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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Ecuador</title>
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		<title>&#8220;Lavoriamo per il lato oscuro&#8221;, dice il proprietario dell&#8217;azienda che ha spiato Assange</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Dec 2019 01:43:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Secondo gli ex dipendenti della società di sicurezza spagnola  Undercover Global , responsabile della sicurezza dell'edificio dell'Ambasciata dell'Ecuador a Londra fino al 2018, il capo e il proprietario della società, David Morales, si vantava di collaborare con gli Stati Uniti,  ha rivelato NDR emittente pubblica tedesca.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6765" alt="julian_assange_aus_artwork-only_" src="/files/2013/06/julian_assange_aus_artwork-only_.jpg" width="300" height="250" />L&#8217;uomo d&#8217;affari è attualmente detenuto, accusato di fornire informazioni ai servizi di intelligence di Washington.</strong></p>
<p>Secondo gli ex dipendenti della società di sicurezza spagnola  Undercover Global , responsabile della sicurezza dell&#8217;edificio dell&#8217;Ambasciata dell&#8217;Ecuador a Londra fino al 2018, il capo e il proprietario della società, David Morales, si vantava di collaborare con gli Stati Uniti,  ha rivelato NDR emittente pubblica tedesca.</p>
<p>Morales è  stato arrestato lo  scorso ottobre,  accusato  di aver commesso ampie violazioni della privacy e di aver fornito informazioni audio e video alla CIA su Julian Assange, fondatore di WikiLeaks.</p>
<p>Diverse dichiarazioni raccolte nelle indagini indicano che Morales, dopo un viaggio negli Stati Uniti, ha commentato che &#8220;d&#8217;ora in poi giocheremo nelle grandi leghe&#8221;, riferendosi alle sue intenzioni di cooperare con quel paese. &#8220;Ora stiamo lavorando per il lato oscuro&#8221;, si vantava Morales secondo la testimonianza.</p>
<p>Una guardia di sicurezza ha testimoniato di aver chiesto al suo ex capo chi intendesse quando ha menzionato i suoi  &#8220;amici americani&#8221;, ai quali ha risposto il &#8220;Servizio segreto degli Stati Uniti&#8221;.</p>
<p>Si dice anche che Morales viaggiava costantemente nel paese nordamericano,  fino a due volte al mese , presumibilmente trasportando  volumi di materiale  dall&#8217;Ambasciata.</p>
<p>Le informazioni del rapporto di mancato recapito fanno parte di una denuncia penale presentata dalla catena contro Undercover Global. La NDR afferma di avere una grande quantità di documenti che descrivono in dettaglio l&#8217;operazione di sorveglianza illegale, subita anche da un giornalista della catena tedesca che ha visitato Assange.</p>
<p>Attualmente, Assange è imprigionato in territorio britannico. Gli Stati Uniti hanno presentato una richiesta di estradizione con un atto di accusa per presunta cospirazione e spionaggio.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Ecuador cancellerà tutti gli accordi di salute con Cuba, annuncia ministra di governo</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Nov 2019 02:19:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Almeno 400 medici cubani saranno rimpiazzati da professionisti ecuadoriani, dopo il termine dell'accordo tra il governo ecuadoriano ed il governo cubano, in temi di salute, come ha dichiarato ieri la ministra di Governo dell'Ecuador, Maria Paula Romo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11199" alt="ministraromo-1211-2019-580x391" src="/files/2019/11/ministraromo-1211-2019-580x391.jpg" width="580" height="391" />Almeno 400 medici cubani saranno rimpiazzati da professionisti ecuadoriani, dopo il termine dell&#8217;accordo tra il governo ecuadoriano ed il governo cubano, in temi di salute, come ha dichiarato ieri la ministra di Governo dell&#8217;Ecuador, Maria Paula Romo.  </strong></p>
<p>Nel Ministero di Salute Pubblica questi accordi si stavano rimpiazzando. Questa ultima decisione si riferisce approssimativamente a 400 posti di lavoro, ha dettagliato Romo.</p>
<p>Gli accordi tra Ecuador e Cuba risalgono all&#8217;anno 2013, dopo una visita realizzata a Cuba per l&#8217;allora presidente Rafael Correa.</p>
<p>Il Ministro di Governo ha sottolineato in una conferenza stampa dal Palazzo di Carondelet che nei giorni precedenti alla crisi dell’ottobre scorso, sono entrate in Ecuador circa 250 persone di nazionalità cubana con passaporti ufficiali.</p>
<p>Secondo la ministra avrebbero verificato con l&#8217;ambasciata di Cuba e nella maggior parte dei casi il dato fa riferimento ai medici cubani che sono nel paese a proposito di questo tipo di accordo.</p>
<p>testo e foto de El Universo</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Perché la vittoria del movimento indigenista non è totale in Ecuador?</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Oct 2019 22:07:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[D'altra parte, è cominciata la domanda su che cosa si era ottenuto esattamente. Si era trattato di una deroga immediata ed effettiva, come ha annunciato ed ha celebrato la CONAIE, o di una sostituzione senza data determinata, come ha annunciato nel suo account di Twitter il presidente Lenin Moreno?  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11146" alt="ecuador-afp-580x387" src="/files/2019/10/ecuador-afp-580x387.jpg" width="580" height="387" />Ci sono alcune celebrazioni in Ecuador. Sono cominciate la serata della domenica quando il governo nazionale ed il movimento indigeno, centralmente attorniato nella Coordinatrice delle Nazionalità Indigene dell&#8217;Ecuador (CONAIE) hanno annunciato di essere giunti ad un accordo rispetto al decreto 883, quello che ha tolto i sussidi alla benzina.  </strong></p>
<p>La reazione è stata doppia. Da una parte, le strade si sono riempite di euforia dopo quello che è stato considerato come una vittoria dopo 11 giorni di proteste confrontate con una forte repressione. Lo scenario di battaglia del centro di Quito è stato di applausi, clacson, camion carichi di gente con bandiere dell&#8217;Ecuador, tassisti, feste nei quartieri popolari.</p>
<p>D&#8217;altra parte, è cominciata la domanda su che cosa si era ottenuto esattamente. Si era trattato di una deroga immediata ed effettiva, come ha annunciato ed ha celebrato la CONAIE, o di una sostituzione senza data determinata, come ha annunciato nel suo account di Twitter il presidente Lenin Moreno?</p>
<p><em>Parte della risposta è stata chiarita dal comunicato delle Nazioni Unite dell’Ecuador, organismo mediatore nel dialogo, che ha affermato che “si lascia senza effetto il decreto 883” e “si procederà in maniera immediata a lavorare nell&#8217;elaborazione di un nuovo decreto, che permetta una politica di sussidi, con una messa a fuoco integrale, che prevenga che questi non si destinino al beneficio di persone con maggiori risorse ed ai contrabbandieri, con criteri di razionalizzazione, focalizzazione e settorializzazione”.  </em></p>
<p>La stessa notte della domenica si è installata la commissione per, ha informato la CONAIE, “la redazione del decreto che lo rimpiazza -il 883 – e questo non finisce fino a quando l&#8217;accordo non si concreti completamente”.</p>
<p>In questo modo, si è ottenuta una vittoria parziale dentro l&#8217;insieme di misure accordate tra il governo ed il Fondo Monetario Internazionale, essendo il decreto 883 quello di maggiore impatto nell&#8217;economia e nella battaglia simbolica. Il risultato finale di questa parzialità dipenderà dal nuovo decreto che si sta preparando.</p>
<p>Esternamente allo spazio di dialogo c’è anche, fino ad ora, un accordo sul procedimento per investigare le attuazioni e gli abusi delle forze di sicurezza dello Stato, che è costato almeno 7 morti, 1152 detenuti e 1340 feriti.</p>
<p>Esisteva la possibilità di ottenere una vittoria maggiore? Questa domanda riunisce i principali punti interrogativi. Secondo i protagonisti delle giornate, cioè la CONAIE, non era possibile. E le mobilitazioni, sebbene non sono state unicamente del movimento indigeno, sono ricadute principalmente nella sua capacità di azione, sia in Quito come nei blocchi delle strade nel paese.</p>
<p>Un altro scenario preoccupante in parallelo al dibattito sul decreto: la persecuzione contro i dirigenti della Rivoluzione Cittadina, lo spazio politico dell&#8217;ex presidente Rafael Correa. Quell&#8217;azionare era stato annunciato da Moreno, scaricando la responsabilità dei fatti di violenza accaduti sulle spalle di Correa. La tattica del governo è stata quella di riconoscere gli indigeni come interlocutori legittimi e criminalizzare il “correismo”.</p>
<p>Lo spiegamento persecutorio è cominciato durante i giorni della mobilitazione: la membro dell&#8217;assemblea Gabriela Rivadeneira ha dovuto rifugiarsi nell&#8217;ambasciata del Messico e l&#8217;ex sindaco Alexandra Arce è stata arrestata. All&#8217;alba del lunedì è stata fermata nella sua casa la prefetta di Pichincha, Paola Pabon, ed in mattinata è stata perquisita la casa dell&#8217;ex membro dell&#8217;assemblea Virgilio Hernandez.</p>
<p>Questi arresti e persecuzioni attraverso il potere giudiziale articolato alla condanna mediatica si sono sommati con casi anteriori, come quello dell&#8217;ex vicepresidente Jorge Glas, quello dell&#8217;ex cancelliere Ricardo Patiño, rifugiato in Messico, e quello dello stesso Correa.</p>
<p>In questo modo, Ecuador avanza su vari temi simultaneamente: quello della celebrazione della vittoria parziale della CONAIE e la mobilitazione popolare che è durata undici giorni, quello della persecuzione del “correismo” come parte dell&#8217;attacco politico di Moreno al suo avversario, e quello dello stesso governo che ha dovuto cedere sul decreto 883, ma che cerca come non modificarlo sostanzialmente.</p>
<p>Dentro questo quadro si sottolinea un elemento di maggiore complessità: le differenze tra una parte della direzione della CONAIE ed il “correismo” che durano da vari anni, che sono state risaltate via Twitter durante i giorni di protesta, e sono rimaste in primo piano durante il dialogo, quando il presidente del movimento indigeno Jaime Vargas si è scagliato contro la Rivoluzione Cittadina.</p>
<p>Ecuador, che ha albeggiato oggi nel suo primo giorno con decompressione delle mobilitazioni, vive uno scenario complesso. Il governo di Moreno non si tratterrà nel suo tentativo di neoliberalizzazione dell&#8217;economia che ha, nell’FMI, un punto di profondità, come nel suo allineamento con gli Stati Uniti, come epicentro della sua politica estera. Quali saranno i prossimi passi della CONAIE? Che cosa farà il “correismo” davanti alla persecuzione politica? I pezzi sono in movimento.</p>
<p>di Marco Teruggi</p>
<p>preso da Pagina 12</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: AFP</p>
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		<title>Il mio amico Julian Assange</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2019 23:05:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2012, l'anno in cui sono arrivata a Londra come ambasciatrice, Julian Assange ha ottenuto l'asilo diplomatico dall'Ecuador e si è installato nell'ambasciata in Hans Crescent street. Quel giorno l'ambasciata è stata circondata da auto della polizia britannica e alcuni agenti spingevano per entrare. Il mio primo riflesso è stato quello di mandare un vassoio di “empanadas” ed “alfoajores” per alliviare il lavoro dell'ambasciatrice Ana Alban. Insieme abbiamo organizzato per i giorni successivi una riunione di ambasciatori latinoamericani per seguire dalla sede diplomatica dell'Ecuador la sessione dell'OSA dove si discuteva dell'asilo di Assange.
Ci siamo seduti, per la prima volta, intorno a questo tavolo scuro, in un sala austera. Subito, discretamente, come tutti ci aspettavamo, è entrato Julian Assange. Era già una leggenda.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10927" alt="julianassange" src="/files/2019/04/julianassange.jpg" width="580" height="387" />Nel 2012, l&#8217;anno in cui sono arrivata a Londra come ambasciatrice, Julian Assange ha ottenuto l&#8217;asilo diplomatico dall&#8217;Ecuador e si è installato nell&#8217;ambasciata in Hans Crescent street. Quel giorno l&#8217;ambasciata è stata circondata da auto della polizia britannica e alcuni agenti spingevano per entrare. Il mio primo riflesso è stato quello di mandare un vassoio di “empanadas” ed “alfoajores” per alliviare il lavoro dell&#8217;ambasciatrice Ana Alban. Insieme abbiamo organizzato per i giorni successivi una riunione di ambasciatori latinoamericani per seguire dalla sede diplomatica dell&#8217;Ecuador la sessione dell&#8217;OSA dove si discuteva dell&#8217;asilo di Assange.</strong><br />
<strong>Ci siamo seduti, per la prima volta, intorno a questo tavolo scuro, in un sala austera. Subito, discretamente, come tutti ci aspettavamo, è entrato Julian Assange. Era già una leggenda.</strong></p>
<p>Gli ho detto quanto dovevamo ringraziarlo noi latinoamericani per le sue rivelazioni dei telegrammi diplomatici che mostrano il grado intimo e perverso dell&#8217;ingerenza del governo degli Stati Uniti nei nostri affari. Io stessa avevo come prova il telegramma scritto dall&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti in Argentina, Lino Gutierrez, sulla mia designazione come ambasciatrice in Venezuela, dove si descrivevano dettagli puntuali delle mie azioni, che io stessa non ricordavo.</p>
<p>Quel giorno è cominciata un lunga serie di incontri con Julian nei quattro anni della mia missione a Londra e negli anni seguenti, in cui l’ho visitato varie volte. La nostra prima conversazione è stata a proposito delle accuse ricevute in Svezia sulla violenza sessuale; abbiamo parlato con franchezza, ed ho concluso che si trattava di una montatura di due donne senza scrupoli con le quali ha avuto relazioni casuali, che erano state manipolate per criminalizzarlo. Svezia reclamava la sua estradizione per rispondere a queste denunce “mai trasformate in accuse” mentre i suoi avvocati hanno sollecitato instancabilmente che potesse dichiarare da Londra, visto che Svezia lo avrebbe estradato negli Stati Uniti per aver rivelato segreti di Stato.</p>
<p>In quel tempo la sede dell&#8217;ambasciata si popolava di persone interessanti che lo visitavano, filosofi, politici, musicisti, disegnatori, e io potevo dispiacermi se mi perdevo la visita di Zizek, di Yoko Ono o di Yannis Varoufakis, però nella successiva riunione trovavo la disegnatrice Vivienne Westwood, l&#8217;avvocata per i diritti umani Helena Kennedy, il cineasta Ken Loach, Bianca Jagger ed i mitici giornalisti investigativi, come lo statunitense Gavin MacFadyen, creatore del Centro per il giornalismo investigativo (CIJ) e l&#8217;australiano John Pilgier. Molti di loro sono miei amici ancora oggi. Abbiamo lavorato per alleggerire la sua prigionia con qualsiasi scusa: abbiamo festeggiato le sue feste di compleanno, i suoi 100 giorni di asilo, occasione in cui ho portato una torta con il numero 100, ci siamo entusiasmate con mia figlia a fare il suo alberello di Natale ed abbiamo passato insieme anche alcune feste di fine anno. Ecuador era diventato il centro della vita politica e culturale di Londra e l&#8217;ex presidente Rafael Correa era riconosciuto dai settori progressisti come uno strenuo difensore dei diritto umani.</p>
<p>In ognuna delle mie lunghe conversazioni con Julian ho appreso qualcosa su un uomo ossessionato da una missione chiara e inusuale: democratizzare la verità. A differenza di altre piattaforme, Wikileaks non rivela informazioni relazionate con un&#8217;affinità politica determinata, ma pubblica l&#8217;informazione che riceve, una volta che sia dettagliatamente decifrata e controllata e senza rivelare la fonte. Ha pubblicato più di 10 milioni di documenti classificati, rivelando i segreti che prima appartenevano a una piccola élite vincolata al complesso industriale militare.</p>
<p>Con il passare del tempo le comodità dell&#8217;ambasciata sono diminuite; il successivo ambasciatore aveva posto condizioni di visita  più rigide; c’era poco da mangiare quando l’hanno visitato l&#8217;ex cancelliere Ricardo Patino, che mi ha sorpreso per come canta instancabilmente tutto il repertorio latinoamericano pur essendo totalmente astemio ed il giudice Baltasar Garzon, uno degli avvocati dell&#8217;equipe di Assange, che invece mi ha sorpreso per il suo spirito nel ballare il flamenco. Abbiamo tentato inutilmente che Julian cantasse una sillaba o ballasse, ma non ci siamo riusciti, però si rilassava e ci accompagnava con i suo sorriso radioso, oggi perso. Un giorno mi sono resa conto  che Julian erano ormai da anni che non toccava un animale ed ho cominciato a fargli visita con la mia cagnolina Mandiyu, che prendeva in braccio e che ha imparato ad amare, così come si è affezzionato alle “empanadas” e al nostro Malbec, che gli portavo di tanto in tanto. Poi siamo riusciti ad ottenere che gli permettessero avere un gatto, la cui compagnia amava molto e la cui presenza nell&#8217;ambasciata ha generato una delle insolite e più grossolane lamentele dell&#8217;attuale presidente dell&#8217;Ecuador. Lenin Moreno gli ha tolto l&#8217;asilo diplomatico in violazione al diritto internazionale e alla risoluzione del Comitato contro le Detenzioni Arbitrarie delle Nazioni Unite che ha stabilito nel 2015 che la detenzione di Assange è arbitraria ed illegale e che deve essere messo in libertà.</p>
<p>L&#8217;ultima volta che l’ho visto la sua situazione era preoccupante. Veniva spiato e portava appesa al collo una cintura con una serie di pen drive. Abbiamo parlato nella sala, intorno a quel tavolo dove ci siamo riuniti per la prima volta, alzando la radio e scrivendo parte di ciò che volevamo dirci, scambiando due quaderni e nascondendo le nostre facce per evitare telecamere e microfoni. Lui non si sarebbe mai arreso.</p>
<p>Julian è stato estratto violentemente dall&#8217;ambasciata dell&#8217;Ecuador e incarcerato dalla polizia della decadente Teresa May, mentre gridava che Regno Unito deve resistere alla pressione di Trump. Questa immagine mi soffoca e non ho potuto vederla senza piangere, nè posso smettere di pensare adesso al mio amico confinato ingiustamente in un carcere.</p>
<p>Lenin Moreno ha accordato con Donald Trump la sua consegna negli Stati Uniti, e Assange dovrà affrontare un giudizio di estradizione, accusato di “cospirazione” per una presunta cooperazione con l&#8217;ex analista di intelligence Chelsea Manning per aver decifrato la password di un computer del ministero della Difesa degli Stati Uniti, appartenente al Secret Internet Protocolo Network (SIPRNet). Trump e May difendono e sostengono lo spionaggio sulla vita privata dei cittadini e l&#8217;opacità degli Stati.</p>
<p>Oggi,  dove tutti e tutte siamo vittime della manipolazione volgare dell&#8217;informazione, soggetti ad operazioni mediatiche forgiate per demonizzare e armare cause contro dirigenti politici e sociali, nel mezzo di una guerra di “fake news” che distorcono la realtà, risulta scioccante e paradossale che sia incarcerato un giornalista per agire come un soldato della verità.</p>
<p>Assange non è statunitense e la piattaforma Wikileaks è un&#8217;organizzazione di notizie straniera. L&#8217;idea che il governo degli Stati Uniti possa raggiungere ed estradare un appartenente a qualsiasi mezzo di comunicazione nel mondo è devastante. Mai nella storia degli Stati Uniti un editore è stato perseguito per  aver presentato informazioni vere all&#8217;opinione pubblica. Segna il precedente che qualsiasi giornalista possa essere estradato, giudicato e incarcerato per aver pubblicato informazioni vere sugli Stati Uniti. La libertà di stampa non consiste solo nel diritto di pubblicare, m anche nel diritto di leggere, nel diritto di informarsi, nel diritto che abbiamo come lettori di essere informati.</p>
<p>Questo diritto universale ha il suo miglior difensore in Julian Assange, un eroe di tipo nuovo, per la cui libertà reclameremo instancabilmente, insieme ad uomini e donne del mondo che credono che la verità ci renderà liberi.</p>
<p>di Alicia Castro, ex ambasciatrice argentina in Venezuela e nel Regno Unito</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
<p>pubblicato da Pagina 12</p>
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		<title>Guillaume Long: la consegna di Julian Assange è una vergogna nazionale ed un errore storico per Ecuador</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 01:27:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Guillaume Long, ex ministro di Relazioni Esteriori in Ecuador nel governo di Rafael Correa, pubblica nelle reti sociali quattro punti chiave per capire le violazioni del Diritto Internazionale commesse dallo stato dell’Ecuador]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10921" alt="Assange-arrestato" src="/files/2019/04/Assange-arrestato.jpg" width="580" height="326" />Guillaume Long, ex ministro di Relazioni Esteriori in Ecuador nel governo di Rafael Correa, pubblica nelle reti sociali quattro punti chiave per capire le violazioni del Diritto Internazionale commesse dallo stato dell’Ecuador:</strong></p>
<p>1. La consegna di Julian Assange, trascinato dalla polizia britannica dopo che questa sia entrata nella nostra missione diplomatica per potere catturarlo, è una vergogna nazionale ed un errore storico che lascerà una profonda impronta nell&#8217;Ecuador per molto tempo.</p>
<p>2. Ecuador ha appena violato il principio di non devoluzione del rifugiato, un principio fondamentale di protezione dei Diritti Umani, consacrati nel diritto internazionale. Ecuador ha appena violato l&#8217;opinione 54/2015 del Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie delle Nazioni Unite.</p>
<p>3. Ecuador ha appena violato l&#8217;Opinione OC-25/2019 della Corte Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) e la Risoluzione MC-54-19 della CIDH di marzo del 2019 che obbliga Ecuador a non deportare, restituire, espellere, estradare o rimuovere Assange dalla nostra ambasciata.</p>
<p>4. Questa decisione porterà, evidentemente, molto seguito giuridico per lo Stato ecuadoriano. Oltre ciò, sarà ricordata per le future generazioni di ecuadoriane ed ecuadoriani come un atto di servilismo, di viltà e di degradazione etica del potere politico nel nostro paese.</p>
<p>dalla pagina di Facebook di Guillaume Long</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Polemica sul voto nullo in Ecuador. Di cosa si tratta?</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2019 21:13:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A due giorni dalla data prevista per le elezioni amministrative e locali in Ecuador, il Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) ha esaminato un progetto di riforma del processo di conteggio dei voti nulli nell'elezione delle componenti e dei componenti del Consiglio di Partecipazione Cittadina e Controllo Sociale (Cpccs). Questo mercoledì i membri del CNE non hanno approvato il cambiamento, però sì una mozione affinché questo venga esaminato dall'istanza superiore, nel Tribunale del Contenzioso Elettorale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10891" alt="CNE-Ecuador" src="/files/2019/03/CNE-Ecuador.jpg" width="580" height="353" />La Costituzione in vigore dal 2008, all&#8217;articolo 117, dice che “è vietato realizzare riforme legali in materia elettorale nell&#8217;anno precedente allo svolgimento delle elezioni”.</strong></p>
<p>A due giorni dalla data prevista per le elezioni amministrative e locali in Ecuador, il Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) ha esaminato un progetto di riforma del processo di conteggio dei voti nulli nell&#8217;elezione delle componenti e dei componenti del Consiglio di Partecipazione Cittadina e Controllo Sociale (Cpccs). Questo mercoledì i membri del CNE non hanno approvato il cambiamento, però sì una mozione affinché questo venga esaminato dall&#8217;istanza superiore, nel Tribunale del Contenzioso Elettorale.</p>
<p>Durante la sessione sono stati ascoltati gli argomenti dei consiglieri ed è stato messo in votazione il progetto di cambiamento, che non è stato approvato per due voti contrari, un&#8217;astensione e due voti favorevoli. Verdesoto ha proposto la mozione per l&#8217;invio della proposta al Tribunale del Contenzioso Elettorale, che potrebbe ribaltare la decisione entro il 24 marzo.</p>
<p>&#8220;Nel frattempo le regole del gioco continuano ad essere le stesse per le elezioni di questa domenica&#8221; ha sostenuto Dioana Atamaint, Presidente del CNE.</p>
<p>Questa sessione è stata necessaria dopo che un mezzo d&#8217;informazione locale ha riportato martedì che l&#8217;organo statale aveva già definito che ogni scheda annullata avrebbe avuto il valore di tre voti nulli anziché uno, proposta presentata dal Consigliere Luis Verdesoto. In caso di vittoria dei voti nulli la normativa comporta una nuova elezione e i candidati non potranno ripresentarsi.</p>
<p>Senza dubbio e indipendentemente dalla data di approvazione, questo cambiamento comporterebbe un atto incostituzionale da parte del CNE. La Costituzione ecuadoriana vigente dal 2008 prevede all&#8217;articolo 117 che  è vietato realizzare riforme legali in materia elettorale durante l&#8217;anno precedente lo svolgimento delle elezioni, qualunque sia la natura della riforma.</p>
<p>Per questa ragione, l&#8217;annuncio ha provocato le critiche di molti legislatori, degli utenti delle reti sociali e anche dell&#8217;ex presidente Rafael Correa, con l&#8217;hashtag #CNEesFraude, che è diventato la seconda tendenza di Twitter, subito dopo a #PorelNulo, promosso da vari settori politici dell&#8217;Ecuador.</p>
<p>Questo attacco si è rafforzato negli ultimi giorni, con l&#8217;obiettivo di porre in dubbio la legittimità dell&#8217;organismo e di conseguenza fare pressione per ottenere una consultazione popolare che riformi o cancelli l&#8217;istituzione. Una proposta che le fazioni della destra ecuadoriana desiderano realizzare e alla quale ha dato il suo appoggio l&#8217;attuale presidente del Cpccs-Provvisorio, Julio Cesar Trujillo.</p>
<p>Il Cpccs-provvisorio è stato approvato nella consultazione popolare del 4 febbraio 2018, ed è stata l&#8217;Assemblea Nazionale dell&#8217;Ecuador (Parlamento) che ha designato i sette membri principali, la cui azione durante quest&#8217;anno è stata quella di destituire tutti i funzionari pubblici considerati sostenitori dell&#8217;ex presidente Correa.</p>
<p>“Si sono fatti le regole e adesso, siccome non sono di loro convenienza, le cambiano. Questo è un comportamento farsesco. E&#8217; ancora peggio, perché  a considerare ogni voto nullo come tre si creano elettori di prima categoria e di seconda categoria, calpestando i diritti cittadini, perché chi voterà nullo conterà per tre”. Così ha commentato Kinnto Lucas, ex vice ministro degli esteri ecuadoriano ed analista politico.</p>
<p>Il capo della missione degli osservatori dell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (OSA), Kevin Casas, ha chiesto mercoledì 20 che si decida il più in fretta possibile come conteggiare i voti nulli per l&#8217;elezione dei componenti del Consiglio di Partecipazione.</span></p>
<p>testo e foto TeleSur</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
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		<title>Roger Waters: &#8220;L&#8217;aspetto più triste dell&#8217;impero americano è che sta rovinando molte nazioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Nov 2018 00:50:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA["Non si tratta di stelle del rock o musicisti. Si tratta di tutti gli esseri umani. Dobbiamo capire la nostra responsabilità verso il pianeta o moriremo molto presto". Queste le prime parole di Roger Waters in un'intervista esclusiva a Telesur. Il grande musicista e una delle ultime voci veramente libere ha deciso di interrompere il suo tour "Us + Them" che ha fatto tappa in America Latina per visitare l'Ecuador e incontrare almeno 20 persone colpite nell'Amazzonia ecuadoriana contaminata dalla società di combustibili fossili Chevron (ex Texaco ), responsabile del grave danneggiamento delle  comunità indigene.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10741" alt="Roger-Waters" src="/files/2018/11/Roger-Waters.jpg" width="580" height="363" />&#8220;Non si tratta di stelle del rock o musicisti. Si tratta di tutti gli esseri umani. Dobbiamo capire la nostra responsabilità verso il pianeta o moriremo molto presto&#8221;. Queste le prime parole di Roger Waters in un&#8217;intervista esclusiva a Telesur. Il grande musicista e una delle ultime voci veramente libere ha deciso di interrompere il suo tour &#8220;Us + Them&#8221; che ha fatto tappa in America Latina per visitare l&#8217;Ecuador e incontrare almeno 20 persone colpite nell&#8217;Amazzonia ecuadoriana contaminata dalla società di combustibili fossili Chevron (ex Texaco ), responsabile del grave danneggiamento delle  comunità indigene.</strong></p>
<p>Waters  anche denunciato di avere subito diversi ostacoli burocratici per raggiungere l&#8217;Amazzonia in Ecuador, perché l&#8217;Aviazione Civile non ha permesso al suo aereo di atterrare a Lago Agrio. “Alcune persone non volevano che visitassi l&#8217;Ecuador in generale e, sicuramente, non volevano che andassi a Lago Agrio e parlassi con i miei amici&#8221;, ha detto. Waters ha sottolineato che il caso Chevron in Amazzonia è fondamentale per tutti, perché &#8220;il mondo deve decidere ad un certo punto se la legge è lì per servire la gente o per servire l&#8217;appetito insaziabile di oligarchi e corporazioni&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ho 75 anni. In questi 75 anni ho appreso che quello che mi dà felicità è scambiare amore con gli altri. Il mondo sta morendo e sono preoccupato per i miei nipoti&#8221;, ha proseguito Waters nel corso dell&#8217;intervista. &#8220;Non sarebbe geniale se la razza umana apprendesse a essere progressista? Apprendere a pensare come potrebbe essere il futuro invece di fare BUM!&#8221; Di fregarsene. Di fregarsene che Bolsonaro distrugga l&#8217;Amazzonia.&#8221;</p>
<p>Duro poi l&#8217;attacco all&#8217;imperialismo Usa e a quella che definisce la &#8220;follia&#8221; del neo-liberismo dei Chicago Boys che oggi domina il mondo. &#8220;In tutte le storie come questa che stiamo vivendo qui in Ecuador si osserva come le multinazionali impongono le loro azioni senza nessun interesse delle persone, dei loro interessi, delle persone che vivono qui da migliaia e migliaia di anni. Dovrebbe essere attraverso la legge che dovrebbero essere responsabili aldilà dei profitti, azionisti. E&#8217; folle che le multinazionali non siano mai responsabili&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;aspetto più triste dell&#8217;impero americano è che sta rovinando molte nazioni, come prima fecero i britannici, e come hanno fatto tutti gli imperi coloniali. Non aiutano a nessuno. Non aiutano al progresso dell&#8217;umanità. Questa idea che l&#8217;accumulazione delle ricchezze sia meravigliosa come dice Trump è una totale idiozia&#8221;, ha concluso Waters.</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="https://youtu.be/qKbZtf_d0ds" >per vedere il video dell&#8217;intervista clikka qui</a></p>
<p>da TeleSur</p>
<p>traduzione de L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Militari Usa tornano in Ecuador</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Oct 2018 22:32:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’articolo 5 della Costituzione ecuadoriana, approvata nel 2008, dichiara l’Ecuador un territorio di pace, “dove non è permessa l’installazione di basi militari straniere. Inoltre, è proibito cedere basi militari nazionali a forze armate straniere”. Purtroppo, la Costituzione di Montecristi è stata invece disattesa dall’attuale presidente e dal suo governo, aldilà delle dichiarazioni di facciata in cui si giura che non sarà riaperta la base militare di Manta, dismessa nel 2009, e che i militari statunitensi non resteranno in maniera permanente in Ecuador.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10700" alt="manta" src="/files/2018/10/manta.jpg" width="580" height="390" />Dopo il mancato rinnovo della concessione della base militare di Manta, risalente al 2009, le forze armate Usa tornano a Quito in flagrante violazione dell’articolo 5 della Costituzione, ma con il beneplacito del presidente Lenín Moreno e del suo governo.</strong></p>
<p>L’articolo 5 della Costituzione ecuadoriana, approvata nel 2008, dichiara l’Ecuador un territorio di pace, “dove non è permessa l’installazione di basi militari straniere. Inoltre, è proibito cedere basi militari nazionali a forze armate straniere”. Purtroppo, la Costituzione di Montecristi è stata invece disattesa dall’attuale presidente e dal suo governo, aldilà delle dichiarazioni di facciata in cui si giura che non sarà riaperta la base militare di Manta, dismessa nel 2009, e che i militari statunitensi non resteranno in maniera permanente in Ecuador.</p>
<p>È quest’ultima dichiarazione, relativa alla presenza non stanziale dei militari Usa in Ecuador, a gettare fumo negli occhi, perchè l’apertura di una Oficina de Cooperación tra i due paesi, lo scorso 2 agosto, ha rappresentato solo il primo passo per favorire il ritorno dell’esercito a stelle e strisce nel paese andino. Il ministro della Difesa dell’Ecuador, Oswaldo Jarrín, ha ammesso a mezza bocca che tutti i compiti propri dei militari Usa che operavano nella base di Manta fino al 2009, quando furono cacciati dal presidente Rafael Correa, saranno svolti da un solo aereo guidato dagli Stati uniti finalizzato ad azioni di intelligence.</p>
<p>Nel corso di questi ultimi mesi, però, è emerso che non è solo un avión de inteligencia a violare quanto sancito dall’articolo 5 della Costituzione. In primo luogo, dopo 11 anni di assenza, militari ecuadoriani torneranno a partecipare ad Unitas, l’esercito multinazionale di manovre militari sotto il comando statunitense, le cui funzioni, almeno ufficialmente, dovrebbero essere legate al controllo e alla repressione dei cartelli del narcotraffico e del terrorismo internazionale. Ancora più preoccupanti sono le attività dell’Oficina de Cooperación, che ha iniziato a promuovere programmi dediti a finanziare l’acquisto, il commercio e la vendita di armi. In pratica, l’Oficina de Cooperación installatasi in Ecuador curerà gli interessi militari degli Stati uniti, nonostante Moreno si sforzi nel sottolineare che l’avión de inteligencia non metterà in alcun modo a repentaglio la sovranità del paese.</p>
<p>Come se non bastasse, all’aereo e all’ Oficina de Cooperación si aggiungerà una nave ospedale, la Usns Comfort, che opererà in maniera periodica al largo della costa ecuadoriana. Difficile pensare che tutto ciò non richiami venti di guerra o comunque l’interesse degli Stati uniti a far sentire la propria presenza in tutto il continente latinoamericano. Del resto, una conferma in questo senso viene anche dalla nomina del nuovo ambasciatore Usa a Quito, Michael Fitzpatrick, sia per il suo ruolo chiave svolto in Centroamerica negli anni Ottanta in qualità di uomo della contrainsurgencia sia per le sue dichiarazioni sull’Ecuador, ritenuto “un paese di grande interesse per gli Stati uniti”.</p>
<p>Eppure, nel febbraio 2018, l’allora ministro della Difesa Patricio Zambrano aveva garantito che l’Ecuador non avrebbe mai più ospitato una base militare sul proprio territorio. L’accordo per l’utilizzo della base militare di Manta era stato firmato nel 1999 tra la Casa Bianca e Palacio de Carondelet, dove allora siedeva Jamil Mahuad, uno dei presidenti più screditati nella storia dell’Ecuador. Quando Rafael Correa giunse alla presidenza, nel 2007, disse subito che non avrebbe rinnovato la concessione della base agli Usa per ulteriori dieci anni e così fece. L’attuale cooperazione tra Stati uniti ed Ecuador, in effetti, non prevede l’insediamento di una base militare Usa nel paese latinoamericano, né tantomeno la riesumazione di quella di Manta, ma in pratica aggira la Costituzione, perchè permetterà alle forze armate statunitensi, in caso di una eventuale guerra, di utilizzare l’Ecuador come supporto logistico, obbligandolo a rivestire la stessa funzione dell’Honduras contro il Nicaragua sandinista o la guerriglia efemelista in El Salvador negli anni Ottanta.</p>
<p>I rapporti tra Usa ed Ecuador saranno all’insegna della cooperazione e del rispetto, garantiscono da Quito e da Washington, ma se il mancato rinnovo della concessione della base di Manta aveva rappresentato il punto più delicato nelle relazioni tra i due paesi, adesso l’Ecuador si è avvicinato fin troppo agli Stati uniti, svendendo la sua sovranità al potente vicino e assestando un ulteriore, durissimo colpo a quanto resta dell’integrazionismo latinoamericano.</p>
<p>di David Lifodi</p>
<p>da www.labottegadelbarbieri.org</p>
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		<title>Ex vicepresidente ecuadoriano Jorge Glass si dichiara in sciopero della fame: “Questo è un grido al mondo”</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Oct 2018 01:38:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L'ex vicepresidente ecuadoriano Jorge Glass, detenuto da ottobre del 2017, si è dichiarato in sciopero della fame per le condizioni in cui è stato privato della libertà ed il trasferimento della carcere al quale è stato sottomesso senza motivo. “Il mondo non può essere indolente davanti alla persecuzione politica contro i leader progressisti in America latina”, afferma in un messaggio che riproduce Cubadebate. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10695" alt="glas-latacunga-678x381" src="/files/2018/10/glas-latacunga-678x381.jpg" width="580" height="326" />L&#8217;ex vicepresidente ecuadoriano Jorge Glass, detenuto da ottobre del 2017, si è dichiarato in sciopero della fame per le condizioni in cui è stato privato della libertà ed il trasferimento della carcere al quale è stato sottomesso senza motivo. “Il mondo non può essere indolente davanti alla persecuzione politica contro i leader progressisti in America latina”, afferma in un messaggio che riproduce Cubadebate.</strong></p>
<p>Il suo avvocato, Eduardo Franco Loor, ha messo in allerta sulle condizioni “deplorevoli e disumane” in cui si trova Glass.</p>
<p>In un tweet, Franco Loor ha responsabilizzato le autorità per la sicurezza fisica e per la vita di Glass, condannato a sei anni di prigione per il supposto delitto di corruzione vincolato con la costruttrice brasiliana Odebrecht.</p>
<p>Glass, ha detto l’avvocato ai giornalisti, “si trova in un stato delicato di salute.”</p>
<p>“Ha in questo momento una gastrite cronica molto severa, si trova con febbre, ha un&#8217;ipertensione arteriale molto accentuata e fondamentalmente durante il trasferimento da Quito a Latacunga, (carcere di massima sicurezza) non ha potuto prendere le medicine che gli sono state prescritte”, ha denunciato.</p>
<p>Il governo di Lenin Moreno ha informato domenica che Glass è stato trasferito dal Carcere 4 di Quito, di minima sicurezza, fino al carcere di Latacunga, per ragioni di sicurezza.</p>
<p>Tuttavia, il suo avvocato ha sottolineato che le autorità avrebbero dovuto avvisare “con almeno 48 ore di anticipo del cambiamento di centro penitenziario”. Ha denunciato questo lunedì che il trasferimento “violenta il suo diritto di vicinanza, dal momento che il processo si trova in ricorso per cassazione” ed ha aggiunto che non aveva potuto comunicarsi con la sua famiglia né con la sua difesa.</p>
<p>Messaggio di Jorge Glass:</p>
<p>“Cittadini del mondo.</p>
<p>Sono un prigioniero politico. Per l&#8217;odio senza limiti mi hanno trasferito dal carcere senza motivo, solo per umiliarmi, solo per vendetta. La mia vita corre pericolo.</p>
<p>Qualcuno nel mondo deve fare qualcosa, la Santa Sede, l&#8217;ONU, l&#8217;OSA, la Corte Interamericana, la Corte de L&#8217;Aia, Giuristi del mondo, Organismi di difesa dei diritti umani.</p>
<p>La giustizializzazione politica deve essere considerata un delitto di lesa umanità. Usano delitti come l&#8217;associazione illecita, per condannare senza prove.</p>
<p>Continuerò affinché entità e giuristi del mondo vengano ad Ecuador per constatare quello che succede, un paese con un presidente della Corte dei Conti senza nomina, un procuratore generale “addetto” cioè nominato e non eletto, un Consiglio della Magistratura nominato e non eletto.</p>
<p>Chiedo al mondo che venga a constatare la situazione del mio caso, quello di Rafael Correa, ed altri compagni. Qualcuno deve fermare questa macelleria politica.</p>
<p>Mi dichiaro in sciopero della fame indefinito, fino a che vengano a vedere quello che succede in Ecuador.</p>
<p>Fermate la macelleria politica!</p>
<p>Il mondo non può essere indolente davanti alla persecuzione politica contro tutti i leader progressisti in America latina.</p>
<p>Basta Già!</p>
<p>Lo faccio per me, e per i miei compagni.</p>
<p>Questo è un grido al mondo. Sono una persona, ho una famiglia, stanno violando tutti i miei diritti umani.</p>
<p>Mi dispiace molto per il dolore che sto causando alla mia famiglia con questa decisione, ma ci sono cause per le quali vale la pena morire.</p>
<p>Hasta la Victoria Siempre!”</p>
<p>Jorge Glas Espinel</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Ecuador, Rafael Correa: &#8220;Assange è già stato consegnato agli Stati Uniti&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Oct 2018 01:29:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L'ex presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, ha denunciato il grave peggioramento dello stato di salute dal fondatore di Wikileaks, e giornalista, Julian Assange. Correa ha evidenziato che la circostanza non è casuale, ma parte di un accordo tra il suo successore, Lenin Moreno, e il governo degli Stati Uniti, con la scopo di giungere alla conclusione che vede protagonista il giornalista australiano. Visto che gli Stati Uniti che cercano in tutti i modi di catturarlo. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10663" alt="CorreaAssange" src="/files/2018/10/CorreaAssange.jpg" width="580" height="290" />L&#8217;ex presidente dell&#8217;Ecuador, Rafael Correa, ha denunciato il grave peggioramento dello stato di salute dal fondatore di Wikileaks, e giornalista, Julian Assange. Correa ha evidenziato che la circostanza non è casuale, ma parte di un accordo tra il suo successore, Lenin Moreno, e il governo degli Stati Uniti, con la scopo di giungere alla conclusione che vede protagonista il giornalista australiano. Visto che gli Stati Uniti che cercano in tutti i modi di catturarlo. </strong></p>
<p>«Julian è già stato consegnato agli Stati Uniti. Hanno concordato quando Mike Pence, vicepresidente degli Stati Uniti, ‘ha visitato’ l&#8217;Ecuador (quando si sono accordati anche su Chevron)», ha scritto Correa tramite il suo account Twitter.</p>
<p>Correa ha poi aggiunto che «siccome il costo politico per tiralo fuori dall&#8217;ambasciata è molto alto, stanno cercando di annichilirlo psicologicamente», in riferimento alle recenti notizie sulla salute di Assange.</p>
<p>La settimana passata, l&#8217;avvocato Jennifer Robinson, che rappresenta Assange, ha espresso preoccupazione per la salute del giornalista, rifugiato presso l&#8217;Ambasciata dell&#8217;Ecuador nel Regno Unito dal 2012.</p>
<p>«Siamo molto preoccupati per la sua salute: è stato rinchiuso nell&#8217;ambasciata per più di sei anni, senza un adeguato accesso alle cure mediche», ha avvertito il difensore del giornalista australiano.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
<p>&nbsp;</p>
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