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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; dottrina Monroe</title>
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		<title>Dichiarazione del Governo Rivoluzionario: Cuba non si intimorisce di fronte alle misure di indurimento del bloqueo economico</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2019 20:36:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Governo Rivoluzionario della Repubblica di Cuba ripudia nel modo più energico le misure annunciate dal Governo degli Stati Uniti il 4 giugno 2019, attraverso le quali si rinforza il bloqueo economico imposto a Cuba da più di 60 anni, con un costo per l'economia cubana che nel 2018 ha superato i 134 mila milioni di dollari, considerando anche il deprezzamento del dollaro nei confronti del valore dell'oro sul mercato internazionale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9795" alt="declaracion_minrex_0_0-580x330" src="/files/2017/02/declaracion_minrex_0_0-580x330.jpg" width="580" height="330" />Il Governo Rivoluzionario della Repubblica di Cuba ripudia nel modo più energico le misure annunciate dal Governo degli Stati Uniti il 4 giugno 2019, attraverso le quali si rinforza il bloqueo economico imposto a Cuba da più di 60 anni, con un costo per l&#8217;economia cubana che nel 2018 ha superato i 134 mila milioni di dollari, considerando anche il deprezzamento del dollaro nei confronti del valore dell&#8217;oro sul mercato internazionale.</strong></p>
<p>Secondo quanto si sa, questa nuova escalation, che entra in vigore dal 5 giugno, rende ancora più forti le restrizioni già dure imposte ai cittadini statunitensi per viaggiare a Cuba, aggiunge proibizioni assolute per imbarcazioni di qualsiasi tipo provenienti dagli Stati Uniti e proibisce con effetto immediato che le navi da crociera visitino il nostro Paese.</p>
<p>L&#8217;obiettivo continua ad essere strappare concessioni politiche alla nazione cubana, attraverso l&#8217;asfissia dell&#8217;economia e il danno causato al livello della popolazione. In questo caso particolare, le misure cercano anche di impedire che il popolo degli Stati Uniti conosca la realtà cubana e sconfigga così l&#8217;effetto della propaganda calunniosa che ogni giorno si produce contro il nostro Paese.</p>
<p>Sono azioni che disprezzano l&#8217;opinione maggioritaria degli statunitensi, il cui interesse per conoscere Cuba ed esercitare il proprio diritto a viaggiare si è dimostrato con i 650 mila che ci hanno visitato nel 2018, insieme a mezzo milione di cubani residenti negli Stati Uniti.</p>
<p>Il 17 Aprile, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale John Bolton, in occasione di uno show anti-cubano a cui hanno partecipato i mercenari sconfitti a Playa Giron, con le famiglie degli sbirri della Tirannia di Fulgencio Batista, aveva avvisato che il suo governo avrebbe ristretto i viaggi non famigliari a Cuba. Si sa che questo individuo è riuscito ad impadronirsi della politica estera degli Stati Uniti nell&#8217;emisfero occidentale e questo costituisce la principale minaccia alla pace ed alla stabilità di tutta la regione.</p>
<p>Gli Stati Uniti promuovono senza imbarazzo la Dottrina Monroe, con la quale pretendono negare l&#8217;uguaglianza sovrana ed il diritto alla libera determinazione di tutte ed ognuna delle nazioni dell&#8217;emisfero.</p>
<p>I recenti attacchi contro Cuba trovano sostegno in nuovi pretesti. Il più noto di questi è la falsa accusa dell&#8217;intervento militare di Cuba in Venezuela, menzogna che è stata rifiutata pubblicamente e con forza dal governo cubano.</p>
<p>Arrivano all&#8217;estremismo senza scrupoli di proporre a Cuba di tradire le sue convinzioni ed i principi che hanno accompagnato la politica estera della Rivoluzione cubana, in cambio di promesse di negoziazioni o di alleggerimento delle misure draconiane e criminali che costituiscono il bloqueo economico.</p>
<p>La solidarietà di Cuba con il Presidente Costituzionale Nicolas Maduro Moros, la Rivoluzione bolivariana e chavista e l&#8217;unione civico-militare del suo popolo, non è negoziabile. I 20 mila e più collaboratori cubani che in modo volontario e con abnegazione prestano servizio sociale in questo Paese, la maggior parte di loro nel settore della salute, continueranno li fin tanto che il popolo venezuelano li accolga, cooperando con questa nazione sorella.</p>
<p>Per i cubani il tradimento non è un&#8217;opzione. Non siamo ingenui, sono già trascorsi 150 anni di dura lotta per la nostra indipendenza, avendo dovuto affrontare fin dal primo giorno le ambizioni egemoniche dell&#8217;imperialismo statunitense.</p>
<p>Cuba non si lascerà intimorire, né distrarre dai compiti essenziali e urgenti dello sviluppo della nostra economia e della costruzione del socialismo. Strettamente uniti, saremo capaci di affrontare le avversità più grandi. Non ci potranno asfissiare e neppure ci potranno fermare.</p>
<p>L’Avana, 5 giugno 2019</p>
<p>Ministero delle Relazioni Estere della Repubblica di Cuba</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
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		<title>Davanti all&#8217;aggressione imperiale, la stessa convinzione di Vittoria che ci ha insegnato Fidel</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 20:14:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Governo degli Stati Uniti ha annunciato questo 17 aprile nuove misure che aumentano l'aggressione contro Cuba ed esacerbano la guerra economica, finanziaria e commerciale che successive amministrazioni imperiali hanno sostenuto, in maggiore o minore grado, dal Trionfo stesso della Rivoluzione Cubana. Si mantengono in essenza i maligni propositi raccolti nello scarno memorandum del Sottosegretario di Stato Lester D. Mallory, il 6 aprile 1960]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10929" alt="bolton-mercenarios-derrota-580-580x321" src="/files/2019/04/bolton-mercenarios-derrota-580-580x321.jpg" width="580" height="321" />Il Governo degli Stati Uniti ha annunciato questo 17 aprile nuove misure che aumentano l&#8217;aggressione contro Cuba ed esacerbano la guerra economica, finanziaria e commerciale che successive amministrazioni imperiali hanno sostenuto, in maggiore o minore grado, dal Trionfo stesso della Rivoluzione Cubana.  </strong></p>
<p>Si mantengono in essenza i maligni propositi raccolti nello scarno memorandum del Sottosegretario di Stato Lester D. Mallory, il 6 aprile 1960:</p>
<p>“L&#8217;unico mezzo prevedibile per alienare l&#8217;appoggio interno è attraverso la delusione e lo scoraggiamento basate nell&#8217;insoddisfazione e nelle difficoltà economiche… deve usarsi prontamente qualsiasi mezzo concepibile per debilitare la vita economica di Cuba. Una linea d’azione che avrà il maggiore impatto è negare denaro e somministrazioni a Cuba, per diminuire i salari reali e monetari con lo scopo di causare fame, disperazione ed il rovesciamento del governo.”</p>
<p>È la continuità della politica di odio ed irrazionalità che i settori più aggressivi e belligeranti della stablishment statunitense hanno brandito permanentemente nella loro relazione con Cuba. È il prolungamento del desiderio ancestrale, abbozzato da John Quincy Adams, di impadronirsi della frutta matura che si incontrava a poche miglia al sud del nascente impero.</p>
<p>Il Governo di Donald Trump ha scelto il confronto, invece del dialogo, le misure punitive, invece del commercio mutuamente vantaggioso; le proibizioni, invece della cooperazione. Si ritorna ai tempi del Gran Randello e della Dottrina Monroe.</p>
<p>Sono ritornati alla politica statunitense dinosauri come John Bolton, ideologo dell&#8217;isolazionismo e dell&#8217;egemonismo statunitense e giurato amante della bugia per ottenere i suoi propositi imperiali (non poche volte attraverso la guerra) che insieme alla nuova covata di opportunisti ed ossessi con cognomi come Pompeo, Rubio, Claver-Carone, riflettono chiaramente l&#8217;accento bellicista, di potere forte e ricatto imperiale che ha oggi la politica estera statunitense.</p>
<p>Le nuove misure sono state annunciate in data e scenario simbolici: lo stesso giorno in cui 58 anni fa si lanciava l&#8217;invasione mercenaria contro Cuba finanziata, armata e preparata dagli Stati Uniti; e davanti al rimanente di quella forza occupante che è stata sconfitta in appena 66 ore, trasformata poi in una spaventata truppa di cuochi che è finita per essere cambiata per conserve.</p>
<p>Le sanzioni pretendono abbattere l&#8217;economia cubana, bruciare la nostra indipendenza, far vacillare la morale del nostro popolo; e non ci sono dubbi che renderanno ancora più complessa la nostra realtà; ma non è niente di nuovo nella nostra Storia. Così abbiamo vissuto generazioni di cubani, determinati nel non lasciarci vincere da un vicino poderoso.</p>
<p>Piano contro Piano. Davanti all&#8217;aggressione ed alla perfidia si impone l&#8217;intelligenza, la creatività, lo sforzo quotidiano, l&#8217;efficienza, la ricerca di soluzioni nazionali, la razionalità, l&#8217;unità, i principi.</p>
<p>Noi cubani non c&#8217;arrendiamo né accettiamo leggi o imposizioni che vengano dall&#8217;impero e siano fuori dalla nostra Costituzione.</p>
<p>Nulla può materializzare meglio la nostra risposta che questo stesso giorno: 58 anni fa abbiamo lottato, abbiamo difeso il luogo più inospitale del nostro suolo, valorosi compagni sono caduti in difesa dell&#8217;appena conclamato Socialismo, ed abbiamo vinto. Come allora, non ci spaventiamo davanti alla forza dell&#8217;impero. Come allora, c&#8217;incoraggia la convinzione di vittoria che ci ha insegnato Fidel:<br />
“Patria o Morte!, perché questo è lo slogan di ogni cubano. Per ognuno di noi, individualmente, lo slogan è: Patria o Morte!, ma per il popolo che alla lunga uscirà vittorioso, lo slogan è: Vinceremo!”.</p>
<p>Editoriale di Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Gli USA preparano una guerra tra Latino-americani</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Dec 2018 00:46:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mossa dopo mossa i fautori della dottrina Cebrowski mandano avanti le loro pedine. Costretti a smettere di istigare guerre nel Medio Oriente Allargato, si volgono al Bacino dei Caraibi. Innanzitutto il Pentagono pianifica l’assassinio di un capo di Stato democraticamente eletto, nonché la rovina del suo Paese, poi scalza l’unità dell’America Latina.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10762" alt="guerraUSA" src="/files/2018/12/guerraUSA.jpg" width="580" height="387" />Mossa dopo mossa i fautori della dottrina Cebrowski mandano avanti le loro pedine. Costretti a smettere di istigare guerre nel Medio Oriente Allargato, si volgono al Bacino dei Caraibi. Innanzitutto il Pentagono pianifica l’assassinio di un capo di Stato democraticamente eletto, nonché la rovina del suo Paese, poi scalza l’unità dell’America Latina.</strong></p>
<p>In un discorso alla comunità anti-castrista al  Dade College, John Bolton  così si è espresso: «Questa troika della tirannia, che si estende dall’Avana a Caracas, passando per Managua, è causa d’immense sofferenze umane, fomento di una gigantesca instabilità regionale, nonché genesi nell’emisfero occidentale d’una sordida culla del comunismo».</p>
<p>John Bolton, nuovo consigliere per la Sicurezza Nazionale statunitense, ha rilanciato il progetto del Pentagono di distruzione delle strutture statali del Bacino dei Caraibi.</p>
<p>È opportuno ricordare che, sull’onda degli attentati dell’11 Settembre, il segretario alla Difesa dell’epoca, Donald Rumsfeld, creò un Ufficio per la Trasformazione della Forza (Office of Force Transformation), affidandone la direzione all’ammiraglio Arthur Cebrowski. Lo scopo era formare le forze armate statunitensi per la nuova missione nell’era della globalizzazione finanziaria: cambiare la cultura militare al fine di distruggere le strutture statali delle regioni non connesse all’economia globale. La prima parte del piano è consistita nello smembramento del Medio Oriente Allargato; la seconda fase prevedeva di fare altrettanto nel Bacino dei Caraibi. Si trattava di distruggere una ventina di Stati costieri e insulari, con l’eccezione di Colombia, Messico e, per quanto possibile, dei territori britannici, statunitensi, francesi e olandesi.</p>
<p>Appena arrivato alla Casa Bianca, il presidente Donald Trump si è contrapposto al Piano Cebrowski. Dopo due anni di presidenza è però riuscito solo a impedire a Pentagono e NATO di assegnare ai gruppi terroristici di cui si servono uno Stato, il “Califfato”; non è però riuscito a imporgli di rinunciare a manipolare il terrorismo. Trump è stato in grado di ridurre la tensione nel Medio Oriente Allargato, benché le guerre continuino, pur con minore intensità. Nel Bacino dei Caraibi Trump ha invece messo in briglia il Pentagono, vietandogli di compiere operazioni militari dirette.</p>
<p>A maggio scorso Stella Calloni ha rivelato una nota in cui l’ammiraglio Kurt Tidd, comandante in capo del SouthCom, esponeva il piano di destabilizzazione del Venezuela [1]. Una seconda infiltrazione è contemporaneamente in corso in Nicaragua; una terza è in atto ormai da mezzo secolo contro Cuba.</p>
<p>Da numerose analisi precedenti abbiamo concluso che la destabilizzazione del Venezuela, iniziata con il movimento dei guarimbas, proseguita con il tentativo di colpo di Stato del 12 febbraio 2015 (operazione Gerico) [2], con gli attacchi alla moneta nazionale, nonché con l’organizzazione dell’emigrazione, finirà per sfociare in operazioni militari [3], condotte da Brasile, Colombia e Guyana. Ad agosto 2017 gli Stati Uniti e i loro alleati hanno organizzato operazioni di trasporto truppe che hanno coinvolto più nazioni [4]. Dal 1° gennaio 2019, con l’insediamento a Brasilia del neopresidente filo-israeliano Jair Bolsonaro, tutto sarà più facile.</p>
<p>Il futuro vicepresidente del Brasile sarà infatti il generale Hamilton Mourão, il cui padre ebbe un ruolo di spicco nel colpo di Stato militare pro-USA del 1964. Lo stesso Mourão è salito alla ribalta con dichiarazioni contro i presidenti Lula e Roussef. Nel 2017, a nome del Grande Oriente del Brasile, ha dichiarato che i tempi sono maturi per un nuovo colpo di Stato. Mourão è stato alla fine eletto insieme al presidente Bolsonaro. In un’intervista alla rivista Piaui, il futuro vicepresidente ha annunciato il prossimo rovesciamento del presidente venezuelano, Nicolas Maduro, e l’impiego di una forza di «pace» brasiliana (sic!). La gravità di questi propositi, che esplicitamente violano la Carta delle Nazioni Unite, ha indotto il presidente Bolsonaro a intervenire per assicurare che nessuno vuole fare la guerra ad alcuno e che il vicepresidente è troppo loquace.</p>
<p>Comunque sia, nella conferenza stampa del 12 dicembre 2018 il presidente Maduro ha rivelato che il consigliere nazionale per la Sicurezza USA, John Bolton, provvede al coordinamento tra l’équipe del presidente colombiano, Ivan Duque, e quella del vicepresidente brasiliano. Un gruppo di 734 mercenari è in questo momento addestrato a Tona (Colombia) per perpetrare un attacco sotto falsa bandiera del Venezuela contro la Colombia, così da giustificare una guerra della Colombia contro il Venezuela. I mercenari sarebbero comandati dall’ex colonnello Oswaldo Valentin Garcia Palomo, latitante dopo il tentativo di assassinio con un drone del presidente Maduro del 4 agosto scorso, durante la celebrazione dell’anniversario della Guardia Nazionale. Questi mercenari sono appoggiati dalle Forze Speciali stanziate nelle basi militari Usa di Tolemaida (Colombia) e di Eglin (Florida). Il piano statunitense prevede di prendere possesso, sin dall’inizio del conflitto, di tre basi militari venezuelane: Libertador de Palo Negro, Puerto Cabello e Barcelona.</p>
<p>Il Consiglio Nazionale per la Sicurezza USA cerca di convincere parecchi Stati a non riconoscere la legittimità del secondo mandato di Maduro – rieletto a maggio scorso – che avrà inizio con il nuovo anno. È questa la ragione per cui gli Stati del Gruppo di Lima hanno contestato lo scrutinio presidenziale ancor prima del suo svolgimento e hanno impedito illegalmente ai consolati venezuelani di organizzare le votazioni. Anche la crisi migratoria si rivela essere l’ennesima manipolazione: molti dei venezuelani che hanno cercato di sottrarsi alla crisi economica illudendosi di trovare facilmente lavoro in un altro Stato latino-americano, oggi vorrebbero rientrare nel proprio Paese. Ma i Paesi del Gruppo di Lima glielo impediscono, vietando agli aerei venezuelani che cercano di rimpatriarli di sorvolare il loro spazio aereo e agli autobus di varcare le frontiere.</p>
<p>Sembra di assistere a un remake degli avvenimenti che dagli attentati dell’11 settembre 2001 insanguinano il Medio Oriente Allargato. Fulcro dell’operazione non sono le azioni militari, bensì l’idea di disordine che gli avvenimenti inculcano. Innanzitutto bisogna far prendere lucciole per lanterne [5]. Dopo cinque anni, Venezuela e Nicaragua, che all’estero godevano di un’immagine positiva, sono oggi a torto considerati “Stati fallimentari”. Sebbene non si stia ancora riscrivendo la storia dei Sandinisti e della loro lotta alla dittatura di Somoza, si dà al contrario per scontato che Hugo Chavez Frías fosse un “dittatore comunista” (sic!), nonostante il Venezuela sotto la sua presidenza abbia fatto un incredibile balzo in avanti, politico ed economico. Presto sarà possibile distruggere Stati senza che nessuno ci trovi da ridire.</p>
<p>Il tempo scorre sempre più veloce. Quando, nel 1823, il presidente James Monroe decise di chiudere le Americhe alla colonizzazione degli europei, non immaginava certo che la sua dottrina si sarebbe trasformata cinquant’anni dopo in un’affermazione dell’imperialismo USA. Così accade anche oggi: quando il presidente Trump ha affermato il giorno della sua investitura che il tempo dei rovesciamenti di regime era finito, certo non pensava che sarebbe stato tradito da chi gli stava vicino. Invece, il 1° novembre 2018 il suo consigliere per la Sicurezza, Bolton, ha dichiarato a Miami che Cuba, Nicaragua e Venezuela formano la «troika della tirannia». E il segretario alla Difesa, generale James Mattis, il 1° dicembre, davanti al Reagan National Defense Forum, ha affermato che il presidente democraticamente eletto Maduro è un «despota irresponsabile» che «deve andarsene» [6].</p>
<p>Thierry Meyssan, da Voltarinet</p>
<p>Traduzione Rachele Marmetti per Giornale di bordo</p>
<p>[1] « Plan to overthrow the Venezuelan Dictatorship – “Masterstroke” », Admiral Kurt W. Tidd, Voltaire Network, 23 février 2018. “Il “colpo da maestro” degli Stati Uniti contro il Venezuela”, di Stella Calloni, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 13 maggio 2018.<br />
[2] “Obama ha mancato il suo colpo di stato in Venezuela”, di Thierry Meyssan, Traduzione Matzu Yagi, Megachip-Globalist (Italia) , Rete Voltaire, 23 febbraio 2015.<br />
[3] “Il generale Jacinto Pérez Arcay ritiene «inesorabile» l’invasione del Venezuela”, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 11 giugno 2016.<br />
[4] “Grandi manovre attorno al Venezuela”, di Manlio Dinucci, Il Manifesto(Italia) , Rete Voltaire, 23 agosto 2017.<br />
[5] “Venezuela, l’intervento illegale”, di Julio Yao Villalaz, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 3 marzo 2018.<br />
[6] “Mattis condemns Venezuela’s Maduro as a ’despot’ who has to go”, Reuters, Phil Stewart, December 1, 2018.</p>
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