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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Eduardo Galeano</title>
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		<title>Né scoperta, né incontro: Giornata della Resistenza Indigena</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2020 15:30:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelle parole dello scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, pronunciate in occasione dell'inaugurazione del 53 ° Premio letterario Casa de las Americas (L'Avana, 2012), la data del 12 ottobre "rende omaggio" ai "presunti scopritori", che "erano più occultatori che scopritori, iniziò il saccheggio coloniale, mentendo sulla realtà americana e negando la sua abbagliante diversità e le sue radici più profonde ".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11764" alt="indigena" src="/files/2020/10/indigena.jpg" width="580" height="778" />In diversi scenari, ciò che accadde il 12 ottobre 1492 viene descritto come la &#8220;Scoperta dell&#8217;America&#8221;. Il 12 ottobre 1492, la spedizione guidata da Cristoforo Colombo, comandata dai re Isabella e Fernando di Castiglia, è arrivata in America. La spedizione era partita da Palos de la Frontera (Andalusia, Spagna) due mesi e nove giorni prima del suo arrivo su questa sponda dell&#8217;Atlantico. La data è conosciuta in diversi scenari come &#8220;Incontro di due culture&#8221;, &#8220;Scoperta dell&#8217;America&#8221; o &#8220;Columbus Day&#8221;.</strong></p>
<p>Nelle parole dello scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, pronunciate in occasione dell&#8217;inaugurazione del 53 ° Premio letterario Casa de las Americas (L&#8217;Avana, 2012), la data del 12 ottobre &#8220;rende omaggio&#8221; ai &#8220;presunti scopritori&#8221;, che &#8220;erano più occultatori che scopritori, iniziò il saccheggio coloniale, mentendo sulla realtà americana e negando la sua abbagliante diversità e le sue radici più profonde &#8220;.</p>
<p>Tuttavia, in paesi come Nicaragua, Venezuela e Navarra (Spagna), il 12 ottobre è stato ufficialmente istituito come &#8220;Giornata della Resistenza Indigena&#8221;.</p>
<p>Perché la Giornata della Resistenza Indigena?</p>
<p>Durante il governo del presidente Hugo Chavez in Venezuela, è stato deciso di istituire il 12 ottobre come &#8220;Giornata della Resistenza Indigena&#8221;. Questo ha sostituito i nomi che tradizionalmente venivano dati alla festa, in particolare &#8220;Giorno della Razza&#8221;, decretato dal presidente Juan Vicente Gomez.</p>
<p>La decisione è stata approvata nel testo costituzionale. La Costituzione venezuelana riconosce nei suoi articoli il diritto dei popoli indigeni di &#8220;mantenere e sviluppare la loro identità etnica e culturale, visione del mondo, valori, spiritualità ed i loro luoghi sacri e luoghi di culto&#8221;.</p>
<p>Allo stesso modo, la legge fondamentale del paese sudamericano riconosce il diritto di questi popoli &#8220;ad una salute integrale che tenga conto delle loro pratiche e culture&#8221; ed &#8220;alla partecipazione politica&#8221;.</p>
<p>Considerare il 12 ottobre come &#8220;Giornata della Resistenza Indigena&#8221; implica il riconoscimento in quella data dell&#8217;inizio della barbarie coloniale che l&#8217;America Latina sta vivendo da più di 500 anni. Significa anche riconoscere la resistenza dei popoli indigeni contro ogni forma di oppressione.</p>
<p>Questo giorno viene utilizzato in diversi paesi d&#8217;America per ricordare gli indigeni che sono morti durante la colonizzazione. Inoltre, i gruppi indigeni rivendicano i loro diritti e manifestano contro il genocidio a cui sono sottoposti dalle politiche estrattive e neoliberiste, che danneggiano i loro territori.</p>
<p>Quali sfide devono affrontare i popoli indigeni delle Americhe?</p>
<p>In Brasile, da quando Jair Bolsonaro ha assunto la Presidenza nel gennaio 2019, la violenza contro le quasi 305 popolazioni indigene che abitano quella nazione è aumentata. Secondo un rapporto del Consiglio Indigenista Missionario (CIMI), che fa il punto sul 2019, si è registrato un aumento dei casi in 16 delle 19 categorie di violenza sistematizzate nel rapporto.</p>
<p>Una situazione complessa è presente anche in Colombia, che è stata classificata dall&#8217;organizzazione Global Witness come il paese più pericoloso per difendere i diritti umani, i diritti relativi alla terra, al territorio ed all&#8217;ambiente.</p>
<p>In Perù, i leader delle popolazioni indigene stabilitisi nell&#8217;Amazzonia del paese sudamericano hanno denunciato, il 6 ottobre, violazioni dei diritti umani contro le loro comunità e i loro rappresentanti.</p>
<p>Il problema della violenza e dell&#8217;impunità nei casi dei difensori delle popolazioni indigene si verifica anche in contesti meno visibili. Il 5 ottobre, 46 organizzazioni per i diritti umani hanno espresso &#8220;la loro profonda preoccupazione per la situazione di impunità strutturale in vigore in Costa Rica nei confronti dei difensori dei diritti delle popolazioni indigene&#8221;.</p>
<p>In Cile, la nazione mapuche è stata oggetto di un&#8217;aggressione permanente da parte dello Stato. Un rapporto pubblicato nel settembre 2020 sulle persone giustiziate e scomparse appartenenti a questo gruppo tra il 1973 e il 1990, riportava “171 casi, 36 casi in più, cioè legati alle vittime mapuche riconosciute dallo Stato del Cile; che sono state prontamente indagate dalle diverse commissioni istituite a tal fine”.</p>
<p>Resistenza culturale e conservazione delle tradizioni</p>
<p>La sfida di preservare tradizioni, memoria e culture è un elemento fondamentale per le comunità ed i popoli indigeni oggigiorno.</p>
<p>Non può essere separata dalla battaglia per la vita ed i territori. I capi indigeni sono i custodi di quella memoria e tradizioni. Allo stesso modo, il rapporto con la terra costituisce una forma particolare di cultura, che rompe lo schema dell&#8217;attuale Stato-nazione.</p>
<p>I popoli indigeni delle Americhe hanno speso più di cinque secoli nella resistenza contro l&#8217;aggressività, il colonialismo e le &#8220;intenzioni civilizzatrici&#8221; dell&#8217;Occidente.</p>
<p>da TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Mohamed Alì</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 01:00:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo chiamarono Cassius Clay: si chiama Mohamed Alì, per nome eletto. Lo fecero cristiano: diventa musulmano, per fede scelta.  L'obbligarono a difendersi: attacca come nessuno, feroce e veloce, carro armato leggero, piuma demolitrice, indistruttibile padrone della corona mondiale.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9355" alt="" src="/files/2016/06/mohammad-ali-cassius-clay.jpg" width="580" height="328" />Lo chiamarono Cassius Clay: si chiama Mohamed Alì, per nome eletto.  </strong><br />
<strong> </strong><br />
Lo fecero cristiano: diventa musulmano, per fede scelta.</p>
<p>L&#8217;obbligarono a difendersi: attacca come nessuno, feroce e veloce, carro armato leggero, piuma demolitrice, indistruttibile padrone della corona mondiale.</p>
<p>Gli dissero che un buon pugile lascia la lotta sul ring: lui dice che il vero ring è l&#8217;altro, dove un nero trionfante lotta per i neri vinti, per quelli che mangiano avanzi della cucina.</p>
<p>Gli consigliarono discrezione: da allora grida. Gli intervennero il telefono: da allora grida anche per telefono.</p>
<p>Gli misero l’uniforme per inviarlo alla guerra del Vietnam: si toglie l&#8217;uniforme e grida che non andrà, perché non ha niente contro i vietnamiti che non hanno fatto niente di male contro di lui o contro ad un altro nero nordamericano.</p>
<p>Gli tolsero il titolo mondiale, gli proibirono di fare pugilato, lo condannarono al carcere e gli hanno dato una multa: gridando, ringrazia per questi elogi alla sua dignità umana.</p>
<p>(En Memoria del Fuego III: El Siglo del Viento)</p>
<p>di Eduardo Galeano</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Calle 13 invita a pirateggiare il suo disco MultiViral</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2014/04/02/calle-13-invita-pirateggiare-il-suo-disco-multiviral/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Apr 2014 22:07:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Renè Perez, direttore del popolare gruppo portoricano Calle 13, ha invitato a pirateggiare il suo nuovo disco MultiViral, per quelli che non hanno denaro per comprarlo. “Quello che importa è favorire l'arte”, ha argomentato in una chiacchierata con studenti messicani nell'Università Autonoma del Messico (UNAM). Il cantante, conosciuto come Residente, ha detto che “Il disco è in vendita, ma se non hanno denaro, possono pirateggiarlo. Questa è la proposta della nostra casa discografica, che magari andrà presto in bancarotta.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7769" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7769" alt="Renè Perez" src="/files/2014/04/René-Pérez.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">Renè Perez</p></div>
<p><strong>Renè Perez, direttore del popolare gruppo portoricano Calle 13, ha invitato a pirateggiare il suo nuovo disco MultiViral, per quelli che non hanno denaro per comprarlo. “Quello che importa è favorire l&#8217;arte”, ha argomentato in una chiacchierata con studenti messicani nell&#8217;Università Autonoma del Messico (UNAM).</strong></p>
<p>Il cantante, conosciuto come Residente, ha detto che “Il disco è in vendita, ma se non hanno denaro, possono pirateggiarlo. Questa è la proposta della nostra casa discografica, che magari andrà presto in bancarotta.”</p>
<p>MultiViral è la prima opera del marchio discografico proprio della banda, creato con l&#8217;obiettivo di “difendere la musica e l&#8217;arte come priorità.”</p>
<p>Condividendo le sue idee sulla musica ed il ruolo che potrebbe giocare per denunciare le ingiustizie sociali, il cantante ha insistito: “Calle 13 lavora con l’ideale dell&#8217;onestà, quello di essere onesto col lavoro che sta portando avanti, e non pretendere mai di essere qualcosa che non siamo; non l&#8217;abbiamo mai fatto e non lo faremo mai.”</p>
<p>Calle 13 è in visita in Messico nella cornice della sua tournée attraverso America Latina che li ha già portati in Argentina, Uruguay e Cile, ed hanno programmato di arrivare anche in Venezuela e Guatemala.</p>
<p>Il disco che è uscito in vendita il passato 1° marzo, conta con la partecipazione di varie personalità famose della musica e della cultura.</p>
<p>Lo scrittore e giornalista uruguaiano Eduardo Galeano fa l&#8217;introduzione del disco col suo racconto ‘Il viaggio &#8216;, il cantautore cubano Silvio Rodriguez imprime il suo tocco di trova in una delle melodie, mentre il fondatore del leggendario portale di filtrazioni WikiLeaks, l&#8217;informatico e giornalista australiano Julian Assange, recita sulla manipolazione mediatica al ritmo delle note del chitarrista statunitense Tom Morello.</p>
<p>con informazioni di Russia Today</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Eduardo Galeano ed Alicia Alonso Premi ALBA delle Lettere e delle Arti 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jan 2013 00:43:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, autore del libro “Le vene aperte dell'America Latina”, e la direttrice del Balletto Nazionale di Cuba, Alicia Alonso, hanno vinto questo mercoledì i premi ALBA-2012 delle Lettere e delle Arti, rispettivamente, ha informato la giuria.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_6266" style="width: 228px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-6266" src="/files/2013/01/Galeano-y-Alicia-Alonso-Premios-ALBA.jpg" alt="Foto di Cubarte" width="228" height="223" /></strong><p class="wp-caption-text">Foto di Cubarte</p></div>
<p>Lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, autore del libro “Le vene aperte dell&#8217;America Latina”, e la direttrice del Balletto Nazionale di Cuba, Alicia Alonso, hanno vinto questo mercoledì i premi ALBA-2012 delle Lettere e delle Arti, rispettivamente, ha informato la giuria. </strong></p>
<p>La giuria ha concesso “all&#8217;unanimità il Premio ALBA delle Lettere ad Eduardo Galeano per il suo apporto immenso alla formazione della coscienza storica della Nostra America”, secondo i verbali pubblicati nel sito web culturale cubano Cubarte (www.cubarte.cult.cu).</p>
<p>Inoltre, la giuria ha concesso “all&#8217;unanimità il Premio ALBA delle Arti ad Alicia Alonso, in considerazione della sua eccezionale traiettoria artistica, dimostrata in un permanente contatto e compromesso col suo popolo”, ha aggiunto.</p>
<p>Galeano, di 72 anni ed autore di vari libri, ha detto che questo premio lo “stimola molto”, dopo essere stato informato a Montevideo della vittoria, ha informato l&#8217;agenzia cubana Prensa Latina.</p>
<p>“In qualche modo mi conferma che quello che uno scrive può essere qualcosa di più che uno sfogo solitario: parole che si uniscono ad altre parole scritte o dette da altre mani e da altre bocche, in luoghi molto diversi”, ha dichiarato Galeano, citato da Prensa Latina.</p>
<p>“A tutti noi, quelli che ci riconosciamo parte dell&#8217;ALBA, ci muove la certezza che stiamo contribuendo ad un compito di recupero della dignità collettiva”, ha aggiunto.</p>
<p>Alonso, di 92 anni, compie questo anno 70 anni da quando è diventata famosa a New York interpretando il balletto “Giselle” e si mantiene come direttrice del Balletto Nazionale di Cuba, che lei ha fondato 65 anni fa.</p>
<p>La giuria è stata integrata da Atilio Boron (Argentina), Guillermo Castro (Panama), Digna Guerra (Cuba), Raul Perez Torres (Ecuador) ed Esteban Ticona Alejo (Bolivia).</p>
<p>L&#8217;Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA) è un blocco di otto nazioni, creato nel 2004 sotto l’impulso del Venezuela e di Cuba.</p>
<p>Il gruppo ha creato i premi delle lettere e delle arti per “riconoscere e far emergere i creatori che hanno consacrato, in modo quasi totale, la loro vita e l&#8217;insieme della loro opera ad ingrandire il patrimonio culturale dell&#8217;America Latina e dei Caraibi”, ha citato Cubarte.</p>
<p>(Con informazioni di Cubarte, Prensa Latina ed AFP)</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Olimpiadi</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Aug 2012 22:44:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ammazzarsi tra loro piaceva ai greci, ma oltre alla guerra, praticavano altri sport. Tutti nudi: i corridori, gli atleti che lanciavano il giavellotto ed il disco, quelli che saltavano, i pugili, lottavano galoppavano o competevano cantando. Nessuno portava le scarpe di moda e di marca, né magliette, né niente che non fosse la stessa pelle lucida per gli unguenti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5461" src="/files/2012/08/olimpiadas.jpg" alt="" width="300" height="250" />Ammazzarsi tra loro piaceva ai greci, ma oltre alla guerra, praticavano altri sport. </strong></p>
<p>Gareggiavano nella città di Olimpia, e mentre trascorrevano le olimpiadi, i greci dimenticavano le loro guerre, per un momento.</p>
<p>Tutti nudi: i corridori, gli atleti che lanciavano il giavellotto ed il disco, quelli che saltavano, i pugili, lottavano galoppavano o competevano cantando. Nessuno portava le scarpe di moda e di marca, né magliette, né niente che non fosse la stessa pelle lucida per gli unguenti.</p>
<p>I campioni non ricevevano medaglie. Vincevano una corona di alloro, alcune giare di olio di oliva, il diritto a mangiare gratis durante tutta la vita ed il rispetto e l&#8217;ammirazione dei loro vicini.</p>
<p>Il primo campione, un certo Korebus, si guadagnava da vivere lavorando come cuoco, ed a questo continuò a dedicarsi. Nell&#8217;olimpiade inaugurale, lui corse più veloce che tutti i suoi rivali e più che i temibili venti del nord.</p>
<p>Le olimpiadi erano cerimonie di identità condivisa. Facendo sport, quei corpi dicevano, senza parole: C&#8217;odiamo, litighiamo, ma tutti siamo greci.</p>
<p>E così fu per mille anni, fino a che il cristianesimo trionfante proibì queste pagane nudità che offendevano il Signore.</p>
<p>Nelle olimpiadi greche non hanno mai partecipato le donne, gli schiavi né gli stranieri.</p>
<p>Nella democrazia greca, neanche.</p>
<p>scritto da Eduardo Galeano</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Eduardo Galeano: “Quello che è successo in Paraguay è stato un golpe di Stato truccato male”</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jul 2012 23:26:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un'estesa intervista fatta con La Garganta Poderosa, la rivista di cultura scritta, fotografata, diretta e finanziata da vicini di distinti quartieri emarginati dell'Argentina, il riconosciuto e compromesso scrittore Eduardo Galeano si riferì alla recente destituzione di Fernando Lugo come presidente del Paraguay: “Chiaramente, è stato un golpe di Stato, che inoltre è stato truccato male. Gli è caduta la maschera in pochi minuti, e sono vane le pretese di mascherare le cose quando dicono “bhè, si tratta di un atto legale”. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5250" src="/files/2012/07/eduardo-galeano-300.jpg" alt="" width="200" height="300" />In un&#8217;estesa intervista fatta con La Garganta Poderosa, la rivista di cultura scritta, fotografata, diretta e finanziata da vicini di distinti quartieri emarginati dell&#8217;Argentina, il riconosciuto e compromesso scrittore Eduardo Galeano si riferì alla recente destituzione di Fernando Lugo come presidente del Paraguay: “Chiaramente, è stato un golpe di Stato, che inoltre è stato truccato male. Gli è caduta la maschera in pochi minuti, e sono vane le pretese di mascherare le cose quando dicono “bhè, si tratta di un atto legale”. Perfino la stessa sentenza che dichiara colpevole Fernando Lugo, finisce chiarendo che non ci sono prove, ma che non sono necessarie perché si trattano di avvenimenti di pubblica conoscenza, cioè che loro stessi confessano che questo governo è un perfetto fantoccio, ed è un fantoccio al servizio degli interessi opposti all&#8217;indipendenza del Paraguay.” </strong></p>
<p>L&#8217;autore del libro “Las venas abiertas de America Latina” spiegò perché è stato fatto il golpe contro Lugo: “C’è stato un governo che ha voluto recuperare quella tradizione di dignità che non era morta. Allora Lugo tentò, molto timidamente, di iniziare alcune modifiche destinate a che il Paraguay cambiasse e tornasse ad essere il paese più indipendente di tutti, il più giusto, e questo è stato un peccato imperdonabile, dal punto di vista dei padroni del potere. Succede sempre qualcosa di simile ogni volta che ci sono dei governi che provano a cambiare le cose, perché questo si vive come una minaccia dalla messa a fuoco dei padroni dell&#8217;ordine stabilito che non vogliono che niente cambi. Loro lo vivono come un pericolo, una minaccia, benché non sia in realtà un pericolo grave, perché né in Honduras né in Paraguay c&#8217;erano presidenti imbarcati in rivoluzioni molto profonde, né niente che ci assomigliava. E’ successo appena hanno annunciato che incominciavano a fare, o che avevano intenzione di fare, qualche riforma. Se questo bastò per rovesciarli, quello che vuole dire è che c&#8217;è un veto che io suppongo che viene da più su, che sta oltre i governi che ci governano, o che sono coloro che governano questi governi, governati da fuori e da sopra.”</p>
<p>Nell&#8217;intima chiacchierata fatta in Uruguay, Galeano, che nella produzione fotografica posa con una maglietta della selezione di calcio paraguaiana che riflette lo slogan sulla schiena “Lugo 10”, pensò sul ruolo che ebbero i mezzi di comunicazione nel golpe di Stato: “Si crea sempre un ambiente favorevole ai golpe che non vengono mai soli. Vengono accompagnati, in tutti i casi. Non ci sono golpe isolati. Si covano poco a poco e con l&#8217;appoggio dei mezzi dominanti di comunicazione che devono convincere la popolazione che c&#8217;è una minaccia, che ci sono rischi di insicurezza grave, perché il fantasma dell&#8217;insicurezza è la migliore scusa per i golpe di Stato. In un mondo molto dominato per la paura, la paura comanda, allora si moltiplica la paura, e dopo appaiono i salvatori della patria che vengono a tirare fuori guadagno dal potere.”</p>
<p>La Garganta è una cooperativa di lavoro de La Poderosa (www.lapoderosa.org.ar), una forza sociale di militanti anonimi e volontari, complementare alle proposte di partito popolari, che si costruiscono dai sobborghi, cercando di trasformare la realtà attraverso l&#8217;organizzazione e l&#8217;unione comunale con assemblee di quartieri, lavoro collettivo, attività di educazione popolare e generazione di cooperative di lavoro, per agire sulle problematiche dei quartieri e camminare verso una società giusta ed ugualitaria.</p>
<p>L&#8217;incontro con Eduardo Galeano si pubblica sul diciottesimo numero di La Garganta Poderosa che è già sulle strade argentine, e che arriva a tutte le edicole del paese. Inoltre, si può ascoltare il grido di La Garganta in twitter @gargantapodero ed anche in Facebook: “La Garganta Poderosa “.</p>
<p>L&#8217;edizione di luglio ha anche nelle sue pagine, tra gli altri articoli, un&#8217;intervista con lo scrittore ed annunciatore Alejandro Dolina che si dilungò circa l&#8217;attualità dei mezzi di comunicazione: “Oggi non esistono restrizioni alla libertà di stampa, bensì alla libertà di impresa. Dire che è una limitazione alla libertà di espressione è confondere il gioco”; inoltre, un intimo reportage con l&#8217;attrice Dolores Fonzi sull&#8217;aborto e l&#8217;identità di genere: “Non importa con che genitali nasci”. E come se non bastasse, una sovrapproduzione con la presenza di vari attori esclamando che non si chiuda un altro cinema nazionale: Norman Briski, Laura Azcurra, Gaston Pauls, Carolina Papaleo, Esteban Prol ed Arturo Bonin gridano: “Salviamo il Gaumont.”</p>
<p>da La Garganta Poderosa per Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_5251" style="width: 580px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-5251" src="/files/2012/07/tapa-contra-580x410.jpg" alt="copertina e controcopertina della rivista" width="580" height="410" /><p class="wp-caption-text">copertina e controcopertina della rivista</p></div>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5252" src="/files/2012/07/galeano-2-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /><img class="aligncenter size-full wp-image-5253" src="/files/2012/07/galeano-4-580x869.jpg" alt="" width="580" height="869" /></p>
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		<title>Eduardo Galeano ha invitato Chavez ad un caffè e si congratula con lui per la coraggiosa battaglia contro il cancro</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 00:07:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eduardo Galeano]]></category>
		<category><![CDATA[Hugo Chávez]]></category>
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		<description><![CDATA[“In Spagna ho ascoltato affermare alcuni anni fa che il buon toro da corrdida viene cresciuto nel castigo”, così definisce il giornalista e scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, l'umore del presidente venezuelano, Hugo Chavez, ad assumere questa nuova sfida di salute.
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3436" src="/files/2012/03/eduardo-galeano-11.jpg" alt="" width="300" height="250" />“In Spagna ho ascoltato affermare alcuni anni fa che il buon toro da corrdida viene cresciuto nel castigo”, così definisce il giornalista e scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, l&#8217;umore del presidente venezuelano, Hugo Chavez, ad assumere questa nuova sfida di salute.</strong></p>
<p>“Grazie per aver affrontato il cancro in modo così coraggioso e testardo, questo drago del male, è per questo che desidero inviarti un abbraccio di augurio,” dice.</p>
<p>Con un “arrivederci”, l&#8217;autore di “Le vene aperte dell&#8217;America Latina”, coglie l&#8217;occasione per rivolgere un cordiale invito al leader bolivariano per bere un caffè con lui nella sorella Repubblica dell’Uruguay.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Eduardo Galeano: Alfaro</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 20:52:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ecuador]]></category>
		<category><![CDATA[Eduardo Galeano]]></category>
		<category><![CDATA[Eloy Alfaro]]></category>

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		<description><![CDATA[Una donna alta, tutta vestita di nero, maledice il presidente Alfaro mentre inchioda il pugnale nel suo cadavere. Poi alza nella punta di un palo, bandiera fiammante, l'insanguinato brandello della sua camicia.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_2445" style="width: 282px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2445" src="/files/2011/12/Eduardo-Galeano.jpg" alt="Eduardo Galeano" width="282" height="250" /><p class="wp-caption-text">Eduardo Galeano</p></div>
<p>1912 </strong><br />
<strong>Quito </strong></p>
<p><strong>Una donna alta, tutta vestita di nero, maledice il presidente Alfaro mentre inchioda il pugnale nel suo cadavere. Poi alza nella punta di un palo, bandiera fiammante, l&#8217;insanguinato brandello della sua camicia. </strong></p>
<p>Dietro la donna di nero, vanno i vendicatori della Santa Madre Chiesa. Con funi continuano a trascinare, per i piedi, al morto nudo. Dalle finestre, piovono fiori. Gridano “Viva la religione” le vecchie “mangiasanti”, “ingurgitaostie”, “raccontapettegolezzi”. Si macchiano di sangue le strade lastricate che i cani e le piogge non potranno mai lavare del tutto. Nel fuoco culmina la macelleria. Si infiamma un gran animo e lì gettano quello che rimane del vecchio Alfaro. Poi calpestano le sue ceneri i bulli ed i delinquenti a stipendio dei signorini.</p>
<p>Eloy Alfaro aveva osato espropriare le terre della Chiesa, padrona di molto Ecuador, e coi suoi guadagni aveva creato scuole ed ospedali. Amico di Dio, ma non del Papa, aveva impiantato il divorzio ed aveva liberato gli indigeni incarcerati per debiti. Nessuno era tanto odiato come lui da quelli con veste talare e lo temevano tanto quelli con i vestiti eleganti.</p>
<p>Cade la notte. Odora di carne bruciata l&#8217;aria di Quito. La banda militare tocca valzer e balli nella festa notturna della Piazza Grande, come tutte le domeniche.</p>
<p>(Preso da Memoria del Fuoco III: Il secolo del vento)</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Eduardo Galeano: questa Casa ci ha aiutati a scoprire l’America</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 23:43:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Eduardo Galeano]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Casa de las Americas]]></category>

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		<description><![CDATA[“Errata corrige. Dove dice: 12 ottobre 1492, si deve dire: 28 aprile 1959.  
In questo giorno di aprile è stata fondata, a Cuba, la Casa che più ci ha aiutati a scoprire l’America e le molte Americhe che l'America contiene. L'altra data, quella di ottobre, rende omaggio ai suoi presunti scopritori, quelli che la storia ufficiale applaude, ma loro furono più ricopritori che scopritori: iniziarono il saccheggio coloniale mentendo sulla realtà americana e negando la sua abbagliante diversità e le sue più profonde radici.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2726" src="/files/2012/01/EduardoGaleanoCuba.jpg" alt="" width="300" height="245" />“Errata corrige. Dove dice: 12 ottobre 1492, si deve dire: 28 aprile 1959. </strong><br />
<strong>In questo giorno di aprile è stata fondata, a Cuba, la Casa che più ci ha aiutati a scoprire l’America e le molte Americhe che l&#8217;America contiene. </strong></p>
<p>L&#8217;altra data, quella di ottobre, rende omaggio ai suoi presunti scopritori, quelli che la storia ufficiale applaude, ma loro furono più ricopritori che scopritori: iniziarono il saccheggio coloniale mentendo sulla realtà americana e negando la sua abbagliante diversità e le sue più profonde radici.</p>
<p>Invece, la Casa de Las Americas, nata dalla Rivoluzione Cubana, da mezzo secolo ci aiuta a vederci coi nostri propri occhi, dal basso e da dentro, e non con gli sguardi che da sopra e da fuori ci hanno umiliati sempre.</p>
<p>Questa Casa è la mia casa, la nostra casa. E perché così la sento, e così la conosco, sono stato e continuerò ad essere il suo amico di sempre, d’accordo con quella definizione dell&#8217;amicizia che ci ha trasmesso Carlos Fonseca Amador, il fondatore del Fronte Sandinista: Il vero amico è quello che critica di fronte ed elogia alle spalle.</p>
<p>Ma a volte non è sbagliato elogiare di fronte, quando non è per dovere di cortesia, né per ipocrita adulazione, né per paura della verità.</p>
<p>Ed allora uno può dire, facciamo un esempio: grazie, grazie mille alla Casa de Las Americas, per tutto quello che ha fatto e fa per la rivelazione delle nostre energie creative, mille volte assassinate e mille volte resuscitate. E grazie, grazie mille, perché quelle testarde voci rinate che ci parlano dal passato più remoto e dal più vicino presente, hanno trovato nella Casa uno spazio di incontro ed una scatola di risonanza che fino ad allora non esistevano.</p>
<p>Grazie, dunque, mille grazie, per questo alimento di vitamina D, D di dignità che tanto c&#8217;aiuta a credere che il dovere di obbedienza, imposto dai poderosi del mondo è, può essere, la nostra penitenza ma non lo è, né deve essere il nostro destino”.</p>
<p>Parole di Eduardo Galeano nell&#8217;inaugurazione del Premio Casa de las Americas 2012</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Il mostro amico mio</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:22:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eduardo Galeano]]></category>

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		<description><![CDATA[All'inizio io non gli volevo bene, perché credevo che lui mi avrebbe mangiato un piede. I mostri rapiscono le donne e si mettono una donna su ogni spalla, e se sono mostri vecchi, si stancano e ne tirano una nella cunetta della strada. Ma questo che io dico, il mio amico, è un mostro speciale. Noi ci capiamo bene, benché il povero non sappia parlare e per questo motivo tutti ne hanno paura. Questo mostro amico mio è tanto, ma tanto grande che i giganti gli arrivano solo fino alla caviglia. E lui non rapisce mai le donne né niente.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1549" src="/files/2011/04/Eduardo-Galeano.jpg" alt="" width="300" height="250" />All&#8217;inizio io non gli volevo bene, perché credevo che lui mi avrebbe mangiato un piede. I mostri rapiscono le donne e si mettono una donna su ogni spalla, e se sono mostri vecchi, si stancano e ne tirano una nella cunetta della strada. Ma questo che io dico, il mio amico, è un mostro speciale. Noi ci capiamo bene, benché il povero non sappia parlare e per questo motivo tutti ne hanno paura. Questo mostro amico mio è tanto, ma tanto grande che i giganti gli arrivano solo fino alla caviglia. E lui non rapisce mai le donne né niente. </strong></p>
<p>Lui vive in Africa. Nel cielo non vive, perché se stesse nel cielo, come Dio, cadrebbe. È troppo grande per potere vivere lassù, nel cielo. Ci sono altri mostri più piccoli di lui che allora vivono nell&#8217;infinito, vicino a dove si trova Plutone; o ancora più lontano, là nell&#8217;onfinito o nel piranfinito. Ma questo mostro amico mio non gli resta nessun rimedio che vivere in Africa.</p>
<p>Ogni tanto mi visita. Lui nessuno lo vede ma lui può vederli tutti. Inoltre, può trasformarsi in qualunque cosa che voglia. A volte è un canguro che mi salta nella pancia quando rido od è lo specchio che mi restituisce il viso quando mi sembra che l’ho perso od è un serpente mascherato da lombrico che mi fa la guardia sulla porta affinché nessuno venga e mi rapisca.</p>
<p>Ora, oggi, o domani, il mostro amico mio appare camminando per il mare, convertito in un guerriero che più immenso non si può, e gettando fuoco dalla bocca, con un solo soffio fa scoppiare la carcere dove hanno rinchiuso mio padre e me lo porta sull&#8217;unghia del mignolo e me lo mette nella mia stanza entrando dalla finestra. Io gli dico: “Ciao” e lui torna pian pianino in Africa attraverso il mare. Allora mio padre esce a comprarmi caramelle e cioccolatini ed una bimba; ed ottiene un cavallo vero ed usciamo al galoppo per la terra. Io afferrato alla coda del cavallo al galoppo, lontano. E quando mio padre sia piccolino, dopo, quando mio papà sia piccolino, io gli racconterò le storie del mostro amico mio che venne dall&#8217;Africa affinché mio papà si addormenti, quando arrivi la notte.</p>
<p>testo di Eduardo Galeano</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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