un bagliore dando slancio ai movimenti indigenisti, risultati decisivi un decennio dopo nella politica ecuadoriana e con l’arrivo di Evo Morales alla presidenza in Bolivia.<br />
Pertanto, nel contesto attuale, l’elezione di Andrés Manuel López Obrador è inscritta come la possibilità di rappresentare un segnale in grado di avviare una rinnovata avanzata delle richieste popolari nel continente.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Rigenerazione del Messico</span></p>
<p>Il Messico sta vivendo una situazione di grave degenerazione. Degenerazione prodotto delle varie violenze che devastano la sua gente. La diffusa violenza del narcotraffico, omicidi di giornalisti, femminicidi, la recente violenza politica compongono un quadro che suggerisce in qualche modo il ricordo di qualche tradizione sacrificale azteca, che un tempo aveva facilitato la collaborazione dell’invasione coloniale con uno dei gruppi etnici sottomessi.<br />
A ciò si aggiunge l’enorme violenza economica che ha colpito oltre 53 milioni di messicani in povertà, tra cui quasi 10 milioni in assoluta povertà.</p>
<p>La degenerazione sociale a cui corrisponde una profonda degenerazione del sistema politico, in cui il federalismo formale è diventato vero e proprio feudalesimo, dilagano la corruzione, il traffico delle influenze, la copertura dell’evasione fiscale e l’onnipotenza dei cartelli monopolistici della comunicazione nella formazione dell’opinione pubblica.</p>
<p>Ecco perché, attraverso il suo nome, il Movimento di rigenerazione nazionale (MORENA) e il suo leader, López Obrador sono stati in grado di interpretare correttamente l’esigenza prevalente e questo è il motivo per cui sono stati ampiamente ricambiati dalla popolazione. Il Messico – senza dubbio – ha bisogno di rigenerarsi.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Non tutto, non più, non solo</span></p>
<p>L’enorme rabbia accumulata, l’urgente necessità di profonde trasformazioni sociali saranno un fattore di pressione popolare insostituibile per intraprendere un nuovo corso. Tuttavia, l’impazienza e le giuste richieste che ne derivano potrebbero costituire paradossalmente, insieme alla resistenza che l’attuale concentrazione del potere eserciterà, i principali ostacoli per il governo morenista.</p>
<p>Il dovere di López Obrador sarà quello di dimostrare che non rappresenta la continuità della menzogna politica. Ciò dovrebbe manifestarsi invertendo il più rapidamente possibile l’orientamento e gli effetti del Patto per il Messico, siglato nel 2012. Abolendo la riforma dell’istruzione mercantilista, recuperando la sovranità energetica, attaccando la finanziarizzazione dell’economia, democratizzando le telecomunicazioni: sono sfide fondamentali. Ma soprattutto, intraprendendo un programma di riforme economiche che liberi il Messico dalla brutale sottomissione agli Stati Uniti, paese a cui invia il 73% delle sue esportazioni totali.</p>
<p>Allo stesso modo, l’inizio di un progressivo smantellamento degli apparati criminali e della repressione di Stato complice di questi, l’emergere di una cultura dei diritti umani e il recupero della virtù nella sfera pubblica saranno tra le sfide più difficili che il nuovo governo dovrà affrontare.</p>
<p>Ancora più lento, anche se ugualmente imperioso, sarà il processo di riconoscimento effettivo dei diritti del multiculturalismo in Messico e la rivendicazione culturale delle sue radici, un processo di riconciliazione e auto-valorizzazione che è ancora irrisolto nelle vaste regioni dell’America meticcia, nera e nativa.</p>
<p>Niente di tutto ciò sarà fattibile da un giorno all’altro. Né può essere fatto completamente in soli sei anni. Forse la cosa più importante è che il popolo messicano abbia consapevolezza, al di là del volontarismo e del personalismo, che il sostegno dei cittadini organizzati sarà vitale per realizzare questo programma.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Le speranze di integrazione dell’America Latina e nei Caraibi sono riposte in AMLO</span></p>
<p>In un mondo dove le tendenze regressive e i fascismi hanno momentaneamente preso l’iniziativa – in parte come risposta ad una globalizzazione economica e culturale soffocante – la vittoria di López Obrador che rappresenta una sorta di “nazionalismo benigno”, un tentativo di riprendere l’idea della Sovranità dello Stato, di inserire le sue relazioni in un contesto multilaterale e di collocare il Messico nella sfera dell’integrazione regionale.</p>
<p>Le forze progressiste celebrano la vittoria di López Obrador perché implica l’indebolimento di uno dei principali governi satelliti dell’interventismo straniero in America latina e nei Caraibi, guidato principalmente dagli Stati Uniti, ma anche da alcuni governi europei.</p>
<p>Di particolare importanza sarà la difesa della pace nella regione. Il nuovo governo in Messico, in contrasto con la posizione assunta durante i sei anni precedenti che ormai volge al termine, potrebbe diventare una sorta di mediatore regionale, smorzando la raffica di azioni e sanzioni del Nord, ad esempio contro Venezuela, Cuba e Nicaragua.</p>
<p>Una posizione messicana con tali caratteristiche sarebbe non solo in solidarietà con le nazioni sorelle del Sud, ma anche coerente con la sua tradizione diplomatica, dalla quale emersero trattati eccezionali come Tlatelolco – in vigore fino ad oggi – attraverso i quali l’America Latina e i Caraibi sono diventati la prima zona senza armi nucleari al mondo.</p>
<p>Da questa posizione di dialogo e consenso sono sorte anche le efficaci mediazioni del gruppo Contadora, in cui il Messico, insieme a Panama, Colombia e Venezuela, ha svolto un ruolo centrale nel raggiungimento degli accordi di pace che pongono fine alla guerra in America centrale.</p>
<p>Tale gruppo è stato successivamente trasformato nel gruppo di Rio, che è stato l’immediato antecedente alla creazione nel 2011 della Comunità degli Stati dell’America latina e dei Caraibi (CELAC). Ritornando su quel percorso, López Obrador potrebbe contribuire enormemente a rinvigorire l’ormai paralizzata CELAC come contrappeso allo strumento egemonico controllato dagli Stati Uniti rappresentato dall’OSA (Organizzazione degli Stati Americani).</p>
<p>Per tutti questi motivi, l’elezione di Andrés Manuel Obrador come presidente è una grande opportunità per il Messico e le nazioni sorelle dell’America Latina e dei Caraibi.<br />
di Javier Tolcachier</p>
<p>da alainet.org</p>
<p>traduzione di M. Gemma Marx21.it</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un esercizio di sovranità ed indipendenza</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2018 23:20:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Fronte Ampio della Patria]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Lima]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolas Maduro]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

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		<description><![CDATA[A solo due settimane dai suffragi presidenziali di questo 20 maggio in Venezuela, la destra internazionale si scaglia duramente contro il nostro sistema democratico, tentando di ostacolare che il nostro popolo eserciti il suo diritto al voto per difendere la pace e la sovranità del paese. È inaccettabile il recente pronunciamento del Parlamento Europeo che esige la sospensione delle elezioni in un'azione che può catalogarsi solo come una grossolana ingerenza ed una violazione alla sovranità del nostro Stato.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10505" alt="venezuela-elecciones-580x308" src="/files/2018/05/venezuela-elecciones-580x308.jpg" width="580" height="308" />A solo due settimane dai suffragi presidenziali di questo 20 maggio in Venezuela, la destra internazionale si scaglia duramente contro il nostro sistema democratico, tentando di ostacolare che il nostro popolo eserciti il suo diritto al voto per difendere la pace e la sovranità del paese.</strong></p>
<p>È inaccettabile il recente pronunciamento del Parlamento Europeo che esige la sospensione delle elezioni in un&#8217;azione che può catalogarsi solo come una grossolana ingerenza ed una violazione alla sovranità del nostro Stato.</p>
<p>Il fatto più insolito, è che questa risoluzione sia stata spinta dai partiti politici che attentano contro i diritti civili e le libertà politiche dei loro cittadini nei loro stessi paesi. Bisogna solamente dare un&#8217;occhiata alla crisi dell&#8217;istituzionalità democratica in Spagna, per esempio, per rendersi conto che non hanno nessuna morale per giudicarci.</p>
<p>Da qui rifiutiamo la loro mancanza di rispetto ed intimiamo alla destra europea che si occupi dei gravi e degli enormi problemi che attraversano oggi i loro paesi ed i loro elettori, che ogni giorno perdono la fiducia nelle istituzioni dell&#8217;UE tale e come lo riflettono gli ultimi sondaggi.</p>
<p>Facciamo notare che questo stesso copione vuole seguirlo il fallito Gruppo di Lima, questo 14 maggio, dove condanneranno il nostro sistema democratico un piccolo gruppo di paesi che, oltre a non rappresentare gli interessi delle nazioni latinoamericane, attraversano profonde crisi politiche interne con golpe di Stato, rinunce di presidenti, incarceramento e persecuzione di dirigenti, repressione ed oppressione dei loro popoli.</p>
<p>Al contrario, i venezuelani e le venezuelane confidano nel loro sistema democratico. Il Consiglio Nazionale Elettorale è stato riconosciuto internazionalmente come un arbitro trasparente in più di 20 elezioni che abbiamo sostenuto quasi in due decadi di Rivoluzione Bolivariana.</p>
<p>Quello che osserviamo in questo momento è un popolo in campagna elettorale, mobilitato, cosciente, che assume il suo impegno col futuro della Patria e specialmente con la democrazia. Perché la nostra, come ha segnalato il presidente Nicolas Maduro, non è una democrazia di élite, è una democrazia “per i molti, e la cosa giusta è quella che è corretta per tutta la gente”.</p>
<p>Sappiamo che le elezioni del 20 maggio non si limitano ad un semplice atto di suffragio. Questo giorno, il popolo difenderà col suo voto il suo diritto ad essere libero e sovrano. Sarà una lezione di dignità per chi oggi, senza nessun altro motivo che l&#8217;ambizione di impadronirsi delle nostre risorse, ci sanzionano e c&#8217;accusano di essere una dittatura.</p>
<p>Dimostreremo al mondo che abbiamo un&#8217;autentica democrazia protagonista e partecipativa, consolidata nel nostro concetto di Socialismo Bolivariano, che inoltre costituisce l&#8217;unica opzione provata per garantire una Patria indipendente; per terminare di trasformare Venezuela in un paese-potenza. L&#8217;altra opzione, quella che offre l&#8217;oligarchia multinazionale, è la consegna della nostra sovranità monetaria, la privatizzazione, l&#8217;asta delle nostre ricchezze nazionali al migliore offerente; la repressione dei settori popolari, la miseria e l&#8217;esclusione delle maggioranze.</p>
<p>Convochiamo tutto il popolo, i partiti del Fronte Ampio della Patria, i movimenti sociali, ad utilizzare tutta la loro iniziativa, la loro creatività, la loro disciplina, la loro organizzazione, per rimanere ora dopo ora, casa per casa, giorno dopo giorno, attivati in questa ultima campagna in un&#8217;offensiva intelligente ed appassionata per la difesa del nostro diritto alla libera determinazione come paese.</p>
<p>Attenzione col trionfalismo! Che nessuno abbassi la guardia neanche un solo secondo! Non dobbiamo sottovalutare il nemico pericoloso che c&#8217;assedia che non è né la borghesia vende-patria né i partiti dell&#8217;opposizione. Il nostro nemico è e sarà sempre l&#8217;imperialismo statunitense ed i suoi alleati europei.</p>
<p>Questa domenica 6 maggio abbiamo dimostrato la forza del nostro meccanismo. L’esercizio efficace del simulacro ci ha permesso di scoprire qualsiasi debolezza, qualsiasi difetto che dobbiamo correggere nel cammino verso una nuova Vittoria Perfetta.</p>
<p>L&#8217;obiettivo fondamentale in questa tappa del contrattacco e spiegamento rivoluzionario, è assicurare la materializzazione del voto e minimizzare l&#8217;astensione. La nostra vittoria deve essere contundente. Il nostro voto come esercizio pieno di sovranità ed indipendenza è la nostra arma per sconfiggere il blocco economico e dirigerci verso una nuova tappa della Rivoluzione Bolivariana, col presidente operaio Nicolas Maduro al fronte, dove una volta per tutte schiacceremo le mafie della corruzione, finanziarie ed economiche che dissanguano il paese ed edificheremo, concretamente, un&#8217;economia che sia al servizio degli interessi del popolo.</p>
<p>In questa retta finale oltre ad appoggiarci tra noi come meccanismo essenziale, dobbiamo convincere perfino la coscienza di quelli che sono confusi, di quelli che ci contrastano, ma nemmeno credono nella proposta suicida della destra che privatizza e che è neoliberale: andiamo all&#8217;avanguardia, con precisione e costanza, per convincere le coscienze con la verità. Si tratta di un&#8217;elezione fondamentale, si tratta della lotta tra la vita e la morte; tra il socialismo liberatore ed il capitalismo sfruttatore; tra la Patria e l&#8217;anti-patria; tra la sovranità e l&#8217;ingerenza. Andiamo popolo alla battaglia, con passo fermo e deciso ad una nuova Vittoria Rivoluzionaria!</p>
<p>Con Chavez Sempre!</p>
<p>Tutti con Maduro!</p>
<p>Verso la Vittoria Economica!</p>
<p>di Adan Chavez Frias- (AVN)</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Commissione Elettorale Nazionale cubana certifica i risultati finali delle elezioni dell’11 marzo</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2018 00:38:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea del Potere Popolare]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[dati finali]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni 2018]]></category>

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		<description><![CDATA[L’85,65% del totale degli elettori –7 399 891–ha esercitato il suo diritto al voto, ha informato la Commissione Elettorale Nazionale (CEN), come parte dei suoi risultati finali e dopo il controllo dei dati col Registro degli Elettori. Tale e come aveva affermato in una conferenza stampa, Alina Balseiro Gutierrez, presidentessa della CEN, i 605 candidati a deputati all'Assemblea Nazionale del Potere Popolare sono stati eletti, perché hanno raggiunto più della metà dei voti validi emessi secondo i termini regolati dalla Legge; fatto convalidato dalla Commissione in ognuno dei territori.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10430" alt="Grafica-elecciones-resultados-580x580" src="/files/2018/03/Grafica-elecciones-resultados-580x580.jpg" width="580" height="580" />L’85,65% del totale degli elettori –7 399 891–ha esercitato il suo diritto al voto, ha informato la Commissione Elettorale Nazionale (CEN), come parte dei suoi risultati finali e dopo il controllo dei dati col Registro degli Elettori.</strong></p>
<p>Tale e come aveva affermato in una conferenza stampa, Alina Balseiro Gutierrez, presidentessa della CEN, i 605 candidati a deputati all&#8217;Assemblea Nazionale del Potere Popolare sono stati eletti, perché hanno raggiunto più della metà dei voti validi emessi secondo i termini regolati dalla Legge; fatto convalidato dalla Commissione in ognuno dei territori.</p>
<p>Conclusa l&#8217;elezione ed informati i risultati preliminari, la CEN ha dato continuità al lavoro per la conclusione delle informazioni generate lo stesso giorno delle elezioni che ha incluso il citato controllo.</p>
<p>Questo processo ha permesso di evitare le ripetizioni nel Registro degli Elettori, a partire dalle inclusioni realizzate in ogni collegio, specialmente in quanto alle iscrizioni eccezionali di elettori che si trovavano nella lista del loro luogo di residenza permanente, ma hanno esercitato il diritto al voto in una scuola differente alla quale corrispondeva loro.</p>
<p>Si sono anche escluse le persone decedute dopo l&#8217;aggiornamento, stampa e consegna delle liste degli elettori, da parte del Registro, alle commissioni elettorali municipali per il giorno delle votazioni.</p>
<p>Il controllo menzionato, una volta riveduta la possibile duplicità di 336 215 inclusioni eccezionali, ha permesso di concludere con una lista aggiornata di 8 639 989.</p>
<p>Il 94,42% delle schede depositate nelle urne sono state dichiarate valide, riunendo i requisiti stabiliti dalla Legge, cifra superiore alla registrata nella prima tappa di questo processo, dove si sono scelti i delegati alle assemblee municipali del Potere Popolare, ed anche quella ottenuta nelle elezioni del 2013.</p>
<p>La CEN ha sottolineato il lavoro delle autorità elettorali a tutti i livelli, la collaborazione decisiva dei fattori nei territori e, specialmente, la partecipazione del popolo, dimostrazione palpabile del riconoscimento del Sistema Elettorale Cubano, che permette l&#8217;elezione trasparente di quelli che dirigeranno la nazione per un periodo di cinque anni.</p>
<p>da Granma</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_10429" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10429" alt="Alina Balseiro Gutierrez" src="/files/2018/03/elecciones-en-cuba-1-1-580x404.jpg" width="580" height="404" /><p class="wp-caption-text">Alina Balseiro Gutierrez</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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