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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; diritti contro l&#8217;omofobia</title>
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		<title>Per la prima volta a Cuba una coppia transgender si sposa</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 23:40:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due persone transgender hanno formalizzato la loro unione martedì 16 luglio, nel Palazzo dei Matrimoni di San Francisco de Paula, a L’Avana, secondo quanto informa il Centro Nazionale di Educazione Sessuale (CENESEX) attraverso la sua pagina in Facebook. Nella nota, l'istituzione spiega che questo atto “non viola ciò che è stabilito nell'ordinamento giuridico cubano” perché nel caso di Dunia e Ramsces, si tratta di due persone i cui generi registrati alla nascita sono maschio e femmina rispettivamente, anche se non sono coerenti con le loro identità di genere.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11045" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11045" alt="Ramsces e Dunia, due persone transgender, hanno ufficializzato la loro unione nel matrimonio. Foto: pagina Facebook del Cenesex" src="/files/2019/07/Ramsces-y-Dunia-se-casan-transgénero-580x395.jpg" width="580" height="395" /><p class="wp-caption-text">Ramsces e Dunia, due persone transgender, hanno ufficializzato la loro unione nel matrimonio. Foto: pagina Facebook del Cenesex</p></div>
<p><strong>Due persone transgender hanno formalizzato la loro unione martedì 16 luglio, nel Palazzo dei Matrimoni di San Francisco de Paula, a L’Avana, secondo quanto informa il Centro Nazionale di Educazione Sessuale (CENESEX) attraverso la sua pagina in Facebook.</strong></p>
<p>Nella nota, l&#8217;istituzione spiega che questo atto “non viola ciò che è stabilito nell&#8217;ordinamento giuridico cubano” perché nel caso di Dunia e Ramsces, si tratta di due persone i cui generi registrati alla nascita sono maschio e femmina rispettivamente, anche se non sono coerenti con le loro identità di genere.</p>
<p>“Questo evento acquista una rilevanza speciale tenendo presente che l&#8217;istituzione statale, appartenente al Ministero della Giustizia, ha rispettato la maniera in cui si esprimono le loro identità di genere, ostacolo superato dopo un primo tentativo fallito con la stessa istituzione, che ha richiesto  l&#8217;appoggio dei Servizi di Orientamento Giuridico del Cenesex”, si legge nel testo.</p>
<p>“Fino ad ora, entrambi ricevono l&#8217;attenzione della Commissione Nazionale di Attenzione Integrale a Persone Transessuali, e si trovano in attesa, per propria decisione, degli interventi chirurgici”.</p>
<p>La coppia fa parte di Alma Azul – Transgender Maschi di Cuba, una delle reti sociali comunitarie collegate al CENESEX.</p>
<p>Liam Duran Cardona, coordinatore di questo gruppo, ha ringraziato nella pagina Facebook della rete l&#8217;incredibile opportunità di essere stato uno dei testimoni del matrimonio.</p>
<p>Auspica che “questo matrimonio serva come riferimento per altre persone con identità trans a Cuba affinché richiedano appoggio legale in riferimento alla loro immagine. Perché  si può sempre, se ci sono volontà e amore”.</p>
<p>La notizia ha avuto un impatto molto positivo nelle reti, dove attivisti e sostenitori dei collettivi LGBTIQ+ hanno lasciato messaggi pieni di allegria e ottimismo, come quello di Marlin Gonzalez, che celebra questo “straordinario esempio di uguaglianza e non discriminazione”, o quello di David Garcia Beruvides, che fa gli auguri alla coppia e spera che “presto sia tra due persone dello stesso sesso”.</p>
<p>(con informazione di Q de Cuir)</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
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		<title>Mariela Castro: La mia presenza negli USA spaventa a coloro che temono perdere privilegi</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jun 2012 23:38:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sorprende che a Mariela Castro Espin le sia stato permesso di entrare negli Stati Uniti, qualcosa che provocò reazioni quasi isteriche tra leader anticastristi e politici nazionali, mentre, da parte sua, questa figlia della rivoluzione cubana sorprende anche molti qui per essere una voce critica e contemporanea che invita al futuro, ad una lotta contro ogni tipo di egemonia ed imposizione per arrivare ad una società emancipata nella quale si condividano pienamente i diritti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_4698" style="width: 250px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-4698" src="/files/2012/06/MarielaCastro.jpg" alt="Mariela Castro negli USA" width="250" height="257" /></strong><p class="wp-caption-text">Mariela Castro negli USA</p></div>
<p>Sorprende che a Mariela Castro Espin le sia stato permesso di entrare negli Stati Uniti, qualcosa che provocò reazioni quasi isteriche tra leader anticastristi e politici nazionali, mentre, da parte sua, questa figlia della rivoluzione cubana sorprende anche molti qui per essere una voce critica e contemporanea che invita al futuro, ad una lotta contro ogni tipo di egemonia ed imposizione per arrivare ad una società emancipata nella quale si condividano pienamente i diritti. </strong></p>
<p>In forum pubblici ed accademici, in riunioni con controparti dedicate all&#8217;educazione e salute sessuale a San Francisco e New York ed in circoli progressisti statunitensi, la dottoressa Mariela Castro abbordò i temi complessi e correlati alla lotta contro ogni tipo di discriminazione, soprattutto la sua messa a fuoco intorno ai diritti della comunità lesbica, gay, bisessuale e transessuale (LGBT).</p>
<p>Inevitabilmente, la figlia del presidente Raul Castro dovette dialogare qui anche sulle relazioni bilaterali e la dinamica politica e sociale del suo paese. Con franchezza, umorismo e critiche, ruppe alcuni degli stereotipi che si hanno qui –anche tra i progressisti–dei processi che si vivono nell&#8217;isola.</p>
<p>In intervista con La Jornada, in mezzo ad incessanti attività, conversò del suo lavoro, delle sue percezioni degli Stati Uniti, di sorprese e speranze.</p>
<p>La direttrice del Centro Nazionale per l&#8217;Educazione Sessuale (Cenesex) e la voce più influente nella promozione dei diritti LGBT a Cuba, commentò sull&#8217;origine del suo lavoro. “Mi sento molto concorde con i processi rivoluzionari. Oltre al vincolo familiare, per quello che conosco della storia di Cuba e per tutto quello che apprezzo del popolo di Cuba, studiai nell&#8217;università la filosofia marxista che mi diede molti strumenti per capire il mondo e, come diceva Marx, per trasformarlo. Ci sono giustamente cose dentro la realtà della rivoluzione cubana che mi piacciono ed altre no –come in tutte le società in cui uno vive–ed uno che non mi piaceva era questo atteggiamento discriminatorio verso gli omosessuali”.</p>
<p>“Mi faceva sentire scomoda, non mi piaceva che la rivoluzione cubana avesse questi elementi. Quando incominciai a studiare educazione sessuale, incominciai a cercare che cosa fare per tentare di sensibilizzare… Trovai nel pensiero rivoluzionario molti elementi marxisti per focalizzare questo problema, per presentare una piattaforma dentro i nostri principi: l&#8217;emancipazione dell&#8217;essere umano che è realmente l&#8217;obiettivo principale del socialismo. Ma deve essere piena, non deve essere un’emancipazione con certi pregiudizi”.</p>
<p>“Non si può abbordare in maniera isolata il tema dei diritti LGBT”, enfatizza. “Dalla messa a fuoco che do a questo lavoro, non si deve delimitare, separare, la lotta per i diritti LGBT da altre conquiste sociali. Oggi esiste una tendenza a separarla. Questo fatto non gli dà forza, la banalizza e la rende parziale. Cioè, dopo che le persone gay potranno sposarsi, non lotteranno più per nessun altro cambiamento sociale nei loro paesi? Già gli basta? Io credo che tutte queste questioni dei diritti debbano essere correlate e fortificarsi presentandosi insieme, con le loro particolarità… si deve continuare a lottare per i diritti delle sovranità nazionali. E continuare a difendere i diritti razziali ed etnici, i diritti alla salute ed all&#8217;educazione dei nostri paesi. Tutte queste rivendicazioni devono relazionarsi, non lottare per una sola ed abbandonare l&#8217;altra, perché questo riprodurrebbe solo le egemonie”.</p>
<p>Ha insistito in che la salute sessuale non è tema moralista né igienista, bensì un lavoro contro tutti i danni storici basati sullo sfruttamento degli esseri umani, poiché i corpi umani sono stati sempre prigionieri di queste ideologie di dominazione. Pertanto, l&#8217;emancipazione dell&#8217;essere umano deve disarticolare gli schemi di una classe su un&#8217;altra, di un paese su un altro, di un&#8217;ideologia su un&#8217;altra, di uomini su donne, di una razza contro un&#8217;altra, di una religione su un’altra. Sottolinea che la discriminazione di ogni tipo ha la stessa origine: la dominazione di un gruppo su un altro. L&#8217;obiettivo è concedere diritti a quelli che non li hanno ancora, ma non togliendo diritti a quelli che sì li hanno, bensì condividere pienamente i diritti.</p>
<p>Da quando gli fu concesso un visto per visitare il paese, poderosi politici, ovviamente diretti dai legislatori cubano-americani anticastristi della Florida e del New Jersey, figure delle cupole di entrambi i partiti nazionali ed il candidato presidenziale repubblicano Mitt Romney, hanno espresso ripudio e criticato il governo di Barack Obama per lasciarla entrare.</p>
<p>Perché spaventa tanto a tanta gente poderosa negli Stati Uniti la sua presenza? “Hanno paura di perdere i privilegi che hanno con le loro manipolazioni politiche e mediatiche della politica degli Stati Uniti verso Cuba”, risponde. Spiega che il bloqueo è commercio per molti che si avvantaggiano di questa politica. “La mia presenza è un elemento simbolico per loro. Pensano che perché mi hanno dato il visto, le relazioni con Cuba migliorino, e questo a loro non conviene per i loro affari”.</p>
<p>Ha confermato la posizione de L&#8217;Avana di essere disposta al dialogo con Washington “alla pari e con rispetto della sovranità” per normalizzare le relazioni. Ma, ha riassunto quello che ha vissuto Cuba, dai molteplici tentativi di assassinare Fidel Castro, fino al caso dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti, e ricordò che ci sono più di 5 mila vittime di attentati terroristi contro Cuba. Si dichiarò in favore di una negoziazione per permetta che i Cinque siano liberati, insieme ad Alan Gross, che compie condanna in Cuba per violare le leggi di questo paese, affinché tutti tornino a casa loro, ed ha affermato che tutto questo sta nelle mani di Obama.</p>
<p>Che evento recente le dà più speranza nel mondo? Castro risponde: “Wikileaks”, e ride. Spiega che ha avuto un impatto diretto sui poli del potere. Ma aggrega che anche quello che genera speranza è il nuovo linguaggio dei nuovi movimenti sociali nella loro lotta per le loro rivendicazioni… “i movimenti sociali mi entusiasmano, bisogna vedere che cosa succede, ognuno con le sue particolarità e nel suo proprio contesto”.</p>
<p>scritto da David Brooks</p>
<p>preso da Cubasì</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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