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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Egitto</title>
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		<title>Militari egiziani arrestano giornalista corrispondente di TeleSur</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Aug 2013 00:01:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Osoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Militari egiziani hanno arrestato oggi il corrispondente di Prensa Latina e TeleSur in Egitto, Pablo Osoria, ed al resto dei membri della sua squadra di lavoro ed hanno cancellato il materiale filmato nella giornata sugli attuali tumulti ne Il Cairo. Osoria è stato intercettato insieme al suo cameraman nella piazza Ramses, dove stavano riportando sugli eventi degli scontri tra islamisti e forze castrensi, accompagnate da individui vestiti da civili.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_6937" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-6937" src="/files/2013/08/Osoria.jpg" alt="Paolo Osoria" width="300" height="225" /></strong><p class="wp-caption-text">Paolo Osoria</p></div>
<p>Militari egiziani hanno arrestato oggi il corrispondente di Prensa Latina e TeleSur in Egitto, Pablo Osoria, ed al resto dei membri della sua squadra di lavoro ed hanno cancellato il materiale filmato nella giornata sugli attuali tumulti ne Il Cairo. </strong></p>
<p>Osoria è stato intercettato insieme al suo cameraman nella piazza Ramses, dove stavano riportando sugli eventi degli scontri tra islamisti e forze castrensi, accompagnate da individui vestiti da civili.</p>
<p>“Reporter di distinti mezzi che tentano di fare il loro lavoro devono stare anche attenti agli spari di franco tiratori in agguato contro cameraman, fotografi e redattori che accedono alle zone di conflitto”, ha informato il giornalista.</p>
<p>I militari hanno arrestato durante alcuni minuti i membri della squadra ed hanno controllato in mezzo alla strada le loro riprese sui movimenti dei soldati, carri armati ed altri mezzi militari.</p>
<p>Osoria, che si è mantenuto in comunicazione telefonica con la sede di TeleSur mentre controllavano la telecamera, ha dichiarato che la centrica Piazza Ramsas è stata scenario di forti tumulti che sono sempre più frequenti.</p>
<p>Individui vestiti da civili soppiantano le autorità ed esigono la documentazione ai giornalisti che coprono gli atti di violenza originati dietro gli accampamenti di appoggio all&#8217;anteriore governo, ha spiegato Osoria, che ha ammesso di non essere stato maltrattato durante l’arresto.</p>
<p>La mancanza di controllo regna nella capitale ed i malviventi approfittano di questa circostanza per rubare le videocamere dei membri della stampa per estrarre le loro memorie e venderle, ha aggiunto il traduttore della squadra di TeleSur, arrestato e liberato questo venerdì.</p>
<p>Osoria, che ha precisato, che nel momento che è stato intercettato, si trovava esattamente di fronte alla sede della Lega Araba in questa capitale, ha detto che ogni giorno si diffondono di più nel paese gli scontri tra forze di sicurezza e la popolazione.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Con pomodori e scarpe è stata ricevuta Hillary Clinton in Egitto</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jul 2012 22:01:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un gruppo di manifestanti lanciò in Alessandria oggetti contro il convoglio della segretaria di Stato nordamericano Hillary Clinton, e gli gridarono “Monica, Monica.” Con le sue grida, i manifestanti si riferivano allo scandalo sessuale con Monica Lewinsky che ha macchiato alla fine degli anni 1990 suo marito Bill Clinton, quando era presidente degli Stati Uniti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5269" src="/files/2012/07/hillary-clinton-egipto.jpg" alt="" width="300" height="200" />Un gruppo di manifestanti lanciò in Alessandria oggetti contro il convoglio della segretaria di Stato nordamericano Hillary Clinton, e gli gridarono “Monica, Monica.” </strong></p>
<p>Con le sue grida, i manifestanti si riferivano allo scandalo sessuale con Monica Lewinsky che ha macchiato alla fine degli anni 1990 suo marito Bill Clinton, quando era presidente degli Stati Uniti.</p>
<p>I manifestanti lanciarono pomodori, scarpe e bottiglie d’acqua all&#8217;uscita del convoglio della Clinton dal consolato degli Stati Uniti, che la segretaria visitò con motivo della sua riapertura.</p>
<p>Un funzionario statunitense indicò che l&#8217;automobile nella quale viaggiava Hillary Clinton non fu raggiunta dagli oggetti.<br />
Un responsabile della sicurezza indicò che i manifestanti gridavano “Monica, Monica” e “Irhal, Clinton” (fuori Clinton).<br />
La manifestazione sembra legata al sospetto molto diffuso in Egitto che gli Stati Uniti aiutarono i Fratelli Musulmani a vincere le elezioni nel paese dopo la caduta del presidente Hosni Mubarak nel febbraio del 2011.</p>
<p>“Voglio essere chiara sul fatto che gli Stati Uniti non sono implicati in Egitto nella designazione di vincitori o perdenti, perfino se potessimo farlo, cosa che ovviamente, non è in nostro potere”, ha detto la Clinton in un discorso nel consolato.</p>
<p>Il consolato era stato chiuso nel 1993 per motivi preventivi, ma è stato aperto nuovamente per seguire l&#8217;economia egiziana in questo importante porto mediterraneo.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>L&#8217; esercito egiziano limita il potere presidenziale e si concede ampie prerogative</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jun 2012 01:12:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La giunta militare al potere in Egitto si è attribuita nella serata di Domenica ampie prerogative, incluso il potere di legiferare, poco dopo essersi concluso il voto per la prima elezione presidenziale dell'era post Mubarak.
I Fratelli Musulmani rivendicarono Lunedì la vittoria del loro candidato, Mohammed Morsi
" Il dottor Mohammed Morsi è il primo presidente della Repubblica eletto dal popolo", affermò attraverso la pagina di Twitter il Partito della Libertà e della Giustizia (PLG), braccio politico dei Fratelli Musulmani, presieduto da Morsi.
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4961" src="/files/2012/06/egitto.jpg" alt="" width="304" height="254" />La giunta militare al potere in Egitto si è attribuita nella serata di Domenica ampie prerogative, incluso il potere di legiferare, poco dopo essersi concluso il voto per la prima elezione presidenziale dell&#8217;era post Mubarak.</strong></p>
<p><strong>I Fratelli Musulmani rivendicarono Lunedì la vittoria del loro candidato, Mohammed Morsi</strong></p>
<p><strong>&#8221; Il dottor Mohammed Morsi è il primo presidente della Repubblica eletto dal popolo&#8221;, affermò attraverso la pagina di Twitter il Partito della Libertà e della Giustizia (PLG), braccio politico dei Fratelli Musulmani, presieduto da Morsi.</strong></p>
<p>Adesso, sia chi sia il vincitore di queste elezioni, in cui Morsi si è scontrato con una figura del regime di Mubarak, il suo ultimo primo ministro, Ahmad Chafiq, il potere rimarrà essenzialmente nelle mani dei militari fino all&#8217; elezione di un nuovo Parlamento che rimpiazzerà la camera dei deputati sciolta Sabato scorso.</p>
<p>Le nuove disposizioni, fortemente criticate dai Fratelli Musulmani e dai partiti che si costituirono all&#8217;indomani dell&#8217;insurrezione popolare del 2011 e paragonate ad un &#8220;colpo di Stato&#8221;, vengono enumerate in una Dichiarazione Costituzionale Complementare pubblicata dal Consiglio Supremo delle Forze Armate (CSFA), al potere in Egitto dalla caduta di Hosni Mubarak nel Febbraio del 2011.</p>
<p>Le prerogative legislative, assunte dal CSFA dopo la destituzione di Mubarak, erano state trasferite, un anno dopo al Parlamento eletto nelle votazioni  in cui vinsero in modo marcato gli islamici.</p>
<p>Ma la camera dei deputati, dominata dagli islamici, è stata sciolta ufficialmente Sabato scorso compiendo una sentenza dell&#8217;Alta Corte Costituzionale, che Giovedì annullò le legislative argomentando un vizio di forma nello svolgimento delle votazioni.</p>
<p>Il documento pubblicato Domenica scorsa emenda una prima Dichiarazione Costituzionale promulgata dai militari nel Marzo del 2011.</p>
<p>Il nuovo testo stipula che &#8221; il Consiglio Supremo delle Forze Armate esercita le prerogative previste nella prima clausula dell&#8217;articolo 56 (il potere legislativo) (&#8230;) fino all&#8217;elezione di una nuova  Assemblea del popolo&#8221;.</p>
<p>Queste elezioni non potranno svolgersi fino a che una commissione rediga una nuova Costituzione e la stessa venga adottata &#8220;attraverso un referendum&#8221;, precisa il testo.</p>
<p>La redazione della nuova costituzione sarà affidata ad una &#8221; commissione costituzionale che rappresenti tutti i settori della società &#8221; e che disporrà di tre mesi per terminare i suoi lavori, aggiunge il testo.</p>
<p>La Dichiarazione Costituzionale Complementare stipula inoltre che il CSFA del maresciallo Husein Tantaui, &#8221; nella sua composizione attuale, ha potere di decisione su tutto quello che riguarda le forze armate, la nomina dei suoi comandanti ed il prolungamento del servizio&#8221;.</p>
<p>Le misure annunciate dai militari e lo scioglimento della Camera Bassa eclissò le elezioni presidenziali che si sono svolte durante le scorse giornate di Sabato e Domenica.</p>
<p>I collegi elettorali hanno chiuso le porte alle 22.00 ora locale (20.00 GMT), due ore più tardi che il previsto per favorire l`affluenza. Circa 50 milioni di elettori erano in condizione di poter votare.</p>
<p>La partecipazione è stata minore rispetto al primo turno, ha indicato Hatem Bagato segretario generale della commissione elettorale,  dove l`affluenza è stata stimata intorno al 46% degli iscritti.</p>
<p>I risultati verranno comunicati ufficialmente il prossimo Giovedì, ma potrebbero essere resi pubblici prima.</p>
<p>I Fratelli Musulmani, che avevano quasi la metà dei seggi in Parlamento , hanno fustigato &#8220;la volontà del Consiglio militare di prendere tutti i poteri&#8221;. Il presidente della Camera bassa, Saab al Katatni ha espressato il proprio &#8220;rifiuto categorico&#8221; alle misure prese dall`esercito.</p>
<p>Qualunque sia il risultato di queste elezioni, il futuro Presidente egiziano riceverà in eredità una situazione economica preoccupante e gravi incertezze politiche.</p>
<p>Dal punto di vista della sicurezza l`esercito recuperò recentemente il diritto a detenere i civili, una misura fortemente denunciata dalle organizzazioni in difesa dei diritti umani che la paragonano ad una specie di &#8220;legge marziale&#8221;.</p>
<p>Ex comandante della forza aerea, Shafiq, 70 anni, ha basato la sua campagna elettorale sul tema della stabilità, che attrae numerosi egiziani considerato l`ultimo anno di transizione politica turbolenta.</p>
<p>Da parte sua, Morsi, un ingegnere sessantenne, cerca di cancellare la propria immagine di integralista islamico e si presenta come l`unica soluzione dei fautori della &#8220;rivoluzione&#8221; contro la restaurazione dell&#8217; antico regime.</p>
<p>Mentre gli egiziani votano, Mubarak, 84 anni, è incarcerato nel settore ospedaliero di una prigione al sud de Il Cairo, dopo essere stato condannato all&#8217;ergastolo agli inizi di Giugno per aver ordinato la repressione della rivolta del 2011.</p>
<p>Preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>Traduzione di Paola Flauto</p>
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		<title>La tesa elezione presidenziale in Egitto volge al termine</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2012 05:44:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La seconda giornata di votazioni in Egitto regalerà il nome del suo primo presidente eletto, ma il paese affronta rinnovate tensioni davanti all'intimidante scelta di Domenica tra un ex generale della vecchia guardia ed un islamico  appartenente agli influenti Fratelli Musulmani.

I votanti dovranno scegeliere tra Ahmed Shafik - ultimo primo ministro del deposto autocrate Hosni Mubarak - o Mohamed Morsy, un ingegnere formatosi negli Stati Uniti che è stato per molto tempo nelle carceri di Mubarak e che potrebbe convertire la nazione più popolosa del mondo arabo in una democrazia islamica.

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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4895" src="/files/2012/06/Untitled1.jpg" alt="" width="367" height="250" />La seconda giornata di votazioni in Egitto regalerà il nome del suo primo presidente eletto, ma il paese affronta rinnovate tensioni davanti all&#8217;intimidante scelta di Domenica tra un ex generale della vecchia guardia ed un islamico  appartenente agli influenti Fratelli Musulmani.</strong></p>
<p><strong>I votanti dovranno scgeliere tra Ahmed Shafik &#8211; ultimo primo ministro del deposto autocrate Hosni Mubarak &#8211; o Mohamed Morsy, un ingegnere formatosi negli Stati Uniti che è stato per molto tempo nelle carceri di Mubarak e che potrebbe convertire la nazione più popolosa del mondo arabo in una democrazia islamica.</strong></p>
<p>&#8220;Dobbiamo votare perchè queste elezioni sono storiche&#8221;, indicò Amr Omar, che si trovava votando  a Il Cairo dicendo di essere un giovane attivista rivoluzionario.</p>
<p>&#8220;Voterò per Morsy&#8230;Nonostante pensa di scegliere gli ipocriti islamici, dobbiamo rompere il circolo vizioso dello stato di polizia di Mubarak&#8221;, sosteneva.</p>
<p>La partecipazione alle urne nelle varie aree sembrò più bassa durante la giornata di Sabato che durante il primo turno. I centri verranno riaperti alle 08.00 di Domenica (0600 GMT) e chiuderanno alle 21.00.</p>
<p>E` impossibile prevedere chi sarà il vincitore Lunedì, e chiunque sia potrebbe dover affrontare l&#8217;ira della folla per strada o  accuse di gioco sporco.</p>
<p>Entrambi i candidati godono di un ampio appoggio ma molti votanti potrebbero mantenersi al margine, scontenti di dover scegliere tra due estremi visto che i candidati centristi  sono stati  eliminati durante il primo turno.</p>
<p>I militari che governano e che 16 mesi fa eliminarono dai giochi di potere Hosni Mubarak di fronte alle proteste per le strade della Primavera Araba, hanno irritato i Fratelli Musulmani la settimana scorsa per aver sciolto il nuovo Parlamento, eletto appena cinque mesi fa e che aveva assegnato la maggioranza agli islamici.</p>
<p>Una vittoria di Shafik, di 70 anni, che dice di aver imparato la lezione della rivolta e offre sicurezza, prosperità e tolleranza religiosa, potrebbe portare gli islamici a denunciare frodi nello stile di Mubarak e proteste per le strade da parte dei giovani che convertirono la piazza Tahrir de Il Cairo nel proprio campo di battaglia l&#8217;anno scorso.</p>
<p>Shafik, ex pilota di guerra e capo delle forze aeree, secondo posto davanti a Morsy al primo turno , appena ha fatto dichiarazioni al momento del voto.</p>
<p><strong>RISULTATO INCERTO</strong></p>
<p>Se vince Morsy, beneficiandosi di un movimento forgiato durante decenni di lotta clandestina e dell`appoggio di coloro i quali lasciano da parte i propri dubbi su un governo islamico pur di  bloccare il ritorno del vecchio regime, si potrebbe sentire frustrato da un elite militare poco incline alla cooperazione che dovrà cedere il potere a partire dal 1 di Luglio.</p>
<p>I Fratelli Musulmani denunciarono di nuovo Sabato la decisione del Tribunale Costituzionale dell`era Mubarak, &#8221; come un colpo di stato contro tutto il processo democratico&#8221; ed insistono sul fatto che solo un referendum popolare potrebbe cambiare l`esito delle elezioni parlamentari.</p>
<p>Anche se tale decisione scatenasse comparazioni con i fatti che portarono ad una sanguinosa guerra civile in Argelia 20 anni fa, i Fratelli hanno dimostrato poco appetito verso lo scontro violento con l&#8217;Esercito, il più grande del mondo arabo e sovvenzionato dagli Stati Uniti.</p>
<p>Preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>Traduzione di Paola Flauto</p>
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		<title>Egitto: una ribellione contro l’imposizione elettorale</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/06/08/egitto-una-ribellione-contro-limposizione-elettorale/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Jun 2012 00:16:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Piazza Tahrir, de Il Cairo, è ritornata a traboccare di persone lo scorso Martedì . La stessa cosa accadde a partire dal 25 di Gennaio del 2011 e per 18 giorni consecutivi fino al rovesciamento di Hosni Mubarak, uomo di fiducia di Washington e di Tel Aviv, fiumi di persone inondarono lo storico sito.   In questa occasione per  impedire la partecipazione al secondo turno delle elezioni presidenziali  del  generale Ahmed Shafiq, ex primo ministro del regime mubarakista, chiedendo che venga applicata  la vigente legge di esclusione politica; e per rifiutare recenti  errori giudiziari che coinvolgono Mubarak  ed amici del  regime.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4772" src="/files/2012/06/Protestas_en_El_Cairo.jpg" alt="" width="300" height="182" />La Piazza Tahrir, de Il Cairo, è ritornata a traboccare di persone lo scorso Martedì . La stessa cosa accadde a partire dal 25 di Gennaio del 2011 e per 18 giorni consecutivi fino al rovesciamento di Hosni Mubarak, uomo di fiducia di Washington e di Tel Aviv, fiumi di persone inondarono lo storico sito. </strong></p>
<p><strong>In questa occasione per  impedire la partecipazione al secondo turno delle elezioni presidenziali  del  generale Ahmed Shafiq, ex primo ministro del regime mubarakista, chiedendo che venga applicata  la vigente legge di esclusione politica; e per rifiutare recenti  errori giudiziari che coinvolgono Mubarak  ed amici del  regime.</strong></p>
<p>Una delle sconvolgenti sentenze, condannò Mubarak e il Ministro dell’Interno del suo governo  all’ergastolo per i quali la procura aveva chiesto la pena capitale  a causa delle centinaia di morti provocate durante le insurrezioni che lo rovesciarono, ma assolse sei alti funzionari della polizia direttamente coinvolti nei fatti. Un’altra oltraggiosa sentenza assolse dalle accuse di corruzione l’ex dittatore, i suoi due figli e un socio in affari multimiliardario.</p>
<p>Nonostante la conclusione dei processi abbia fatto esplodere l’indignazione  consacrando l’impunità per coloro i quali curavano gli affari del regime anteriore, allo stesso tempo è servita da detonatore per il malcontento popolare verso il risultato del primo turno delle elezioni presidenziali, che fino a questo momento era stato contenuto. A questo si aggiunge la soggiacente antipatia, soprattutto da parte dei giovani, verso la giunta del Maresciallo Tantawi, che più di un anno e mezzo dopo la caduta del suo antico padrone continua al potere, reprimendo e incarcerando mentre i gerarchi militari continuano approfittando di fastosi privilegi in un paese dove la povertà è sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Il risultato della prima fase, con i due candidati più vicini alla Piazza Tahrir sconfitti ed il passaggio alla fase successiva del dichiaratamente controrivoluzionario generale Shafiq appena un punto al di sotto di Mohamed Morsi, candidato anche lui legato a Tahrir dei ben organizzati Fratelli Musulmani (FM), ha fatto sprofondare nella perplessità prima e nella rabbia poi la popolazione.</p>
<p>Esistono prove evidenti di una sofisticata campagna dei mezzi di comunicazione di stampo americano per  influenzare il votante,  di scandalosi acquisti di voti ai contadini della Valle del Nilo, di spese per la campagna elettorale astronomiche fatte con denaro pubblico e dati solidi che indicano una frode elettorale, tutto a favore di Shafiq.</p>
<p>Però questa non è la causa principale della sconfitta elettorale delle forze popolari che risiede nelle divisioni interne e nella mancanza di coordinazione e di organizzazione.</p>
<p>Se si sommano le percentuali di voto ottenute dai tre candidati simpatizzanti di Tahrir (Morsi, 25; il nasserista Hamdein Sabahi, 21 e 18 l’islamita indipendente Abdelmoneim Aboul Fotou) risulta evidente che  hanno raggiunto quasi i due terzi del totale, ciò indica che con un candidato comune avrebbero potuto sconfiggere marcatamente Shaquif, i cui voti, più quelli di Amr Moussa, l’altro candidato del vecchio regime, solo hanno raggiunto la terza parte.</p>
<p>Ma i Fratelli Musulmani, contrariamente agli accordi precedenti, decisero di presentare un proprio candidato e non ci fu verso di convincerli ad unire le proprie forze con quelle di altri leader popolari, che anche senza l’appoggio dei Fratelli Musulmani avrebbero sconfitto Shaquif al primo turno.</p>
<p>Adesso le forze popolari  sostenitrici dello stato laico – cioè le altezzose giovani egiziane – discutono in merito al dilemma di dare o meno il voto a Morsi, che promette impiantare una versione moderata de la Sharia (legge islamica) davanti all’orribile prospettiva che vinca Shaquif, la cui unica promessa è quella tipicamente reazionaria di assicurare “Stabilità e sicurezza”.</p>
<p>Per questa ragione  che come piano emergente si sia presa la decisione a Tahrir, e nelle piazze di Alessandria ed altre città di esigere alla giunta militare l’invalidamento del generale come candidato.</p>
<p>Allo stesso modo, i candidati popolari sconfitti stanno negoziando con Morsi affinchè accetti, come condizione per chiamare i propri elettori a votare per lui per la seconda volta, l’instaurazione di un consiglio presidenziale pluralista, un primo ministro estraneo ai FM e la formazione di un’assemblea costituente e di un  governo rappresentativi di tutti i settori del paese, che includa le altre forze popolari ed i cristiani copti.  In maniera diversa questi voterebbero in massa per Shafiq per paura di un ritorno all’islamismo estremista. È interessante che queste domande siano state accolte a Tahrir con una nutrita partecipazione della gioventù dei  Fratelli Musulmani. Ma la cosa più incoraggiante è il ritorno dei giovani e del popolo per le strade, nuovi apprendistati, moltiplicazione di energie  e opzioni aperte a inesperati sviluppi della ribellione egiziana.</p>
<p>Preso da <a href="http://www.cubadebate.cu/" rel="nofollow"  target="_blank">www.cubadebate.cu</a></p>
<p>Traduzione di Paola Flauto</p>
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		<title>IL RUOLO GENOCIDA DELLA NATO (quarta parte)</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 15:09:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“A differenza di quello che accade in Egitto e Tunisia, la Libia occupa il primo posto nell’Indice di Sviluppo umano in Africa ed ha la più alta  speranza di vita del Continente. L’educazione e la salute ricevono una speciale attenzione dallo Stato. Il livello culturale della sua popolazione è senza dubbi più alto.  I suoi problemi sono di altro carattere. […] Il paese necessita di abbondante forza lavoro straniera per realizzare ambiziosi piani di produzione e sviluppo sociale.”]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il due marzo, con il titolo “La guerra inevitabile della NATO” avevo scritto:</p>
<p>“A differenza di quello che accade in Egitto e Tunisia, la Libia occupa il primo posto nell’Indice di Sviluppo umano in Africa ed ha la più alta  speranza di vita del Continente. L’educazione e la salute ricevono una speciale attenzione dallo Stato. Il livello culturale della sua popolazione è senza dubbi più alto.  I suoi problemi sono di altro carattere. […] Il paese necessita di abbondante forza lavoro straniera per realizzare ambiziosi piani di produzione e sviluppo sociale.”</p>
<p>“Disponeva di enormi entrate e riserve in divisa convertibile depositate nelle banche dei paesi ricchi, con le quali acquistavano beni di consumo ed anche armi sofisticate che precisamente le erano fornite dagli stessi paesi che oggi la vogliono invadere in nome dei diritti umani”.</p>
<p>“La colossale campagna di menzogne da parte dei media di massa dell’informazione ha provocato una grande confusione nell’opinione pubblica mondiale. Passerà del tempo prima che si possa ricostruire  quello che è veramente avvenuto in Libia e separare i fatti reali dai falsi che sono stati diffusi”.</p>
<p>“L’impero, come i suoi principali alleati, ha utilizzato i mezzi più sofisticati per divulgare informazioni deformate sugli avvenimenti tra le quali si dovevano dedurre le tracce della verità”.</p>
<p>“L’ imperialismo e la NATO ─seriamente preoccupati per l’ondata rivoluzionaria  scatenata nel mondo arabo, dove si trova gran parte del petrolio che sostiene l’economia di consumo dei paesi sviluppati e ricchi, non potevano non approfittare la presenza del conflitto interno sorto in Libia per promuovere l’intervento militare”.</p>
<p>“Nonostante il diluvio di menzogne e la confusione creata, gli Stati Uniti non sono riusciti a trascinare la Cina e la Federazione russa all’approvazione, nel Consiglio di Sicurezza, di un intervento militare in Libia, anche se sono riusciti ad ottenere nel Consiglio dei Diritti Umani l’approvazione degli obiettivi che cercavano in quel momento.</p>
<p>Il fatto reale è che la Libia è coinvolta già in guerra civile, come avevamo previsto, e le Nazioni Unite non hanno potuto fare nulla per evitarlo, eccetto che il loro segretario generale  gettasse una buona dose di combustibile nel fuoco”.</p>
<p>“Il problema che forse gli attori non immaginavano, è che gli stessi leaders della ribellione irrompessero nel complicato tema dichiarando che respingevano ogni intervento militare straniero”.</p>
<p>“Uno dei capoccia della ribellione , Abdelhafiz Ghoga, aveva dichiarato, il  28  febbraio, in un incontro con i giornalisti: ‘Quello che vogliamo sono informazioni d’intelligenza, ma in nessun caso che si danneggino la nostra sovranità aerea, terrestre e marittima’”.</p>
<p>“L’intransigenza dei responsabili dell’opposizione sulla sovranità nazionale  rifletteva l’opinione manifestata in forma spontanea da molti cittadini libici alla stampa internazionale a Bendasi, ha informato un  dispaccio dell’agenzia AFP lunedì scorso”.</p>
<p>“In quello stesso giorno una professoressa di Scienze Politiche dell’Universita di Bengasi Abeir Imneina, ―avversaria di Gheddafi― aveva dichiarato:</p>
<p>“InLibia c’è un sentimento nazionale molto forte. Inoltre l’esempio dell ‘Iraq fa paura all’insieme del mondo arabo, aveva sottolineato, riferendosi all’invasione nordamericana del 2003, che doveva portare la democrazia a questo paese e poi, per contagio, all’insieme della regione, ipotesi totalmente smentita  dai fatti.</p>
<p>“Sappiamo quello che è avvenuto in Iraq  e che s’incontra in piena instabilità e veramente non desideriamo percorrere lo stesso cammino. Non vogliamo che i nordamericani vengano per dover terminare poi rimpiangendo Gheddafi”, aveva continuato questa esperta.</p>
<p>“Poche ore prima della pubblicazione di quel dispaccio due dei principali organi di stampa degli Stati Uniti, il  The New York Times e il The Washington Post, si erano affrettati ad offrire nuove versioni sul tema, come aveva informato l’agenzia DPA il giorno dopo, il 1º marzo: ‘L’opposizione libica potrebbe sollecitare che l’Occidente bombardi dall’aria le posizioni strategiche delle forze fedeli al presidente Muamar al Gadafi, ha informato la stampa statunitense’.”</p>
<p>“Il tema si sta discutendo nel Consiglio Rivolzionario libico, avevano precisato il ‘The New York Times’ e il ‘The Washington Post’ nelle loro versioni  online.”</p>
<p>“Nel caso in cui le azioni aeree si realizzino nella cornice delle Nazioni Unite, queste non implicheranno interventi internazionali, aveva spiegato il portavoce del Consiglio, citato dal  ‘The New York Times’.”</p>
<p>“Il The Washington Post’ aveva citato ribelli che riconoscevano che senza l’appoggio dell’Occidente, i combattimenti contro le forze leali a Gheddafi potevano durare molto e costare grandi quantità di vite umane.</p>
<p>Immediatamente mi chiedevo in quella Riflessione:</p>
<p>“Perchè l’impegno è presentare i ribelli come membri prominenti della società, reclamando bombardamenti degli Stati Uniti e della NATO per ammazzare i libici?”</p>
<p>“Un giorno si potrà conoscere la verità attraverso persone come la professoressa di Scienze Politiche dell’Università di Bendasi, che con tanta eloquenza aveva narrato la terribile esperienza che ha ucciso, distrutto le case, lasciato senza lavoro o fatto emigrare milioni di persone dall’Iraq”.</p>
<p>“Oggi, mercoledì 2 marzo, l’agenzia EFE ha presentato il noto portavoce ribelle che ha fatto dichiarazioni che a mio giudizio affermano e insieme contraddicono quelle di lunedì : Bendasi, Libia, 2 marzo.  La direzione ribelle libica ha chiesto al Consiglio di Sicurezza della ONU di sferrare un attacco aereo ‘contro i mercenari’ del regime di Muamar el Gheddafi.’”</p>
<p>“ A quale delle molte guerre imperialiste assomigliava questa?”</p>
<p>“Quella della Spagna nel 1936, quella di Mussolini contro l’Etiopía nel 1935, quella di George W. Bush contro l’Iraq nel 2003 o a una qualsiasi  delle decine di guerre promosse dagli Stati Unti contro i popoli d’America, dall’invasione del Messico nel 1846, a quella delle Malvine nel 1982?”</p>
<p>“Senza escludere ovviamente l’invasione mercenaria  di Girón, la guerra sporca  e il blocco alla nostra Patria da 50 anni che si compiranno il prossimo  16 aprile”.</p>
<p>“In tutte queste guerre, come in quella del Vietnam, che è costata milioni di vite, hanno imperato le giustificazioni  e le misure più ciniche”.</p>
<p>“Per coloro che avessero dei dubbi sull’inevitabile intervento militare che avverrà in Libia l’agenzia di notizie AP che considero bene informata, è stata la prima a diffondere un dispaccio in cui si affermava i paesi del Organizzazione del Trattato dell’Atlantico – NATO-  avevano elaborato un piano di contingenza, che prendeva come modello le zone d’esclusione dei voli stabilite sui Balcani nel decennio del 1990, nel caso in cui la comunità internazionale avesse deciso d’imporre un embargo aereo sulla Libia, hanno detto i diplomatici”.</p>
<p>Qualsiasi persona onesta, capace d’osservare con obiettività i fatti, può apprezzare il pericolo dell’insieme dei fatti cinici e brutali che caratterizzano la politica degli Stati Uniti e spiegano la vergognosa solitudine di questo paese nel dibattito nelle Nazioni Unite sulla ‘Necessità di porre fine al blocco economico commerciale e finanziario contro Cuba’.</p>
<p>Seguo da vicino, nonostante il mio lavoro, i Giochi Panamericani Guadalajara 2011.</p>
<p>Il nostro paese è orgoglioso di questi giovani che sono un esempio per il mondo per il loro disinteresse e lo spirito di solidarietà. Mi complimento con loro calorosamente, perchè nessuno potrà togliere loro l’onore che si sono guadagnati.</p>
<p>Proseguirà domenica 30.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.cubadebate.cu/wp-content/uploads/2011/10/firma-de-fidel-28-de-octubre-de-2011-300x129.jpg" alt="" width="300" height="129" /></p>
<p><strong>Fidel Castro Ruz – 28 ottobre 2011<br />
Ore 19.14 </strong></p>
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