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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; critiche</title>
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		<title>I blocchi</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 03:00:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bloqueo]]></category>
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		<description><![CDATA[Stupore, almeno, ed un'alta quota di ripugnanza, mi produce continuare a leggere frasi ed articoli che vanno dal volgare all’inganno per “analizzare” come Cuba deve affrontare la realtà davanti a questo virus. Quelli che scrivono così “sanno” più che i direttori degli ospedali, scienziati e specialisti di tutti i rami, presidente, ministri, governatori, infine, tutti quelli che albeggiano lavorando o non dormono, perché non hanno tempo di pensare a loro stessi; perché non sono annoiati nel loro metro quadrato, dietro lo schermo di un computer o del loro cellulare, per “dettare” consigli con il telecomando, senza apportare niente di vantaggioso, senza riconoscere uno sforzo, senza il minimo senso di quello che è arrischiarsi e cercare una soluzione.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11436" alt="covid-coronavirus-cuba-6-580x324" src="/files/2020/04/covid-coronavirus-cuba-6-580x324.jpg" width="580" height="324" />Stupore, almeno, ed un&#8217;alta quota di ripugnanza, mi produce continuare a leggere frasi ed articoli che vanno dal volgare all’inganno per “analizzare” come Cuba deve affrontare la realtà davanti a questo virus.</strong></p>
<p>Quelli che scrivono così “sanno” più che i direttori degli ospedali, scienziati e specialisti di tutti i rami, presidente, ministri, governatori, infine, tutti quelli che albeggiano lavorando o non dormono, perché non hanno tempo di pensare a loro stessi; perché non sono annoiati nel loro metro quadrato, dietro lo schermo di un computer o del loro cellulare, per “dettare” consigli con il telecomando, senza apportare niente di vantaggioso, senza riconoscere uno sforzo, senza il minimo senso di quello che è arrischiarsi e cercare una soluzione.</p>
<p>Alcuni pubblicano sotto un titolare dolcificato e di apparenza positiva, perché sanno che ci sono lettori, in generale, che non aprono l&#8217;articolo in questione (facile da sapere quando in un commento domandano dettagli compresi dentro l’articolo). I più abietti vedono come una barzelletta che qualcuno abbandoni un centro di isolamento o si rifiuti di seguire le misure sanitarie o non apra una porta davanti alle ricerche sanitarie; lo condividono ed incoraggiano alla disubbidienza. I più preparati sgranano filosofie come “questo è il blocco interno”. Niente di empatia e solidarietà.</p>
<p>Cuba ha dovuto comprare una nave per avere il petrolio che caricava. In questi giorni, il donativo medico di mascherine, kits di diagnosi rapida e ventilatori, da parte di Jack Ma, fondatore di Alibaba, il gigante elettronico cinese, non è potuto arrivare alla nostra isola, perché l&#8217;azienda statunitense contrattata per farlo si è negata, allegando le leggi che l&#8217;ostacolano, malgrado sì sono arrivati al Giappone, alla Corea del Sud, in Italia, in Iran, in Spagna, in Etiopia, in Belgio, in Francia, agli stessi Stati Uniti ed a circa cinquanta paesi in più. L&#8217;informazione dettagliata appare nella pagina dell&#8217;Ambasciata di Cuba in Cina, ed oggi nei mezzi cubani. Questa è la realtà.</p>
<p>I critichi da salotto non sono interessati nel fare campagna contro un fatto che è contrario coi loro supposti desideri di unità e preoccupazione per i cubani tutti. Dovrebbero menzionare la parola bloqueo, che è ancora più amaro ed inumano quando si tratta di salute, e riconoscere che in quello che Cuba pianifica e costruisce contro ogni difficoltà, per la salute, sì sono compresi tutti i cubani, perfino loro.</p>
<p>Mi accusano di non essere già una poeta, per credere nella poesia delle parole ed in quella delle vite delle persone. Sono anche specialista in letteratura. Qualcuno che ha avuto un&#8217;opera, che oggi si riassume in post infami che non apportano nulla se non consumati aggettivi per i suoi ego di miseria. Inviano le loro bestie quando una pubblicazione difende gli sforzi di Cuba. Non credo in nessuno che dica di amare fiori, animali ed albe, e non ami il suo vicino. E non sia capace di dirlo, almeno, se non lavorerà per il bene comune.</p>
<p>Io credo in Cuba, anche perché Cuba, in questa battaglia per la vita, crede perfino in quelli che non credono in lei.</p>
<p>di: Teresa Melo</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Cubadebate</p>
<p>Foto: Irene Perez / Cubadebate</p>
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		<title>Sappi Spagna: in Cuba “il nemico” è il governo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 00:22:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[critiche]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[franchismo]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>

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		<description><![CDATA[In un'intervista al quotidiano El Mundo che molti mezzi di comunicazione pubblicarono con il titolo “Ho detto a Hillary Clinton: La Spagna è tornata!”, il cancelliere spagnolo Josè Manuel Garcia-Margallo ha raccontato il suo incontro in Germania la scorsa settimana con la Segretaria di Stato nordamericana.  
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3246" src="/files/2012/02/clintonmargallo.jpg" alt="" width="300" height="129" />In un&#8217;intervista al quotidiano El Mundo che molti mezzi di comunicazione pubblicarono con il titolo “Ho detto a Hillary Clinton: La Spagna è tornata!”, il cancelliere spagnolo Josè Manuel Garcia-Margallo ha raccontato il suo incontro in Germania la scorsa settimana con la Segretaria di Stato nordamericana. </strong></p>
<p>Garcia-Margallo affermò, nelle sue dichiarazioni, che ha detto alla sua omologa statunitense che Spagna “vuole essere protagonista nella scena internazionale” e che quello che lui rappresenta è un “governo serio, responsabile”. E niente di meglio per dimostrare agli Stati Uniti queste ansie di protagonismo che un attacco a Cuba nella stessa intervista, piena di omaggio verso il poderoso paese del Nord.</p>
<p>Ma il cancelliere spagnolo non avrebbe potuto scegliere momento peggiore per ingraziarsi gli USA dettando modelli di comportamento a Cuba. Quasi  simultaneamente alle sue dichiarazioni, una nuova scena di repressione contro proteste popolari convalidava la risposta del vice ministro cubano di Relazioni Estere, Dagoberto Garcia, che raccomandò a Garcia-Margallo di occuparsi della sua periferia per sapere dove stanno i seguaci del dittatore Francisco Franco. Il cubano suggerì al ministro ispano che “il suo governo deve occuparsi piuttosto di dare soluzione ai gravi problemi che affronta nella sua società come la crisi economica, il continuo incremento della disoccupazione che colpisce a oltre cinque milioni di persone, soprattutto i giovani.”</p>
<p>Il fatto è che se il cancelliere spagnolo -invece di tentare di ingraziarsi la signora Clinton &#8211; avesse osservato la sua periferia avrebbe visto i brutali attacchi della polizia a Valencia contro gli adolescenti dell&#8217;istituto Lluis Vives. Lì l&#8217;attuazione delle autorità ha indignato la società iberica e generato manifestazioni di appoggio in tutto il paese verso coloro che sono stati chiamati “il nemico” da un capo della polizia, perché esigevano che cessino i ritagli ai presupposti educativi.</p>
<p>Garcia-Margallo dovrebbe sapere che quella che sì non tornerà mai ad obbedire agli ordini nordamericani è Cuba, dove gli studenti non hanno sofferto mai un attacco della polizia da quando i governi dell&#8217;Isola hanno smesso di essere benedetti dagli Stati Uniti. Come segnalò il vicecancelliere cubano nella sua risposta al ministro spagnolo, questa Isola è “un paese sovrano ed indipendente che non accetta critiche da nessuno, e soprattutto da quelli che cercano di dare delle lezioni, quando in realtà hanno la coda di paglia.”</p>
<p>Ed è che qui, da più di cinquanta anni, “il nemico” è nel potere. Il diritto ad un&#8217;educazione gratuita, laica e di qualità che reclamano i giovani spagnoli esiste nel DNA sociale dei cubani, e nessun poliziotto, chiamasi Stati Uniti o il ridicolo governo che gli ubbidisce a Madrid, se lo potrà strappare.</p>
<p>scritto da Iroel Sanchez</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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