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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; dissidenti</title>
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		<title>Preoccupati?</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2021 20:19:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono preoccupazioni imbarazzanti. Soprattutto quando la nazione più potente del pianeta mette i suoi funzionari e la sua ambasciata a palesare "massima preoccupazione" per un cittadino apparentemente ben nutrito, mentre condanna più di 11 milioni di individui dello stesso paese alla fame e alla scarsità.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11123" alt="bloqueo-contra-cuba-cartel-cuba" src="/files/2019/09/bloqueo-contra-cuba-cartel-cuba.jpg" width="580" height="391" />Ci sono preoccupazioni imbarazzanti. Soprattutto quando la nazione più potente del pianeta mette i suoi funzionari e la sua ambasciata a palesare &#8220;massima preoccupazione&#8221; per un cittadino apparentemente ben nutrito, mentre condanna più di 11 milioni di individui dello stesso paese alla fame e alla scarsità.</strong></p>
<p>Julie Chung, capo facente funzione dell&#8217;Ufficio per gli affari dell&#8217;emisfero occidentale del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, ha dichiarato sabato su Twitter che &#8220;gli Stati Uniti sono estremamente preoccupati per il benessere dell&#8217;attivista cubano @LMOAlcantara e sollecitano il governo cubano ad agire immediatamente per proteggere la sua vita e la sua salute&#8221;. Questo è stato rapidamente ritwittato dalla missione diplomatica di Washington a L&#8217;Avana.</p>
<p>Il cittadino in questione, che quel governo paga per le sue azioni attraverso i soldi dei programmi per Cuba ricevuti dall&#8217;Istituto Nazionale Democratico, è in cura in una struttura sanitaria pubblica. Le analisi effettuate indicano che &#8220;i parametri del paziente non corrispondono a quelli di una persona che sia stato in sciopero della fame, infatti c&#8217;erano nutrizione e idratazione&#8221;. Il suo &#8220;sciopero della fame&#8221; è pura performance.</p>
<p>Sono passati più di cento giorni dell&#8217;attuale governo Usa senza però esprimere la stessa &#8220;grande preoccupazione&#8221; per i terribili effetti che il bloqueo ha provocato sul popolo cubano, ancor più in tempi di pandemia. Come il primo giorno, rimangono in vigore le 242 misure prese da Trump per intensificare la politica criminale di assedio, soffocamento e aggressione contro il popolo cubano.</p>
<p>L&#8217;ex consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Ben Rhodes, ha recentemente affermato che &#8220;l&#8217;amministrazione Biden può dare l&#8217;empowerment al popolo cubano abbandonando le politiche di Trump, che sono progettate solo per ferirlo. L&#8217;amministrazione Biden non sarà in grado di farlo se vive nella paura degli intransigenti con cui non saranno mai d&#8217;accordo&#8221;.</p>
<p>Preoccupazione per i diritti umani, la vita e la salute dei cubani? Il bloqueo è ancora lì, come il dinosauro di Monterroso. (ndt: &#8220;Il dinosauro&#8221; è un mini racconto dell&#8217;autore guatemalteco-honduregno Augusto Monterroso, composto da sole 8 parole: Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì.)</p>
<p>di Randy Alonso Falcon</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-12103" alt="bloqueo-cuba-afectaciones-2015-2020-580x441" src="/files/2021/05/bloqueo-cuba-afectaciones-2015-2020-580x441.png" width="580" height="441" /></p>
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		<title>Dichiarazione della delegazione cubana: Inammissibile che ci siano in Panama mercenari pagati dai nemici dell&#8217;Isola</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2015 23:48:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In una conferenza stampa che si celebrò nell'Auditorium Josè D. Moscote, della Facoltà di Economia, dell'Università del Panama, si è presentata questa mattina la “Dichiarazione dei rappresentanti di Cuba nei Forum Paralleli del Vertice delle Americhe.” Di seguito il testo integro letto da Liaena Hernandez Martinez, membro del Comitato Nazionale della Federazione delle Donne Cubane (FMC):  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8518" alt="" src="/files/2015/04/cumbre-panama-conferencia-prensa8-copia-580x320.jpg" width="580" height="320" />In una conferenza stampa che si celebrò nell&#8217;Auditorium Josè D. Moscote, della Facoltà di Economia, dell&#8217;Università del Panama, si è presentata questa mattina la “Dichiarazione dei rappresentanti di Cuba nei Forum Paralleli del Vertice delle Americhe.”  </strong></p>
<p>Di seguito il testo integro letto da Liaena Hernandez Martinez, membro del Comitato Nazionale della Federazione delle Donne Cubane (FMC):</p>
<p>“I rappresentanti di Cuba assistenti ai Forum Paralleli del Vertice delle Americhe, denunciamo la presenza in questi spazi di mercenari pagati per i nemici storici della nostra nazione.</p>
<p>Integrano un&#8217;esigua ‘opposizione’ fabbricata dall’estero, carente di ogni legittimità e decoro. Vari dei suoi membri, perfino, si vincolano pubblicamente a riconosciuti terroristi che hanno causato dolore infinito al popolo cubano.</p>
<p>Risulta offensivo che partecipino a questi Forum quelli che hanno fatto del tradimento alla Patria un mestiere ben retribuito ed usurpano in maniera vergognosa il nome del paese che calunniano ed offendono giorno per giorno.</p>
<p>Per la Cuba degna e sovrana che ha resistito più di cinque decadi di bloqueo e di fustigazione, per l&#8217;opprimente maggioranza dei cubani, per noi, che siamo venuti a portare al Panama, con modestia e spirito di cooperazione, le esperienze del nostro sviluppo sociale, è inammissibile che ci siano qui personaggi di tanto basso modello morale”.</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=onRtszfTdQ0" >per vedere il video</a></p>
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		<title>#DerechosdeCuba o preparati “pa &#8216; lo que viene”</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 23:57:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Coincido con vari amici che pensano che l'uso eccessivo di termini militari per denominare quello che succede in Internet può essere controproducente. Ma quello accaduto questo fine settimana non mi lascia un'altra alternativa che descriverlo come un autentico capitolo di ciberguerra, affrontato da una strategia di successo di ciberdifesa attiva con conseguenze immediate nella sovversione contro Cuba attraverso la Rete.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_2350" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img src="/files/2011/12/avatar_cubap1.jpg" alt="L’avatar di #DerechosdeCuba, creato da Paco Arnau" width="300" height="250" class="size-full wp-image-2350" /><p class="wp-caption-text">L’avatar di #DerechosdeCuba, creato da Paco Arnau</p></div><strong>Coincido con vari amici che pensano che l&#8217;uso eccessivo di termini militari per denominare quello che succede in Internet può essere controproducente. Ma quello accaduto questo fine settimana non mi lascia un&#8217;altra alternativa che descriverlo come un autentico capitolo di ciberguerra, affrontato da una strategia di successo di ciberdifesa attiva con conseguenze immediate nella sovversione contro Cuba attraverso la Rete.  </strong></p>
<p>Le lezioni le dà la storia. Dopo la sua indiscussa sconfitta a Playa Giron, il governo nordamericano approvò l&#8217;ultrasecreto e miliardario Piano Mangusta contro la Rivoluzione cubana. Gli storiografi considerano Mangusta come il maggiore programma intrapreso dal governo degli Stati Uniti contro un altro paese nella decade degli anni sessanta e si dice che ci sono ancora segreti da rivelare. E saltando nel tempo, non è strano che, dopo il sonoro fallimento che la macchina mediatica-cibernetica ha intrapreso contro Cuba ha avuto la settimana scorsa, in occasione della celebrazione del Giorno dei diritti umani -che varie persone in Internet denominarono come una Giron digitale -, nuovi e più ampi piani sorgano contro Cuba nello scenario cibernetico.  </p>
<p>Alcuni piani orditi pretendevano creare artificialmente tumulti nella capitale cubana ed altre località i giorni 9 e 10 dicembre, coordinando azioni dall&#8217;estero, la convocazione di stazioni radio radicate negli Stati Uniti, l&#8217;attuazione sul terreno – tutto diretto dalla rappresentazione diplomatica degli Stati Uniti a L&#8217;Avana – con inoltre l&#8217;azionare nelle reti sociali in Internet e la copertura dei mezzi stranieri accreditati sull&#8217;Isola. Il successo di tali eventi avrebbe portato una catena di avvenimenti molto difficili da fermare: immagini di repressioni inonderebbero i grandi mezzi, quello che porterebbe alle condanne internazionali con la moltiplicazione delle provocazioni fino a produrre la dichiarazione di una zona di esclusione aerea, per poi seguire con la caduta di bombe, con il nuovo modello da esportazione della democrazia coniato dall&#8217;amministrazione Obama, copia fedele dell&#8217;intervento in Libia.  </p>
<p>I grandi mezzi di comunicazione, la stampa di Miami e la controrivoluzione attiva in Internet annunciavano che dalla Florida una flottiglia di imbarcazioni si sarebbe avvicinata alle coste cubane per sparare fuochi d&#8217;artificio che dovevano essere visti dal Malecon de L&#8217;Avana. L&#8217; hashtag #todospalmalecon era spinto dai cloni anticubani nella rete sociale Twitter, mentre la stazione radio governativa nordamericana Radio Martì -diretta verso l&#8217;Isola &#8211; incoraggiava lo stesso messaggio. La copertura stampa in tempo reale delle imbarcazioni si sarebbe ottenuta col lavoro in Cuba di coloro che avrebbero accreditato, con tecnologia di punta facilitata dagli USA, avere visto “le luci della democrazia” illuminare L&#8217;Avana.  </p>
<p>All&#8217;alba del sette di dicembre la residenza del massimo rappresentante degli Stati Uniti in Cuba accoglieva i più conosciuti “dissidenti” cubani per ricevere istruzioni, in un fatto che è stato denunciato con immediatezza ed ampio documentazione grafica in vari spazi della Rete, assestando un primo colpo al piano nordamericano, nonostante il silenzio assoluto dei grandi mezzi di comunicazione accreditati sull&#8217;Isola.  </p>
<p>Ma arrivò il giorno nove, il primo della “giornata di proteste” che si era annunciato con grancassa e piattelli, ed un impressionante accordo di utenti di Twitter lanciava l&#8217; hashtag #DerechosdeCuba in difesa della Rivoluzione cubana, ottenendo grandi  impatti dalla Spagna, Cuba, Venezuela, Messico ed Argentina, e distribuendo informazioni sul piano sovversivo in marcia, il carattere terrorista della flottiglia e l&#8217;esistenza di una normalità assoluta sull&#8217;Isola.  </p>
<p>Nessun corrispondente grafico accreditato a Cuba ha potuto apportare foto dei fuochi d&#8217;artificio, però El Nuevo Herald di Miami intitolava “Le luci della democrazia arrivano a L&#8217;Avana” con la prevedibile testimonianza dei beneficiari dell&#8217;Internet a la carte somministrato dagli Stati Uniti, il mondo conosceva attraverso Twitter -con abbondanti immagini in fotografia e video &#8211; che migliaia di giovani cubani assistevano ad un concerto del popolare musicista X Alfonso molto vicino al Malecon ed altri ricordavano le “Dame di bianco” le vittime del terrorismo eseguito dai loro capi nordamericani contro Cuba.  </p>
<p>Manovre disperate, come offerte di denaro per usare hashtag mercenari, annunciati nella pagina di un corrispondente di Radio Martì, e tentativi di assumere come suoi gli hashtag neutri #Cuba e #DDHH non hanno fatto altro che provare la disperazione delle forze pro-USA davanti a quello che era una vera valanga digitale che si moltiplicò varie volte il giorno 10 rispetto a quello accaduto la giornata anteriore.  </p>
<p>Non importa, come dimostrò un&#8217;analisi realizzata dal sito Cubadebate che #DerechosdeCuba sia stato censurato da Twitter come Trending topic, né che le prove che evidenziano la mano degli USA dietro i “lottatori per i diritti umani in Cuba” siano nascoste alle loro udienze dai grandi mass media. A queste ore, nei quartieri della ciberguerra contro l&#8217;Isola insubordinata si realizza un bilancio del disastro e l&#8217;equivalente di una Mangusta digitale che ha preso forma nella mente di qualche assennato analista di Washington.  </p>
<p>Di fronte a ciò, lontano da spaventarci, le lezioni di immediatezza, alleanze e partecipazione creativa che ci lascia #DerechosdeCuba devono essere anche prese in considerazione dal nostro lato, come prova che -come ha detto Fidel &#8211; “non esiste forza nel mondo capace di schiacciare la forza della verità e delle idee” e che “Internet sembra inventato per noi.”  </p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi  </p>
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