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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; El Telegrafo</title>
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		<title>Strategia della tensione in Ecuador: bomba contro ‘El Telegrafo’</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2015 00:21:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[bomba]]></category>
		<category><![CDATA[Ecuador]]></category>
		<category><![CDATA[El Telegrafo]]></category>
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		<category><![CDATA[rivoluzione cittadina]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo le violenze in piazza, arrivano le bombe. La scorsa notte un’ordigno esplosivo è deflagrato all’esterno della sede del quotidiano di proprietà pubblica  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8821" alt="" src="/files/2015/07/5284-bomba-diario-telegrafo-ecuador.jpg" width="300" height="152" /><strong>Dopo le violenze in strada, le bombe. Continua l’attacco all’Ecuador. Intorno alle 23 di ieri una ordigno esplosivo è deflagrato all’esterno della sede del quotidiano ‘El Telegrafo’ nella città di Guayaquil. L’attentato è stato rivendicato da un fantomatico ‘Frente de Liberación Nacional’ che accusa di opportunismo la Revolución Ciudadana. «Il primo colpo è stato sparato – si legge nel documento di rivendicazione – continueremo rafforzando i quadri con giovani frustrati che vogliono lottare per un Ecuador migliore».</strong></p>
<p>Il gruppo ha inoltre rivendicato l’attentato che ha colpito la sede del partito di governo Alianza Pais, sempre nella città di Guayaquil.</p>
<p><img alt="Documento di rivendicazione dell'attentato" src="https://albainformazione.files.wordpress.com/2015/07/29-07-15-panfleto-completo-3.jpg?w=300&amp;h=214" width="300" height="214" /></p>
<p>Documento di rivendicazione dell’attentato</p>
<p>Il bersaglio dell’attacco esplosivo non è casuale: ‘El Telegrafo’ è infatti il più antico quotidiano ecuadoriano, nonché il primo quotidiano pubblico dell’Ecuador. Nel marzo del 2008, la testata informativa, dopo essere stata utilizzata a fini personali dalla vecchia proprietà solo per difendersi da accuse di peculato, fu rilevata e rilanciata dallo stato. Da quel momento il quotidiano è divenuto un esempio di buona informazione, vincendo il premio WAN IFRA 2012 (World Asssociation of Newspaper and News Publishers), e attestandosi tra i primi 8 organi d’informazione in America Latina nell’ambito della carta stampata.</p>
<p>Per il direttore, Orlando Pérez, ‘El Telegrafo’ viene colpito per «intimidire il lavoro responsabile ed etico dei media pubblici».</p>
<p>Attraverso il proprio account Twitter, il Vicepresidente della Repubblica Jorge Glas, ha immediatamente condannato l’atto di violenza: «Dobbiamo respingere la violenza! Il passato non tornerà».</p>
<p>Un passato fatto di povertà, violenza, instabilità. Dove l’Ecuador si trovava in una condizione semi-coloniale, costretto a subire i diktat di Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale. Un Ecuador dove gli Stati uniti d’America potevano disporre liberamente di basi militari sul territorio dello stato andino. Questo è il vero obiettivo della campagna di destabilizzazione iniziata con le proteste contro un progetto di legge sulla tassazione progressiva delle ricchezze, che avrebbe colpito solo il 2% della popolazione, ma in realtà volta a provocare il rovesciamento del governo Correa, che gode del sostegno pieno della maggioranza degli ecuadoriani che sono coscienti delle conquiste ottenute grazie a quel processo di trasformazione sociale chiamato Revolución Ciudadana.</p>
<p>di Fabrizio Verde</p>
<p>da albainformazione.com</p>
<p>&nbsp;</p>
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