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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Economia</title>
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		<title>I costi sociali del coronavirus: un&#8217;autentica guerra mondiale contro i poveri</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2020 00:15:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un'analisi pubblicata a metà di luglio del 2020 dal Centro di Analisi multidisciplinare (CAM) dell'Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) spiega come i costi della depressione economica del primo semestre dell'anno sono stati sostenuti dalle classi lavoratrici, mentre il gran capitale ha aumentato i suoi guadagni in piena crisi. Gli economisti messicani del Centro di Analisi dell'UNAM segnalano che il meccanismo di trasferire i costi delle contrazioni economiche su quelli che vivono del loro salario non è qualcosa di nuovo —citano Karl Marx per spiegarlo—ed hanno descritto qual’è il meccanismo che è stato usato dal gran capitale multinazionale per resistere alla caduta del tasso medio del suo guadagno, che consta di quattro misure basilari, che colpiscono direttamente la classe lavoratrice.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11676" alt="covid-crisis-económica-580x330" src="/files/2020/07/covid-crisis-económica-580x330.jpg" width="580" height="330" />Un&#8217;analisi pubblicata a metà di luglio del 2020 dal Centro di Analisi multidisciplinare (CAM) dell&#8217;Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) spiega come i costi della depressione economica del primo semestre dell&#8217;anno sono stati sostenuti dalle classi lavoratrici, mentre il gran capitale ha aumentato i suoi guadagni in piena crisi.</strong></p>
<p>Gli economisti messicani del Centro di Analisi dell&#8217;UNAM segnalano che il meccanismo di trasferire i costi delle contrazioni economiche su quelli che vivono del loro salario non è qualcosa di nuovo —citano Karl Marx per spiegarlo—ed hanno descritto qual’è il meccanismo che è stato usato dal gran capitale multinazionale per resistere alla caduta del tasso medio del suo guadagno, che consta di quattro misure basilari, che colpiscono direttamente la classe lavoratrice:</p>
<p>-la diminuzione del salario nominale,<br />
-la diminuzione di prestazioni sociali,<br />
-la precarietà e la flessibilità nelle contrattazioni,<br />
-l&#8217;aumento della disoccupazione.</p>
<p>Gli economisti dettagliano che la crisi attuale non si è generata col nuovo coronavirus, ma la depressione nelle economie mondiali era già presente e, purtroppo, la paralisi delle attività come conseguenza dell&#8217;unica misura di salute per prevenire l&#8217;avanzamento della pandemia (cioè il distanziamento sociale) ha provocato una profonda privazione del benessere in maniera pronunciata.</p>
<p>La scarsità a livello mondiale provoca una mancanza di accesso alle materie di base che fanno funzionare la società capitalista dei lavoratori, che si somma ad una caduta storica delle entrate dei lavoratori e di un impiego degno. Questo —ovviamente—ostacola che attualmente milioni di persone in tutto il mondo possano soddisfare le loro necessità basilari in cinque voci fondamentali per la vita: alimento, salute, educazione, abitazione e previdenza sociale.</p>
<p>Secondo i calcoli fatti dal CAM, in base a dati delle Nazioni Unite, in questo momento 46 mila persone muoiono di fame ogni giorno nel mondo.</p>
<p>Stiamo vedendo un&#8217;autentica guerra mondiale contro i poveri, affermano nel paragrafo 132 del loro studio: i costi sociali della pandemia di COVID-19.</p>
<p><span style="color: #ff0000">I vincitori</span></p>
<p>Tuttavia, dal lato del capitale, questa paralisi dell&#8217;economia mondiale ha portato a vari benefici, come si può leggere nello studio al quale ha avuto accesso Sputnik: l&#8217;opportunità di comprare aziende con forte insolvenza economica, ed, in un secondo movimento, i grandi monopoli hanno avuto l&#8217;opportunità di capitalizzare le opportunità che offre il libero mercato nel punto esatto della disfatta, hanno segnalato.</p>
<p>Gli economisti sottolineano che i grandi settori del monopolio che si sono avvantaggiati con la pandemia sono vincolati alla circolazione, alla distribuzione ed al consumo di mercanzie (soprattutto, le piattaforme che realizzano le transazioni di acquisto e vendita) come quelli che presentano contenuto su richiesta e quelle di tele-lavoro.</p>
<p>Questa è una lista breve dei grandi vincitori della pandemia:</p>
<p>-Jeff Bezos, fondatore e direttore della multinazionale Amazon, la cui nicchia di mercato si situa negli acquisti che si realizzano per mezzo del suo sito web che è riuscito a generare circa 11.000 dollari al secondo in tempi di pandemia, fatto che ha permesso che il suo commercio registrasse un aumento storico in mezzo alla crisi mondiale. Tuttavia, per rispondere a questa crescente domanda, Amazon ha assunto 175.000 persone sotto il regime del riappalto, un sistema precario che ostacola il riconoscimento dei diritti lavorativi, inibisce la sindacalizzazione e stabilisce contratti uno ad uno coi suoi lavoratori.</p>
<p>-Netflix ed i suoi gruppi di capitale soci Capital Group Company, Black Rock (uno dei fondi colloquialmente chiamato avvoltoio che compra e negozia il debito estero dell&#8217;Argentina, tra le altre) e The Vanguard Group hanno aumentato i loro abbonati negli ultimi due anni, ma il 22 aprile hanno registrato un record ottenendo 16 milioni di nuovi consumatori nel mondo.</p>
<p>-Zoom è un&#8217;azienda di capitale aperto fondata dal cinese Eric Yuan che offre servizi di telecomunicazione con video-chiamate di gruppo. Nel primo trimestre del 2020 ha duplicato i suoi guadagni rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno anteriore, raccogliendo 122 milioni di dollari per i suoi servizi a livello mondiale.</p>
<p>-Slack è un&#8217;azienda di servizi di messaggeria istantanea creata nel 2013 per Stewart Butterfield, Eric Costello, Calce Henderson e Serguei Mourachov che brinda strumenti usati per aziende per fomentare il tele-lavoro durante la pandemia e che ha duplicato il suo capitale tra gennaio e marzo del 2020.</p>
<p>Altre aziende come K12, dedicata all&#8217;educazione online per bambini ha elevato i suoi guadagni del 19%, come Teladoc, che unisce pazienti e medici a distanza, ha incrementato il costo delle sue azioni già di un 50% dall’inizio dell&#8217;anno.</p>
<p>Le compagnie Facebook, Activision Blizzard —di videogiochi—, Peloton —di attrezzature per l’esercizio fisico—e GrandHub —un servizio di consegna di alimenti—appaiono anche tra i vincitori.</p>
<p>Le compagnie dedicate alla fabbricazione di vaccini, medicine e materie prime della salute e di pulizia come disinfettanti, mascherine, guanti e gli strumenti necessari per pazienti infettati da COVID-19 come Inovio Pharmaceuticals, Moderna, Novavax, Regeneron Pharmaceuticals e Top Glove.</p>
<p>I dati a livello mondiale sono stati rivelati dalla ditta di investimenti MKM Partners, secondo un indice che hanno denominato “rimani in casa”.</p>
<p><span style="color: #ff0000">I più ricchi contro i più poveri</span></p>
<p>Gli economisti dell&#8217;UNAM denunciano come questi guadagni rimangono in famiglia, tre delle quali sono di origine statunitensi.</p>
<p>Le famiglie più ricche del pianeta hanno ora un patrimonio congiunto che oscilla sui 250 mila milioni di dollari, che supera quello che avevano accumulato durante tutto il 2019.</p>
<p>Le famiglie più ricche del mondo sono i Walton, padroni della multinazionale Walmart; i Mars, padroni della fabbrica omonima di dolci e dolciumi commestibili; ed i Koch, padroni di varie aziende del settore energetico, vincolato a raffinerie di petrolio, trattamento e distribuzione di etanolo e gas naturale.</p>
<p>All&#8217;estremo opposto, meno dell’1% di queste famiglie più ricche del mondo concentrano una ricchezza più grande del 60% del resto dell&#8217;umanità, secondo dati di Oxfam.</p>
<p>In base a dati pubblicati dalla rivista Forbes e da Credit Suisse nel 2019, hanno registrato che 2153 tra le persone più ricche del mondo concentrano più capitali di 4600 milioni dei più poveri del pianeta.</p>
<p>Il CAM riferisce che questa investigazione dell&#8217;organizzazione Oxfam pubblicata alla vigilia del Forum Economico Mondiale di Davos —nel gennaio del 2020—ha reso noto che l&#8217;accumulazione della ricchezza in poche mani è direttamente vincolata alla struttura tributaria dei paesi.</p>
<p>I governi usano politiche fiscali nelle quali collocano tasse considerevolmente meschine per le persone e per le aziende più ricche, che risulta chiaramente una base di riscossione di entrate insufficiente per appoggiare la lotta alla povertà ed alla disuguaglianza, hanno concluso.</p>
<p>di Eliana Gilet</p>
<p>da Sputnik/ Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto:BAE Negocios</p>
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		<title>Sgravare il dollaro a Cuba, lotta contro un contesto avverso</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2020 16:19:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sollevamento dell'onere del 10% al dollaro statunitense che a partire dal 20 luglio entrerà in vigore a Cuba, cerca conferire più capacità di acquisto nel bel mezzo di un contesto economico avverso. Come parte di un insieme di misure promosse ieri dal consiglio dei Ministri dell'isola, rimane senza effetto la disposizione che, dopo 16 anni di validità, toglieva il 10% del suo valore al biglietto verde una volta che si depositava nel sistema bancario nazionale.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11674" alt="cubasocialista" src="/files/2020/07/cubasocialista.jpg" width="580" height="400" />Il sollevamento dell&#8217;onere del 10% al dollaro statunitense che a partire dal 20 luglio entrerà in vigore a Cuba, cerca conferire più capacità di acquisto nel bel mezzo di un contesto economico avverso.  </strong></p>
<p>Come parte di un insieme di misure promosse ieri dal consiglio dei Ministri dell&#8217;isola, rimane senza effetto la disposizione che, dopo 16 anni di validità, toglieva il 10% del suo valore al biglietto verde una volta che si depositava nel sistema bancario nazionale.</p>
<p>La misura, a giudizio del vice primo ministro cubano, Alejandro Gil, si approva “nonostante l&#8217;ostilità e la recrudescenza del bloqueo economico e commerciale degli Stati Uniti contro Cuba”.</p>
<p>Ma, proprio per la crescente aggressività dell&#8217;amministrazione di Donald Trump, ed i numerosi danni che il passo della pandemia della COVID-19 lascia nel paese, si devono approvare queste norme.</p>
<p>La disposizione accompagna altre decisioni tali come la vendita di prodotti da toilette ed alimenti nella rete al dettaglio in dollari statunitensi, una misura per raccogliere moneta forte, che vuole continuare a proteggere l&#8217;accesso ai beni fondamentali di consumo per tutti i cubani, secondo le loro necessità e capacità.</p>
<p>Come ha dichiarato il presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel, sarà necessario vendere una determinata quantità di merce in moneta liberamente convertibile, per avere moneta forte e continuare ad ampliare questo tipo di commercializzazione e perché parte del denaro riscosso per questa via si introduca nell&#8217;industria nazionale, affinché questo si trasformi in una fonte di prodotti destinati a questi negozi ed agli altri.</p>
<p>Così si amplia la capacità di acquisto della moneta statunitense che, come ha detto Gil, farà bene a tutti i cubani, tanto a quelli che vivono dentro come quelli che risiedono fuori.</p>
<p>La misura di applicare un onere al dollaro non era stata in nessun caso fortuita.</p>
<p>Questa è nata nel 2004, in risposta alle proibizioni per operare con tali valute in banche straniere, fatto che all&#8217;economia dell&#8217;isola causa danni significativi e crea rischi seri per il normale esercizio dell&#8217;attività finanziaria internazionale.</p>
<p>Cuba, davanti alla proibizione di usare il dollaro per pagamenti a terzi all&#8217;estero, si vede impulsata a comprare monete di rimborso, con le conseguenti perdite derivate dai tassi di cambio.</p>
<p>Le autorità cubane hanno spiegato opportunamente, in quel momento, che gravando i biglietti che entravano al paese, si realizzavano due obiettivi: compensare i costi e rischi associati al trasferimento fisico degli stessi verso l&#8217;estero nelle condizioni di recrudescenza del bloqueo.</p>
<p>Inoltre, spingevano quelli che desideravano versare denaro al paese ad utilizzare l&#8217;uso di altre monete senza restrizioni, come dollari canadesi, euro, lire sterline, franchi svizzeri ed altre.</p>
<p>Le misure prese ieri dal governo cubano, in mezzo ad un contesto nelle quali si vaticina una crisi senza precedenti per tutto il mondo, rispondono alla logica umanista della Rivoluzione.</p>
<p>La strategia, ha sentenziato Diaz-Canel, parte della necessità di trasformare il comportamento dell&#8217;economia cubana con aggressività, intensità ed innovazione e di sviluppare la stessa, che non è altro che offrire maggiore benessere al popolo.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Diaz-Canel: dobbiamo essere capaci di anticipare le manipolazioni mediatiche</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2020 01:20:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo giovedì, in sessione straordinaria del consiglio dei Ministri, è stata approvata la strategia socioeconomica per l'impulso dell'economia e la lotta alla crisi mondiale provocata dalla COVID-19. Nell'appuntamento, il presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel Bermudez, ha realizzato un importante intervento, che è stato trasmesso nel programma Mensa Redonda.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11672" alt="mesa-redonda-medidas-economicas-3-580x435" src="/files/2020/07/mesa-redonda-medidas-economicas-3-580x435.jpg" width="580" height="435" />Questo giovedì, in sessione straordinaria del consiglio dei Ministri, è stata approvata la strategia socioeconomica per l&#8217;impulso dell&#8217;economia e la lotta alla crisi mondiale provocata dalla COVID-19.</strong></p>
<p>Nell&#8217;appuntamento, il presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel Bermudez, ha realizzato un importante intervento, che è stato trasmesso nel programma Mensa Redonda.</p>
<p>Trattando il tema della comunicazione, ha detto che “dalla prospettiva dei nemici della Rivoluzione, ogni tema è un settore di fuoco”. “Prendono il tema delle code per il pollo e criticano il livello di vita della popolazione, prendono il tema delle carenze ed attaccano la gestione del Governo”, ha detto il presidente cubano. “In definitiva –ha continuato–, attaccano tutto quello che si fa e promuovono azioni per screditare le autorità”.</p>
<p>In temi di diritto e società –ha aggiunto il mandatario–, non desistono nella ricerca dei punti di fallimento dell&#8217;unità nazionale. Per ciò ingrandiscono i possibili dissensi in temi sensibili come il matrimonio ugualitario, il razzismo, la violenza contro la donna o la protezione animale, per menzionare solo alcuni esempi. Invece, anche il Governo cubano lavora in questi debiti di secoli che solo la Rivoluzione nel potere ha affrontato con progresso.</p>
<p>Diaz-Canel ha insistito sull&#8217;importanza di comprendere che, quanto più fronti riescono ad aprire e mentre minore sarà la capacità delle nostre istituzioni politiche e sociali per risolvere le questioni in sospeso, i risultati dei nemici storici della Rivoluzione saranno molto maggiori. Non è possibile dimenticare che gli obiettivi principali dietro tutte le campagne che organizzano sono gli stessi: insultare il sistema politico, visualizzare sempre le cose negative e dimostrare che la nostra società vive nel caos.</p>
<p>“C&#8217;è molto denaro investito ed anche laboratori ideologici. I nuovi modelli mediatici hanno dimostrato effettività in quanto alle loro capacità per manipolare e disarmare ideologicamente i popoli nella nostra regione e nel mondo”, ha messo in allerta.</p>
<p>Pertanto, urge progettare perfino una strategia di comunicazione che utilizzi molti degli strumenti usati contro di noi, e che possa crearne dei nuovi più vicini alla nostra realtà.</p>
<p>Ad ogni modo, non ci sono dubbi che la maniera più effettiva di comunicare è fare le cose, e farle bene. “Cuba, come pochi paesi con lo stesso sviluppo, ha la possibilità di farlo bene. Esistono le istituzioni e le infrastrutture necessarie per generare questa strategia, ed abbiamo il capitale umano preparato per ottenerla”, ha assicurato il mandatario.</p>
<p>In funzione di quello detto anteriormente, ha insistito sulla necessità di aggiornare i modi di comunicare. “Non possiamo continuare ad essere ancorati alle forme anteriori dell&#8217;era digitale e non possiamo burocratizzare i processi ideologici. La comunicazione sociale è arrivata alle istituzioni del paese, ma dobbiamo essere più attivi e capaci di anticipare le manipolazioni mediatiche”, ha detto.</p>
<p>Inoltre, il presidente cubano ha fatto riferimento alle speculazioni che, durante gli ultimi giorni, sono cresciute intorno ad alcuni misure complesse che non beneficiano allo stesso modo tutti i settori. Però, purtroppo, sono necessarie per risolvere i problemi economici della nazione.</p>
<p>“Immediatamente hanno cominciato a seminare dubbi ed alimentare la sfiducia. Il nemico, col suo sistema di mass media ed i suoi mercenari di turno, lavora per seminare disperazione e scoraggiamento. Bisogna vedere come si agitano ed assumono i ruoli di vittime o di pensatori molto preoccupati per il popolo e per i lavoratori, mentre la maggioranza di loro sarebbe incapace del più piccolo sacrificio per la nazione, ed inoltre non parlano mai della vera causa, o la maggiore causa dei nostri problemi, che il bloqueo, che non sono capaci di ripudiare o condannare.</p>
<p>“Tirano fuori dal contesto alcune frasi per ridicolizzare gli sforzi, parlano di apartheid economico&#8230; si può parlare di apartheid economico in un paese dove il Governo si preoccupa tutti i giorni per fare arrivare la maggior parte delle cose a tutti, allo stesso modo?”.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		</item>
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		<title>Quanto spendono gli Stati Uniti in ogni missile o bomba che lanciano?</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Feb 2020 02:57:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è nessun segreto che gli USA investono importanti somme nella difesa, ma quanto costa ognuno dei loro missili ed altri approvvigionamenti lanciati dall'aria? Questa è la domanda che si fa il portale The Drive che raccoglie i prezzi unitari medi che diversi rami delle forze armate statunitensi pensano pagare per differenti armi nell'anno fiscale 2021, come appaiono raccolti nei documenti preventivi ufficiali.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11337" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11337" alt="Un F-35 Lightning II lancia una bomba GBU-32 JDAM in un campo di prove dell'Atlantico, 2012. Foto: Andy Wolfe / Reuters." src="/files/2020/02/F-35-Lightning-II-lanza-una-bomba-GBU-32-JDAM-580x327.jpg" width="580" height="327" /><p class="wp-caption-text">Un F-35 Lightning II lancia una bomba GBU-32 JDAM in un campo di prove dell&#8217;Atlantico, 2012. Foto: Andy Wolfe / Reuters.</p></div>
<p><strong>Non è nessun segreto che gli USA investono importanti somme nella difesa, ma quanto costa ognuno dei loro missili ed altri approvvigionamenti lanciati dall&#8217;aria? Questa è la domanda che si fa il portale The Drive che raccoglie i prezzi unitari medi che diversi rami delle forze armate statunitensi pensano pagare per differenti armi nell&#8217;anno fiscale 2021, come appaiono raccolti nei documenti preventivi ufficiali.  </strong></p>
<p>Il portale precisa che i prezzi per unità possono variare considerevolmente dipendendo da vari fattori, come il volume dell’ordine; succede magari che servizi diversi possono alla fine pagare quantità diverse per le stesse armi, così come un solo servizio può pagare differenti quantità per le stesse munizioni nel preventivo di base e nel preventivo supplementare di Operazioni di Contingenza all&#8217;estero.</p>
<p>L&#8217;arma più cara della lista è il missile anti-radar a lungo raggio AGM-88G AARGM-ER, il cui prezzo si stima in 6,1 milioni di dollari per unità. Il nuovo missile anti-nave a lungo raggio, o AGM-158C LRASM, costa quasi quattro milioni, mentre il prezzo di un AGM-114 Hellfire varia tra i 45 000 dollari per l&#8217;Armata ed i 213 000 per l&#8217;Esercito.</p>
<p>Missili aria-aria</p>
<p>AIM-9X Sidewinder (Forza Aerea): 472 000 dollari</p>
<p>AIM-9X Sidewinder (Armata): 430 818 dollari</p>
<p>AIM-120 AMRAAM (Forza Aerea): 1 095 milioni di dollari</p>
<p>AIM-120 AMRAAM (Armata): 995 018 dollari.</p>
<p>Missili aria-terra</p>
<p>AGM-88G AARGM-ER (Armata): 6 149 milioni di dollari</p>
<p>AGM-114 Hellfire (Forza Aerea): 70 000 dollari</p>
<p>AGM-114 Hellfire (Esercito): 213 143 dollari</p>
<p>AGM-114 Hellfire (Armata): 45 409 dollari</p>
<p>AGM-158 JASSM (Forza aerea): 1 266 milioni di dollari</p>
<p>AGM-158C LRASM (Forza aerea): 3 960 milioni di dollari</p>
<p>AGM-158C LRASM (Armata): 3 518 milioni di dollari</p>
<p>AGM-179 JAGM (Esercito): 324 805 dollari.</p>
<p>AGM-179 JAGM (Armata): 243 281 dollari.</p>
<p>Bombe guidate di precisione</p>
<p>GBU-39/B (Forza Aerea): 39 000 dollari</p>
<p>GBU-53/B StormBreaker (Forza Aerea): 195 000 dollari</p>
<p>GBU-53/B StormBreaker (Armata): 220 916 dollari</p>
<p>JDAM (Forza Aerea): 21 000 dollari.</p>
<p>JDAM (Armata): 22 208 dollari.</p>
<p>Come sottolinea The Drive, i prezzi delle munizioni lanciate dall&#8217;aria sono una questione interessante da considerare, specialmente tenendo in conto quante di loro sono usate dall&#8217;Esercito degli USA ogni anno. Solo nel 2019, gli aeroplani militari statunitensi hanno usato 7 423 munizioni di vari tipi in Afghanistan ed altre 4 729 in Iraq e Siria, secondo dati ufficiali. Dall’inizio dell’anno, hanno utilizzato già 415 e 68 armi in queste stesse aree, rispettivamente.</p>
<p>di RT</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Presidente cubano scambia con imprenditori di settori chiave in Russia</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Oct 2019 17:31:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Miguel Diaz-Canel, il capo di Stato dell'isola caraibica, ha sostenuto un incontro con imprenditori russi, dove ha ascoltato lo stato di avanzamento dei progetti congiunti, compreso quelli della sfera metallurgica, della costruzione di macchinari, dell'energia, del trasporto e della sfera bancaria.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11173" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11173" alt="foto: Prensa Latina" src="/files/2019/10/joa-dcanel-rusia.jpg" width="580" height="386" /><p class="wp-caption-text">foto: Prensa Latina</p></div>
<p><strong>Miguel Diaz-Canel, il capo di Stato dell&#8217;isola caraibica, ha sostenuto un incontro con imprenditori russi, dove ha ascoltato lo stato di avanzamento dei progetti congiunti, compreso quelli della sfera metallurgica, della costruzione di macchinari, dell&#8217;energia, del trasporto e della sfera bancaria.  </strong></p>
<p>Nella riunione, il mandatario cubano ha sottolineato le difficoltà che attraversa il suo paese a partire dal rinforzo del bloqueo degli Stati Uniti, ma ha riaffermato la volontà di non fare concessioni e di continuare con i programmi di sviluppo della nazione caraibica.</p>
<p>All&#8217;incontro erano presenti dirigenti di imprese energetiche come InterRAO, Sinara (locomotive), GAZ (automotrice), Transneft e Zarubezhneft (petrolio), banche e l&#8217;Impresa di Ferrovie della Russia (RZHD), tra le altre.</p>
<p>Gli imprenditori russi hanno fatto riferimento alla possibilità di montare assemblatrici a Cuba, ed il capo di stato cubano ha chiesto loro di partecipare anche con più investimenti nei programmi di sviluppo dell&#8217;isola.</p>
<p>Il mandatario cubano ha indicato che Biocubafarma lavora nelle regioni russe a partire dalle potenzialità che ci sono, per identificare nuove nicchie di mercato dove possono concretarsi esportazioni di beni e servizi.</p>
<p>Inoltre, i ministri dei settori più coinvolti nelle sfere di cooperazione mutua erano presenti nella colazione di lavoro con gli imprenditori.</p>
<p>Per la parte cubana, ha assistito il ministro cubano degli Affari Esteri, Bruno Rodriguez, il titolare delle Comunicazioni, Jorge Luis Perdomo, dell’Agricoltura, Gustavo Rodriguez, dell’Industria, Alfredo Lopez, e dei Trasporti, Eduardo Rodriguez.</p>
<p>Inoltre, alle conversazioni ha assistito il ministro cubano di Commercio Estero ed Investimento Straniero, Rodrigo Malmierca.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_11174" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11174" alt="foto: Demetrio Villaurrutia/ Facebook" src="/files/2019/10/DiazCanel.jpeg" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">foto: Demetrio Villaurrutia/ Facebook</p></div>
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		<title>Tempo di Cambiamenti, Tempi di Rivoluzione</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jul 2019 00:10:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Piano contro Piano, come ci ha insegnato Martì e come ha messo poi in pratica Fidel, magistralmente. Quello loro, cioè il loro Piano, asfissiarci, dividerci, darci fuoco. Il nostro, unirci, fortificarci, rivoluzionarci. Il bloqueo, come il dinosauro -con tutta la sua perfidia -, continua a stare lì e fa molto male; ma, non è il momento per piangere o lamentarsi; è tempo di cambiare quello che deve essere cambiato, senza abbandonare i principi né la storia.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11026" alt="visita-a-pinar-del-rio-segundo-dia-05-580x435-580x435" src="/files/2019/07/visita-a-pinar-del-rio-segundo-dia-05-580x435-580x435.jpg" width="580" height="435" />Piano contro Piano, come ci ha insegnato Martì e come ha messo poi in pratica Fidel, magistralmente. Quello loro, cioè il loro Piano, asfissiarci, dividerci, darci fuoco. Il nostro, unirci, fortificarci, rivoluzionarci.</strong></p>
<p>Il bloqueo, come il dinosauro -con tutta la sua perfidia -, continua a stare lì e fa molto male; ma, non è il momento per piangere o lamentarsi; è tempo di cambiare quello che deve essere cambiato, senza abbandonare i principi né la storia.</p>
<p>Di fronte alle misure punitive dell&#8217;impero ed alle liste illegittime come fattori di pressione, di fronte alla bugia ed all&#8217;odio come pratica politica, Cuba risponde con intelligenza e disinvoltura, osservandosi dentro per calibrare le proprie forze e le proprie riserve, agendo con audacia e prodezza, mettendo il mirino nelle mete di sviluppo e non unicamente nelle misure di contingenza, aggiungendo un vento nuovo al programma di trasformazioni economiche e sociali intrapreso dal VI Congresso del Partito.</p>
<p>Il Governo cubano, alimentato dal contatto diretto e permanente col suo popolo,–ascoltando la gente per le strade, l&#8217;operaio nella fabbrica e nel suo Congresso sindacale, il contadino nel solco, lo studente nell&#8217;Università–, è venuto sgrossando il cammino, raddrizzando le curve, cercando misure rinnovatrici. L&#8217;ultima settimana permette di considerare il valore e l&#8217;impatto dei cambiamenti che si implementano e che stanno per succedere.</p>
<p>Una strategia economica più audace e realista è stata approvata dal Consiglio dei Ministri, a partire dai dati ricuperati in tutto il paese, cominciando ad implementare nuove misure, studiate con i settori dell&#8217;accademia, ed altre già studiate che non erano avanzate nel loro consolidamento pratico. Passi di decentralizzazione economica, priorità all&#8217;industria ed alla produzione nazionale, flessibilizzazione e stimolo all&#8217;esportazione, maggiori possibilità di interrelazione tra gli attori economici statali e non statali, rendere più dinamico lo sviluppo municipale e locale come basi della gestione del governo, ordinamento del commercio interno per frenare la fuga di denaro, sono alcune delle decisioni adottate.</p>
<p>Già prima, dal principio di giugno, il governo aveva convocato ad un esercizio trasformatore e veramente partecipativo per conformare il Piano dell&#8217;Economia 2020, cambiando la pratica di elaborarlo da sopra verso il basso, utilizzando un metodo che include in primo luogo i lavoratori ed i collettivi, conoscitori delle riserve di produzione, della qualità e dell’efficienza reali.</p>
<p>Con tutto ciò, con saggezza, si è fatto riferimento all&#8217;esperienza del passato. Oggi niente è gratuito, in questi tempi difficili, la decisione di riscattare come riferimenti le due Direttive del Comandante in Capo per il Periodo Speciale ed il proposito di portare nell&#8217;agenda economica alcune pratiche positive che sono state adottate durante quegli anni (come l&#8217;esperienza di FINATUR), e che in seguito sono state abbandonate.</p>
<p>E quando sembrava che la possibilità fosse molto lontana, è arrivato il colpo di audacia di rompere il circolo vizioso che allontanava sempre di più i salari del settore statale (il preventivato, soprattutto) dai prezzi in aumento di prodotti e dei servizi. È il primo passo di una trasformazione più radicale, in un processo già progettato che includerà–come ha annunciato il Presidente nel suo intervento a Pinar del Rio–, una riforma salariale integrale, riforma nella politica dei prezzi, eliminazione dei sussidi e l&#8217;imprescindibile unificazione monetaria e cambiaria.</p>
<p>È la stessa audacia con cui Diaz–Canel ha parlato ai nostri intellettuali ed agli artisti nell’appena concluso Congresso dell&#8217;UNEAC: convocandoli alla difesa del progetto socialista di nazione, alla salvaguardia rinnovata e rinnovatrice della Politica Culturale della Rivoluzione, confrontandosi con pratiche inamovibili, chiamando le cose con il loro nome, sollecitando l&#8217;azione ed un pensiero collettivo che arricchisce, reclamando un combattimento contro l&#8217;indecenza e l&#8217;incultura, il mercenarismo e la banalità.</p>
<p>Qui c’è la sua messa a fuoco critica delle pratiche stabilite nella relazione tra cultura e turismo e la sua opinione sulle istituzioni ed aziende della cultura; le prime, per maniere burocratiche e mancanza di professionismo che le collocano dietro ai creatori; le seconde, per insufficienze nella produzione, promozione e commercializzazione della nostra migliore creazione e per pratiche di parassitismo che favoriscono la corruzione ed ostacolano un maggiore apporto dell&#8217;industria culturale al Prodotto Interno Lordo del paese.</p>
<p>I partecipanti, in uno scelto auditorium di artisti e di intellettuali presenti nell&#8217;appuntamento, hanno dimostrato appoggio a questi appelli a cambiare i modi fare e la necessità di rispondere alle legittime aspirazioni dei creatori.</p>
<p>Per questa strada cammina la nuova politica per fomentare la creazione cinematografica ed audiovisiva, resa pubblica giovedì scorso, sorta precisamente dall&#8217;impegno, dalle proposte e dalle aspirazioni dei creatori, in dialogo critico ed istruttivo con le istituzioni.</p>
<p>Cambiamenti ordinati sono stati sperimentati anche dal Partito, conseguente con quanto accordato nel suo VII Congresso, di fomentare “una rinnovazione sistematica” che garantisca “la vitalità e continuità della direzione del nostro processo rivoluzionario”. La scorsa settimana sono stati eletti nuovi primi segretari a Camagüey ed a Las Tunas. Anteriormente, sono state cambiate le direzioni di partito a Matanzas, Cienfuegos, Villa Clara, Ciego de Avila e l&#8217;Isla de la Juventud. Compagni più giovani hanno assunto queste responsabilità complesse, ed i più sperimentati che hanno concluso questo dovere, passano a rinforzare il Governo e l&#8217;amministrazione in nuovi compiti.</p>
<p>Adesso, ci saranno riunioni nell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare che arriveranno marcate con l&#8217;inedito scenario di dibattito di tre importanti progetti di leggi in una stessa sessione ordinaria del Parlamento cubano. Anche il nostro potere legislativo si muove a tono coi tempi.</p>
<p>Sono stati giorni di cambi ed ottimismo. Una Rivoluzione deve alimentarsi permanentemente della rinnovazione e dell&#8217;autocritica, insieme all&#8217;autoaffermazione ed all&#8217;esperienza accumulata; una relazione dialettica di sane ed umane aspirazioni con le realtà inevitabili. L’ambiente positivo nel nostro paese in questi giorni riflette il consenso raggiunto da una gestione di governo sistematica ed audace, energizzante e trasformatrice, basata nel pensiero e nell&#8217;analisi, con la scienza come supporto e capacità di comunicazione, dove si affronta l&#8217;inerzia, l&#8217;indolenza, la burocrazia, il lavoro superficiale, la mancanza di controllo, l&#8217;insensibilità e la disattenzione ai problemi della popolazione.</p>
<p>La nuova generazione, che ha appena assunto un anno fa la direzione dello Stato e del Governo, ha dimostrato la sua capacità di leadership, il suo senso del momento storico, la sua fedeltà al popolo ed alla nostra storia. Benché manchi ancora molto da fare, e lo sappiamo.</p>
<p>Il pensiero in questi tempi di Rivoluzione deve essere di radice martiana ed essenza fidelista. L&#8217;Apostolo ci ha spinto ad esercitare la politica “… che ha per oggetto mettere un numero di uomini in condizione di essere felici per il lavoro e per il decoro”. Su questi principi camminano le chiavi dei nostri cambiamenti. Accompagnarli col nostro sforzo e la nostra dedicazione sarà imprescindibile per il successo.</p>
<p>di Randy Alonso Falcon</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Estudios Revolucion</p>
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		<title>Liberalizzare l&#8217;economia di Cuba: inizia il bombardamento mediatico</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2016 00:27:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un messaggio si ripete nei grandi media: il Governo di Cuba deve "liberalizzare" l'economia in risposta alle misure adottate dagli USA, all' "ammorbidire" parzialmente il loro blocco all'isola. Per spiegare le ultime misure della Casa Bianca, che consentono l'esportazione, a credito, di alcuni prodotti a Cuba, l'emittente pubblica tedesca Deutsche Welle contattava il suo corrispondente nelle Borsa di New York: ''Che effetto economico avrà questo allentamento delle sanzioni?" -chiedeva la presentatrice-. "Dipenderà in gran parte dall'azione intrapresa dal Governo cubano per liberalizzare la propria economia" -rispondeva il corrispondente-.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9147" alt="" src="/files/2016/02/leccionesdemanipulacion290.jpg" width="300" height="179" /><strong>Un messaggio si ripete nei grandi media: il Governo di Cuba deve &#8220;liberalizzare&#8221; l&#8217;economia in risposta alle misure adottate dagli USA, all&#8217; &#8220;ammorbidire&#8221; parzialmente il loro blocco all&#8217;isola.</strong></p>
<p>Per spiegare le ultime misure della Casa Bianca, che consentono l&#8217;esportazione, a credito, di alcuni prodotti a Cuba (1), l&#8217;emittente pubblica tedesca Deutsche Welle contattava il suo corrispondente nelle Borsa di New York (2): &#8221;Che effetto economico avrà questo allentamento delle sanzioni?&#8221; -chiedeva la presentatrice-. &#8220;Dipenderà in gran parte dall&#8217;azione intrapresa dal Governo cubano per liberalizzare la propria economia&#8221; -rispondeva il corrispondente-.</p>
<p>È un messaggio che ripete tutto il sistema mediatico. Nel quotidiano spagnolo &#8220;El Mundo&#8221; si leggeva, qualche settimana fa, che il &#8220;disgelo&#8221; tra Cuba e gli USA avanza ad un ritmo molto lento &#8220;per la decisione di l&#8217;Avana di non &#8216;allentare&#8217; troppo il controllo dell&#8217;economia&#8221; (3 ).</p>
<p>Il canale spagnolo La Sexta ci diceva nel suo informativo (4): &#8220;Obama e Castro sembra che comincino ad essere in sintonia. Ma per molti, sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno dell&#8217;isola ciò non basta&#8221;. Ma, che cosa è che non basta? La risposta la dava l&#8217;unico analista intervistato: il neoliberale Carlos Malamud (5), appartenente al think tank del destrorso Real Instituto Elcano (6): &#8220;Se Cuba non fa passi verso una maggiore apertura, sia del sistema economico che del sistema politico -anche se questo sarà molto più difficile- sarà impossibile che questioni come l&#8217;embargo o la Legge Helms-Burton possano essere abrogate dal Congresso USA&#8221;. Pertanto, solo se Cuba muove la &#8220;pedina&#8221;, avrà la sua ricompensa: &#8220;Con questo, Obama potrebbe fare miracoli davanti ad un Congresso ed un Senato che da gennaio avrà maggioranza repubblicana&#8221;.</p>
<p>E&#8217; lo stesso ricatto di 50 anni fa: se Cuba vuole liberarsi del blocco, dovrà realizzare i cambi che esigono gli USA, i centri di analisi ed i grandi mezzi di comunicazione (7). Con una priorità ora: un&#8217; &#8220;apertura economica&#8221; o &#8220;liberalizzazione&#8221; che porti verso l&#8217;accettazione di un sistema economico capitalista. Non importa se questo va contro la volontà del popolo cubano, come approvato nelle 163000 assemblee che, nel 2011, segnarono la tabella di marcia degli attuali cambiamenti economici dentro il socialismo (8).</p>
<p>Per anni dominava un messaggio nei media: che il blocco USA era un un mero pretesto del Governo cubano per nascondere il suo fallimento economico, e che appena incideva sull&#8217;economia dell&#8217;isola (9). Oggi pochi osano sostenere lo stesso, quando, in un solo anno di timide misure di Obama, l&#8217;economia cubana è cresciuta del 4%, un&#8217;eccezione nella regione, che ha contratto il suo PIL -secondo la CEPAL- di uno 0,4% (10).</p>
<p>Tuttavia, ci sono media specialisti nel camuffare o minimizzare gli effetti del blocco. Oppure addossarli al Governo cubano. Il quotidiano spagnolo &#8220;El Mundo&#8221;, enumerava le difficoltà e le carenze dei servizi di comunicazione sull&#8217;isola, &#8220;telefonare (tra Cuba e USA) costa dieci volte di più&#8221; che tra il Messico e USA, o &#8220;un&#8217;ora di connessione Internet (costa) 2 pesos convertibili, ciò che è il 9% dello stipendio medio&#8221; a Cuba (11). Il motivo, ovviamente, non è il blocco, ma -parole testuali- &#8220;le restrizioni imposte da entrambi i paesi&#8221;. Da entrambi i paesi? Non furono gli USA che proibirono alle loro aziende, per anni, di connettere Cuba agli anelli in fibra ottica, rallentando e rendendo così più costose le sue connessioni? (12)</p>
<p>&#8220;El Mundo&#8221; ci dice, inoltre, che &#8220;la posta ordinaria (tra Cuba e USA) (&#8230;) non esisteva fino a solo una settimana fa, quando i due governi hanno annunciato la loro intenzione di ripristinare il servizio postale&#8221;. Entrambi i governi? Non fu il governo USA quello che sospese, nel 1963, il servizio di posta verso Cuba? (13)</p>
<p>Dopo un anno di dialogo bilaterale, è nota l&#8217;irrequietezza che produce, nei grandi media ed in importanti circoli di potere politico (14), che Cuba non abbia piegato le ginocchia né realizzato concessioni sui principi. Il quotidiano &#8220;El Mundo&#8221;, si lamentava che nell&#8217; &#8220;approccio&#8221; &#8220;sostenuto da Obama (&#8230;) c’era una carota ma nessun bastone&#8221;. &#8220;Gli USA non hanno imposto condizioni al processo&#8221;, &#8220;di cui ha approfittato Raul Castro per fare richieste senza far concessioni&#8221; (15).</p>
<p>E’ iniziato il secondo anno di questo dialogo verso la normalizzazione delle relazioni Cuba-USA. E nei media ancora dovranno continuare&#8230; ad inghiottire saliva.</p>
<p>José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación</p>
<p>Traduzione Francesco Monterisi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubainformacion.tv/index.php/lecciones-de-manipulacion/67021-liberalizar-la-economia-de-cuba-comienza-el-bombardeo-mediatico" >per vedere il video</a></p>
<p>(1)  <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubadebate.cu/noticias/2016/01/26/nuevas-medidas-de-eeuu-facilitan-creditos-a-cuba-para-productos-autorizados-del-dolar-no-se-habla/#.VqoKglKulQk" >http://www.cubadebate.cu/noticias/2016/01/26/nuevas-medidas-de-eeuu-facilitan-creditos-a-cuba-para-productos-autorizados-del-dolar-no-se-habla/#.VqoKglKulQk</a></p>
<p>(2)  <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.dw.com/es/estados-unidos-relaja-las-sanciones-contra-cuba/av-19006327" >http://www.dw.com/es/estados-unidos-relaja-las-sanciones-contra-cuba/av-19006327</a></p>
<p>(3)  <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.elmundo.es/internacional/2015/12/17/56713d3b268e3e157b8b458e.html" >http://www.elmundo.es/internacional/2015/12/17/56713d3b268e3e157b8b458e.html</a></p>
<p>(4)    <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.lasexta.com/videos-online/noticias/mundo/cual-sera-futuro-cuba-fin-bloqueo-estados-unidos_2014122000016.html" >http://www.lasexta.com/videos-online/noticias/mundo/cual-sera-futuro-cuba-fin-bloqueo-estados-unidos_2014122000016.html</a></p>
<p>(5)  <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://elpais.com/autor/carlos_malamud/a/" >http://elpais.com/autor/carlos_malamud/a/</a></p>
<p>(6)  <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.realinstitutoelcano.org/wps/portal/web/rielcano_es/biografia/?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/elcanov2_es/elcanov2/investigadores/carlos-malamud" >http://www.realinstitutoelcano.org/wps/portal/web/rielcano_es/biografia/?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/elcanov2_es/elcanov2/investigadores/carlos-malamud</a></p>
<p>(7)  <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubainformacion.tv/index.php/lecciones-de-manipulacion/66494-embargo-por-derechos-humanos-la-perversion-mediatica-del-quid-pro-quo-en-el-dialogo-cuba-eeuu" >http://www.cubainformacion.tv/index.php/lecciones-de-manipulacion/66494-embargo-por-derechos-humanos-la-perversion-mediatica-del-quid-pro-quo-en-el-dialogo-cuba-eeuu</a></p>
<p>(8)  <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.elmundo.es/america/2011/04/17/cuba/1303059652.html" >http://www.elmundo.es/america/2011/04/17/cuba/1303059652.html</a></p>
<p>(9)  <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://elpais.com/diario/2009/04/12/internacional/1239487202_850215.html" >http://elpais.com/diario/2009/04/12/internacional/1239487202_850215.html</a></p>
<p>(10)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://noticias.lainformacion.com/economia-negocios-y-finanzas/petroleo-y-gases-secundarios/cuba-espera-un-prospero-2016-si-el-clima-y-venezuela-quieren_jaMeFOuQE0zWyPYcVAZKW6/" >http://noticias.lainformacion.com/economia-negocios-y-finanzas/petroleo-y-gases-secundarios/cuba-espera-un-prospero-2016-si-el-clima-y-venezuela-quieren_jaMeFOuQE0zWyPYcVAZKW6/</a></p>
<p>(11)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.elmundo.es/internacional/2015/12/18/56716ed022601d3b3f8b45b7.html" >http://www.elmundo.es/internacional/2015/12/18/56716ed022601d3b3f8b45b7.html</a></p>
<p>(12)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubainformacion.tv/index.php/lecciones-de-manipulacion/57373-igoogle-promueve-internet-libre-en-cuba-donde-sus-propias-aplicaciones-estan-prohibidas-por-el-bloqueo" >http://www.cubainformacion.tv/index.php/lecciones-de-manipulacion/57373-igoogle-promueve-internet-libre-en-cuba-donde-sus-propias-aplicaciones-estan-prohibidas-por-el-bloqueo</a></p>
<p>(13)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubavsbloqueo.cu/es/lyndon-b-johnson" >http://www.cubavsbloqueo.cu/es/lyndon-b-johnson</a></p>
<p>(14)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.telecinco.es/informativos/nacional/Jose-Maria-Aznar-Podemos-democratico_0_2122575482.html" >http://www.telecinco.es/informativos/nacional/Jose-Maria-Aznar-Podemos-democratico_0_2122575482.html</a></p>
<p>(15)       <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.elmundo.es/internacional/2015/12/17/567184a646163f72578b45ec.html" >http://www.elmundo.es/internacional/2015/12/17/567184a646163f72578b45ec.html</a></p>
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		<title>In Bolivia comandano i popoli ancestrali, Evo Morales</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2015 00:37:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente boliviano, Evo Morales, ha assicurato oggi qui che nel suo paese comandano i popoli ancestrali, che risolvono loro stessi il tema economico, a differenza che quando tutto era subordinato al Fondo Monetario Internazionale (FMI). Il FMI ha smesso di decidere in Bolivia ed ora comandano i popoli ancestrali, ha detto il capo di Stato nel suo discorso presso la VII Conferenza Italia-America Latina-Caraibi che si estenderà fino a domani a Milano.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5612" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-5612" alt="Evo Morales" src="/files/2012/09/evo-morales.jpg" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Evo Morales</p></div>
<p><strong>Il presidente boliviano, Evo Morales, ha assicurato oggi qui che nel suo paese comandano i popoli ancestrali, che risolvono loro stessi il tema economico, a differenza che quando tutto era subordinato al Fondo Monetario Internazionale (FMI).   </strong></p>
<p>Il FMI ha smesso di decidere in Bolivia ed ora comandano i popoli ancestrali, ha detto il capo di Stato nel suo discorso presso la VII Conferenza Italia-America Latina-Caraibi che si estenderà fino a domani a Milano.</p>
<p>“Prima comandavano i gringos, ora comandiamo noi, gli indigeni e fatto!, risolto il problema economico in Bolivia”, ha risaltato, mentre ha ricevuto applausi prolungati dal resto dei presenti.</p>
<p>Per il leader indigeno, la sottomissione all’FMI, il cui ruolo, secondo i suoi statuti, è fomentare la cooperazione monetaria internazionale, solo garantisce danni e grattacapi per i popoli.</p>
<p>Morales ha insistito nell&#8217;importanza che i paesi poveri ricevano crediti, ma ha messo ben in chiaro che questi prestiti non possono essere soggetti a ricatti, mentre ha ricordato che in Bolivia “terminò la cooperazione condizionata. Già non è come prima, la Banca Mondiale non ricatta più e ci siamo liberati dell’FMI”.</p>
<p>Da quando assunse il potere in gennaio del 2006, Morales si convertì in critico acerrimo delle politiche dell&#8217;FMI nel suo paese e lo incolpò dei mali che attraversò per anni l&#8217;economia.</p>
<p>Il capo di Stato boliviano è arrivato ieri a Milano, proveniente da Bruxelles, la capitale belga, dove partecipò al II Vertice Stati Latinoamericani e Caraibici (Celac)-Unione Europea (UE).</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Bolivia 1- Coca Cola 0</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2014 00:41:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molti si vantano di affermare che l'economia non ha nulla a che vedere con la politica. Insistono nello spiegare l'economia come una scienza esatta, come l’ingegneria, in cui un insieme di strumenti tecnici, quasi magicamente, ed a volte per inspiegabili cause neutrali, finiscono per definire il modo più efficace per organizzare una società. Parlare di politica quando si discute di economia sembra una bestemmia per quegli acerrimi difensori del paradigma egemonico. Così, l'economia la presentano come una questione di esperti in cui il popolo, e pertanto la politica, non possono dare il loro parere.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8181" alt="" src="/files/2014/10/morales-coca-cola-logo.jpg" width="300" height="250" />Molti si vantano di affermare che l&#8217;economia non ha nulla a che vedere con la politica. Insistono nello spiegare l&#8217;economia come una scienza esatta, come l’ingegneria, in cui un insieme di strumenti tecnici, quasi magicamente, ed a volte per inspiegabili cause neutrali, finiscono per definire il modo più efficace per organizzare una società. Parlare di politica quando si discute di economia sembra una bestemmia per quegli acerrimi difensori del paradigma egemonico. Così, l&#8217;economia la presentano come una questione di esperti in cui il popolo, e pertanto la politica, non possono dare il loro parere.  </strong></p>
<p>“Il tempo della post politica”, come dice Chantal Mouffe, è quello in cui si pretende imporre, da parte di coloro che cercano di evadere la disputa politica, ogni volta che si deve discutere su temi sociali di massima importanza. Meno male che in seguito la stessa realtà confuta questa tesi assurda e finisce sempre per dimostrare che la politica attraversa l&#8217;economia. Dal momento che non può essere in modo diverso, non c&#8217;è dibattito economico se questo non si fa dal confronto politico.</p>
<p>Sono già passati alcuni giorni ed ora si può raccontare senza stress elettorale. L’attacco smisurato della Coca Cola contro il governo di Evo Morales, giusto prima delle elezioni della passata domenica 12 ottobre, è un buon esempio per spiegare come la politica si trasforma in una variabile chiave per capire che cosa succede in termini economici. In maniera molto “curiosa” (le virgolette sono virgolette ironiche), Coca Cola, a pochi giorni dal gran appuntamento democratico, decide di aumentare il prezzo di tutti i prodotti della sua marca, in un paese dove il controllo dei prezzi è una religione molto effettiva ed appoggiata dalla maggioranza della popolazione.</p>
<p>Così, improvvisamente, la più multinazionale delle multinazionali considera che i costi dei suoi prodotti sono aumentati ed è giustamente in piena giornata di riflessione elettorale il momento più opportuno per provocare un aumento dei prezzi in prodotti che sono ampiamente consumati dal popolo boliviano.</p>
<p>Nel governo del MAS, la lotta contro l&#8217;inflazione è un obiettivo prioritario e così si dimostra nella sua effettiva politica di controllo dei prezzi, di monitoraggio giornaliero su moltissimi prodotti della cesta basica dei boliviani. Questo processo di cambiamento capisce che l&#8217;inflazione è letteralmente una questione di sforzo distributivo, di lotta tra il potere di mercato di pochi (che cerca il massimo guadagno) ed il potere popolare della maggioranza sociale (che non desidera perdere potere d&#8217;acquisto).</p>
<p>L&#8217;inflazione è un&#8217;equazione politica e non un valore uscito da uno shaker di variabili tecniche. Così è come Evo Morales ed i suoi collaboratori concepiscono questa arma di distruzione di massa del XXI secolo. E per questo il suo governo può contare su un&#8217;economia in continua crescita, con forte protagonismo delle politiche sociali ridistributive, con un&#8217;inflazione controllata e compensata abbondantemente dal miglioramento delle condizioni di vita salariali della cittadinanza.</p>
<p>Questo successo in politica economica non è casuale, ma deriva dal concepire che la lotta contro l&#8217;inflazione solo si può realizzare dal recupero della sovranità in politica economica. Coca Cola si è confusa nell’epoca, e ha creduto che stesse ancora nell&#8217;era neoliberale, pensando che poteva incrementare i prezzi come se la libertà di mercato fosse più importante della giustizia sociale per i boliviani. Ed invece no.</p>
<p>Il governo boliviano ha dato una lezione magistrale di economia politica ostacolando che Coca Cola abusasse della sua posizione di mercato per colpire la vita quotidiana dei boliviani, e soprattutto se questo si produce a così poco tempo dalla votazione nelle elezioni. Il ministro di Sviluppo Produttivo, Teresa Morales, non lasciò posto ai dubbi nella sua reazione: “questo è un atto politico”; “Coca Cola non ha trovato la migliore maniera di attaccare questo momento iniziando un processo di incremento dei prezzi”; “la compagnia cade in un atto apertamente politico e di attentato contro il portafoglio dei boliviani, poiché lancia questa misura due giorni prima delle elezioni.”</p>
<p>Tanto contundente come efficace, la posizione della ministro e del Presidente, che non hanno permesso questo tentativo di golpe di mercato, che pretendeva contaminare l&#8217;ambiente affinché l&#8217;opposizione pescasse elettoralmente “in un fiume in piena”. Il governo ha usato le sue facoltà legali e politiche per sospendere questo incremento di prezzi; ha obbligato i dirigenti della Coca Cola a dare spiegazioni; li ha fatti retrocedere; ed inoltre ha dichiarato che da adesso anche le bevande gasate saranno dentro il monitoraggio giornaliero dei prezzi. L&#8217;inflazione, per questo governo, non potrà mai essere così concepita, come un essere paranormale che ha vita propria ma senza nomi né cognomi. No. In questa Bolivia, l&#8217;inflazione si controlla con misure azzeccate ed economiche ma sempre dalla politica, identificando chi è ciascuno, e che tipo di interessi ha.</p>
<p>Recuperare la sovranità in politica economica è capire precisamente che solo si può avere un&#8217;altra economia giusta ed umanista, se questa si implementa da una posizione politica indipendente. Il governo di Evo Morales l&#8217;ha dimostrato, e la vittoria di fronte alla Coca Cola è una dimostrazione in più di questa strada ardua ma fruttuosa.</p>
<p>Così è come si spiega che Evo Morales abbia l&#8217;appoggio che ha nelle urne perché non promette quello che non compie; perché la sovranità non è un eufemismo da nulla, bensì realmente costituisce il principio politico basilare per portare a termine una politica economica molto azzeccata. Adesso, Coca Cola, prima di volere usare il suo potere di mercato, lo penserà due volte, perché ad affrontarla ci sarà un processo guidato da un Presidente che sa perfettamente usare il suo potere politico, elettorale, sociale e popolare.</p>
<p>Preso da CELAG</p>
<p>di Alfredo Serrano Mancilla</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Argentina respinge il concetto di essere in default</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 00:14:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“L'Argentina non è in default”, ha affermato oggi qui il suo ministro di Economia, Axel Kicillof, "come invece fanno credere gli Stati Uniti per il conflitto speculativo generato dai fondi avvoltoio e dal giudice Thomas Griesa".  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8006" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8006" alt="Axel Kicillof" src="/files/2014/07/Axel-Kicillof.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">Axel Kicillof</p></div>
<p><strong>“L&#8217;Argentina non è in default”, ha affermato oggi qui il suo ministro di Economia, Axel Kicillof, &#8220;come invece fanno credere gli Stati Uniti per il conflitto speculativo generato dai fondi avvoltoio e dal giudice Thomas Griesa&#8221;.</strong></p>
<p>“Dire che l&#8217;Argentina è in default è una vigliaccata atomica, poiché il paese ha la liquidità per saldare i suoi compromessi; abbiamo il denaro per pagare le scadenze di questo anno e degli anni prossimi”, ha affermato il titolare in una conferenza che ha fatto nel Palazzo del Fisco.</p>
<p>Ha ricordato che il Governo ha trasferito il denaro per pagare il saldo stipolato, e Griesa l’ha immobilizzato; ora i creditori che sono i padroni stanno reclamando al giudice che liberi questi depositi.</p>
<p>Kicillof ha messo in allerta che c&#8217;è una campagna per seminare l&#8217;incertezza, la paura e generare il caos finanziario ed economico, ed ha fatto un appello al popolo argentino ed a tutti i settori dell&#8217;economia nazionale affinchè si sentano tranquilli, perché questo Governo non firmerà niente che comprometta i suoi obblighi ed il paese.</p>
<p>Il fantasma del 2001 non esiste, ha sentenziato.</p>
<p>“Non pregiudichiamo il futuro degli argentini”, ha insistito il ministro, che ha trattato ieri con i fondi avvoltoio un&#8217;uscita ragionevole e vitale per tutti di questa lite, ma gli obbligazionisti hanno respinto tutte le offerte che gli hanno presentato.</p>
<p>“Questi creditori che hanno presentato la denuncia e rappresentano solo l’1% dei proprietari dei buoni non solo stanno colpendo il paese, ma anche il 93% dei creditori”, ha affermato Kicillof.</p>
<p>“Non soddisferemo l’1% per danneggiare il 93% dei creditori”, ed ha concluso dicendo che “Argentina continuerà a compiere i suoi obblighi con la maggioranza del gruppo”.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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