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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Ebola</title>
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		<title>Lettera di Raul ai collaboratori che hanno combattuto l’Ebola in Africa: La Patria vi riceve con orgoglio</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2015 00:52:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo avere compiuto la missione rispettabile che vi portò fino all'Africa Occidentale sei mesi fa, perfino a rischio delle vostre stesse vite, per combattere il focolaio dell’Ebola che colpiva questo continente, siete ritornati alla Patria che vi riceve col maggiore orgoglio. A nome del popolo cubano e del mio proprio, vi trasmetto un riconoscimento per l'eroico lavoro realizzato come parte del Contingente Internazionale ‘Henry Reeve’.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8777" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8777" alt="Nell'atto di riconoscimento per i medici cubani che lottarono contro l'Ebola, presieduto da Josè Ramon Machado Ventura, sono stati decorati con l'Ordine Carlos J. Finlay 248 membri del contingente per i meriti raggiunti nel compimento del dovere" src="/files/2015/07/ebola01.jpg" width="580" height="278" /><p class="wp-caption-text">Nell&#8217;atto di riconoscimento per i medici cubani che lottarono contro l&#8217;Ebola, presieduto da Josè Ramon Machado Ventura, sono stati decorati con l&#8217;Ordine Carlos J. Finlay 248 membri del contingente per i meriti raggiunti nel compimento del dovere</p></div>
<p>L&#8217;Avana, 8 luglio 2015<br />
“Anno 57 della Rivoluzione”</p>
<p><strong>Cari compagni:  </strong><br />
<strong>  </strong><br />
<strong>Dopo avere compiuto la missione rispettabile che vi portò fino all&#8217;Africa Occidentale sei mesi fa, perfino a rischio delle vostre stesse vite, per combattere il focolaio dell’Ebola che colpiva questo continente, siete ritornati alla Patria che vi riceve col maggiore orgoglio.  </strong></p>
<p>A nome del popolo cubano e del mio proprio, vi trasmetto un riconoscimento per l&#8217;eroico lavoro realizzato come parte del Contingente Internazionale ‘Henry Reeve’.</p>
<p>Voi siete prosecutori dell&#8217;altruismo e del disinteresse personale che ha caratterizzato la cooperazione medica dell&#8217;Isola, da quando incominciò nell&#8217;anno 1963 con l&#8217;invio della prima brigata in Algeria con la direzione dell&#8217;allora ministro di Salute Pubblica, compagno Josè Ramon Machado Ventura. Durante tutti questi anni, 158 paesi hanno potuto contare sul lavoro solidale di 325710 collaboratori cubani.</p>
<p>Oggi la nostra medicina si trova presente in 68 nazioni con più di 50 mila professionisti della Salute, realtà che sintetizza i valori genuini che ha coltivato la Rivoluzione. L&#8217;aiuto brindato per ognuno dei collaboratori dell&#8217;esercito di camici bianchi si erige come un paradigma imperituro.</p>
<p>Sono significativi i risultati che voi avete ottenuto nell&#8217;attenzione medica dei malati dell&#8217;epidemia dell’Ebola, con più di 400 vite salvate ed un tasso di mortalità generale di un 24,4%, che è dimostrazione della preparazione raggiunta, della consacrazione e della dedicazione al lavoro, aspetti che sono stati riconosciuti dai governi e dagli organismi internazionali.</p>
<p>Ricevano un&#8217;altra volta le nostre congratulazioni ed un forte abbraccio,</p>
<p>Raul Castro Ruz”</p>
<p>foto:Ismael Francisco</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8780" alt="" src="/files/2015/07/ebola05.jpg" width="580" height="329" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8779" alt="" src="/files/2015/07/ebola04.jpg" width="580" height="354" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8778" alt="" src="/files/2015/07/ebola02.jpg" width="580" height="376" /></p>
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		<title>Appoggiano candidatura al Premio Nobel della brigata medica cubana Henry Reeve</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2015 01:15:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Fondazione Internazionale Hugo Chavez per la Pace, l'Amicizia e la Solidarietà  oggi una dichiarazione in appoggio alla proposta di concedere il Premio Nobel della Pace alla brigata medica cubana Henry Reeve.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8654" alt="" src="/files/2015/05/medicoscubanos.jpg" width="580" height="435" />La Fondazione Internazionale Hugo Chavez per la Pace, l&#8217;Amicizia e la Solidarietà  oggi una dichiarazione in appoggio alla proposta di concedere il Premio Nobel della Pace alla brigata medica cubana Henry Reeve.  </strong></p>
<p>L&#8217;Organizzazione Non Governativa con sede principale in Sierra Leona, ha considerato questo contingente -specializzato in situazioni di disastri e grandi epidemie &#8211; un&#8217;espressione massima dei servizi medici internazionalisti di Cuba in altri paesi.</p>
<p>Questo gruppo ha offerto recentemente assistenza solidale nella stessa Sierra Leona, in Guinea e Liberia, nel combattimento all&#8217;Ebola, ed ora in Nepal dopo i devastatori terremoti che hanno causato più di otto mila morti.</p>
<p>La dichiarazione -divulgata da un bollettino dell’Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli – ha detto che sia i dirigenti della Brigata come i suoi membri, rappresentarono un aiuto inestimabile che non solo ha contribuito a restituire la salute a molti popoli del mondo, bensì anche la loro dignità ed i loro diritti umani.</p>
<p>Il testo ha segnalato che la Fondazione ha accolto con beneplacito la notizia che i sindacati norvegesi hanno lanciato al mondo la campagna per concedere alla Henry Reeve il Premio Nobel della Pace.</p>
<p>Inoltre, recentemente il programma di collaborazione medico internazionalista cubano -con 55 anni di vita – è stato proposto al Premio Nobel della Pace dall&#8217;accademico canadese John Kirk, petizione registrata formalmente.</p>
<p>Kirk espose come argomenti le innumerabili dimostrazioni di internazionalismo medico cubano come l&#8217;appoggio a migliaia di bambini ucraini, l&#8217;Operazione Miracolo che ha restituito la vista a oltre tre milioni di persone.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione Ida Garberi</p>
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		<title>Rivista Time dichiara Personalità dell&#8217;Anno 2014 i medici che lottano contro il virus dell&#8217;Ebola in Africa</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 01:43:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La rivista statunitense Time ha annunciato da poche ore che la Personalità dell'Anno 2014 saranno le squadre mediche che stanno curando le persone infettate col virus dell'Ebola in Africa. Tra il personale sanitario nel chiamato continente nero, risaltano più di 400 cubani in Liberia, in Sierra Leone e nella Repubblica della Guinea.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8306" alt="" src="/files/2014/12/guinea-ebola3.jpg" width="580" height="330" />La rivista statunitense Time ha annunciato da poche ore che la Personalità dell&#8217;Anno 2014 saranno le squadre mediche che stanno curando le persone infettate col virus dell&#8217;Ebola in Africa.</strong></p>
<p>Tra il personale sanitario nel chiamato continente nero, risaltano più di 400 cubani in Liberia, in Sierra Leone e nella Repubblica della Guinea.</p>
<p>Fino ad oggi si è informato che più di 6.000 persone sono morte per questa malattia, in un episodio epidemico che questo anno ha avuto i suoi focolai in Liberia, in Sierra Leone ed in Guinea.</p>
<p>Secondo la rivista Time, qualunque persona che cura un paziente con il virus dell’Ebola sta arrischiando la sua stessa vita, e per questo ha elogiato il sacrificio che i lavoratori della salute hanno realizzato per evitare che la malattia si propaghi in tutto il mondo.</p>
<p>Preso da BBC</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>The Guardian: Lo straordinario aiuto di Cuba in materia di salute  fa vergognare l’embargo degli USA</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 01:25:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quattro mesi dopo che è stata dichiarata l’emergenza internazionale per Ebola, che ha devastato l’ovest dell’Africa, Cuba è il leader mondiale nell’assistenza medica inviata a combattere contro l’epidemia. Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno inviato migliaia di truppe e, insieme ad altri paesi, hanno promesso aiuti, la maggioranza dei quali non sono stati realizzati.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8302" alt="" src="/files/2014/12/Illustration-for-Cubas-gl-011.jpg" width="460" height="276" />Quattro mesi dopo che è stata dichiarata l’emergenza internazionale per Ebola, che ha devastato l’ovest dell’Africa, Cuba è il leader mondiale nell’assistenza medica inviata a combattere contro l’epidemia. Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno inviato migliaia di truppe e, insieme ad altri paesi, hanno promesso aiuti, la maggioranza dei quali non sono stati realizzati.</strong></p>
<p>Però, come l’Organizzazione Mondiale della Salute insiste a dire,  ciò di cui c’è bisogno con urgenza è il personale sanitario. L’isola caraibica, con una popolazione di solo 11 milioni e un reddito pro-capite di 6.000 $ (4.800 €), ha risposto a questa chiamata ancor prima che venisse fatta.  Cuba è stata la prima ad essere in prima linea contro Ebola e ha inviato il maggior contingente di medici e infermieri, dei quali 250 già sul campo e altri 200 volontari in viaggio.</p>
<p>Mentre l’interesse dei media occidentali è svanito al momento della diminuzione della minaccia dell’infezione mondiale, centinaia di lavoratori dei servizi di salute britannici, si sono offerti come volontari per unirsi a loro. I primi 30 sono arrivati nella Sierra Leone la settimana scorsa, mentre le truppe stanno costruendo cliniche. Nonostante questo, i medici cubani sono sul terreno africano già da ottobre e si prevede ancora un lungo periodo di lavoro.</p>
<p>La necessità non poteva essere più grande. Più di 6.000 persone sono morte. Una tale vergogna ha provocato l’operazione cubana, che ha obbligato i politici britannici e statunitensi a offrire le loro congratulazioni.</p>
<p>Il segretario di stato americano John Kerry, ha descritto l’apporto di quel Paese che gli USA hanno cercato di ribaltare da oltre mezzo secolo come “impressionante”. Il primo medico cubano a contrarre l’Ebola, è stato curato dai medici britannici e i funzionari statunitensi hanno promesso di “collaborare” con Cuba nella lotta contro Ebola. Però non è la prima volta che Cuba ha fatto la parte del leone nel campo degli aiuti medici dopo un disastro umanitario.</p>
<p>Quattro anni fa, dopo il devastante terremoto avvenuto nella povera Haiti, Cuba inviò il più grande contingente medico e ha curato il 40% delle vittime. Dopo il terremoto avvenuto in Kashmir, nel 2005, Cuba inviò 2.400 lavoratori medici in Pakistan e offrì i suoi trattamenti sanitari a oltre il 70% dei feriti; in quella occasione lasciarono anche 32 ospedali da campo e donarono mille morse di studio mediche.</p>
<p>Questa tradizione di aiuto in casi di emergenza risale ai primi anni della Rivoluzione Cubana. Però è solo una parte di un internazionalismo globale medico, straordinario e intenso. Attualmente ci sono 50.000 medici e infermiere di Cuba che lavorano in 60 paesi in via di sviluppo. Come dice il professore canadese  John Kirk: “L’internazionalismo medico cubano ha salvato milioni di vite.” Però questa solidarietà senza precedenti non è quasi apparsa nei mass media occidentali.</p>
<p>I medici cubani hanno realizzato tre milioni di operazioni oftalmiche in 33 paesi e principalmente nell’America Latina e nei Caraibi, in gran parte finanziate dal Venezuela Rivoluzionario. Così è successo che Mario Terán, il sergente boliviano che uccise Che Guevara su ordine della CIA nel 1967, recuperasse la sua vista 40 anni dopo quell’evento con un’operazione eseguita da medici cubani e pagata dal Venezuela, nella Bolivia radicale di Evo Morales. Anche se l’appoggio di emergenza spesso è stato finanziato dalla stessa Cuba, i servizi medici globali del paesi di solito vengono pagati dai governi che ricevono i loro servizi e sono diventati quindi  il maggior settore  di esportazione cubano, legando gli ideali rivoluzionari allo sviluppo economico.</p>
<p>Questo è dipeso a sua volta dal ruolo centrale della salute pubblica e dell’educazione a Cuba, dato che L’Avana ha costruito un’industria biotecnologica a basso costo insieme a programmi di infrastruttura e di alfabetizzazione mediche nei paesi in via di sviluppo per coloro che ne hanno bisogno, invece di sottrarre medici e infermiere come avviene nel modello occidentale.</p>
<p>L’internazionalismo è nel DNA di Cuba. La figlia di Ernesto Guevara, Aleida, che ha lavorato come medico in Africa, dice: “Siamo afro-latinoamericani e porteremo la nostra solidarietà ai bambini di questo continente.”  Però quello che è iniziato come un intento di estendere la Rivoluzione cubana negli anni 60 e che si trasformò in un intervento militare decisivo in appoggio dell’Angola, contro l’apartheid negli anni 80, adesso si è trasformata nel progetto di solidarietà medica più ambizioso del mondo.</p>
<p>Il suo successo è dipeso dalla marea progressiva che ha spazzato l’America Latina durante l’ultimo decennio, ispirata dall’esempio della Cuba socialista durante gli anni delle dittature militari di destra. I governi di sinistra e centro-sinistra continuano ad essere elogiati e rieletti in tutta la regione e ciò permette a Cuba di reinventarsi come un faro di umanitarismo internazionale.</p>
<p>Però, nonostante tutto questo, l’isola continua ad essere asfissiata dall’embargo commerciale degli Stati Uniti, che si è mantenuto con un carattere vizioso sul piano economico e politico da oltre mezzo secolo.  Se Barack Obama volesse fare qualcosa di veramente importante in questi ultimi anni come presidente, potrebbe usare il ruolo di Cuba nella crisi creata da Ebola come un’apertura per iniziare a togliere questo embargo e far cadere la guerra di destabilizzazione che stanno portando avanti gli USA.</p>
<p>Di certo c’è che qualcosa si sta muovendo. In ciò che pareva un’operazione di avanzamento per l’amministrazione americana, il New York Times ha pubblicato sei editoriali in cinque settimane, tra ottobre e  novembre, elogiando il registro medico globale di Cuba, esigendo la fine dell’embargo e attaccando gli sforzi statunitensi intenti a indurre i medici cubani a disertare e invitando a un negoziato per lo scambio di prigionieri tra i due paesi.</p>
<p>La campagna del periodico ha pubblicato che l’Assemblea Generale dell’ONU ha votato per la 23ma volta, con 188 voti a favore e due contrari (Stati Uniti e Israele), per esigere l’eliminazione dell’embargo da parte degli Stati Uniti contro Cuba, originariamente imposto in rappresaglia alla nazionalizzazione di imprese statunitensi e adesso giustificato con motivi di diritto umano, da parte di uno stato (gli USA) alleato con alcuni dei regimi più repressivi del mondo.</p>
<p>L’embargo può essere eliminato solo dal Congresso USA, processo che è ostacolato dagli eredi della corrotta dittatura appoggiata dagli Stati Uniti che fu sconfitta da Fidel Castro e da Che Guevara. Però il Presidente degli Stati Uniti ha un potere esecutivo per renderlo inefficace e restaurare le relazioni diplomatiche tra i due paesi.  Si potrebbe cominciare con la liberazione dei restanti tre agenti cubani, del gruppo dei “Cinque di Miami” che ancora sono incarcerati da 13 anni (nota di Stefano Guastella: in realtà sono incarcerati da oltre 16, dato che furono arrestati nel settembre del 1998…) per aver spiato un gruppo di anticubani collusi con il terrorismo.</p>
<p>Il momento buono perché Obama possa porre termine alla campagna statunitense che da oltre 50 anni ostacola l’indipendenza di Cuba, potrebbe essere il Vertice delle Americhe previsto per il prossimo aprile 2015, che  i governi latinoamericani hanno minacciato di boicottare se non verrà invitata anche Cuba. (nota dell&#8217;editrice: Panama ha invitato Cuba al Vertice già ufficialmente) Il maggior contributo che possono dare coloro che davvero si preoccupano per le libertà democratiche a Cuba, è allentare gli artigli degli USA dalle spalle del paese caraibico.</p>
<p>Se davvero l’embargo venisse smantellato, non solo sarebbe una rivendicazione del notevole registro di giustizia sociale a Cuba e della sua solidarietà verso altri paesi, spalleggiato dalla crescente fiducia di un’America Latina indipendente. Sarebbe anche un fatto di grande  aiuto per milioni di persone nel mondo che beneficerebbero di una Cuba senza sanzioni e una dimostrazione di ciò che si può ottenere quando si antepongono i valori delle persone di fronte ai guadagni corporativi.</p>
<p>Articolo preso dal giornale inglese The Guardian: Cuba’s extraordinary global medical record shames the US blockade</p>
<p>di Seumas Milne</p>
<p>traduzione di Stefano Guastella da Cubadebate in spagnolo</p>
<p>illustrazione di Eva Bee/ The Guardian</p>
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		<title>Mettono in evidenzia la presenza cubana nell&#8217;assistenza dell&#8217;Ebola in Africa</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 00:58:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un totale di 255 collaboratori cubani lavorano nell'assistenza diretta ai pazienti con il virus dell’Ebola in tre nazioni africane, Sierra Leone, Liberia e Guinea, ha riportato oggi la dottoressa Ileana Gonzalez Pino, dell'Unità Centrale di Cooperazione Medica (UCCM). Sono stati formati nell'Istituto di Medicina Tropicale "Pedro Kouri" (IPK), in settori quali, l'epidemiologia clinica, la manipolazione dei campioni in pazienti e cadaveri, e le questioni legate alla bio-sicurezza, connesse al tema della preparazione e l'igiene personale, ha detto l'esperta nella conferenza stampa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8282" alt="foto della Brigata Medica Cubana in Liberia per combattere il virus dell'Ebola" src="/files/2014/11/Liberiano-con-Brigada-Médica-de-Cuba.jpg" width="580" height="330" />Un totale di 255 collaboratori cubani lavorano nell&#8217;assistenza diretta ai pazienti con il virus dell’Ebola in tre nazioni africane, Sierra Leone, Liberia e Guinea, ha riportato oggi la dottoressa Ileana Gonzalez Pino, dell&#8217;Unità Centrale di Cooperazione Medica (UCCM).</strong></p>
<p>Sono stati formati nell&#8217;Istituto di Medicina Tropicale &#8220;Pedro Kouri&#8221; (IPK), in settori quali, l&#8217;epidemiologia clinica, la manipolazione dei campioni in pazienti e cadaveri, e le questioni legate alla bio-sicurezza, connesse al tema della preparazione e l&#8217;igiene personale, ha detto l&#8217;esperta nella conferenza stampa.</p>
<p>I professionisti, tra cui medici ed infermieri, sono stati inoltre preparati in inglese e francese, che gli permette di mantenere una buona comunicazione con i pazienti, ha detto Gonzalez, la capo d&#8217;insegnamento e di ricerca dell&#8217;UCCM.</p>
<p>Inoltre, sono stati preparati altri 36 istruttori, che sono andati in 53 paesi dell&#8217;America Latina e dell&#8217;Africa, con l&#8217;obiettivo di trasmettere le conoscenze acquisite alle brigate mediche cubane che sono già in questi paesi, così come ai membri delle ambasciate dell&#8217;isola, ed ai residenti, secondo gli interessi dei ministeri nazionali della salute, ha espresso.</p>
<p>Così sono state aggiornate sul tema dell&#8217;Ebola, in quelle 53 nazioni, più di 14 mila persone, ha detto Gonzalez.</p>
<p>Ha anche sottolineato che tutti i collaboratori che ora vengono a compiere missione in qualsiasi dei 66 paesi dove esiste la presenza cubana sono formati nell&#8217;UCCM. L&#8217;obiettivo è che conoscano la malattia, che siano in grado d&#8217;individuarla e di contribuire con le loro conoscenze a rallentare e fermare l&#8217;epidemia, ha detto.</p>
<p>Quindi insistono sulle questioni di bio-sicurezza, come mettersi e togliersi i dispositivi di protezione individuale. Devono conoscere bene i protocolli stabiliti, e per questo lavorano in coppia, con l&#8217;assistenza di un supervisore, ha detto Gonzalez.</p>
<p>Ha ricordato che nei giorni scorsi si è tenuto presso l&#8217;IPK il primo corso internazionale di prevenzione e di lotta contro l’Ebola, con la partecipazione di esperti provenienti da 19 paesi, nel quale hanno anche partecipato i capi delle brigate mediche. In seguito, si sono sviluppati altri cinque corsi nella riconosciuta istituzione.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto di Ronald Hernandez Torres, uno dei medici cubani in Liberia, presa dal suo muro di Faceebook</p>
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		<title>Medico cubano contagiato con il virus dell’Ebola è già a Ginevra</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2014 23:41:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il medico cubano che si è infettato con il virus dell’Ebola mentre curava pazienti malati in Sierra Leone è stato trasferito questo giovedì di pomeriggio da Monrovia verso Ginevra, dove è arrivato in nottata, secondo le agenzie. L'aeroplano che trasportava il dottore Felix Baez è atterrato nell'aeroporto di Ginevra verso la mezzanotte (23H00 GMT) del giovedì, poi è stato immediatamente trasportato in un'ambulanza, circondata da un convoglio di quattro veicoli, verso l'ospedale nel quale rimarrà ricoverato, ha constatato un fotografo dell'AFP.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8247" alt="" src="/files/2014/11/llego-a-ginebra-580x435.jpg" width="580" height="435" />Il medico cubano che si è infettato con il virus dell’Ebola mentre curava pazienti malati in Sierra Leone è stato trasferito questo giovedì di pomeriggio da Monrovia verso Ginevra, dove è arrivato in nottata, secondo le agenzie.  </strong></p>
<p>L&#8217;aeroplano che trasportava il dottore Felix Baez è atterrato nell&#8217;aeroporto di Ginevra verso la mezzanotte (23H00 GMT) del giovedì, poi è stato immediatamente trasportato in un&#8217;ambulanza, circondata da un convoglio di quattro veicoli, verso l&#8217;ospedale nel quale rimarrà ricoverato, ha constatato un fotografo dell&#8217;AFP.</p>
<p>L&#8217;Ospedale Universitario di Ginevra (HUG) si farà carico del trattamento del primo paziente con il virus dell’Ebola arrivato in Svizzera.</p>
<p>D’accordo con AFP, il HUG conta con tecnologia molto moderna per il trattamento di pazienti con il virus dell’Ebola ed i suoi standard di sicurezza sono perfino superiori a quelli richiesti dall&#8217;OMS.</p>
<p>L&#8217;ospedale di Ginevra ha una lunga esperienza nel trattamento di febbri emorragiche simili al virus dell’Ebola e conta con una sicurezza di primo livello, ha detto all&#8217;AFP il dottore Jacques Andrè Romand.</p>
<p>con informazioni di AFP e Reuters</p>
<p>Foto: AFP Photo/Fabrice Coffrini</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Solidarietà da Cuba con medico contagiato con virus dell’Ebola</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 23:54:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Messaggi di speranza, appoggio, amore e solidarietà riempiono oggi le differenti piattaforme delle reti sociali in Cuba per appoggiare il medico Felix Baez, contagiato con il virus dell'Ebola in Sierra Leone. Dopo aver pubblicato la notizia del trasferimento verso l'ospedale universitario di Ginevra in Svizzera e della stabilità della sua condizione medica, i commenti non si sono fatti aspettare attraverso multipli siti web della nazione caraibica e le reti sociali più popolari.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8241" alt="" src="/files/2014/11/solidaridad-con-felix-baez.jpg" width="580" height="312" />Messaggi di speranza, appoggio, amore e solidarietà riempiono oggi le differenti piattaforme delle reti sociali in Cuba per appoggiare il medico Felix Baez, contagiato con il virus dell&#8217;Ebola in Sierra Leone.  </strong></p>
<p>Dopo aver pubblicato la notizia del trasferimento verso l&#8217;ospedale universitario di Ginevra in Svizzera e della stabilità della sua condizione medica, i commenti non si sono fatti aspettare attraverso multipli siti web della nazione caraibica e le reti sociali più popolari.</p>
<p>In Twitter le etichette #FuerzaFelix e #FelixContigo accompagnano migliaia di messaggi di appoggio allo specialista cubano.</p>
<p>Questo giovedì inoltre si sommano messaggi di riaffermazione dei medici che fanno parte delle brigate mediche cubane che rimangono in Sierra Leone, Guinea e Liberia che affermano che si ritireranno solo quando il virus dell&#8217;Ebola non sarà più un problema di salute.</p>
<p>Il messaggio di Alejandro, figlio di Felix Baez è stato replicato da diversi blogger e profili di Facebook ed ha commosso molte persone per le sue parole di gratitudine e coraggio ai centinaia di professionisti della sanità che compiono questo compito rischioso.</p>
<p>Il sito web di Cubadebate ha pubblicato circa 100 commenti che hanno offerto appoggio al figlio del cubano convalescente.</p>
<p>Inoltre, si sono replicate le dichiarazioni di Jorge Perez, direttore dell&#8217;Istituto di Medicina Tropicale Pedro Kouri, che ha detto che il paziente si mantiene stabile, con meno febbre, e non ha presentato complicazioni.</p>
<p>Di seguito il messaggio del figlio del Dr. Felix Baez, medico cubano infettato col virus dell&#8217;Ebola:</p>
<p>“Mi chiamo Alejandro. Voglio ringraziare tutti quelli che in una forma o in un&#8217;altra incoraggiano e danno speranza alla nostra famiglia ed a mio padre. Voglio ringraziare anche le autorità della salute che hanno reso possibile che mio papà cominciasse a ricevere attenzione medica da subito e l’hanno trasportato a Ginevra per essere curato con tutti i mezzi.</p>
<p>Io so che tutto finirà bene ed in alcuni mesi questa sarà solo una storia da raccontare. D&#8217;altra parte, incoraggio quelli che stanno ancora compiendo il loro bel lavoro nonostante il rischio che implica e ringrazio loro per curare mio papà mentre io non ci sono, tutte le nostre speranze sono con voi. Un saluto a tutti. Papà, sii forte, tutto finirà bene, qui c’è tutta Cuba aspettandoti.</p>
<p>ALE”</p>
<p>da Prensa Latina e Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>UNDP riconosce la lotta di Cuba contro il virus dell’Ebola</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 00:34:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La riunione Triangolare di Cooperazione Sud-Sud per lo sradicamento dell’epidemia del virus dell’Ebola, celebrata a Washington DC, si è caratterizzata per l’esposizione del contributo di Cuba nella lotta contro la pandemia internazionale, mediante l’intervento di Josè Ramon Cabañas, Direttore della Sezione di Interessi di Cuba.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8234" alt="" src="/files/2014/11/guinea-ebola3.jpg" width="580" height="330" />La riunione Triangolare di Cooperazione Sud-Sud per lo sradicamento dell’epidemia del virus dell’Ebola, celebrata a Washington DC, si è caratterizzata per l’esposizione del contributo di Cuba nella lotta contro la pandemia internazionale, mediante l’intervento di Josè Ramon Cabañas, Direttore della Sezione di Interessi di Cuba.</strong></p>
<p>L’ambasciatore cubano ha assistito per l’invito fatto dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) alle autorità della Repubblica di Cuba, per partecipare a un incontro di sette oratori.</p>
<p>Nel forum ci sono stati rappresentanti di Cina, Gambia, Nigeria, Russia, Sudafrica e Uganda, riconosciute ugualmente dalle Nazioni Unite come nazioni con importanti contributi in questa lotta internazionale per la salute.</p>
<p>Ruby Sandhu-Rojon, Direttrice Regionale dell’UNDP per il continente africano, ha ringraziato i partecipanti ed ha fatto riferimento all’impatto del virus dell’Ebola nella vita economica e sociale dei paesi dell’Africa Occidentale.</p>
<p>L’alta funzionaria delle Nazioni Unite ha riconosciuto l’importante ruolo di Cuba come nazione pioniera nell’invio di personale medico direttamente verso le regioni più colpite dell’occidente d’Africa e ha menzionato anche l’importante supporto che hanno offerto nazioni come Cina e Russia, Nigeria, Gambia e Senegal.</p>
<p>Da parte sua, Cabañas, dirigendosi ai presenti, ha fatto riferimento alla vocazione internazionalista di Cuba nella cooperazione sanitaria con i paesi del Sud e alla necessità di lavorare con rigore nel rispetto dei protocolli medici, focalizzandosi fondamentalmente nella prevenzione.</p>
<p>Ugualmente ha parlato dei risultati del Vertice Straordinario dell’ALBA sulla la lotta contro il virus dell’Ebola, come esempio di coordinazione regionale negli sforzi diretti a detenere questo flagello internazionale.</p>
<p>Il diplomatico cubano ha evidenziato che negli ultimi 55 anni, oltre 76 000 collaboratori sanitari cubani hanno prestato servizi in 39 paesi, ed ha segnalato che in questa occasione, aldilà dei 256 professionisti del settore inviati fin ora in Sierra Leone, Liberia e Guinea per frenare l’epidemia, altri 4000 si trovavano già in 32 paesi di questo continente, offrendo il loro aiuto internazionalista come specialisti della salute.</p>
<p>La riunione Triangolare di Cooperazione Sud-Sud si è svolta nel contesto del Forum di Sviluppo Globale Sud-Sud che si realizza nella sede dell’Organizzazione degli Stati Americani dal 17 al 21 novembre a Washington DC. L’evento comprende un’esposizione con proposte di soluzione alle sfide per lo sviluppo delle nazioni del Sud, alla quale hanno partecipato più di 20 agenzie ed uffici.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Vincenzo Basile</p>
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		<title>The New York Times condanna politica degli USA di rubare cervelli da Cuba</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 00:32:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un editoriale pubblicato ieri dal quotidiano statunitense The New York Times, ha condannato la fuga di cervelli da Cuba incoraggiata dagli Stati Uniti, ed in questione il programma che incentiva la migrazione di medici durante missioni ufficiali all'estero. Questa è la sesta occasione in poco più di un mese che il Comitato Editoriale del quotidiano newyorchese abborda il tema delle politiche di Washington verso l'isola caraibica.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8228" alt="" src="/files/2014/11/the-news-york-times.jpg" width="300" height="250" />Un editoriale pubblicato ieri dal quotidiano statunitense The New York Times, ha condannato la fuga di cervelli da Cuba incoraggiata dagli Stati Uniti, ed in questione il programma che incentiva la migrazione di medici durante missioni ufficiali all&#8217;estero.</strong></p>
<p>Questa è la sesta occasione in poco più di un mese che il Comitato Editoriale del quotidiano newyorchese abborda il tema delle politiche di Washington verso l&#8217;isola caraibica.</p>
<p>D’accordo con The New York Times, sono molti gli aspetti condannabili delle politiche fallite degli Stati Uniti rispetto a Cuba e del bloqueo che impone da decadi, ma il programma diretto a provocare la fuga di medici, è difficile da giustificare.</p>
<p>Intitolato “A cuban brain drain, courtesy of U.S.” (La fuga di cervelli da Cuba, cortesia degli USA) e pubblicato in inglese e spagnolo, il giornale statunitense riconosce che solo nel 2014 sono emigrati da Cuba 1278 medici, un numero record secondo le cifre offerte dal Servizio di Cittadinanza ed Immigrazione degli Stati Uniti.</p>
<p>Segnala inoltre che entro il 2006 ed il 2014, i programmi illegali di Washington hanno provocato l’emigrazione di 5490 medici cubani.</p>
<p>The New York Time sottolinea come un&#8217;assurda politica che il sottosegretario, John Kerry, e l&#8217;ambasciatrice statunitense presso le Nazioni Unite, Samantha Power, elogino il lavoro dei medici cubani che curano i pazienti con il virus dell’Ebola in Africa occidentale, e contemporaneamente mantengano piani per dissanguare Cuba del suo potenziale medico.</p>
<p>È incongruente che gli Stati Uniti stimino le contribuzioni dei medici cubani inviati dal governo per assistere in situazioni di crisi, come quella del terremoto in Haiti nel 2010, mentre cerca di destabilizzare lo stato cubano facilitando le diserzioni, sottolinea l’editoriale del The New York Times.</p>
<p>Riconosce che il sistema migratorio statunitense deve dare priorità ai rifugiati ed alle persone perseguite più vulnerabili del mondo, ma non si deve utilizzare per aggravare la fuga di cervelli da una nazione avversaria, soprattutto, quando migliorare la relazione tra i due paesi è un obiettivo vitale e sensato.</p>
<p>Ricorda inoltre che il programma di furto di medici è cominciato in agosto del 2006, quando il cubano-americano Emilio Gonzalez, fermamente opposto al governo dell&#8217;isola, era al comando del Servizio di Cittadinanza ed Immigrazione degli Stati Uniti.</p>
<p>In quell&#8217;epoca -continua l’editoriale -, il governo di George W. Bush stava cercando di sabotare il governo cubano, ed ha facilitato la fuga di medici che partecipavano in missioni all&#8217;estero, come un&#8217;opportunità di attentare al principale strumento diplomatico dell&#8217;isola ed umiliare la Rivoluzione cubana. Il The New York Times sottolinea che Cuba ha uno degli indici più alti di medici pro capite nel mondo, ed offre borse di studio per frequentare studi di salute a centinaia di studenti di differenti paesi ogni anno, e tra loro -emerge -, ci sono anche gli statunitensi.</p>
<p>Sottolinea anche il lavoro del medico cubano all&#8217;estero, di loro circa 46 mila professionisti che lavorano in paesi dell&#8217;America Latina e dei Caraibi, e circa quattro mila che sono assegnati a 32 nazioni africane.</p>
<p>Gli editori del quotidiano newyorchese espongono che queste politiche di furti di cervelli incoraggiate dagli Stati Uniti inibiscono la capacità di Cuba nel momento di contribuire in crisi internazionali e non aiuta, assolutamente, a creare una società più aperta.</p>
<p>Finché si mantiene questa politica incoerente, stabilire una relazione più salutare tra entrambe le nazioni continuerà ad essere difficile, conclude The New York Times.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://mobile.nytimes.com/2014/11/17/opinion/la-fuga-de-cerebros-en-cuba-cortesa-de-eeuu.html?referrer=&amp;_r=0" title="testo completo" >testo completo dell&#8217;editoriale</a></p>
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		<title>The New Yorker: Nessun altro paese ha contribuito tanto quanto Cuba nella lotta contro l’Ebola</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2014 00:49:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“In un certo senso, tutti i paesi stanno seguendo l'esempio di Cuba”, ha assicurato il giornalista Jon Lee Anderson, in un esteso articolo pubblicato questo martedì dalla prestigiosa rivista nordamericana The New Yorker ed intitolato “La diplomazia cubana dell’Ebola”, nel quale abborda la collaborazione cubana nella lotta contro l'epidemia.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8206" alt="" src="/files/2014/11/the-new-yorker-ebola-cuba.jpg" width="580" height="413" />“In un certo senso, tutti i paesi stanno seguendo l&#8217;esempio di Cuba”, ha assicurato il giornalista Jon Lee Anderson, in un esteso articolo pubblicato questo martedì dalla prestigiosa rivista nordamericana The New Yorker ed intitolato “La diplomazia cubana dell’Ebola”, nel quale abborda la collaborazione cubana nella lotta contro l&#8217;epidemia.  </strong></p>
<p>La pubblicazione ricorda che il 12 settembre, il Ministro della Sanità cubano, su indicazioni del Presidente Raul Castro, ha annunciato che Cuba avrebbe inviato circa cinquecento professionisti della sanità in Africa Occidentale. “Da allora, cento sessanta cinque cubani sono arrivati a Sierra Leone ed un secondo gruppo di ottanta tre sono approdati in Liberia; in Guinea ne aspettano altri duecento. Nessun altro paese, fino alla data, ha contribuito con tanti professionisti della sanità abilitati per la crisi dell’Ebola come Cuba “, aggiunge.</p>
<p>“Cuba è stata sempre riconosciuta per i suoi team itineranti di medici ed infermieri. In realtà, Cuba, una nazione insulare di undici milioni di persone, con ottanta e tre mila medici -una delle maggiori proporzioni di medici per abitanti &#8211; si è trasformato nella nazione del mondo col primo livello di risposta di fronte alle crisi internazionali negli ultimi anni”, dice New Yorker, e ricorda la presenza di centinaia di medici cubani in Pakistan dopo un terremoto nell&#8217;anno 2005, ed in Haiti, dopo il catastrofico terremoto del 2010.</p>
<p>Questo è il risultato di una strategia a lungo termine che il governo cubano ha mantenuto da quando ha preso il potere nel 1959, aggiunge.</p>
<p>Ricorda che centinaia di migliaia di studenti dell&#8217;Africa, dell’Asia, dell’America Latina e perfino degli Stati Uniti, si sono preparati nella Scuola Latinoamericana di Medicina, che ha il suo campus principale ad Ovest de L&#8217;Avana. Nel 2013, circa 19.500 studenti, provenienti da più di un centinaio di paesi, erano iscritti a questa scuola.</p>
<p>La Salute è una fonte di entrate per il paese, ed anche di orgoglio, ammette la rivista. Quando il governo cubano ha chiesto volontari per combattere l’Ebola, più di quindici mila professionisti si sono offerti nell&#8217;Isola, ed aggiunge che oltre a medici ed infermieri specializzati in attenzioni intensive, il team che alla fine viaggia verso Africa Occidentale include chirurghi, anestesiologi, epidemiologici e pediatri, in un tentativo di proporzionare una gamma completa di servizi di sanità.</p>
<p>“Questo gesto enorme di Cuba verso l&#8217;Africa Occidentale non è passato inosservato, e può appianare la strada per l&#8217;inizio della diplomazia dell’Ebola tra L&#8217;Avana e Washington”, assicura Lee Anderson.</p>
<p>Commenta che il 19 ottobre, il sottosegretario, John Kerry, ha riconosciuto Cuba come una nazione che aveva fatto uno sforzo “impressionante” nella campagna contro l’Ebola. Dieci giorni più tardi, in un Vertice a L&#8217;Avana sull’Ebola, a cui hanno assistito due funzionari statunitensi, il Presidente Raul Castro ha ricordato che “Cuba è disposta a lavorare gomito a gomito con tutti i paesi, includendo gli Stati Uniti”. Al suo ritorno venerdì da un viaggio nei paesi colpiti, l&#8217;Ambasciatrice presso l’ONU, Samantha Power, ha anche elogiato enfaticamente la missione cubana.</p>
<p>“La diplomazia dell’Ebola segue ad un&#8217;amichevole stretta di mano che Raul Castro ed il presidente Obama hanno scambiato nella funzione funebre di Nelson Mandela in Sudafrica, nel dicembre passato, e si è sommata alle previsioni che l&#8217;Amministrazione Obama potrebbe cercare finalmente di alzare le restrizioni restanti del bloqueo commerciale degli Stati Uniti contro Cuba”, afferma The New Yorker.</p>
<p>Ritirare il bloqueo appianerebbe la strada per una piena restaurazione delle relazioni diplomatiche, conclude Lee Anderson.</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.newyorker.com/news/daily-comment/cubas-ebola-diplomacy" title="diplomazia dell'Ebola" >articolo pubblicato nel The New Yorker</a></p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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