<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; democrazia</title>
	<atom:link href="http://it.cubadebate.cu/tag/democrazia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://it.cubadebate.cu</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Sep 2023 14:48:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>es-ES</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.8.1</generator>
	<item>
		<title>Perché hanno tanta paura di Lula libero?</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/04/11/perche-hanno-tanta-paura-di-lula-libero/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/04/11/perche-hanno-tanta-paura-di-lula-libero/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 00:58:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Jair Bolsonaro]]></category>
		<category><![CDATA[Lula da Silva]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10918</guid>
		<description><![CDATA[Da un anno sono prigioniero ingiustamente, accusato e condannato per un crimine che non è mai esistito. Ogni giorno che ho passato qui ha fatto aumentare la mia indignazione, però ho fiducia in un giudizio giusto dove la verità prevarrà. Posso dormire con la coscienza tranquilla della mia innocenza. Dubito che abbiano un sonno sereno quelli che mi hanno condannato con una farsa giudiziale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10919" alt="Lula-multitud-580x387" src="/files/2019/04/Lula-multitud-580x387.jpg" width="580" height="387" />Da un anno sono prigioniero ingiustamente, accusato e condannato per un crimine che non è mai esistito. Ogni giorno che ho passato qui ha fatto aumentare la mia indignazione, però ho fiducia in un giudizio giusto dove la verità prevarrà. Posso dormire con la coscienza tranquilla della mia innocenza. Dubito che abbiano un sonno sereno quelli che mi hanno condannato con una farsa giudiziale.</strong></p>
<p>Quello che mi fa male, senza dubbio, è ciò che succede in Brasile e la sofferenza del nostro popolo Per imporre un giudizio di eccezione, hanno superato i limiti della legge e della Costituzione, indebolendo la democrazia. I diritti del popolo e dei cittadini sono stati revocati, mentre impongono il taglio dei salari, la precarizzazione del lavoro e l&#8217;aumento del costo della vita. Abbiamo consegnato la sovranità nazionale, le nostre ricchezze, le nostre imprese e perfino il nostro territorio per soddisfare gli interessi stranieri.</p>
<p>Oggi è chiaro che la mia condanna è stata parte di un movimento politico iniziato dalla rielezione della presidentessa Dilma Rousseff nel 2014. Sconfitta nelle urne per la quarta volta consecutiva, l&#8217;opposizione ha scelto il cammino del golpe per tornare al potere, riprendendo il vizio autoritario delle classi dominanti brasiliane.</p>
<p>Il colpo dell&#8217;impeachment senza crimini di responsabilità è stato contro il modello di sviluppo con inclusione sociale che il paese stava costruendo dal 2003. In 12 anni, creammo 20 milioni di posti di lavoro, abbiamo tolto 32 milioni di persone dalla miseria, moltiplicammo il PIL per cinque. Abbiamo aperto l&#8217;università a milioni di esclusi.<br />
Abbiamo vinto la fame.</p>
<p>Quel modello era ed è intollerabile per una cupola privilegiata e precostituita della società. Ha colpito potenti interessi economici fuori dal paese. Mentre il Pre-sal ha risvegliato l&#8217;avidità  delle petroliere straniere, imprese brasiliane sono passate a contendere mercati con esportatori tradizionali di altri paesi.</p>
<p>L&#8217;impeachment è arrivato per far tornare il neoliberalismo, in una versione ancora più radicale. Per questo hanno sabotato gli sforzi del governo di Rousseff per affrontare la crisi economica e correggere i suoi propri errori. Si è affondato il paese in un collasso fiscale e in una recessione che continua. Hanno promesso che sarebbe bastato togliere il PT dal governo perché i problemi del paese finissero.</p>
<p>Il popolo ha capito subito di essere stato ingannato. La disoccupazione è aumentata, i programmi sociali svuotati, scuole e ospedali hanno perso denaro. Una politica suicida attuata da Petrobras ha portato il prezzo del gas da cucina ad essere proibitivo per i poveri ed ha portato alla paralisi dei camionisti. Vogliono far scomparire le pensioni degli anziani e dei lavoratori rurali.</p>
<p>Nelle carovane in giro per il paese ho visto negli occhi della nostra gente la speranza e il desiderio di riprendere quel modello che iniziò a correggere le disuguaglianze e che ha dato opportunità a tutti quelli che non le avevano mai avute.</p>
<p>All&#8217;inizio del 2018 i sondaggi segnalavano che io avrei vinto le elezioni al primo turno.</p>
<p>Era necessario impedire la mia candidatura ad ogni costo. La Lava Jato, che è stata uno schermo nel colpo dell&#8217;impeachment, ha investito posti e prerogative della difesa per condannarmi prima delle elezioni. Hanno registrato illegalmente le mie conversazioni, i telefoni dei miei avvocati e persino quello della presidentessa della Repubblica. Sono stato oggetto di una condotta coercitiva illegale, un vero sequestro. Hanno rivoltato casa mia, il mio materasso, hanno preso i cellulari e persino i tablet dei miei nipoti.</p>
<p>Non hanno trovato nulla per incriminarmi: né conversazioni di banditi, ne valige di denaro, né conti all&#8217;estero. Nonostante tutto sono stato condannato in un tempo record da Sergio Moro e il TRF-4, per “atti indeterminati” senza che trovassero nessuna connessione tra l&#8217;appartamento che non è mai stato mio e presunte deviazioni di soldi di Petrobras. Il tribunale Supremo mi ha negato un giusta petizione di habeas corpus, sotto pressione dei media, del mercato e persino delle Forze Armate, come ha confermato recentemente Jair Bolsonaro, il maggior beneficiario di questa persecuzione.</p>
<p>La mia candidatura è stata proibita contro la legge elettorale, la giurisprudenza e una determinazione del Comitato dei Diritti Umani dell&#8217;ONU emessa per garantire i miei diritti politici. Nonostante questo il nostro candidato Fernando Haddad ha raccolto un sostegno notevole nelle votazione ed è stato sconfitto solo dall&#8217;industria della menzogna di Bolsonaro nelle reti sociali, finanziata perfino con denaro straniero, secondo la stampa.</p>
<p>I più rinomati giuristi del Brasile e di altri paesi considerano assurda la mia condanna e indicano la parzialità di Sergio Moro, confermata in pratica quando ha accettato di essere ministro della Giustizia del presidente che lui ha aiutato ad essere eletto con la mia condanna. Tutto quello che voglio è che mi indichi anche solo una prova contro di me.</p>
<p>Perché hanno tanta paura di Lula libero, se hanno già raggiunto l&#8217;obiettivo che era impedire la mia elezione, se non c&#8217;è nulla che sostenga questa prigione? In realtà ciò che temono è l&#8217;organizzazione del popolo che si identifica con il nostro progetto di paese. Temono di dover riconoscere le arbitrarietà che hanno commesso per eleggere un presidente incapace che ci riempie di vergogna.</p>
<p>Sanno che la mia liberazione è una parte importante della riattivazione della democrazia in Brasile. Però sono incapaci di convivere con il processo democratico.</p>
<p>Luiz Inacio Lula da Silva<br />
Ex presidente della Repubblica (2003-2010)</p>
<p>Articolo pubblicato su Folha de S. Paulo</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/04/11/perche-hanno-tanta-paura-di-lula-libero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Promotori della democrazia? Gli USA forniscono assistenza militare al 73% delle dittature nel mondo</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/11/20/promotori-della-democrazia-gli-usa-forniscono-assistenza-militare-al-73-delle-dittature-nel-mondo/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/11/20/promotori-della-democrazia-gli-usa-forniscono-assistenza-militare-al-73-delle-dittature-nel-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 20:03:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[dittature]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[vendita di armi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10735</guid>
		<description><![CDATA[Un'organizzazione non governativa statunitense ha pubblicato un rapporto in cui descrive dozzine di paesi del mondo come "non liberi". I lettori più attenti hanno subito sottolineato che la stragrande maggioranza di quelle nazioni riceve il supporto militare da Washington.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10736" alt="Code-Pink" src="/files/2018/11/Code-Pink.jpg" width="580" height="317" />Un&#8217;organizzazione non governativa statunitense ha pubblicato un rapporto in cui descrive dozzine di paesi del mondo come &#8220;non liberi&#8221;. I lettori più attenti hanno subito sottolineato che la stragrande maggioranza di quelle nazioni riceve il supporto militare da Washington.</p>
<p>L&#8217;ONG Freedom House, fondata nel 1941, nel suo rapporto annuale dal titolo &#8216;La libertà nel mondo&#8217; categorizza i diversi stati del mondo come &#8220;liberi&#8221;, &#8220;parzialmente liberi&#8221; o &#8220;non liberi&#8221; in termini di libertà e diritti politici e civili dei suoi abitanti.</p>
<p>Finanziato quasi interamente dal governo degli Stati Uniti, Freedom House considera gli Stati Uniti e i suoi alleati come &#8220;liberi&#8221; e designati come &#8220;non liberi&#8221; in 49 paesi per un totale di circa 2.700 milioni di abitanti, compresi la Russia e la Cina.</p>
<p>Tuttavia, oltre il 70% di questi stati &#8220;non liberi&#8221; sono stati clienti del complesso militare-industriale statunitense o hanno ricevuto una sorta di assistenza militare dal Pentagono negli ultimi tre anni, secondo l&#8217;organizzazione di notizie indipendente Truthout, riguardante l&#8217;ultima edizione del rapporto.</p>
<p>Nel 2018, le nazioni &#8220;non libere&#8221; legate a Washington salgono a 35, che di solito è proclamato promotore della democrazia e oppositore delle dittature. Dodici di questi, classificati come &#8220;i peggiori dei peggiori&#8221;, ricevono finora assistenza militare USA, tra cui la Somalia, il Turkmenistan, l&#8217;Uzbekistan, la Repubblica Centrafricana e l&#8217;Arabia Saudita.</p>
<p>Il regno saudita, in particolare, figura tra i peggiori classificati della lista, al di sotto della Cina, della Russia, del Venezuela e persino dell&#8217;Iran. Tuttavia, continua ad essere &#8220;il più grande cliente di vendite militari straniere&#8221; negli Stati Uniti, secondo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.</p>
<p>A causa dello scandalo relativo all&#8217;omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, l&#8217;Arabia Saudita ha cominciato a perdere contratti d&#8217;acquisto milionari con altri paesi, ampiamente attribuito all&#8217;alto comando del regno. Allo stesso tempo, Washington si aspetta un &#8220;significativo aumento&#8221; nella cooperazione militare con Riad.</p>
<p>Fonte: Freedom House &#8211; Truthout</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="https://youtu.be/0dFBDuJiB6Q" >per vedere il video clikka qui</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/11/20/promotori-della-democrazia-gli-usa-forniscono-assistenza-militare-al-73-delle-dittature-nel-mondo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>America Latina: la guerra giuridica contro la democrazia</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/08/24/america-latina-la-guerra-giuridica-contro-la-democrazia/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/08/24/america-latina-la-guerra-giuridica-contro-la-democrazia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Aug 2018 02:51:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra giuridica]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10617</guid>
		<description><![CDATA[1 settembre 2016, il Senato brasiliano ha destituito Dilma Rousseff dalla presidenza del paese in un “processo politico” in cui è stata condannata per presunta manipolazione del bilancio pubblico. Tra il 2 novembre 2017 ed il 6 marzo 2018, l’ex presidentessa argentina Cristina Fernandez de Kirchner ha ricevuto tre procedimenti penali, due per presunti reati di corruzione e uno per aver, ipoteticamente, interferito nelle indagini dell’attentato dell’AMIA, avvenuto a Buenos Aires nel 1994.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10618" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10618" alt="foto: EFE" src="/files/2018/08/Luis-Inácio-Lula-da-Silva-EFE-580x326.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">foto: EFE</p></div>
<p><strong>1 settembre 2016, il Senato brasiliano ha destituito Dilma Rousseff dalla presidenza del paese in un “processo politico” in cui è stata condannata per presunta manipolazione del bilancio pubblico.</strong></p>
<p>Tra il 2 novembre 2017 ed il 6 marzo 2018, l’ex presidentessa argentina Cristina Fernandez de Kirchner ha ricevuto tre procedimenti penali, due per presunti reati di corruzione e uno per aver, ipoteticamente, interferito nelle indagini dell’attentato dell’AMIA, avvenuto a Buenos Aires nel 1994.</p>
<p>Il 24 gennaio 2018 la Corte Suprema del Brasile ratifica la sentenza contro quello che è stato il presidente del paese, e attuale candidato meglio piazzato nei sondaggi per le prossime elezioni presidenziali, Lula da Silva, condannato a 12 anni di carcere per corruzione. Finisce in prigione nell’aprile 2018 e risulta inabilitato per la rielezione presidenziale.</p>
<p>Il 9 aprile 2018 la Procura della Repubblica di Colombia esegue un mandato di arresto, al fine d’estradizione, degli USA contro un deputato eletto del partito eletto FARC e responsabile per l’attuazione dell’Accordo di Pace, Jesus Santrich, per un presunto reato di cospirazione per esportare cocaina negli USA. Da allora permane in carcere, appartato dall’attuazione dell’accordo di pace e senza aver preso possesso del suo seggio nella Camera Legislativa, nonostante non ci siano accuse contro di lui in Colombia.</p>
<p>Il 3 luglio 2018, un tribunale ecuadoriano emette un ordina d’arresto, ed un mandato di cattura internazionale, contro l’ex presidente Rafael Correa. In precedenza, il 14 dicembre 2017, il vicepresidente Jorge Glas, accusato di corruzione, era condannato a sei anni di carcere. E il 17 giugno 2018 era catturato a Madrid, su richiesta dell’Ecuador, Pablo Romero, che faceva parte della squadra governativa di Rafael Correa.</p>
<p>“La legittimità concessa al processo di giudirizializzazione della politica emana dal consenso sulla “corruzione “come problema fondamentale dell’America Latina”. Questa premessa, carica di ragione formale, è stata espressa dalle istituzioni finanziarie internazionali e dalle agenzie governative USA promotrici dell’Aggiustamento Strutturale dello Stato nel decennio ’90. Si sta usando per attaccare governi, forze politiche e dirigenti di sinistra dell’America Latina che si oppongono agli aggiustamenti neoliberali dettati dal FMI, affermando che il “populismo di sinistra” presentano un problema di corruzione strutturale, omettendo che la corruzione è intrinseca al neoliberismo ed alle politiche di regolazione ed austerità.</p>
<p>Contro tutti coloro che hanno implementato, con successo, alternative alle politiche neoliberali si è usato il ‘lawfare’, la “guerra giuridica asimmetrica”, che ha sostituito la dottrina della Sicurezza Nazionale -guerra contro insorti- che veniva insegnata dalle Scuole delle Americhe. Ora sono giudiziarie le scuole da cui il Nord espande la sua strategia per mettere fine ai governi di sinistra inabilitando, politicamente, i dirigenti che cercano di riscattare la sovranità nazionale dei loro popoli.</p>
<p>Guerra giuridica o ‘lawfare’ è una parola inglese che corrisponde ad una contrazione grammaticale delle parole “legge” (Law) e “guerra” (warfare), che descrive una forma di guerra asimmetrica. Una “guerra giuridica”, che si dispiega attraverso l’uso illegittimo del diritto nazionale o internazionale con l’intento di danneggiare l’avversario, ottenendo così la vittoria in un campo di battaglia delle relazioni politiche pubbliche, paralizzando politicamente e finanziariamente gli oppositori, o immobilizzandoli giudizialmente in modo tale che non possano perseguire i propri obiettivi né presentare le proprie candidature alle cariche pubbliche. Così descrive il “lawfare” il “Rapporto dell’Incontro degli esperti a Cleveland sull’11 settembre e le sue conseguenze”, dell’anno 2010.</p>
<p>Il “lawfare” si mostra ora a tutta intensità. La sua pianificazione è iniziata anni fa, mentre la sinistra in America Latina poneva in moto sistemi democratici più partecipativi ed egualitari che erano supportati dalle maggioranze. Mentre ciò accadeva, le forze neoliberali, guidate dall’ “establishment” USA, progettavano la nuova strategia di lotta e discredito di quei movimenti politici che mietevano successi per la sinistra.</p>
<p>Ritorniamo al 16 ottobre 1998. L’ex dittatore cileno Augusto Pinochet era arrestato a Londra, accusato di crimini contro l’umanità da un ordine emesso dal giudice Garzón su richiesta di gruppi di difensori delle vittime. La fine della “guerra fredda” provocò il disorientamento strategico del suo vincitore, gli USA. Era essenziale definire un nuovo nemico che permettesse di mantenere il conglomerato militar-industriale base del sistema capitalista che piegò i paesi socialisti. Quel periodo di disorientamento permise l’esercizio di azioni penali da parte di paesi terzi -la “giurisdizione universale” contemplata nelle legislazioni nazionali da anni, ma impossibile da applicare durante la ‘guerra fredda’-, si sarebbe convertita in un potente strumento contro i regimi autoritari responsabili di crimini contro l’umanità, condotte illecite eseguite per reprimere le aspirazioni al cambiamento dei popoli.</p>
<p>Furono anni di espansione della “giurisdizione universale”. All’arresto di Pinochet fece seguito l’avvio di procedimenti giudiziari, guidati da gruppi di vittime, contro militari e politici argentini, uruguaiani, colombiani, congolesi, USA, israeliani … responsabile di massicce violazioni dei diritti umani.</p>
<p>La risposta delle democrazie occidentali non fu di espandere la giurisdizione universale, ma combattere l’opportunità aperta di far rispettare il diritto internazionale e porre fine all’impunità per i crimini internazionali. Le controriforme legali della “giurisdizione universale” in Belgio, nel 2003, ed in Spagna, negli anni 2009 (PSOE) e nel 2014 (PP), sono esempi di questa regressione, così giustificata:<br />
“(…) La giurisdizione universale può usarsi per motivi politici o per scopi vessatori, e può influenzare negativamente l’ordine mondiale causando inutili frizioni tra gli stati, potenziali abusi delle procedure legali e privazione dei diritti umani individuali” (IBC Revue internationale de droit Penal, 2008/1, Vol. 79).</p>
<p>Coloro che mantengono l’attuale ordine mondiale hanno appreso le lezioni sulle potenzialità della “giurisdizione universale” -facile accessibilità, basso costo ed alta efficienza- per usarla a favore dei loro interessi. Cominciò il disegno di nuove strategie che gli avrebbero permesso di mantenere il loro potere e la capacità di intervenire quando fosse necessario. A causa degli effetti politici controproducenti che ebbe la dottrina della Sicurezza Nazionale -torture, sparizioni forzate, dittature, proteste sociali … – dalla fine della Guerra Fredda gli USA non usano come prima opzione l’attuazione di regimi autoritari, se gli è possibile mantenere il controllo su qualsiasi paese attraverso un’apparenza più democratica.</p>
<p>L’intervento giuridico diventa un’ efficace opzione sempre che ci sia un piano per ottenere l’obiettivo desiderato. Il piano richiede una tattica -intervento giuridico-politico per cooptare il potere giudiziario e gli operatori giuridici-, alcune risorse -scuole e programmi di formazione per giudici e giuristi- e alcuni obiettivi: rovesciare i governi che cercano di riscattare la sovranità nazionale dei loro popoli. La strategia è screditare le forze politiche che li dirigono ed inabilitare elettoralmente e distruggere politicamente i leader che li guidano.</p>
<p>I precedenti di questa strategia giuridico-politica li troviamo nella cosiddetta “guerra contro il terrorismo” lanciata dopo l’11 settembre 2001. Gli USA hanno cercato di creare una nuova interpretazione del diritto applicabile ai conflitti armati, pretendendo far sparire, gradualmente, l’abissale differenza tra il diritto penale nazionale e diritto umanitario internazionale. Hanno cercato d’imporre nuove categorie giuridiche non previste dalle leggi interne o internazionali, come il “combattente nemico illegale” o il proprio diritto unilaterale di “monitorare ed agire” con cui giustificano l’uso di droni assassini.</p>
<p>Un altro passo è stata la massiccia giudiziarizzazione della politica col sostegno del consenso sulla “corruzione”, ampiamente applicata ai dirigenti della sinistra alternativa latinoamericana che hanno cercato di garantire la sovranità nazionale contro l’ingerenza.</p>
<p>Dall’inizio del XXI secolo, hanno iniziato ad investire risorse nei programmi di cooptazione delle istituzioni giudiziarie di molti paesi, specialmente quelli dell’America Latina. “Le “Scuole delle Americhe” per militari sono state sostituite da scuole giudiziarie e programmi di formazione giuridica, tanto negli USA -dove accorrono a ricevere dottrina giudici ed operatori giuridici-, come nei paesi del Sud America, dove, attraverso generosi finanziamenti dell’Agenzia USA per lo sviluppo, USAID, si sono create, e  controllato politicamente, le scuole di formazione giudiziaria.</p>
<p>In Colombia, dal momento della creazione della scuola di formazione del potere giudiziario “Rodrigo Lara Bonilla”, finanziata dall’USAID, si è passato dal sistema giuridico di natura ‘continentale’ -imperio della legge scritta- previsto dalla Costituzione Politica ad un sistema di precedenti giudiziari -“commun law” USA- carente di supporto costituzionale. Ora sono i giudici della Corte Costituzionale che redigono le leggi attraverso il processo di revisione costituzionale. Nel caso sentenziare che una legge non è conforme alla Costituzione, procedono a darle una nuova redazione che agisce come una seconda e definitiva camera legislativa.</p>
<p>In America Latina assistiamo alla progressiva sostituzione dei sistemi penali inquisitivi o misti,  col sistema penale accusatorio ad immagine e somiglianza degli USA, causando uno smisurato potenziamento delle procure nazionali, che in pratica operano sulle istruzioni, informazioni e “indictments” (accuse) indirizzati dal sistema giudiziario USA.<br />
Il piano progettato per l’espansione della “lawfare” ha iniziato a raggiungere i suoi obiettivi. Dilma Rousseff, Fernando Lugo, Cristina Kirchner, Lula, Jesus Santrich, Rafael Correa … tutti loro sono stati oggetto di questa strategia politico-giuridica che li immobilizza politicamente in questa nuova guerra giuridica. L’obiettivo è screditare loro e le loro forze politiche equiparandoli a criminali comuni e inabilitandoli elettoralmente.</p>
<p>Il potere giudiziario che ha permesso che l’America Latina fosse uno dei continenti con più corruzione istituzionale -in molti casi beneficiato da essa- che non fu mai capace di combatterla, ora si è convertito in un’arma di intervento diretto negli affari politici interni, al servizio degli interessi delle oligarchie e delle forze conservatrici straniere e locali.</p>
<p>La guerra giuridica implica una grande retrocessione nei processi di rafforzamento istituzionale dei paesi dell’America Latina. Il Potere Giudiziario dovrebbe rimanere fuori dal confronto politico per evitare di ripetere fallimenti istituzionali di altri tempi che hanno causato grave crisi di legittimità e la disaffezione popolare. Questa ingerenza negli affari politici implica l’annullamento dell’indipendenza della magistratura per sua cosciente politicizzazione, e provoca, inevitabilmente, la scomparsa della divisione dei poteri alla base dello stato di diritto. Il ‘lawfare’ si è convertito in uno dei maggiori pericoli per la democrazia in tutto il mondo e specialmente in America Latina.</p>
<p>di Enrique Santiago Romera</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/08/24/america-latina-la-guerra-giuridica-contro-la-democrazia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cuba si prepara per una mobilitazione in appoggio alla Democrazia e contro il Neoliberalismo</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/11/01/cuba-si-prepara-per-una-mobilitazione-appoggio-alla-democrazia-e-contro-il-neoliberalismo/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/11/01/cuba-si-prepara-per-una-mobilitazione-appoggio-alla-democrazia-e-contro-il-neoliberalismo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 02:10:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ALBA]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[giornata di protesta]]></category>
		<category><![CDATA[neoliberalismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=9571</guid>
		<description><![CDATA[L'attività nell'isola che si svilupperà nella Plaza Ignacio Agramonte, dell'Università de L'Avana, avrà come punto centrale la difesa della sovranità nazionale davanti agli interessi interventisti dell'imperialismo, assicurò Mario Molina, funzionario dell'Organizzazione di Solidarietà dei Popoli dell'Africa, dell’Asia e dell’America Latina (Ospaaal).  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9572" alt="Cuba-Jornada" src="/files/2016/11/Cuba-Jornada.jpg" width="300" height="250" />A Cuba, la giornata continentale per la Democrazia e contro il Neoliberalismo che avrà luogo il prossimo 4 novembre, sarà un “vespaio popolare”, come hanno informato oggi rappresentanti di organizzazioni sociali.</strong></p>
<p>L&#8217;attività nell&#8217;isola che si svilupperà nella Plaza Ignacio Agramonte, dell&#8217;Università de L&#8217;Avana, avrà come punto centrale la difesa della sovranità nazionale davanti agli interessi interventisti dell&#8217;imperialismo, assicurò Mario Molina, funzionario dell&#8217;Organizzazione di Solidarietà dei Popoli dell&#8217;Africa, dell’Asia e dell’America Latina (Ospaaal).</p>
<p>Inoltre, sarà un’occasione per protestare nuovamente contro il bloqueo imposto dagli Stati Uniti contro Cuba e contro l’occupazione illegale del territorio nell&#8217;orientale provincia di Guantanamo.</p>
<p>Con questa iniziativa, Cuba conferma la sua solidarietà coi popoli della regione, nella loro lotta contro la globalizzazione neoliberale e la spinta delle multinazionali nella loro campagna di dominazione, ha affermato.</p>
<p>Azioni di protesta si confermarono in questa giornata in Brasile, Argentina, Perù, Colombia, Cile, Uruguay ed altri paesi, sotto la convocazione “Nessun passo indietro! I popoli continuano in lotta per la loro integrazione, autodeterminazione e sovranità, contro il libero commercio e le multinazionali!”, spiegò il funzionario dell&#8217;Ospaaal.</p>
<p>In varie città del continente si denuncerà anche l&#8217;industrializzazione dell&#8217;agricoltura, la discriminazione, i femminicidi e gli assassini di leader comunitari, riferì.</p>
<p>Ha anche osservato che i preparativi della mobilitazione nella nazione caraibica sono a carico delle organizzazioni che integrano il Capitolo Cubano dell&#8217;Articolazione dei Movimenti Sociali verso l&#8217;Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America -Trattato di Commercio dei Popoli.</p>
<p>Tra questi si trovano la Federazione delle Donne Cubane, L&#8217;Associazione Nazionale di Piccoli Agricoltori, il Centro Memoriale Dr. Martin Luther King Jr., l&#8217;Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli ed il Movimento Cubano per la Pace.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/11/01/cuba-si-prepara-per-una-mobilitazione-appoggio-alla-democrazia-e-contro-il-neoliberalismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Malessere sociale minaccia la democrazia: Chomsky</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/09/16/malessere-sociale-minaccia-la-democrazia-chomsky/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/09/16/malessere-sociale-minaccia-la-democrazia-chomsky/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Sep 2016 01:42:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Noam Chomsky]]></category>
		<category><![CDATA[populismo]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[ultranazionalismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=9508</guid>
		<description><![CDATA[Noam Chomsky, uno degli intellettuali statunitensi più prestigiosi attualmente, crede che la bassa valutazione dei politici a livello mondiale non sia esclusiva della cupola dirigente, ma si estende ad aziende ed ad altre istituzioni, come parte di un malessere sociale generale. La scarsa popolarità degli attuali candidati alla Presidenza degli Stati Uniti non è qualcosa di eccezionale, ma fa parte “di un gran malessere sociale che minaccia la democrazia”, spiegò il linguista e filosofo, di 87 anni, in intervista con DPA, a Cambridge.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9509" alt="chomsky" src="/files/2016/09/chomsky.jpg" width="580" height="328" />Noam Chomsky, uno degli intellettuali statunitensi più prestigiosi attualmente, crede che la bassa valutazione dei politici a livello mondiale non sia esclusiva della cupola dirigente, ma si estende ad aziende ed ad altre istituzioni, come parte di un malessere sociale generale.  </strong></p>
<p>La scarsa popolarità degli attuali candidati alla Presidenza degli Stati Uniti non è qualcosa di eccezionale, ma fa parte “di un gran malessere sociale che minaccia la democrazia”, spiegò il linguista e filosofo, di 87 anni, in intervista con DPA, a Cambridge.</p>
<p>“Gli Stati Uniti si svilupparono da una democrazia verso una plutocrazia con appendici democratiche”, ha affermato Chomsky. “Tre quarti della società si sentono semplicemente non rappresentati”, analizzò.</p>
<p>Rispetto all&#8217;attuale auge del candidato repubblicano Donald Trump, a dispetto del suo discorso polemico ed aggressivo, lo scrittore crede che si basi in ampia misura nel disprezzo che da decadi ha la società della classe lavoratrice.</p>
<p>“Quelli che appoggiano Trump non sono i poveri. La maggioranza sono della classe lavoratrice bianca che nel periodo del neoliberalismo furono emarginati. Ora, queste persone sono amareggiate ed hanno rancore.”</p>
<p>Il professore emerito del Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha citato come seconda ragione dell’appoggio a Trump un rinvigorimento del populismo e dell&#8217;ultranazionalismo, qualcosa che sta succedendo anche in Europa: “C&#8217;è una correlazione diretta tra l&#8217;appoggio ai populisti autoritari e gli entusiasmati con Trump.”</p>
<p>A differenza di quanto successo anteriormente, questa volta i leader repubblicani non hanno potuto ostacolare il protagonismo di un candidato pericoloso. “Trump è unico. Non c’è mai stato nessuno come lui nelle nazioni industrializzate occidentali”, segnalò Chomsky.</p>
<p>Tuttavia, il processo si incornicia, secondo lui, in una trasformazione più ampia del sistema politico statunitense; che lui vede storicamente come un partito unico con due fazioni, repubblicana e democratica. “Il tutto non è così, oramai. Continuiamo ad essere un paese con un partito unico, il Partito degli Affari. Ed ha già solo una fazione.”</p>
<p>In realtà, crede che quelli che appoggiarono Bernie Sanders nella pre-campagna democratica potrebbero formare un nuovo partito indipendente dal democratico se avanza la trasformazione del sistema. Sanders affrontò dalla sinistra nelle primarie l&#8217;attuale candidata, Hillary Clinton, ma ha perso.</p>
<p>“Se avessimo un movimento dei lavoratori attivo e lottatore dello stile come quelli che ci sono stati negli Stati Uniti negli anni 30, probabilmente unirebbe i seguaci di Trump con quelli di Sanders”, ha detto questo linguista, che si è definito a livello politico come anarchico o socialista libertario.</p>
<p>“Sono molto differenti in molte cose, ma condividono centralmente la stessa furia per l&#8217;attacco alla classe lavoratrice bianca ed ai poveri. Questo potrebbe essere il principio di qualcosa completamente nuovo.”</p>
<p>preso da La Jornada</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/09/16/malessere-sociale-minaccia-la-democrazia-chomsky/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tsipras: Grecia è la prima vittima della completa abolizione della democrazia in Europa</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2015/06/03/tsipras-grecia-e-la-prima-vittima-della-completa-abolizione-della-democrazia-europa/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2015/06/03/tsipras-grecia-e-la-prima-vittima-della-completa-abolizione-della-democrazia-europa/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2015 00:42:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Alexis Tsipras]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=8678</guid>
		<description><![CDATA[Con la minaccia di un default del debito greco che incombe, il primo ministro Alexis Tsipras ha avvertito gli europei dalle pagine del quotidiano francese 'Le Monde' dell'abolizione completa della democrazia in Europa ", incolpando tre istituzioni: il Fondo monetario internazionale (FMI), la Banca centrale europea (BCE) e la Commissione europea tra gli altri "attori istituzionali".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><img class="alignleft size-full wp-image-8679" alt="" src="/files/2015/06/Tsipras.png" width="700" height="350" /><strong>Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha avvertito gli europei della creazione di &#8220;un mostro tecnocratico&#8221; da parte degli &#8220;attori istituzionali&#8221; europei, cosa che, a suo avviso, significa &#8220;l&#8217;abolizione completa della democrazia in Europa.&#8221;</strong>
</div>
<div>Con la minaccia di un default del debito greco che incombe, il primo ministro Alexis Tsipras ha avvertito gli europei dalle pagine del quotidiano francese<em> &#8216;Le Monde&#8217; </em>d<strong>ell&#8217;abolizione completa della democrazia in Europa </strong>&#8220;, incolpando tre istituzioni: il Fondo monetario internazionale (FMI), la Banca centrale europea (BCE) e la Commissione europea tra gli altri &#8220;attori istituzionali&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Tsipras ha denunciato l&#8217;insistenza di queste istituzioni &#8220;nella presentazione di proposte assurde e nel mostrare disprezzo per le recenti elezioni democratiche tenute dai greci&#8221;, riferendosi ai risultati delle recenti elezioni in Grecia che hanno dato la vittoria al partito guidato da Tsipras. L&#8217;opposizione all&#8217;austerità che Syriza porta avanti è esattamente l&#8217;opposto di ciò i creditori vogliono dalla Grecia.</div>
<div></div>
<div>Secondo Tsipras, <strong>la posizione degli attori istituzionali segna &#8220;la fine di tutte le pretese di democrazia, l&#8217;inizio della disgregazione dell&#8217;Europa e la divisione inaccettabile dell&#8217;Europa unita&#8221;</strong>. Tutto questo &#8220;significa l&#8217;inizio della creazione di una mostruosità tecnocratica, che condurrà ad una Europa del tutto estranea dai suoi principi fondamentali &#8220;, prosegue il primo ministro greco.</div>
<div></div>
<div>A suo parere, non è solo la Grecia a dover essere preoccupata, ma anche gli altri membri dell&#8217;Unione Europea, dal momento che Atene è &#8220;l&#8217;epicentro del conflitto tra due strategie diametralmente opposte per il futuro dell&#8217;unificazione europea.&#8221; &#8220;Sembra che una nuova potenza europea si stia costruendo e la Grecia sarà la sua prima vittima&#8221;, scrive Tsipras, avvertendo che <strong>&#8220;la soluzione per quei paesi che rifiutano di sottomettersi alla nuova autorità sarà semplice: una dura punizione&#8221;</strong></div>
<div></div>
<div>Venerdì la Grecia è chiamata a rimborsare 300 milioni al FMI. Atene ha già avvertito che non dispone di questa somma di denaro e ha chiesto nuovi prestiti. Per evitare la crisi, lunedi notte il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande, il presidente della Bce, Mario Draghi, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e il direttore operativo del FMI Christine Lagarde hanno tenuto un  vertice di emergenza alla ricerca di una soluzione.</div>
<div></div>
<div>da: www.lantidiplomatico.it</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2015/06/03/tsipras-grecia-e-la-prima-vittima-della-completa-abolizione-della-democrazia-europa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Elezioni venezuelane sono una lezione di democrazia, dice UNASUR</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/10/07/elezioni-venezuelane-sono-una-lezione-di-democrazia-dice-unasur/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/10/07/elezioni-venezuelane-sono-una-lezione-di-democrazia-dice-unasur/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Oct 2012 23:13:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Hugo Chávez]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=5815</guid>
		<description><![CDATA[Il Venezuela ha dato una lezione straordinaria di democrazia al mondo con l'efficienza nei comizi presidenziali di questa domenica, ha affermato il capo della Missione di accompagnamento elettorale dell'Unione delle Nazioni Sud-Americane (UNASUR), Carlos Alvarez.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5817" src="/files/2012/10/ninoChavez.jpg" alt="" width="300" height="200" />Il Venezuela ha dato una lezione straordinaria di democrazia al mondo con l&#8217;efficienza nei comizi presidenziali di questa domenica, ha affermato il capo della Missione di accompagnamento elettorale dell&#8217;Unione delle Nazioni Sud-Americane (UNASUR), Carlos Alvarez. </strong></p>
<p>La trasparenza delle elezioni, nelle quali è risultato eletto nuovamente il presidente, Hugo Chavez, ha sconvolto i male intenzionati che mettevano essenzialmente in dubbio il processo elettorale venezuelano, per interessi politici, e la democrazia nella nazione sud-americana, ha affermato.</p>
<p>Questa è una lezione straordinaria per la comunità internazionale che permette fortificare la democrazia latinoamericana, ha risaltato l&#8217;ex vicepresidente argentino realizzando un bilancio della gestione della missione.</p>
<p>L&#8217;attuale segretario generale dell&#8217;Associazione Latinoamericana di Integrazione, ha messo in luce che in paesi dove il suffragio è obbligatorio, l&#8217;assistenza alle urne oscilla tra il 70 ed il 75%; mentre in Venezuela -che è facoltativo – è stato dell’ 81%.</p>
<p>“Questa è legittimità, la forza del sistema elettorale venezuelano”, ha osservato.</p>
<p>La Missione, ha detto, ha corroborato tre questioni essenziali: che eravamo davanti ad un sistema elettorale altamente fidato, di eccellenza tecnologica; il riconoscimento dei risultati dei comizi da parte delle parti contendenti, e lo spiegamento dei rappresentanti dell&#8217;UNASUR per tutto il paese.</p>
<p>Alvarez ha annunciato che partirà dal Venezuela dopo consegnare la relazione, il prossimo mercoledì, con la soddisfazione del dovere compiuto e l&#8217;allegria di essere stato testimone e protagonista di questa festa elettorale democratica e di questo momento che ha catalogato come storico, per l&#8217;impatto nazionale ed internazionale.</p>
<p>La prima missione dell&#8217;UNASUR, dopo aver creato il Consiglio Elettorale dell&#8217;organismo regionale, ha partecipato nei comizi venezuelani con 40 rappresentanti dei paesi membri, possessori di vasta esperienza in questo tema.</p>
<p>Questo accompagnamento è stato incorniciato nell&#8217;accordo firmato il passato 22 agosto tra l&#8217;UNASUR ed il Consiglio Nazionale Elettorale venezuelano, in base ai principi di imparzialità, obiettività, indipendenza, legalità, trasparenza e non ingerenza.</p>
<p>Alvarez ha risaltato il lavoro dei membri della missione, i cui risultati permetteranno di accumulare esperienze per fortificare la democrazia in America Latina.</p>
<p>Inoltre, ha ringraziato per la collaborazione dei distinti settori politici, economici, sociali, culturali, mediatici e religiosi venezuelani col lavoro della Missione.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/10/07/elezioni-venezuelane-sono-una-lezione-di-democrazia-dice-unasur/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
